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Al Teatro Dehon tre appuntamenti della 20^ edizione Diverse abilità promossa da Gli amici di Luca

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gliamicidiluca-laboratori teatraliSettimana intensa di spettacoli quella al Teatro Dehon di via Libia 59 Bologna per la 20^ edizione della rassegna "Diversa abilità in scena" promossa dalla fondazione Gli amici di Luca Casa dei Risvegli Luca De Nigris ets a cura di Fulvio De Nigris.

Domani, martedì 26 maggio la Scuola primaria Don Milani classe 2^c presenta "BRRR...che paura" regia di Mara Vapori.

"In un teatro un po' magico" è uno spettacolo nato dal lavoro dei bambini sulle paure, trasformate attraverso improvvisazioni, scrittura e gioco teatrale in storie, personaggi e immagini sorprendenti. Guidati da un saggio e buffo topo di biblioteca, i piccoli attori attraversano il mondo delle fobie tra risate, mostri addomesticati, amici coraggiosi e situazioni esagerate. Uno spettacolo divertente e delicato che racconta come il coraggio possa nascere proprio da ciò che ci spaventa.

Mercoledì 27 maggio la compagnia Gli amici di Luca presenta SIB53 regia di Deborah Fortini, coordinamento pedagogico di Martina Pittureri e Marina Sfregoli.
"SIB53" è uno spettacolo della compagnia Gli Amici di Luca ambientato in un bar fuori dal tempo, dove persone diverse si ritrovano misteriosamente insieme portando con sé fragilità, speranze e fatiche quotidiane. Tra dialoghi, musica e incontri inattesi, le maschere cadono e nasce uno spazio autentico di relazione e condivisione. Un racconto intenso e poetico che celebra la vita, l'amicizia e la possibilità di trasformare il destino in un sogno da vivere insieme.

Giovedì 28 maggio Teatranti in Barca DELL'arca della Misericordia nello spettacolo "Il giro del mondo" per la regia di Carlotta Grillini.
I "Teatranti in bARCA" sono una compagnia nata nel 2015 all'interno dell'ARCA della Misericordia per unire teatro, condivisione e solidarietà, coinvolgendo ospiti, volontari e amici in un'esperienza insieme divertente e terapeutica. Attraverso spettacoli brillanti, improvvisazioni e fiabe teatrali, il gruppo sostiene anche le attività dell'ARCA. Lo spettacolo racconta il viaggio immaginario di una giovane scrittrice che, penna alla mano, attraversa luoghi, incontri e tradizioni così vivi da sembrare reali, scoprendo in ogni avventura qualcosa di prezioso su di sé e sul mondo.

Redzione

City Angels premia 11 "campioni” di solidarietà e legalità

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Premio Campione Mario Furlan City AngelsUn riconoscimento nazionale a "campioni" di solidarietà, legalità e civismo: è il Premio Campione, organizzato dai City Angels e giunto alla venticinquesima edizione

Dieci vincitori sono stati scelti da una giuria composta dai direttori di 22 prestigiose realtà dell'informazione italiana e milanese. Sono, in ordine alfabetico: Affaritaliani.it, Ansa, Avvenire, Corriere della Sera, Famiglia Cristiana, Fanpage, Fps News, La Gazzetta dello Sport, Il Giornale, Il Giorno, Leggo, Libero, Mediaset news, Milano Quotidiano, Milano Today, Mi-Tomorrow, Nuovo, Rai Lombardia, Radio Lombardia, La Repubblica, Gruppo Mediapason (TeleLombardia e Antenna3), Wikimilano. Un undicesimo vincitore è il "Campione della gente", scelto online da oltre 50mila clienti e follower di Coop Lombardia tra una rosa di 10 nomi.

Verrà conferito anche il Premio Campioncino, che viene attribuito alla scuola che più si è distinta per il suo impegno sociale.

Questo "Oscar della bontà" consiste in una statuina che rappresenta un uomo con un grande cuore in mano. L'edizione 2026 ha come main sponsor la Banca di Credito Cooperativo (Bcc) di Carate Brianza e Treviglio, mentre il silver sponsor è Yakult.

Conduce la cerimonia Rajae Bezzaz, conduttrice radiofonica e personaggio televisivo.

All'inizio del Premio Renato Mannheimer illustrerà i risultati di un sondaggio tra gli italiani su chi sia, secondo loro, il personaggio che più fa del bene.

