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Historic Minardi Day, il decennale un successo annunciato con oltre 20.000 appassionati

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Si è chiusa all'Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari la 10^ edizione dell'Historic Minardi Day, un fine settimana che ha trasformato ancora una volta Imola in un grande museo dinamico del Motorsport, richiamando oltre 20.000 appassionati e portando in pista 590 vetture a cui si aggiungono 200 vetture protagoniste del raduno e della parata.
Ad inaugurare la kermesse, il consueto giro di pista di Gian Carlo Minardi, quest'anno a bordo della Lotus Eleven del 1956, motorizzata Coventry Climax 1000 cc e guidata da Roberto Farneti. Un'immagine dal forte valore simbolico che ha dato ufficialmente il via a due intense giornate di attività.
Come sempre ricchissimo il programma in pista, che ha visto alternarsi straordinarie Formula Junior, Formula Abarth, Formula Italia, Formula 2, Formula 3, Formula 4, GP3, GP2, F3000, Prototipi, GT Storiche e GTS, grazie anche alla preziosa partecipazione di Scuderia del Portello, Scuderia Nuvolari Italia, Club Motori Modena "Scuderia Modena Corse". Immancabili, nel paddock e in pista, anche Hypercar e Supercar, tra cui Pagani Huayra R e Utopia Roadster, Dallara Stradale ed EXP, Lamborghini Revuelto e Temerario, Mazda MX-5 e Lotus.
A scaldare il cuore degli appassionati, nei box e lungo i 4.909 metri dell'Autodromo di Imola, sono state ancora una volta le Formula 1 storiche, capaci di raccontare oltre quarant'anni di evoluzione della massima categoria: dalla Ferrari 312 B2 del 1971 fino alla Toro Rosso STR8 ex Jean-Éric Vergne del 2013, spinta dal V8 Ferrari.
Tra queste, Shadow DN1 ex Graham Hill (1973), Tyrrell P34/2 (1977), March Beta F1 761 (1976), Ensign N177 (1977), Arrows A1B ex Riccardo Patrese (1978), Merzario F1A3 (1979), Wolf Ford WR7 (1979), Ferrari 312 T5 (1980), Shadow DN12 (1980), Alfa Romeo 179 (1982) portata in pista anche da Arturo Merzario Osella FA1E (1983), Lotus 94T (1983), Ferrari 126 C4 (1984), Osella-Alfa omeo FA1G (1986), Arrows A10 (1987), Minardi M189 (1989), Monteverdi F1 (1990), Arrows A11B (1990), Ferrari 642 (1991), Ferrari 643 (1991), Andrea Moda Formula S921 (1992), Fondmetal GR01 (1992), Ferrari 412 T1 – telaio 154 (1994), Minardi PS04B (2005) e Williams FW33 (2011), insieme alla replica in scala 1:1 della McLaren MP4/15. Significativa anche la presenza della showcar Aston Martin Formula 1, portata a Imola da Fondmetal, tornata quest'anno nel Circus dopo 26 anni in qualità di fornitore di cerchi. Un ritorno che chiude idealmente un cerchio: nel 2000 Fondmetal salutava la Formula 1 al fianco della Minardi, con Fernando Alonso collaudatore, per ritrovarlo 26 anni più tardi come pilota Aston Martin.  Numerosa, come da tradizione, la partecipazione dei personaggi che hanno scritto pagine importanti del Motorsport mondiale e che continuano a mantenere un forte legame con il mondo Minardi e con l'Historic Minardi Day. Presenti gli ingegneri Aldo Costa, Gabriele Tredozi e Nigel Cowperthwaite, insieme a Daniele Audetto, Heini Mader, Giorgio Piola, Biagio Maglienti, Mario Isola, Giorgio Serra "Matitaccia", Giovanna Amati, Fabio Babini, Luca Badoer col figlio Brando, Fulvio Maria Ballabio, Benito Battilani, Francesco Bergamini, Thierry Boutsen, Sergio Campana, Sonia Borghese, Vicky Piria, Massimo Ciccozzi, Roberto Farneti, Beppe Gabbiani, Bruno Giacomelli, Raffaele Giammaria, Alexandra Gallo, Pierluigi Martini, Arturo Merzario, Miguel Angel Guerra, Gabriele Lancieri, Giovanni Lavaggi, Andrea Levy, Riccardo Patrese, Gabriele Tarquini, Nicolò Piancastelli, Luis Pérez-Sala, Vinicio Salmi, Siegfried Stohr e Tamara Vidali. 

