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Ski Cross: In Val di Fassa vincono Regez e Thompson

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Ski Cross FassaDeromedis e gli azzurri escono tutti ai quarti

Si è infranto ai quarti di finale il sogno di gloria del terzetto azzurro nella prima gara di Coppa del Mondo di skicross della Val di Fassa.. Sul tracciato Ski Cross Monzoni, tirato a lucido per questa prima della storia in formato olimpico il 24enne di Taio Simone Deromedis, il 28enne di Lana Dominik Zuech e il 27enne di Castione della Presolana Federico Tomasoni sono tutti usciti nell'elimintatoria successiva agli ottavi di finale.
Il primo atto della due giorni nella Ski Area San Pellegrino organizzata dalla Monti Pallidi assieme a Val di Fassa Grandi Eventi ha dunque regalato parecchie sorprese, a partire dalla vittoria dello svizzero Ryan Regez, campione olimpico uscente, che per la settima volta è tornato sul gradino più alto del podio dopo ben tre anni. Il 32enne di Wengen, che vinse l'ultima volta vinse in Svezia nel gennaio 2022 si è trovato particolarmente a suo agio sul tracciato trentino, facendo segnare degli ottimi tempi in entrambe le qualifiche e anche nelle varie run ad eliminazione diretta. Nella big final Regez ha gestito alla grande la sua prova, partendo subito forte e prendendo un leggero vantaggio nella parte centrale, poi gestito sino al traguardo, dove ha esultato come non gli accadeva da un bel po', sfogando tutta la rabbia di tante gare con poche soddisfazioni. Alle sue spalle il compagno di squadra Alex Fiva, mentre sul terzo gradino del podio ha terminato il tedesco Florian Wilmsmann, capace di infilare il francese Youri Duplessis Kergomard proprio all'ultima curva e a mettere in cascina punti preziosissimi per la classifica generale, visto che con la gara trentina è nuovamente tornato ad indossare il pettorale oro, spodestando il trentino Simone Deromedis.
Al termine del suo quarto di finale, dopo aver dominato l'ottavo con autorevolezza, il finanziere di Taio era furibondo per una gara gettata al vento. Partito malissimo al cancelletto, nella parte centrale non è riuscito a fare molta velocità. Ha poi recuperato nel finale superando il compagno Dominik Zuech ed arrivando addirittura all fotofinish con l'austriaco Rohrweck, poi ammesso alle semifinali. Terzo e quarto dunque Deromedis e Zuech, incapaci di fare un gioco di squadra, dopo che agli ottavi avevano concluso primo e secondo nella stessa run. Federico Tomasoni, primo agli ottavi nella sua batteria non è riuscito a superare i quarti, ultimo nella propria heat. Nella overall ora Florian Wilmsmann guida con 575 punti, precedendo di 16 punti l'azzurro Simone Deromedis, che proverà a riscattarsi domattina. Terzo è il francese Youri Duplessis Kergomard con 535, ma non sarà della partita perché non è riuscito a qualificarsi venerdì.
In campo femminile terza vittoria consecutiva per la canadese Marielle Thompson, che consolida così la testa della classifica generale. Nella big final ha superato la francese Marielle Berger Sabbatel e le due compagne di squadra Courtney Hoffos e India Sherret. Nella overall ora la Thompson ha 681 punti contro i 645 della compagna India Sherret, quindi terza la tedesca Danila Maier. Sesta è la livignasca Jole Galli, che domani tornerà a gareggiare dopo il mal di schiena che non le aveva consentito di essere al via nella sfida di sabato. Oggi secondo atto con lo stesso orario: 10,40 il training e 12,00 gara con ottavi maschili e quarti femminili. Diretta tv su Rai Sport e su Eurosport dalle ore 12, oltre che su 23 emittenti di tutto il mondo.

( Credit photo: Brunel )

Redazione

Ski Cross: Deromedis, Zuech, Tomasoni e Galli qualificati, attesa per domenica in gara due

