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Conselice, Gianfranco Fabbri in corsa a Sindaco per la lista "Con Voi – Insieme per Ripartire"

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FABBRI ConseliceGià vicesindaco dell'attuale amministrazione, Fabbri, uomo di esperienza, in corsa per la fascia tricolore contro il giovane condidato del Pd.  Presentato un programma concreto che mette in primo piano la sicurezza dei territori


Conselice. La sfida è iniziata per la poltrona da Sindaco nel piccolo comune vittima dell''alluvione in romagna. Giovedi sera, infatti, è stato presentato il candidato della neo lista civica di cui riportiamo il comunicato ufficiale:

E' Gianfranco Fabbri il candidato sindaco della lista civica 'Con Voi – Insieme per Ripartire' che correrà alla tornata amministrativa dell'8 e 9 giugno per la fascia tricolore del municipio di Conselice. Fabbri, 69 anni e pensionato dopo una lunga carriera da tecnico nel Comune di Sant'Agata sul Santerno, è stato vice-sindaco del Comune di Conselice dal 28 maggio 2019 allo scorso 9 gennaio. Un ruolo fiduciario per la gestione di deleghe rilevanti come quelle alla Polizia locale, all'Urbanistica ed ai Lavori pubblici. "Un impegno che mi prendo con il cuore e con la testa perché credo nel progetto e nel gruppo che si è creato – sono state le prime parole di Fabbri davanti alle centinaia di persone che si sono date appuntamento ieri sera al Planet Kart Romagna -. Un percorso durante il quale saranno vincolanti la capacità di ascoltare le persone e raccogliere le tante istanze di una comunità fatta di eccellenze. Ma anche la condivisione, quella vera e non solo a parole, e la partecipazione. Oltre alle competenze come nell'ambito della messa in sicurezza idraulica del territorio". Ma non è tutto: "La nostra visione di gestione della macchina comunale è quella della piramide rovesciata dove sarà l'intero gruppo di lavoro ad avvallare le scelte più importanti. Anacronistico pensare all'idea di un uomo solo al comando come piace a qualcuno – ha aggiunto -. Massima attenzione al potenziamento della sinergia con le consulte, con le associazioni e con i comitati perché sono loro che ogni giorno raccolgono e intercettano con impegno le concrete necessità delle persone. Idee chiare anche a livello amministrativo: "Consiglieri delegati sempre più partecipi della quotidianità amministrativa e a supporto del lavoro degli assessori che saranno scelti per competenze. Una libertà decisionale che possiamo permetterci perché siamo una lista civica apartitica lontana da quelle obsolete logiche che vedono i giochi di partito prevalere sulla meritocrazia – ha sottolineato Fabbri, sostenuto dalla presenza e testimonianza di Mattia Galli, sindaco di Bagnara, il quale in apertura alla serata ha portato la sua esperienza personale, di come sia possibile amministrare un comune anche senza un sostegno partitico-. Il sindaco? Una figura di coordinamento come un bravo team leader. Poi, ovviamente, il compito istituzionale di rappresentare la comunità di Conselice, Lavezzola e San Patrizio presso tutti gli enti e nei tavoli in cui si tratta del bene comune. Ultima, ma non per importanza, anche l'intenzione di favorire un tavolo di lavoro con i professionisti del settore socio-sanitario al fine di garantire una mappatura/monitoraggio degli abitanti del territorio comunale in stato di fragilità". Un impegno genuino senza promesse di facciata: "Che sono ormai fuoritempo e non è di certo quello che vuole la gente – ha concluso -. Guardiamo alla realtà dei bisogni del territorio da soddisfare con i mezzi e le strutture che abbiamo a disposizione. Vantiamo un tessuto economico e imprenditoriale di assoluta eccellenza e un cuore grande come abbiamo dimostrato durante l'alluvione rimboccandoci le maniche in silenzio".

