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ART CITY White Night al Teatro Duse con ‘Silenzio’, il Sipario d’autore di Lorenzo Puglisi

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Silenzio Sipario dautore di Lorenzo Puglisi al Teatro Duse di Bologna 2024-25 - Massimiliano DonatiBologna. 'Silenzio', il Sipario d'autore di Lorenzo Puglisi installato al Teatro Duse di Bologna per la Stagione 2024/25, sarà protagonista di ART CITY White Night, la notte bianca dell'arte che si terrà nell'ambito di ART CITY Bologna 2025, in occasione di Arte Fiera. Sabato 8 febbraio alle ore 23.45, infatti, l'opera sarà visibile a tutti a ingresso libero e il palcoscenico del Duse ospiterà l'incontro pubblico tra Puglisi, lo storico e critico d'arte Marco Tonelli e Lorenzo Balbi, direttore artistico di ART CITY Bologna e direttore del MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna | Settore Musei Civici Bologna.

Il sipario di Puglisi è esposto al Duse fino al 31 maggio nell'ambito della collaborazione con il Teatro Cartiere Carrara di Firenze. 'Silenzio' è, infatti, il sesto Sipario d'autore ad approdare sullo storico palcoscenico di Via Cartoleria che, a partire dalla Stagione 2017/18, ha già accolto, nell'ordine, i sipari di Carla Accardi, Aldo Mondino, Luigi Mainolfi, Nicola De Maria e Fabrizio Plessi, tutti appartenenti alla raccolta, unica nel suo genere in Italia, promossa dal Teatro fiorentino, insieme all'Associazione Amici della Contemporaneità, su iniziativa di Claudio Bertini, Massimo Gramigni e il gallerista Santo Ficara, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

Puglisi, classe 1971, vive e lavora a Bologna ed è il più giovane degli artisti chiamati a realizzare un'opera per questa eccezionale collezione che, dal 2005, trasforma il sipario in una grande tela d'autore. Puglisi è anche il più giovane tra gli autori esposti nelle dodici sale della collezione degli Autoritratti delle Gallerie degli Uffizi, accanto a nomi come Bill Viola, Giuseppe Penone, Ai Weiwei e Michelangelo Pistoletto.

L'opera 'Silenzio', realizzata su un drappo di velluto nero di dodici metri per sei, s'immerge e si staglia perfettamente nello spazio teatrale in cui il tempo sospeso prima dell'inizio di uno spettacolo richiede, appunto, un assoluto e magico silenzio ed è la manifestazione visibile del nero inteso come oscurità, notte profonda, stato dell'anima che precede l'istante di svelamento e illuminazione epifanica.

In questo caso, il sipario stesso è già spettacolo e apparizione, di fatto emersione da una notte densa e impenetrabile di una lontana traccia dell'Annunciazione di Tintoretto di cui si scorgono soltanto i volti e le mani dell'angelo e della Vergine, colti nell'immediatezza dell'azione, vibrante e immobile allo stesso tempo.

La teatralità del Maestro veneziano rivive con Puglisi in una totale essenzialità drammatica e tragica di forme e colori, in un vuoto di iconografia e atmosfera. Quanto di più estremo e struggente possa fare un pittore della nostra epoca nei confronti del passato, del tempo, del presente, delle passioni. "È il momento che preannuncia l'inizio di qualcosa che è insieme grandioso e spaventoso - sottolinea Puglisi - un atto straordinario, una rivoluzione dell'anima, in questo caso, del lavoro teatrale, dello spettacolo. Ed è lo stato e l'effetto che ricerco in pittura: silenzio, oscurità, luce, mistero".

Puglisi conduce, infatti, una ricerca pittorica caratterizzata dall'uso diffuso del colore nero sulla tela per creare uno sfondo scuro assoluto, dove i flussi di luce emanati sono in grado di definire volumi, volti, parti del corpo come presenze colte in uno scenario, espressione o gesto, in un viaggio verso l'essenza della rappresentazione, ricco di rimandi alla storia della pittura. Non nuovo, dunque, a simili scavi interiori dalla pittura antica, con questo ultimo sipario, il primo della collezione di natura figurativa, Puglisi si riafferma come uno dei più originali pittori contemporanei italiani; senza dubbio unico per la radicalità della sua audace dialettica tra luce e oscurità.

