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Al Teatro Dehon di Bologna in scena "Favole da incubo - viaggio nella manipolazione affettiva"

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ROBERTA BRUZZONEBologna. Martedì 2 aprile ore 21 è già da mesi tutto esaurito per Roberta Bruzzone, in scena al Teatro Dehon di Bologna con 'Favole da incubo - viaggio nella manipolazione affettiva'. La criminologa da sempre in prima linea contro la violenza sulle donne racconterà i casi di cronaca nera tra i più sconvolgenti degli ultimi anni. Un'analisi lucida e necessaria degli stereotipi di genere che hanno provocato queste tragedie annunciate, per sconfiggerli una volta per tutte.

I maschi sono intelligenti, le femmine sono utili. I maschi sono "progettati" per comandare, le femmine per accudire. Gli uomini devono provvedere economicamente alla famiglia e realizzarsi nel lavoro, le donne devono stare a casa. Questi sono solo alcuni degli stereotipi di genere più comuni che ancora permeano la nostra cultura. Pensate che siano in gran parte retaggi di un passato ormai superato? No non è affatto così. Gli stereotipi di genere sono tra noi, ogni giorno. E no, non sono affatto "innocui", come molti sembrano considerarli. Attraverso la ricostruzione di alcuni casi di femminicidio tra i più sconvolgenti degli ultimi anni, Roberta Bruzzone, la cui narrazione è accompagnata da musica dal vivo, analizza i principali preconcetti culturali e sociali che hanno operato in queste vicende inconcepibili, eppure reali.

Stereotipi, pregiudizi e tabù a cui hanno obbedito un po' tutti: le vittime, gli assassini, l'opinione pubblica e perfino i media che ne hanno parlato. Il quadro che ne emerge non è consolatorio: le idee sessiste sono ancora molto radicate, in ognuno di noi, senza distinzioni di condizione economica e culturale. Lungi dal voler giudicare, ma con lucidità e senza fare sconti a nessuno, Favole da incubo intende aiutarci a prendere coscienza di quelle voci che parlano dentro di noi, che ci spingono ancora, nostro malgrado, a fare distinzioni di genere nella vita di ogni giorno. Perché la presa di coscienza è il primo, necessario passo per cominciare a scardinare questi schemi mentali e fare in modo che crimini tanto orribili non trovino più un terreno in cui mettere radici, crescere e riprodursi. Intervenire in tempo per fermare l'escalation è possibile, e soprattutto è possibile innescare quel profondo cambiamento culturale che può mettere fine una volta per tutte alla violenza sulle donne.

Roberta Bruzzone, laureata in Psicologia Clinica, è Psicologa Forense e Criminologa, esperta nelle tecniche di analisi, valutazione e diagnosi di abuso nei confronti di minori e nell'ambito della violenza sulle donne. Nominata ambasciatrice del Telefono Rosa Onlus nel mondo nel 2012. È autrice di numerosi libri in materia di Psicologia e Criminologia Investigativa, Criminal profiling, forme criminali emergenti, casi di omicidio e ha all'attivo innumerevoli pubblicazioni, sia scientifiche che divulgative, dedicate alla Psicologia e alla Criminologia Investigativa.

Redazione

Teatro Dehon Bologna: mercoledì 27 marzo Domenico Iannacone in "Che ci faccio qui - in scena"

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Domenico IannaconeDomenico Iannacone, giornalista e regista, volto noto della TV pubblica, da sempre impegnato con le sue trasmissioni nell'intercettare e raccontare esistenze spesso prive di diritti e voce, mercoledì 27 marzo ore 21 porterà sul palco del Teatro Dehon di Bologna "Che ci faccio qui – in scena", una narrazione spiazzante dell'umanità raccontata attraverso un connubio di immagini e parole.

Le storie precedentemente viste in televisione riacquistano luce e forza sul palcoscenico, consentendo di osservare il mondo da un'angolazione diversa e restituendo dignità a coloro che lottano quotidianamente nell'ombra e nell'indifferenza.