Redazione

Conselice. Politica in fermento, "Con voi – Insieme per Ripartire" in corsa alle amministrative

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simbolo CON VOIIl movimento civico presentarà il 7 marzo il candidato alla fascia tricolore del municipio di Conselice

Conselice. Da associazione culturale a lista civica alle prossime amminisstrative è la prosecuzione di una corsa che brucia le tappe. Questo il prossimo passo di responsabilità e bene comune di "Con voi – Insieme per Ripartire" che guarda al Municipio di Conselice. La realtà associativa, che si è costituita lo scorso 10 Gennaio grazie alla comunione d'intenti di 20 soci fondatori e si è presentata alla cittadinanza a metà mese in un partecipato incontro pubblico, ha deciso di fare un altro passo in avanti. "La straordinaria risposta della gente, sfociata nella presenza di oltre 300 partecipanti alla serata di presentazione dell'associazione al Romagna Karting, è stata la scintilla che ha acceso la miccia dell'idea di prenderci un impegno più grande con le comunità di Conselice, Lavezzola e San Patrizio – spiega Alice Fusco, presidente di "Con voi – Insieme per Ripartire" . Ma anche le idee, i pareri e i consigli che sono arrivati copiosi sulla nostra mail e sui canali social da parte di tanti concittadini. Ecco, così abbiamo capito di essere sulla strada giusta per diventare portavoce delle istanze delle persone. E' per noi una soddisfazione quindi, dopo aver condiviso la decisione all'unanimità con i nostri associati, annunciare che 'Con voi – Insieme per Ripartire' scenderà in campo e darà vita ad una lista civica, che correrà per le elezioni amministrative di Conselice del prossimo giugno". Non solo. "Il nostro sarà un progetto civico vero dove, al posto delle ormai anacronistiche logiche di partito, conteranno le persone e i fatti – aggiunge -. Lo abbiamo sempre dichiarato: con noi il dialogo sarà aperto a tutti coloro che hanno a cuore il bene del territorio e sentono di poter dare il proprio contributo per scrivere una nuova pagina nella storia di Conselice, Lavezzola e San Patrizio. E' bello percepire ogni giorno l'entusiasmo e l'attivismo della gente. Dalle parole di supporto a quella fiducia che traspare negli sguardi per materializzare il sogno di garantire al territorio un futuro migliore. Per questo motivo vogliamo incontrarvi per ascoltare le vostre idee ed esigenze per creare un programma di tutti.".

Redazione

Casa della Comunità a Castel Maggiore, protocollo di intesa tra comune e AUSL Bologna

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Belinda GottardiNella seduta del 31 gennaio l'assessore Paolo Gurgone ha illustrato i contenuti del protocollo d'intesa tra il Comune di Castel Maggiore e l'Azienda U.S.L. di Bologna per la realizzazione del primo stralcio della nuova Casa della comunità.

Le Casa della Comunità rappresentano punti di riferimento certi per i cittadini, in grado di coniugare competenze multidisciplinari e professionali, offrire garanzia di continuità assistenziale, operare per programmi condivisi di integrazione sociale e sanitaria, ridurre gli accessi da codice bianco a livello di pronto soccorso, dando risposte adeguate e tempestive alle attuali necessità sociosanitarie del bacino di utenza: un punto di accoglienza, orientamento ed erogazione dei servizi sanitari, socio sanitari e socio assistenziali rivolti alla popolazione.

Con il protocollo il comune si impegna a mettere a disposizione dell'Azienda USL lo Studio di Fattibilità Tecnica ed Economica già realizzato nel 2023, fornire l'area di edificazione, erogare un contributo di 2 milioni di euro sui 6 milioni totali necessari alla realizzazione dell'opera. La progettazione esecutiva e la realizzazione dell'opera saranno in capo all'Azienda USL.

L'intesa riguarda la realizzazione di un primo stralcio di 2000 mq, destinato ad essere implementato in fase successive, e consentirà la riqualificazione di una superficie che oggi è un'area incolta tra il centro Le Piazze e via Galliera e che verrà riqualificata dall'opera, con anche la realizzazione di un parco.

Paolo Gurgone ha sottolineato che "l'amministrazione con l'opera si pone l'obiettivo di dare spazi adeguati ai servizi oggi necessari: il punto unico di accesso alle prestazioni sanitarie, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, medici specialistici, infermieri di comunità per l'erogazione di terapie croniche, un centro vaccinale pediatrico di riferimento per la pediatria territoriale pianura est, il presidio potenziato dei servizi di neuropsichiatria infantile e dell'età evolutiva oggi costretto in spazi insufficienti, gli assistenti sociali oggi dislocati altrove, il servizio integrato sociosanitario per migliorare la tutela della donna, della mamma, del bambino e delle famiglie in un'ottica moderna di medicina di genere, i servizi integrati per la tutela di cittadini anziani a fragili. La nuova struttura supererà gli spazi ormai obsoleti del poliambulatorio di Castel Maggiore".