( Credit photo: Massimiliano Donati )

Redazione

Parte a Sasso Marconi la rassegna teatrale di prosa “Solitudini affollate”

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Elena Bucci BarnumSi comincia giovedì 30 gennaio con "Autobiografie di ignoti" monologo di Elena Bucci ispirato a storie di personaggi reali e inventati

La nuova stagione teatrale di prosa del 'Comunale' di Sasso Marconi parte la prossima settimana e si chiude ad aprile proponendo sei appuntamenti a teatro riuniti nella rassegna Solitudini affollate.

Un titolo emblematico: il cartellone proposto quest'anno dall'Assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con l'associazione Ca' Rossa, comprende spettacoli che, alternando satira, narrazione, denuncia sociale e humour nero, esplorano le distorsioni e le contraddizioni del nostro tempo, evidenziando con cinica disillusione la profonda solitudine dell'uomo, parte di una società che sembra aver messo da parte i buoni sentimenti e la solidarietà. Una situazione che ci obbliga a riflettere senza per questo perdere la voglia di sognare e sorridere, come ci ricorda lo slogan "Ridere è una cosa seria", che da anni a Sasso Marconi accompagna il teatro di prosa.

Il cartellone 2025 si apre giovedì 30 gennaio con Autobiografie di ignoti ovvero Barnum, spettacolo intimo e poetico che combina recitazione, canto e danza. Protagonista Elena Bucci che, seduta tra i tavolini di un bar, nell'oscurità della notte, rievoca ricordi d'infanzia, incontri fugaci, amori e parole non dette, dando vita a un racconto fantastico in cui si intersecano autobiografia e storie di vita vera.

Si prosegue a febbraio con due appuntamenti: il primo, giovedì 13, èTranquilli. 'Tranquilli' come il nome di un clown contemporaneo (interpretato da Andrè Casaca) che, senza usare la parola, ma con il solo linguaggio del corpo, riesce a trasformare la frenetica routine di un uomo in qualcosa di magico e sorprendente. Giovedì 27 è la volta de La scimmia, spettacolo ispirato al racconto "Una relazione per un'Accademia" di Franz Kafka: prendendo come modello il mutevole mondo kafkiano, Giuliana Musso indaga la condizione dell'uomo, cui oggi è richiesto di spogliarsi della propria parte creativa ed emotiva per divenire un puro corpo che emula.

Il 20 marzo 'Carrozzeria Orfeo' porta in scena Robe dell'altro mondo, spettacolo che utilizza l'espediente dell'invasione aliena per denunciare, con lucidità e amara ironia, i mali del nostro tempo. Un'opera visionaria in cui azione scenica, animazioni digitali, musica e illustrazioni, si mescolano proiettando lo spettatore tra le fobie e le tensioni sociali che condizionano la nostra quotidianità.

A seguire, il 10 aprile, La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza. Una commedia ruvida e poetica al tempo stesso, premiata dalla Critica al Roma Fringe Festival 2020, uno dei principali festival italiani di teatro indipendente. Al centro del racconto una famiglia contadina in cui, a dispetto del nome, non c'è spazio per la speranza e per i sogni del figlio minore, Ciccio, un giovane in sovrappeso ma dall'anima leggera, protagonista di una storia di identità, desiderio di riscatto e voglia di libertà.

La rassegna si chiude il 24-25 aprile con Le improbabili nozze di Dashenka Zigalova, spettacolo della compagnia sassese "La Valigia di Cartone" proposto per due serate consecutive a Colle Ameno. Un atto unico, ispirato ai testi di Cechov, che porta in scena la piccola borghesia russa al tramonto del potere zarista: donne e uomini intenti ad accumulare ricchezze, a covare risentimenti, invidie e avidità.

Tutti gli spettacoli si svolgono al Teatro comunale "Marconi" (Piazza dei Martiri 5) ad eccezione di quello conclusivo (24-25 aprile), che andrà in scena al Borgo di Colle Ameno, a Pontecchio.