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GALLIAltra giornata da incorniciare allo Ski Cross Monzoni, nella seconda giornata di qualifiche per gara due di domenica 9 febbraio nel programma di Val di Fassa Ski Cross World Cup. Sia per gli organizzatori capitanati dall'Us Monti Pallidi e dalla Val di Fassa Grandi Eventi all'esordio nel massimo circuito nella formula olimpica, sia per i 73 concorrenti in rappresentanza di 12 nazioni, sia soprattutto per la squadra italiana che porta 4 atleti nella sfida ad eliminazione diretta di domenica. Sorridono il trentino 24enne di Taio delle Fiamme Gialle Simone Deromedis, il 28enne di Lana Dominik Zuech dello Sci club Drusciè Cortina, il 27enne di Castione della Presolana dell'Esercito Federico Tomasoni e la 29enne livignasca del Cs Carabinieri Jole Galli.
L'atteso atleta della Val di Non, leader della Coppa del Mondo generale, era soddisfatto a metà al termine della propria prova lungo i 1.100 metri del tracciato, che presenta 145 metri di dislivello. Per lui il quinto tempo assoluto nella run dove il più veloce è risultato il canadese Reece Howden con il tempo di 59"10, davanti a due svedesi Erik Mobaerg (+42 centesimi) e David Mobaerg (+43 centesimi) e al tedesco Florian Wilmsmann (+49 centesimi). Il gap fatto registrare da Deromedis al termine della qualifica è di 52 centesimi superiore a quello del canadese (59"62 il suo tempo).
«Anche oggi nella sfida che conta non sono stato completo. – spiega il finanziere in zona traguardo - Ho sbagliato ancora l'uscita dal cancelletto e sono stato troppo lento sulla prima struttura e poi anche sul tratto pianeggiante sono meno scorrevole degli avversari. Peccato, perché nel giro di prova avevo sciato quasi in maniera perfetta. Domani sarà necessario partire forte».
In campo maschile altra buona prestazione per Dominik Zuech, che ha fatto registrare il dodicesimo tempo con 1'00"27, mentre Federico Tomasoni si è qualificato con il 24° tempo (1'00"96). Semaforo rosso invece per Yanick Gunsch (42°), per Edoardo Zorzi (44°), Filippo Zamboni (46°), Davide Cazzaniga (48°), per l'esordiente in Coppa Paolo Piccolo (40°) , seguito a ruota da Daniel Moroder e Aiace Smaldore.
Anche in campo femminile cambio di leader dopo la seconda qualifica ed anche in questa occasione con un'atleta canadese. La più veloce è risultata Marielle Thompson con il tempo di 1'02"54, davanti per 16 centesimi alla compagna India Sherret, con la svizzera Fanny Smith terza a 26 centesimi dalla migliore. Ha stretto i denti e si è messa in gioco nonostante il forte mal di schiena dovuto a due ernie che di tanto in tanto tornano a darle fastidio, la livignasca Jole Galli, che ha saltato il traning per concentrarsi esclusivamente sulla qualifica. Ne è uscito un sesto posto, a 2 secondi e 25 centesimi dalla canadese.
«Nella qualifica di giovedì – precisa la portacolori del Carabinieri – non sono riuscita a stare nemmeno in piedi. Oggi volevo comunque provare a mettermi in gioco e ne è uscito un sesto tempo, ma finita la prova mi è uscito ancora il dolore. Sabato riposo e domenica proverò a fare meglio, compatibilmente con il fisico. Mi spiace un sacco perché questa pista è fantastica, mi piace troppo».
Non qualificata nemmeno oggi la rendenese Andrea Chesi, più lenta di ieri con il 19° tempo e un po' irritata per le bizze del cronometro, che è andato in tilt.
Sabato si gareggia dunque per i punti di Coppa del Mondo. Dagli ottavi alla finale per le categorie maschili, dai quarti alla finale per quelle femminili. Il programma prevede training dalle ore 10.40 alle 11, quindi a mezzogiorno in punto inizieranno le batterie ad eliminazione diretta.
Per il pubblico che vorrà assistere alla gara sia di sabato sia di domenica l'ingresso è gratuito. È possibile accedere alla zona gara utilizzando la seggiovia quadriposto carenata Costabella. Chi sale a piedi potrà poi scendere ai margini del tracciato di gara fino alla zona del traguardo (600 metri), unico modo per raggiungerlo. Per i pedoni è stato allestito un percorso dedicato. È stato fissato un prezzo promozionale di 10 euro per andata e ritorno con l'impianto di risalita.
Gara 1 di sabato 8 febbraio si potrà seguire in tv su RaiSport ed Eurosport in diretta a partire dalle 11.50, un evento che avrà un'importante visibilità mediatica con diffusione su 23 emittenti di tutto il mondo.

( Credit photo: Ralf Brunel )

Redazione

Deromedis in Val di Fassa con il pettorale oro: "Voglio difenderlo, non vedo l'ora di gareggiare"

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Deromedis - - ZorziIl conto alla rovescia sta per esaurirsi. Da giovedì 6 a domenica 9 febbraio, la Ski Area San Pellegrino e la Val di Fassa sfileranno sul grande palcoscenico della Coppa del Mondo di ski cross, con il trentino Simone Deromedis pronto a sfoggiare e a onorare al meglio il pettorale di leader della classifica generale sfilato domenica al tedesco Florian Wilmsmann. Giovedì 6 e venerdì 7 febbraio, sulla pista «Ski Cross Monzoni», si terranno le prove di qualificazione, che determineranno la composizione delle batterie a eliminazione diretta delle gare di sabato e domenica.
Deromedis, campione del mondo in carica, è reduce dalla positiva due giorni di Veysonnaz, dove il classe 2000 delle Fiamme Gialle ha conquistato la seconda vittoria stagionale (la quarta in carriera nel massimo circuito internazionale) e un quinto posto. Risultati che hanno permesso all'azzurro di issarsi in vetta alla graduatoria di Coppa con 530 punti all'attivo, 15 in più del tedesco Wielmsmann (515), seguito a propria volta dal francese Youri Duplessis (385), vittorioso in gara 2 nella località svizzera.
Deromedis avrà motivazioni doppie per la tappa di casa, su una pista che per lui è sempre stata foriera di soddisfazioni, con una vittoria e altri tre podi in Coppa Europa e due titoli di campione italiano (2022 e 2023). Ora l'asticella è decisamente più alta, ma più alto è anche il livello raggiunto dal ventiquattrenne della Val di Non, in piena lotta per la conquista della sfera di cristallo.
«Era da tempo che aspettavamo di avere una gara in casa a Passo San Pellegrino, la nostra base d'allenamento nelle ultime stagioni – commenta Deromedis, appena rientrato dalla trionfale trasferta svizzera – Da quanto ho avuto modo di vedere, gli organizzatori fassani hanno costruito una gran bella pista. A me la Val di Fassa ha sempre portato bene. Ci arriverò da leader della classifica generale di Coppa del Mondo e spero di riuscire a tornare a casa domenica sera ancora col pettorale oro addosso».
A Veysonnaz il trentino ha vinto gara 1, per poi chiudere quinto (primo posto nella finale B) in gara 2, con qualche rimpianto. «Un po' di delusione per la seconda giornata di gara c'è, ma sabato ho vinto e ho provato belle sensazioni, sono davvero contento di come ho sciato – precisa Deromedis -. Nello ski cross si gareggia in quattro, ci sono più varianti, i possibili contatti in primis. A volte non basta essere il più forte per vincere. Bisogna spingere in ogni batteria, fare sempre la cosa giusta. In semifinale mi sono trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ho imboccato davanti la prima curva, ma esterno, il canadese Howden mi ha infilato e spinto fuori, non c'è stato più nulla da fare. Ho comunque vinto la finale B e sono leader della classifica generale. Va bene così».
Dopo il quinto posto conseguito alle Olimpiadi del 2022, nel 2023 a Bakuriani è arrivato il titolo di campione del mondo. Da lì tanti altri podi e successi pesanti: ora si può davvero pensare in grande. «Ho trovato la continuità di prestazioni e risultati che andavo cercando – conclude l'azzurro -. Due, tre stagioni fa puntavo a chiudere l'inverno con un podio. Lo scorso anno con una vittoria. Ora sento di poter puntare al successo in ogni gara e questo per me significa tanto: la cosa più difficile, nello ski cross, è proprio essere costanti. Per riuscire a esserlo, bisogna cercare di dominare ogni manche, evitare i rischi, indipendentemente dalle caratteristiche del pendio di gara. Certe piste sono barrate e più ripide, più adatte agli specialisti dello sci alpino. Sono le gare che soffro di più. Poi ci sono i tracciati come quelli di Veysonnaz, San Pellegrino, pendii con pendenze meno accentuate, che richiedono capacità di creare velocità, sfruttando i dossi e le strutture, una delle mie principali doti».
Il comitato organizzatore, guidato dal collaudato staff di Val di Fassa Grandi Eventi, sta ultimando gli ultimi dettagli per accogliere al meglio gli atleti, che già nella giornata di mercoledì potranno provare il tracciato di gara, ricavato sulla pista «Ski Cross Monzoni», nella Ski Area San Pellegrino, dove in questi giorni si è allenata la squadra azzurra femminile di Coppa Europa. Il builder Tobia Silvestri e il responsabile di percorso Dario Dellantonio, supportati dai tecnici della società Catinaccio Impianti a Fune, hanno ultimato il tracciato. «Il percorso di gara è tecnico, al di sopra della media di Coppa del Mondo – spiega Dario Dellantonio -. Abbiamo cercato di creare le condizioni migliori per garantire un bello spettacolo e mettere gli atleti nelle condizioni di esprimersi al meglio».
Rispetto a quella presentata più volte in Coppa Europa, per l'evento Coppa del Mondo la pista «Ski Cross Monzoni» è stata modificata nella parte iniziale, più diretta, con una sezione ricca di strutture completamente nuove. Il tracciato, inoltre, è stato allungato nella parte finale e presenterà uno sviluppo di 1.300 metri circa e un dislivello di 180 metri, in modo da garantire una completa visibilità del tratto conclusivo, anche per i media e per il pubblico, che potrà assistere gratuitamente allo spettacolo accedendo alla pista grazie alla seggiovia Costabella della Ski Area San Pellegrino.
Il tracciato includerà in totale cinque curve, due salti da 25-30 metri e varie figure, nel dettaglio uno «step down», uno «step up», un «dragon» e varie strutture composte da più «roller».