La Sindaca Belinda Gottardi commenta: "la realizzazione della nuova Casa della Comunità è di importanza determinante per rispondere appieno e con efficacia ai bisogni assistenziali del territorio, resi ancora più evidenti dall'emergenza pandemica, approntando gli strumenti necessari a potenziare ulteriormente la medicina di prossimità. E' un traguardo significativo per la nostra comunità e il nostro benessere".

Dopo l'apposizione formale delle firme, il protocollo d'intesa sarà trasmesso all'assemblea legislativa dell'Emilia – Romagna per essere inserito tra le proposte dell'accordo di programma VII fase per il settore degli investimenti sanitari, ai sensi dell'art. 20 della L.67/88, per perfezionare il finanziamento pari a € 4.000.000 mediante la sottoscrizione del suddetto accordo tra Regione Emilia-Romagna e il Ministero della Salute.

Il protocollo è stato approvato con il voto favorevole della maggioranza PD e lista Bene in Comune e l'astensione di Fratelli d'Italia, Movimento 5 Stelle e Gruppo Misto.

Redazione

Riforma Cartabia, tra dubbi e domande, da oggi cambia il processo penale. Efficienza = giustizia?

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Giunchedi Filippo AvvocatoL'opinione di Filippo Giunchedi – Professore associato di Diritto processuale penale e avvocato

Oggi 30 dicembre 2022 entra in vigore il decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150, più comunemente noto come Riforma Cartabia.
Una gestazione lunga che, da ultimo, ha portato ad un posticipo rispetto alla data originariamente fissata per l'entrata in vigore – lo scorso 2 novembre –, conseguenza di carenze strutturali, soprattutto informatiche, che avrebbero impedito il regolare svolgimento dell'attività richiesta dalle molteplici modifiche e dai relativi adempimenti procedurali.
Epperò, l'esigenza di raggiungere gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (P.N.R.R.) per accedere ai fondi dell'Unione europea non consente di attendere ancora. Quindi, da oggi siamo di fronte ad un nuovo modello di accertamento dei reati. Il numero degli articoli del codice di procedura penale modificati e di nuovo conio è impressionante, quasi duecento, benché all'apparenza le differenze non paiono incidere sull'ideologia, dato che l'impianto normativo è costruito su quello originario, il codice Vassalli entrato in vigore il 24 ottobre 1989.
Fermarsi a questo dato sarebbe fuorviante, però, posto che, proprio nel segno dell'impegno europeo, la giustizia cambia volto, l'ennesimo per questo codice, facendo evaporare le lodevoli finalità che si proponeva il legislatore di quel lontano – non solo cronologicamente, ma soprattutto ideologicamente – 1989. Quel modello di processo puntava ad un cognitivismo fondato sul contraddittorio delle parti per formare la prova, consapevole che dal confronto tra gli antagonisti si possa attingere alle conoscenze di cui sono depositari testimoni, consulenti tecnici, periti e parti stesse.
Il limite di un simile metodo euristico è quello dell'importante dispendio di risorse, tanto che veniva escogitata la soluzione: la maggior parte dei processi dovevano celebrarsi con metodologie accertative differenti e meno dispendiose, ricorrendo ai procedimenti semplificati come il giudizio abbreviato che rinuncia proprio al contraddittorio per la formazione della prova o il patteggiamento della pena che, addirittura, costituisce una rinuncia all'accertamento in virtù di un accordo sulla pena da applicare all'imputato.
Nel corso degli anni gli incentivi verso queste forme di giustizia "sommaria" – ove quale "premio" per l'imputato che rinuncia ad un processo "virtuoso", lo Stato è disposto a forti sconti in termini di pena – sono stati incrementati, perdendo di vista l'obiettivo originario.
Oggi, con il modello introdotto dalla Riforma Cartabia, questo scivolamento verso succedanei di un accertamento efficace ha subito una forte accelerazione puntando con decisione verso forme di a-cognitivismo nel segno dell'efficienza della giustizia penale quale passaggio obbligato per il raggiungimento degli obiettivi del P.N.R.R. che prevedono, entro il 2026, la riduzione del 25% della durata media dei tre gradi del processo penale anche grazie alla sua transizione digitale e telematica.
Un altro punto di forza è rappresentato dall'incentivare forme di giustizia riparativa, fondate in buona parte sull'emenda del presunto reo e sulla conciliazione con la vittima del reato.
Insomma, una metodologia di accertamento estremamente ridimensionata, soprattutto se si pensa ai buoni propositi del 1989, in gran parte immediatamente sacrificati verso forme più snelle e meno garantistiche, ammantate dal principio secondo cui la contropartita per un accertamento sommario possa essere costituita da una pena ridotta.
Oggi, invece, si punta a forme di riparazione e conciliazione tendenti a ridurre l'accertamento, in vista di incentivi sempre maggiori. È sufficiente far riferimento al "premio" per l'imputato condannato con il giudizio abbreviato, stimolato a non impugnare in virtù della diminuzione di un sesto della pena irrogatagli.
Insomma, un sistema giudiziario che si pone quale obiettivo principale quello di "far presto" possibilmente con l'impiego di risorse minime... L'aspetto della qualità della verifica della responsabilità dell'imputato viene relegato ai margini.
Rimane irrisolta una questione: ma è proprio vero che efficienza del processo equivalga a giustizia?

