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Bologna. Palmieri (Fnp Cisl) ”No alla chiusura degli uffici postali”

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Cisl Palmieri

Bologna. Anche i pensionati della Cisl intervengono sulla notizia della possibile prossima chiusura di ben 11 uffici postali nel territorio dell'area metropolitana bolognese.
"Quello della chiusura degli uffici decentrati – dichiara Sergio Palmieri, segretario generale dei pensionati Cisl dell'Area metropolitana bolognese - è un tema che ciclicamente viene riproposto da Poste Italiane, azienda che rappresenta o, meglio, dovrebbe ancora rappresentare un segmento importante dei servizi pubblici italiani".
"Bisogna invece constatare, con dispiacere – continua il segretario Fnp- che la priorità di Poste Italiane non è più, da tempo, quella di assicurare un servizio qualitativamente sufficiente a soddisfare le necessità di aree territoriali e di fasce di cittadinanza, per le quali la presenza la presenza o meno di un ufficio postale o del portalettere fanno una enorme differenza. Penso ad esempio ai territori montani, ai paesi della profonda campagna oppure, alla popolazione più anziana o comunque più in difficoltà a potersi spostare, magari anche per molti chilometri, solo per ritirare una banale raccomandata".
"Proprio perché stiamo parlando di un servizio pubblico – sottolinea Palmieri - ancora fondamentale per molti, le logiche di gestione aziendale non possono essere improntate al raggiungimento di puri obiettivi economicistici -magari anche incentivati- ma devono rispondere, prima di tutto, a quel concetto di responsabilità sociale che Poste Italiane non può permettersi di ignorare. La Fnp Cisl, è pronto a schierarsi a fianco dei colleghi della categoria del settore, in una battaglia sacrosanta, sia per i dipendenti delle Poste che per la cittadinanza".
" Mi auguro – conclude il segretario dei pensionati Cisl - che anche i sindaci, a partire da quelli dei comuni che potrebbero subire le maggiori criticità, possano unirsi alla mobilitazione proclamata dalla categoria dei postali. Auspichiamo che la dirigenza di Poste Italiane abbandoni la tattica dei 'pesci in barile', mettendo tutte le carte in tavola, perché , oltre ai lavoratori, le popolazioni dei comuni interessati hanno tutto il diritto di essere informate preventivamente, non a scelte già decise e dunque irrevocabili".
Redazione