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Roberto Fabbri in concerto solistico al Teatro del Casinò Comunale di Sanremo (Imperia)

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Roberto FabbriGiovedì 14 novembre alle ore 21.00 il Maestro Roberto Fabbri si esibirà in un concerto solistico al Teatro del Casinò Comunale di Sanremo (Imperia), nell'ambito del X Sanremo International Guitar Festival & Competition ideato e diretto dal chitarrista Diego Campagna.

Il Maestro Roberto Fabbri eseguirà un programma dedicato interamente alle sue Playlist uscite per SONY MUSIC. Fabbri ha pubblicato con la Major 45 pezzi eterogenei distribuiti su quattro Playlist: I successi di Lucio Battisi in cover per chitarra, Guitar Meets Movie (musiche da film), Guitar Pure Emotions (composizioni originali) e Italian & International Pop Songs on classical guitar: https://open.spotify.com/intl-it/artist/6JWv0cQM8dNrXDSHo7YZZj.

Il concerto del Maestro inizierà con una raffinata versione delle splendide melodie di Battisti a cui seguiranno famosi temi di musiche da film fino ad arrivare alle sue composizioni originali. Le sei corde, grazie alla delicatezza del tocco dello strumento classico e alla maestria del grande concertista, riescono a evocare storie nella mente dell'ascoltatore, rendendo il concerto un'esperienza coinvolgente, in un crescendo di emozioni che non possono lasciare indifferenti. Fabbri si esibirà con la sua meravigliosa chitarra Ramirez Anniversario, lo stesso strumento usato dal grande Andrés Segovia.

«Il mio desiderio ­– afferma Roberto Fabbri – è quello di avvicinare il grande pubblico, attraverso la scelta di un programma accattivante e popolare, alla conoscenza della chitarra classica e del suo immenso potere evocativo».

Sul canale VEVO di Sony dedicato all'artista sono disponibili video relativi a queste opere, come Don't Let Me Be Misunderstood dalla colonna sonora di Kill Bill, Amarsi un po' di Lucio Battisti e il suo tributo al chitarrista rock Eddie Van Halen con il brano Jumping: https://www.youtube.com/@RobertoFabbriVEVO.

Roberto Fabbri – compositore, autore, didatta e concertista di chitarra – ha compiuto gli studi presso il Conservatorio di Santa Cecilia in Roma. Si è esibito nelle più importanti sale e festival di tutto il mondo e, da oltre 20 anni, collabora con Hal Leonard Europe con cui ha pubblicato oltre 40 libri. Ha un contratto come artista in esclusiva con Sony con cui ha pubblicato 5 album. Da più di 20 anni è docente al Conservatorio Statale di Terni Giulio Briccialdi dove è titolare della cattedra di chitarra classica.

Redazione

La Spezia ospita la mostra “L’ARTE DI VIAGGIARE. L’ITALIA E IL GRAND TOUR”

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La Spezia Larte di viaggiareA grande richiesta la mostra è prorogata fino al 12 gennaio 2025

La Spezia, candidata a Capitale Italiana della Cultura 2027, ospita la mostra "L'ARTE DI VIAGGIARE. L'ITALIA E IL GRAND TOUR" nel prestigioso complesso conventuale seicentesco dei Frati di San Francesco da Paola, dal 1995 sede del Museo Civico "Amedeo Lia" (via del Prione, 234).

A grande richiesta, dopo il successo di pubblico riscontrato nei primi 4 mesi con oltre 6.000 spettatori, la mostra a cura dello storico Andrea Marmori, direttore del Museo Civico "Amedeo Lia" e del Complesso Museale "Lia", con il contributo di Barbara Viale e con l'allestimento di Emanuele Martera, inaugurata il 15 giugno 2024, è stata prorogata fino al 12 gennaio 2025.

«"L'Arte di viaggiare. L'Italia e il Grand Tour" è una mostra di grande pregio che conferma il nostro Museo "Amedeo Lia" tra le strutture italiane capaci di ospitare mostre di livello internazionale – dichiara il Sindaco della Spezia PIERLUIGI PERACCHINI – L'esposizione vanta capolavori eccezionali e prestigiosi prestiti, che in questi mesi hanno affascinato un vasto pubblico. La mostra ci conduce sulle orme dei viaggiatori tra Settecento e Ottocento, alla scoperta dell'Italia attraverso città come Venezia, Firenze, Roma, Napoli e il nostro Golfo dei Poeti: una splendida occasione per ammirare dal vivo opere uniche, per approfondire la conoscenza delle nostre collezioni e percorrere le orme dei giovani rampolli dell'aristocrazia europea, conquistati dalla bellezza di luoghi unici al mondo».

