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Baby BoFe’ 2016, questa sera inaugurazione

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Anatra Morte Tulipano 2Bologna. La nona edizione del Baby BoFe' con i suoi tre spettacoli musicali e una nuova produzione lirica, si inaugura questa sera, sabato 9 gennaio, ore 21 al Teatro Testoni Ragazzi con L'Anatra, la Morte e il Tulipano, spettacolo di teatro-danza, musica e parole, vincitore dell'Eolo Award 2015 come miglior spettacolo di teatro ragazzi.
I titoli in programma sono affidati a diverse compagnie teatrali, mentre la produzione operistica, Il Barbiere di Siviglia di Rossini è realizzata in collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna e La Baracca-Testoni Ragazzi. Si distingue in questa edizione, per la sua forte valenza formativa, lo spettacolo L'Orco, l'orchessa e bocconcini di orchestra che vede il diretto coinvolgimento di un'orchestra di giovanissimi, formata dagli studenti della Scuola Media ad indirizzo musicale "Guido Reni" di Bologna. Le note di Vivaldi, Mozart e Beethoven diventano il contrappunto ideale di un fantasioso racconto a sfondo musicale ideato da Bruno Cappagli. Quadri di un'esposizione, in scena da sabato 20 febbraio, propone integralmente un classico della letteratura pianistica ottocentesca, i suggestivi Quadri di un'esposizione del compositore russo Modest Musorgskij. La stagione si conclude in maggio con il Barbiere di Siviglia, opera buffa per eccellenza, proposta ai più piccoli in un adattamento con cantanti lirici e attori, lasciando che la protagonista assoluta sia la travolgente quanto divertente musica di Rossini. Sul palcoscenico del Teatro Comunale ci saranno voci soliste, coro e orchestra del Comunale e gli attori della Baracca-Testoni Ragazzi; la direzione musicale è affidata a Roberto Polastri, mentre regia e adattamento del testo sono di Bruno Cappagli.
«Formare i piccoli agli ascolti musicali anche più difficili – sostiene Maddalena da Lisca, direttore generale di Bologna Festival – è una sfida che si può vincere e le testimonianze che raccogliamo da parte del pubblico che nel corso degli anni è cresciuto con il Baby BoFe' sono una conferma in tal senso. L'educazione all'ascolto non passa necessariamente attraverso la pratica musicale, come del resto non è necessario saper dipingere per apprezzare un quadro. L'importante è invece che i piccoli abbiano l'opportunità di ascoltare le opere d'arte del grande repertorio, in modo sistematico e non occasionale, e che l'approccio sia per essi divertente ed emozionante, adatto alle capacità di coinvolgimento e di attenzione di questo delicatissimo pubblico. Queste sono le basi su cui abbiamo creato la sezione del Bologna Festival dedicata ai bambini, ormai nove anni fa, con una visione allora pionieristica, ma che oggi fortunatamente è diventata comune a molte organizzazioni concertistiche del nostro paese. Se genitori sensibili vorranno a condividere con i loro bambini agli appuntamenti offerti oggi per loro nelle sale da concerto italiane, il pubblico di domani sarà certamente più consapevole, la nostra società meno disarmata su un aspetto culturale che ha fatto grande l'Italia nel mondo».
L'Anatra, la Morte e il Tulipano – lo spettacolo inaugurale in scena al Teatro Testoni Ragazzi questa sera ore 21, in replica domenica 10 gennaio ore 16.30 – è uno spettacolo di teatro-danza, musica e parole. È una storia dal finale inevitabile, ma inaspettatamente divertente e leggera, adatta ai bambini dai 6 ai 10 anni. «Lo spettacolo mette insieme due visioni drammaturgiche spesso inutilmente contrapposte: una narrativa e una più squisitamente concertistica. Da un lato, quindi, la necessità di raccontare una storia, quella dell'Anatra e della Morte – spiega il regista Bruno Franceschini – dall'altra però anche la precisa volontà di non mettere la musica al mero servizio della narrazione, ma di usare lo spazio e il movimento scenico per dare un corpo alla musica, per renderla 'visibile'». 