Povertà, periferie, emarginazione, ma anche rinascita, trasformazione, rigenerazione: questo è il percorso in cui le storie si intrecciano e prendono vita. Iannacone libera in scena la sua parte interiore, offrendo al pubblico elementi inediti delle esperienze umane vissute e creando un dialogo autentico, senza filtri o manipolazioni. Il teatro rompe le distanze, la quarta parete si frantuma, ciò che un tempo era virtuale diventa reale e fisico, tanto che la forza della narrazione prorompe in un flusso ininterrotto di ricordi e suggestioni. "Il mio interesse è sempre stato rivolto verso frammenti di umanità trascurati o nascosti dall'informazione. In teatro sono libero di spaziare ovunque e con maggiore forza. Qui ho anche la possibilità di modificare all'istante ciò che penso e voglio trasmettere".

Iannacone prende per mano lo spettatore e lo accompagna nei luoghi che ha attraversato, spingendolo a condividere emozioni, ricordi, la bellezza degli incontri e la rabbia per ciò che viene negato. Il teatro di narrazione diventa così anche teatro civile, capace di ricucire la mappa dei bisogni collettivi, dei diritti disattesi, delle ingiustizie e delle verità nascoste. Mentre le immagini aprono squarci visivi, facendoci intravedere volti, case, periferie urbane ed esistenziali, le parole dilatano la nostra percezione emotiva e ci consentono di entrare, come una voce sotterranea, nelle viscere del Paese. Una rappresentazione teatrale che va al di là dell'agenda politica e delle mode del momento, diventando proprio per questo atemporale, universale e necessaria.

Domenico Iannacone/Bio

Nato nel 1962 a Torella del Sannio (CB), ha iniziato giovanissimo la carriera giornalistica sulle testate regionali. È stato inviato di punta di Ballarò e Presa diretta (Rai3). Ha ideato e condotto, per sette edizioni, il programma d'inchiesta I dieci comandamenti e dal 2019 è in onda con Che ci faccio qui, uno tra i programmi di approfondimento più seguiti di RaiTre.

Per cinque volte gli è stato attribuito il Premio Ilaria Alpi. Nel 2015 ha vinto il Premio Paolo Borsellino e nel 2017 il Premio Goffredo Parise. Con il film documentario "Lontano dagli occhi" ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali, aggiudicandosi nell'ordine: il Civis Media Prize di Berlino, il Real Screen Awards di Los Angeles e il Peace Jam Jury Awards di Montecarlo.

Nel 2018 con "Siamo tutti matti", un racconto spiazzante della follia, vince il Festival del Cinema di Spello. Nel 2019 il Centro Sperimentale di Cinema-Scuola di Cinematografia lo ha insignito del diploma honoris causa in Reportage Audiovisivo. Nel 2021 gli viene assegnato il Premio Kapuściński e sempre nello stesso anno il film documentario L'odissea, è stato premiato alla XIV edizione del Premio Moige.

Nel 2022 è tra i vincitori de Il Premiolino, uno tra i più antichi e autorevoli premi dedicati al giornalismo. Il suo modo di raccontare trae ispirazione dalla migliore tradizione documentaristica italiana e si pone a metà strada tra cinema neorealista e racconto giornalistico del reale.

Redazione

La pittura a Bologna nel lungo Ottocento

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DIPINTOInaugurazione martedì 19 marzo 2024 ore 20.30 Museo civico del Risorgimento

Bologna - Anticipata da un ricco palinsesto di attività che ha preso avvio nel dicembre scorso, la primavera della stagione espositiva a Bologna apre al pubblico dal 21 marzo al 30 giugno 2024 con l'ampia rassegna espositiva diffusa La pittura a Bologna nel lungo Ottocento | 1796 - 1915 dedicata alla pittura felsinea dall'età napoleonica all'inizio della Grande Guerra, ideata e coordinata dal Settore Musei Civici Bologna attraverso il Museo civico del Risorgimento, a cura di Roberto Martorelli e Isabella Stancari.