Il Museo Checco Costa è stato uno dei cuori pulsanti della manifestazione. A fare da cornice al ricco programma di presentazioni di libri, incontri, talk e premiazioni, con la partecipazione di alcune delle più autorevoli firme del Motorsport, sei monoposto legate alla storia di Faenza: le Minardi M185, M189, M192 e M193, insieme alle due Racing Bulls.
L'intenso programma è stato ulteriormente arricchito dall'ACI Storico Festival. Nella giornata di domenica 20 settembre, il Raduno Terre di Romagna, organizzato dall'Automobile Club Ravenna, ha visto 120 equipaggi partire dall'Autodromo alla volta di Faenza, dove hanno visitato la Pinacoteca Comunale, prima del rientro in circuito per la parata in pista e la conclusione dell'evento.
Numerosi anche i momenti dal forte valore emotivo, tra cui la consegna del 5° Memorial "Ferdinando Minardi", assegnato a Massimo Campodoni, tra i maggiori esperti di Automobilia e profondo conoscitore della storia del Motorsport.

Dichirazioni:

Gian Carlo Minardi: "Questa decima edizione dell'Historic Minardi Day rappresenta per noi un traguardo particolarmente importante e il risultato raggiunto ci riempie di soddisfazione. Quando siamo partiti, nel 2016, era difficile immaginare una crescita di queste dimensioni, sia per numero e qualità delle vetture presenti sia per la partecipazione del pubblico e dei tanti protagonisti del Motorsport che continuano a dimostrarci il loro affetto. Mi ha fatto particolarmente piacere vedere ancora una volta un pubblico molto giovane e una presenza davvero importante di appassionati arrivati dall'estero. Passeggiando tra paddock e box si incontrano ragazzi e famiglie provenienti da tanti Paesi, accomunati dalla stessa passione. Vedere le nuove generazioni incuriosite e affascinate da vetture che appartengono a epoche che non hanno vissuto direttamente credo sia uno dei risultati più belli di questa manifestazione. È proprio questo lo spirito dell'Historic Minardi Day: preservare la storia del Motorsport, riportarla in pista e condividerla, perché possa continuare a emozionare e
creare passione anche nelle nuove generazioni. Desidero ringraziare mio fratello Giuseppe, mia nipote Elena e Ilaria, insieme a tutta la squadra di Formula Imola e a tutte le persone che hanno lavorato per mesi alla realizzazione di questa decima edizione. Un ringraziamento va anche alle istituzioni e a tutti coloro che continuano a credere e a sostenere questa manifestazione. La forte presenza di pubblico, italiano e straniero, rappresenta inoltre un importante risultato per Imola e per tutto il territorio, anche in termini di ricaduta economica e promozione internazionale".

Marco Panieri (Sindaco di Imola con delega all'Autodromo e ai Grandi eventi): "L'Historic Minardi Day taglia il traguardo speciale dei dieci anni e si conferma uno degli appuntamenti più sentiti  e autentici per il nostro Autodromo e per tutta la città di Imola. È una manifestazione capace di unire generazioni diverse nel segno della pura passione per il motorsport, aprendo le porte del circuito, dei box e del paddock a famiglie, giovani e appassionati da tutto il mondo, a stretto contatto con i protagonisti e le monoposto che hanno scritto pagine indelebili della Formula 1. Vedere sfilare sul nostro tracciato vetture straordinarie e accogliere tanti campioni, tecnici e addetti ai lavori testimonia la vitalità dell'Enzo e Dino Ferrari come punto di riferimento internazionale della Motor Valley. Ringrazio di cuore Gian Carlo Minardi, la sua famiglia e Formula Imola per aver creduto fin dal 2016 in questo progetto che valorizza la storia, l'accoglienza e l'identità del nostro territorio con uno spirito inclusivo e di festa".