( Credit photo: Ralf Brunel )

Redazione

I vichinghi conquistano Schilpario nella prima gara mondiale doppio Oro

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Hoelsveen Skari MascotteI norvegesi Hoelsveen e Skari sono campioni del mondo della categoria Junior, per l'Italia i migliori sono Beatrice Laurent (7.a) e Gabriele Matli (12°), out Pozzi

Pista degli Abeti tirata a lucido, cielo sereno e un bel sole a fare capolino sul più bello: il Campionato del Mondo Junior&Under23 di Bergamo-Schilpario 2025 si è aperto in una cornice splendida con la prova Sprint in tecnica classica della categoria Junior. I nuovi campioni del mondo sono, guarda caso, due norvegesi: Malin Hoelsveen e Filip Skari.

La prova femminile ha visto scatenarsi in pista la 'meglio gioventù' del fondo con batterie molto combattute fin dai quarti di finale. Ad avanzare sono state davvero le più veloci con i 6 migliori tempi in qualifica a guadagnarsi un posto anche nella finalissima. Quattro norvegesi, una canadese e un'americana si sono contese le medaglie, andate poi tutte al collo delle 'norge'. In un round conclusivo fra colpi di double poling e gioco di squadra la norvegese, fra l'altro anche campionessa di atletica leggera, Malin Hoelsveen ha preceduto le connazionali Iselin Bjervig Drivenes e Milla Grosber Andreassen che si sono classificate rispettivamente al 2° e 3° posto dopo un serrato photofinish. Bene le azzurre in gara, con tutte e quattro le portacolori della nazionale a qualificarsi tra le migliori 30, sono poi arrivate in semifinale Beatrice Laurent e Marit Folie, 7.a e 9.a. Si è fermato ai quarti di finale il cammino delle altoatesine Marie Schwitzer e Romina Bachmann, con quest'ultima che è intoppata in una sfortunata caduta nelle fasi iniziali della sua batteria, dove ha comunque messo in mostra una grande condizione fisica riuscendo a ricucire sulle avversarie. Bachmann chiude la sua Sprint mondiale in 17.a piazza mentre è 23.a Schwitzer.

Sostenuti da un tifo da stadio a bordo pista, al cospetto della catena dei Campelli, anche gli uomini Junior si sono sfidati senza esclusione di colpi. Lungo il tracciato da 1,3 km ha fatto la gara perfetta il figlio d'arte Filip Skari che non solo ha siglato il miglior tempo in qualifica, ma ha anche varcato la linea del traguardo in prima posizione ai quarti, in semifinale e in finale. Un 'piccolo-grande-slam' per il figlio della campionessa Bente Skari Martinsen che ha raggiunto Schilpario per sostenere il suo talentino. Skari precede il connazionale Lars Heggen e nella sua personalissima lotta contro la Norvegia è un brillante Isai Näff (SUI) quello che si ritaglia un posticino sul podio e conquista la medaglia di bronzo. Per l'Italia da segnalare la bella performance di Gabriele Matli, che supera i quarti alle spalle del neo-campione Skari e conclude la sua Sprint iridata in 12.a piazza. 16° invece il cognein Tommaso Cuc, capitato in una batteria lenta proprio ai quarti e conclusa in 3.a posizione senza possibilità di passaggio del turno come lucky looser. Fuori in qualifica con una punta di amarezza gli azzurri Federico Pozzi (49°) e Niccolò Bianchi (43°), con il primo beffato da una caduta in curva che ne ha irrimediabilmente compromesso le speranze di passare il turno fra i migliori 30. A Beatrice Laurent e Gabriele Matli il Memorial Giuseppe Barzasi come migliori azzurri della categoria Junior.