Filippo Giunchedi

MANOVRA: Romano (SIULP), misure insufficienti per funzionamento della macchina sicurezza

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FELICE ROMANOGoverno individui altro mezzo per interventi urgenti

L'esclusione di alcuni emendamenti al testo della manovra in discussione, anche alla luce degli impegni preannunciati dall'esecutivo, ci lascia perplessi perché non è il segnale che ci aspettavamo per dare le urgenti necessarie risposte alle criticità che possono minare il funzionamento della macchina della sicurezza.

Così Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, il più grande sindacato del Comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, commenta la notizia della mancata approvazione da parte della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati di alcuni emendamenti ritenuti essenziali per scongiurare le gravi criticità della "macchina della sicurezza" causate dai tagli apportati dalla spending review e dalla riforma Madia.

La sorpresa aumenta soprattutto quando accertiamo che tra gli emendamenti bocciati ve ne sono alcuni estremamente importanti, perché attinenti all'assetto ordinamentale e urgenti per garantire la funzionalità dell'intero sistema, ma a basso impatto economico quali, ad esempio, la semplificazione delle procedure assunzionali, lo scorrimento delle graduatorie, i passaggi tra ruoli per le qualifiche apicali senza le quali non si possono tenere aperti determinati uffici, ovvero gli interventi perequativi sul piano previdenziale rispetto alle penalizzazioni imposte dalla specificità del lavoro che facciamo al servizio dei cittadini e del Paese per garantire la democrazia, l'ordine e la sicurezza pubblica oltre che la lotta alla criminalità.

Siamo fiduciosi, conclude il leader del SIULP facendo appello a tutto il senso di responsabilità ma anche la conoscenza diretta del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, che i limiti e le esigenze che insistono sul varo della legge di stabilità non faranno venir meno l'impegno assunto dal Premier, dal Ministro Piantedosi e dall'intero governo verso le donne e gli uomini in uniforme e che tale impegno, per la risoluzione delle richiamate urgenti criticità troverà soluzione se non nella legge di bilancio, sicuramente in altro provvedimento attinente la sicurezza che, comunque, deve essere approvato entro la fine dell'anno.

Attendiamo fiduciosi questo termine prima di trarre un bilancio definitivo dell'azione dell'esecutivo verso il mondo della sicurezza e delle donne e degli uomini che la garantiscono anche a costo della propria vita.