La cerimonia di consegna del Premio avrà luogo martedì 26 maggio alle ore 11.00 nella Sala Alessi di Palazzo Marino in piazza della Scala 1, a Milano, alla presenza del Sindaco Giuseppe Sala e di varie Autorità istituzionali. Tra loro il Prefetto di Milano, Claudio Sgaraglia; il Vicepresidente della Regione Lombardia, Marco Alparone; il Questore, Bruno Megale; il Generale Rodolfo Santovito, Comandante provinciale dei Carabinieri a Milano; il Generale Andrea Fiducia, Comandante provinciale della Guardia di Finanza; Gianluca Mirabelli, Comandante della Polizia locale; il Presidente Aler, Alan Rizzi; e il Presidente di Ferrovie Nord, Pier Antonio Rossetti.

"Siamo felici di ospitare anche quest'anno a Palazzo Marino la cerimonia del Premio Campione dei City Angels - commenta il Sindaco di Milano Giuseppe Sala - Questo è un riconoscimento di grande valore per Milano, perché è un plauso all'impegno e spesso anche al coraggio di chi ogni giorno si mette a disposizione degli altri, per aiutare chi è in difficoltà nella nostra città. Da 25 edizioni il Premio Campione accende, con merito, i riflettori su alcune delle più significative storie di altruismo, solidarietà e legalità che animano la vita sociale di Milano e dell'Italia. Ringrazio Mario Furlan per la dedizione e la serietà con cui porta avanti anche questa iniziativa".

Il Premio gode del patrocinio di: Comune di Milano, Regione Lombardia, Città Metropolitana, Ordine degli Avvocati, Comunità ebraica di Milano, Lions Club, Osservatorio Metropolitano di Milano, Wikimilano.

Redazione

Appennino, imprese a caccia di lavoratori: a Vergato oltre 230 colloqui in un giorno

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Appennino Lavoro VergatoDalle crisi industriali alla ricerca di personale: "Il futuro della montagna passa da lavoro, giovani e servizi"

C'è un Appennino che prova a ripartire dal lavoro, dalle imprese e dalla capacità di costruire nuove opportunità per giovani e famiglie. E lo fa mettendo insieme istituzioni, aziende, sindacati e territorio in una giornata che guarda al futuro per rilanciare un territorio dalle grandi potenzialità.

È questo il messaggio emerso oggi dal convegno «Appennino prossimo. Il futuro di un territorio tra sviluppo e valori» tenutosi a Vergato e culminato nel career day organizzato da CNA e Insieme per il Lavoro: 17 aziende coinvolte, 124 persone candidate e 231 colloqui programmati nel corso del pomeriggio.

Numeri che raccontano un territorio che continua a cercare occupazione, ma anche imprese che, nonostante gli anni difficili attraversati dall'Appennino, vogliono investire, crescere e assumere. "Le aziende cercano personale stabile e qualificato. – ha spiegato il Direttore Generale di CNA Bologna Claudio Pazzaglia – Non lavoratori usa e getta, ma persone da formare e far crescere dentro le imprese. Oggi pomeriggio passiamo dall'orientamento a qualcosa di concreto: 17 imprese del territorio incontrano persone che cercano lavoro. Questo significa dare fiducia alle imprese e al territorio". Pazzaglia ha ribadito come la vera sfida sia rendere l'Appennino attrattivo: "Servono infrastrutture, trasporti, connessioni digitali e servizi. Se vogliamo che le imprese restino e che i giovani scelgano di vivere qui dobbiamo investire sulla qualità della vita e sulle connessioni materiali e digitali".

Il tema del lavoro è stato il filo conduttore dell'intera giornata. Negli ultimi anni l'Appennino ha attraversato crisi industriali profonde, soprattutto nella manifattura e nella meccanica. Dal 2014 al 2026 i tavoli di salvaguardia della Città metropolitana hanno seguito quasi 50 aziende e circa 4mila lavoratori coinvolti in processi di crisi, ristrutturazione o trasformazione produttiva. "Le crisi hanno colpito soprattutto la manifattura e la meccanica – ha spiegato Giovanna Trombetti, direttrice dell'Area sviluppo economico della Città metropolitana – ma questo territorio ha dimostrato una straordinaria capacità di trasformazione e rigenerazione".

