Il futuro politico del paese può essere solo di espressione liberale, IV ancora troppo sbilanciata a sinistra
Roma. Si è appena conclusa la prima assemblea nazionale di Italia Viva dove il leader, Matteo Renzi, ha illustrato il percorso e le priorità del neonato partito. Una due giorni ricca di interventi da parte degli esponenti di spicco del movimento che punta a raggiungere una percentuale importante di consenso popolare. I temi toccati sono stati a 360 gradi, dalla prescrizione, tema caldo dell'agenda di Governo, all'organizzazione sul territorio.
Una crescita, quella di Italia Viva, possibile solo se la dirigenza non resta, ideologicamente, ancora nell'orbita del Partito Democratico ma trovi la forza di uscirne definitivamente con l'apertura ai vari livelli di responsabilità e coordinamento a persone provenienti dell'area liberale e del cdx moderato che oggi non si non si riconoscono più in una destra dallo spirito sovranista, intollerante e senza strategie programmatiche per il futuro del paese.
Daniele Baldini



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" Nessuna vicinanza alle attività e imprese montane"
Le dimissioni del presidente dell'Unione Davide Ranalli confermano il momento delicato che sta attraversando l'Unione dei Comuni della Bassa Romagna ma anche la debolezza del partito di maggioranza, che esprime 7 dei 9 sindaci, a gestire questa fase delicata avvenuta in piena campagna elettorale. La mancanza di una visione coesa indebolisce la Bassa Romagna nel dialogo e nella competitività con gli altri territori della provincia. Inoltre, queste dimissioni arrivano prima della presentazione, discussione ed approvazione del DUP 2020-2022 e del bilancio di previsione 2020.
Nel capoluogo felsineo, sabato 30, Renzi presenta il nuovo progetto politico






