Redazione

Bologna Festival. Il 2 dicembre in scena il Quartetto Noûs, vincitore del “Premio del Pubblico” 2015

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Foto quartetto NousBologna. Mercoledì 2 dicembre, ore 20.30 all'Oratorio San Filippo Neri, il Quartetto Noûs, vincitore del "Premio del Pubblico" 2015 torna ad esibirsi a Bologna Festival. L'iniziativa "Premio del Pubblico", legata alla rassegna Talenti, è nata alcuni anni fa per promuovere la carriera dei giovani musicisti emergenti; per il vincitore è prevista infatti la conferma di un nuovo impegno all'interno della programmazione del festival. Il Quartetto Noûs, che nel concerto della rassegna Talenti dello scorso 7 aprile aveva eseguito brani di Igor Stravinskij e del contemporaneo Thomas Adès, si presenta nuovamente al pubblico bolognese proponendo però due grandi "classici" del repertorio quartettistico: il Quartetto op.51 di Dvořák e il Quartetto op.18 n.6 di Beethoven.

Nel primo quartetto troviamo materiali melodici che ricalcano il profilo di alcune danze popolari (polka, dumka, skocna) con tutta quella raffinatezza di scrittura tipica di Dvořák. Il quartetto di Beethoven, datato 1800, è l'ultimo del gruppo di sei quartetti dedicati al principe Lobkowitz. Di questo lavoro cameristico il movimento più celebre è senz'altro quello finale, intitolato "La malinconia", per il quale Beethoven diede anche precise indicazioni esecutive: "Questo pezzo si deve tradurre colla più grave delicatezza".

Formato da quattro giovani musicisti italiani (Tiziano Baviera violino, Alberto Franchin violino, Sara Dambruoso viola, Tommaso Tesini violoncello) il quartetto deriva il proprio nome dall'antica parola greca Noûs, intelletto, razionalità, capacità creativa. Il quartetto nasce nel 2011 all'interno del Conservatorio di Lugano e si perfeziona con maestri quali Aldo Campagnari (Quartetto Prometeo), Bruno Giuranna e Carlo Chiarappa (Nuovo Quartetto), Massimo Quarta e Robert Cohen (Fine Arts Quartet), Hatto Beyerle (Alban Berg Quartett), Heime Müller (Artemis Quartett). Continuano gli studi con il Quartetto di Cremona all'Accademia Stauffer e con Reiner Schmidt (Hagen Quartett) alla Musik Akademie di Basilea.

Vincitori del Concorso "Luigi Nono" di Venaria Reale, del Concorso Anemos di Roma, quest'anno hanno ricevuto il Premio Giovani nell'ambito del Premio "Una vita nella musica" promosso dalla Fenice di Venezia per essersi rivelati «nel giro di pochi anni una delle formazioni più promettenti della musica da camera italiana ed aver dimostrato nella sua ancor breve carriera di saper affrontare la grande letteratura per quartetto in maniera matura, cercando un'interpretazione ragionata e non effimera dei capolavori del repertorio classico-romantico e del Novecento, proseguendo allo stesso tempo una ricerca seria e non episodica anche all'interno dei linguaggi della musica d'oggi». Ugualmente prestigioso il "Premio Farulli", assegnato alla migliore formazione cameristica emergente nell'anno in corso, ottenuto nell'ambito del Premio Abbiati 2015.

Redazione.

“L’Appennino scende in Città” Stand espositivi della Montagna bolognese in Piazza Nettuno

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Le bellezze e le opportunità della montagna bolognese scendono in città. Da giovedì 26 a domenica 29 novembre, Piazza Nettuno sarà animata da stand espositivi dedicati agli itinerari turistici e ai prodotti tipici dell'Appennino Bolognese.

Massimo Gnudi, vicesindaco della Città metropolitana di Bologna con delega alle Politiche per l'Appennino bolognese e coordinamento delle relative politiche settoriali sottolinea che "l'iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Comune di Bologna e i soggetti che compongono il Tavolo del Turismo per l'Appennino (coordinato da Marco Tamarri, responsabile Turismo e Cultura dell'Unione Comuni Appennino bolognese) e rappresenta un evento significativo per la valorizzazione e la promozione del territorio del nostro Appennino, in una logica di sistema metropolitano, mirata alla valorizzazione e promozione del territorio della montagna".