Per ampiezza del percorso delineato, numero delle opere esposte e varietà di soggetti e luoghi coinvolti, si tratta della più ampia ricognizione monografica mai organizzata per presentare le origini e le evoluzioni della modernità artistica in ambito bolognese, e in particolare della produzione pittorica la cui presenza è dominante nella cultura figurativa del "lungo Ottocento".
Sono oltre 500 le opere, di cui circa un centinaio mai esposto prima proveniente dai depositi di istituzioni museali pubbliche e da collezioni private, di 80 artisti appartenenti a generazioni differenti, a essere visibili in 18 sedi (5 musei, 5 gallerie antiquarie, 3 fondazioni, 2 edifici di culto, un palazzo comunale, un teatro storico e un'associazione culturale) situati tra Bologna, Crespellano e San Giovanni in Persiceto, che spaziano tra tecniche (dal disegno al dipinto su tela e tavola, all'acquerello su carta), contesti di realizzazione (dalle grandi decorazioni pubbliche alle opere da salotto, alle riviste) e generi rappresentati (paesaggi, ritratti, soggetti storici, pale d'altare, vedute urbane).

La prima inaugurazione si svolge martedì 19 marzo 2024 alle ore 20.30 al Museo civico del Risorgimento, con la partecipazione di rievocatori in costume storico di 8cento APS che animano quadri viventi ispirati alle opere esposte nella sezione che dà il titolo all'intera rassegna, La pittura a Bologna nel lungo Ottocento | 1796 - 1915. Per offrire un'immersione ancora più suggestiva nelle atmosfere della vita ottocentesca sono aperti in via straordinaria, dalle ore 20.00 alle 23.00 con ingresso gratuito, sia il museo sia, grazie alla collaborazione di Biblioteche di Bologna, Casa Carducci, la residenza con gli arredi e le suppellettili originali dove il poeta Giosue Carducci ha abitato dal 1890 fino alla morte nel 1907, situata al secondo piano dello stesso edificio storico situato nella piazza a lui intitolata.

Il calendario completo degli appuntamenti è disponibile sui siti web www.museibologna.it/risorgimento  e www.storiaememoriadibologna.it/ottocento .

( Foto: Alfredo Savini (Bologna, 1868 - Verona 1924), Auxilium ex alto, 1896, olio su tela.

 Bologna, Collezioni Comunali d'Arte (deposito MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna)

Redazione

 

Dalle aule alle Dolomiti: Fondazione Cortina promuove lo sport tra gli studenti del Veneto

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Studenti Dolomiti MattiaRizzi HighResGrazie al supporto della Regione Veneto, due giornate nella Regina delle Dolomiti per avvicinare i giovani all'attività sportiva. Coinvolti oltre 100 studenti delle scuole di Rovigo e Verona

Cortina d'Ampezzo. Nell'ambito delle "Giornate dello Sport" promosse da Regione Veneto per consentire alle scuole di organizzare eventi sportivi che promuovano l'importanza dell'attività fisica e delle discipline sportive, la Regina delle Dolomiti ospiterà due appuntamenti interamente organizzati da Fondazione Cortina dedicati ad oltre 100 studenti di alcune scuole secondarie di secondo grado del territorio veneto. Si tratta di un'opportunità unica di vivere in prima persona un'esperienza indimenticabile nel cuore delle Dolomiti. Questi eventi, organizzati grazie al supporto della Regione Veneto, fanno parte del più ampio "Progetto scuole" della Fondazione, iniziativa nata per instillare nei giovani i principi fondamentali dello sport, incoraggiandoli a prendere parte attivamente alla vita della comunità locale e offrendo loro l'opportunità di esplorare la montagna e partecipare ai suoi eventi.

