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Countdown per la 9° edizione Historic Minardi Day

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MINARDI DAYSono 600 le vetture attese sabato 13 e domenica 14 settembre all'Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola

La kermesse nata dalla passione della famiglia Minardi, in collaborazione con Formula Imola, è pronta a far rivivere a migliaia di appassionati un fine settimana all'insegna del Motorsport che grazie ai biglietti (giornaliero - abbonamento – VIP quest'ultimo riservato maggiorenni 16 anni con accesso alla Pit-Lane e parcheggio Paddock 2) già acquistabili su TicketOne ( https://www.ticketone.it/artist/historic-minardi-day/ ) potranno accedere alle aree più esclusive dell'impianto per festeggiare, tra l'altro, i 40 anni dal debutto nel mondiale di Formula 1 del Minardi Team attraverso un merchandising inedito acquistabile in autodromo.
Ad emozionare e riaccendere indelebili ricordi non mancheranno incredibili F1 storiche, a partire dalla Lotus 72E/5 del 1974 fino alla Minardi PS04/B del 2005 passando per le Tyrrell P34 del 1976 e 1977, la March Beta 761 (1976), Wolf WR 1 (1977), Arrows A/1 (1978), Merzario F1A3 (1979), Shadow DN12 (1980), Lotus Type 91 (1982), Ferrari 126 C4 (1984), Osella Alfa Romeo FA1G (1986), Minardi M189 (1989), Monteverdi (1990), Fondmetal GR03 (1991), Ferrari 412 T1 (1994), due Williams FW33 (2011), insieme alla McLaren MP4-15 replica realizzata con magistrale cura dei dettagli dal suo proprietario arricchita, quest'anno, dall'autografo di MIKA HAKKINEN. Direttamente da Balcarce, Argentina, città del cinque volte campione del mondo di Formula 1 Juan Manuel Fangio, arriva la McLaren realizzata dalla ditta CRESPI per la serie "SENNA" che sarà portata in pista da Luciano Crespi indossando la tuta e il casco originali dell'indimenticato Ayrton, grazie alla collezione privata di Apicella Salvatore proprietario e custode del "MUSEO DELLE LEGGENDE" di Pavia.
Non da meno le Formula 2 con la Brabham BT16 (1965), le March BMW 742 (1974) e 772 (1977), Chevron B48 ex Siegfried Stohr (1979), Minardi M283B (1983) protagonista nel Campionato Europeo F2 del 1983 con Pierluigi Martini e Alessandro Nannini, Formula 3 – Dallara, Martini, Bellasi, Tattuus, Reynard, Chevron, Mygale, Ralt – F3000 tra le quali Reynard Judd 91D, Ralt RT 20B, Reynard 89d, Lola F3000 ex Helmut Marko, Formula Dallara Nissan 3000c World Series, A1GP, GP2, Prototipi - Lola T70 MK 3B, Ginetta LMP2, Lucchini, Radical, Chevron, ATS, ARL SPIRE GTR – GT, GTS e GT Storiche, anche grazie all'importante e determinante contributo della Scuderia Nuvolari Italia, di cui si segnala la Alfa Giulia GTA, Porsche, De Tomaso Pantera, Jaguar E-Type, Alfa Romeo TZ Le Mans Classic, McLaren M1C Can-Am, Lancia Delta Integrale 1989, Mercedes 190E 2.5 16 Evo DTM fino alle più moderne Ferrari 296, McLaren, Lotus, Porsche, Maserati, Alfa Romeo per un parterre che accontenta tutti i gusti degli appassionati. Il marchio Alfa Romeo, in particolare, sarà rappresentato dalla Scuderia del Portello Alfa Romeo con nove gioielli del suo Museo Dinamico Alfa Romeo storiche da competizione e dal Registro Italiano Alfa Romeo (R.I.A.R) con ulteriori cinque modelli. In pista anche le straordinarie supercar e hypercar nate dall'estro di Horacio Pagani, Lamborghini, Dallara, Juri Pambuffetti (PJ01) e le Mazda. Sono solamente alcune delle vetture protagoniste
all'Historic Minardi Day 2025.
L'intenso programma della manifestazione è arricchito dall'ACI Storico Festival. Sabato 13 il passaggio del Circuito Stradale del Mugello: rievocazione storica di una delle gare più iconiche con protagoniste auto d'epoca e Gran Turismo stradale prodotte fino al 2000, con partenza da Firenze e destinazione Mugello coprendo la distanza di 316 km passerà per l'autodromo di Imola. Domenica 14 il Raduno Terre di Romagna, organizzato da AC Ravenna, vedrà protagonisti 130 equipaggi partire dall'autodromo (ore 10:00) con destinazione Faenza per visitare il Racing Bulls F1 Team, per tornare poi in pista in occasione della parata e chiusura dell'evento.
Oltre all'attività in pista non mancheranno gli appuntamenti presso la Sala Conferenze con numerose e immancabili presentazioni di libri delle firme più autorevoli del Motorsport e premiazioni (l'intero programma è disponibile sul sito ufficiale https://www.minardiday.it/intrattenimento-minardi-day/).
Domenica 14, dalle 12:00 alle 12:45, Gian Carlo Minardi incontrerà la stampa per un momento di confronto aperto. Sarà l'occasione per fare il punto sull'evento, condividere riflessioni sullo stato attuale del motorsport e raccontare prospettive e progetti futuri. La sala Media Centre ospiterà le mostre "Ayrton attraverso i colori" con opere di Alessandro Rasponi e "Immagini Ritrovate" di Gianni Cancellieri. Sabato (ore 11:00-12:00) presso la Sala Briefing Cancellieri presenterà il suo libro.
Sabato 13, in occasione della foto in pista con tutti i protagonisti (ore 13:00 circa), sarà assegnato il Premio "Memorial Nando". Tanto intrattenimento nell'area Paddock con simulatori professionali, modellismo, villaggio automobilia, libreria, mostra LEGO®, abbigliamento sportivo e tanto altro ancora.

