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«Sulla buona strada»: lungo corteo a Trento per manifestare contro la violenza stradale

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sulla buona stradaUn appello forte e convinto, per far sentire la propria voce e cercare di tornare tutti «Sulla buona strada». Un lungo e pacifico corteo di biciclette e pedoni ha attraversato il cuore della città di Trento e ha animato la manifestazione contro la violenza stradale promossa dal Comitato di Trento della Federciclismo e da Fiab Amici della Bicicletta, supportati da tante altre associazioni (quali Uisp, Legambiente, Io Rispetto il Ciclista, Tridentum Bike, Ciclostile, Rete Climatica Trentina) e da una lunga lista di professionisti ed ex professionisti delle due ruote, tra i quali Francesco Moser e Gilberto Simoni.
La pioggia non ha frenato la voglia di manifestare di tanti ciclisti, appassionati e amanti della bicicletta, grandi e piccini, che hanno affollato prima Piazza Duomo e poi Piazza Fiera, sfilando per le vie del centro città, spinti dall'esigenza di attirare l'attenzione del mondo della politica sul tema della sicurezza sulle strade.
«Se sono presenti così tante persone a questa manifestazione, nonostante la pioggia, significa che il tema è sentito» ha commentato l'ex campione Francesco Moser, che ha poi ceduto la parola a Gilberto Simoni. «Noi ciclisti ci facciamo carico di questa testimonianza, ma non ci sono solo i tesserati sulle strade, ci sono le persone che normalmente si muovono in bicicletta – ha commentato il due volte vincitore del Giro d'Italia -. C'è troppa poca attenzione da parte della politica, dobbiamo spingere affinché si occupi davvero del futuro dei nostri figli, della condivisione sociale degli spazi».
Durante la manifestazione, c'è stata anche la toccante testimonianza di Luca Lorenzi e Lorenzo Piffer, padri di due giovani ciclisti trentini (il diciassettenne Matteo Lorenzi e la diciannovenne Sara Piffer) travolti e uccisi durante un'uscita d'allenamento.
«Ognuno di noi deve rendersi conto che, quando siamo alla guida di una macchina o di un camion, ha in mano un'arma carica, che può uccidere, e dall'altra parte della strada può esserci il proprio figlio – ha commentato con la voce rotta dal pianto Luca Lorenzi -. Quando si è colpiti dal dramma, la vita non è più la stessa».
Oltre al convinto appello alla politica, ritenuto indispensabile, Lorenzo Piffer ha voluto guardare oltre. «Deve essere un gioco di squadra, tutti siamo utenti della strada, ciclisti e automobilisti, che spesso sono le stesse persone – ha commentato il padre di Sara Piffer -. C'è bisogno di cultura e non la si può creare dall'oggi al domani. Ricordo il periodo del Covid: in un anno ci hanno cambiato la testa, tra norme relative al distanziamento, mascherine. Tutti si sono adeguati. Ora tutti dobbiamo metterci in gioco, automobilisti e ciclisti, nel ricordo di chi non c'è più».
Il Comitato di Trento della Federciclismo, promotore dell'iniziativa, ha rinnovato il proprio convinto impegno in tema di sicurezza. Un appello che deve necessariamente trovare ascolto da tutte le parti chiamate in causa. «Vogliamo chiedere alla giunta provinciale di istituire un tavolo che permetta di discutere tutti i temi e le problematiche che abbiamo sollevato con questa manifestazione – ha aggiunto il presidente della Fci trentina Renato Beber -. Non c'è solo chi va in bici per sport, c'è anche chi va in bici per divertimento, che la utilizza come mezzo di spostamento. Tutti hanno bisogno di avere maggiore sicurezza sulle strade, deve prevalere il rispetto, da parte di tutti. Questo deve maturare attraverso una sorta di rivoluzione culturale. La sicurezza deve essere la priorità del nostro operato».
A rendere la dimensione della gravità della questione sono i numeri relativi alla violenza stradale. «Secondo l'ultimo rapporto Istat, relativo al 2023, sulle strade italiane muoiono otto persone al giorno – ha spiegato Daniela Baraldi, presidente di Fiab Amici della Bicicletta di Trento –. Ogni 1,7 giorni muore una persona in bici, ogni 18 ore un pedone, sono 41 i bambini morti nel 2023 per violenza stradale, che è la prima causa di morte tra gli adolescenti e i giovani. Quelli che chiamiamo erroneamente indicenti non sono eventi inevitabili. Dobbiamo lavorare come fanno in altri Paesi, che hanno ottenuto buoni risultati».
Tra le richieste rivolte al mondo della politica, sottoscritte dai promotori della manifestazione, ci sono maggiori controlli sulla velocità e sul rispetto della distanza di 1,5 metri dai ciclisti, diffusione delle "bike lane" sulle strade provinciali, adozione della cartellonistica per il rispetto della distanza di sicurezza dai ciclisti, oltre a un piano provinciale di manutenzione delle strade e dei percorsi ciclabili, nonché l'incremento delle zone 30 km/h nei contesti urbani, la necessità di un maggiore coinvolgimento di scuole e autoscuole, così come la costruzione di circuiti protetti per i più piccoli, in città e nelle valli. Una lunga serie di iniziative messe sul tavolo e che, ora, meritano di essere prese in considerazione e messe in atto.