Il primo appuntamento sarà lunedì 18 marzo, quando Fondazione Cortina accoglierà gli studenti delle classi terze dell'Istituto di Istruzione Superiore "E. De Amicis" di Rovigo. Le attività inizieranno alle 10 presso lo Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina con una lezione di pattinaggio, tenuta da alcuni istruttori professionisti. Nel pomeriggio, invece, gli studenti si trasferiranno a Rio Gere (zona Faloria-Cristallo) per una ciaspolata condotta dalle Guide Alpine. Il rientro a Rovigo è previsto verso le 16, dopo una giornata all'insegna dello sport e del divertimento.

Il 9 aprile, invece, sarà la volta degli studenti del Liceo Statale "Galileo Galilei" di Verona, che avranno l'opportunità unica di assistere alle finali della Coppa del mondo 2023-2024 di sci alpinismo, nella spettacolare zona di Col Gallina. Nel pomeriggio, i ragazzi saranno coinvolti in una ciaspolata sempre insieme alle Guide Alpine, prima di fare ritorno a Verona.

"Lo sport è essenziale per il benessere fisico e mentale dei giovani", afferma Michele di Gallo, Direttore Generale della Fondazione Cortina. "Queste iniziative offrono ai ragazzi non solo l'opportunità di immergersi nella pratica sportiva, scoprendo i benefici di uno stile di vita attivo e sano, ma anche di scoprire la meravigliosa natura che ci circonda. Siamo grati alla Regione Veneto per il suo sostegno nell'organizzazione di queste iniziative, che contribuiscono a promuovere la passione per lo sport tra le nuove generazioni".

"Lo sport è condivisione, rispetto delle regole, gioco di squadra, strumento di crescita e benessere, per il fisico e la mente" sottolinea l'assessore regionale all'Istruzione Elena Donazzan. "Per tutti questi motivi dal 2016 la Regione del Veneto sostiene e promuove le Giornate dello Sport, che negli anni hanno coinvolto 6 mila docenti, oltre 2300 esperti delle diverse discipline, quasi 700 società sportive. Occasioni, tra l'altro, per favorire la conoscenza del territorio regionale e delle sue bellezze paesaggistiche e naturali come nel caso dei due appuntamenti organizzati con la collaborazione di Fondazione Cortina".

( Credit photo: Mattia Rizzi )

 Redazione

Al Teatro Dehon di Bologna in scena: "Il Vizietto"

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Il ViziettoAl Teatro Dehon di Bologna il 16 e 17 Marzo, sabato ore 21 e domenica ore 16, Aldo Sassi e Alessandro Fornari interpreteranno i protagonisti di una delle commedie più rappresentate, deliziose e divertenti degli ultimi 50 anni: "Il Vizietto", la traduzione italiana di Lorenzo Vitali de "La Cage aux Folles" di Jean Poiret. Regia di Carlo Picchi.

In scena per la prima volta nel 1973, lo spettacolo racconta di Renato e il suo compagno Albin, i quali vivono assieme da vent'anni e gestiscono un locale a Saint-Tropez, comunicante col loro appartamento, dal nome "La Cage aux Folles" dove si esibiscono principalmente artisti travestiti; Albin, con il nome d'arte "Zaza", ne è la stella di punta. Una sera irrompe nella loro casa Laurent, figlio di Renato e frutto di una occasionale avventura eterosessuale, ad informare il genitore che a breve si sposerà con Adrienne, figlia del deputato conservatore e moralista Charrier. Lei, per ottenere l'approvazione del padre, mente sulla natura dei suoi futuri suoceri... raccontando che Renato è un diplomatico presso l'ambasciata italiana.

Un grave scandalo che colpisce il partito spinge il padre di Adrienne ad un incontro con i futuri consuoceri, perché il matrimonio possa salvare il prestigio politico. L'incontro tra le due famiglie avverrà in casa di Renato e Albin, con quest'ultimo che si fingerà come madre naturale di Laurent. Il gioco degli equivoci si fa difficile quando il deputato Simon Charrier e sua moglie Louise scoprono la particolare natura della famiglia di Laurent, mentre sopraggiunge Claire, la vera madre del giovane. Per sfuggire a giornalisti e paparazzi, accorsi per demolire la figura del politico, tutti saranno costretti a travestirsi.