Redazione

Mostra: “Sport e montagna tra tradizione e innovazione. Cortina d'Ampezzo. Le due Olimpiadi"

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MostraLeDueOllimpiadiIl viaggio immersivo tra installazioni multimediali e materiali e oggetti storici è visitabile gratuitamente a Longarone Fiere tutti i giorni dalle 10 alle 18

Cortina d'Ampezzo – Rimarrà aperta al pubblico fino al 31 agosto "Sport e montagna tra tradizione e innovazione - Cortina d'Ampezzo. Le due Olimpiadi", la mostra immersiva ospitata negli spazi di Longarone Fiere Dolomiti, visitabile gratuitamente ogni giorno dalle ore 10.00 alle ore 18.00. L'esposizione rappresenta la prima tappa di un percorso itinerante che toccherà, nei prossimi mesi, le principali città del Veneto, avvicinando il grande pubblico allo spirito dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

Promossa da Regione del Veneto, in collaborazione con il sistema Camerale Veneto, e sviluppata da Fondazione Cortina con il sostegno di Venicepromex, la mostra è curata dall'architetto Ugo Soragni e si sviluppa attraverso sei ambienti espositivi tematici, caratterizzati da un connubio tra installazioni multimediali immersive e materiali storici di grande valore.

Tra gli oggetti in esposizione spiccano due fiaccole olimpiche – quella originale del 1956, messa a disposizione dal Comune di Valle di Cadore, ed una riproduzione di quella ufficiale dei Giochi del 2026 –, e un bob d'epoca degli anni Cinquanta appartenente alla collezione privata di Luigino Grasselli, ex presidente del Bob Club Cortina, oltre a poster originali, fotografie d'archivio, plastici e progetti relativi agli impianti sportivi e alle infrastrutture in via di realizzazione, dalle strade ai nuovi centri di aggregazione. Presenti anche alcuni indumenti di gara di importanti atleti, come Roberto Zandonella, bobbista che vinse a Grenoble 1968 l'oro insieme al mito Eugenio Monti.

Il percorso espositivo è arricchito da una selezione di video storici, tra cui cinegiornali e filmati dell'Istituto Luce, che raccontano l'atmosfera irripetibile della Cortina degli anni Cinquanta, tra mondanità, sport e turismo d'élite, offrendo uno sguardo suggestivo sulla prima Olimpiade italiana.

