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Sicurezza. Servono leggi chiare e al fiume del diritto argini forti per non straripare nel Far West

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Rapine, scippi, furti, case occupate e degrado, queste le voci di un bollettino di guerra quotidiano ormai vissuto come normalità nel nostro paese. Non è narrazione, come qualcuno potrebbe affermare, basta fare una passeggiata in una qualsiasi città del bel paese per verificarne il degrado e l'assenza di sicurezza specialmente per il nuovo fenomeno criminale delle baby gang . Una situazione che porta all'esasperazione di chi ne è vittima e di conseguenza a reazioni talvolta con conseguenze tragiche. La politica pare arrancare, rincorrere ogni singola situazione, dal decreto anti-rave all'ultimo emendamento contro risarcimenti a criminali, oggi l'attuale norma pare addirittura una barzelletta, se il cane della vittima in casa o in cortile da un morso al ladro, questo può chiedere i danni...!

In questi giorni, anche alla luce degli ultimi fatti noti, sulla questione sicurezza, il Governo sta lavorando per la modifica all'art. 52 del Codice Penale che disciplina la legittima difesa. Lo stessa precisa che non è punibile chi commette un fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa. L'arcano dell'articolo sta nell'ultima frase che può essere interpretata in modo alterno, pertanto la domanda è: quale è la giusta proporzione...? Pensando che se di notte ti trovi una persona con il passamontagna in casa forse non era venuto a fare una visita di cortesia e bere un caffè.....! La soluzione più logica, semplice e di facile comprensione, anche per chi delinque, potrebbe essere copiare poche righe della legge in vigore negli USA. Norma che riconosce la legittimità del cittadino all'interno della propria abitazione o all'interno del proprio negozio a rispondere all'intrusione violenta o clandestina con l'uso della forza letale, presumendo che l'intruso rappresenti una minaccia mortale. Una norma cosi strutturata, sicuramente toglierebbe ogni dubbio interpretativo e metterebbe un chiaro perimetro alla legittimità della reazione della vittima.

Daniele Baldini

La Polizia Locale della Città metropolitana soccorre un piccolo gheppio in difficoltà a Castenaso

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Soccorso GheppioDopo essere stato trovato in difficoltà da due cittadine, un piccolo di gheppio è stato soccorso a Castenaso dagli agenti della Polizia Locale della Città metropolitana di Bologna.
Le donne, visto il piccolo rapace a terra e in evidente stato di vulnerabilità, hanno prestato i primi soccorsi contattando immediatamente il Centro Recupero Fauna Selvatica di Monte Adone e la Polizia Locale.

Giunti sul posto, gli agenti hanno verificato che il giovane gheppio — specie di rapace diurno protetta dalla normativa nazionale — era ancora un nidiaceo, con piumaggio non completamente sviluppato e privo della capacità di mantenere un equilibrio sufficiente per sottrarsi a eventuali predatori.

Dopo un sopralluogo effettuato insieme ai Vigili del Fuoco e sentiti gli esperti del Centro di Recupero Fauna Selvatica, è stata esclusa la possibilità di ricollocare il piccolo nel nido in sicurezza. Si è quindi deciso di procedere con il recupero dell'animale e il suo trasferimento al Centro di Monte Adone, dove riceverà le cure necessarie e seguirà un percorso di riabilitazione. Una volta ristabilito e completamente sviluppato, il gheppio sarà reintrodotto nel suo ambiente naturale.

Si ricorda quanto sia importante valutare attentamente la situazione quando si trova un giovane uccello fuori dal nido, per evitare interventi impropri che possano comprometterne la sopravvivenza. È infatti normale che i piccoli, una volta sviluppato il piumaggio, inizino i primi tentativi di volo e possano trovarsi temporaneamente a terra.
Per questo motivo è consigliabile intervenire solo in caso di effettiva difficoltà dell'animale, contattando sempre personale esperto, come gli operatori del Centro Recupero Fauna Selvatica di Monte Adone, in grado di valutare caso per caso la soluzione più adatta.