Ogni giorno, dalle 9 alle 21, nella cornice di Piazza del Nettuno, gli stand presenteranno materiali promozionali e prodotti tipici dell'enogastronomia dell'Appennino in un'occasione di incontro tra la montagna e la città. Il momento più spettacolare sarà alle 16.45 di venerdì 27 novembre quando, a fianco del Nettuno, saranno accese le luminarie del grande Albero di Natale proveniente dal territorio dell'Unione Alto Reno.

Durante i quattro giorni, in programma anche iniziative a premio con ilcoinvolgimento dei visitatori attraverso i social network: il contest #CantaLaMontagna, che invita a cantare sotto l'Albero di Natale videoregistrandosi con il telefono cellulare e postando poi il filmato su Facebook (fino al 6 gennaio); la maxi cartolina #AppenninoInCittà (100x70 cm.) all'interno della quale, inserendo il volto, ci si potrà far fotografare per inviare agli amici un "saluto digitale" dalla Montagna; il concorso "La foto più bella della Montagna", a cui si potrà partecipare consegnando agli stand un proprio scatto digitale dell'Appennino bolognese che sarà postato dagli organizzatori su Facebook. I video e e foto che riceveranno il maggior numero di gradimenti ("mi piace") riceveranno premi offerti dai produttori locali.

Questi i produttori presenti in Piazza del Nettuno con "L'Appennino scende in Città": Agritur società agricola cooperativa; Apicoltura Monte Bibele; Azienda agricola Beatrice Lorenzi; Azienda agricola Belvedere; Azienda agricola Cà del Campanaro; Azienda agricola di Parisini Paolo; Azienda agricola Elleboro; Azienda agricola Il Casone; Azienda agricola Il mulino di Palmieri Emanuela; Azienda agricola La Casetta; Azienda agricola Panigalino; Azienda agricola Podere Rio Montorso S.S.; Azienda di Cottù Salvatore; Azienda di Monticelli Marco; Azienda di Soverini Gabriele; Azienda Sa. Na s.r.l.; Beltaine Soc. Coop.; Conapi; Consorzio Castanicoltori dell'Appennino; Coop Dulcamara; La Capanna; Macelleria Zivieri; Podere Riosto; Società Agricola Cantoni e Lorenzini; Società Agricola S. Uberto S.S.; Tattini S.r.l.; Vitivinicola I.N.S.I.A. Tenuta Palazzona di Maggio.

'Specialmente in Biblioteca', 8 incontri nelle biblioteche specializzate di Bologna

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'Specialmente in biblioteca' è un tavolo aperto di 10 biblioteche specializzate in diversi ambiti disciplinari a cui aderisce la Biblioteca della salute mentale e delle scienze umane "Minguzzi-Gentili" dell'Istituzione "Gian Franco Minguzzi".

Il tavolo intende realizzare azioni comuni di promozione e comunicazione, per diffondere la conoscenza delle attività e delle risorse di queste strutture che coniugano attività scientifica e divulgazione.

Aderiscono a 'Specialmente in biblioteca': Biblioteca della salute mentale e delle scienze umane "Minguzzi-Gentili"; Biblioteca dell'Istituto Storico Parri Emilia-Romagna; Centro RiESco; Centro Amilcar Cabral; Biblioteca Italiana delle Donne; Biblioteca della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna; Biblioteca Dipartimento di Scienze dell'Educazione Unibo; Biblioteca Dipartimento di Psicologia Unibo; Biblioteca Biblioteca del Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia (sede di Strada Maggiore 45 – Unibo); Biblioteca del Centro Documentazione Handicap.

Per far conoscere a un pubblico ampio le diverse biblioteche, fra approfondimento specialistico e divulgazione, dal 25 novembre al 15 dicembre si svolgeranno 8 incontri pubblici aperti a tutti.

Redazione

L’americano VICTOR incoronato miglior B-Boy del mondo al RED BULL BC ONE 2015

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Foto finale 2015Per la prossima sfida mondiale appuntamento in Giappone !

Roma. Un nuovo campione del mondo si è aggiudicato l'ambito trono del Red Bull BC One, la più importante competizione di breaking al mondo: l'americano VICTOR ha vinto contro tutti i suoi avversari!