"Questa mostra è un ponte tra passato e futuro, tra la grande eredità di Cortina 1956 e la visione innovativa di Milano Cortina 2026. Un'occasione per riscoprire il valore simbolico e culturale dei Giochi attraverso immagini, suoni e oggetti che emozionano e raccontano storie – ha dichiarato Stefano Longo, Presidente di Fondazione Cortina –. La mostra nasce con l'obiettivo di contribuire a diffondere l'entusiasmo olimpico e paralimpico in tutto il Veneto, coinvolgendo i cittadini in un percorso condiviso di avvicinamento a un evento che entrerà nella storia".

"La mostra ha rappresentato un'occasione preziosa per ripercorrere i temi centrali dell'Olimpiade di Cortina 1956, mettendoli in dialogo con le questioni più attuali e dibattute in vista dell'edizione del 2026, in particolare la sostenibilità ambientale e la necessità di migliorare infrastrutture ed impianti esistenti. Le ricerche hanno rivelato interessanti parallelismi tra i due eventi, portando alla luce rari materiali storici, e suggerendo al contempo nuove direzioni di studio. L'esposizione non è un punto d'arrivo, ma un'anteprima di un futuro museo olimpico che Cortina dovrà realizzare per affermare la propria identità olimpica e unirsi al ristretto gruppo di località che hanno ospitato due edizioni dei Giochi invernali. Un museo che dovrebbe diventare un centro di ricerca e divulgazione, dotato di biblioteca e archivio, per custodire e valorizzare un patrimonio altrimenti destinato ad essere perduto" ha commentato il curatore della mostra Ugo Soragni.

"Quando ho saputo di questa mostra, non ho avuto dubbi: ho voluto contribuire dando agli organizzatori alcuni miei indumenti da gara, pezzi che per me hanno un valore affettivo immenso. Sono legati a momenti indimenticabili della mia vita sportiva, in primis la medaglia d'oro a Grenoble ma anche i successi conquistati nei mondiali degli anni successivi. Mostre come questa hanno un valore enorme, perché fanno conoscere il passato e i suoi protagonisti, e spero che chi visiterà questa esposizione possa sentire almeno una parte di quella emozione che provammo noi. Un'emozione che proveranno anche gli atleti che competeranno tra pochi mesi tra Milano e Cortina" ha commentato Roberto Zandonella, bobbista bellunese vincitore della medaglia d'oro alle Olimpiadi di Grenoble nel 1968 nel bob a quattro, insieme a Eugenio Monti, a Mario Armano e Luciano De Paolis.

Redazione

Desertificazione bancaria, First CISL ER: a rischio fasce deboli popolazione

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stefano manziOltre 35mila cittadini emiliano-romagnoli risiedono in comuni totalmente privi di sportelli bancari, e più della metà di loro ha perso l'accesso al servizio nell'ultimo decennio. A questi si sommano ulteriori 214mila residenti che vivono in territori serviti da un solo sportello, con un incremento di oltre 17mila persone nell'ultimo anno: segnale inequivocabile della progressiva rarefazione della rete bancaria.

Non meno preoccupanti sono le ripercussioni sul tessuto produttivo regionale: 2.400 imprese operano in comuni privi di sportelli, e altre 15mila in aree dove è presente un'unica filiale, a testimonianza di un indebolimento delle condizioni minime di accesso al credito e ai servizi finanziari.
Pur mantenendo una percentuale di comuni desertificati (8,2%) inferiore alla media nazionale, l'Emilia Romagna non è immune da rischi: su 303 comuni, 27 risultano completamente desertificati e altri 70 contano un solo sportello, delineando uno scenario in cui oltre un quinto dei comuni potrebbe, in assenza di interventi strutturali, scivolare verso un'ulteriore emarginazione finanziaria.

La dinamica nazionale conferma la gravità del fenomeno: nei primi sei mesi del 2025 sono stati chiusi 261 sportelli e 34 nuovi comuni si sono aggiunti alla mappa della desertificazione. "Sebbene la digitalizzazione dei servizi bancari avanzi con ritmo sostenuto, essa non può sostituire in modo inclusivo la presenza fisica sul territorio, soprattutto nei piccoli centri e tra le fasce più anziane della popolazione, dove l'home banking resta poco diffuso", sottolinea Stefano Manzi, segretario generale dei bancari (First) Cisl Emilia Romagna ( in foto ).