( Credit photo: Diego Rosa )

Redazione

 

Bologna, al Teatro Dehon, questa sera in scena: "Nessuna si salva da sola"

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Nessuna si salvaSpettacolo contro la violenza di genere

Bologna. Questa sera, Mercoledì 13 marzo,  alle ore 21.00 al Teatro Dehon via Libia 59, secondo appuntamento della 18^ edizione della rassegna "DIVERSE ABILITÀ IN SCENA Espressività, professionalità ed integrazione nel panorama teatrale" promossa dall'associazione Gli amici di Luca a cura di Fulvio De Nigris.

L'associazione Amando (Associazione per le malattie endocrine e l'obesità) presenta NESSUNA SI SALVA DA SOLA, SUL PALCO TESTIMONI DI VIOLENZA.

Spettacolo teatrale contro la violenza di genere: scritto e diretto da Stefania Polidori, idea e consulenza psicologica di Caterina Rondelli, psicoterapeuta. In scena, accanto agli attori, recitano anche Irene Merlo Presidente dell'Associazione Arriva Robin Hood e Grazia Biondi, presidente dell'Associazione Manden Diritti Civili e Legalità, donne che si sono salvate dalla violenza e che, anche attraverso il percorso teatrale, hanno potenziato un processo di rielaborazione del proprio vissuto. Ingresso a offerta libera.

«Lo spettacolo – dice Stefania Polidori - si inserisce in un programma di prevenzione ed educazione per le giovani generazioni ed intende fornire strumenti cognitivi ed emotivi fondamentali per sottrarre ragazze e ragazzi alle spirali comportamentali negative proprie dei legami "affettivi" nocivi e violenti. Vuole, inoltre, rappresentare un invito, grazie alle testimonianze dirette sul palco di donne vittime di violenza, alla denuncia e alla lotta contro la violenza di genere, un'emergenza sociale che si sviluppa già in età adolescenziale».

Il titolo "Nessuno si salva da sola" sollecita la dimensione collettiva, ovvero assunzione di responsabilità generale della società, come unica risposta ad una questione non più riconducibile al privato. Si tratta di un teatro resiliente che fa bene a chi lo fa e a chi lo guarda, nel quale le fragilità diventano punti di forza. È un teatro che parla di storie di rinascita.

Redazione

"Satira e religione", ne parlano il Cardinale Zuppi e il vignettista Vauro a Bologna

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Satira ReligioneMercoledì 13 marzo a Bologna. In asta i disegni che hanno partecipato alla mostra "Le sottilissime matite di Bertoldo"

"Satira e religione", incontro con il Cardinale Matteo Maria Zuppi e il vignettista Vauro Senesi, è l'evento che chiuderà la serie di iniziative dedicate alla satira e alla figura di Bertoldo, promosse in occasione del 150° anniversario del Carnevale Storico di Persiceto. Comune e Città metropolitana di Bologna hanno collaborato alla realizzazione della mostra ospitata in Salaborsa "Le sottilissime matite di Bertoldo: fumettisti e artisti alla corte del re" e all'appuntamento di chiusura che si terrà mercoledì 13 marzo alle 15.30, nella sala Stabat Mater della Biblioteca dell'Archiginnasio.

L'incontro tra il Cardinale Zuppi e il vignettista Vauro, intervistati dal giornalista di Radio Città Fujiko Alfredo Pasquali, sarà incentrato su un tema controverso che vede su posizioni opposte la satira e la religione, in quanto realtà che seguono i rispettivi dogmi, ma che possono dialogare quando gli interlocutori condividono - almeno in parte - le stesse idee su istanze altrimenti rigettate dalla politica.

A seguire si terrà un'asta pubblica con i disegni originali di alcuni autori (Altan, Vauro, Massimo Giacon, Maicol & Mirco, Marilena Nardi, Fabio Sironi e altri), che hanno contribuito con le loro opere alla mostra "Le sottilissime matite di Bertoldo", esposta prima a San Giovanni in Persiceto, poi in Salaborsa a Bologna.