«Ho raggiunto questo risultato - spiega Victor - con duro allenamento, esercizio e cercando di rimanere molto concentrato. Per arrivare fino a qui ho lavorato sodo, ho corso ogni giorno fino quasi a sentirmi male con l'obiettivo di raggiungere la massima resistenza. Durante le battle il trucco è stato non mostrare debolezza o stanchezza, prendere tempo e stare coi piedi ben piantati per terra. Vincere il Red Bull BC ONE significa tutto per me perché ci provo fin da quando ero un ragazzino. Sognavo di essere qui e finalmente ho vinto! Sono davvero felice!».

I 16 migliori B-Boy provenienti dai 5 continenti si sono contesi "uno contro uno" il titolo mondiale e, durante la serata che ha registrato il sold out in pochi minuti, hanno riempito di energia il Palazzo dei Congressi di Roma davanti ad un pubblico di oltre 1500 persone che hanno assistito a una serie di battle sia fisiche che creative di altissimo livello.

I cinque giudici, l'italiano Cico, il sud coreano Wing, l'americano Poe One, il francese Lamine e il finlandese Focus, hanno valutato i B-Boy finalisti per le loro doti artistiche, per l'innovazione e l'originalità, per il loro stile e per la combinazione delle move: toprock, footwork, power move e freeze.

«Victor ha fatto davvero di tutto per vincere – commenta CICO dopo la gara - dalle basi, all'originalità fino al ritmo, era sempre al top. Lui è il vincitore perché è riuscito a farsi trasportare dalla musica e a rimanere calmo senza mai deconcentrarsi. D'altronde i B-Boy americani ce l'hanno nel sangue. Hanno un modo di ballare fluido e naturale. Hanno un vero e proprio talento».

Il rapper americano Supernatural e l'MC italiano Tromba hanno scaldato l'atmosfera insieme ai beat originali del francese DJ Martin. La world final si è aperta con l'opening act dell'étoile Eleonora Abbagnato che, insieme ai B-Boy Cico e Neguin (dei Red Bull BC One All Stars), è stata protagonista di una performance inedita che ha visto fondere danza classica e breakdance sulle note dei Carmina Burana. Sul palco con loro anche i ballerini Virginia Tomarchio (da Amici 14) e Michele Satriano (del corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Roma). Lo spettacolo è stato impreziosito anche da alcune spettacolari performance come quella delle superstar Les Twins, icone dell'Hip Hop New Style e degli special guest Clementino, Ensi e Noyz Narcos che hanno presentato al pubblico un brano inedito scritto insieme per l'occasione e prodotto da Crookers. Sul palco con i tre rapper anche Alien Dee, pioniere del beatboxing in Italia.

Per arrivare fin qui, i più talentuosi B-Boy del mondo sono riusciti a superare le tre fasi che, come ogni anno, conducono alla world final del Red Bull BC One. Prima di arrivare nella Capitale, gli aspiranti campioni hanno partecipato ai cypher locali, tenutisi in 90 città del mondo, da cui sono stati decretati 70 campioni nazionali. Questi si sono poi sfidati alle regional final e i sei campioni finalisti hanno avuto così accesso all'ambita world final insieme a 10 wild card scelte da un team di esperti.

Le sneaker, le tute e le classiche Suedes di PUMA sono riconosciute come icone dello stile nel breaking. Foot Locker e PUMA sono due brand che hanno completamente sposato la cultura della street dance e incarnano perfettamente lo stile della Red Bull BC One World Final.

Il media partner ZERO ha collaborato alla realizzazione del press kit destinato ai media presenti all'evento.

Il Red Bull BC One, la spettacolare sfida "uno contro uno" tra i migliori B-Boy provenienti da tutto mondo, è la celebrazione mondiale della cultura Hip Hop che combina danza, musica, stile e arte seguita da milioni di persone in TV e online. Negli anni ha coinvolto i migliori breaker della scena. Ha debuttato nel 2004 in Svizzera e durante 12 anni di successi ha conquistato Parigi, Tokyo, San Paolo, Seoul, Rio De Janeiro, Berlino, Mosca, New York e, dopo aver trionfato quest'anno nella città di Roma, l'anno prossimo, per la 13esima edizione del Red Bull BC One, tornerà in Giappone.

