Battuto Wilmsmann, Jole Galli ancora sul podio
Il quarto posto in gara 1 gli era rimasto indigesto. Simone Deromedis ha tradotto la rabbia in carica agonistica e ha confezionato il suo capolavoro in gara 2, trionfando sulle nevi di casa davanti al tedesco Florian Wilmsmann e al leader di Coppa del Mondo Reece Howden. Un podio «cinque stelle», che conferisce un valore aggiunto alla settima vittoria in carriera del 25enne sciatore trentino nel massimo circuito internazionale.
La due giorni della Fis Ski Cross World Cup della Val di Fassa ha regalato importanti certezze alla squadra azzurra, che ha saputo sfruttare il fattore campo al Park Monzoni di Passo San Pellegrino, tirato a lucido dallo staff del comitato organizzatore guidato da Val di Fassa Grandi Eventi, dall'Us Monti Pallidi e dalla collaborazione fra Ski Team Fassa e FassActive. A completare la splendida giornata della squadra diretta da Bartolomeo Pala ci ha pensato la livignasca Jole Galli, che è tornata a salire sul podio dopo il successo del giorno precedente, terza alle spalle della tedesca Daniela Mair e della svizzera Saskja Lack, ma davanti alla leader della classifica generale, la svedese Sandra Naeslund.
L'immagine da copertina, però, spetta a Deromedis, che ha fatto tesoro dell'unico errore commesso in gara 1, quando aveva pagato a caro prezzo una partenza meno brillante del solito, lui che è uno dei migliori nell'uscita dai blocchi. Lo ha confermato oggi.
Sesto nelle qualifiche, che hanno visto primeggiare il vincitore di venerdì Florian Wilmsmann, il forte atleta delle Fiamme Gialle si è esibito in uno splendido percorso netto, primo nella propria batteria degli ottavi di finale, poi bravo a replicare nella sfida dei quarti, sbarrando la strada al campione olimpico Regez. In semifinale, quindi, altro primo posto, frutto di un piccolo capolavoro tattico e di una condizione fisica apparsa davvero ottima. Una qualità necessaria per sviluppare velocità sul tracciato del Park Monzoni, caratterizzato da cinque curve, due salti da 25-30 metri e varie figure, nel dettaglio uno «step down», uno «step up» e, soprattutto, un «dragon», posto nel tratto conclusivo e dimostratosi determinante ai fini del risultato.
Nel confronto a quattro per la vittoria, Deromedis ha duellato con Howden e Wilmsmann nella parte iniziale, per poi prendere in mano le redini della gara. Perfetto sul «dragon», impeccabile nell'impostare l'ultima curva, prima di liberare la propria gioia sulla linea d'arrivo, accolto dagli applausi del pubblico. L'azzurro sale a quota 460 punti in classifica generale, a 133 lunghezze di distanza dal leader Reece Howden, ma soprattutto fa il pieno di morale in vista dei Giochi Olimpici, dove proverà a infilarsi al collo una medaglia.
Al femminile, invece, c'era grande attesa per Jole Galli, che puntava al bis dopo il successo conquistato in gara 1. Seconda in qualifica alle spalle della tedesca Daniela Mair, la livignasca ha vinto con autorità la batteria dei quarti di finale, per poi ripetersi in semifinale, dopo aver superato in volo la svizzera Saskja Lack sul «dragon» e preso il comando prima dell'ultima curva.
In finale, Galli ha accusato un po' la stanchezza accumulata nei due giorni. La tedesca Maier e la svedese Naeslund hanno preso il comando delle operazioni, mentre l'azzurra ha perso un po' di terreno, ma non la grinta e il desiderio di provarci fino all'ultimo.
Nel tratto conclusivo, Naeslund è stata costretta a frenare per non entrare in contatto con Lack e si è vista superare da Galli, che è andata a prendersi un bel terzo posto. Vittoria alla ventinovenne tedesca Daniela Mair, al sesto centro in Coppa del Mondo. Seconda Saskja Lack, mentre Naeslund (che era rimasta esclusa da gara 1) chiude la tappa della Val di Fassa con 50 punti all'attivo e sale a quota 668 in classifica generale, ora tallonata da Maier (614). Galli è quinta con 346 punti.
