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Befana solidale al Teatro Duse di Bologna con "Il Mago di Oz"

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Il Mago di Oz - FantateatroLo spettacolo in scena a sostegno della Casa dei Risvegli Luca De Nigris

Si rinnova l'appuntamento con la Befana solidale al Teatro Duse di Bologna. Come da tradizione, infatti, il 6 gennaio (ore 18) va in scena il musical di Fantateatro per tutta la famiglia (consigliato dai 4 anni in su), il cui ricavato sarà devoluto alla Casa dei Risvegli Luca De Nigris. Ultime poltrone disponibili, dunque, per assistere allo spettacolo 'Il Mago di Oz', tratto dalla fiaba di L. Frank Baum, scritto e diretto da Sandra Bertuzzi. Alla fine dello spettacolo la Befana incontrerà i bambini per regalare loro le calze offerte da Conad.

Sul palco la storia di Dorothy, bambina che vive in Kansas con gli zii e il cane Toto. Un giorno, un violentissimo tornado solleva la casa da terra e la spinge in aria. Dorothy e Toto vengono così trasportati in volo fino al fantastico regno di Oz. Decisa a tornare a casa, Dorothy scopre che la soluzione è raggiungere la Città di Smeraldo dove potrà chiedere consiglio al grande e potente Mago di Oz. Lungo il cammino di mattoncini rossi, Dorothy incontra tre simpatici compagni di viaggio: uno Spaventapasseri senza cervello, un Boscaiolo di latta senza cuore e un Leone senza coraggio. La strana compagnia ostacolata dalla perfida Strega dell'Ovest dovrà superare innumerevoli avventure prima di arrivare a destinazione e realizzare i propri sogni.

Lo spettacolo affronta con delicatezza e poesia il tema dell'amicizia. Attraverso l'aiuto reciproco, infatti, i quattro protagonisti arriveranno ad avere una maggiore consapevolezza delle loro potenzialità e a sviluppare la fiducia in sé stessi. L'allestimento è arricchito da cartoni animati proiettati su maxischermo e offre un'elevata interattività tra i personaggi in scena e il pubblico che sarà coinvolto in prima persona nelle vicende di Dorothy e dei suoi amici.

Redazione

Il Piccolo Coro dell’Antoniano parte per il settimo tour sold out in Cina

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tour in Cina Piccolo Coro dellAntonianoAl via da lunedì 30 gennaio, 5 concerti a Shanghai e 2 a Nanchino

A chiusura di un anno ricco di musica ed emozioni, in cui l'Antoniano ha celebrato i 70 anni dalla fondazione, il Piccolo Coro dell'Antoniano diretto da Sabrina Simoni riparte per una nuova avventura: per il settimo anno, infatti, si torna in Cina per una splendida tournée, già sold out.

In programma 7 concerti, tra lunedì 30 dicembre 2024 e il 5 gennaio 2025: si comincia con 5 concerti allo Shanghai Culture Square – 1800 posti – e si prosegue con la tappa al Jiangsu Center for the Performing Arts di Nanchino – 2500 posti – per concludere il viaggio con gli ultimi 2 live.

Nel repertorio del tour, protagoniste indiscusse restano le canzoni delle ultime edizioni dello Zecchino d'Oro, alternando a contenuti divertenti altri più riflessivi. Dai pezzi intramontabili come "Il valzer del moscerino" ai successi più recenti come "Il panda con le ali" e "Il magico viaggio di Marco Polo", brano dell'ultima edizione dello Zecchino d'Oro che ha celebrato, nell'anno della ricorrenza dei 700 anni dalla morte di Marco Polo, la figura del primo viaggiatore a raccontare le meraviglie dell'Oriente.

Dal 2015 il Piccolo Coro ha tenuto in totale 46 concerti per i numerosi fan cinesi che, con il loro enorme entusiasmo, hanno affollato il Children's Art Theatre di Shanghai e lo Shanghai Culture Square, nel 2016 anche il Tian Qiao Performing Art Center di Pechino, e dal 2020 il Jiangsu Center for the Performing Arts di Nanchino.