Pietro Benvenuti (Direttore Generale Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari): "Il traguardo della decima edizione dell'Historic Minardi Day testimonia la solidità di un appuntamento che ha saputo conquistare negli anni un posto speciale nel calendario dell'Autodromo. L'idea di Gian Carlo Minardi di riportare a Imola vetture, protagonisti e storie del motorsport ha trovato una risposta sempre più ampia da parte degli appassionati, trasformando la manifestazione in un'occasione unica per vivere e tramandare la storia delle corse. Vedere queste vetture tornare in pista e incontrare chi le ha guidate o ne ha fatto parte significa mantenere vivo un patrimonio che appartiene al motorsport e coinvolgere anche le nuove generazioni. Per l'Autodromo è quindi un piacere condividere questo importante anniversario, che celebra dieci edizioni di passione, competenza e capacità di raccontare il motorsport attraverso le sue persone e le sue macchine. Un patrimonio che trova a Imola la sua collocazione naturale e che siamo orgogliosi di continuare a valorizzare insieme alla famiglia Minardi".

Redazione

Sasso Marconi. Festa dell'Oasi naturale S. Gherardo con birdwatching

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Dall'alba al tramonto, una giornata di festa per conoscere meglio l'Oasi, le sue specie animali e vegetali e i suoi elementi di interesse geologico, ma anche per ascoltare suoni e melodie al tramonto in un suggestivo contesto paesaggistico

Domenica 20 Settembre torna a Sasso Marconi l'appuntamento con la Festa dell'Oasi naturale San Gherardo. Una giornata nel verde con visite guidate, attività in natura e momenti di intrattenimento, per conoscere meglio questo angolo naturalistico situato a Pontecchio in via Rio Conco, lungo il tracciato della Via degli Dei (il percorso che collega Bologna a Firenze attraversando l'Appennino).

La giornata si apre con la possibilità di assistere alle sessioni di inanellamento scientifico dei volatili, osservando da vicino il lavoro degli ornitologi, per poi scoprire i segreti del birdwatching, imparando a riconoscere le specie che popolano i diversi ambienti dell'Oasi. Chiude la mattinata una conferenza con proiezione, dedicata alle specie animali e vegetali più rare e minacciate del territorio. Nel pomeriggio sono invece in programma una serie di visite guidate alla scoperta dei diversi ambienti e degli elementi di interesse geologico e naturalistico dell'Oasi.

L'Oasi S. Gherardo farà inoltre da cornice al concerto dei Musicanti dla Basa: tra antiche melodie, sonorità folk, valzer e mazurke, un viaggio alla riscoperta delle musiche della tradizione, eseguite con strumenti tipici come violino, fisarmonica, mandolino e ocarina. Il concerto inizia alle 17.30 e fa parte della rassegna di escursionismo musicale "A passo di Musica" (a cura di Gruppo di Studi "Progetto 10 Righe" e associazione "Le Rossignol").

Infine, per uno snack a pranzo, per una merenda o un aperitivo al tramonto, funzionerà il punto ristoro di '081 Bistrò' con specialità della tradizione partenopea.

Tutti gli eventi sono gratuiti; per le visite guidate è obbligatoria la prenotazione c/o infoSASSO, tel. 051 6758409 -  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   (le visite naturalistiche e geologiche sono a numero chiuso).

Redazione

A Trebbo di Reno nasce il “Parco John Ronald Reuel Tolkien”

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Un angolo di Terra di Mezzo nel cuore della frazione di Castel Maggiore, con l'intitolazione al grande scrittore britannico che con Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli ha dato vita a uno degli universi fantastici più conosciuti e amati della letteratura contemporanea

Racchiuso tra via Torres e via Conti, il parco pubblico di 50.000 mq situato a Trebbo di Reno avrà un nome: «Parco John Ronald Reuel Tolkien», in omaggio all'autore de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit e a una delle figure più importanti della letteratura fantastica del Novecento. Una scelta della Giunta comunale nata dal coinvolgimento della comunità, grazia anche alla Consulta frazionale, e legata ai temi della natura, della cura dell'ambiente e della fantasia.

L'intitolazione si terrà venerdì 18 settembre alle 18.00 in occasione del festival fantasy Trebbo di Spade, e rappresenta il punto di arrivo di un percorso che ha coinvolto direttamente la comunità locale. Interverranno il Sindaco Luca Vignoli, Raffaella Casagrande per la Consulta territoriale di Trebbo, la Pro Loco di Castel Maggiore.