«La mostra dedicata al Grand Tour nasce dal desiderio di valorizzare la sezione della Collezione permanente dei paesaggisti settecenteschi, il cui sguardo indagava la campagna e le città italiane – afferma storico e direttore del Museo Civico "Amedeo Lia" e del Complesso Museale "Lia" ANDREA MARMORI – Il Grand Tour, il gran viaggio di istruzione la cui durata poteva essere anche annosa, dall'Europa centrale e settentrionale conduceva giovani laici pellegrini alle abbaglianti rive del Mediterraneo dove poter toccare con mano quanto sospirato solo nel mondo delle idee e presagito tra le pagine dei libri. L'Italia era il gran serraglio dell'antichità, classica e rinascimentale, il Paese gravido di memoria e dove fiorivano i limoni, dove struggenti quanto infaticabili modelle si offrivano prodighe e magnifiche».

Un viaggio nel viaggio, un percorso nel tempo e nello spazio alla scoperta di una vera e propria moda che, tra il Settecento e l'Ottocento, vedeva nell'Italia la meta privilegiata per artisti e letterati per un viaggio di formazione e istruzione iniziatico nella bellezza e alla scoperta dell'immenso patrimonio storico e artistico del nostro Paese.

Grazie a un allestimento completamente inedito e immersivo, ricco di dipinti, sculture e oggetti d'arte collegati alle opere della collezione permanente del Museo Civico "Amedeo Lia", la mostra permette ai visitatori di immedesimarsi nei giovani membri della società aristocratica europea dell'epoca che nel corso del lungo viaggio venivano colpiti dall'immensa meraviglia e dalla perfetta sintesi tra l'eleganza della tradizione classica e la perfezione dell'arte e della natura che città come Roma, Venezia, Firenze e Napoli, principali tappe del Grand Tour, racchiudevano. Attratto dalla storia, dalla cultura, dall'arte e dalla letteratura, il grandtourist talvolta si spingeva fino a Ercolano e Pompei, mete anche di architetti e artisti in formazione nonché di numerosi pittori di vedute, tra cui si ricorda Vincenzo Loria (1849 - 1939), che realizzò il cospicuo nucleo di acquerelli a tema pompeiano, di proprietà del Museo Civico de La Spezia.

Tramite cartoline di gran lusso, ricordi effettivi dei viaggi compiuti, tele che ritraggono scorci di paesaggio veritieri in cui si evidenziano particolari elementi archeologici e naturali e dipinti che, per volontà del committente, uniscono monumenti fra loro distanti, "L'arte di viaggiare. L'Italia e il Grand Tour" dà la possibilità ai visitatori di respirare quel clima di creatività e di rinnovamento che ha animato l'Europa dalla fine del Barocco al Romanticismo e che ha contribuito a inaugurare la fama internazionale del "Bel Paese".

Accanto alle straordinarie opere provenienti da tutta Italia, fra gli altri, dalla Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini di Roma, dai Musei Civici di Padova, dal Museo di Roma e dalla Collezione d'Arte della Fondazione Cariplo, trova spazio un percorso illustrativo alla scoperta del Golfo de La Spezia e della Riviera, mete di questi colti pellegrinaggi.

L'acquerello di Joseph Mallord William Turner e Thomas Girtin, parte delle collezioni del Museo e ritraente un tratto di riviera spezzina, funge da anello di congiunzione con un altro cospicuo nucleo materiale di altre Collezioni civiche e, in particolare, con la prestigiosa raccolta di dipinti di Agostino Fossati esposta nella contigua costruzione della Palazzina delle Arti, utile a illustrare il territorio e la città di La Spezia.

Il Museo Civico di arte antica, medievale e moderna intitolato all'Ingegnere Amedeo Lia è stato istituito nel 1995 e inaugurato nel 1996 in seguito all'importante donazione che l'Ingegnere Lia e la sua famiglia in favore del Comune de La Spezia. Realizzato in tempi brevissimi, secondo l'espressa volontà contenuta nell'atto di donazione, il museo si articola in tredici sale disposte su tre livelli e offre servizi quali visite guidate in italiano, inglese, francese e spagnolo su prenotazione, percorsi di approfondimento, attività didattica, assistenza tesi di laurea, schede per rendere il più possibile autosufficiente il visitatore singolo e un bookshop.