Info e prenotazioni biglietti: ufficio turistico infoSASSO, tel. 051 6758409 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Redazione

Al Teatro Dehon di Bologna in scena: “Casa Abis”

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CASA ABIS 2Stella Falchi e Gabriele Abis, il duo social noto ai più come "Casa Abis", saranno in scena al Teatro Dehon di Bologna Mercoledì 29 Gennaio ore 21, con l'omonimo spettacolo comico "Casa Abis" incentrato sulle dinamiche di coppia, il tema che li ha resi famosi.

I Casa Abis, ossia l'affiatatissima coppia (nella vita, come nella carriera artistica) formata da Stella e suo marito Gabriele, sono delle vere e proprie star del mondo social. D'altra parte, nessuno più di loro è in grado di ironizzare sulle dinamiche della vita di coppia, giocando sui tratti ironici che caratterizzano la convivenza quotidiana.

Non è un mistero: i social tirano, le risate e la ricerca di felicità pure. E voilà, ecco a voi i Casa Abis: una coppia che riflette sulla propria vita come in un film (comico), illustrando i momenti significativi della propria convivenza e sondando tutti i possibili trucchi per attingere ad una forma duratura di felicità, quella a due. Ecco allora che ogni momento di condivisione diventa occasione per suscitare una grande ilarità: d'altra parte, le dinamiche tra uomo e donna sono, fin dalla notte dei tempi, quasi una consuetudine che ci viene tramandata sempre identica a sé stessa. O è vero il contrario? Nel loro spassosissimo spettacolo, tutto teso ad immaginare la ricerca quotidiana dell'amore, o meglio, di quel tipo di amore che non mette sempre d'accordo ma spinge ad essere sempre dalla stessa parte, i Casa Abis si interrogano su cosa significhi essere una coppia, ponendosi domande esistenziali del tipo: Come passiamo il tempo insieme? Come lo passavano Antonio e Cleopatra? Di cosa parlavano che ancora oggi è argomento di conflitto in una coppia?

A divertire è soprattutto il viaggio, un po' film e un po' prontuario sulla vita coniugale, che Stella e Gabriele intraprendono alla ricerca dell'amore attraverso una spiritosa dissezione della quotidianità di coppia. Il fine ultimo di quest'impresa, tanto per i due artisti quanto per lo spettacolo, realizzato da Vera Produzione con la regia di Paolo Ruffini, è quello di spingere il pubblico a scoprire che nella storia umana Casa Abis c'è sempre stata. Anzi, c'è sempre stata, c'è (ovviamente) ora e ci sarà sempre in futuro: in fondo, tutti possono dire di essere un po' gli Abis nel loro quotidiano.

Redazione

Al Teatro Dehon di Bologna magia e comicità con: "RIAPPARIS - oltre al Lonfo faccio altro"

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Andrea ParisDomenica 26 gennaio ore 16 Andrea Paris andrà in scena al Teatro Dehon di Bologna con lo show di magia e comicità "RIAPPARIS - oltre al Lonfo faccio altro".

Andrea Paris è molto più di un semplice mago: è un narratore, un comico e un illusionista che trasforma ogni spettacolo in un'esperienza indimenticabile.

Prestidigitazione e mentalismo si susseguono in un'escalation di ritmo e comicità investendo il pubblico con un tram fatto di meraviglia dando vita a un magic comedy show dove il pubblico è il vero protagonista.

Palline, corde, carte, coltelli, pensieri, colori, numeri ed un pizzico di sana follia unita ad un forte senso dell'ironia sono la ricetta dello show, dove gli adulti riscoprono l'essere bambini ed i bambini accompagnano gli adulti nel mondo straordinario che solo la magia sa creare...

Nel suo spettacolo, Andrea Paris porta in scena numeri magici sorprendenti che sfidano la logica, accompagnati da battute e situazioni comiche che rendono ogni performance leggera, divertente e mai scontata.

La sua magia va oltre il semplice intrattenimento: tocca corde emozionali, facendo riflettere lo spettatore su temi legati alla meraviglia, alla curiosità e alla connessione umana.