Trombetti ha ricordato il lavoro svolto in questi anni attraverso il tavolo metropolitano di salvaguardia, un sistema costruito insieme a Regione, sindaci, organizzazioni sindacali e associazioni imprenditoriali per salvaguardare imprese e occupazione. "L'Appennino – ha aggiunto – non deve essere pensato come un territorio fragile, ma come un territorio con potenzialità da sostenere attraverso sviluppo economico, innovazione e lavoro".

Tra i casi citati durante il confronto anche quello della ex cartiera di Lama di Reno, oggi al centro di un percorso di rigenerazione urbana e produttiva. Un esempio concreto che racconta i segnali di vitalità che oggi interessano l'Appennino, dove operano circa 4.500 imprese attive, di cui oltre 700 giovanili, mentre cresce la necessità di attrarre nuove competenze e nuovi residenti.

Proprio su questo si concentra il lavoro portato avanti dalla Città metropolitana attraverso Bologna Innovation Square Appennino e lo sportello "Vivere e lavorare in Appennino" nato per accompagnare chi sceglie di trasferirsi, investire o avviare un'attività sul territorio.

"L'Appennino non può diventare un dormitorio. – ha detto la Sindaca di Marzabotto e delegata metropolitana per le politiche per l'Appennino Valentina Cuppi - Il lavoro è il cuore della nostra azione. Per questo abbiamo attivato sportelli dedicati alle imprese, alla transizione green, alle startup e a chi sceglie di vivere e lavorare qui".

Cuppi ha sottolineato anche il valore della collaborazione tra istituzioni e territorio: "Stiamo lavorando perché l'Appennino venga sempre più valorizzato come sistema integrato. Certo, esistono fragilità e problemi legati al dissesto idrogeologico, alla mobilità e ai servizi, ma siamo un territorio pieno di ricchezze e opportunità". Ampio spazio è stato dedicato proprio al tema delle infrastrutture e dei collegamenti: imprese e sindacati hanno chiesto di accelerare il raddoppio della Porrettana, migliorare la linea ferroviaria Bologna-Porretta e rafforzare le connessioni digitali.

Dal fronte sindacale è arrivato un richiamo forte alla difesa della manifattura, considerata centrale per garantire occupazione stabile e redistribuzione economica. "Se perdiamo la manifattura perdiamo lavoro stabile, competenze e valore aggiunto", è stato ribadito durante gli interventi.

Il Sindaco metropolitano Matteo Lepore ha inserito il futuro dell'Appennino dentro il Piano Strategico Bologna 2050, indicando due grandi sfide: quella demografica e quella climatica. "Per invertire il declino demografico servono investimenti, servizi e opportunità di lavoro – ha dichiarato. - Abbiamo bisogno di giovani che scelgano di vivere, studiare, lavorare e investire in questo territorio". Lepore ha sottolineato anche il peso crescente del cambiamento climatico sull'Appennino: "Le frane, il dissesto idrogeologico e gli eventi estremi stanno cambiando il territorio. Dobbiamo convincere chi governa il Paese a investire davvero sulle aree montane e sull'adattamento climatico".

Molto netto anche l'intervento dell'Assessore regionale Giovanni Paglia, che ha invitato a contrastare la concentrazione degli investimenti soltanto nelle aree già forti. "La politica deve creare le condizioni perché sviluppo e lavoro arrivino anche nei territori montani – ha detto. - Le politiche giovanili, quelle per il lavoro e quelle per l'attrattività sono la stessa cosa".

Paglia ha inoltre rilanciato il tema delle politiche abitative e della qualità della vita come fattori decisivi per attirare nuove persone in Appennino: "Oggi i giovani scelgono dove vivere guardando servizi, opportunità e qualità del territorio: su questo dobbiamo investire".

Nel dibattito è emersa anche la necessità di investire sul turismo sostenibile, sulla ricettività moderna e sull'agricoltura di montagna, considerata un presidio fondamentale contro il dissesto idrogeologico.

A chiudere i lavori è stato il Presidente dell'Assemblea legislativa regionale Maurizio Fabbri, che ha invitato il territorio a guardare avanti senza nostalgia. "L'Appennino non deve vivere nel rimpianto del passato – ha dichiarato – ma valorizzare la propria capacità di trasformarsi e innovare. Qui c'è un capitale sociale forte, fatto di imprese, amministratori, associazioni e cittadini che continuano a credere nel territorio".