Il Museo Civico "Amedeo Lia" ospita oltre millecento opere raccolte dall'Ingegnere Amedeo Lia, tra miniature, oreficerie, placchette gotiche in avorio, smalti di Limoges, marmi, bronzi, paste vitree archeologiche, produzioni soffiate ed elaborate a Venezia, terrecotte, cristalli di rocca, coralli, pietre dure e oggetti insoliti e preziosi.

Nella sezione dedicata ai dipinti, si contraddistinguono opere di Lippo di Benivieni, Bernardo Daddi, il Maestro della Maddalena, la bottega di Giotto, il Maestro delle Immagini Domenicane, la bottega di Duccio, Pietro Lorenzetti, la bottega di Simone Martini e Lippo Memmi, il Maestro di Città di Castello, Bartolo di Fredi, Paolo di Giovanni Fei, Barnaba da Modena, Giusto de' Menabuoi, l'ambito di Altichiero, Sano di Pietro, Matteo di Giovanni, Taddeo di Bartolo, Bicci di Lorenzo, degli ambiti di Filippino Lippi e del Beato Angelico, Francesco Botticini, Benedetto Bembo, Bergognone, Nicola di Mastrantonio, Antonio e Alvise Vivarini, Montagna, Mazone, Giampietrino, Mazzolino, Schedoni, un piccolo dipinto forse riconducibile a Raffaello, e ancora Cariani, Sebastiano del Piombo, Tintoretto, il Romanino, Giovanni e Gentile Bellini, Paolo Veronese, Tiziano, Moroni, Pontormo, Longhi, Marieschi, Canaletto, Guardi e Bellotto.

Il Museo Civico "Amedeo Lia" è parte del Complesso Museale "Lia" di cui fa parte anche il corpo attiguo che nei primi decenni del Novecento è stato aggiunto al convento dei Frati di San Francesco da Paola, denominato Palazzina delle Arti e oggi sede della Biblioteca di Storia dell'Arte e Archeologia "Giancarlo Marmori", del Museo del Sigillo e della mostra permanente "Agostino Fossati (1830-1904). La Spezia e il suo golfo nell'Ottocento".

Il Museo Civico "Amedeo Lia" è aperto dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.00.

Per maggiori informazioni è possibile telefonare al numero 0187 727220 o inviare una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Redazione

Gallingani e la tridimensionalità nel "Metarealismo"

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GALLINGANI SCULTUREDalle tele alle sculture, asteroidi nella "Gallingani Galaxy"
Nell'universo artistico è sempre più luminosa la galassia del "Metarealismo", la nuova corrente artistica, della quale Alberto Gallingani ne è senza dubbio padre, nata come per implosione dei tanti schemi stereotipati. Oltre i dipinti il Maestro realizza sculture che, per restare nell'immaginario ed affascinante spazio "artistico", potremmo definire asteroidi all'interno della "Gallingani Galaxy" legati alla stessa dalla reciproca forza di gravità alimentata dalla corrente Metarealista.
La scultura, come spiega Gallingani, è l'espressione tridimensionale della sua innovativa e contemporanea corrente artistica e non, assolutamente, complementare ai dipinti. Con la scultura, pur comunicando lo stesso messaggio di un dipinto, cambia la narrazione e di conseguenza la percezione, mentre il dipinto è molto espressivo ed in certi casi trasmette una sorta di violenza nel gesto, la scultura, ad oggi, è più delicata sotto questo aspetto. Detto ciò – come sottolinea il maestro – l'intento è di portare la scultura allo stesso grado di forza espressiva del dipinto. La scultura "Materialista" non deve essere la sola rappresentazione monumentale del dipinto ma comunicare con un linguaggio proprio. Oggi le sculture di Gallingani per come sono plasmate, modellate, colorate e con gli "echi" del lavoro pittorico in certi casi, con la frammentazione delle componenti assemblate, raccontano più storie. Opere che rimarcano la genialità e la voglia di scoperta, mai sazia, dell'artista.

Daniele Baldini

Al Teatro Dehon di Bologna il mentalista Andrea Rizzolini con: ‘Th!nk’

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ANDREA RIZZOLINILo show del mentalista Andrea Rizzolini in scena lunedì 11 novembre

Uno spettacolo che invita gli spettatori a camminare in equilibrio sulla linea che separa la realtà dalla finzione, per arrivare a rendersi conto che si tratta di un confine molto più sfumato di quello che siamo disposti ad accettare. Si tratta di 'Th!nk', lo show del mentalista Andrea Rizzolini che andrà in scena lunedì 11 novembre alle ore 21 al Teatro Duse di Bologna (consigliato dai 12 anni in su).