Tornando alla squadra italiana, Dominik Zuech (quinto venerdì in gara 1) è apparso in ottima forma, ma ha visto interrompersi la propria avventura ai quarti di finale, complice una scelta sbagliata nell'impostazione dell'ultima curva. Out già agli ottavi, invece, i bergamaschi Federico Tomasoni ed Edoardo Zorzi, mentre il ventenne trentino Paolo Piccolo, l'altro altoatesino Yannik Gunsch, Filippo Rossi e Davide Cazzaniga non avevano superato lo scoglio delle qualificazioni, al pari della trentina di Spiazzo Rendena Andrea Chesi e della fassana Natalie Bernard, fra l'altro delibitata per un virus che l'ha colpita nella notte.
Dichiarazioni:
Simone Deromedis (Gs Fiamme Gialle): «Semplicemente fantastico. Ci tenevo molto a vincere in Val di Fassa per tanti motivi. Anzitutto perché è la gara di casa, su una pista fantastica dove ci alleniamo abitualmente, dove avevo il tifo della mia gente, in un luogo dove gli organizzatori lavorano in modo straordinario per metterci nelle migliori condizioni. Una vittoria che vale tantissimo, che mi dà grande morale e che voglio dedicare in primis alla mia famiglia, al mio team, ma pure all'amico Davide Cazzanig,a con il quale ho condiviso la camera in questi giorni. Davide mi ha supportato dopo la delusione di venerdì e mi ha stimolato a fare meglio. Peccato che abbia deciso di smettere con l'agonismo. Per quanto riguarda la finale avevo un'energia positiva, dopo la rabbia accumulata nel giorno precedente. Sono partito bene ma nella prima parte eravamo in tre praticamente appaiati. Alla fine sono riuscito ad avere qualcosa in più, rischiando nelle traiettorie, ed è andata magnificamente bene».
Jole Galli (Cs Carabinieri): «Due podi in due gare è un risultato che non mi aspettavo alla vigilia, anche se avevo tanta voglia di riscatto. Devo ammettere che oggi ho sentito un po' la fatica rispetto a venerdì. Ho sciato bene, ma ho dovuto combattere sino alla fine. Purtroppo in finale mi sono trovata dietro, ma non ho mollato, riuscendo a recuperare dopo l'ultima curva grazie ad una grande determinazione. Ed ora si festeggia con Simone. Prima o poi vinceremo entrambi. Ora si va a Livigno, a casa mia, per testare la pista olimpica».
Bartolomeo Paola (allenatore Italia): «Due giornate emozionanti e bellissime. Ci tenevamo a fare bella figura sulla pista di casa, il nostro training center ufficiale. Jole è stata semplicemente impeccabile e Simone è finalmente riuscito a sfatare il tabù, ha coronato un sogno, ma devo fare i complimenti anche a tutti gli altri ragazzi della squadra. Sono stati tutti bravi, così come lo staff che ha messo a disposizione degli sci molto veloci. È una giornata da incorniciare».
Claudio Bernard (presidente Funivie Catinaccio Buffaure Spa): «Sono state due giornate straordinarie, che premiano il lavoro svolto dal nostro staff per il grande lavoro di allestimento del tracciato, realizzato in poche settimane. Il fatto che gli atleti azzurri abbiano trionfato in ben due occasioni è un premio e uno stimolo a proseguire in questo progetto ski cross che è nato alcune stagioni fa e nel quale crediamo moltissimo. Poter disporre di un tracciato che, per morfologia del terreno, può essere disponibile per tutta la stagione invernale, senza andare in conflitto con le esigenze degli sciatori turistici, è un valore aggiunto non da poco per la nostra località».
Credit photo: foto Pegasomedia (Elvis Piazzi/Ralf Brunel/Mattia Rizzi)
Redazione






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