"In questo contesto - continua il leader regionale della First -, l'Emilia Romagna si distingue per una tenuta relativa, favorita dalla storica presenza della cooperazione di credito e da un radicamento territoriale che ha saputo, in alcuni casi, attenuare l'impatto delle chiusure. Il ruolo delle banche di Credito cooperativo (Bcc) si rivela qui ambivalente: da un lato partecipano, seppur marginalmente, al trend di razionalizzazione; dall'altro, conservano una presenza capillare e, in taluni contesti, offrono un presidio attivo contro la desertificazione bancaria".

"Tuttavia, quello della desertificazione bancaria, resta un fenomeno grave che continueremo a monitorare costantemente con particolare attenzione, e non solo per intervenire in caso di tensioni occupazionali o forzata mobilità territoriale, ma anche per essere pronti a schierarci con le comunità montane e le fasce più fragili della popolazione, le più colpite dell'abbandono dei territori da parte di chi eroga servizi di primaria importanza. Anche per questo – conclude Manzi – ci impegniamo quotidianamente attraverso l'osservatorio, i convegni che organizziamo e la contrattazione decentrata nelle aziende creditizie".

Redazione

" Val di Setta e Val di Bisenzio", concluso l'intervento di ricostruzione del ponte sul Rio Serra

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PonteSP325Comune di Monzuno (Bo), strada riaperta a doppio senso di marcia. Intervento da 500 mila euro di risorse da ordinanze commissariali

Si sono conclusi i lavori di manutenzione straordinaria del ponte sul Rio Serra al km 11+148 della strada provinciale SP 325 "Di Val di Setta e Val Di Bisenzio", nel territorio del Comune di Monzuno. La strada ora è riaperta a doppio senso di marcia.

Il ponte, danneggiato dall'alluvione 2023, è stato parzialmente demolito e ricostruito mediante una struttura in acciaio misto a calcestruzzo. Sono inoltre stati consolidati i giunti di malta della porzione di ponte ad arco in muratura e realizzata una soglia in cemento armato a protezione delle fondazioni dirette dell'intera struttura. L'alveo del rio è stato infine risagomato.

I lavori, coordinati dai tecnici della Città metropolitana, sono stati realizzati grazie a 500.000 euro di finanziamenti del Commissario straordinario alla ricostruzione nei territori colpiti dall'alluvione verificatasi in Emilia Romagna, Toscana e Marche (Ordinanza n. 45 - Interventi urgenti - Somma Urgenza Pubblicata il 17 Giugno 2025).

Redazione

Riapertura SP 7 "Valle dell'Idice", fine dei lavori al km 17 nel Comune di Monterenzio

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SP7 lavoriDanneggiata dall'alluvione 2023, due anni di interventi coordinati dalla Città metropolitana e 750 mila euro di risorse da ordinanze Commissariali

Riaperta a doppio senso di marcia la SP 7 "Valle dell'Idice" nel Comune di Monterenzio nel tratto dal km 17+150 (ponte di via Olgnano) al km 17+500 (piscina). Sono terminati i lavori di sistemazione e messa in sicurezza della scarpata a monte e del tratto di strada interessato, danneggiato dall'alluvione del 2023. I cantieri, durati poco più di due anni, sono stati coordinati dai tecnici della Città metropolitana e hanno assorbito 750 mila euro dei 5,8 milioni di euro di risorse stanziate dalle ordinanze numero 13 e 33 del Commissario straordinario all'alluvione. Quello in località piscine è infatti solo il primo dei tre stralci di lavori previsti per la sistemazione di tutta la SP 7, il secondo stralcio interessa altri interventi strutturali per la messa in sicurezza definitiva della strada, mentre il terzo stralcio si concentrerà sulla risagomatura delle scarpate a valle e a monte della strada, in ottica preventiva.

Nella parte franata sono stati messi in opera 120 metri di gabbie metalliche contenenti massi ed è stato creato un canale di drenaggio per evitare che l'acqua piovana invada ancora la strada. Alla parete è stata fissata una rete contenitiva, per evitare che eventuali ulteriori disgregazioni possano cadere sulla strada. Per l'intervento sono stati utilizzati due particolari escavatori, cosiddetti "ragni", con i quali sono stati disgaggiati 5.000 metri cubi di terreno per risagomare la scarpata. Presenti anche alcuni rocciatori, che appesi a funi si sono calati dall'elicottero per potere raggiungere le parti di parete su cui lavorare. Infine, il tratto di strada è stato riasfaltato.