Per maggiori informazioni consultare www.redbull.it/bcone o il sito internet www.redbullbcone.com, il più grande network online che raccoglie B-Boy e fan di tutto il mondo. È inoltre disponibile la community Facebook della scena che vanta oltre un milione e mezzo di fan.

La A.S. Roma va a scuola di Breakdance !

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Roma CALCIOIn occasione della finale mondiale del RED BULL BC ONE per la prima volta in Italia, Froz, uno dei più acclamati b-boy italiani, ha deciso qualche settimana fa di aiutare i giocatori della Roma a trovare un nuovo modo di festeggiare in campo con uno stile unico ed originale. Wojciech Szczęsny, Radja Nainggolan, William Vainqueur e Emerson Palmieri hanno così preso lezioni di breakdance.  I calciatori della A.S. Roma celebrano così l'arrivo in città dell'attesissima FINALE MONDIALE del RED BULL BC ONE, la più importante competizione di breakdance "uno contro uno" che si svolgerà per la prima volta in Italia, il 14 novembre al Palazzo dei Congressi di Roma, e che ha registrato il SOLD OUT in meno di 10 minuti.

La sfida per conquistare il titolo mondiale, attualmente nelle mani dell'olandese Menno, coinvolgerà i 6 B-Boy che hanno superato le centinaia di competizioni locali in oltre 60 Paesi in tutto il mondo, vincendo poi le finali regionali, e 10 wild card, scelte da un team internazionale. Ad aprire l'evento mondiale sarà l'étoile di Parigi Eleonora Abbagnato (oggi anche direttrice del corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Roma) che, insieme a Cico e Neguin del Red Bull BC One All Star Team, darà vita ad un'inedita performance tra danza classica e breakdance. Con loro sul palco anche i ballerini Virginia Tomarchio (da Amici 14) e Michele Satriano del corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Roma.

L'evento sarà trasmesso in live streaming, con commento in italiano, sul sito www.redbullbcone.com e su Red Bull TV.

Per tutta la comunità dei B-Boy, ma anche per i curiosi e appassionati di danza che si ispirano a questo mondo, da giovedì 12 novembre fino all'afterparty del sabato notte sarà possibile respirare l'atmosfera della breakdance nel Red Bull BC One HUB allestito nelle sale di Spazio 900 (Piazza Guglielmo Marconi, 26/B), un luogo di ritrovo gratuito ed aperto al pubblico con eventi, mostre, spettacoli, contest, DJ set e workshop.

Per maggiori informazioni consultare www.redbull.it/bcone o il sito internet www.redbullbcone.com, il più grande network online che raccoglie B-Boy e fan di tutto il mondo. È inoltre disponibile la community Facebook della scena che vanta oltre un milione e mezzo di fan.

Il Red Bull Bc One, la spettacolare sfida "uno contro uno" tra i migliori B-Boy provenienti da tutto mondo, ha debuttato nel 2004 in Svizzera e durante 11 anni di successo ha conquistato Parigi, Tokyo, San Paolo, Seoul, Rio De Janeiro, Berlino, Mosca, New York e quest'anno riempirà di energia e adrenalina la città di Roma.