I bimbi del Piccolo Coro – che partiranno quest'anno insieme alle loro famiglie e allo staff dell'Antoniano in una formazione composta da 42 elementi – proporranno anche, come omaggio, un nuovo brano in lingua cinese.

Con le bimbe e i bimbi del Piccolo Coro Hydrangea di Shanghai si esibiranno in una particolare versione di "Grazie a te" (53° Zecchino d'Oro 2010) sia in italiano che in cinese.

Ancora una volta il Piccolo Coro porta in Cina tre importanti bandiere: oltre a rappresentare il "made in Italy" della musica per l'infanzia, il Coro infatti è anche ambasciatore UNICEF dal 2002 e portavoce dal 2008 del riconoscimento UNESCO dello Zecchino d'Oro tra i Patrimoni per una Cultura di Pace. Al coro è conferito, inoltre, il ruolo di Portavoce della Solidarietà dell'Antoniano, istituzione dei Frati Minori che si occupa principalmente di solidarietà, intrattenimento e comunicazione sociale

Oggi il Piccolo Coro dell'Antoniano è uno dei cori più conosciuti al mondo, composto da 52 bambine e bambini dai 4 ai 12 anni, e continua a portare avanti il progetto originario della sua fondatrice Mariele Ventre: fare dell'esperienza corale un vero e proprio percorso di crescita attraverso la collaborazione tra piccoli, con lo sguardo sempre attento all'evoluzione dei linguaggi musicali e dei contenuti educativi.

I concerti del Piccolo Coro dell'Antoniano in programma in Cina a cavallo tra 2024 e 2025:

30 dicembre 2024 ore 19.30 - Shanghai Culture Square
31 dicembre 2024 ore 14.30 - Shanghai Culture Square
31 dicembre 2024 ore 19.30 - Shanghai Culture Square
1° gennaio 2025 ore 14.30 - Shanghai Culture Square
1° gennaio 2025 ore 19.30 - Shanghai Culture Square

4 gennaio 2025 ore 14.00 - Jiangsu Center for the Performing Arts di Nanchino
4 gennaio 2025 ore 19.30 - Jiangsu Center for the Performing Arts di Nanchino

Redazione

Al Teatro Dehon di Bologna il 31dicembre con "Il Rompiballe"

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 2 A.Zaccheo-A.Fornari-A.Sassi   Gino RosaPer accogliere e celebrare l'arrivo del nuovo anno, il 31 dicembre ore 21.30 la Compagnia Teatroaperto porta in scena al Teatro Dehon "Il Rompiballe", un classico della prosa brillante francese. Come da tradizione, la mezzanotte sarà festeggiata in sala insieme alla compagnia con spumante e panettone.

Scritta da Francis Veber e tradotta da Filippo Ottoni, la commedia "Il Rompiballe" diretta da Piero Ferrarini andrà in scena con Aldo Sassi, Alessandro Fornari, Alessandra Cortesi, Massimiliano Sassi, Andrea Zacheo e Francesco Mauri, anche il 28 e 29 dicembre, sabato ore 21 e domenica ore 16.

François Pignon... Professione: rompiballe.

Il Destino – sapiente regista! – ha deciso di far incontrare, nella stanza di uno squallido alberghetto sperduto nella più desolata provincia francese, una pletora di personaggi strampalati ed eterogenei, tutti inesorabilmente marginali alla società dei consumi.

Ralph, gelido killer al servizio di una misteriosa "Organizzazione", coadiuvato dal malavitoso pasticcione Félix; François Pignon, rappresentante di camicie in Terital ed aspirante suicida; il borioso psichiatra Wolf; Louise, sfiorita arrampicatrice sociale perennemente insoddisfatta... Oltre ad un cameriere frustrato e ficcanaso. Cosa succederà!?

