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Bologna. Confabitare: l’Assessore Frascaroli deve dimettersi

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Zanni" L'assessore Frascaroli ha fallito su tutta la linea per quel che riguarda l'emergenza abitativa, quindi ne prenda atto e si dimetta". E' un attacco frontale quello sferrato da Alberto Zanni presidente nazionale di Confabitare - l' associazione dei proprietari immobiliari - nei confronti della titolare dei servizi sociali, da settimane al centro di dure polemiche anche all'interno della giunta comunale.
Zanni va giù pesante: "il protocollo - Sblocca alloggi - fortemente voluto da Amelia Frascaroli per arginare l'escalation delle occupazioni abusive, si è rivelato finora un flop totale.
Nessuno, tra enti pubblici e proprietari privati, ha risposto all''appello del Comune. Forse, se l'assessore avesse avuto la bontà di coinvolgere le associazioni dei proprietari nella stesura e nella sottoscrizione del protocollo, anziché ignorarle, il risultato sarebbe stato migliore". "Per non parlare – aggiunge il presidente di Confabitare – dell'incredibile esternazione fatta alcuni giorni fa dalla Frascaroli: " i proprietari che lasciano gli appartamenti vuoti non si lamentino poi se qualcuno li occupa".Una frase gravissima, che in pratica legittima le occupazioni abusive. La conclusione di Zanni è perentoria:: " un assessore del genere, incapace ed arrogante, deve fare una cosa sola: dimettersi. Bologna merita di meglio".

Redazione

Bologna. Palmieri (Fnp Cisl) ”No alla chiusura degli uffici postali”

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Cisl PalmieriBologna. Anche i pensionati della Cisl intervengono sulla notizia della possibile prossima chiusura di ben 11 uffici postali nel territorio dell'area metropolitana bolognese.
"Quello della chiusura degli uffici decentrati – dichiara Sergio Palmieri, segretario generale dei pensionati Cisl dell'Area metropolitana bolognese - è un tema che ciclicamente viene riproposto da Poste Italiane, azienda che rappresenta o, meglio, dovrebbe ancora rappresentare un segmento importante dei servizi pubblici italiani".
"Bisogna invece constatare, con dispiacere – continua il segretario Fnp- che la priorità di Poste Italiane non è più, da tempo, quella di assicurare un servizio qualitativamente sufficiente a soddisfare le necessità di aree territoriali e di fasce di cittadinanza, per le quali la presenza la presenza o meno di un ufficio postale o del portalettere fanno una enorme differenza. Penso ad esempio ai territori montani, ai paesi della profonda campagna oppure, alla popolazione più anziana o comunque più in difficoltà a potersi spostare, magari anche per molti chilometri, solo per ritirare una banale raccomandata".
"Proprio perché stiamo parlando di un servizio pubblico – sottolinea Palmieri - ancora fondamentale per molti, le logiche di gestione aziendale non possono essere improntate al raggiungimento di puri obiettivi economicistici -magari anche incentivati- ma devono rispondere, prima di tutto, a quel concetto di responsabilità sociale che Poste Italiane non può permettersi di ignorare. La Fnp Cisl, è pronto a schierarsi a fianco dei colleghi della categoria del settore, in una battaglia sacrosanta, sia per i dipendenti delle Poste che per la cittadinanza".
" Mi auguro – conclude il segretario dei pensionati Cisl - che anche i sindaci, a partire da quelli dei comuni che potrebbero subire le maggiori criticità, possano unirsi alla mobilitazione proclamata dalla categoria dei postali. Auspichiamo che la dirigenza di Poste Italiane abbandoni la tattica dei 'pesci in barile', mettendo tutte le carte in tavola, perché , oltre ai lavoratori, le popolazioni dei comuni interessati hanno tutto il diritto di essere informate preventivamente, non a scelte già decise e dunque irrevocabili".
Redazione

