" Sull'obbligo giuridico e morale di far di tutto perché non muoiano in mare non si discute, ma non è una soluzione al problema" questa la pozione del Coordinatore Regionale, Daniele Baldini, e del Coordinatore Città Metropolitana, Raffaele Parente, del neo partito Altra Destra nel corso della tavola rotonda tenutasi a Bologna, sul tema della questione dei profughi dalla Libia.
" Che fare? Domanda facile da porre, ma a cui è difficile rispondere" - hanno sottolineato Baldini e Parente:
" Innanzitutto dovremmo decidere quale risultato vogliamo perseguire. Se si tratta solamente di impedire che delle persone muoiano in mare può forse bastare aumentare il numero delle navi, magari avvicinandole alla costa del Nord-Africa. Resterebbe però non risolta la questione, non secondaria, relativa alla successiva accoglienza dei profughi. Dovremmo allora batterci nelle competenti sedi dell'UE affinché siano ripartiti tra tutti i paesi membri (NESSUNO ESCLUSO) in base a criteri oggettivi quali, ad esempio, il PIL e l'attuale rapporto tra cittadini ed extra-comunitari di ciascun paese. Sarebbe profondamente ingiusto se una tale emergenza fosse lasciata sulle spalle dell'Italia e, in parte, della Spagna, della Grecia e di Malta o se qualche paese dell'UE se ne tirasse fuori. Sia chiaro che così facendo il flusso di clandestini comunque non si interromperà e anche distruggere i barconi/gommoni in mare (sempre che le norme anti inquinamento lo permettano...sembra incredibile...), dopo aver raccolto i profughi, non è detto che sia sufficiente. I guadagni di tale traffico sono probabilmente tali che i criminali possono anche permettersi la perdita delle imbarcazioni.
E' senz'altro necessario aiutare i governi dei paesi attraversati dai flussi migratori affinché siano in grado di bloccarli e utilizzare ogni possibile leva economica e politica (non escludendo quella militare, se proprio inevitabile) per porre fine o almeno attenuare i disastri economici e sociali nei paesi da cui fuggono. Contemporaneamente si deve intensificare la lotta alle organizzazioni criminali che gestiscono questi flussi di migranti, oltre che arrestare gli scafisti e comminare loro pene detentive severe. In ogni caso questi sono interventi che, pur se fossero attuati domani, richiederanno tempi medio/lunghi per sortire effetti visibili.
Tuttavia il problema dei profughi richiede interventi immediati, già troppo tempo si è perso in chiacchere (all'ONU è normale, per l' UE è una vergogna).E' da escludere il bombardamento dei barconi sulla costa. Sarebbe fin troppo facile per i trafficanti nasconderli tra le case o metterci accanto dei civili, magari gli stessi profughi, per evitare questo tipo di intervento armato. Se si vuole bloccare, o almeno ridurre considerevolmente il fenomeno, si deve pensare ad altre soluzioni.
In accordo con il Governo libico, quello cioè con sede provvisoria a Tobruk e , se possibile, con un mandato dell'ONU (con un'apposita Risoluzione del Consiglio di Sicurezza), si possono esaminare due possibili interventi.
Il primo comporta l'invio di truppe a terra che prendano il controllo della costa libica, impedendo così la partenza dei barconi e provvedano all'approntamento di campi profughi in Libia. Naturalmente, via via che il legittimo governo locale fosse in grado di gestire i territori sottratti alle bande ribelli, sarebbe quest'ultimo ad assumersene il controllo, pur se supportato dalla comunità internazionale. Si può pensare, ad esempio, ad aiuti economici, rifornimenti militari e sanitari, addestramento del suo esercito e della sua polizia e così via. Le truppe europee sarebbe ovviamente ritirate il prima possibile.
Il secondo, se non si vuole far sbarcare le truppe, comporta l' istituzione di una sorta di blocco navale. Inviamo le navi a prendere i profughi vicino alla costa libica per evitare naufragi e, sempre in accordo con il Governo libico, portiamoli nel territorio da esso controllato, dove devono essere impiantate apposite strutture di accoglienza finanziate dall'UE/ONU. Contemporaneamente aiutiamo il Governo libico a riprendere il completo controllo del suo paese. TOGLIERE LA LIBIA DALLE MANI DI FANATICI E CRIMINALI E' SENZ'ALTRO ANCHE NEL NOSTRO INTERESSE ! Deve essere chiaro che se non fermiamo i profughi in Libia dovremo accoglierli in UE. Siamo certi che è questo che i nostri cittadini desiderano?! L'Australia, per bloccare il flusso di clandestini verso le sue coste (in particolare in direzione Christmas Island) ha addirittura stipulato accordi con altri stati (Papua Nuova Guinea e Nauru) per portare là i profughi e farli ospitare in appositi centri di accoglienza.
Redazione