L'effetto di questo cocktail (da assumere senza moderazione) scatenerà nel pubblico un'irrefrenabile voglia di ridere!

Dalle Note di Regia:

Il nuovo allestimento del testo "Il Rompiballe", di Francis Veber (già messo in scena da Teatroaperto durante la stagione 2008 / 2009) si inserisce nella linea produttiva della Compagnia residente del Teatro Dehon, ormai da anni orientata alla proposizione italiana della commedia contemporanea d'oltralpe.

La ricchezza tematica e la vivacità di scrittura caratteristiche della nouvelle école dell'umorismo francese affondano le proprie radici nella grande tradizione classica di Molière, Feydeau e Labiche; ma hanno saputo integrare elementi eterogenei provenienti da diversi ambiti e movimenti culturali: surrealismo, situazionismo, psicanalisi, esistenzialismo. Ciò che ha dato vita ad un vero proprio canone moderno del teatro brillante, ove la spontanea risata è quasi infallibilmente sottesa da tematiche d'ampio respiro e da una costante e corrosiva critica sociale.

Francis Veber, più di ogni altro autore, ha saputo radiografare il corpo sociale, ponendone in evidenza asimmetrie e squilibri, tic e nevrosi, frustrazioni e miserie. Sulla scorta della grande tradizione dei moralisti d'antan (La Rochefoucauld, Antoine de Rivarol, Céline...) - ma procedendo per saturazione scenica, e non mediante scarnificazione linguistica - egli sbozza un ritratto impietoso del mondo moderno e delle sue infinite contraddizioni. E se è immediato il ravvisare nel suo antieroe per antonomasia François Pignon un pur maldestro epigono del voltairiano Candide o dell'alter ego dell'imprecatore di Méudon, l'ambiguo Bardamu, l'analisi del panorama antropo(il)logico entro il quali egli procede e agisce offre uno spaccato sconfortante ma iperrealistico della società, a malapena temperato dalla brillantezza virtuosistica nell'uso della lingua.

Riti, costumi ed idiosincrasie franchouillardes si squadernano sulle assi del palcoscenico, che diviene tavolo settorio a disposizione del folle anatomo-patologo (e forse suo stesso alter ego) immaginato da Veber; armato della propria idiozia, Pignon, inassimilabile e dunque "cretino" per definizione, finisce per far strame della odiosa supponenza e del conformismo che lo avvolgono, utilizzando la sua stessa alterità quale bisturi ermeneutico per scomporre le trame altrui.

Del resto Pignon, fallito per antonomasia in quanto estraneo sia al mondo dorato della buona società parigina che a quello del crimine professionale - universi forse non così lontani, che condividono la necessità di rispettare codici comportamentali rigidi od ortodossi (e ciò potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di riflessione sociologica) – costituisce un pericoloso buco nero; un autentico maelstrom in grado di trascinare con sé ciò che lo circonda, vale a dire il "mondo" e le sue "regole", che egli scompagina pur involontariamente.

Nella diegesi veberiana sono sicuramente presenti, e in alcuni casi persino centrali, elementi di critica di classe; ma interpretare la dinamica che lega Pignon e i suoi deuteragonisti all'esclusiva luce delle categorie marxiste sarebbe un errore, o quanto meno ciò costituirebbe un'insufficienza euristica. Pignon difetta irrimediabilmente di qualsiasi coscienza rivoluzionaria in senso stretto; il suo potere sovversivo non è frutto di elucubrazione o di meditazione culturale: egli costituisce naturaliter l'elemento entropico in grado di mandare in crisi un sistema convenzionale di informazioni. Proprio nell'inevitabile consequenzialità degli eventi tragicomici che Pignon sa mettere in moto, sia pure senza poterli successivamente controllare, risiede il senso ultimo dell'umorismo filosofico di Veber.