La giornata di Vergato ha messo al centro una sfida condivisa: trasformare il lavoro in uno strumento per trattenere giovani, creare nuove opportunità e costruire il futuro dell'Appennino bolognese.

Al Teatro Dehon RENT il musical con la Compagnia La Ragnatela

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Locandina RENT DehonBologna. Torna sul palco del Teatro Dehon dal 22 al 24 maggio - venerdì e sabato alle ore 21, domenica alle ore 16 - la Compagnia La Ragnatela con RENT, musical rock del drammaturgo statunitense Jonathan Larson, che ha conquistato il pubblico (oltre 4 milioni di spettatori in tutto il mondo) e la critica, aggiudicandosi 4 Tony Awards - gli Oscar del teatro - e il premio Pulitzer per la drammaturgia.

Ispirato alla Bohème di Puccini, lo spettacolo è ambientato nella New York di inizio anni Novanta, dove un gruppo di artisti squattrinati, Mimì, Roger, Mark e i loro amici, affrontano le sfide del nuovo millennio: farsi strada nel mondo dell'arte senza scendere a compromessi, lottare contro l'AIDS, rivendicare la propria libertà come individui.

Attraverso le vite dei suoi personaggi, Rent parla di quelle di tutti noi: cosa vuol dire perdere chi si ama di più al mondo, quanto sia meraviglioso avere accanto degli amici che diventano la propria famiglia, lottare per vedere riconosciute le proprie capacità, godere delle piccole cose della vita che davvero ci rendono felici, giorno per giorno.

Compagnia La Ragnatela
La Ragnatela è una compagnia teatrale di Bologna nata più di 25 anni fa per il piacere di fare teatro nelle sue forme e insieme crescere. Ha iniziato in punta di piedi fino a cementarsi in programmi sempre più impegnativi. Conta oggi più di 70 partecipanti.
Ha spaziato dalla prosa in italiano (A scatola chiusa, L'importanza di chiamarsi Ernesto, Il Vizietto, Don Camillo e Peppone, Le bugie hanno le gambe corte,...) a quella in lingua bolognese (Tern al lot, Vlaggn pr i pondig, L'anvaod dal sgner curet, E s'al tourna) ai musical (Aggiungi un posto a tavola, Pinocchio il grande musical, 7 spose per 7 fratelli, La Bella e la Bestia, Sister Act, The Rocky horror Show, Frankenstein Junior, The Prom).

Redazione

Bologna, al Teatro Dehon SHAMZY in "Stato interessante"

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ShamzyDopo 'A casa mia' e 'Testa di Caos', Andrea Di Raimo "Shamzy" arriva al Teatro Dehon di Bologna sabato 16 maggio ore 21 con 'Stato interessante' uno spettacolo tagliente che mette a nudo con sarcasmo e cinismo le contraddizioni e le sfide dell'essere italiano.

Dalla burocrazia infinita all'assenza di educazione sessuale, dall'incubo dello SPID all'eterna diatriba del grana sulla pasta col tonno, lo show affronta, senza fare sconti, la quotidianità delirante del nostro amatissimo, odiatissimo, Bel Paese.

Shamzy non predica, non consola: mette il dito nella piaga per ridere insieme al suo pubblico di quel groviglio assurdo e meravigliosamente tragicomico che chiamiamo "Italia".

Andrea Di Raimo, classe 2000, il tiktoker da 2 milioni di follower conosciuto come Shamzy, ha iniziato per gioco: "Ho cominciato facendo video di gaming, ovvero dei filmati mentre giocavo ai videogiochi. Poi mi sono fermato e ho ripreso nel 2019 con contenuti comici. E mi sono subito accorto che riuscivo ad attirare sempre più pubblico. Interpreto diversi personaggi, dalla casalinga allo studente universitario". Oggi il tiktoker è già al suo terzo spettacolo teatrale: "Ho inseguito una passione nata un po' per gioco, subito prima della pandemia. Scaricai TikTok quando non era ancora così popolare, ho iniziato solo per divertirmi e poi l'ho trasformato in un lavoro".