Redazione

Una festa per la Via degli Dei, primo Cammino al mondo a diventare destinazione sostenibile

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escursionisti sulla Via degli Dei Sabato 8 Marzo, al Teatro comunale di Sasso Marconi, si festeggia lo storico itinerario, primo Cammino al mondo a ricevere la Certificazione internazionale GSTC, garanzia di sostenibilità e responsabilità sociale in ambito turistico

Quest'anno l'8 marzo a Sasso Marconi sarà l'occasione per festeggiare non solo la Giornata internazionale della Donna, ma anche la Via degli Dei. L'itinerario di origine etrusca che collega Bologna e Firenze, è infatti il primo Cammino al mondo ad aver ricevuto la Certificazione internazionale GSTC. Un'attestazione rilasciata dal Global Sustainable Tourism Council - Ente riconosciuto dall'Organizzazione Mondiale del Turismo come struttura di riferimento per la definizione degli standard di sostenibilità in ambito turistico - che, nel caso della Via degli Dei, dimostra l'impegno del gestore del percorso, Appennino Slow, e dei 12 Comuni coinvolti (tra cui Sasso Marconi) per promuovere, insieme ad associazioni e operatori economici, un turismo sostenibile, responsabile e rispettoso dell'ambiente.
Si tratta dunque di un riconoscimento prestigioso, frutto delle buone pratiche adottate in materia ambientale, dell'attenzione prestata a temi come l'inclusione e la cura dell'ospitalità, del lavoro svolto negli anni per migliorare la fruibilità dei sentieri, valorizzare i luoghi attraversati dal percorso, le loro tradizioni gastronomiche e culturali. Sabato pomeriggio celebreremo questo importante risultato ascoltando le voci dei protagonisti e lasciandoci trasportare in un viaggio virtuale, fatto di racconti, ricordi e testimonianze, lungo i 130 km. della Via degli Dei. A condurre l'evento sarà Nico de "Il Cammino del Cretino", blog che in modo divulgativo e divertente fornisce consigli di viaggio agli appassionati camminatori; sarà presente il sindaco Roberto Parmeggiani. L'appuntamento è per sabato 8 marzo alle 15.30 al Teatro comunale di Sasso Marconi. L'evento è aperto a tutti, l'ingresso è libero e gratuito, ma è possibile confermare la propria presenza al n. 379 1135432. Maggiori informazioni sulla pagina dedicata del sito web www.viadeglidei.it

Redazione

Protocollo sfratti, rinnovato l'accordo che aiuta chi non riesce a pagare l'affitto

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FirmaProtocolloSfrattiDopo Città metropolitana e Comune di Bologna, oggi anche la Regione Emilia-Romagna ha sottoscritto l'accordo

Aiutare gli inquilini che a causa di una riduzione di reddito si trovano in difficoltà nel pagare l'affitto, e tutelare i proprietari di casa che mettono a disposizione i propri immobili. Questo l'obiettivo del Protocollo per la riduzione del disagio abitativo 2025-2026, il cosiddetto "Protocollo sfratti" tra Tribunale di Bologna, Città metropolitana di Bologna, Comuni dell'area metropolitana di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Ordine degli avvocati di Bologna, Sindacati e associazioni dei proprietari e degli inquilini.

Il Protocollo, promosso dalla Prefettura di Bologna e siglato dal Prefetto, è stato rinnovato nelle scorse settimane da parte della Città metropolitana e dal Comune di Bologna, e oggi ha visto la firma anche della Regione Emilia-Romagna, per mano dell'assessore alle Politiche abitative, Giovanni Paglia. L'intesa è inoltre già stata firmata dai Sindaci dei Comuni di Calderara di Reno, di Imola, di San Lazzaro di Savena e Pianoro, nonché dall'Ordine degli Avvocati di Bologna, CGIL, CISL, UIL, SICET, SUNIA, UNIAT, APPC – ASCOM, ASPPI, UPPI, AIPI, UNIONCASA, AIDA, Unione Inquilini, CONIA. È prevista nei prossimi giorni anche la firma del Tribunale Ordinario di Bologna.