Grazie al suo stile unico, potente e rivoluzionario, che fonde momenti di teatro, letteratura e filosofia, a illusioni perfettamente congegnate per lasciare il pubblico senza fiato, Rizzolini esplora i limiti di una forma d'arte, il mentalismo appunto, tanto popolare quanto fraintesa. Il mentalismo e suoi trucchi, non più segreti ma finalmente svelati, diventano il mezzo per mettere in evidenza le diverse zone di frizione che caratterizzano il nostro modo di pensare il mondo: luoghi del pensiero in cui le nostre credenze entrano in contrasto tra loro, dove non è più così ovvio che cosa è reale e che cosa non lo è.

Andrea Rizzolini è stato definito la 'nuova giovinezza' dell'illusionismo contemporaneo. Nato a Milano nei primi 2000 si appassiona all'illusionismo, coltivando parallelamente l'interesse per la recitazione e la scrittura. Dopo aver conseguito un diploma in psicologia della vendita e del marketing, arriva a specializzarsi nell'ambito del mentalismo, creando un genere di spettacolo sofisticato e dinamico che fonde nozioni di psicologia e comunicazione assieme a teatro, letteratura e filosofia. Dal 2017 viene riconosciuto come uno dei più promettenti illusionisti al mondo, vincendo prima il Campionato Italiano di Mentalismo e partecipando poi, nel 2018, ai Campionati del Mondo di Magia tenutesi a Busan, in Corea del Sud. Nel 2020, a seguito dell'emergenza sanitaria, crea Il Filo Invisibile, uno spettacolo interamente online organizzato in collaborazione con il Teatro Franco Parenti di Milano che ha ottenuto un grande successo sia per il pubblico che per la critica rimanendo in scena per più di sei mesi. Dal 2021 frequenta la formazione in magie nouvelle presso il Centre National des Arts du Cirque.

Nel luglio del 2022, dopo essersi laureato in Filosofia all'Università degli Studi di Milano con una tesi su Wittgenstein, partecipa nuovamente ai Campionati del Mondo di Magia a Quebec City, in Canada, e vince il III premio nella categoria di mentalismo.

Redazione

"I miei primi 80 ANNI" l'autobiografia di Bruno Reverberi

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REVERBERI LibroIl libro, scritto con Angelo Costa con prefazione di Davide Cassani, ripercorre la vita del più longevo manager del ciclismo mondiale

In un susseguirsi di ricordi, tappe di una vita dedicata all'imprenditoria, allo sport e alla famiglia, Bruno ripercorre gli eventi che lo hanno portato a dirigere la squadra più longeva della storia del ciclismo mondiale. A far da sfondo il suo paese, Bibbiano, in cui Reverberi nacque negli anni del secondo conflitto mondiale. Nel volume i ricordi scorrono senza sosta, partendo da esaltanti aneddoti di corsa ed arrivando a interessanti episodi legati al complesso lavoro svolto in campo dirigenziale. Ricordi di famiglia si intrecciano con la volontà del giovane Reverberi di camminare con le proprie gambe, prima nel settore edile e in quello del commercio e poi in quello sportivo.

Il libro si apre con la prefazione di Davide Cassani, passato al professionismo proprio con Reverberi in maglia Termolan. Dalle parole del ciclista romagnolo traspare un profondo senso di gratitudine verso il proprio direttore sportivo, oltre all'ammirazione per l'innata capacità di adattamento di Bruno alle differenti mansioni richieste dal suo ruolo in quei primi anni Ottanta.

La storia, accompagnata da una bella galleria di immagini dell'archivio Sirotti, si dipana fra sponsor illuminati e vittorie, con le due maglie tricolori di Podenzana, le belle prestazioni di Roberto Conti al Giro e la maglia rosa di Lancaster a impreziosire il grande palmarès del Reverberi Team. I nomi si rincorrono nei vari capitoli: da Van Impe, Allocchio, Fontanelli e Cassani, fino a Zanini, Guidi, Petacchi, Perez Cuapio e Shefer, solo per citare alcuni tra i tanti corridori lanciati dalla squadra, che negli anni più recenti, ha tenuto a battesimo anche atleti come Colbrelli, Ciccone, Zana e Pellizzari. Senza dimenticare i tecnici che negli anni hanno affiancato Bruno Reverberi, a cominciare dal figlio Roberto, che in ammiraglia porta avanti la felice tradizione di famiglia.