ANDREA PARIS

Comico, Mago, Illusionista, Prestigiatore, Mentalista, Attore, Andrea Paris nasce a Foligno (PG) nel 1980. All'età di 17 anni (nel 1997), inizia ad esibirsi nei locali per poi dedicarsi al teatro frequentando corsi specifici sullo studio e sulla caratterizzazione del personaggio collaborando con realtà locali.

Grazie a questi nuovi studi, in breve tempo, Andrea Paris riesce a vincere 20 premi nazionali come "Miglior Attore Caratterista" ed altri come "Attore protagonista".

Inserendo successivamente sempre di più la parte attoriale nei suoi spettacoli di magia, Andrea Paris, inizia a lavorare sul suo personaggio "IL PRESTIGIATTORE": un mago sì, ma che regala pezzi di teatro e meraviglia durante le sue esibizioni.

Ha partecipato inoltre a vari programmi TV tra cui 'I Soliti Ignoti Vip", "Stasera Tutto è Possibile", "Italia Si", "Challanger 4 - Comici Del Web Contro Comici da Palco" (RAI 4), "Primi dell'Alba", "Honolulu", "Natale a Casa Battista". Si classifica secondo ad "IGT 2019" e vince la VII^ edizione del talent show "Tu Si Que Vales" 2020. Nel corso degli anni si è esibito in importanti teatri italiani a fianco di artisti come Enrico Brignano, Maurizio Battista, Dario Ballantini...e su palchi esteri tra cui il Dubai OperaTheater. A Settembre 2022 si esibisce alla 3Arena di Dublino, sullo stage di Andrea Bocelli. II 7 Aprile 2023, si esibisce al Teatro Zelig di Milano, nel suo one man show "Apparis/Scomparis", mentre a Novembre 2023 partecipa all'edizione televisiva di Zelig trasmessa su Canale 5, al fianco di Claudio Bisio e Vanessa Incontrada.

Redazione

Al Teatro Dehon di Bologna "Storie di Straordinaria follia"

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svincisgrassiMercoledì 15 gennaio 2025 ore 21 in scena il concerto/spettacolo di Marco Vincisgrassi

Torna al Teatro Dehon (via Libia 59) la rassegna "Diverse abilità in scena - Espressività, professionalità ed integrazione nel panorama teatrale" promossa da Gli amici di Luca Casa dei Risvegli Luca De Nigris, a cura di Fulvio De Nigris, che si è consolidata nel tempo e giunge quest'anno, al Teatro Dehon, al traguardo della 19^ edizione. Fino al 12 giugno 10 spettacoli di diverse abilità. Ingresso a offerta libera.

Mercoledì 15 gennaio 2025 ore 21 in scena il concerto/spettacolo "Storie di Straordinaria follia" di e con Marco Vincisgrassi, accompagnato dalla sua band denominata "Complesso di colpa". Ne fanno parte Gianpaolo Fini alla batteria, Gianluca Sia al sassofono, Antonella Scalia al violino, Hikaru Hashimoto alla chitarra, Gianluca Caselli all'armonica a bocca e Nicola "Nik" Renna alle percussioni, oltre che a Giovanna Palma nelle vesti di coprotagonista.

Lo spettacolo ha la forma del "giornalismo canzone" ed analizza in chiave surreale il ruolo dell'informazione nella società odierna.

Nell'ambito della vasta programmazione del Teatro Dehon, questa rassegna così caratterizzata sul sociale si è consolidata negli anni proprio grazie alla disponibilità e alla capacità di questo spazio di diventare palcoscenico aperto, un'opportunità di espressività e confronto per gruppi e associazioni che si occupano di marginalità. "Diverse abilità in scena" oltre agli spettacoli de "Gli amici di Luca" porterà in scena rappresentazioni dell'associazione Amando, delle scuole Don Milani, della compagnia Le Salamandre dell'associazione "Il seno di poi", del Magnifico Teatrino Errante e di altri gruppi.