L'attuale Protocollo, di durata biennale, con scadenza 31 dicembre 2026, si pone in continuità con i precedenti atti d'intesa e definisce modalità e procedure omogenee per l'utilizzo delle risorse statali di cui al Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli e per l'utilizzo delle risorse regionali di cui al Fondo regionale per l'emergenza abitativa, nonché per l'utilizzo di eventuali ulteriori risorse statali, regionali, metropolitane o comunali destinate agli inquilini morosi incolpevoli e per l'emergenza abitativa.

La legge di Bilancio dello Stato per l'anno 2025 e per il triennio 2025-2027, rifinanzia il Fondo dedicato con 10 milioni di euro per l'anno 2025 e 20 milioni di euro per l'anno 2026, che saranno ripartiti sulle regioni e a cascata su Città metropolitane e Province.

Possono accedere al contributo sia gli inquilini che abbiano ricevuto intimazione di sfratto per morosità, ma non la convalida, sia quelli che abbiano ricevuto la convalida, ma per cui non c'è stata ancora l'esecuzione. La morosità non deve superare i 10 mila euro nei comuni ad Alta Tensione Abitativa (ATA) e Alto Disagio Abitativo (ADA), mentre per gli altri comuni i 7 mila euro. Inoltre il valore Isee del richiedente non deve essere superiore a 26 mila euro.

Per quanto riguarda invece la riduzione della capacità reddituale, deve essere documentata, come ad esempio nel caso della perdita del lavoro per licenziamento, oppure di accordi sindacali o aziendali per la riduzione dell'orario di lavoro, di cassa integrazione ordinaria o straordinaria che limiti fortemente la capacità reddituale, o per il mancato rinnovo di contratti a termine, e anche in caso di cessazione di attività libero-professionali. E ancora, per malattia grave, infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare che abbia comportato una riduzione importante del reddito.

Il contributo, a fondo perduto, può arrivare fino a un massimo di 8.000 euro per i residenti nei comuni ATA e ADA, e a 4.000 euro per i residenti negli altri comuni.

Il Protocollo 2025-2026 introduce inoltre alcuni elementi di novità. Tra questi, la possibilità che i fondi destinati agli inquilini morosi incolpevoli e per l'emergenza abitativa possano essere alimentati con risorse comunali, metropolitane, regionali o statali, senza che ciò comporti una modifica del Protocollo. E ancora, la compatibilità, ma non cumulabilità, delle misure previste con l'Assegno di Inclusione.

"Il rinnovo del Protocollo rappresenta la volontà delle istituzioni di farsi carico di tante famiglie in difficoltà. - spiega Sara Accorsi, consigliera metropolitana delegata a Welfare e contrasto alla povertà, Politiche per l'abitare - La geografia degli sfratti eseguiti per morosità presenta con chiarezza la diffusione del problema su tutto il territorio metropolitano. Per questo, accogliamo favorevolmente il fatto che, dopo quattro anni di assenza di risorse statali, nella manovra finanziaria il Governo finanzi nuovamente il Fondo morosità incolpevole. Per quanto la sinergia tra i firmatari del Protocollo possa migliorare e rafforzarsi nelle pratiche di presa in carico del fenomeno a livello metropolitano, nella tutela delle necessità tanto degli inquilini quanto dei proprietari, l'auspicio è oggi che il Governo aumenti le risorse sul Fondo rendendole strutturali, poiché solo così trovano risposta tante situazioni che oggi gravano sui bilanci degli enti locali, già significativamente compromessi dai tagli dei trasferimenti previsti in Finanziaria".

"Il Comune di Bologna è in prima linea nel contrasto all'emergenza abitativa e, negli ultimi anni, non ha mai fatto mancare il proprio impegno, anche quando le risorse nazionali erano assenti. Dal 2023 ad oggi abbiamo stanziato oltre 600mila euro dal bilancio comunale per sostenere le famiglie in difficoltà, evitando lo sfratto per morosità a circa 125 nuclei. - commenta Emily Clancy, vicesindaca del Comune di Bologna - Nello stesso periodo abbiamo erogato oltre 21 milioni di euro di contributi per l'affitto a persone e famiglie con redditi bassi: l'insieme di questi interventi ha infatti contribuito sensibilmente a contenere il numero degli sfratti in città.