La vocazione letteraria e fantasy dell'area verde nasce dal percorso partecipativo "Trebbo si fa bella (e sostenibile) - Cittadini in (fr)Azione", nell'ambito del quale la riprogettazione del parco era stata individuata tra le proposte prioritarie, con l'obiettivo di caratterizzarlo come parco letterario.

Gli interventi successivamente realizzati hanno dato una nuova identità allo spazio pubblico, attraverso elementi e ambientazioni ispirati al genere fantasy e alla narrazione fantastica. Da qui la volontà di individuare anche un'intitolazione coerente con la nuova fisionomia del parco.

La scelta del nome è stata a sua volta affidata a un percorso di coinvolgimento della cittadinanza, chiamata a esprimere proposte e preferenze. Al termine della consultazione, quello di John Ronald Reuel Tolkien è risultato tra i nomi maggiormente indicati e condivisi.

Una scelta che richiama non soltanto la straordinaria capacità narrativa dello scrittore, capace di parlare a generazioni diverse, ma anche alcuni dei temi che attraversano profondamente la sua opera: il rapporto con la natura, il valore della comunità, la responsabilità individuale e collettiva e la cura del territorio.

Il Sindaco Luca Vignoli sottolinea che «l'opera tolkieniana pone al centro valori universali quali la sacralità della Natura, il senso profondo della Comunità e la custodia responsabile dell'ambiente – valori pienamente incarnati dal verde pubblico e sintetizzati dalla celebre visione dell'autore, per cui l'abbattimento immotivato di un albero assume la gravità di una ferita inferta al bene comune. I testi di Tolkien stimolano una rinnovata coscienza ecologica e un'etica della cura del territorio quanto mai necessarie nel tempo presente».

Con la nuova intitolazione, il parco di Trebbo di Reno completa il percorso di trasformazione avviato insieme alla cittadinanza, rafforzando la propria vocazione di spazio dedicato alla natura, alla socialità, alla lettura e all'immaginazione.

Redazione

Parte la quinta edizione della “Via Romagna per lo IOR”

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Dal 3 al 5 settembre, tre giorni in sella da Comacchio a Misano Adriatico per sostenere la ricerca contro il cancro

Dopo il successo delle prime quattro edizioni, torna anche nel 2026 la "Via Romagna per lo IOR", pedalata solidale che unisce ciclismo, territorio e solidarietà lungo la Romagna.
Da giovedì 3 a sabato 5 settembre un gruppo composto da ex professionisti, personalità del mondo del ciclismo e appassionati affronterà oltre 300 chilometri da Comacchio a Misano Adriatico, con l'obiettivo di raccogliere fondi a favore della ricerca scientifica sostenuta dall'Istituto Oncologico Romagnolo (IOR).
La sfida, ideata e promossa dal volontario IOR Romano Randi con la collaborazione di Marco Selleri ed ExtraGiro Race, giunge quest'anno alla sua quinta edizione e si realizza grazie alla collaborazione e al sostegno di BCC Ravennate Forlivese e Imolese, Oremplast, Lectron Impianti Elettrici, Mac.Ver, ExtraGiro Race, Alé Cycling, Visit Romagna, APT Regione Emilia-Romagna, delle Amministrazioni Comunali presenti alla partenza e all'arrivo delle tappe, e della Ciclistica Santerno Fabbi Imola che fornisce uno dei furgoni abitualmente a supporto dell'attività ciclistica giovanile.
A pedalare sarà ancora una volta un gruppo che mette insieme campioni del passato e appassionati. Tra i protagonisti ci saranno l'ideatore Romano Randi e Roberto Conti, vincitore della tappa dell'Alpe d'Huez al Tour de France 1994, ma anche Fabiano Fontanelli, professionista per oltre un decennio e gregario di Marco Pantani, ha aderito all'iniziativa, come nelle precedenti edizioni c'è stato Andrea Collinelli, campione olimpico nell'inseguimento individuale ad Atlanta 1996.
"Via Romagna per lo IOR" punta però a coinvolgere idealmente molte più persone di quelle che saliranno in bicicletta. L'attività dello IOR si riassume nel motto "vicino a chi soffre, insieme a chi cura": da un lato offre ai pazienti oncologici e alle loro famiglie servizi gratuiti di assistenza per accompagnarli nel percorso di cura; dall'altro sostiene i progetti di ricerca più promettenti, in particolare quelli condotti presso l'IRCCS Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori "Dino Amadori" di Meldola. È proprio a sostegno della ricerca oncologica che saranno destinati i fondi raccolti attraverso l'edizione 2026 della "Via Romagna per lo IOR".
Il progetto arriva alla quinta edizione forte di un risultato importante: nelle prime quattro edizioni ha già raccolto complessivamente circa 60.000 euro a favore della ricerca scientifica. La sola edizione 2025 aveva superato quota 15.000 euro di donazioni, stabilendo il nuovo record dell'iniziativa.