Oggi è stato celebrato il primo giorno di gare, mente ieri per le vie di Schilpario si è svolta la partecipata e festosa Cerimonia di Apertura: ad intervenire sul palco in Piazza Maj dopo la parata in centro paese, fra gli altri, l'europarlamentare Lara Magoni, il presidente federale e vicepresidente FIS Flavio Roda, il sindaco di Schilpario Claudio Agoni, il magnifico rettore dell'Università degli Studi di Bergamo Sergio Cavalieri e il presidente del comitato organizzatore Carmelo Ghilardi. Bello vedere i rappresentanti delle 44 nazioni sfilare per Schilpario scortati dalla banda di Vilminiore, dai maestri di sci di Schilpario, dai rappresentanti degli otto sci club che insieme hanno proposto il grande evento iridato. Da tutti saluti di prammatica, ringraziamenti alle istituzioni che sostengono l'evento e in primis la Regione Lombardia, i tanti partners privati rappresentati da Giovanni Sanga di SACBO. Il presidente FISI e vicepresidente FIS Flavio Roda ha aggiunto dal palco: "un ringraziamento sentito a quanti hanno reso possibile questo grande evento che sono sicuro sarà un successo, e un in bocca al lupo ad atleti, squadre e organizzatori".

Immancabile il saluto del presidente del CO Carmelo Ghilardi: "che emozione vedere gli sforzi fatti sin qui concretizzarsi. Buon Campionato del Mondo a tutti!" La dichiarazione di apertura del Campionato del Mondo è stata pronunciata dall'unico atleta bergamasco convocato, Davide Negroni, e dalla norvegese Tuva Anine Jensen.

La macchina organizzativa del Campionato del Mondo di Bergamo-Schilpario 2025 è entrata in azione e la settimana iridata alla Pista degli Abeti continua nel segno degli operosi volontari del CO locale.

Sprint CT – Junior Women

1 HOELSVEEN Malin NOR 3:00.53; 2 DRIVENES Iselin Bjervig NOR 3:01.73; 3 ANDREASSEN Milla Grosber NOR 3:02.12; 4 MACKIE Alison CAN 3:02.14; 5 SMITH Sammy USA 3:03.16; 6 HANSEN Nora Christine NOR 3:16.30

Sprint CT – Junior Men

1 SKARI Filip NOR 2:38.39; 2 HEGGEN Lars NOR 2:38.50; 3 NAEFF Isai SUI 2:43.55; 4 WEIDLICH Janik GER 2:45.30; 5 HARBO Torjus Magnus NOR 2:45.60; 5 2:45.61; 6 ALBRECHT Jonas GER 2:49.41

(Credit photo: Newspower.it)

Redazione

La 52^ Marcialonga è di Emilie Fleten e Andreas Nygaard, più forti della pioggia

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Fleten Nygaard Vincitori MarcialongaPer Fleten la 2^ vittoria consecutiva in una gara fatta di cadute, recuperi e grande forma, per Nygaard il successo dopo 10 anni di tentativi

"Marcialonga bagnata, Marcialonga fortunata" devono aver pensato in molti questa mattina alla partenza da Moena, quando ad accogliere bisonti e professionisti di Ski Classics c'era un vero tempo da lupi. Ma i migliori atleti al mondo delle lunghe distanze si sono dimostrati ancora una volta più forti di tutto, e al loro seguito migliaia di bisonti. I vincitori della 52.a edizione della Marcialonga di Fiemme e Fassa sono i norvegesi Emilie Fleten e Andreas Nygaard che conquistano la granfondo più amata al mondo nel segno della resilienza con un forcing di spessore sul Mur de la Stria (muro della strega).

A scattare puntualissimi alle 8 da Moena sotto una pioggia fine ma battente sono stati gli uomini che da subito hanno imposto un ritmo serrato. In direzione Canazei, mentre ci si addentrava in Val di Fassa, il gruppo è andato allungandosi e i migliori si sono assestati nelle prime posizioni continuando a macinare chilometri, con i fondisti del Team Ragde Charge a tenere controllata la testa del gruppo. Allo Sprint di Canazei il primo a transitare era uno scatenato Vebjoern Moen tallonato dal leader della classifica a punti Anton Persson e da un brillante Max Novak. Nel tratto in discesa lungo la Val di Fiemme la velocità di crociera non ha fatto che aumentare, e prima di raggiungere Predazzo Vebjoern Moen (Team Ragde Charge) e Mathias Aas Rolid (Team Eksjöhus) hanno tentato l'allungo mettendo qualche secondo fra loro e i diretti avversari. La coppia di testa ha avuto però vita breve, prima perché Moen dopo aver tentato un attacco ha fatto un fuori giri e ha perso contatto con Rolid, e dopo perché lo stesso Rolid è stato raggiunto da un trenino di tre atleti in grande spolvero: Andreas Nygaard, Max Novak e Amund Hoel con quest'ultimo a sfoggiare il pettorale giallo di leader. Il rinnovato quartetto di testa ha aumentato il gap con il resto del gruppo procedendo spedito per Lago di Tesero e raggiungendo in men che non si dica i piedi della salita di Cascata, dopo il giro di boa a Molina di Fiemme. I quattro si sono studiati fin dai primi strappi dell'ascesa, alternandosi nel tentare attacchi e accelerate. Sulle rampe più dure è uscita tutta la forza del vichingo Nygaard che in un finale all'ultimo respiro ha avuto la meglio sullo svedese Max Novak. Per Nygaard un successo voluto, desiderato e sognato da tempo, che arriva dopo 10 anni di tentativi, un 3° posto e un 2° posto. "È stato incredibile. Quasi non osavo sognare che questo giorno sarebbe arrivato, e ora che è finalmente arrivato sono così grato e riconoscente. Avevamo degli sci fantastici e credo sia grazie a Mathias (Rolid) se ho vinto oggi. Un grande grazie a lui. Voglio dedicare questa vittoria ai fratelli Aukland, perché senza di loro non sarei mai stato qui. Ma sicuramente anche la mia fidanzata ha avuto un ruolo importante in tutto questo e le mando un bacio", ha raccontato il norvegese, che sotto gli eccentrici baffi nasconde un sorriso di gioia incontenibile. Sfuma di un soffio negli ultimi metri il sogno di gloria di Max Novak, 2°, e completa il podio Amund Hoel. Per l'Italia il miglior fondista della 52.a Marcialonga è Lorenzo Busin, 32° (Team Internorm Trentino).