Nei prossimi giorni sarà disegnata la segnaletica orizzontale e successivamente sarà posizionato il guardrail. La messa in sicurezza della parte restante della scarpata di monte, sempre con reti metalliche fissate da rocciatori calati con elicottero, sarà eseguita senza chiusura strada.

Soddisfatto Matteo Montanari, consigliere metropolitano delegato al Coordinamento degli interventi di ricostruzione post alluvione: "La riapertura della SP 7 nel tratto piscine è un ulteriore importante tassello del lavoro che la Città metropolitana sta portando avanti per la ricostruzione post alluvione, in collaborazione con i territori. Stiamo inoltre procedendo con la progettazione degli altri interventi, per restituire alla vallata dell'Idice una strada sicura e funzionale alle esigenze di mobilità dei cittadini e delle cittadine".

Redazione

Arteterapia per bambini, libri, musica, cinema, degustazioni e bollicine

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Giardino RadicioniIl frizzante luglio nel Giardino Radicioni

Arte-terapia in libreria: è la novità dell'estate, nel giardino Radicioni di Passaggi Libri e Caffè, da luglio a settembre, dieci laboratori dedicati alla creatività e all'arte, per bambini dai 6 anni in su, a cura di Adele Cini, arteterapeuta professionale con un master universitario in arti terapie integrate, che da anni si dedica all'infanzia e al benessere mentale dei più piccoli. I primi due appuntamenti sono venerdì 18 luglio con "Il Puzzle: lavoriamo con un grande puzzle per scoprire il gruppo" e venerdì 25 con "Lo Scarabocchio: groviglio fra espressione e arte". Il numero massimo di partecipanti è 15 e la quota di iscrizione è di 5 euro per laboratorio (informazioni e prenotazioni: 3299755217).

Oltre agli incontri creativi per bambini, il calendario degli appuntamenti nel Giardino Radicioni (Via San Paterniano, 1) è fitto di appuntamenti. Venerdì 11 luglio, ore 21, è prevista la presentazione del libro di Annalisa Ricci "Il sole dentro" (Therapeia). Si tratta di un ciclo di tre incontri (ingresso libero) con la casa editrice Therapeia, condottiera dalla giornalista Elisabetta Marsigli, i successivi saranno venerdì 18 (ore 21) con Francesca Gussoni autrice di "Illùminati ogni giorno" e venerdì 25 con Silvana Tamburini che presenterà i suoi volumi "Al di là del Velo", "Il mio punto di vista", "Non si era mai vista una cosa così", "Guarire il corpo curando l'anima".

Sabato 12, alle ore 21.15, sarà la volta dello scrittore e poeta Marco Ferri che presenterà, insieme a Chiara Grottoli del blog letterario Il Cappuccino delle Cinque, "Le cose non sono più come prima" (Pequod). Mercoledì 16 il Giardino ospiterà un appuntamento della rassegna "Impronte femminili": Andrej Longo, autrice di "Undici.Non dimenticare" (Sellerio), dialogherà con l'insegnante e scrittrice Maura Maioli.

Domenica 20 luglio, alle ore 18.30, "John Lennon in America", con Paolo Molinelli, presidente dei BeatleSenigallia, che racconterà la storia di John Lennon nei primi anni '70, quando si rimuoverà a New York. Domenica 27 luglio, alle ore 19, il russista e filologo Alessandro Goffi presenterà il suo ultimo "Il Parassita" (Edikit) in dialogo con Elisa Goffi. Le presentazioni sono a ingresso libero.

Martedì 29, alle ore 21.15, nel Giardino Radicione arriverà il cinema; sarà infatti proiettato "The Elephant Man", omaggio che il festival "Cinefortunae" dedica al regista David Lynch (gratuito).

Chiuderà il calendario di luglio l'appuntamento di mercoledì 30 (ore 20) "Le bollicine dell'estate", in collaborazione con Biagioli Vini: una degustazione guidata di tre pregiati Cremant dell'Alsazia, accompagnata da formaggi e salumi francesi e italiani (posti limitati e prenotazione obbligatoria al 3332680554).