Halloween: la notte del risveglio dei mostri che piace a piccoli e adulti

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MOSTRITutto pronto per la notte di Halloween, festa arrivata dagli Stati Uniti, che anche in Italia è divenuta la festa più amata dai bambini che, travestiti da streghe, zombie, fantasmi e vampiri, bussano alle porte urlando con tono minaccioso: "Dolcetto o scherzetto?". Un rito è quello di bussare tredici volte per allontanare la sfortuna, consuetudine che viene apprezzata e condivisa dalle famiglie che per la notte dei piccoli vampiri preparano dolci da distribuire. Halloween non solo è la festa dei bambini ma è divenuta un evento di moda coinvolgendo tutta la piattaforma dell'intrattenimento che è attiva a promuovere serata a tema con un giro di affari che si stima in milioni di euro. Ma da dove arriva la festa che ha appannato il nostro carnevale ? Le sue origini sono antichissime e da ricercarsi ai tempi in cui le popolazioni tribali usavano dividere l'anno del bestiame e fra ottobre e novembre preparandosi all'inverno, era necessario ricoverare le mandrie in luoghi riparati per garantirgli la sopravvivenza alla stagione del grande freddo e proprio questo perio-do prendeva il nome Halloween. In Europa le origini di Halloween sono da attribuirsi ai Celti, che non temevano i propri morti ai quali lasciavano del cibo sulla tavola in segno di accoglienza per quanti facessero visita ai vivi e proprio da questa usanza del trick-or-treat che tradotta in italiano nasce "dolcetto scherzetto?" . Oltre a non temere gli spiriti dei defunti, i Celti non credevano ai demoni quanto piuttosto alle fate e agli elfi, entrambe creature considerate comunque pericolose: le fate per un risentimento verso gli esseri umani; gli elfi per le grandi differenze che intercorrevano con 'uomo. Secondo le storiche leggende Celtiche, nella notte di Samhain questi esseri facevano scherzi anche molto pericolosi nei confronti degli uomini e questo ha portato nella credenza popolare ad alimentare la nascita di molte altre storie dagli scenari terrificanti. Storie che ad oggi sono divenute una grande festa con la notte più bizzarra la notte più bizzarra e amata dai bambini e anche dagli adulti.

Daniele Baldini

Bologna Festival. Sul palco l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo e Yuri Temirkanov

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Temirkanov SPPO foto Roberto SerraGiovedì 29 ottobre ore 20.30, al Teatro Manzoni di Bologna, l'Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo e Yuri Temirkanov propongono, in esclusiva per Bologna Festival, la Sinfonia n.1 "Titano" di Mahler. Non accade di frequente che Temirkanov diriga Mahler, privilegiando nelle sue tournées all'estero i programmi con musiche di compositori russi, di cui è universalmente riconosciuto come uno dei massimi interpreti.

Il programma del 29 ottobre si completa con Shéhérazade di Rimskij-Korsakov, suite sinfonica di cui Temirkanov è uno specialista. È un lavoro sinfonico dai toni sognanti e fiabeschi, liberamente ispirato ad alcuni racconti delle Mille e una notte, ricco di colori come quell'Oriente immaginario rievocato nei racconti della protagonista, Shéhérazade.

Entrambi i brani in programma appartengono allo storico repertorio della Filarmonica di Pietroburgo, il più antico complesso sinfonico di tutta la Russia, fondato nel 1882 e destinato a diventare l'emblema dello spirito russo per qualità del suono e stile interpretativo. Shéhérazade, in particolare, fu eseguita per la prima volta nel 1888 proprio alla corte di Pietroburgo, sotto la direzione dello stesso Rimskij. A proposito di questa sua suite sinfonica il compositore scrisse: «Tutto ciò che desidero è che l'ascoltatore apprezzi la mia opera come musica sinfonica e porti con sé l'impressione che essa è senza dubbio una meravigliosa favola orientale piena di numerose e differenti immagini fiabesche.Tutte le storie che vi si narrano sono evocate da un'unica persona, Shéhérazade, che intrattiene con esse il suo austero marito».

La tournée europea del complesso pietroburghese dopo Parigi, Aix-en-Provence (26 ottobre) e Udine (28 ottobre) tocca Bologna il 29 ottobre, per concludersi a Roma il 31 ottobre.

Yuri Temirkanov. Direttore principale e direttore musicale della Filarmonica di San Pietroburgo dal 1988, Temirkanov ha iniziato la sua carriera nel 1966, vincendo il Concorso Nazionale per Direttori d'Orchestra dopo un percorso di studi musicali iniziato all'età di nove anni. Dal 1968 al 1976 è stato assistente di Evgenij Mravinskij alla direzione della Filarmonica di Leningrado (Pietroburgo) e successivamente direttore del Teatro Marijinskij (Kirov) di San Pietroburgo. Qui ha diretto i capisaldi del repertorio operistico russo – da Evgenij Onegin e Dama di picche di Čajkovskij a Guerra e pace di Prokof'ev – oltre ad aver realizzato le prime tournées all'estero con i complessi del Marijinskij. Tra gli incarichi assunti nel corso della sua carriera si distinguono le collaborazioni con la London Philharmonic Orchestra in qualità di direttore principale, con la Dresdner Philharmonie come direttore ospite principale, con la Baltimore Symphony Orchestra in qualità di direttore principale e con la Danish National Radio Symphony Orchestra. Dal 2009 è direttore ospite principale del Teatro Bol'šoj di Mosca. Dal 2010 al 2012 è stato direttore musicale del Teatro Regio di Parma.