( Credit photo: VF Group Bardiani - CSF Faizanè )

Redazione

Teatro Dehon di Bologna, in scena Lella Costa con "Otello, di precise parole si vive"

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Lella Costa SerenaSerraniRaccontare l'Otello con Lella Costa significa provare a capire cosa possiamo fare, noi maschi, per emanciparci dall'umiliante condizione di oppressori a cui siamo condannati dalla storia". Così, nelle sue note di regia, Gabriele Vacis parla di 'Otello, di precise parole si vive', lo spettacolo che Lella Costa riprende e aggiorna dopo 24 anni e che sarà in scena dall'8 al 10 novembre (ore 21, domenica ore 16) al Teatro Duse di Bologna.

Scritto dall'attrice milanese insieme allo stesso Vacis, la pièce si avvale della scenofonia di Roberto Tarasco e delle scene di Lucio Diana.

"Ho sempre pensato che Otello fosse la tragedia dell'uccidere per amore, ma non c'è mai amore quando c'è violenza e sopraffazione. E questo ce l'hanno insegnato le donne. Le più giovani in modo molto risoluto" prosegue Vacis. L'idea secondo cui Otello uccida Desdemona per amore, "è un principio patriarcale e il patriarcato ce l'abbiamo dentro, in profondità" rimarca il regista, ben oltre il comportamento maschilista. "Prima di tutto – aggiunge - si tratta di trovare le parole, precise parole che ci aprano alla comprensione di tutti gli Otelli vittime di sé stessi prima ancora che dei tanti Iago che ci ammorbano, ma soprattutto precise parole che ci aiutino a comprendere la tragedia vera di Desdemona, che si annida nel profondo delle anime.

'Otello, di precise parole si vive' ci parla, dunque, di quanto accade ancora oggi tramite la storia e le parole di Shakespeare che continuano "a stupirci, a incantarci – afferma Lella Costa - a volte ci aiutano perfino a capire chi siamo, cosa ci sta succedendo adesso". "Quando incontri una di queste storie perfette in genere te ne innamori e soprattutto ti rendi conto che non avrebbe alcun senso provare a inventarne un'altra per dire le stesse cose, ma che è lecito, forse perfino doveroso, continuare a raccontare quella. Precisamente quella – continua l'attrice - È quello che è successo a Gabriele Vacis e a me, e non una volta sola. È quello che ci ha entusiasmati a tal punto da pensare di riportare in scena, dopo 24 anni, il nostro Otello, preservando intatta la sostanza narrativa, ma intervenendo e modificando quelle parti in cui l'attualità, o meglio la contemporaneità, richiedevano un aggiornamento". "Se poi ci aggiungiamo una trama folgorante, il cui riassunto potrebbe sembrare notizia di cronaca di oggi, un lavoratore straniero altamente qualificato, un matrimonio misto, una manipolazione meschina e abilissima, un uso doloso e spregiudicato del linguaggio, un femminicidio con successivo suicidio del colpevole, allora ci rendiamo conto di quanto bisogno abbiamo di continuare a raccontare e ascoltare questa storia – conclude - recisamente questa".

( Credit photo: Serena Serrani )

Redazione

Halloween e le sue origini

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dolcetto halloween"dolcetto o scherzetto?" la festa che piace a grandi e piccoli