Programma completo e aggiornamenti su passaggilibriecaffe.it

Redazione

A Bologna ottanta imprese all'incontro di Insieme per il lavoro

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incontro INSIEME PER IL LAVORO All'incontro il sindaco Matteo Lepore, il Cardinale Matteo Zuppi e l'assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia

Tutto esaurito nell'aula magna della Bologna Business School, per l'annuale meeting della rete per l'inserimento lavorativo promossa da Comune, Città metropolitana, Arcidiocesi di Bologna e Regione Emilia-Romagna. Nella tavola rotonda sul tema "Il nuovo posto del lavoro", le responsabili delle risorse umane di Alfasigma e della cooperativa sociale La Fraternità e la ceo della data company Areté hanno dialogato sull'evoluzione del rapporto tra domanda e offerta. Conclusioni affidate al sindaco Lepore, all'assessore regionale Paglia e al cardinale e arcivescovo Zuppi, con interventi sulla centralità della persona e il legame tra la questione occupazionale e quella abitativa. Dal palco anche un forte invito alle imprese del territorio a "mettersi in gioco" entrando nella rete di oltre 800 aziende che collaborano con Insieme per il lavoro. Finale a sorpresa con i rappresentanti delle istituzioni e delle imprese intorno a un tavolo da ping pong.

Nel 2017 nasceva Insieme per il lavoro, il progetto di collaborazione pubblico-privato-terzo settore nato per costruire nuove opportunità occupazionali nel territorio metropolitano di Bologna. Otto anni, 8.423 colloqui e 3.144 inserimenti lavorativi dopo, lunedì 7 luglio nella sede della Bologna Business School si è tenuta l'edizione 2025 dell'incontro con le imprese organizzato dal progetto, con la partecipazione del sindaco Matteo Lepore, del Cardinale e Arcivescovo Matteo Zuppi e di Giovanni Paglia, assessore alle Politiche abitative, Lavoro e Politiche giovanili della Regione Emilia-Romagna.

Oltre 150 persone e 80 aziende della business community bolognese hanno partecipato all'evento, quest'anno dedicato al tema "Il nuovo posto del lavoro. Idee per un'occupazione che cambia: senso, identità, esperienze". Il programma della serata comprendeva sia una tavola rotonda di approfondimento che il tradizionale aperitivo informale di networking.

Il dibattito, moderato dal giornalista Rai Tommaso Giuntella, si è aperto con il saluto di Max Bergami, Dean della BBS, e l'introduzione di Angelo Fioritti, psichiatra e presidente dell'Associazione Ipsilon. Fioritti ha richiamato il senso profondo del lavoro come fattore di salute pubblica e strumento di costruzione dell'identità personale e comunitaria, illustrando la metodologia Individual Placement and Support (IPS). Un approccio alle politiche attive del lavoro nato per passare "dalla filosofia del collocamento a quella dell'accompagnamento", come ha sintetizzato l'ex direttore del Centro di Salute Mentale di Bologna, che ha ottenuto straordinari risultati nell'inserimento lavorativo di persone con problemi psichici, ma che può essere applicato anche a quella platea vasta ed eterogenea di persone che, per mancanza di formazione specifica o anche solo per scoraggiamento, rischiano di rimanere escluse dal mercato del lavoro. Contribuendo così anche alla cronica carenza di personale che affligge tante aziende del territorio di Bologna e dell'Emilia-Romagna in alcuni settori. Un divario per cui il semplice incontro tra domanda e offerta non è sufficiente, ma che il progetto Insieme per il lavoro ha dimostrato di contribuire a restringere.

I numeri di Insieme per il lavoro

Giuntella ha riassunto in una presentazione i dati più significativi: dal 2017 a oggi il progetto ha realizzato 8.423 colloqui, con 3.144 inserimenti lavorativi e il coinvolgimento di 842 aziende partner. Solo nello scorso anno sono stati effettuati 1.964 colloqui (+43% sul 2023) e 533 inserimenti lavorativi (+20%), di cui 240 relativi a persone mai precedentemente accompagnate (+37%), e una crescita del 24% nel numero di imprese aderenti.

La tavola rotonda

Nella tavola rotonda sono intervenute Letizia Tonelli (responsabile dell'area talenti della cooperativa sociale La Fraternità), Valentina De Muzio (Europe Labour Relations and Human Resources Director Alfasigma) ed Enrica Gentile (cofondatrice e CEO di Areté).