Temirkanov ha diretto tutti i maggiori complessi sinfonici europei. Numerosi i riconoscimenti ottenuti per il valore della sua attività artistica, da onorificenze di stato a premi della critica internazionale, tra cui due Premi Abbiati (2003, 2007). Impegnato ogni anno nei tradizionali concerti di apertura e chiusura della stagione della Filarmonica di San Pietroburgo oltre che in tournées all'estero, ha contribuito in prima persona all'arricchimento della vita culturale del suo paese. Nel 1998 ha ideato il "Premio Temirkanov" per giovani musicisti di talento e nel 1999 ha creato un nuovo festival, The International Winter Festival Arts Square, che alterna concerti sinfonici, opere teatrali e serate letterarie. La scorsa edizione del festival invernale tenutosi nel dicembre 2014 è stato caratterizzato dalla partecipazione, tra gli altri, di Jonas Kaufmann, Ian Bostridge, Olga Peretyatko e Christian Blackshaw. Nel 2014 con la Filarmonica di San Pietroburgo, oltre alle tournées in Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Giappone, Messico e Stati Uniti, si è esibito a Mosca e per la prima volta a Baku al Festival Internazionale Rostropovič. Nella sua ricca produzione discografica, Temirkanov annovera tutte le Sinfonie di Čajkovskij, i balletti di Stravinskij e Čajkovskij, lavori sinfonici di Prokof'ev, Rachmaninov, Berlioz, Ravel, Sibelius, Musorgskij, Khačaturian e l'opera di Dead Souls di Ščedrin. Ha ottenuto il Grammy Award con l'incisione dell'Aleksandr Nevskij di Prokof'ev e con la Settima Sinfonia di Šostakovič. La Brilliant Classics negli anni '80 ha pubblicato la "Yuri Temirkanov Edition" che recupera dagli archivi storici non solo le sue registrazioni di Čajkovskij, Šostakovič, Prokof'ev, Rachmaninov, ma anche di Beethoven, Rossini, Ravel, Debussy, Dvořák, Sibelius, Britten, a conferma della varietà e dell'ampiezza del suo repertorio. Insieme alla Filarmonica di San Pietroburgo ha inciso le Sinfonie n.2 e n.5 di Mahler.

Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo. Fondata nel 1882, la Filarmonica è il più antico complesso sinfonico russo, oggi annoverata tra le migliori orchestre del mondo. Impegnata prevalentemente nei ricevimenti e nelle cerimonie di corte con un repertorio incentrato sulle opere di compositori nazionali, nei primi del '900 l'orchestra iniziò a tenere pubblici concerti – le "Serate di musica contemporanea" – presentando in prima esecuzione russa opere come la Sinfonia n.1 "Titano" di Mahler, Also sprach Zarathustra di Strauss, la Nona Sinfonia di Bruckner, il Poema dell'estasi di Skrjabin. Sul podio si avvicendavano rinomati direttori quali Arthur Nikisch, Aleksandr Glazunov, Sergej Kusevitzkij, Richard Strauss. Divenuta Orchestra di Stato nel 1917, nel 1921 si unisce alla neofondata Filarmonica di Pietrogrado, dando vita alla più importante realtà musicale dell'Unione Sovietica. Senza mai smettere di eseguire le opere di compositori russi coevi, l'orchestra amplia il suo repertorio, includendo lavori di Stravinskij, Schönberg, Berg, Hindemith, Honegger. Si intensificano negli anni le collaborazioni con noti direttori "dell'Ovest" quali Otto Klemperer, Bruno Walter, Felix Weingartner e con solisti come Joseph Szigeti, Robert-Marcel Casadesus, Artur Schnabel, Jascha Heifetz,Vladimir Horowitz. Nel 1938 Evgenij Mravinskij assume l'incarico di direttore musicale, portando la Filarmonica a vertici interpretativi mai raggiunti prima. Con lui vengono affrontati lavori di Bartók, Penderecki, Britten, Poulenc con nuove aperture verso il repertorio antico (Bach, Handel, Corelli, Telemann, Vivaldi, Purcell, Pergolesi); vengono eseguite in prima assoluta diverse Sinfonie di Šostakovič, che stabilisce con lo stesso Mravinskij un profondo e duraturo legame artistico. Nel 1952 l'orchestra inizia a collaborare assiduamente con Gennady Rozhdestvensky; sul podio del complesso pietroburghese sono saliti anche Leopold Stokowski, Igor Markevitch, Kurt Sanderling, Georg Solti, Evgeny Svetlanov, Arvids Jansons e Mariss Jansons. Successivamente alla scomparsa di Mravinskij, nel 1988 Yuri Temirkanov viene scelto quale direttore principale. L'attività dell'orchestra oggi si divide tra le stagioni concertistiche pietroburghesi e numerose tournées all'estero. Il repertorio viene ulteriormente ampliato, eseguendo per la prima volta in Russia lavori come Canto sospeso di Nono, la Quinta Sinfonia di Grechaninov, il Requiem polacco di Penderecki. Numerose, le prime esecuzioni assolute: Al niente per grande orchestra di Kancheli, Sinfonie di Segerstam, Slonimsky e Tishchenko.