Tre tappe attraverso la Romagna
La quinta edizione si svilupperà in tre giornate, attraversando alcuni dei paesaggi più caratteristici della Romagna e ripercorrendo la Via Romagna, percorso permanente dedicato alla bicicletta che attraversa borghi storici, rocche, luoghi d'arte, parchi naturali ed eccellenze della tradizione enogastronomica.

Giovedì 3 settembre
Comacchio – Brisighella

Venerdì 4 settembre
Meldola – Pennabilli

Sabato 5 settembre
Pennabilli – Misano Adriatico

L'ultima tappa porterà il gruppo fino a Misano Adriatico, dove la quinta edizione della "Via Romagna per lo IOR" si concluderà nel contesto dell'International Bike Festival, con un talk sul palco centrale della manifestazione: un'occasione per raccontare al pubblico il progetto, il viaggio compiuto e soprattutto l'obiettivo che accompagna ogni chilometro percorso, quello di sostenere concretamente la ricerca contro il cancro.

Come partecipare e sostenere l'iniziativa
La sfida non riguarda soltanto chi percorrerà gli oltre 300 chilometri in bicicletta. Chiunque può contribuire alla raccolta fondi, sostenendo gli studi di ricerca oncologica condotti presso l'IRCCS di Meldola e contribuendo allo sviluppo di nuove opportunità terapeutiche per i pazienti.
La raccolta fondi dell'edizione 2026 è già attiva sulla piattaforma dello IOR: https://www.insiemeachicura.it/iniziative/la-via-romagna-per-lo-ior-2026

Redazione

 

Centri Estivi, CISL Scuola Emila Romagna: “ Positivo sostenere le famigie "

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Battistelli: "Le scuole sono già aperte al territorio durante la sospensione delle attività. Il prolungamento a settembre va monitorato per evitare criticità su spazi e personale"

Bologna. Parte oggi, in Emila Romagna, la sperimentazione "La scuola che riparte insieme", che dal 31 agosto al 14 settembre coinvolgerà 42 Comuni e oltre 150 istituti scolastici, offrendo ai bambini attività educative, sportive, culturali e ricreative nei giorni che precedono l'avvio del nuovo anno scolastico.

"La necessità di sostenere le famiglie e trovare risposte ai loro bisogni è evidente e la sperimentazione regionale rappresenta un'iniziativa che guardiamo con interesse – evidenzia Luca Battistelli, segretario generale regionale CISL Scuola Emilia-Romagna –. Proprio perché si tratta di una sperimentazione, riteniamo importante seguirne con attenzione l'attuazione e valutarne gli effetti anche dal punto di vista dell'organizzazione scolastica."

La CISL Scuola sottolinea infatti come l'utilizzo degli edifici scolastici per attività extrascolastiche non sia una novità. Durante i periodi di sospensione delle attività didattiche, le scuole sono da anni utilizzate per ospitare centri estivi, attività sportive, culturali ed educative, attraverso la collaborazione tra Comuni, associazioni, cooperative, società sportive e altre realtà del territorio.

"Le scuole sono già normalmente spazi aperti alle comunità durante la sospensione delle attività didattiche – prosegue Battistelli –. Non siamo quindi contrari all'utilizzo degli edifici scolastici per attività rivolte ai bambini e ai ragazzi. Anzi, crediamo che la collaborazione tra scuola e territorio sia importante e debba essere valorizzata."

"Quello che cambia con questa sperimentazione – continua Battistelli – è il periodo nel quale viene utilizzato lo spazio scolastico. La fine di agosto e i primi giorni di settembre non sono normalmente assimilabili agli altri periodi di sospensione, perché nelle scuole si concentra una parte significativa delle attività necessarie alla preparazione della ripresa: sistemazione degli ambienti, pulizie, organizzazione degli spazi e predisposizione degli edifici per accogliere nuovamente studenti e lavoratori."