Questo dimostra come la casa sia per noi una priorità assoluta. Il rinnovo del Protocollo è un passo importante, ma servono strumenti strutturali: il Governo deve rifinanziare il Fondo per l'Affitto e varare finalmente un vero Piano Casa, perché senza un intervento nazionale l'emergenza abitativa continuerà a gravare sulle spalle degli enti locali e, soprattutto, sulle vite delle persone più vulnerabili".

"Con questo provvedimento vogliamo dare un aiuto concreto a quelle famiglie che, in una situazione già di grave difficoltà, si trovano a vivere anche il dramma della perdita della propria abitazione. Il contesto non è facile: da un lato un mercato della casa che tende a escludere fasce in aumento della popolazione, dall'altro le crescenti difficoltà in campo economico e produttivo, - spiega l'assessore regionale al Lavoro, politiche abitative e giovanili, Giovanni Paglia - Un quadro di fronte al quale è necessario unire le forze. Bene, dunque, il rifinanziamento da parte del Governo del Fondo per la morosità incolpevole. Ma serve di più: bisogna rifinanziare il Fondo per l'Affitto e dare finalmente all'Italia quel Piano casa che manca da troppo tempo".

Redazione

Gruppo Montenegro a sostegno del progetto “Un piatto per tutti” del Fondo di comunità metropolitano

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Fra settembre e gennaio consegnate 27.626 confezioni di beni alimentari ai distretti di Bologna, Appennino Bolognese e Reno Lavino Samoggia

Gruppo Montenegro - con i suoi brand Food Bonomelli, Cannamela, Cuore, Polenta Valsugana, Thè Infrè e Cannamela - sostiene il progetto "Un piatto per tutti" del Fondo di comunità metropolitano: le 4 donazioni, iniziate a giugno 2024 fino ad aprile 2025 sono destinate ai 76 punti di ridistribuzione del progetto, gestiti dalle reti composte da enti del Terzo settore e dalle Caritas che agiscono a contrasto della povertà alimentare nei sette distretti della Città metropolitana di Bologna.

La seconda e la terza donazione avvenute rispettivamente a settembre 2024 e a gennaio 2025, sono state destinate ai distretti di Bologna, Appennino Bolognese e Reno Lavino Samoggia. La donazione comprende complessivamente 2.060 litri di Olio Cuore, 16.144 tra thè, tisane e camomille Bonomelli, 732 confezioni di Sfoglie Cuore, 4.992 confezioni di Polenta Valsugana e 3.688 confezioni di Spezie Cannamela, per un totale di 27.616 confezioni di beni alimentari, destinate ai soggetti che compongono le reti territoriali di contrasto alla povertà attive nel territorio metropolitano.

"Un piatto per tutti" è un progetto finalizzato a rafforzare la capacità di risposta della rete dei soggetti che si occupano di contrasto alla povertà e distribuzione di beni di prima necessità. È, inoltre, la linea di intervento del Fondo di comunità metropolitano che in questi anni ha avuto la maggiore implementazione, avendo tra i suoi obiettivi primari la raccolta e la distribuzione di beni di prima necessità attraverso un sistema il più possibile efficiente, equo, sostenibile; azioni che partono dall'analisi dei bisogni espressi nel territorio metropolitano, in stretto raccordo con i soggetti donatori e i soggetti che si occupano di distribuzione di beni.

Il coordinamento logistico è in capo a VOLABO - Centro Servizi per il Volontariato che ha un ruolo fondamentale di coordinamento dei ritiri e che, insieme a Città metropolitana di Bologna, Comuni e Unioni dell'area metropolitana, ha contribuito al rafforzamento e alla costruzione di queste reti territoriali che si occupano della distribuzione di beni di prima necessità.

Redazione

La Via degli Dei diventa “destinazione sostenibile”

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Via degli DeiL'itinerario che collega Bologna e Firenze è il primo Cammino al mondo ad ottenere la certificazione internazionale GSTC, garanzia di sostenibilità e responsabilità sociale in ambito turistico

La Via degli Dei, l'itinerario di origine etrusca che collega Bologna e Firenze attraversando l'Appennino Tosco/Emiliano, è il primo Cammino al mondo ad ottenere la certificazione internazionale GSTC: un'attestazione rilasciata dal Global Sustainable Tourism Council (GSTC), organizzazione senza fini di lucro riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale del Turismo e dal Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente quale struttura di riferimento a livello mondiale per la definizione degli standard che inquadrano lo sviluppo sostenibile in ambito turistico.

