The Game, la star del rap, torna in Italia per due date: il 5 dicembre 2014 all'Atlantico di Roma e il 6 dicembre al Fabrique di Milano. I biglietti disponibili da ieri , venerdì 17 ottobre, sul circuito Ticketone (www.ticketone.it) e nelle prevendite abituali. L'ultima fatica di The Game è "Blood Moon: Year Of The Wolf" (Blood Money Entertainment/eOne Music), uscito il 14 ottobre per l'etichetta fondata dallo stesso rapper, la Blood Money Entertainment. Il disco precede di qualche mese l'attesissimo seguito dell'album di debutto, "The Documentary 2", la cui uscita è prevista per il mese di gennaio 2015. Jayceon Terrell Taylor, in arte The Game, è considerato uno dei protagonisti della nuova ondata della scena hip hop della West Coast. Cresce a Compton, la problematica città californiana che ha dato i natali al gangsta rap, e ha sin dall'infanzia una vita molto turbolenta, a partire dall'affidamento ad una famiglia adottiva fino ad arrivare alla sua affiliazione ai Bloods, una delle gang cittadine. Nel 2001 il ventiduenne Taylor rimane gravemente ferito durante una sparatoria e approfitta del periodo di riposo forzato per studiare a fondo i classici dell'hip hop. L'anno seguente, il suo primo mixtape autoprodotto, "You Know What It Is Vol. 1", finisce prima nelle mani di Sean Combs (meglio conosciuto come Puff Daddy) e poi in quelle di Dr. Dre, che lo mette sotto contratto per la sua etichetta Aftermath Entertainment e lo inserisce nella G-Unit insieme a 50 Cent. Dopo alcuni featuring sui lavori dei suoi compagni di etichetta, The Game pubblica il suo primo vero album studio, "The Documentary" (Aftermath Entertainment/G-Unit Records/Interscope Records, 2005) che vede la partecipazione a vario titolo di esponenti della scena hip hop quali Kanye West, Timbaland, 50 Cent, Eminem e lo stesso Dr. Dre. Il disco debutta al numero 1 dell'americana Billboard 200, raggiunge il doppio platino e vende oltre cinque milioni di copie in tutto il mondo. I successivi otto album confermano il successo del rapper, che continua a riscuotere un vasto consenso sia tra il pubblico che nel mondo della critica.
Redazione



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Chi non ha mai sentito parlare di Batman? Penso ben pochi. Chiariamoci subito però... non parlo di "er Batman" , ma di quello serio, che lotta per la giustizia, seppure un po' a modo suo, di quello che prima ci ha fatto compagnia nei giornali a fumetti e poi nei tanti film che lo vedono protagonista. Le avventure dell'uomo-pipistrello, creato dalla fervida fantasia di Bill Finger, sono ambientate in una città chiamata Gotham City (avente molte somiglianze con New York) e questo, qualcuno potrà osservare, è risaputo, ma forse non tutti sanno che esiste veramente un paesino che fa di nome Gotham. E' in Gran Bretagna, nella contea inglese del Nottinghamshire per la precisione. Questo tranquillo villaggio di campagna ha circa 1600 abitanti e affonda le proprie origini intorno al XII secolo. Sembra che il significato della parola "gotham" , in un inglese oramai desueto, sia " fattoria/casa delle capre". L'amena località non deve però tanto la sua fama agli allevamenti di quelle simpatiche bestiole quanto al fatto che un tempo gli abitanti di Gotham venissero indicati, diciamo, come persone dall'intelligenza poco vivace....ma c'è anche una versione diversa, una storiella legata a Re Giovanni, quello soprannominato "Senza terra" ,che ritroviamo nella leggenda di Robin Hood dipinto, forse non del tutto a ragione, come incapace e cattivo. Si racconta che il Re volesse far costruire una strada da quelle parti e che gli scaltri abitanti di Gotham, per evitare di dover partecipare alla realizzazione dell'opera e di doverne poi anche curare la manutenzione, si fossero finti folli. Furono così convincenti che indussero gli emissari del Re a modificare il tracciato della strada e allontanarla dal villaggio perché si convinsero che erano tutti in preda alla pazzia che all'epoca era ritenuto contagiosa. "The wise men of Gotham" o anche "The fools of Gotham" si può trovare raccontata anche con delle varianti, ma il significato è lo stesso, gli umili ma svegli contadini riescono ad ingannare gli orgogliosi cavalieri del Re facendosi passare per stupidi.