Il ricavato dell'asta sarà devoluto alle Cucine Popolari di Bologna, alla presenza di Roberto Morgantini, vicepresidente delle Cucine Popolari. L'ingresso è libero, fino a esaurimento posti.

"Come Città metropolitana e Comune di Bologna abbiamo voluto valorizzare la tradizione del Carnevale storico di San Giovanni in Persiceto - sono le parole di Elena Di Gioia, delegata alla Cultura di Bologna e Città metropolitana - nella sua unicità dello spillo e della grande festa di arte e comunità che lo caratterizza da 150 anni. Abbiamo anche voluto celebrare la grande figura di Bertoldo con il progetto promosso da Giorgio Franzaroli sul linguaggio della illustrazione e del fumetto, con il coinvolgimento di tanti artisti e artiste importanti le cui opere sono state ospitate nella piazza di Salaborsa. Un'iniziativa che si conclude con l'asta, dall'importante scopo solidale con le Cucine popolari, e ospitata all'Archiginnasio, da sempre luogo del sapere e della cultura. Il modo più bello per concludere la festa".

Redazione

Il francese Jay e l'austriaca Meklau nel primo atto della Coppa Europa di skicross

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Il primo atto della Coppa Europa di skicross della Val di Fassa nel park Costabella della Ski Area San Pellegrino regala interessanti spunti in chiave classifica generale del circuito con i leader in giornata negativa. Al termine dell'intensa mattinata, iniziata col sole e conclusa con cielo coperto e scarsa visibilità hanno trionfato il francese Alexis Jay e l'austriaca Tatjana Meklau, che si sono così rilanciati in classifica, approfittando della giornata storta dei due tedeschi Cornel Renn, solo quindicesimo e uscito ai quarti di finale, e Veronica Redder, quarta al traguardo e ultima nella finale femminile.
In chiave italiana buoni risultati per il diciottenne di Lavarone Paolo Piccolo, settimo grazie ad un'ottima small final. Per il portacolori delle Fiamme Oro si tratta del miglior risultato in carriera in Coppa Europa dopo la medaglia conquistata agli Eyof lo scorso anno. Chiude invece ottava, a seguito di una scivolata in semifinale dopo aver disputato qualifiche e run da protagonista, la ventenne rendenese di Spiazzo Andrea Chesi, bruciata poi della avversarie nella small final.
Una prima sfida particolarmente interessante, dunque, per l'evento organizzato dall'Us Monti Pallidi di Carlo Ganz, su un tracciato in perfette condizioni, grazie al prezioso lavoro di preparazione della società Catinaccio Funivie, con 120 atleti in gara in rappresentanza di 11 nazioni.
Ricapitolando l'esito delle due finali, in campo maschile nella run a quattro conclusiva ha primeggiato il ventitrenne di La Plagne Alexis Jay, capace di precedere il giapponese Ryuto Kobayashi, quindi gli altri due transalpini Eliott Piccard e Romain Mari. Combattuta anche la smal final, con Paolo Piccolo terzo e settimo assoluto, dopo aver duellato spalla a spalla con il tedesco Niklas Illig e con l'austriaco Moritz Opetnik, i quali lo hanno preceduto al traguardo.
Nella gara rosa sono state le austriache a dettare legge, per merito di Tatjana Meklau, determinata ed efficace nelle traiettorie, chiudendo davanti alla compagna Magdalena Friz, quindi terza la svizzera Natalie Schaer e quarta la tedesca Veronica Redder. La small final è stata invece appannaggio della francese Mathilde Brodier, che conferma il secondo posto nella generale, con Leonie Bachl Staudigher sesta, Luisa Klapprott settima e appunto Andrea Chesi ottava dopo una small final con il freno a mano per la caduta in semifinale
Per quanto riguarda gli altri azzurri in gara, il gardenese Daniel Moroder è undicesimo dopo essere uscito ai quarti. Out agli ottavi di finale, invece, Aiace Smaldore (22°), il campigliano Filippo Zamboni (27°) e il fassano Jannes Debertols (31°). Non hanno superato lo sbarramento della qualifica Filippo Rossi e Luca Castellaz dello Ski Team Polisportiva Alpe Cimbra, così come la fassana Nathalie Bernard, alla fine 22ª in classifica.