Per questo la CISL Scuola Emilia-Romagna seguirà con attenzione l'attuazione della sperimentazione, verificando che l'utilizzo prolungato degli edifici scolastici non determini criticità nella preparazione dei plessi e nella ripresa delle attività didattiche.

"Dovremo prestare particolare attenzione alla gestione degli spazi e al personale scolastico – spiega Battistelli – affinché le attività extrascolastiche non interferiscano con la preparazione dei plessi, le pulizie, la sicurezza e tutte le attività necessarie alla regolare ripresa dell'anno scolastico."

"La nostra posizione è chiara: sostenere le famiglie è positivo e la scuola deve continuare a essere parte della comunità. Ma apertura al territorio non significa mettere in secondo piano le esigenze della scuola. Questa sperimentazione può essere un'occasione utile per capire come costruire un modello efficace e sostenibile, nel quale scuola, Comuni e realtà del territorio collaborino nel rispetto dei propri ruoli."

"Le scuole possono essere luoghi aperti alla comunità anche oltre l'attività didattica, come già avviene in tanti territori. Ma perché questa collaborazione funzioni, deve esserci equilibrio tra le esigenze delle famiglie, quelle del territorio e le necessità della scuola, garantendo le condizioni per una regolare e ordinata ripresa dell'anno scolastico."

Castel Maggiore intitola ad Alex Zanardi il suo Centro sportivo

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Il 12 settembre omaggio ai meriti sportivi e personali del nostro grande concittadino

La Giunta comunale di Castel Maggiore ha deciso di intitolare ad Alessandro Zanardi il Centro Sportivo - già Guido Guidi, sito a Castel Maggiore in via Lirone 46.La vicenda esistenziale e i successi sportivi di Alessandro Zanardi, nato a Bologna nel 1966, vissuto sin da bambino a Castel Maggiore, costituiscono un indiscutibile esempio di forza morale e resilienza da illustrare alla cittadinanza e in particolare alle giovani generazioni. Il Sindaco Luca Vignoli commenta: «Alex Zanardi "da Castel Maggiore" con la sua meravigliosa e incredibile tenacia, di fronte alle avversità che lo hanno travolto, ci ha mostrato che bisogna tenere sempre gli occhi fissi verso i propri sogni». Oltre ai tantissimi successi sportivi, Alessandro Zanardi è stato insignito di prestigiose onorificenze nazionali e nel 2013 la Città di Castel Maggiore gli ha conferito l'Ape d'Oro,  massima benemerenza civica. La cerimonia di intitolazione del Centro Sportivo si terrà sabato 12 settembre 2026 alle 11.30, alla presenza di familiari, autorità, esponenti del mondo dello sport, cittadini, amici. Nella stessa giornata, a partire dalle 9.30, si terrà l'Open Day dello sport: un'occasione per conoscere le attività delle associazioni e società sportive del territorio.

Redazione

Ciclovia del Reno, inaugurati oggi lavori di realizzazione del tratto verso Malalbergo

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Oltre 16 chilometri che si uniscono ai 42 esistenti da Calderara a San Prospero

Sono partiti oggi i lavori di costruzione di un nuovo tratto della Ciclovia del Reno, linea 25 della rete per il tempo libero della Bicipolitana. La ciclovia di rango regionale attualmente si estende per 42 chilometri già realizzati da Calderara a San Prospero attraverso 8 comuni.

Alla posa della prima pietra questa mattina vicino al ponte ferroviario sul Reno a San Venanzio, erano presenti Simona Larghetti, consigliera metropolitana delegata alla Mobilità sostenibile e i sindaci Massimiliano Vogli di Malalbergo, Bruno Bernardi di Molinella, Stefano Zanni di Galliera e Omar Mattioli di Baricella.

Il nuovo tracciato si sviluppa per 16,5 chilometri nel territorio metropolitano, prevalentemente lungo l'argine del fiume Reno nei Comuni di Galliera, Baricella, Malalbergo fino a Molinella e per circa 900 metri a margine della Porrettana.