Si tratta di un riconoscimento prestigioso, che rende la Via degli Dei una vera e propria eccellenza nel panorama del turismo sostenibile internazionale: le verifiche condotte da Vireo srl (Ente di certificazione indipendente e accreditato) per conto del Global Sustainable Tourism Council hanno infatti certificato come la Via degli Dei possieda tutti i requisiti necessari, in termini di governance, sostenibilità sociale, ambientale, culturale ed economica, per essere considerata destinazione sostenibile a livello mondiale.

Un risultato frutto del lavoro avviato dieci anni fa quando i 12 Comuni* attraversati dalla Via degli Dei hanno condiviso l'opportunità di attivare sinergie istituzionali e operative per valorizzare lo storico itinerario e offrire nuovi servizi agli appassionati camminatori.

Si è così strutturato un sistema di governance basato sulla collaborazione tra Istituzioni, Destinazione turistica, operatori economici, associazioni e il Club Alpino Italiano, cui compete la menutenzione del sentiero. Una rete operativa coordinata dal Comune di Sasso Marconi che, attraverso il proprio ufficio di informazioni turistiche, infoSASSO, e il suo gestore Appennino Slow, ha avviato una serie di azioni di marketing decisive per il rilancio in chiave turistica della Via degli Dei: dalla pubblicazione della prima carta escursionistica (ristampata più volte e divenuta oggi una completa e funzionale cartoguida, venduta in 40.000 copie), alla creazione di pacchetti turistici, dalla nascita di un sito web e di canali social dedicati alla creazione della "credenziale del pellegrino" (una sorta di passaporto" per i camminatori in viaggio lungo la Via degli Dei, ne sono state timbrate già 65.000) fino al lancio di un sistema di merchandising con gadget e oggettistica dedicata.

A queste azioni ha fatto riscontro il progressivo e costante aumento degli escursionisti, un trend confermato anche nel 2024: 23.000 camminatori in tutto (in crescita rispetto al 2023 nonostante le alluvioni di settembre e ottobre) e 115.000 pernottamenti per un indotto complessivo di oltre 12 milioni di euro.

Numeri che hanno reso la Via degli Dei un importante volano per la crescita economica e turistica del territorio appenninico, ma che acquistano ancor più valore se inquadrati in un modello di sviluppo basato sulla sostenibilità, a 360°. Sostenibilità significa infatti valorizzare i luoghi attraversati dal percorso, le loro peculiarità storiche e culturali, le loro tradizioni enogastronomiche, ma anche definire linee guida per una corretta ospitalità, migliorare la fruibilità dei sentieri, educare i visitatori al rispetto verso l'ambiente e il territorio, coinvolgere gli stakeholder nella definizione delle azioni di promozione, creare nuove opportunità di lavoro grazie alla crescita delle strutture ricettive.

Sono solo alcuni delle azioni messe in campo dal 2014 ad oggi ma è proprio grazie alla capacità di tenere insieme crescita, sostenibilità e responsabilità - sociale, ambientale, culturale - che la Via degli Dei ha potuto ottenere un riconoscimento che ne certifica gli standard qualitativi raggiunti.

Dichiarazioni:

Matteo Lepore, Sindaco di Bologna e della Città metropolitana, Assessore al Turismo del Comune di Bologna quando il progetto Via degli Dei partì nel 2013:
"Una certificazione che ci riempie di orgoglio anche perché riconosce un lavoro di tanti anni sulla Via degli Dei e più in generale su tutto il turismo lento e sostenibile. Già da diverso tempo, infatti, come Comune e come Destinazione turistica, siamo impegnati per portare i turisti che visitano il nostro capoluogo anche nella Bologna metropolitana che ha tantissimo da offrire, dall'Appennino alla pianura. Il mio ringraziamento va dunque a tutti i Comuni coinvolti nella Via degli Dei per l'impegno nel raggiungere questo risultato".

Roberto Parmeggiani, Sindaco di Sasso Marconi, comune capofila del Cammino e referente politico del tavolo di governance, esempio virtuoso dell'organizzazione della Via degli Dei:
"Siamo molto soddisfatti di questa certificazione, un risultato importante che però non ci sorprende perchè è il frutto dell'impegno che da 10 anni vede insieme le Istituzioni, gli operatori economici e commerciali, il gestore Appennino Slow e il CAI per qualificare sempre di più La Via degli Dei. Già riconosciuto come uno dei più importanti percorsi italiani, per la sua bellezza e il numero di viandanti che ogni anno lo attraversano, con la certificazione GSTC la Via degli Dei consolida il suo ruolo di asset turistico per l'Appennino e conferma il valore di un investimento pubblico capace di produrre un importante impatto sul territorio in termini economici, sociali, culturali e di tutela ambientale. Un grande traguardo, che festeggeremo con un evento pubblico a febbraio, consapevoli che quando si cammina, ogni traguardo è anche una nuova partenza".