La Marcialonga al femminile è tutta nel segno della resilienza e resistenza di Emilie Fleten: la fuoriclasse norvegese del Team Ramudden ha dato prova della sua forza nei 70 km da Moena a Cavalese, dopo una caduta nel tratto di ritorno fra Soraga e Moena che sembrava aver compromesso per sempre la sua prova proprio quando davanti le rivali Anikken Gjerde Alnæs e Silje Øyre Slind si scatenavano con Jenny Larsson. Ma Fleten a colpi di "double poling" ha ricucito sulle avversarie e si è messa in testa per affrontare davanti il sottopasso che porta ai piedi della salita di Cascata. Dopo aver affrontato 68 km a tutta, Emilie Fleten ha impresso un ritmo a dir poco insostenibile e fra uno strappo e l'altro Slind, Alnæs e Larsson si sono inesorabilmente staccate, concedendo alla norvegese il lusso di un arrivo in solitaria. Dietro la bagarre era però tutt'altro che finita, con Slind ad agguantare il 2° posto e Alnæs a ritagliarsi uno splendido 3° posto sul podio dopo una lotta fino all'ultimo con Larsson.

"Finalmente una gara veramente decente dall'inizio fino alla fine!" e a dirlo è l'altoatesina Michaela Patscheider (Team Robinson Trentino) che centra la top15 con il 15° posto alla Marcialonga di oggi e aggiunge: "sono veramente super contenta, ci tenevo un sacco a fare bene oggi. In queste condizioni non era facile e sono davvero felice!"

Centinaia di bisonti si sono scatenati anche nella 20.a Marcialonga Light di 45 km che ha visto primeggiare Tommaso Dellagiacoma e Anna Giordan davanti alla figlia d'arte Anna Aukland.

Nel fine settimana Marcialonga è stata anche Young e ha visto gareggiare le categorie U14, U16 e Giovani, questi i migliori: U14 Adele Andreoli e Lorenzo Briscoli (Made2win), U16 la figlia d'arte Heidi Debertolis (US Primiero) e Federico Sartori (SC Ledrense), Giovani Laura Cavazzani e Carlo Cantaloni.

La 52.a Marcialonga di Fiemme e Fassa continua con la sfilata dei quasi 7000 bisonti in gara oggi che movimentano le due Valli trentine per ancora molte ore e celebrano il successo della granfondo. Soddisfazione nel comitato organizzatore che grazie al lavoro di oltre 1500 volontari può garantire lo svolgersi in sicurezza della gara nonostante le condizioni meteo non facili.

Marcialonga 70 km - Men

1 Nygaard Andreas NOR 2:39:34.72; 2 Novak Max SWE 2:39:35.27; 3 Hoel Amund NOR 2:39:46.54; 4 Rolid Mathias Aas NOR 2:40:25.72; 5 Bruvoll Ole Joergen NOR 2:40:39.46; 6 Hoel Johan NOR 2:40:40.81; 7 Oedegaarden Thomas NOR 2:40:46.84; 8 Stadaas Kasper NOR 2:40:48.80; 9 Tjelle Johan NOR 2:40:50.12; 10 Hoelgaard Stian NOR 2:40:56.48

Marcialonga 70 km - Women

1 Fleten Emilie NOR 3:09:24.66; 2 Slind Silje Oeyre NOR 3:09:39.08; 3 Alnaes Anikken Gjerde NOR 3:09:52.07; 4 Larsson Jenny SWE 3:09:53.75; 5 Lodin Hanna SWE 3:13:41.54; 6 Lindstroem Louise SWE 3:16:46.11; 7 Stoestad Julie Kvale NOR 3:17:54.63; 8 Hedenstroem Karolina SWE 3:18:26.60; 9 Roivas Kati FIN 3:18:33.02; 10 Baangman Hedda CZE 3:19:33.85

Marcialonga Light 45 km - Men

1 Dellagiacoma Tommaso ITA 1:56:59.09; 2 Dellagiacoma Stefano ITA 1:57:06.09; 3 Compagnoni Luca ITA 2:02:09.79; 4 Galler Tobias AUT 2:07:57.68; 5 Bertagnolli Cristian ITA 2:08:52.43; 6 Levorato Mario EST 2:09:18.01; 7 Zamboni Mattia ITA 2:09:34.33; 8 Carraro Lorenzo ITA 2:13:06.38; 9 Wenzel Magnus SUI 2:14:05.87; 10 Poul Jachym CZE 2:17:28.44

Marcialonga Light 45 km - Women

1 Giordan Anna ITA 2:21:14.56; 2 Aukland Anna NOR 2:25:22.88; 3 Dellagiacoma Carola ITA 2:29:14.07; 4 Benzoni Laura ITA 2:30:14.95; 5 Mengyang Zhao CHN 2:46:30.26; 6 Meyer Nima FRA 2:48:51.58; 7 Bonelli Laura ITA 3:10:33.45; 8 Da Re Silvia ITA 3:32:13.23; 9 Cerna Silovska Hana CZE 3:41:16.64; 10 Giacometti Anita ITA 3:48:55.49

( Credit photo: Newspower.it )

Redazione

Una 24 Ore di Daytona dal doppio volto per il team Cetilar Racing

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Daytona CetilarDaytona - Una 24 Ore di Daytona dal doppio volto, quella che si è conclusa ieri e che ha visto protagonista la Ferrari 296 GT3 numero 47 del team Cetilar Racing sulla quale, per la prima volta, si sono alternati il binomio padre-figlio Roberto e Nicola Lacorte, il nuovo arrivo Lorenzo Patrese ed Antonio Fuoco.