L'opera, del valore di 1 milione e 100 mila euro è finanziata per 750 mila euro dalla Città metropolitana e per 350 mila euro con risorse regionali dal Fondo Unico Nazionale del Turismo ed è realizzata dal Comune di Baricella come capofila della convenzione tra Regione Emilia-Romagna, Città metropolitana e Comuni coinvolti.

L'ultimo tratto metropolitano della Ciclovia del Reno, di altri 3 chilometri, che dovrà connettere l'intero percorso dal Comune di Calderara di Reno a Bologna, è già in progettazione e finanziato in parte dalla Città metropolitana.

Il progetto regionale della Ciclovia del Reno (ER19) prevede l'estensione del tracciato per altri 68 km fino a raggiungere l'Adriatico, collegando così la città di Bologna al mare, attraversando la provincia di Ferrara e Ravenna fino a Porto Garibaldi.

La Bicipolitana per il tempo libero si estende per quasi 900 Km suddivisi in 16 linee, complessivamente un insieme di percorsi ciclabili naturalistici pensati per gite fuori porta e per il cicloturismo gradevolmente immersi nella natura valorizzando fiumi, parchi, paesaggi, centri storici e aree protette del nostro territorio.

 ( In foto ii sindaci di Malalbergo, Galliera, Baricella, Molinella e la  consigliera metropolitana Simona Larghetti )

Redazione

Alluvione, proseguono i lavori sulle strade SP 610 Selice Montanara Imolese e SP 15 Bordona

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Interventi per oltre 7 milioni di euro per il ripristino definitivo della sede stradale e delle scarpate

Proseguono i lavori sulle strade provinciali nei comuni di Castel del Rio e Casalfiumanese per riparare i danni dell'alluvione, con il ripristino definitivo della sede stradale e delle scarpate di monte e di valle della SP 610 "Selice Montanara Imolese" e della SP 15 "Bordona".
Nei giorni scorsi il consigliere metropolitano delegato al Coordinamento degli interventi di ricostruzione post alluvione Matteo Montanari, insieme ai tecnici della Struttura Speciale Alluvione della Città metropolitana, ai sindaci dei Comuni e ai direttori dei lavori, ha effettuato un sopralluogo nei cantieri per condividere lo stato di avanzamento dei lavori.

"I lavori sono in linea con le tempistiche programmate. L'obiettivo è arrivare a fine anno con circa il 60% degli interventi post alluvione conclusi. Un grande sforzo collettivo che i tecnici e le ditte esecutrici stanno attuando in piena collaborazione. – ha spiegato Montanari - Contiamo di poter avere presto ulteriori risorse dal Commissario per poter avviare quelle opere per ora non finanziate".

SP 610 "Selice Montanara Imolese"

Il progetto al km 59+500 prevede la realizzazione di un nuovo muro di sostegno in cemento armato ancorato su più livelli e una paratia provvisionale in micropali, funzionale alle operazioni di demolizione del muro esistente.  A oggi è già stata realizzata la prima parte di consolidamento del versante di valle. Le opere proseguono senza particolari imprevisti e in anticipo rispetto al cronoprogramma di progetto.
La Città metropolitana, in qualità di soggetto attuatore, lo scorso 4 febbraio ha dato il via ai lavori per il ripristino definitivo della sede stradale e delle scarpate di monte e di valle della SP 610 nel territorio comunale di Castel del Rio. L'importo totale dell'investimento ammonta a 4,1 milioni di euro, finanziato dall'Ordinanza n. 28/2023 del Commissario Straordinario e successivamente ricompreso nell'Ordinanza n. 28/2024 e ancora nell'Ordinanza n. 57/2026. I lavori sono affidati a un Raggruppamento temporaneo di imprese con mandataria Frantoio Fondovalle Srl, aggiudicataria dei lavori in Accordo Quadro.

SP 15 "Bordona"

L'intervento che prevedeva lavori su più punti critici della strada, fortemente colpiti dagli eventi alluvionali del maggio 2023, procede secondo il cronoprogramma e volge quasi al termine.
Intervento al Km 0+200
- consolidamento della frana in corrispondenza della rotatoria con la SP 21 "Val Sillaro";
- nuova aiuola in terra sulla rotatoria esistente e nuovo sistema di smaltimento acque meteoriche con l'inserimento di una tubazione di raccolta che le convoglia in uno scarico esistente dotato, a valle, di vasca di laminazione;
- allargamento della strada a monte della sede stradale e costruzione di un muro di sostegno a valle fondato su tre file di micropali; consolidamento della scarpata di valle con inserimento di chiodature.