( Credit photo: Gino Rosa)

Redazione

Al Teatro Dehon di Bologna: "Come ammazzare la moglie o il marito senza tanti perché"

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TEATRO DEHONAl Teatro Dehon di Bologna dal 20 al 22 dicembre, venerdì e sabato ore 21 e domenica ore 16, in scena "Come ammazzare la moglie o il marito senza tanti perché", commedia tratta dai libri di Antonio Amurri, storico autore e umorista satirico italiano. Regia di Filippo D'Alessio, con Marco Cavallaro, Maddalena Rizzi, Bruno Governale, Alessandra Cavallari.

La comicità di Amurri, stringata ed elegante, prorompe, in maniera emblematica, con una vena ironica dissacrante negli assurdi e divertenti "consigli di reciproca e rapida eliminazione".
Traspaiono in una spietata lente di ingrandimento, vizi e difetti, incomprensioni ed egoismi, nevrosi e comportamenti maniacali di una lunga serie di mogli e di mariti ingombranti, di fronte ai quali non vede altra possibilità che una pronta e spietata eliminazione.
Una commedia dall'umorismo elegante che punta il dito sulla vita di coppia, ne presenta in modo esilarante le dinamiche che caratterizzano a volte inconsapevolmente il vivere quotidiano.
Il tutto giocato in uno specchio che riflette in una giovane coppia pronta a sposarsi, umori e pensieri e considerazioni sul tema del matrimonio.
Un telefono e un giovane esperto pronti a consolare il turbinio di dissapori tra le tante coppie, finché non capita la sua fidanzata e promessa sposa... Una comicità e tante storie che hanno trovato nella televisione in bianco e nero del carosello il primo "palcoscenico" per tanti spettatori. Lo spettacolo ne ripropone ambienti e stile, muovendo gli attori in un set televisivo degli anni sessanta in un ping pong dinamico ed effervescente con il Telefono Amico.

Al teatro Dehon di Bologna Gaia De Laurentiis e Max Pisu in "Come sei bella stasera"

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COME SEI BELLA STASERADal 13 al 15 dicembre, venerdì e sabato ore 21 e domenica. "Come sei bella stasera", una commedia di Antonio De Santis per la regia di Marco Rampoldi

29 anni di vita coniugale in 90 minuti...

Come sei bella stasera, debutto nella prosa di Antonio De Santis, storico autore di Ale&Franz, sceneggiatore e pubblicitario, segue la storia di Anna e Paolo in dieci quadri che si snodano da pochi mesi dopo le nozze fino al ventinovesimo anniversario.

Le dinamiche della vita di coppia e familiare vengono presentate in modo esilarante ma verissimo: le immancabili gelosie, i figli, prima tanto desiderati e cercati, che costringono poi a notti insonni (da piccoli perché non riescono a dormire e da grandi perché non vogliono dormire ma andare a feste), i metri quadrati dell'appartamento che risultano sempre più stretti, la forsennata ricerca di un'intimità minata da nonni babysitter.

Uno spaccato di vita reale in cui tutti gli spettatori (anche i single!) non possono fare a meno di immedesimarsi.

A dar corpo ai protagonisti Gaia De Laurentiis e Max Pisu, due interpreti differenti per formazione e storia che condividono però l'affetto del pubblico e il desiderio di divertire, guidati dalla regia di Marco Rampoldi, sempre più sicuro nella sua ricerca sulla nobiltà del ridere a teatro.

Redazione

Il dipinto di Bartolomeo Passerotti "Ritratto di vedova" ai Musei Civici d'Arte Antica di Bologna

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Ritratto di vedovaBologna - Un importante ritratto eseguito da Bartolomeo Passerotti (Bologna, 1529 - ivi, 1592) nella tarda fase della sua attività giunge presso i Musei Civici d'Arte Antica del Settore Musei Civici Bologna dalla collezione di Ruggero Poletti, noto a tutti come Geo (Milano 1926 - Lenno 2012), storico dell'arte, connoisseur, pittore e collezionista che formò la sua raccolta tra Milano, Londra e Lugano a partire dagli anni Cinquanta del Novecento.