"È una rassegna che coinvolge varie professionalità - dice Fulvio De Nigris direttore Centro Studi per la Ricerca sul Coma de Gli amici di Luca e curatore della rassegna - ma anche il mondo sociale, del volontariato, strutture che accolgono e si occupano di disagio e che cercano di aiutare le persone a tessere quel sottile filo che li ricollega alla vita, dopo un'esperienza traumatica o una condizione comunque di sofferenza. Il nostro ringraziamento va ancora al Teatro Dehon uno spazio che ci ha permesso di trovare casa e poter esprimere la nostra creatività".

"Puntualmente, come da ormai quasi vent'anni, il Teatro Dehon ospiterà nel corso della Stagione 2024 - 2025 la rassegna 'Diverse abilità in scena' – dice Piero Ferrarini direttore artistico del Teatro Dehon. Siamo lieti ed orgogliosi di promuovere un'iniziativa che più di ogni altra – nell'ambito del teatro d'intervento socio-terapeutico – ha saputo crescere nel tempo, coniugando professionalità molteplici d'ordine sanitario, volontariato, attività artistica e sussidiarietà con le Istituzioni. Mi piace pensare a Gli Amici di Luca – Casa dei Risvegli Luca De Nigris come ad una vera e propria camera di compensazione, presso la quale soggetti diversi possano (ri)conoscersi ed interagire a favore della Collettività".

Redazione

Giovedì 9 gennaio si apre Bondone Happy Winter

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Skialp RadunoVenerdì e sabato lo skialp con raduno e gara

Dallo sci alpinismo allo snowboard, passando per lo sci alpino, lo sci di fondo e una passeggiata con le ciaspole. È il mix vincente proposto da Monte Bondone Happy Winter, l'evento che da domani (giovedì 9 gennaio) fino a domenica animerà la montagna della città di Trento, proponendo l'ampia gamma di sport invernali che si possono praticare nella località, particolarmente indicata per ogni declinazione dell'attività outdoor.
Il ricco programma stilato dall'Azienda per il Turismo di Trento, impegnata nell'organizzazione assieme alle varie realtà che operano sul Monte Bondone, verrà inaugurato domani alle 19.30 dalla suggestiva ed emozionante fiaccolata proposta dai maestri di sci, che darà di fatto il via ufficiale alla manifestazione.
Alle 20, sempre di giovedì, ci sarà l'apertura delle piste da sci in notturna per tutti gli appassionati, che sabato 11 gennaio, al mattino, potranno incrociare sui tracciati un ospite particolare, ovvero Selva, la mascotte del Monte Bondone.
Per quanto riguarda lo sci alpinismo, gli organizzatori hanno messo in calendario due eventi in versione serale. Venerdì 10 gennaio ci sarà il raduno sotto le stelle «Bondone Night Uphill», che scatterà alle 18.30 dalla Baita Montesel (a quota 1440 metri) e si concluderà ai 2.090 metri di Cima Palon, un percorso che risale lungo le piste Cordela e Canalon. Il giorno seguente, sabato 11 gennaio alle 17.45, prenderà il via la «Bondone Ski Raid», gara di sci alpinismo aperta a tutti, tesserati Fisi e non, che andrà in scena su un tracciato completo e tecnico, con un dislivello di 1350 metri. Un evento, quest'ultimo, che ha catturato l'interesse anche di alcuni big della specialità, quali Federico Nicolini, Alex Oberbacher, Davide Magnini, Corinna Ghirardi, Martina Cumerlato e Giulia Marchesoni. Si attendono oltre 150 partecipanti. Sia venerdì che sabato, in conclusione di serata a Vason si terranno pasta party e premiazioni, seguite da un momento di festa in musica.
Nella giornata del sabato, ci sarà uno spazio dedicato anche agli appassionati di snowboard, che a partire dalle 14 potranno sperimentare o perfezionarsi all'interno dello snowpark approfittando delle lezioni di freestyle a cura dei Maestri di Sci e Snowboard del Monte Bondone.
Da non perdere, poi, i numerosi appuntamenti in programma domenica 12 gennaio: sci di fondo protagonista al mattino con la gara giovanile Fisi per baby e cuccioli (ore 9.30) e l'open day nel Baby Park in località Viote con utilizzo gratuito del tapis roulant, mentre nel pomeriggio, grazie alla Scuola Italiana Sci Fondo Viote, si potrà approfittare delle prove di avvicinamento allo sci nordico con lezioni di gruppo.
Di indubbio interesse e fascino anche la passeggiata con le ciaspole (ore 10.30) per scoprire il Giardino d'inverno al centro botanico Alpino Viote. Non poteva mancare, infine, l'esperienza empirica del tour notturno con il gatto delle nevi, sempre alle Viote dalle 16 alle 19 di domenica 12 gennaio. Info e iscrizioni per eventi e iniziative sul sito www.bondonehappywinter.it.

