Nella prova femminile vince la statunitense Haili Hafeman
Una conferma e una novità nel menù della Rosetta Verticale numero nove andata in scena a San Martino di Castrozza, grazie all'organizzazione del Gs Pavione, con 292 partecipanti di 8 nazioni. In campo maschile è giunta la seconda vittoria, dopo quella ottenuta nel 2019, per il fiemmese del Team La Sportiva Stefano Gardener, mentre nella sfida al femminile sul gradino più alto del podio è sventolata la bandiera a stelle e strisce, visto che si è imposta il talento del Team della nazionale degli Stati Uniti di ski alp Haili Hafeman.
Due vittorie perentorie, con distacchi significati sugli avversari per i trionfatori di giornata, capaci di imprimere un ritmo insostenibile lungo i 1279 metri di dislivello distribuiti sui tradizionali 6,9 km di sviluppo con partenza da quota 1463 metri di San Martino di Castrozza ed arrivo ai 2742 metri di Cima Rosetta, dopo aver affrontato un primo tratto erboso fino al rifugio Colverde, quindi le impegnative inversioni sui ghiaioni del conosciuto sentiero Cai 701, per transitare poi nei pressi della stazione a monte della Funivia, quindi l'ultimo tratto sino al traguardo posto a ridosso della croce di Cima Rosetta.
Il teserano Stefano Gardener ha concluso la sua prestazione praticamente in solitaria, visto che era partito nella prima run ed avendo come unico riferimento esclusivamente se stesso, chiudendo con il tempo di 53'41", di 32 secondi superiore al tempo che lo stesso fiemmese aveva stabilito nel 2019 quando vinse per la prima volta la sfida verticale del Primiero.
Per quanto riguarda invece la prima classificata della prova femminile, la trentenne di Denver Hali Hafeman non si è certo risparmiata, partendo con un minuto di ritardo dalle rivali più accreditate, superandole e andandosene da sola sino al traguardo, dove è giunta dopo 1h05'54", ottima prestazione seppur lontana dal record della svizzera Victoria Kreuzer.
Proprio per la formula di gara, adottata nelle stagioni del Covid e che prevede la partenza a scaglioni di 5 atleti ogni 30 secondi, spesso gli atleti non hanno riferimenti esatto lungo il percorso e solo dopo l'arrivo in quota riescono ad avere il riscontro cronometrico finale.
In questa edizione però la classifica finale maschile ha rispettato l'ordine di arrivo temporale in quota con il sondrino di Berbenno di Valtellina Erik Canovi, secondo a giungere a Cima Rosetta con un ritardo di 2'21" sul trionfatore Gardener, mentre sul terzo gradino del podio si è issato il triathleta piemontese del team Scarpa Marcello Ugazio, vincitore dell'edizione 2022, che ha accusato un gap di 3'05" dal vincitore. In classifica seguono lo statunitense Griffin Briley a 3'56", che assieme alla squadra di skialp si è allenato nel Primiero per affinare la preparazione in vista dei Giochi Olimpici, quindi quinto è il trentino di Pejo Alex Rigo a 3'57", sesto il primierotto delle Fiamme Oro Leonardo Taufer a 5'14", quindi Daniele Meneghel, Stefano Mich e Jakob Walther.
Per quanto riguarda la gara rosa la vincitrice Hali Hafeman ha inflitto un distacco di 3'41" sull'olimpionica polacca dello sci di fondo Justyna Kowalczyk del Team Slavia Robinson Trentino, che si impose sul tracciato ridotto lo scorso anno, quindi la combattuta lotta per il terzo gradino del podio si è risolta favore della friulana di Tolmezzo Maria Dimitra Theocharis a 4'11" dalla Hafeman, ai danni della fiemmese Antonella Confortola gia vincitrice pure lei alla Rosetta Verticale, a soli 47 secondi dalla zona medaglia. In quinta posizione poi l'altoatesino Edeltraud Thaler, quindi la statunitense Helen Desmond ed Eleonora Corazza.
Per quanto riguarda le classifiche di categoria nella under 23 ha vinto Erik Canovi del Gs Fiamme Gialle ed Helen Desmond del Team Usa Skimo, quindi nella under 16 Alessandro Moser del Primiero e Veronica Bandiera dello Ski Alp Valdobbiadene, nella over 50 Olivo Da Pra del Team Karpos Scarpa e Antonella Confortola, per finire con la Open con Stefano Gardener e Hali Hafeman.
DICHIRAZIONI:
Stefano Gardener: «Tornare a vincere dopo il 2019 mi fa molto piacere. Mi gratifica anche il fatto che sono rimasto sui tempi delle altre due volte che ho partecipato, quindi pur passando l'età rimango sui miei standard. Anche se speravo di togliere qualche secondo in più Forse nel primo quarto d'ora ho esagerato con il ritmo e nel finale ho pagato un po' la fatica».
Haili Hafeman: «Non avevo mai disputato una gara di corsa in quota in Italia e quindi per me era tutto nuovo. Ho cercato di gestire le energie ma allo stesso tempo di dare il massimo ed è arrivata una vittoria che non mi aspettavo. Sono molto contenta ed emozionata anche perché gareggiare in paesaggi meravigliosi come quello del Gruppo delle Pale di San Martino sono unici. Ho alzato spesso la testa per guardarmi intorno mentre salivo in cima».
Adriano Bettega (presidente Gs Pavione): «Quest'anno il meteo ci ha voluto bene dopo l'edizione accorciata causa maltempo dello scorso anno. Tornare a riproporre il tracciato originale con arrivo in cima al Rosetta per noi ci appaga di tanti sforzi e rappresenta uno straordinario biglietto da visita per il nostro comitato organizzatore e per il turismo della nostra valle. Anche dal punto di vista agonistico abbiamo assistito ad una gara di alto livello. È stato un successo, che vogliamo condividere con il nostro staff e tutti i collaboratori che si sono messi a disposizione in questi giorni».
( Credit photo: Foto Pietro Zampini e Dolomiti Web )
Redazione







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