La Fraternità, impresa sociale che in quattro regioni gestisce centri socio-educativi e impiega anche persone con disabilità, da anni collabora con Insieme per il lavoro e ha inserito 78 persone, in particolare in servizi di pulizia urbana. Per dimostrare l'efficacia dell'approccio basato sull'accompagnamento individuale, Tonelli ha raccontato la storia di un dipendente assunto grazie a Insieme per il lavoro: un uomo con invalidità, inizialmente tanto scoraggiato da rifiutare il colloquio, che oggi è stabilmente inserito e ha ritrovato dignità e autonomia. Ha inoltre illustrato il progetto "Fatti di Valore", realizzato con psicologi aziendali per mappare i valori condivisi all'interno della cooperativa, come leva di crescita e coesione.

De Muzio ha evidenziato l'importanza del "fattore umano" per la ricerca del personale e la costruzione dei team di lavoro in una realtà come Alfasigma, l'azienda farmaceutica italiana tra i top player nel settore fondata a Bologna dal filantropo Marino Golinelli. "Per superare il mero matching tra curriculum vitae dei candidati e posizioni aperte in azienda - secondo la HR Director di Alfasigma - è necessario dare importanza a tutti gli aspetti della persona da inserire: dalla cultura di provenienza, alle esigenze di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, alle condizioni individuali". Un'attenzione dimostrata in azienda anche con la collaborazione al Progetto Itaca, associazione attiva nel campo della promozione della salute mentale. Il ridimensionamento del "posto del lavoro" nelle priorità delle persone, esploso con la pandemia, va affrontato da parte dell'impresa "comunicando il valore di ciò che si impara attraverso la relazione con le persone - ha detto De Muzio - anche con quelle più junior o con posizioni più esecutive ma con tante competenze pratiche: un processo che noi chiamiamo reverse mentoring".

Il rovesciamento dei ruoli è evocato anche nell'intervento di Enrica Gentile, cofondatrice di Areté: un'azienda innovativa che porta nel settore dell'agroalimentare la potenzialità di business intelligence e data analytics. "A volte quando incontro un candidato o una candidata - racconta Gentile con ironia - mi sembra di essere io la persona che sostiene un colloquio di selezione, invece del contrario". Perché le condizioni poste dalle persone sono tante, e riguardano soprattutto il tempo per sé e la libertà di smart working. Eppure, anche in un'azienda a vocazione digitale, non bastano gli skill o gli algoritmi per individuare "la persona giusta". E in un'impresa non ci sono solo tecnici iperspecializzati: servono anche profili più generici ma con buone capacità relazionali.

"Non abbiamo a che fare solo con risorse umane ma con vite, umane e professionali - conclude la CEO di Areté - Per favorire l'incontro positivo tra persone e ambienti di lavoro rimane fondamentale il ruolo di corpi intermedi in senso lato: in alcuni casi possono essere gli ambienti universitari, in altri progetti come Insieme per il lavoro".

Alle figure rappresentative degli enti locali e della Chiesa di Bologna, impegnate in prima persona nella rete di Insieme per il lavoro, il compito di fare la sintesi e indicare le prospettive future per l'occupazione nel territorio. L'assessore regionale Giovanni Paglia, il cardinale Matteo Zuppi e il sindaco Matteo Lepore nei loro interventi hanno ribadito il valore dell'attenzione alla persona come bussola che deve orientare sempre di più le azioni e le politiche per il lavoro. Anche per mantenere la capacità del territorio di attrarre lavoratrici e lavoratori, non solo rappresentativi dei livelli più alti di formazione o reddito, ma anche di tutte quelle categorie professionali e sociali indispensabili alla vita e all'equilibrio di un tessuto produttivo e, più ampiamente, di una comunità. La questione abitativa, infine, è stata collegata a quella lavorativa in particolare dal Cardinale e dal Sindaco, che l'ha indicata come priorità dell'azione del Comune sia a livello locale che nel rapporto con le istituzioni europee.

Al termine degli interventi, Tommaso Giuntella ha ricordato che collaborare con Insieme per il lavoro per le aziende significa non solo accedere a servizi gratuiti di recruitment, formazione e accompagnamento continuo, ma soprattutto diventare "datori di fiducia" della propria comunità. Quindi il moderatore si è rivolto alle oltre 80 imprese del territorio che affollavano la platea della Bologna Business School con un appello: "Mettetevi in gioco diventando partner Insieme per il lavoro, perché la partita del lavoro non si gioca da soli". Una metafora rappresentata dal tavolo da ping pong che ha accolto le persone nella parte conviviale dell'evento. Il sindaco Lepore e il cardinale Zuppi non si sono sottratti all'invito, impugnando la racchetta per una breve "amichevole". Un modo informale per concludere la serata e facilitare il coinvolgimento e il dialogo tra le persone, prima di dare appuntamento alla prossima edizione dell'incontro con le imprese.