(Credit photo: Merler - Gober)

Redazione

Befana solidale al Teatro Duse di Bologna con "Il Mago di Oz"

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Il Mago di Oz - FantateatroLo spettacolo in scena a sostegno della Casa dei Risvegli Luca De Nigris

Si rinnova l'appuntamento con la Befana solidale al Teatro Duse di Bologna. Come da tradizione, infatti, il 6 gennaio (ore 18) va in scena il musical di Fantateatro per tutta la famiglia (consigliato dai 4 anni in su), il cui ricavato sarà devoluto alla Casa dei Risvegli Luca De Nigris. Ultime poltrone disponibili, dunque, per assistere allo spettacolo 'Il Mago di Oz', tratto dalla fiaba di L. Frank Baum, scritto e diretto da Sandra Bertuzzi. Alla fine dello spettacolo la Befana incontrerà i bambini per regalare loro le calze offerte da Conad.

Sul palco la storia di Dorothy, bambina che vive in Kansas con gli zii e il cane Toto. Un giorno, un violentissimo tornado solleva la casa da terra e la spinge in aria. Dorothy e Toto vengono così trasportati in volo fino al fantastico regno di Oz. Decisa a tornare a casa, Dorothy scopre che la soluzione è raggiungere la Città di Smeraldo dove potrà chiedere consiglio al grande e potente Mago di Oz. Lungo il cammino di mattoncini rossi, Dorothy incontra tre simpatici compagni di viaggio: uno Spaventapasseri senza cervello, un Boscaiolo di latta senza cuore e un Leone senza coraggio. La strana compagnia ostacolata dalla perfida Strega dell'Ovest dovrà superare innumerevoli avventure prima di arrivare a destinazione e realizzare i propri sogni.

Lo spettacolo affronta con delicatezza e poesia il tema dell'amicizia. Attraverso l'aiuto reciproco, infatti, i quattro protagonisti arriveranno ad avere una maggiore consapevolezza delle loro potenzialità e a sviluppare la fiducia in sé stessi. L'allestimento è arricchito da cartoni animati proiettati su maxischermo e offre un'elevata interattività tra i personaggi in scena e il pubblico che sarà coinvolto in prima persona nelle vicende di Dorothy e dei suoi amici.

Redazione

Il Piccolo Coro dell’Antoniano parte per il settimo tour sold out in Cina

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tour in Cina Piccolo Coro dellAntonianoAl via da lunedì 30 gennaio, 5 concerti a Shanghai e 2 a Nanchino

A chiusura di un anno ricco di musica ed emozioni, in cui l'Antoniano ha celebrato i 70 anni dalla fondazione, il Piccolo Coro dell'Antoniano diretto da Sabrina Simoni riparte per una nuova avventura: per il settimo anno, infatti, si torna in Cina per una splendida tournée, già sold out.

In programma 7 concerti, tra lunedì 30 dicembre 2024 e il 5 gennaio 2025: si comincia con 5 concerti allo Shanghai Culture Square – 1800 posti – e si prosegue con la tappa al Jiangsu Center for the Performing Arts di Nanchino – 2500 posti – per concludere il viaggio con gli ultimi 2 live.

Nel repertorio del tour, protagoniste indiscusse restano le canzoni delle ultime edizioni dello Zecchino d'Oro, alternando a contenuti divertenti altri più riflessivi. Dai pezzi intramontabili come "Il valzer del moscerino" ai successi più recenti come "Il panda con le ali" e "Il magico viaggio di Marco Polo", brano dell'ultima edizione dello Zecchino d'Oro che ha celebrato, nell'anno della ricorrenza dei 700 anni dalla morte di Marco Polo, la figura del primo viaggiatore a raccontare le meraviglie dell'Oriente.