Nino Formicola nuovo testimonial dei City Angels

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Logo City AngelsNino Formicola, il popolare comico che per 35 anni ha fatto coppia con suo cognato Andrea Brambilla "Zuzzurro" con il nome d'arte di Gaspare, è il nuovo testimonial dei City Angels. Formicola si aggiunge ai testimonial "storici", i cantautori Alberto Fortis, Ivana Spagna e Laura Bono, il cabarettista Stefano Chiodaroli e il gastronomo Edoardo Raspelli, e ai più recenti, i cantautori Ylenia Lucisano e Ron e la pianista Giulia Mazzoni.
Nino Formicola ricorda quando ha conosciuto i City Angels: "Era una sera di tanti anni fa, c'era freddo e stavo attraversando Piazza San Babila. Trovai delle persone con basco blu e giubba rossa che si stavano amorevolmente occupando di quelli che allora chiamavo barboni, e adesso chiamo homeless. Conobbi così Mario Furlan e i City Angels, persone dal grande cuore. Cominciai così a collaborare con loro sotto traccia, fino a quando non mi hanno chiesto di diventare loro testimonial. Ho accettato con orgoglio. Fatelo anche voi, aiutate i City Angels ad aiutare. Dopo vi sentirete meglio."
Mario Furlan, fondatore degli Angels, ringrazia Formicola e dice: "E' un artista che ha saputo trasformare il dolore per la morte del suo migliore amico, Zuzzurro, in amore verso i più deboli. E lo manifesta con i City Angels." I City Angels sono volontari di strada d'emergenza in basco blu e giubba rossa. Aiutano i senzatetto, anche gestendo centri d'accoglienza per loro; e prevengono, con la loro presenza, la criminalità. Fondati nel 1994 a Milano da Mario Furlan, sono ora presenti in 18 città italiane e a Lugano, in Svizzera.

Redazione

Sondaggio tra delegati Fai Cisl Emilia Romagna sul lavoro nell'agroalimentare

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"Sicurezza, sottoinquadramenti e lavoro nero i problemi più diffusi"

Nell'ambito del lavoro nel settore agroalimentare la criticità maggiore riscontrata dal 36,8 per cento dei delegati della categoria degli agroalimentaristi (Fai) della Cisl Emilia-Romagna sembra essere quella dei sottoinquadramenti, seguito dal mancato rispetto di alcune norme di sicurezza (per il 26,3 per cento), dagli straordinari e dalle ore lavorate fuori busta (per il 21 per cento), dai contributi non versati (13,1 per cento) e dalle buste paga non corrispondenti al reale (13,1 per cento).

E' questo il risultato di un sondaggio che la Fai Cisl Emilia- Romagna ha eseguito su un campione di 190 delegati del comparto agroalimentare emiliano-romagnolo (dell'industria, dell'agricoltura e dei servizi) e la cui analisi completa, insieme ad una serie di proposte per il rilancio del settore, è stata presentata ieri pomeriggio, a Bologna, nell'ambito della giornata di mobilitazione nazionale 'L'Agroalimentare per la crescita, lo sviluppo e il lavoro'.
"La nostra analisi – sottolinea Davide Bergonzini, segretario generale regionale della categoria cislina - non ha di certo la pretesa di avere una valenza scientifica, tuttavia, visto anche lo speciale osservatorio dei 190 delegati Fai sparsi su tutto il territorio regionale da cui proviene, indica di sicuro delle problematiche frequenti che caratterizzano il mercato del lavoro dell'agroalimentare in regione".

Ad ogni modo, nonostante sottoinquadramenti, mancato rispetto di alcune norme di sicurezza, contributi non versati e buste paga non corrispondenti al reale rappresentino i problemi più diffusi, negli ultimi 5 anni, sono pochi i delegati che, in rappresentanza dei lavoratori, hanno promosso cause legali o vertenze sindacali per lavoro irregolare (solo il 7,7 per cento). Così come, sempre negli ultimi 5 anni, solo il 12,4 di loro ha riscontrato controlli in azienda da parte della medicina del lavoro, dell'ispettorato del lavoro o dell'Inps, con sanzioni nel 33,4 per cento dei casi.
Altra caratteristica molto diffusa nel campione di aziende analizzate è il frequente utilizzo dell'appalto (menzionato dal 69% dei delegati intervistati), che tuttavia sembra non avere alcuna correlazione diretta con la presenza di lavoro grigio o lavoro nero in azienda. Lavoro nero che non ha una presenza di primo piano se si considera il comparto agroalimentare in generale, mentre assume una grande rilevanza se il focus si sposta sul solo settore agricolo: il 34,2 per cento dei delegati ne ha segnalato la presenza nella propria azienda. "Tant'è – continua Bergonzini – che la stessa Commissione Europea l'ha posto come osservazione al PSR (Piano di Sviluppo Rurale) 2014-2020, chiedendo formalmente di affrontarlo con maggiore incisività".