Redazione

Auguri di buon Natale

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auguri natale 200 200Auguri di buon Natale a tutti i nostri lettori.

Redazione

Parco veicolare, a Bologna e città metropolitana sempre meno auto inquinanti

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Auto ricaricaIbride ed elettriche registrano un +27% in città e +31% a livello metropolitano

Oltre il 60% delle autovetture circolanti nella città metropolitana di Bologna e nel suo capoluogo sono di classe Euro 5 o Euro 6, in entrambi i casi valori al di sopra della media nazionale pari a 52%. Le ibride ed elettriche confermano il trend crescente degli ultimi anni, registrando un +31% nella città metropolitana e un +27% nella sola città di Bologna; in entrambi i territori di riferimento meno della metà delle macchine va a benzina, mentre quelle a metano o Gpl sono quasi il doppio rispetto al dato nazionale. Le Due Torri sono al nono posto tra le 12 grandi città italiane per tasso di motorizzazione e al secondo posto nel confronto con le città metropolitane per le autovetture in classe Euro 5/6. Questa l'istantanea del parco auto cittadino e metropolitano scattata al 31 dicembre 2023 dagli uffici di statistica del Comune di Bologna e della Città metropolitana di Bologna.

Città metropolitana di Bologna

Rispetto al complesso dell'area metropolitana, il parco veicolare è cresciuto nel 2023 dell'1,4% contro il 2,0% nazionale, grazie soprattutto alle 37.733 nuove immatricolazioni, in aumento rispetto al 2022, pur attestandosi al di sotto dei livelli pre-pandemici.

Il tasso di motorizzazione conta in media 62,63 autovetture ogni 100 abitante. Rispetto alla mappa dei Comuni, il comune che registra il valore più elevato è ancora una volta Camugnano, con 81,41 autovetture su 100 abitanti. Ma più in generale sono tutti i comuni della montagna a registrare i valori più alti. Tra i comuni della cintura, i più motorizzati - in termini di autovetture - sono Castenaso (76,09 auto su 100 abitanti) e Granarolo dell'Emilia (74,23).

Se guardiamo invece il valore dei motocicli la mappa si ribalta: San Lazzaro registra il valore più elevato: 17,03 motoveicoli su 100 abitanti (la media metropolitana è di 13,41) e sono in generale i comuni della cintura a registrare i valori più elevati, insieme al comune capoluogo (15,25).

Per quel che riguarda l'alimentazione, in termini percentuali, le auto a benzina sono un fenomeno presente soprattutto in montagna, nel capoluogo e nei comuni della cintura a sud del capoluogo. I comuni con i valori più alti sono Lizzano in Belvedere, Alto Reno Terme e Castiglione dei Pepoli, dove quasi 1 autovettura su 2 è alimentata a benzina. I comuni dove è più presente il metano sono nella pianura imolese, in particolare al primo posto si conferma Medicina con il 13,9% delle auto che vanno a metano: una percentuale quasi doppia rispetto alla media metropolitana (7,2%). L'alimentazione ibrida ed elettrica è un fenomeno legato al comune di Bologna e ai comuni della cintura. Granarolo è il comune più "green" con l'11,8% delle autovetture ibride o elettriche (la media metropolitana è dell'8,6%). Seguono San Lazzaro di Savena e Bologna, entrambi con l'11,4%, e Castenaso con il 10,7%.

In termini di classe Euro, il 62,8% delle autovetture circolanti nella città metropolitana sono Euro 5 o Euro 6. Il comune con le autovetture più recenti è Granarolo dell'Emilia con il 71,8% delle autovetture Euro 5 o Euro 6, seguito da Castenaso (69,4%). Anche Sala Bolognese, San Giorgio di Piano e Ozzano dell'Emilia raggiungono il 69,0%. Castel del Rio è invece il comune con il numero di autovetture di classe euro 5 o euro 6 inferiore, pari al 43,7%.

Tutti i dettagli nel report Il parco veicolare nella città metropolitana di Bologna - Anno 2023

Comune di Bologna

La composizione del parco auto bolognese è più moderna rispetto alla media nazionale: le autovetture circolanti in classe inferiore all'Euro 4 sono il 25,3% a livello nazionale, a Bologna sono solo il 15,8% del totale. La quota di Euro 4 è pari al 19,6% a Bologna, mentre è del 22% a livello nazionale. Infine a Bologna il 63,8% delle auto è Euro 5 o Euro 6, contro il 52% registrato in Italia.