Intervento al Km 2+700
- realizzazione di un muro di sostegno in calcestruzzo fondato su due file di micropali.

Intervento al 3+100
- consolidamento della parte superiore della scarpata con chiodatura;
- realizzazione di una mensola in cemento armato con fondazioni costituite da micropali;
- ricostruzione della piattaforma stradale.

L'importo totale dell'investimento ammonta a 3,4 milioni di euro, finanziato dall'Ordinanza n. 35/2024, del Commissario Straordinario e successivamente ricompreso nell'Ordinanza n. 57/2026. Anche in questo caso i lavori sono affidati a un Raggruppamento temporaneo di imprese con mandataria Frantoio Fondovalle Srl, aggiudicataria dei lavori in Accordo Quadro.

Castel Maggiore immagina la città del futuro con l’Università di Parma

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Presentati i modelli urbani elaborati dagli studenti: una raccolta di idee con al centro rigenerazione, verde, mobilità sostenibile e nuove connessioni tra i quartieri

Una città più verde, con migliori connessioni ciclopedonali e più attrezzata a sostenere il cambiamento climatico in essere. È la Castel Maggiore del futuro immaginata nel percorso di urbanistica partecipata realizzato dal Comune di Castel Maggiore in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell'Università degli Studi di Parma e gli studenti del Laboratorio di Progettazione Architettonica Sostenibile, i cui modelli urbani sono stati presentati alla cittadinanza venerdì 10 luglio in occasione della sessione d'esami e sabato 11 luglio durante la Sagra di Luglio.

L'iniziativa conclude un percorso avviato nell'autunno del 2025 coordinato dal professor Dario Costi. Il lavoro si è sviluppato attraverso un processo partecipativo che ha coinvolto amministratori, tecnici, associazioni, cittadini, Consulte territoriali e Consiglio delle Ragazze e dei Ragazzi.

Le proposte non rappresentano progetti già destinati alla realizzazione, ma scenari di studio che potranno contribuire alla redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG) e alimentare il confronto sul futuro della città.

«Il lavoro svolto dall'Università di Parma rappresenta un importante patrimonio di idee e di analisi – sottolinea il Sindaco Luca Vignoli – capace di arricchire il percorso di pianificazione e contribuire alla costruzione di una visione condivisa del futuro di Castel Maggiore».

Il principio guida è la rigenerazione della città esistente: più verde e superfici permeabili, nuovi percorsi ciclopedonali, spazi pubblici più vivibili e migliori connessioni tra i quartieri.

Gli studenti hanno lavorato su alcuni ambiti strategici: il sistema della ferrovia e della stazione, il collegamento tra piazza Pace e piazza Amendola, l'area del "grattacielo vecchio" e piazza Due Agosto, il sistema delle scuole e del centro sportivo, i collegamenti verdi tra i quartieri, il rapporto tra il centro e la zona industriale e un'area centrale di Trebbo di Reno.

Tra le ipotesi figurano la trasformazione del margine ferroviario in un corridoio verde ciclopedonale, un nuovo parco urbano vicino alla stazione, la riqualificazione di via Nenni e dell'area tra via Lame e via Foscolo a Trebbo, una nuova piazza sopraelevata nell'area del "grattacielo vecchio" e un grande parco tra scuole e centro sportivo, pensato come campus dedicato allo sport, al tempo libero e alla formazione.

«La comunità è stata il committente del progetto», ha spiegato il professor Dario Costi, evidenziando il ruolo centrale dell'ascolto e della partecipazione nella costruzione delle diverse proposte.

Al termine del laboratorio, i modelli sono stati consegnati al Comune e resteranno a disposizione come strumenti di approfondimento e confronto: un patrimonio di idee per accompagnare la pianificazione urbanistica e continuare a immaginare, insieme alla comunità, la Castel Maggiore di domani.

In foto: da sinistra l'assessora Annalisa Cerrè, il sindaco Luca Vignoli, il prof. Dario Costi, il responsabile Urbanistica Matteo Asioli, il dott. Emanuele Ortolani dell'Università di Parma

Redazione

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