In definitiva, "un sondaggio – prosegue Bergonzini – che seppure del tutto indicativo, dice chiaramente come ci sia la necessita di un'inversione di tendenza netta anche nel nostro settore". E tra le tante proposte presentate (dalla forestazione produttiva e sostenibile, al rilancio dell'industria, della pesca, del sistema allevatori, dei consorzi di bonifica) assume un ruolo centrale proprio quella sul lavoro regolare. Proposta con cui la Fai Cisl chiede sia di approvare in tempi rapidi una legge quadro che ben definisca la rete del lavoro in agricoltura, sia di non estendere i discussi voucher. Per questo lo stesso Luigi Sbarra, commissario della Fai Cisl nazionale, nelle scorse settimane ha chiesto con decisione che venga ripreso con urgenza il confronto con il ministro delle Politiche agricole Martina su tutte le emergenze dell'agro-industria. "Vogliamo – ha concluso il massimo dirigente nazionale - sollecitare la discussione del Collegato per il lavoro agricolo, sia in Senato che alla Camera.


Redazione

Bologna. Confabitare: stop alle occupazioni ripristiniamo la legalità

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Zanni"Occupare è bello? No, occupare è illegale ed è un atto che lede i diritti altrui. Le occupazioni a Bologna vanno bloccate subito, altrimenti il fenomeno diventerà incontrollabile". Alberto Zanni ( in foto ), Presidente nazionale di Confabitare – associazione proprietari immobiliari - , spara a zero contro quella " cultura dell'illegalità, di cui sono portatori Collettivi e gruppuscoli vari che strumentalizzano la disperazione di tanta gente per occupare abusivamente appartamenti o interi palazzi vuoti". Il tutto, secondo Zanni, sotto lo sguardo indifferente delle istituzioni, che "spesso danno l'impressione di non volere disturbare troppo questi signori, probabilmente per ragioni di ordine pubblico e per non alimentare tensioni sociali".
Il presidente di Confabitare ne ha un po' per tutti, ma il bersaglio principale è Palazzo d'Accursio: "il Comune è il maggiore responsabile di questa situazione – tuona Zanni - perché la gestione degli alloggi popolari è di sua competenza. Se centinaia di famiglie vivono il dramma di non trovare casa, Merola e compagni si devono porre qualche domanda e attivarsi concretamente per risolvere il problema. È la loro inerzia che di fatto favorisce il proliferare delle occupazioni".
Ma che fare di fronte ad un fenomeno che ormai è diventato di moda?
Confabitare ha un'unica ricetta: "le istituzioni facciano il loro dovere, cioè usino il pugno duro. Stop quindi alle occupazioni- incalza Zanni- perché se passa il messaggio che in fondo si tratta di azioni fatte a fin di bene, per dare un tetto a chi non ce l'ha, allora è il trionfo della cultura della illegalità ed il principio che chiunque può infrangere impunemente le regole. A tal proposito solleciteremo i gruppi parlamentari al governo perché approvino una proposta di legge che preveda pene detentive per i professionisti delle occupazioni. Non possiamo fare passare il principio che si può ottenere con la violenza ciò che va richiesto nel rispetto delle leggi". " L'Assessore Frascaroli – conclude Zanni- non si deve meravigliare se il protocollo sulle occupazioni è stato un flop perché, anche in questa occasione, non sono state coinvolte le associazioni dei proprietari".