Redazione

Al Teatro Dehon in scena Enrico Bertolino con "Una serata di ordinaria ironia"

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Bertolino manifestoAl Teatro Dehon di Bologna dal 17 al 19 Aprile, venerdì e sabato ore 21 e domenica ore 16, in scena Enrico Bertolino, scrittore e conduttore di programmi radiofonici e televisivi tra i più amati della scena nazionale, con "Una serata di ordinaria ironia", un vademecum su come guardare con la lente del paradosso e della comicità un panorama fatto automatizzazione e digitalizzazione sfrenata e progressivo azzeramento dei rapporti umani.

Strizzando l'occhio al famoso film con Michael Douglas "Una giornata di ordinaria follia", Bertolino racconta, in un'ora di imperdibile one man show, uno spaccato della realtà da affrontare con gli unici antidoti possibili per sopravvivere: la risata e l'ironia.
Tra sessantenni pluridivorziati e sempre irrisolti, tra esemplari di homo analogicus e homo digitalis in fila alle poste, ecco l'irresistibile ritratto di una generazione che non solo "ha perso", ma che molto probabilmente si è anche "persa".

Enrico Bertolino

Nato a Milano nel 1960. Nel 1980 inizia la sua attività nel settore bancario, nella divisione Coordinamento Risorse, Marketing e Sviluppo Prodotti Finanziari in Italia e a Londra e contestualmente ottiene un Diploma di Laurea in Università Bocconi in Discipline Economiche. Tra il 1996 e 1997 anni vince alcuni prestigiosi concorsi per giovani comici e nel 1998 arriva sul piccolo schermo con Ciro, il figlio di Target, Facciamo Cabaret, Mai dire gol della Domenica, Target, Mai dire gol e Quelli che il calcio. Tra il 1998 e il 1999 calca le tavole del palcoscenico con gli spettacoli D'altra parte è così e The day after.
Nel giugno 1999 vince il Premio Satira Politica di Forte dei Marmi. Sempre nel 1999 è su Italia 1 con i programmi: Festa di classe, Facciamo Cabaret, Ciro, Comici e Mai dire gol e su Raidue con Convenscion. Tra il 2001 e il 2002 continua la carriera televisiva e prosegue parallelamente anche quella teatrale con lo spettacolo "Il diluvio fa bene ai gerani". Nel 2003 pubblica per Mondadori Ho visto cose... e nel 2005 Quarantenne sarà lei. Nello stesso anno e per l'anno successivo porta in teatro "Voti a perdere" con la regia di Gabriele Vacis.

Sempre tra il 2005/06 fino al 2008 è protagonista della sitcom di Raidue Piloti insieme a Max Tortora.

Nel 2008 è tra le guest star del programma di Canale 5 Zelig, dove ritorna nel 2010. Porta in tournée lo spettacolo "Lampi accecanti di Ovvietà" con la regia di Massimo Navone. Ha condotto su Raitre i programmi Glob – l'Osceno del villaggio e Glob Spread. Dal giugno 2016 porta nei teatri italiani "Instant theatre" spettacolo in cui narrazione, attualità, umorismo, storia, costume, cronaca, comicità, politica e satira si incontrano.

Redazione

Al Teatro Duse di Bologna Eugenio Finardi canta "Tutto Finardi"

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Eugenio Finardi ph Fabrizio Fenucci 6Dopo oltre cinquant'anni di carriera e 40 date all'attivo solo nel 2025, Eugenio Finardi prosegue il suo percorso artistico con il tour 'Tutto Finardi' che giovedì 9 aprile (ore 21) farà tappa al Teatro Duse di Bologna. Accanto ai grandi successi, nella scaletta del live trovano spazio i brani tratti dal nuovo album 'Tutto', pubblicato a maggio 2025: un lavoro sorprendente per le sonorità innovative e per la creatività inesauribile di un artista capace di raccontare il presente con lucidità e profondità.

Sul palco, insieme a Finardi ci sono tre musicisti di grande sensibilità: Giuvazza Maggiore (chitarra, loop, cori), Maximilian Agostini (tastiere, basso, cori) e Claudio Arfinengo (batteria, percussioni). Con il passare degli anni, la voce di Eugenio è diventata uno strumento sempre più duttile e raffinato, in grado di trasmettere emozioni profonde attraverso testi che affrontano temi universali. Su tutto spicca la spontaneità di un cantautore capace di instaurare, ad ogni concerto, un dialogo coinvolgente e autentico con il suo pubblico.