Milano. Inizieranno il 23 ottobre i corsi di ARTSKOOL, la prima scuola d'arte in Italia per cantanti che vogliono sviluppare le proprie capacità artistiche a 360°, diventando professionisti del mondo dello spettacolo ed imparando a sviluppare la propria personalità artistica e a creare il proprio personaggio. L'accesso ai corsi sarà subordinato ad audizioni gratuite che si terranno in sede dal 14 al 19 ottobre. Durante le audizioni, i candidati dovranno presentare alla commissione 1 brano in lingua italiana, 1 brano in lingua inglese e 1 brano di genere "dance". Per accedere a tale audizione, i candidati dovranno sottoporsi ad un colloquio preliminare (per info: 0284965477 - 347 7112266 - 347 5733665 / www.artskool.it). La scuola Artskool si basa sul metodo Vocal Care ®, la prima metodologia interamente Made in Italy ideata dalla vocal coach e cantante jazz Danila Satragno, comprovata scientificamente dal dottor Franco Fussi e utilizzata già da tutte le grandi voci italiane e non solo (www.vocalcare.it). La scuola, che ha sede tra le storiche mura degli studi di produzione dei Pooh (Via Oreste Salomone 61), vanta un corpo docenti composto da professionisti della musica, del canto e della recitazione che mettono a disposizione la propria esperienza per un progetto unico nel panorama della formazione artistica in Italia. Inoltre, Artskool mette a disposizione camere per i candidati che arrivano da fuori Milano grazie a convenzioni con alberghi e bed&breakfast vicini alla scuola. «La mia scuola – racconta il fondatore Giancarlo Genise - nasce dalla volontà di poter insegnare, comprendere, ed apprezzare le doti del canto in tutte le loro sfumature, compreso l'aspetto di spettacolarizzazione che ultimamente prende sempre più piede nel mondo dello spettacolo. Con Artskool, l'intento è quello di insegnare a cantanti più o meno esperti non solo una corretta tecnica vocale, ma anche ad esprimersi sul palco, con fantasia ed espressività. Il nostro obiettivo è quello di creare voce, emozione, arte, movimento e impressionare qualsiasi spettatore». I docenti ARTSKOOL sono: Giancarlo Genise (canto microfonico), Danila Satragno (vocal training), Jolanda Granato (speech and phonetics), Cristina Fraternale Garavalli (movimento coreografico), Alessandro Salvatori (comportamento scenico), Joseph Sfregola (teoria e solfeggio), Francesca Visentin (inglese applicato al canto). ARTSKOOL propone un percorso formativo triennale con lezioni individuali e collettive, per un totale di 790 ore, con l'obiettivo di dotare l'allievo di strumenti tecnici fondamentali per diventare un artista completo. Oltre ai corsi per impostare, modulare, espandere la propria voce, Artskool ha pensato a lezioni integrative focalizzate a intraprendere la professione artistica, per garantire all'allievo le basi di un'autonomia gestionale: imparare a progettare uno spettacolo, promuovere se stessi, comprendere dinamiche contrattuali e burocratiche dello spettacolo (diritto d'autore, previdenza, permessi e autorizzazioni), capire i ruoli delle figure professionali della filiera showbiz (manager, produttore, promoter, agenzia, tour manager) e molto altro. Artskool, infatti, dà la possibilità a talenti vocalmente competenti di diventare capaci di creare il proprio personaggio unico e indimenticabile e introdursi così con facilità nel mondo dello spettacolo. Durante l'anno sono inoltre possibili lezioni individuali alle singole discipline.
Bologna. Nuovo appuntamento con "Il Nuovo l'antico" mercoledi alle ore 20.30° presso l'oratorio San Filippo Neri con il concertio del "Quartetto Meccore". Il Quartetto Meccore è stato premiato al Concorso Borciani, la massima competizione quartettistica europea. Il complesso polacco, di una solida esperienza strumentale, accosta al Quartetto di Debussy il Secondo Quartetto op.56 di Szymanowski, che tanto deve alla cultura francese. Questo capolavoro del 1927 appartiene all'ultimo periodo compositivo dell'autore, in cui coesistono seduzioni parigine ed evidenti attrazioni rapsodiche, prossime a Bartόk.
Bologna. Giovedì 9 ottobre ore 20.30, Oratorio San Filippo Neri, la rassegna Il Nuovo l'Antico prosegue con un concerto di musica antica. Il progetto, intitolato Delizie e Tenebre, spazia dalle liriche medievali, alla monodia di area monteverdiana, ai responsori di Alessandro Scarlatti. L'ensemble "La Stagione Armonica", con strumenti originali, presenta un programma sacro dedicato ai Responsori di Alessandro Scarlatti.






