Slp Cisl Emilia Romagna contro il piano industriale Poste Italiane

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"Il piano industriale annunciato da Poste Italiane è irricevibile perché indirizzato solo a fare finanza mentre abbandona il territorio, specie le parti economicamente più deboli. Difatti, la prevista chiusura di 53 uffici postali e la 'razionalizzazione' di altri 34 nella sola Emilia-Romagna, con il chiaro indirizzo a concentrare la presenza di Poste Italiane solo nelle zone più ricche, non solo rischia di minare ulteriormente la coesione sociale, ma anche di azzerare le grandi opportunità che la rete, fisica e infrastrutturale, potrebbe offrire ai cittadini e all'intera economia regionale".
E' questo il commento di Valerio Grillini, segretario regionale dei postelegrafonici (Slp) della Cisl, al termine di un incontro in cui il leader sindacale ha annunciato che verrà avviato un percorso di informazione e di mobilitazione con una serie di assemblee sui luoghi di lavoro. Inoltre, insieme alle categorie dei postelegrafonici della Cgil (Slc Cgil) e della Uil (Uil Poste), l'Slp aprirà formalmente un conflitto di lavoro contro l'azienda per la difesa dell'occupazione e dei servizi postali della regione.
Mobilitazione, quella della Cisl, già partita qualche giorno fa. Infatti, dopo che sono stati resi noti i primi numeri che parlavano di 600 'razionalizzazioni' di uffici postali e 450 chiusura in tutt'Italia, l'immediata risposta del sindacato cislino si è tradotta in una lettera di denuncia inviata ai presidenti dell'ANCI e dell'UNCEM, nazionali e regionali, e a tutti i sindaci dei comuni interessati dalle chiusure.
"Le 53 chiusure (11 nella provincia di Bologna e altrettanto a Parma, otto a Piacenza, sette a Ferrara, quattro a Modena, quattro a Forlì, quattro a Ravenna, tre a Reggio Emilia e una a Rimini) e le 34 'razionalizzazioni' nella nostra regione (10 a Modena, sei a Reggio Emilia, cinque a Bologna, tre a Ferrara, tre a Rimini, tre a Parma, due a Ravenna e una per ciascun territorio di Piacenza e Forlì-Cesena) – ha continuato Grillini – non faranno altro che aggravare ulteriormente una situazione già insostenibile a causa degli organici insufficienti. Una carenza di personale già endemica che non consente più la corretta copertura delle postazioni di sportello, delle sale di consulenza e di vendita dei prodotti finanziari, con aggravi di lavoro per gli addetti e disagi per la clientela che vede aumentare i tempi di attesa e la qualità dei servizi erogati"
"A ciò – prosegue il sindacalista – si aggiunga l'incognita ingenerata dal piano di consegna delle corrispondenze a giorni alterni. Un piano che sicuramente comporterà un'ulteriore riduzione di personale e di servizi alle popolazioni delle zone disagiate, che non solo vedranno il postino a giorni alterni, ma avranno gli uffici postali lontanissimi dalle loro abitazioni".
"Una situazione paradossale – rincara la dose il segretario regionale dei postelegrafonici della Cisl- che ci viene presentata proprio mentre il bilancio di Poste Italiane fa registrare ampi profitti per l'azienda. Profitti ottenuti in gran parte grazie agli enormi sacrifici fatti dai lavoratori in questi anni".
"Noi – ha concluso il segretario generale dell'Slp Cisl ER - ci opporremo con tutte le nostre forze a tagli indiscriminati che puntano con sfrontatezza solo a fare giochetti finanziari, sacrificando senza alcuna strategia aziendale i lavoratori, e, nello stesso tempo, danneggiano la collettività. Quella stessa collettività a cui, fin da ora, chiediamo scusa per i possibili disagi a cui potrà andare incontro nei prossimi giorni".