L'opera è stata generosamente concessa in comodato d'uso gratuito per cinque anni dagli eredi Poletti allo scopo di consentirne la fruizione pubblica nella sede del Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, e ricordare la passione per l'arte di uno dei più originali collezionisti contemporanei.

Acquistato sul mercato dell'antiquariato (già Colnaghi; poi, Londra, Sotheby's 24 marzo 1976), e reso noto per prima da Giovanna Poletti (1985), il dipinto è una significativa testimonianza della produzione di Passerotti; è databile intorno o poco dopo il 1585 e raffigura senza accomodamenti un'anziana dama, che la veste nera e il velo bianco sul capo indicano in stato vedovile.
La posa con l'indice della mano inserito fra le pagine a tenere il segno nel piccolo libro di preghiera, la cui lettura è stata temporaneamente interrotta, rivela le prerogative della ritrattistica passerottiana, volta a cogliere i personaggi "non fermi e insensati", ma "in azione e in moto", "a ciascuno" "adattando quell'azione e quel gesto che fu più particolare e frequente alla natura e al genio di quel soggetto" (Carlo Cesare Malvasia, 1678).

Nella scheda critica dell'opera ordinata per il catalogo generale di Bartolomeo Passerotti, Maria Angela Ghirardi argomenta come la tipologia del soggetto rappresentato - quella dell'anziana dama devota - sia propria degli anni inoltrati dell'età tridentina. Nell'immagine si coglie inoltre "un nuovo accostarsi al personaggio e alla sua psicologia più «intimo» e «naturale». Illustrata senza orpelli, la vecchia si distoglie un momento dalla lettura e guarda, calma, verso lo spettatore. È forse la cordialità di una pacata vita familiare, quale trapela dall'immagine, ad aver indotto il sospetto di un'improbabile e non fondata identificazione della dama con Cornelia Ricci, seconda moglie di Passerotti".

La formula del 'ritratto istoriato', ideata da Passerotti, si afferma con grande successo nell'orizzonte culturale della Bologna pontificia dopo la riforma tridentina, dove il vescovo Gabriele Paleotti sta elaborando il suo celebre trattato, edito nel 1582, in cui espliciterà la funzione pedagogica ed edificante delle immagini. L'esemplarità di vita della vedova devota pare quindi ben conformarsi a questi intenti, rivelando la capacità del pittore di interpretare le esigenze dell'epoca. Tutt'altro, dunque, che finalizzato ad uno scopo adulatorio, il ritratto deve rispettare il criterio del 'decoro', restituendo la fisionomia del personaggio con estrema onestà, senza alterarla o correggerla.

Apprezzato anche in altri generi artistici - è, fra l'altro, l'iniziatore a Bologna di una nuova pittura "di genere" che, alla maniera fiamminga, torna a guardare la vita con piglio di verità rappresentando le classi più umili nella loro quotidianità - Passerotti incontra grande fortuna soprattutto come ritrattista, realizzando alcuni dei capolavori della ritrattistica cinquecentesca per l'altissima qualità esecutiva.

L'artista sarà attivo per le più alte gerarchie religiose (addirittura per i papi Pio V e Gregorio XIII) e per le famiglie aristocratiche e senatorie, come era uso già nel Quattrocento. Tra queste figurano i Bargellini, per i quali il pittore realizza una serie di ritratti rievocativi dei membri più illustri, un tempo allestiti nelle gallerie del palazzo in Strada Maggiore.
Il ritratto di Filippo Gaspare Bargellini è stato riferito a Bartolomeo Passerotti da Renzo Grandi (1987), insieme a quelli di Ovidio e Lattanzio Bargellini; mentre i più noti ritratti di Gaspare, figlio di Filippo, e di Pietro Annibale Bargellini sono da tempo attribuiti all'artista che, secondo la testimonianza di Marcello Oretti, svolse intensa attività per questa famiglia, assieme al figlio Ventura.
"Vivificati dal gesto delle mani" (Angela Ghirardi, 1990), atteggiate secondo l'eloquenza retorica di Quintiliano, i cinque ritratti sono databili entro la prima metà degli anni settanta del Cinquecento, ed erano probabilmente destinati a comporre una galleria di antenati e illustri esponenti del nobile casato bolognese.