Redazione

Giustizia, intercettazioni e separazione delle carriere nel segno della Costituzione

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Filippo GiunchediL'opinione di Filippo Giunchedi – Professore associato di Diritto processuale penale e avvocato

Il neo Guardasigilli Carlo Nordio, magistrato di lungo corso ed esperienza, la scorsa settimana, intervenendo presso le Commissioni Giustizia di Senato (6 dicembre) e Camera (7 dicembre), ha illustrato le linee programmatiche del proprio Dicastero che prevedono, tra gli altri, due temi estremamente importanti per la "qualità" della giustizia, ovvero la rivisitazione della disciplina delle intercettazioni (telefoniche, ambientali, telematiche e, quelle più insidiose, costituite dall'utilizzo del captatore informatico mediante il quale, con l'inoculazione di un virus nello smartphone dell'intercettato, l'autorità giudiziaria accede ad un'infinità di dati che riguardano la vita privata della persona, in gran parte non necessari al fine dell'indagine), nonché l'annosa questione della separazione delle carriere dei magistrati, creando due ordini a sé stanti: da una parte, la magistratura giudicante; dall'altra, quella inquirente, ovvero i pubblici ministeri.
Si tratta di aspetti dibattuti da tempo, la cui delicatezza per gli equilibri dell'accertamento penale sono immediatamente percettibili anche per chi giurista non è. Innanzi tutto, perché il grado di civiltà di un Paese si misura dalla credibilità della giustizia, ma anche – e soprattutto – perché si tratta di due settori che ammantano punti nevralgici della politica giudiziaria, sebbene debbano essere ancorati fermamente alla Costituzione che non ammette deroghe.
Le reazioni non sono mancate. Se la Magistratura sta già insorgendo, l'Avvocatura si vede riconosciuti gli importanti sforzi, effettuati in questi anni, per offrire legalità al processo penale.
I motivi di posizioni poste a latitudini contrapposte sono facilmente comprensibili. È sufficiente limitarsi ad osservare la piegatura assunta da qualche lustro nell'utilizzo delle intercettazioni le quali, da strumento utilizzabile esclusivamente quando gli altri mezzi di ricerca della prova non consentono la progressione delle indagini, oramai caratterizzano, per la loro esclusività, gli accertamenti. Con tutti i limiti che ne conseguono, in particolare quando l'interpretazione dei risultati delle intercettazioni è offerta da chi persegue una determinata ipotesi investigativa e che le utilizza anche per fondare provvedimenti limitativi della libertà personale. Pertanto, riportare il loro utilizzo al ruolo originariamente assegnatogli dal legislatore – la "indispensabilità per la prosecuzione delle indagini" – implica un diverso atteggiamento degli inquirenti che dovranno concentrarsi ed impegnarsi sui tradizionali strumenti delle sommarie informazioni testimoniali, dei servizi di osservazione, pedinamento, etc.; mezzi di indagine meno esposti alle insidiose ambiguità insite nel linguaggio criptico che caratterizza le intercettazioni.
Il ridimensionamento dell'utilizzo delle intercettazioni comporterà, peraltro, la disponibilità di minor materiale da pubblicare con la conseguente limitazione all'odioso "processo mediatico" che incide sulla costituzionalizzata considerazione di non colpevolezza dell'accusato sino alla sentenza definitiva. Anche da questo punto di vista, il Ministro della Giustizia ha assunto una ferma e garantistica posizione.
La separazione delle carriere, da ultimo. Un processo ove le parti tra loro antagoniste, accusato e pubblico ministero, devono essere tra loro equidistanti, ovvero terze (per gli studenti si utilizza l'efficace immagine del triangolo equilatero), risulta irrimediabilmente compromesso, anche sul piano formale, se il giudice ed una parte, il pubblico ministero, appartengono allo stesso ordine. Difficilmente, infatti, potrà realizzarsi quell'equidistanza presidiata dalla Costituzione, considerato che – come spiega la Corte europea – in una società democratica anche le apparenze contano. Da qui, la necessità e la volontà di (finalmente!) separare le due carriere e i relativi ordini.
Insomma, un programma che, nel segno della Costituzione, schiude orizzonti garantistici e fa guardare al futuro della giustizia con fiducia...

Filippo Giunchedi

Il sindaco Lepore è diventato Presidente del Consiglio delle Autonomie locali

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LeporeIl sindaco di Bologna e della Città metropolitana Matteo Lepore ha assunto lunedì la carica di Presidente del Consiglio delle Autonomie locali (CAL), l'organo di rappresentanza, consultazione e coordinamento tra la Regione Emilia-Romagna e gli Enti locali.