Redazione

Automobili Lamborghini: 2014, record di assunzioni

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Lamborghini neoassunti 2014 Il 2014 è stato un anno straordinario per Automobili Lamborghini non solo dal punto di vista commerciale (2.530 le auto vendute), dato che altri indicatori rimarcano la crescita della Casa di Sant'Agata Bolognese. Ben 192 sono state infatti le assunzioni di tecnici e specialisti altamente qualificati, che hanno portato il
totale dei dipendenti a tempo indeterminato a quota 1.175. Negli ultimi quattro anni sono state dunque quasi 500 le nuove assunzioni di personale, tutte con contratto a tempo indeterminato. Il trend di crescita è destinato a continuare nel 2015, con numeri altrettanto significativi.
Stephan Winkelmann, Presidente e AD di Automobili Lamborghini, ha commentato: "Lamborghini è in una fase di forte crescita sia nelle vendite sia nel numero dei dipendenti. I nostri investimenti significativi sul fronte delle risorse umane sono volti a ottenere eccellenza e miglioramento continuo. Nel 2015 prevediamo di assumere ancora".
Il focus di queste assunzioni sono stati i giovani: il 50% è rappresentato infatti da collaboratori sotto i 30 anni, in controtendenza rispetto al tasso di disoccupazione giovanile in Italia, con l'obiettivo di continuare ad investire sullo sviluppo delle competenze professionali.
Triplicato nell'ultimo anno il numero di giovani neodiplomati e neolaureati entrati in Azienda grazie al programma di apprendistato offerto da Lamborghini. Il programma include un percorso di formazione che, per le sue caratteristiche, si distingue nel panorama industriale italiano.
L'attenzione costante ai propri dipendenti e alle loro famiglie si traduce in molteplici attività ed iniziative volte a favorire l'equilibrio tra vita privata e professionale, tra cui un articolato programma di coinvolgimento incentrato su formazione, persone, benessere ed ambiente.
Lo stato di soddisfazione interna dei dipendenti è monitorato da un'analisi di clima che mostra anno dopo anno un trend in netta crescita. La qualità delle iniziative relative al welfare aziendale in Lamborghini ha portato inoltre l'Azienda di Sant'Agata ad aggiudicarsi nel 2014 prestigiosi riconoscimenti in tema di risorse umane, tra cui la certificazione Top Employer Italia 2014 e il Best Employer of Choice, quale azienda più desiderata dai neolaureati italiani.
"Lamborghini è impegnata a dimostrare concretamente la sua responsabilità verso la società. Abbiamo stretto da tempo importanti collaborazioni con le Istituzioni del territorio, con le Scuole e l'Università, poiché le competenze delle persone sono uno degli asset più importanti dell'Azienda e un motore di sviluppo della società. La partnership con la Fondazione Bologna Business School e il progetto DESI ("Dual Education System Italy", che intende combinare l'istruzione scolastica con la formazione professionale in azienda) sono due esempi concreti della nostra visione" ha aggiunto Umberto Tossini, Direttore Risorse Umane e Organizzazione di Lamborghini. "Un nostro punto di forza è anche il modello partecipativo su cui si fondano le relazioni sindacali, basato sul dialogo continuo e sulla collaborazione in tutti gli ambiti chiave della vita aziendale".