E proprio accanto a queste pregevoli opere di grandi dimensioni, gli eredi Poletti hanno espresso il desiderio che anche il Ritratto di vedova vada esposto, andando così ad arricchire le collezioni del Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini.

La presentazione al pubblico dell'opera di Bartolomeo Passerotti concessa in comodato si è svolta mercoledì 11 dicembre 2024 alle ore 17.00. L'ingresso è libero, fino a esaurimento posti disponibili.
Interverranno: Eva Degl'Innocenti (direttrice Settore Musei Civici Bologna), Silvia Battistini (direttrice Musei Civici d'Arte Antica | Settore Musei Civici Bologna), Mark Gregory D'Apuzzo (conservatore Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini | Settore Musei Civici Bologna), Giovanna Poletti (erede di Geo Poletti) e Maria Angela Ghirardi (già docente di Storia dell'arte moderna, Università di Bologna).

Bartolomeo Passerotti (Bologna, 1529 - ivi, 1592) si formò tra Bologna e Roma, dapprima al seguito di Iacopo Barozzi detto il Vignola, poi con il coetaneo Taddeo Zuccari.
Nell'Urbe approfondì il disegno dall'antico e si perfezionò nelle incisioni ad acquaforte.
Rientrato stabilmente a Bologna prima del 1560, si dedicò all'esecuzione di grandi pale d'altare in cui elementi della pittura nordica si univano a caratteri di stile tipici del Manierismo romano e soprattutto, delle opere modenesi del Correggio.
Particolarmente celebre fu la sua attività di ritrattista, che gli valse numerose commissioni da parte di personaggi celebri e influenti. Gli interessi naturalistici del Passerotti e lo studio assiduo dal vero, stimolato dall'amicizia col celebre botanico e entomologo Ulisse Aldrovandi, fecero dell'artista una figura fondamentale per la formazione dei Carracci e per la nascita della grande pittura bolognese della fine del Cinquecento e dell'inizio del Seicento.

Redazione

Diversamente Natale: Open Day del Gusto e dell'inclusione

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Domenica 15 dicembre a Villa Smeraldi-Museo della Civiltà Contadina appuntamento dedicato ai prodotti del territorio, con uno sguardo sul mondo dell'artigianato

Nel suggestivo contesto di Villa Smeraldi, del suo parco storico e del Museo della Civiltà Contadina, domenica 15 dicembre, dalle 10 alle 19 circa, torna l'atteso Open Day del gusto "Sapori e atmosfere del Natale": l'appuntamento dedicato ai prodotti del territorio, con uno sguardo sul mondo dell'artigianato.

Quest'anno la Festa sarà l'occasione per celebrare la Giornata internazionale delle persone con disabilità, insieme ai ragazzi e le ragazze della Cooperativa Anima che, dal 2007, collaborano con l'Istituzione Villa Smeraldi.