Redazione

Bologna. Capriolo in fuga in città

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Foto CaprioloCapriolo in fuga tra via Murri e via degli Orti salvato grazie all'intervento congiunto di Polizia metropolitana e Polizia locale di Bologna

Un giovane capriolo, ferito e disorientato, ha attraversato una delle zone più trafficate di Bologna dando il via a un'operazione di salvataggio che ha visto coinvolti  la Polizia Locale della Città metropolitana e quella del Comune di Bologna, con il supporto del Centro Recupero Fauna Selvatica di Monte Adone.

L'emergenza è iniziata verso la fine della mattinata di ieri in zona collinare, dove un cittadino ha liberato l'animale rimasto incastrato tra le sbarre della propria recinzione. Tuttavia il capriolo, invece di tornare nei boschi, si è diretto verso il centro. Poco prima di mezzogiorno, la Polizia locale della Città metropolitana ha ricevuto le prime segnalazioni: l'ungulato è stato avvistato in rapida successione in via Murri, via degli Orti e infine all'interno del Parco Lunetta Gamberini.

Il capriolo è stato individuato poco dopo in una piccola area verde di un parcheggio residenziale dagli agenti del Comune che hanno presidiato il perimetro per evitare ulteriori fughe, in attesa dei colleghi della Polizia metropolitana, dotati delle attrezzature tecniche necessarie, e degli esperti del Centro Recupero Fauna Selvatica di Monte Adone.

Verso le 14 gli operatori hanno steso una rete specifica per ungulati lungo il perimetro dell'area verde, riuscendo a bloccare l'animale in totale sicurezza. Il personale del CRAS di Monte Adone ha subito verificato le condizioni del capriolo, riscontrando evidenti escoriazioni addominali dovute al precedente incastramento nella recinzione.

Il capriolo è stato infine trasferito presso le strutture di Monte Adone per le cure necessarie, con l'obiettivo di essere restituito alla libertà non appena le ferite saranno rimarginate.

Redazione

Polizia Locale Metropolitana di Bologna: il bilancio del 2025 e obiettivi 2026

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Tutela dell'ambiente, sicurezza stradale e nuove sfide tecnologiche

Il 2025 è stato un anno di intenso lavoro per la Polizia Locale metropolitana di Bologna, caratterizzato da un presidio costante del territorio e da centinaia di interventi mirati alla salvaguardia della sicurezza dei cittadini e alla protezione del patrimonio ambientale.

I numeri dell'anno trascorso delineano un quadro di attività operativa rilevante: sono state oltre 800 le segnalazioni gestite e più di 1.800 i controlli effettuati, con una prevalenza di interventi in materia di tutela ambientale. Il Corpo ha elevato oltre 600 sanzioni amministrative, riscontrando violazioni legate principalmente al trasporto illecito di rifiuti (oltre 70 sanzioni) e al mancato rispetto delle normative sulla caccia (oltre 400 sanzioni elevate).

Sicurezza stradale: calano le irregolarità assicurative

Un asset fondamentale dell'attività ha riguardato il controllo della circolazione stradale. I verbali per violazioni al Codice della Strada elevati dalle pattuglie nel 2025 sono stati 260, la maggior parte per guida con patente scaduta, sorpassi in luogo non consentito, veicoli in assenza di revisione o assicurazione. Ma ci sono anche sanzioni e verbali per guida con patente mai conseguita, mancata precedenza a pedoni su strisce pedonali o passaggio con semaforo rosso.

Per quanto riguarda in particolare le assicurazioni i dati confermano un trend virtuoso: negli ultimi anni si è registrata una riduzione complessiva del 63% dei verbali per mancanza di assicurazione obbligatoria. Nel dettaglio, si è passati dalle 354 violazioni del 2019, di cui 13 da pattugliamenti e 341 attraverso velox (le targhe che commettono infrazioni sulla velocità vengono anche sottoposte a controllo per verificare la regolarità dell'assicurazione) alle 131 del 2025 (126 da velox e 5 da pattugliamenti), il dato più basso del periodo considerato. Questo risultato evidenzia l'efficacia delle costanti campagne di controllo e sensibilizzazione nel migliorare la sicurezza sulle strade metropolitane.