Un'edizione della gara della Florida (la quinta consecutiva per il team "all made in Italy" e la terza di fila con la nuova vettura di Maranello), che ha visto tanto Lacorte junior che Patrese fare il loro debutto nella classica gara americana e lo stesso Nicola Lacorte fare anche il suo esordio assoluto in GT.

Una 24 Ore di Daytona che era iniziata in modo positivo, pur concludendosi prematuramente a causa di un problema all'alternatore dopo 12 ore.

Il primo appuntamento dell'IMSA WeatherTech SportsCar Championship aveva preso il via con Roberto Lacorte autore di un primo doppio stint molto positivo, prima di cedere il volante a Nicola. Una prima parte di gara che ha visto la Ferrari 296 GT3 gestita dalla AF Corse recuperare progressivamente fino ad occupare la seconda posizione nel corso dell'11ª ora, ovvero poco prima del definitivo stop. Tutto ciò nonostante l'imprevisto di un detrito, che aveva bucato in precedenza il radiatore causando una perdita d'acqua.

Archiviato questo primo evento della stagione, il team Cetilar Racing adesso guarda al prossimo impegno, che sarà la 12 Ore di Sebring in calendario nel fine settimana del 14 e 15 marzo.

( Credit photo: F. Taccola )

Redazione

Oltre 8200 i concorrenti al via della 52^ Marcialonga di Fiemme e Fassa

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Partenza MenAl via medagliati Olimpici, bisonti da oltre 40 nazioni e i big di Ski Classics

La settimana di Marcialonga entra nel vivo e con oggi è stata messa in cassaforte anche la tradizionale conferenza stampa del martedì che precede gli eventi del fine settimana e ha sancito i grandi numeri in vista della 52^ edizione che culminerà con l'amata granfondo domenica 26 gennaio.

La granfondo di Fiemme e Fassa è stata presentata questa mattina presso la Sala Blu di Cavit, storico partner di Marcialonga che la affianca fin dalla nascita e che per questa edizione personalizza i pettorali dei concorrenti. Come ha sottolineato il 'padrone di casa' e presidente di Cavit Lorenzo Libera: "quella con Marcialonga è una collaborazione che si rinnova da tempo, perché Cavit e Marcialonga hanno molte affinità: sono due realtà trentine ben radicate nel territorio, vere eccellenze della trentinità che esportano il loro marchio a livello internazionale".

Durante la conferenza a portare il loro saluto non sono mancati i rappresentanti delle comunità che ospitano la partenza e l'arrivo di Marcialonga, il sindaco di Moena Alberto Kostner e il sindaco di Cavalese Sergio Finato, oltre al presidente di FISI Trentino Tiziano Mellarini che ha ricordato il forte legame che unisce Marcialonga e la Federazione Italiana Sport Invernali.

Una delle persone più titolate a presentare la Marcialonga 2025 è senza dubbio il presidente, e per tanti anni segretario generale, Angelo Corradini che ha affermato: "l'entusiasmo unico che contraddistingue Marcialonga e che travolge chiunque vi entri in contatto: credo proprio che il segreto per la sua longevità sia questo, il veder rinnovata la passione, l'entusiasmo della gente di Marcialonga".

A fornire un prezioso spaccato sulla griglia di partenza della 52.a Marcialonga e presentare i grandi numeri di questa edizione ci ha pensato Davide Stoffie, segretario generale del comitato organizzatore che ha fatto luce su un paio di interessanti dati riguardanti la granfondo: "per tutto lo staff di Marcialonga è un piacere e un orgoglio essere arrivati un'altra volta a questo appuntamento tradizionale. Al via di questa edizione avremo oltre 8200 atleti tra gli eventi principali e quelli collaterali, a conferma del forte carattere internazionale della nostra manifestazione che radunerà circa 5000 atleti stranieri da più di 40 nazioni diverse e 3000 italiani, dei quali oltre 1500 provengono dal territorio trentino. Marcialonga si riconferma ancora una volta un evento aperto al mondo e allo stesso tempo ben radicato in Fiemme e Fassa".

Tante e originali le curiosità sui partenti presentate da Stoffie, come quella della presenza della medaglia Olimpica di Parigi 2024 Luca Rambaldi (argento nel 4 di coppia maschile nel canottaggio), o la differenza di età fra il concorrente più giovane e quello più vecchio che è di ben 80 anni. Un 96enne austriaco e un 16enne svedese sono infatti agli opposti sulla scala d'età di Marcialonga, con il più giovane che prenderà parte alla variante "Light" da 45 km con partenza da Moena e arrivo a Predazzo. Fra i 17 e i 18 invece i chilometri coperti da tutti i concorrenti in gara che "se allineati in fila ordinata coprono una distanza di circa 18 km! E sappiamo bene che dal sottopasso che precede il 'Mur de la Stria' passano tutti uno alla volta..." ha aggiunto il segretario generale, il quale non ha mancato di sottolineare il grande impegno degli oltre 1550 volontari che rendono speciale e possibile Marcialonga, lavorando al fianco del comitato organizzatore per giorni e giorni.