( Credit photo: Mattia Rizzi)

Redazione

Al Teatro Dehon di Bologna in scena: "B.L.U.E. Il Musical completamente improvvisato"

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BLUE Locandina BolognaAl Teatro Dehon di Bologna Venerdì 15 Marzo ore 21 torna la Compagnia de I Bugiardini con "B.L.U.E. Il Musical completamente improvvisato", uno spettacolo di improvvisazione ispirato alle atmosfere, alla musica e alla narrazione tipica dei musical di Broadway. Produzione di Altra Scena.

Sembra l'apertura di un musical come tanti altri...il buio in sala, la musica che inizia il suo ritmo incessante, le luci che si alzano. L'atmosfera si fa elettrica, i ballerini prendono posto e gli attori guadagnano il palco. Sembra l'inizio di un musical come tutti gli altri. Sembra. Ma non lo è.

In ogni spettacolo, i Bugiardini, una delle più note compagnie di improvvisazione teatrale in Italia, e i musicisti che li accompagnano dal vivo trasformano i suggerimenti del pubblico in un musical letteralmente mai visto prima... e che mai sarà possibile rivedere dopo.

Ogni sera viene chiesto al pubblico di suggerire un luogo dove ambientare il musical, e il titolo di un nuovo musical mai scritto prima, ambientato in tale luogo. Con questi soli suggerimenti, gli attori in scena creeranno all'istante il musical suggerito dal pubblico, supportati dalla band che improvviserà insieme a loro.
Storie emozionanti, personaggi memorabili, battute esilaranti, canzoni appassionanti e coreografie... decisamente coraggiose: ogni cosa sarà creata sul momento o, come dicono gli anglosassoni, "out of the blue".

Questo singolare mix tra musical, spontaneità e comicità è stato rappresentato con continui sold out sia a Roma, città di origine della compagnia, che in numerosi teatri sul territorio nazionale.
Dal 2018, B.L.U.E. è in tour nei più grandi teatri d'Italia, facendo registrare sold out in ogni data, tra cui più di 1.000 persone negli storici Teatro Nuovo e Teatro Nazionale di Milano.

Il musical improvvisato è un genere molto diffuso e affermato nei paesi anglosassoni. I Bugiardini, forti di una lunga esperienza nel campo dell'improvvisazione teatrale, hanno deciso di raccogliere in Italia la sfida di essere contemporaneamente attori, cantanti, compositori e ballerini. Il risultato è B.L.U.E. – il musical completamente improvvisato.

I Bugiardini nascono a Roma nel 2008, dall'unione di attori di estrazione eterogenea ma accomunati dalla passione per il teatro di improvvisazione.
Da allora hanno creato e prodotto numerosi format originali di improvvisazione teatrale, tra cui "Shhh – an improvised silent movie" presentato nelle edizioni 2013 ("Must See Show 2013" – FringeReview), 2014 e 2016 ("Sell out Show" – Fringe Society) del Fringe Festival di Edimburgo.
Attenti all'apertura internazionale, sono stati ospiti presso i principali poli mondiali d'eccellenza dell'improvvisazione, quali il Loose Moose Theatre (Calgary, Canada) e il Second City (Chicago, USA). Si sono esibiti in USA, Canada, Portogallo, Belgio, Gran Bretagna, Francia, Germania, India.
Attivi anche nel campo della formazione, oltre a tenere regolarmente corsi e workshop per attori e improvvisatori, progettano e realizzano interventi di formazione in aziende e istituzioni; tra i principali clienti: Virgin Active, Luiss, Elis/Telecom, Gruppo L'Espresso, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Redazione

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