Dalle 10 fino alle 19, la Villa e il Museo ospiteranno mostre, laboratori, degustazioni, corsi e visite guidate.
Per tutta la giornata il Museo sarà aperto gratuitamente e sarà presente un mercato contadino di produttori e artigiani del territorio, con degustazione e vendita all'interno della Villa e dei padiglioni del Museo, a cura di MELA mercato contadino, l'Alveare di Cento.
Per i più piccoli sarà aperto tutto il giorno l'Ufficio di Babbo Natale: i bambini potranno lasciare la letterina sulla sua scrivania o consegnargliela di persona nel pomeriggio. Per loro al mattino si terrà un laboratorio dello Spazio Cinni sulle lanterne di Natale mentre nel pomeriggio uno dedicato alla preparazione del formaggio.
Alle 11.30 verrà inaugurata la nuova aula didattica del percorso didattico "Dal latte al formaggio" con un brindisi inaugurale. Il percorso, progettato e sviluppato in collaborazione con Granarolo S.p.a, è un'esperienza pratica in cui i partecipanti, lavorando in gruppi, trasformano il latte vaccino in formaggio fresco, ricotta e burro. Il nuovo allestimento progettato dall'architetto Marchi e da IN-NOVO SRL, ha l'obiettivo di facilitare la realizzazione del laboratorio, garantendo la massima accessibilità, igiene e sicurezza.
Per gli adulti sarà aperta la Scuola di Tessitura con dimostrazioni di tessitura e nel pomeriggio un laboratorio aperto e libero di ricamo a cura di Nicoletta Di Gaetano, Atelier Trame Tinte d'Arte.
I ragazzi e le ragazze della Cooperativa Anima proporranno al mattino un laboratorio per adulti di pasta fresca "Uova, Anima e Farina" e dalle 15 ci sarà una speciale animazione natalizia con Sandrone DJ.
Sarà inoltre possibile visitare le mostre "Chicchi in mostra" del pittore "della Beverara" Riccardo Chiesi (Chicchi) e "Interno Verde Design 2024" esiti del Concorso nazionale che ha avuto come tema l'illustrazione grafica dei dati relativi agli alberi monumentali d'Italia.
Gran finale alle 17 con "A tu per tu con i Terconauti", con gli ospiti speciali Damiano e Margherita Tercon: un incontro divertente e riflessivo tra sketch comici, video e testimonianze per esplorare l'autismo e il potenziale di ognuno di noi.

Tutte le iniziative salvo mercato contadino, stand gastronomico, ufficio di Babbo Natale, visita libera museo e mostre temporanee, necessitano di prenotazione obbligatoria via mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o al numero 331 6779664 (anche messaggio WhatsApp).

L'iniziativa si svolgerà anche in caso di maltempo all'interno degli spazi museali.
Qui il programma completo dell'Open Day: https://www.museociviltacontadina.bo.it/divesamente-natale-open-day

Redazione

SPIRIT DE MILAN: gli appuntamenti dal 10 al 15 dicembre

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Spirit de Milan novembre24Dicembre ricco di appuntamenti allo SPIRIT DE MILAN, il locale meneghino dal gusto vintage punto di riferimento per gli amanti della musica dal vivo swing, jazz, blues e non solo!

MERCOLEDÌ 11 DICEMBRE

Alle 22.00 – BARBERA & CHAMPAGNE con LUCA MACIACCHINI: straordinariamente di mercoledì la serata dedicata alla canzone milanese. Sul palco il "one man show" tutto milanese con uno spettacolo che è un'antologia di brani appartenenti al repertorio della canzone popolare lombarda e del cabaret milanese, da Nanni Svampa a Walter Valdi, da Enzo Jannacci fino alle canzoni grottesche dello stesso Luca Maciacchini.

Ingresso gratuito.

GIOVEDÌ 12 DICEMBRE

Alle 22.00 – concerto di SLIDE PISTONS: dopo il concerto di domenica scorsa, torna la formazione musicale che propone dallo ska allo swing, dal rock al valzer romagnolo, senza nessun limite, per ballare tutta la notte.

Ingresso gratuito.

VENERDÌ 13 DICEMBRE

Alle 22.30 – BANDIERA GIALLA con MARY AND THE QUANTS: live con musica che spazia dal beat e pop italiano ai classici R&B e soul della Motown fino alla musica british.