Polizia Giudiziaria e collaborazioni istituzionali

Sul fronte del contrasto ai reati, l'azione degli agenti ha portato all'invio di oltre 50 comunicazioni di notizia di reato alla Procura della Repubblica, con numerose deleghe dell'Autorità Giudiziaria. L'attenzione è rimasta alta sui reati penali connessi all'abbandono e alla gestione illecita dei rifiuti, alle discariche abusive e alle attività di antibracconaggio. Tale efficacia è stata resa possibile da un solido lavoro di squadra con le altre Forze dell'Ordine e da una collaborazione strategica con ARPAE. Significativo, inoltre, il contributo fornito nelle attività di Protezione Civile, in particolare durante la gestione delle emergenze legate alle alluvioni.

La Polizia Locale è in prima linea anche sul fronte della tutela della biodiversità e della fauna, con un grande impegno nella riduzione del rischio di diffusione della Peste Suina Africana nel territorio metropolitano e non solo. Sono costanti durante l'anno infatti, gli interventi mirati al controllo delle specie fossorie e l'attività di monitoraggio e di comunicazione con i cittadini sulla presenza del lupo, sempre più consistente anche nelle aree urbane.

Obiettivi 2026: digitalizzazione e innovazione

Guardando al futuro, la Polizia Locale sta già sviluppando ambiziosi programmi di digitalizzazione volti a migliorare il coordinamento dei volontari e le attività di vigilanza (uso dei droni). Verrà inoltre introdotto l'utilizzo del domicilio digitale per la notifica dei verbali di violazione alle norme del Codice della Strada. Per il 2026 l'impegno è infatti quello di innalzare ulteriormente il livello dei controlli e intensificare la presenza sul territorio, anche grazie ai volontari, continuando a difendere l'ambiente, la fauna selvatica e a tutelare la sicurezza dei cittadini nel segno della legalità e dell'innovazione.

Enrico Di Stasi, delegato del Sindaco metropolitano al Coordinamento politiche per la sicurezza, Polizia locale della Città metropolitana e Protezione civile ha commentato: "Il lavoro svolto nel 2025 dalla Polizia Locale Metropolitana di Bologna dimostra come tutela dell'ambiente, sicurezza dei cittadini e innovazione tecnologica possano e debbano procedere insieme: un impegno quotidiano fatto di professionalità, collaborazione e presenza sul territorio, che rappresenta un valore fondamentale per tutta la comunità metropolitana".

Redazione

la Polizia locale della Città metropolitana scopre un capannone colmo di sostanze pericolose

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deposito rifiuti pericolosi Denunciati i due rappresentanti legali delle aziende coinvolte, rischiano fino a cinque anni e mezzo di reclusione

A San Pietro in Casale, nel cuore della pianura bolognese, un capannone industriale trasformato in un deposito illegale di rifiuti chimici altamente pericolosi è stato scoperto dagli agenti del GOAM, il Gruppo Operativo Ambientale Metropolitano della Polizia locale della Città metropolitana di Bologna. L’operazione, condotta il 20 novembre scorso, ha portato al sequestro immediato della struttura e all’apertura di un fascicolo penale. Gli investigatori, dopo giorni di accertamenti, hanno fatto irruzione nell’area industriale individuata come sospetta: ciò che hanno trovato ha confermato i loro timori. Decine di metri quadrati colmi di rifiuti speciali, sostanze corrosive, contenitori industriali danneggiati e materiali chimici senza alcuna etichettatura di sicurezza. Un miscuglio potenzialmente esplosivo non solo dal punto di vista ambientale, ma anche sanitario. Secondo quanto emerso, i rifiuti non erano tracciati né gestiti secondo le norme. Si trattava di un deposito improvvisato di rifiuti liquidi altamente contaminanti, stoccati senza alcuna cautela o protezione, sia all’interno sia all’esterno delle strutture, esposti alle intemperie. Una condizione che, in caso di incendio o sversamento, avrebbe potuto contaminare suolo, aria e falde acquifere, mettendo in serio pericolo lavoratori, residenti e soccorritori. Il sequestro ha impedito che le sostanze finissero nel circuito dello smaltimento illecito, un fenomeno purtroppo ancora diffuso e che rappresenta una delle principali minacce ambientali del territorio. I rappresentanti legali delle due aziende coinvolte sono stati denunciati. Con la recente riforma della normativa ambientale, rischiano ora fino a cinque anni e mezzo di reclusione. Il fascicolo è ora nelle mani della Procura della Repubblica, che valuterà eventuali ulteriori responsabilità. L’operazione della Polizia locale metropolitana conferma l’intensificazione dei controlli sul territorio metropolitano e mette ancora una volta in luce quanto la gestione abusiva di rifiuti chimici rappresenti una minaccia concreta per l’ambiente e la salute pubblica.