Dal 2015 il Piccolo Coro ha tenuto in totale 46 concerti per i numerosi fan cinesi che, con il loro enorme entusiasmo, hanno affollato il Children's Art Theatre di Shanghai e lo Shanghai Culture Square, nel 2016 anche il Tian Qiao Performing Art Center di Pechino, e dal 2020 il Jiangsu Center for the Performing Arts di Nanchino.

I bimbi del Piccolo Coro – che partiranno quest'anno insieme alle loro famiglie e allo staff dell'Antoniano in una formazione composta da 42 elementi – proporranno anche, come omaggio, un nuovo brano in lingua cinese.

Con le bimbe e i bimbi del Piccolo Coro Hydrangea di Shanghai si esibiranno in una particolare versione di "Grazie a te" (53° Zecchino d'Oro 2010) sia in italiano che in cinese.

Ancora una volta il Piccolo Coro porta in Cina tre importanti bandiere: oltre a rappresentare il "made in Italy" della musica per l'infanzia, il Coro infatti è anche ambasciatore UNICEF dal 2002 e portavoce dal 2008 del riconoscimento UNESCO dello Zecchino d'Oro tra i Patrimoni per una Cultura di Pace. Al coro è conferito, inoltre, il ruolo di Portavoce della Solidarietà dell'Antoniano, istituzione dei Frati Minori che si occupa principalmente di solidarietà, intrattenimento e comunicazione sociale

Oggi il Piccolo Coro dell'Antoniano è uno dei cori più conosciuti al mondo, composto da 52 bambine e bambini dai 4 ai 12 anni, e continua a portare avanti il progetto originario della sua fondatrice Mariele Ventre: fare dell'esperienza corale un vero e proprio percorso di crescita attraverso la collaborazione tra piccoli, con lo sguardo sempre attento all'evoluzione dei linguaggi musicali e dei contenuti educativi.

I concerti del Piccolo Coro dell'Antoniano in programma in Cina a cavallo tra 2024 e 2025:

30 dicembre 2024 ore 19.30 - Shanghai Culture Square
31 dicembre 2024 ore 14.30 - Shanghai Culture Square
31 dicembre 2024 ore 19.30 - Shanghai Culture Square
1° gennaio 2025 ore 14.30 - Shanghai Culture Square
1° gennaio 2025 ore 19.30 - Shanghai Culture Square

4 gennaio 2025 ore 14.00 - Jiangsu Center for the Performing Arts di Nanchino
4 gennaio 2025 ore 19.30 - Jiangsu Center for the Performing Arts di Nanchino

Redazione

Al Teatro Dehon di Bologna il 31dicembre con "Il Rompiballe"

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 2 A.Zaccheo-A.Fornari-A.Sassi   Gino RosaPer accogliere e celebrare l'arrivo del nuovo anno, il 31 dicembre ore 21.30 la Compagnia Teatroaperto porta in scena al Teatro Dehon "Il Rompiballe", un classico della prosa brillante francese. Come da tradizione, la mezzanotte sarà festeggiata in sala insieme alla compagnia con spumante e panettone.

Scritta da Francis Veber e tradotta da Filippo Ottoni, la commedia "Il Rompiballe" diretta da Piero Ferrarini andrà in scena con Aldo Sassi, Alessandro Fornari, Alessandra Cortesi, Massimiliano Sassi, Andrea Zacheo e Francesco Mauri, anche il 28 e 29 dicembre, sabato ore 21 e domenica ore 16.

François Pignon... Professione: rompiballe.

Il Destino – sapiente regista! – ha deciso di far incontrare, nella stanza di uno squallido alberghetto sperduto nella più desolata provincia francese, una pletora di personaggi strampalati ed eterogenei, tutti inesorabilmente marginali alla società dei consumi.