I membri di diritto del CAL sono il Sindaco della Città metropolitana di Bologna, i Presidente delle Province, i Sindaci dei Comuni capoluogo e dei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, che ieri hanno scelto Lepore come Presidente, a maggioranza assoluta dei componenti CAL e all'unanimità dei presenti. La durata della carica è di 2 anni e mezzo.
Il presidente uscente era il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi.

"Assumo questo incarico – è il commento di Lepore - per rafforzare il dialogo tra enti locali e Regione. Si tratta di una opportunità per rafforzare un lavoro istituzionale nell'interesse comune di affrontare e risolvere i problemi di cittadini e cittadine e di tutti i territori. Ringrazio il Presidente uscente Vecchi e la struttura tecnica del CAL per il lavoro svolto in una fase difficile come quella pandemica e ringrazio gli altri Sindaci e Presidenti per la fiducia che mi è stata riservata."

Redazione

Castel Maggiore (BO). Contrasto all’evasione ed elusione fiscale: recupero con attenzione al sociale

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Cavalieri Comune Castel Maggiore. In materia di lotta all'evasione e all'elusione, l'assessore al bilancio Matteo Cavalieri annuncia l'affidamento alla Cooperativa Sociale Fraternità Sistemi delle attività di recupero dell'evasione e elusione fiscale

L'azione di Fraternità Sistemi si baserà sulle segnalazioni qualificate e sulla perequazione catastale.
Le segnalazioni qualificate sono quelle segnalazioni che gli enti locali rilevano e segnalano direttamente all'Agenzia delle Entrate risultanti da 4 ambiti di verifica individuati dalla normativa (urbanistica, proprietà edilizia e patrimoniale; residenze fittizie all'estero; disponibilità di beni indicativi di capacità contributiva). Queste segnalazioni fanno quindi scattare controlli da parte dell'Agenzia che riconosce per il primo anno il 100% di quanto recuperato all'ente che ha fatto la segnalazione.
La perequazione catastale interviene invece sulle rendite degli immobili: l'inventario del patrimonio immobiliare italiano, su cui si basa gran parte della fiscalità locale, poggia su un impianto normativo del 1939, la cui ultima modifica è di 30 anni fa. La prassi consolidata è quella di pagare le imposte su rendite che hanno poco a che vedere con il reale valore dell'immobile: la verifica delle rendite degli immobili in applicazione delle norme ha quindi l'obiettivo di far emergere l'eventuale elusione fiscale.

Fraternità Sistemi, con sede a Brescia, è una cooperativa sociale che ha conseguito importanti risultati nel settore ed ha come mission l'integrazione sociale dei cittadini, in particolare l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate, ed è già attiva in diversi comuni del bolognese, dove ha creato posti di lavoro nel settore.

Matteo Cavalieri ( in foto  osserva: "chiaramente i risultati non saranno immediati, ci vogliono 2/3 anni per avere i primi recuperi, ma a costo zero (l'agenzia lavora a percentuale sulle somme riscosse), il risultato che potremmo acquisire è triplice: somme che diversamente non avremmo mai avuto e che possiamo investire sul territorio, creare posti di lavoro sul territorio con una mission sociale, proseguire l'attività di lotta all'evasione ed elusione fiscale".

Redazione

Matteo Lepore proclamato sindaco di Bologna e della Città metropolitana

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LeporeOggi lunedì 11 ottobre, alle ore 11, Matteo Lepore è stato proclamato Sindaco di Bologna, in seguito alla conclusione delle operazioni di verifica e accertamento dei risultati elettorali. Contestualmente – come previsto dalla legge – Lepore diventa anche sindaco della Città metropolitana.

Il Sindaco eletto convocherà, entro 10 giorni dalla proclamazione, la prima seduta del Consiglio Comunale di Bologna da tenersi entro i successivi 10 giorni. In quella occasione si procederà alla convalida degli eletti, alle elezioni del Presidente e del Vice Presidente del Consiglio Comunale, al giuramento del Sindaco e alla comunicazione dei membri di Giunta.

Entro 60 giorni si svolgeranno invece le elezioni del nuovo Consiglio metropolitano. Si tratta di elezioni di secondo grado nelle quali saranno chiamati al voto Sindaci e Consiglieri comunali dei 55 comuni della città metropolitana.

Redazione

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