Redazione

Giornata della Memoria.L'iniziativa CISL Emilia Romagna

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Saranno due le iniziative messe in campo dalla Cisl Emilia Romagna per onorare la Giornata della Memoria: un seminario in collaborazione con l'Istoreco, Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea di Reggio Emilia, e, a marzo, un viaggio della memoria ad Auschwitz e Cracovia. Due tappe di uno stesso percorso che porterà il sindacato di via Milazzo a riflettere sulle pagine più nere della seconda guerra mondiale e, in particolare, sul dramma infinito della Shoah.
Il primo degli appuntamenti si terrà il prossimo 29 gennaio, dalle ore 9.30 alle 13.00, a Bologna, in via Milazzo 16, dove la Cisl Emilia Romagna, in collaborazione con Istoreco, Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea di Reggio Emilia, ha organizzato un approfondimento storico basato su due narrazioni:
"Dalla via Emilia aa Auschwitz": la nostra storia. Storie di deportazione emiliana e il progetto nazista di sterminio (a cura di Matthias Durchfeld)
"Arte e Shoah". L'arte il cui linguaggio "altro" ci aiuta ad accostarci al dolore dei campi (a cura di Salvatore Trapani).
La seconda iniziativa, naturale prosecuzione e conclusione della prima, vedrà quasi cento operatori, delegati, attivisti della Cisl regionale impegnati in un viaggio della memoria e di studio che, tra il 17 e il 21 marzo 2015, li porterà ad Auschwitz e Cracovia. Un viaggio che permetterà di esplorare la tragica storia recente di questa area d'Europa, ricostruendo alcune esperienze significative della vita degli ebrei a Cracovia. A partire dalla vita del ghetto, in particolare a Podgórze e Kazimierz, per poi continuare nella visita a musei, chiese, monasteri, campi di concentramento (Auschwitz II Birkenau - Auschwitz I Stammlager, Auschwitz III – Buna / campo di Monowitz )e, infine, incontrare i colleghi e amici del sindacato Solidarnosc.
Un'occasione educativa per affrontare la storia contemporanea nelle sue pagine più tragiche, per vedere con i propri occhi gli orrori compiuti dalle dittature e per meglio capire la nascita delle nostre democrazie. "Impegnarsi in riflessioni, approfondimenti, viaggi e studi su quella tragica e inaccettabile pagina della Storia chiamata Shoah – ha commentato Giorgio Graziani – è doveroso per non dimenticare e per tramandare alle nuove generazione ~ciò che non si dovrà mai più ripetersi". "In quest'ottica – ha concluso il sindacalista della Cisl - gli insegnamenti del nostro passato possano essere una delle basi più solide su cui poggiare queste nostre speranze".

Redazione

Dimissioni Sindaco di Cetraro per chiusura Commissariato P.S., Romano ( SIULP ) esprime solidarietà

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L'atto di coraggio relativo alle dimissioni del Sindaco del Comune di Cetraro, presentate in via preventiva e per protesta contro la chiusura del Commissariato della Polizia di Stato, sono un esempio di effettivo servizio ai cittadini e di esemplare interpretazione della funzione di amministratore della cosa pubblica che non può cadere nel vuoto o inascoltato dai vertici del Dipartimento ma, soprattutto dal Ministro dell'Interno in capo al quale c'è la duplice responsabilità politica di Autorità nazionale della Pubblica Sicurezza e di coordinatore degli enti locali territoriali.
Utilizzare a pretesto, dopo oltre dieci anni che incombe la minaccia, il rischio frane del territorio contiguo a quello dov'era ubicato l'ufficio di polizia, è assolutamente inaccettabile per il Siulp, così come per il Sindaco e tutti i cittadini di quel territorio.
Lo afferma Felice Romano, Segretario Generale del Siulp, in una nota nella quale, nel commentare la delibera del Sindaco di Cetraro e delle sue dimissioni per protesta contro la chiusura dell'ufficio di polizia, manifesta solidarietà e totale vicinanza al Sindaco e a tutta la comunità di Cetraro per questa incomprensibile e inaccettabile decisione di tagliare l'unico avamposto di frontiera, in un territorio martoriato dalla 'ndrangheta crocevia di interesse dei loschi affari della criminalità organizzata campana e calabrese, fa appello al ministro Alfano affinché non rimanga inerte di fronte ad un gesto eclatante ma anche esemplare per difendere il diritto alla sicurezza del proprio territorio e dei cittadini che rappresenta.
Noi, conclude il leader del Siulp, saremo a fianco del Sindaco in tutte le iniziative affinché il ministro Alfano riveda questa scellerata decisione anche alla luce della totale disponibilità da parte dell'Amministrazione comunale di mettere a disposizione della Polizia di Stato la stessa sede della giunta.
Ora non ci sono più alibi: si restituisca il Commissariato a Cetraro e si taglino invece le articolazioni centrali che ormai sono troppe e non prioritarie rispetto al diritto della sicurezza dei cittadini.

Redazione

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