Redazione

La Polizia locale della Città metropolitana salva un airone con un'ala spezzata

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airone guardabuoiIntervento a Castel San Pietro Terme. Volatile affidato alle cure della LIPU

Gli agenti della Polizia locale della Città metropolitana di Bologna hanno salvato un airone ferito. Il fatto risale ai giorni scorsi, durante un servizio di vigilanza nel territorio del Comune di Castel San Pietro Terme. Gli agenti hanno notato sul bordo di una strada provinciale un airone in situazione di pericolo, perché non riusciva a muoversi e veniva sfiorato dai veicoli in transito. Le divise grigio-verdi hanno quindi bloccato momentaneamente il traffico e sono riuscite, dopo una breve fuga dell'airone spaventato, a prendere in custodia il volatile. Solo dopo il recupero si sono accorti che l'animale non poteva volare perché aveva un'ala spezzata.
L'airone è stato affidato alle cure della LIPU, la Lega italiana Protezione Uccelli, convenzionata per l'assistenza medica alla fauna selvatica. La speranza è che dopo le necessarie cure e la successiva riabilitazione, l'animale possa essere rimesso in libertà.

Redazione

A Fontanelice la Polizia locale metropolitana scopre mini-discarica nei boschi

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abbandono rifiuti FontaneliceTrovata una ingente quantità di RAEE e imballaggi. Denunciato e sanzionato il titolare di un'impresa locale: dovrà ripulire l'area e pagare una multa di 6.750 euro

Gli agenti della Polizia Locale della Città metropolitana di Bologna – Ufficio di Imola – hanno concluso con successo un'importante indagine riguardante l'abbandono di un ingente quantitativo di rifiuti non pericolosi in un'area boscata nel territorio del Comune di Fontanelice. Il fatto risale ai giorni scorsi. Grazie a un'accurata analisi del materiale rinvenuto, alle testimonianze raccolte e alle immagini di videosorveglianza, gli agenti sono riusciti a identificare il responsabile dell'illecito: il titolare di una nota impresa locale.

L'imprenditore è stato denunciato e sanzionato per aver abbandonato rifiuti costituiti da RAEE e imballaggi, in violazione delle vigenti norme ambientali: dovrà provvedere alla bonifica dell'area interessata e sarà tenuto al pagamento di una sanzione pari a 6.750 euro. L'operazione è stata portata a termine grazie alla collaborazione con altri Enti del territorio.

La Polizia Locale prosegue costantemente l'attività di monitoraggio del territorio, con l'obiettivo di prevenire e reprimere ogni forma di illecito ambientale, e invita la cittadinanza a segnalare tempestivamente eventuali episodi di abbandono dei rifiuti alle autorità competenti. La collaborazione dei cittadini è infatti un elemento fondamentale per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di degrado ambientale.