Per Marcialonga e l'intera comunità delle Valli di Fiemme e Fassa cruciali sono anche le iniziative di contorno come la Marcialonga Stars, la non-competitiva che in collaborazione con la LILT di Trento (Lega Italia per la Lotta contro i Tumori), della quale è presidente Mario Cristolini, fra il resto uno dei 4 fondatori di Marcialonga, promuove e sostiene le attività di prevenzione e promozione di stili di vita sani. Impossibile non citare la Marcialonga Story, variante "amarcord" che è andata sold out già da molte settimane e ogni anno raduna centinaia di appassionati che bardati di tutto punto con abbigliamento e attrezzatura d'epoca si involano da Lago di Tesero a Predazzo.

Uno dei pilastri di Marcialonga sono poi le iniziative e le attività per le nuove generazioni: non solo la Baby, la Mini e la Young che accompagnano i fondisti di tutte le età in ogni fase della crescita, ma anche e soprattutto le attività che vengono portate avanti con le scuole. Come ricordato in conferenza dalla responsabile per il comitato Stefania Zorzi: "Marcialonga vive nel cuore di tutte le persone della nostra comunità e l'amore per la granfondo nasce e cresce fin da bambini. Durante tutto l'anno portiamo avanti capillari iniziative per coinvolgere bimbe e bimbi delle scuole materne, le classi delle elementari e delle medie, e non per ultime quelle delle superiori".

Più tecnici ma altrettanto apprezzati gli interventi di Marco Selle e Lorenzo Girardi. Selle, responsabile dello sci di fondo del Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro, ha portato la sua esperienza prima da concorrente e poi da allenatore con Marcialonga, consigliando a quanti la intraprendono di: "godersi soprattutto il grande spettacolo di questa granfondo. Interrogarsi sulla sciolina va bene, ma apprezzare il viaggio e divertirsi va meglio". Da producer TV di una delle manifestazioni granfondistiche più viste, seguite, e trasmesse in Italia e oltre, Girardi ha ricordato l'impegno che sta dietro alla produzione e la relativa messa in onda di un evento come Marcialonga: "per la copertura della gara vengono impegnate circa 45 persone, nella giornata di domenica il lavoro comincia verso le 7.20 con le prime immagini del riscaldamento da Moena e poi via che si va fino a Cavalese. Vengono utilizzate 20 telecamere delle quali 13 fisse e 7 mobili, e poi ancora un elicottero, due motoslitte e quattro droni. Il regista di Marcialonga, che quest'anno sarà estone, è decisamente entusiasta perché Marcialonga significa vivere 70 km di piena gioia fra l'entusiasmo dei concorrenti, i paesaggi dolomitici, i passaggi dai paesi e i loro campanili, il calore della gente. Da parte della produzione TV un apprezzamento doveroso e sincero nei confronti del comitato organizzatore, sempre attento al nostro reparto".

Uno degli interventi che ha raccolto più applausi è stato, e non poteva essere diversamente, quello del campione Olimpico Franco Nones che in conferenza ha evidenziato come: "il mondo del fondo è cambiato e non è cambiato: per vincere bisogna fare sempre la stessa fatica. Sudore, fatica e impegno fanno parte dell'essenza di Marcialonga e tutti quelli che riescono a farla tutta, sia chi vince che chi arriva ultimo, sono contenti e soddisfatti per l'impresa compiuta".

In chiusura, è stata Sofia Franzoni a dare l'appuntamento alla Marcialonga 2025. La Soreghina di questa edizione con la sua solarità ha sottolineato come: "sento da settimane il vento di Marcialonga che si fa sempre più vicino e forte. Le emozioni da vivere saranno tante e tutte bellissime, quindi non vedo l'ora. E buona Marcialonga!"

La 52.a edizione della Marcialonga di Fiemme e Fassa prenderà il via domenica 26 alle 8 da Moena, primi a scattare i professionisti di Ski Classics che si contendono la vittoria. La festa Marcialonga comincerà da venerdì con la Story e la Baby e continuerà sabato con la Stars, la Mini e la Young. Sabato dalle 18 a Castello di Fiemme la Cerimonia di Apertura e dei pettorali, domenica il grande evento.

( Credit photo: Newspower.it )

Redazione

Una immensa Federica Brignone domina sulla Olympia delle Tofane

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Federica Brignone PentaphotoCortina d'Ampezzo – Dopo che della discesa, sulla Olympia delle Tofane l'Italia è padrona anche del SuperG. Il fine settimana della Audi Fis Ski World Cup 2025, evento proposto da Fondazione Cortina e importante test in vista delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, è stato un trionfo azzurro: sabato, 18 gennaio, la vittoria in discesa di Sofia Goggia, domenica 19 gennaio il successo in SuperG per Federica Brignone che dopo aver inseguito per tanti anni un podio a Cortina, in due giorni si toglie la soddisfazione di salire prima sul gradino più basso (in discesa) e poi su quello più alto (in superG).

La campionessa valdostana ha pennellato traiettorie perfette sulla "Queen of Speed" tra le piste del circo bianco femminile e sul traguardo ha fatto registrare il miglior tempo, accolta dal boato del pubblico che riempiva tribuna e parterre della finish area ampezzana. Sua la vittoria, con 58 centesimi di vantaggio sull'elvetica Lara Gut-Behrami e con 1"08 sull'altra elvetica, Corinne Suter.

Dopo aver accarezzato per sette discese il sogno del podio (sarebbe stata la terza volta per lei a Cortina), si è dovuta accontentare della quarta piazza, lontana appena tre centesimi dalla terza, Elena Curtoni. A completare la top five l'austriaca Ricarda Haaser. Settima posizione per Sofia Goggia, a 1"25 dalla vincitrice.

"Ho fatto tutto quello che avevo in testa» commenta Federica Brignone che consolida la posizione di leader nella classifica generale della Coppa del mondo. «È una di quelle giornate nelle quali dici: che bello! La neve era quella che piaceva a me e il tracciato molto tattico e veloce: ho cercato non tanto la linea perfetta ma di attaccare da cima a fondo. Un pensiero alla generale di Coppa? Non ci penso. Voglio vivere al meglio ogni giornata".