A seguire Dj Set con i 45 giri in vinile di Mariano Rano Dj.

Biglietto di ingresso 20€ con una consumazione per chi viene dopocena (15 euro per i soci Spirit de Milan Aps 2024), 15€ con consumazione per chi fa aperitivo (12 euro per i soci Spirit de Milan Aps 2024), 7€ per chi viene a cena.

SABATO 14 DICEMBRE

Lo Spirit de Milan è chiuso.

DOMENICA 15 DICEMBRE

Alle 12.30 – apertura porte per il pranzo.

Alle 15.30 – HOT JAZZ CLUB con TOMELLERI'S JAZZ DEVILS: sul palco Giancarlo Mariani (trumpet), Paolo Tomelleri (clarinet), Alberto Guareschi (banjo), Claudio Nisi (tuba).

Ingresso gratuito.

Alle 22.00 – SPIRIT IN BLUES con MARCO SIMONCELLI QUARTET: concerto con repertorio selezione dai tre album dell'armonicista cantante. Lo accompagnano sul palco Heggy Vezzano, Andrea Caggiari e Giancarlo Cova, nomi di spicco del panorama blues nostrano.

Alle 21 lezione primi passi gratuita di blues dance aperta a tutti.

Ingresso gratuito.

L'atmosfera vintage tipica dello Spirit De Milan è custodita nei suoi 1500 mq: il locale è aperto dal martedì alla domenica dalle 19:30 alle 01:00 (il venerdì e il sabato fino alle 02:30).

Ma non è solo musica dal vivo, risate e divertimento, ma anche buona cucina! Per cenare alla "Fabbrica de la Sgagnosa", è fortemente consigliata la prenotazione utilizzando il form online: https://spiritdemilan.it/per-prenotare/.

Una volta arrivati nella zona ristorante bisognerà aspettare che La Mariuccia o L'Ambroes vengano ad accogliervi e ad accompagnarvi al tavolo prenotato. Il menù, ovviamente, comprende i piatti della tradizione milanese: cose semplici come quelle della nonna, cucinate con amore e con ingredienti selezionati.

Informazioni e prenotazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Redazione

Al Teatro Dehon in scena Antonio Casanova con: "Il Mago".

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Antonio CasanovaAl Teatro Dehon di Bologna Giovedì 12 Dicembre ore 21 in scena lo spettacolo di Natale di Antonio Casanova: "Il Mago".

È la vigilia di Natale e il Mago, Antonio Casanova, compare dal nulla per accompagnare il pubblico in un viaggio a ritroso nel tempo.

All'improvviso, attraversata una porta e aperta una finestra che guarda sulla strada di casa, l'orologio comincia a scorrere all'indietro, attraverso ore, giorni e anni.
Antonio Casanova nella sua mansarda segreta comincia un viaggio incredibile, nel quale scopriremo di aver scordato molto di quanto abbiamo vissuto, sopratutto scopriremo di aver scordato qualcosa che conoscevamo bene, la Magia.
Incontreremo qualcuno, Houdini di cui avevamo celebrato le imprese come un supereroe quando eravamo piccoli, ma di cui avevamo perso la memoria, e ritroveremo le immagini antiche e fascinose di un certo Kellar e l'invenzione della levitazione totale, assieme a Maskelyne con le sue grandi apparizioni dal nulla che salvarono addirittura la seconda guerra mondiale, per poi scoprire che conoscevamo l'illusionista David Devant e i suoi fantasmi del teatro racchiusi negli specchi, fino ad arrivare ai giorni nostri dove il celebre effetto della donna tagliata a metà, rivoluzionato ed eseguito dallo stesso illusionista su se stesso, senza alcuna copertura, fa pensare al trucco televisivo.
E invece è magia pura.
Tutto questo in un racconto visivo senza sosta, alla ricerca dell'illusione perfetta, quella che susciti meraviglia senza altri apparati in scena se non la presenza del Mago.

Redazione

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