Ralph, gelido killer al servizio di una misteriosa "Organizzazione", coadiuvato dal malavitoso pasticcione Félix; François Pignon, rappresentante di camicie in Terital ed aspirante suicida; il borioso psichiatra Wolf; Louise, sfiorita arrampicatrice sociale perennemente insoddisfatta... Oltre ad un cameriere frustrato e ficcanaso. Cosa succederà!?

L'effetto di questo cocktail (da assumere senza moderazione) scatenerà nel pubblico un'irrefrenabile voglia di ridere!

Dalle Note di Regia:

Il nuovo allestimento del testo "Il Rompiballe", di Francis Veber (già messo in scena da Teatroaperto durante la stagione 2008 / 2009) si inserisce nella linea produttiva della Compagnia residente del Teatro Dehon, ormai da anni orientata alla proposizione italiana della commedia contemporanea d'oltralpe.

La ricchezza tematica e la vivacità di scrittura caratteristiche della nouvelle école dell'umorismo francese affondano le proprie radici nella grande tradizione classica di Molière, Feydeau e Labiche; ma hanno saputo integrare elementi eterogenei provenienti da diversi ambiti e movimenti culturali: surrealismo, situazionismo, psicanalisi, esistenzialismo. Ciò che ha dato vita ad un vero proprio canone moderno del teatro brillante, ove la spontanea risata è quasi infallibilmente sottesa da tematiche d'ampio respiro e da una costante e corrosiva critica sociale.

Francis Veber, più di ogni altro autore, ha saputo radiografare il corpo sociale, ponendone in evidenza asimmetrie e squilibri, tic e nevrosi, frustrazioni e miserie. Sulla scorta della grande tradizione dei moralisti d'antan (La Rochefoucauld, Antoine de Rivarol, Céline...) - ma procedendo per saturazione scenica, e non mediante scarnificazione linguistica - egli sbozza un ritratto impietoso del mondo moderno e delle sue infinite contraddizioni. E se è immediato il ravvisare nel suo antieroe per antonomasia François Pignon un pur maldestro epigono del voltairiano Candide o dell'alter ego dell'imprecatore di Méudon, l'ambiguo Bardamu, l'analisi del panorama antropo(il)logico entro il quali egli procede e agisce offre uno spaccato sconfortante ma iperrealistico della società, a malapena temperato dalla brillantezza virtuosistica nell'uso della lingua.

Riti, costumi ed idiosincrasie franchouillardes si squadernano sulle assi del palcoscenico, che diviene tavolo settorio a disposizione del folle anatomo-patologo (e forse suo stesso alter ego) immaginato da Veber; armato della propria idiozia, Pignon, inassimilabile e dunque "cretino" per definizione, finisce per far strame della odiosa supponenza e del conformismo che lo avvolgono, utilizzando la sua stessa alterità quale bisturi ermeneutico per scomporre le trame altrui.

Del resto Pignon, fallito per antonomasia in quanto estraneo sia al mondo dorato della buona società parigina che a quello del crimine professionale - universi forse non così lontani, che condividono la necessità di rispettare codici comportamentali rigidi od ortodossi (e ciò potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di riflessione sociologica) – costituisce un pericoloso buco nero; un autentico maelstrom in grado di trascinare con sé ciò che lo circonda, vale a dire il "mondo" e le sue "regole", che egli scompagina pur involontariamente.

Nella diegesi veberiana sono sicuramente presenti, e in alcuni casi persino centrali, elementi di critica di classe; ma interpretare la dinamica che lega Pignon e i suoi deuteragonisti all'esclusiva luce delle categorie marxiste sarebbe un errore, o quanto meno ciò costituirebbe un'insufficienza euristica. Pignon difetta irrimediabilmente di qualsiasi coscienza rivoluzionaria in senso stretto; il suo potere sovversivo non è frutto di elucubrazione o di meditazione culturale: egli costituisce naturaliter l'elemento entropico in grado di mandare in crisi un sistema convenzionale di informazioni. Proprio nell'inevitabile consequenzialità degli eventi tragicomici che Pignon sa mettere in moto, sia pure senza poterli successivamente controllare, risiede il senso ultimo dell'umorismo filosofico di Veber.

( Credit photo: Gino Rosa)

Redazione

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