"Dopo l'infortunio sto ricostruendo tutto il puzzle, è un percorso duro e difficile ma sto tornando e sono in crescita" così Elena Curtoni. "Ci sono ancora alcuni tratti nei quali alzo un po' il piede ma sono fiduciosa, il lavoro che stiamo facendo è quello giusto".

"Ho aperto presto il cancelletto e la partenza sbagliata ha condizionato tutta la prova, passata sempre a inseguire" commenta Sofia Goggia. "In ogni caso è un altro giro in più per tornare al top".

Se la nazionale italiana chiude il week-end ampezzano con soddisfazione, altrettanto lo fa Fondazione Cortina: il bilancio è positivo sia per il lavoro della macchina organizzativa sia per le presenze: 10 mila gli spettatori alla finish area nella due giorni.

"Si è trattato di un test olimpico superato a pieni voti, anche per quanto riguarda la sicurezza e la sanità, la pista era perfetta e così come una finish area con un set up collaudato che continuerà a regalare uno spettacolo unico anche a coloro che arriveranno per i prossimi Giochi" commenta il presidente di Fondazione Cortina, Stefano Longo. "Grazie a tutti coloro che hanno lavorato in pista e attorno ad essa, la struttura di Fondazione Cortina, i volontari e le forze dell'ordine e le Truppe Alpine dell'Esercito: si è trattato di un lavoro corale che ha reso unico questo evento. Mi piace anche sottolineare la presenza di quasi seicento bambini e ragazzi degli sci club veneti, di mille studenti delle scuole di tutto il Veneto e di ventuno studenti dell'ITS, coinvolti in un percorso di training pratico in un grande evento: la presenza delle nuove generazioni è fondamentale per dare continuità alle grandi manifestazioni e far sì che le professionalità che si creano diventino sempre più patrimonio intangibile del territorio".

"Un fine settimana coronato dal successo di due italiane sul podio, non potevamo sperare di meglio per celebrare una macchina organizzativa – composta da oltre 350 persone - che ha dato prova, ancora una volta, di funzionare alla perfezione e che ha saputo gestire un evento complesso come questo" commenta Michele Di Gallo, direttore generale di Fondazione Cortina. "Il successo di pubblico che ha visto arrivare a Cortina persone da tutto il Veneto e non solo conferma l'attrattività di questo territorio e delle sue infrastrutture".

( Credit photo: Pentaphoto )

Redazione

Super Italia nella discesa di Cortina: vittoria Goggia, podio Brignone

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ITALIA  podioSulla Olympia delle Tofane la bergamasca coglie il quarto centro. Prima volta sul podio per la valdostana in Ampezzo
Oggi, 19 gennaio, il superG

Cortina d'Ampezzo, 18 gennaio 2025 – Nelle due giornate di prove avevano fatto registrare il primo e il secondo riscontro cronometrico. Non si erano nascoste e avevano preso le misure per una giornata che doveva essere importante ed è stata straordinaria. Sofia Goggia e Federica Brignone hanno colorato di tricolore il cielo azzurro di Cortina, conquistando il primo e il terzo posto nella discesa che sulla Olympia delle Tofane ha aperto la due giorni della Audi Fis Ski World Cup, evento proposto da Fondazione Cortina e importante test in vista delle Olimpiadi Milano Cortina 2026. Meteo ottimale e pienone di pubblico: sold out i ticket, con 5 mila presenze.

La "Queen of Speed" sulla iconica pista ampezzana è tornata ad essere Sofia Goggia: partita con il pettorale 15, la fuoriclasse bergamasca ha fatto registrare il quarto tempo nel primo settore, il decimo nel secondo, il primo nel terzo, il decimo nel quarto e il secondo nell'ultimo. Alla fine, prima, accolta dal boato del pubblico, mai così numeroso alla finish area di Rumerlo. Per Goggia si tratta del quarto centro a Cortina dopo quelli, sempre in discesa, del 2018, 2022 e 2023.

Alle spalle della finanziera lombarda, staccata di 42 centesimi, la norvegese Kajsa Vickhoff Lie, partita con il pettorale 8 e leader della gara fino all'arrivo della Goggia. Terza Federica Brignone: la "tigre" di La Salle è riuscita a sfatare un tabù, riuscendo a salire sul podio a Cortina.

"Oggi ero davvero molto emozionata e ho cercato di concentrarmi solo su me stessa" dichiara Sofia Goggia. "Non è stata una discesa perfetta, forse ieri ho sciato un po' più pulita, la neve era più aggressiva, penso di aver perso un po' di velocità ma penso di esser stata anche molto incisiva nel chiudere le curve: Nel finale avevo il cuore in gola ed è stato stupendo sentire il boato all'arrivo. Per me e per noi italiane Cortina non è una semplice gara, ma è la tappa più bella e forse anche la più speciale. Cortina è sempre stata la mia pista dei sogni".

"Oggi avevo un piano e l'ho eseguito, sono davvero soddisfatta" dice Kajsa Vickhoff Lie. "La neve era perfetta, la pista molto bella. E poi, avete dato un'occhiata in giro? Voglio dire, è bellissimo. Questo paesaggio mi ricorda che amo quello che faccio e posso essere in grado di fare questo come lavoro. E, sì, qui ci si diverte davvero molto!"

"Finalmente ce l'ho fatta a fare il podio qui a Cortina" commenta Federica Brignone. "Peccato aver sbagliato all'Argano, dove ieri ero andata benissimo, e ciò non mi ha dato la certezza di chiudere nei primi tre. Questo podio significa molto per me, gli anni scorsi andavo sempre bene in prova, ma poi in gara ero troppo tesa e non sciavo perfettamente. Oggi invece sono stata fin da subito molto tranquilla e sicura di me stessa. Sto vivendo tante prime volte in questa stagione, dal podio di Cortina al pettorale di leader in discesa. Quando vorrei che fosse la prossima? Domani".

( Credit photo: Pentaphoto )

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