(foto Roberto Serra)

Bologna Festival: questa sera sul palco il pianista americano Jeffrey Swann

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Jeffery SwannLa rassegna Il Nuovo l'Antico di Bologna Festival prosegue martedì 20 ottobre ore 20.30 (Oratorio San Filippo Neri) con il terzo concerto del ciclo Suoni astrali e terrestri dedicato ai compositori Webern, Donatoni e Bartók. Protagonista, il pianista americano Jeffrey Swann che ha indagato e conosce tutti i repertori, dal classicismo al romanticismo, dalle avanguardie storiche alla Nuova Musica. Il suo interesse per la musica contemporanea non è esclusivo ma nasce dalla conoscenza dei repertori storici, evitando l'aridità diffusa tra gli specialisti dell'avanguardia. Nel programma impaginato per il ciclo Suoni astrali e terrestri, incentrato prevalentemente sulla forma della variazione, Swann accosta le Françoise Variationen di Donatoni agli Intermezzi di Brahms, i microrganismi di Webern – tali sono le Variazioni op.27 – all'intensità materica di All'aria aperta di Bartók.

IL progeto  "Suoni Astrali e TERRESTRI". La figura di Franco Donatoni, protagonista della Nuova Musica, è al centro dei cinque concerti del ciclo "Suoni astrali e terresti". Nei programmi appositamente commissionati, il compositore veronese viene messo in relazione con i suoi precedenti storici: Webern, per l'incidenza che questo autore ha avuto nei confronti della neoavanguardia, e Bartók per l'influenza sul pensiero di Donatoni. L'espressione suoni astrali e terrestri scelta per questo progetto si riferisce da un lato alla vocazione metafisica di Webern e dall'altro alla presenza "terrestre" di Donatoni e di Bartók.

Jeffrey Swann. Nato a Williams (Arizona) nel 1951, Jeffrey Swann ha iniziato lo studio del pianoforte all'età di quattro anni. È stato allievo di Alexander Uninsky e poi di Beveridge Webster e Adele Marcus alla Juilliard School; ha studiato composizione con Darius Milhaud all'Aspen Music Festival. Vincitore della prima edizione del Premio Dino Ciani e del Concorso Reine Elisabeth di Bruxelles, ha iniziato una brillante carriera concertistica negli Stati Uniti e poi in Europa. Il suo vasto repertorio spazia dal barocco alle avanguardie, con un particolare interesse per la musica contemporanea. Eseguì negli Stati Uniti, poco più che esordiente, l'impervia Seconda Sonata di Boulez. Ha eseguito opere in prima assoluta e registrato musiche di diversi autori contemporanei. Il suo CD The Virtuoso Liszt è stato premiato dalla Liszt Society. Di rilievo anche l'incisione delle Sonate di Beethoven. Appassionato di letteratura e di arti visive, oltreché abile divulgatore, nelle sue conversazioni-concerto presenta programmi tematici che evidenziano i legami tra la musica e altri linguaggi espressivi. Dal 2007 è direttore artistico del Festival e dell'Accademia Dino Ciani di Cortina d'Ampezzo.

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