Le ibride e le elettriche sfiorano la quota di 23.800 (nel 2022 erano 18.783, + 26,7%), pari all'11,4% del totale, contro il dato nazionale del 5,9%. Il 42,8% delle auto bolognesi è alimentato a benzina, in linea con il dato medio nazionale (43,3%). Significativamente superiore è invece la quota di auto a metano o Gpl, che a Bologna è pari al 17,1%, mentre a livello nazionale si ferma al 9,7%. Molto più bassa della media italiana è la presenza delle auto diesel, che a Bologna si assesta al 28,7%, contro il 41% del dato nazionale. Le ibride (quelle dotate di un motore termico più uno elettrico) e le elettriche a Bologna costituiscono l'11,4% del totale delle autovetture; la quota nazionale è invece pari al 5,9%.

Le Due Torri si distinguono poi per un tasso di motorizzazione molto basso, posizionandosi di fatto nella cerchia delle grandi città italiane con il rapporto tra numero di autovetture iscritte al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e abitanti tra i più bassi. Bologna si trova infatti al nono posto con 53,61 auto ogni 100 abitanti, preceduta in classifica solo da Milano (51,64), Genova (47,52) e Venezia (44,16).

Cresce il numero di motocicli circolanti in città: sono 59.338 nel 2023, 1,4% in più rispetto al dato registrato a fine 2022. Nel 2023 ogni 100 abitanti ci sono 15 motocicli, di cui il 60% sono in classe uguale o superiore a Euro 3.

Redazione

Violenza contro le donne, rinnovato l’Accordo metropolitano con i Centri antiviolenza

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La Città metropolitana stanzia 40 mila euro per l'accoglienza e lo sportello di ascolto

Bologna. Più risorse ai Centri antiviolenza e aumento dei posti per l'accoglienza delle donne maltrattate. Queste le novità del rinnovo dell'Accordo di ambito metropolitano per la realizzazione di attività e interventi di accoglienza, ascolto e ospitalità per donne che hanno subito violenza, approvato dal Consiglio metropolitano nella seduta di ieri, mercoledì 27 novembre, con 15 voti favorevoli (Centro sinistra, Rete civica e Uniti per l'alternativa) e un astenuto (Alleanza metropolitana).

L'Accordo è stato sottoscritto per la prima volta nel 2015 dalla Città metropolitana insieme agli enti locali e alle associazioni del territorio metropolitano che si occupano di contrasto alla violenza (Casa delle Donne, Trama di Terre) e altre 4 associazioni che gestiscono sportelli di ascolto, consulenza e sostegno, inserite nella mappatura del numero verde 1522 (Udi, SOS DONNA, MONDO DONNA con lo sportello CHIAMA chiAMA, PerLeDonne). Grazie a questo impegno si è creato sul territorio un sistema di accoglienza e di ospitalità per donne maltrattate o che hanno subito violenza, articolato su tre livelli di intervento: la consulenza, l'ascolto e il sostegno, l'ospitalità di prima e pronta accoglienza e l'ospitalità in seconda accoglienza, anche ad alta intensità educativa per chi ha necessità di mettere in protezione anche i minori. Per ognuno dei tre livelli, l'Accordo definisce le caratteristiche, gli elementi minimi garantiti, gli impegni delle istituzioni e delle associazioni e i contributi per il sostegno alle azioni messe in atto.

Con il rinnovo 2024 aumentano i posti di ospitalità a disposizione delle donne, che passano da 64 a 70. Aumentano inoltre le risorse messe a disposizione dai Distretti socio-sanitari per i Centri Antiviolenza che offrono i tre livelli di ospitalità e accoglienza, che passano da 254 mila euro a 356 mila euro, di cui 20 mila euro stanziati dalla Città metropolitana, un impegno che si manterrà per ogni annualità dell'Accordo.

In ottica preventiva, l'Accordo prevede inoltre un potenziamento del livello dello sportello di ascolto/consulenza e sostegno, e integra le risorse statali con ulteriori risorse della Città metropolitana, per 20 mila euro.

Le risorse totali per sostenere i Centri antiviolenza ammontano dunque a 376 mila euro, di cui 40 mila stanziate per la prima volta direttamente dalla Città metropolitana.