SP 36 “Val di Zena”, riapertura totale al transito

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Ancora in essere il senso unico alternato al km 4+550 e la chiusura dal km 14+400 al km 15+980

Da ieri, meroledì 9 luglio, la strada provinciale 36 "Val di Zena", riapre al transito nel territorio dei comuni di San Lazzaro di Savena e di Pianoro. Una nuova ordinanza emanata oggi dal Settore Strade di Palazzo Malvezzi revoca infatti tutte le ordinanze precedenti, a eccezione di quelle che interessano il tratto dal km 14+400 al km 15+980, ancora interrotto in attesa dei lavori (già finanziati dalla Città metropolitana di Bologna e previsti per le prossime settimane), e del tratto dal km 4+550 al km 4+600, che permane aperto a senso unico alternato regolato da semaforo (in attesa dei finanziamenti per la ricostruzione e la messa in sicurezza del ponte).
La nuova ordinanza, viste le attuali condizioni di percorribilità e sicurezza della strada, viene incontro in particolare alle necessità di Comuni e privati di effettuare interventi di ricostruzione nelle parti di loro competenza.

Redazione

Emergenza alluvione, donazioni per quasi 1 milione di euro al Fondo di comunità “Dare per fare”

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ConseliceSi chiude con 946.194 euro la raccolta fondi lanciata a fine ottobre 2024 dal Fondo sociale di comunità "Dare per fare" della Città metropolitana per rispondere ai bisogni della popolazione danneggiata dagli ultimi eventi alluvionali.

Nel dettaglio sono state 1.855 le donazioni ricevute, delle quali 1.743 (quasi il 25%) da singole persone; fondamentale il sostegno arrivato dalle imprese, che hanno donato più del 60% dell'importo raccolto. Sono 31 invece le donazioni arrivate da associazioni e fondazioni (7% dell'importo) e 11 da partiti politici e sindacati (2% dell'importo).

Tutte le risorse raccolte grazie alle donazioni verranno utilizzate entro la fine del 2025 e sono già in via di erogazione in diversi territori, seguendo i criteri di ripartizione condivisi con gli enti locali, connessi al numero di persone evacuate e ai danni subiti. Una volta conclusa l'erogazione, la Città metropolitana redigerà un report dettagliato sulle modalità di utilizzo nei diversi territori, al fine di rendicontare ai donatori le attività realizzate e i beneficiari raggiunti, come già avvenuto per la raccolta fatta in occasione dell'alluvione 2023 ( report disponibile sul sito www.dareperfare.it ).

Le risorse raccolte vengono utilizzate con diverse modalità in base alle specificità dei diversi territori: per integrare i contributi erogati tramite Ordinanze di Protezione Civile (CAS e CIS) oppure per sostenere i nuclei familiari per i danni subiti alle abitazioni, alle pertinenze e ai beni mobili in base a criteri e modalità individuate a livello territoriale. In alcune situazioni, inoltre, vengono erogate risorse a nuclei familiari in condizione di particolare fragilità colpiti dalle conseguenze dell'alluvione, su valutazione dei Servizi Sociali Territoriali. Infine, è possibile il finanziamento di interventi speciali per la risoluzione di particolari esigenze della popolazione danneggiata.

"La raccolta di donazioni con il Fondo di comunità per supportare le persone colpite dalle alluvioni è stata un successo. La solidarietà dimostrata da cittadini e cittadine, associazioni e imprese del territorio metropolitano, in questo momento di difficoltà, è stata straordinaria e dimostra quanto sia forte il legame di comunità. Ringrazio quanti hanno contribuito alla raccolta, per la fiducia che hanno riposto nelle istituzioni e per aver dato un concreto segnale di speranza a chi è più in difficoltà", dichiara il sindaco metropolitano Matteo Lepore.

La raccolta di donazioni per le conseguenze delle ultime alluvioni è conclusa, ma restano attive le azioni strutturali del Fondo di comunità "Dare per fare" alle quali è sempre possibile collaborare.

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.dareperfare.it.

Redazione

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