Redazione

Bologna. Polizia locale della Città metropolitana scopre una coltivazione di Cannabis

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Sequestro CannabisSequestrate 40 piante e sporta denuncia contro ignoti alla Procura della Repubblica

La Polizia locale della Città metropolitana di Bologna ha sequestrato una quarantina di piante di Cannabis e disinstallato il relativo sistema abusivo di irrigazione. L'operazione è stata svolta nella mattina di domenica 26 ottobre. Il servizio di tutela del territorio ha visto questa volta il personale della Polizia locale della Città metropolitana addentrarsi all'interno di una macchia fitta nei pressi dell'area golenale del fiume Reno, vicino all'aeroporto di Bologna, per seguire le tracce di una coltivazione abusiva di Cannabis, di cui da qualche giorno si sospettava l'esistenza. Gli agenti hanno così trovato numerosi sacchi della spesa impiegati come vasi per accogliere le piante di Cannabis e aree coltivate al medesimo scopo. Una struttura complessa, quella smantellata dalla Polizia locale, che vedeva impiegato anche un sistema di pompaggio alimentato a batteria per accingere acqua direttamente dal fiume Reno, mediante un tubo lungo centinaia di metri.
Gli agenti hanno sporto denuncia contro ignoti presso la Procura della Repubblica, che ora guiderà le indagini, a partire dagli indizi ritrovati dalle "divise grigie" nei pressi della coltivazione.

"Esprimo grande apprezzamento per l'operazione condotta dalla Polizia locale della Città metropolitana, che ancora una volta ha dimostrato capacità investigativa, presidio costante del territorio e attenzione concreta alla tutela della legalità. - ha dichiarato Enrico Di Stasi, delegato del Sindaco alla Polizia locale della Città metropolitana - Il sequestro della coltivazione abusiva di cannabis nei pressi del fiume Reno conferma l'importanza di un lavoro capillare e professionale, spesso lontano dai riflettori, ma fondamentale per prevenire fenomeni illegali che minacciano l'ambiente e la sicurezza dei cittadini. Contrastare l'illegalità, in tutte le sue forme, significa garantire la vivibilità dei nostri territori e tutelare le comunità. A nome della Città metropolitana vogliamo ringraziare gli agenti per l'impegno quotidiano e la competenza con cui operano: sono un presidio essenziale per una comunità che vuole essere libera, sicura e fondata sul rispetto delle regole".

Redazione

A caccia di cinghiali con armamentario militare, due bracconieri denunciati dalla Polizia locale

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cinghialeSorpresi nel territorio del Comune di Valsamoggia con silenziatori e visori termici

Cacciavano con armi modificate in una giornata di silenzio venatorio, per questo motivo due persone di nazionalità italiana sono state denunciate dalla Polizia locale della Città metropolitana.

Il fatto risale allo scorso 30 settembre, nella zona di Montebudello, a Monteveglio nel territorio del Comune di Valsamoggia. Da metà settembre gli agenti avevano ricevuto varie segnalazioni da parte di cittadini e dalla guardia del Parco regionale dell'Abbazia di Monteveglio, che denunciavano la presenza di una vettura che in orario notturno girava nel territorio, tra l'area protetta e l'area dove è consentito cacciare, e si appostava con visori notturni per avvistare e abbattere cinghiali. Si erano uditi inoltre alcuni spari "sordi".
Questi elementi hanno fatto subito pensare alla presenza di cacciatori, che agivano però fuori dalle norme dell'attività venatoria.

Dopo una serie di appostamenti notturni, martedì 30 settembre gli agenti hanno pedinato e fermato in un vigneto due persone di 65 e 45 anni, che avevano appena ucciso un cinghiale con una carabina dotata di silenziatore e di un potente visore termico. Il silenziatore per la legge italiana è considerato parte di arma da guerra. È così scattata la denuncia alla Procura per diversi reati: porto abusivo di parte di armi da guerra, alterazione d'arma, caccia con mezzi vietati e caccia in giornata di silenzio venatorio (il martedì).
Durante le perquisizioni è stato ritrovato e sequestrato un secondo silenziatore e un altro visore termico. Anche il cinghiale ucciso è stato sequestrato e messo a disposizione dell'Autorità giudiziaria. Gli agenti della Polizia locale hanno richiesto inoltre che per i due bracconieri sia sospesa la licenza di caccia.

Redazione 

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