Tanti i preparativi in corso per la notte di Halloween, domani 31 ottobre, festa arrivata dagli Stati Uniti che anche in Italia è divenuta tra le più amate dai bambini che, travestiti da streghe, zombie, fantasmi e vampiri, bussano alle porte urlando con tono minaccioso: "Dolcetto o scherzetto". Un rito è quello di bussare tredici volte per allontanare la sfortuna, consuetudine che viene apprezzata e condivisa dalle famiglie che per la notte dei piccoli vampiri preparano dolci da distribuire. Halloween non solo è la festa dei bambini ma è divenuta un evento di moda coinvolgendo tutta la piattaforma dell'intrattenimento che è attiva a promuovere serata a tema con un giro di affari che si stima in milioni di euro. Ma da dove arriva la festa che ha appannato il nostro carnevale ? Le sue origini sono antichissime e da ricercarsi ai tempi in cui le popolazioni tribali usavano dividere l'anno del bestiame e fra ottobre e novembre preparandosi all'inverno, era necessario ricoverare le mandrie in luoghi riparati per garantirgli la sopravvivenza alla stagione del grande freddo e proprio questo perio-do prendeva il nome Halloween. In Europa le origini di Halloween sono da attribuirsi ai Celti, che non temevano i propri morti ai quali lasciavano del cibo sulla tavola in segno di accoglienza per quanti facessero visita ai vivi e proprio da questa usanza del trick-or-treat che tradotta in italiano nasce "dolcetto scherzetto?" . Oltre a non temere gli spiriti dei defunti, i Celti non credevano ai demoni quanto piuttosto alle fate e agli elfi, entrambe creature considerate comunque pericolose: le fate per un risentimento verso gli esseri umani; gli elfi per le grandi differenze che intercorrevano con 'uomo. Secondo le storiche leggende Celtiche, nella notte di Samhain questi esseri facevano scherzi anche molto pericolosi nei confronti degli uomini e questo ha portato nella credenza popolare ad alimentare la nascita di molte altre storie dagli scenari terrificanti. Storie che ad oggi sono divenute una grande festa con la notte più bizzarra la notte più bizzarra e amata dai bambini e anche dagli adulti.

Daniele Baldini

Teatro Dehon di Bologna, il 28 Ottobre in scena in scena "Shakespeare in Rock - il musical"

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locandina Shakespeare in RockAl Teatro Dehon di Bologna Lunedì 28 Ottobre ore 21 va in scena "Shakespeare in Rock - il musical" interpretato da Mattia Inverni con le musiche originali di Max Forleo.

L'opera Shakespeare in Rock, scritta, diretta ed interpretata dal cantautore Max Forleo, si ispira agli avvenimenti narrati nella tetralogia di William Shakespeare (Enrico VI e Riccardo III), cantando in prima persona le vicende, le ambizioni e gli amori dei protagonisti di quella che viene descritta nei libri di storia come la "Guerra delle Due Rose".

Lo spettacolo riassume in quindici capitoli i fatti storici dei personaggi coinvolti, tra i quali Enrico VI, Giovanna D'Arco, Lady Grey, Riccardo III, intervallando narrazione e letture dell'opera Shakespeariana alle canzoni, che da sottofondo assumono poi un ruolo di primo piano, dando voce ai personaggi insieme al cast dei ballerini.

Una voce narrante per raccontare i complotti e la storia che ha segnato l'Europa.
Atmosfere potenti e struggenti, che si fonderanno con le parole fedeli all'originale recitate con rispetto e trasporto da Mattia Inverni.

Max Forleo è un cantautore, polistrumentista e compositore che durante la sua carriera ha pubblicato 10 album e collaborato con grandi artisti internazionali come TM Stevens (bassista di Prince e James Brown), Richie Kotzen (Poison, Mr Big), Iron Butterfly e Kee Marcello degli Europe, per citarne alcuni.

Jessica Aiello è ballerina e attrice per la Scala di Milano, nonché protagonista della maggior parte dei musical in scena in Italia.

Redazione

Teatro Dehon di Bologna, in scena Antponello Costa con "Il Principe del Varietà"

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Antonello CostaAl Teatro Dehon di Bologna dal 1° al 3 Novembre - venerdì e sabato ore 21 e domenica ore 16 - Antonello Costa torna in scena per festeggiare il su 37esimo anno di carriera con lo spettacolo "Il Principe del Varietà", con Annalisa Costa, Gianpiero Perone e il corpo di ballo.

Con quasi 4 mila spettacoli all'attivo, più di 2 milioni di chilometri percorsi, e una vasta produzione discografica e videografica, da oltre tre decenni, Antonello Costa incanta il pubblico con la sua versatilità e il suo talento.

Lo spettacolo "Il Principe del Varietà" promette di riportare alla ribalta l'arte del varietà con una nuova luce e una nuova energia. L'artista coinvolgerà gli spettatori in un'esperienza interattiva, permettendo loro di diventare protagonisti e giudici, scegliendo tra 17 tecniche comiche la disciplina principe del varietà attraverso l'utilizzo di un QR code.

Insieme ad Antonello, lo spettacolo vanta la partecipazione di Annalisa Costa, Gianpiero Perone e il corpo di ballo, che contribuiranno a rendere ancora più completa l'esperienza.
Con una gamma di tecniche comiche che spaziano dal mash up alla parodia, dal calembour alla comicità demenziale, Antonello canterà, ballerà e porterà in scena tutto il meglio del suo enorme e brillante repertorio.

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