(Credit photo: Fabrizio Fenucci)

Redazione

Al Teatro Dehon di Bologna "Serata omicidio"

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Teatro Serata OmicidioDopo il sold-out dello scorso marzo 2025, e il successo delle stagioni precedenti, torna in scena al Teatro Dehon di Bologna sabato 28 marzo ore 21.00 "Serata omicidio", scritto e diretto da Giuseppe Sorgi, il giallo comico più rappresentato in Italia negli ultimi 5 anni.

Su un sito web compare una misteriosa inserzione: giorno, ora e indirizzo in cui un delitto avrà luogo. Immaginate se fosse l'indirizzo di casa vostra. Uno scherzo?! Se giungessero degli ospiti inattesi, diverrebbe un gioco mortalmente comico.

Un omicidio preannunciato su internet. L'assassino comunica giorno, ora e luogo in cui verrà commesso il crimine. L'indirizzo risulta essere quello di una giovane donna che non prende sul serio la vicenda. Eppure, la sera in questione si recano sul "luogo del delitto" alcuni ospiti inattesi, ognuno spinto da motivazioni diverse. Così il giallo si tinge di rosa e si fa commedia. Ma l'assassino ha costruito un piano perfetto e il misfatto si compirà sotto gli occhi increduli di tutti. Un giallo a tutti gli effetti, dove i cultori del genere ritroveranno succulenti riferimenti a più di un'opera di Agatha Christie ("Macabro Quiz" e "Un delitto avrà luogo") e dove, al tempo stesso, la comicità fa da padrona senza nulla sottrarre al gioco ad incastro del mistero da risolvere. E quando i fatti volgeranno al peggio, sfuggendo di mano ai presenti, quel gioco comico e mortale esigerà una soluzione.
Chi ha premeditato il tutto? Perché? Come ha fatto l'assassino a tessere le fila della sua "Serata Omicidio"?

Redazione

Al teatro Duse di Bologna, Elio Germano e Teho Teardo in: "La guerra com’è"

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Germano e Teardo - La guerra comèS'intitola 'La guerra com'è' ed è tratto dal libro 'Una persona alla volta' del fondatore di Emergency, Gino Strada, lo spettacolo che Elio Germano e il musicista Teho Teardo porteranno in scena dal 20 al 22 marzo (ore 21, domenica ore 16) al Teatro Duse di Bologna.

Si tratta di un'esperienza di teatro civile volto a raccontare guerra, diritti e umanità, ma anche il viaggio avventuroso e appassionato tra esperienze vissute in prima linea, riflessioni sul diritto universale alla salute e sulla forza di chi ha girato il mondo con lo scopo di salvare vite umane e lottare per i diritti negati.

"Un libro forte e semplice nel linguaggio - sottolinea Germano - che restituisce la voce di Gino, il modo di dire le cose di una persona molto competente che ha vissuto esperienze importanti e non può fare a meno di raccontarle, senza retorica. Il racconto di chi la guerra l'ha vissuta dalla parte di chi ricuce, di una persona che non è interessata ai colori degli schieramenti, ma a rimettere insieme pezzi di umanità scomposta, è una cosa forte e rivoluzionaria in questo momento storico. L'idea comune con Teardo, in questo spettacolo, è stata quindi farsi strumento affinché le parole di Gino Strada vengano ascoltate da più persone possibili".

"Quando leggo le parole di Gino Strada - aggiunge Teardo - vengo travolto da un'energia irresistibile che mi fa venir voglia di fare, di costruire qualcosa, di reagire. Anche quando arrivano dall'epicentro di una tragedia umanitaria, dal mondo che va in frantumi. Lo faccio con la musica che è ciò con cui mi sintonizzo con il mondo".

"Gli impegni internazionali, gli equilibri geopolitici, la deterrenza... persino i posti di lavoro vengono evocati da decenni per dire che no, non è possibile togliere soldi alla guerra – scrive Gino Strada – E invece un modo diverso di vivere su questo pianeta è possibile. È possibile vivere in una società che rispetta alcuni principi, indiscutibili e non negoziabili: i diritti umani. Non è una questione di risorse che mancano, ma di scelte che non si fanno. È arrivato il momento di decidere che priorità ci diamo come società: la vita delle persone o la guerra? Salute, istruzione gratuita, un lavoro dignitoso e protezione o fame e sofferenza per molti? Non è troppo".

Redazione

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