Si è previsto inoltre di potenziare maggiormente il raccordo anche con altri soggetti del territorio, tra questi Aziende Usl, Centri per uomini autori di violenza, Asp Citta di Bologna, per prevedere forme sempre più flessibili di accompagnamento e di supporto per donne che presentano bisogni specifici e che sono sempre più numerose (a titolo di esempio, donne senza dimora, donne che presentano situazioni di dipendenza, fragilità psichica, donne con disabilità) individuando momenti ad hoc di confronto e condivisione di possibili risposte innovative.

Presentando la delibera Sara Accorsi, consigliera metropolitana delegata al Welfare ha commentato: "È un grande risultato che questo rinnovo sia arrivato in votazione nella settimana che ha avuto inizio con la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. L'accordo non sarebbe possibile senza l'importante e continuativo lavoro dei Centri antiviolenza e delle Associazioni, che tutti i giorni offrono sostegno alle donne maltrattate e ai minori coinvolti".

Redazione

PIMES-Piano metropolitano per la sicurezza stradale

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Al via i primi quattro interventi sulle strade provinciali e la campagna di comunicazione "Facciamo strada alla sicurezza!"

Bologna. Entra nel vivo il percorso del PIMES-Piano Integrato Metropolitano per la Sicurezza Stradale: è in corso la progettazione dei primi quattro interventi nei territori di Zola Predosa e Castel Maggiore, ai quali si affianca la campagna di comunicazione "Facciamo strada alla sicurezza!".

Il PIMES è un piano che affronta il tema della sicurezza stradale in tutti i suoi aspetti critici e nelle soluzioni possibili: l'educazione stradale nelle scuole, le campagne di comunicazione rivolte a tutte e tutti, l'analisi degli scontri stradali con la determinazione di un indice di pericolosità anche predittivo, il controllo dell'eccesso di velocità, la riprogettazione delle strade, degli incroci e delle sezioni che si sono dimostrate negli anni con caratteristiche che inducono comportamenti pericolosi negli utenti della strada.
Con una durata decennale, il PIMES si pone l'obiettivo di azzerare la mortalità sulle strade provinciali del territorio e di ridurre del 50% l'incidentalità grave.

Si parte in primavera con i primi quattro interventi in punti individuati insieme ai Comuni interessati come particolarmente problematici per quanto riguarda dati di incidentalità storica e pericolosità intrinseca.

In particolare si interverrà con l'installazione di impianto semaforico all'incrocio tra la SP45 (via Saliceto) e via di Vittorio, nella zona industriale di Castel Maggiore. Si tratta di un'intersezione, attualmente regolata dalla semplice precedenza tra una strada provinciale (rami nord e sud), una via di ingresso al centro abitato di Castel maggiore (ramo ovest) e una strada di accesso ad una grande struttura di vendita e alla zona industriale (ramo est).

Sono tre gli interventi previsti lungo la SP26 in comune di Zola Predosa, nello specifico: la rotatoria tra la SP26 e via Roma (esterna al centro abitato), il passaggio della SP26 ai limiti del centro abitato fronte cimitero, nei pressi di via del Greto e l'attraversamento della frazione di Gessi.

Il PIMES non dimentica l'importanza del fattore umano per la sicurezza stradale e per questo prevede anche una serie di campagne di comunicazione rivolte all'utente finale della strada. Più che rivolgersi a un target specifico (automobilista, ciclista ecc), le azioni di sensibilizzazione riguardano i diversi modi con cui le persone si muovono lungo la rete stradale metropolitana. Perché ognuno di noi è sia guidatore che pedone, sia pericoloso che fragile.

La prima campagna appena uscita parla "bolognese" e punta su una guida "polleggiata" che nel rispetto di tutte e tutti permette di arrivare a destinazione senza correre, senza stressarsi e senza rischiare.

Il percorso che porterà all'adozione del PIMES e tutti gli aggiornamenti sugli interventi da realizzare sono consultabili sul sito pimesbologna.it.

"Come abbiamo visto, i dati incidentalità pubblicati la scorsa settimana - sottolinea Simona Larghetti, consigliera metropolitana con delega alla Sicurezza stradale - confermano la validità degli interventi sulle strade per limitare la velocità, come le zone 30, e per rendere lo spazio pubblico democratico. Purtroppo sulle nostre strade provinciali i dati sono ancora molto preoccupanti e sottolineano la necessità di intervenire al più presto. Per questo come Città metropolitana ci siamo preoccupati di destinare 5,2 milioni di euro, provenienti da risorse ministeriali, per interventi di attuazione del PIMES da qui al 2028."

Redazione

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