Ultimo aggiornamento01:12:36 PM GMT

Sei qui: Politica Articoli

Articoli

Bologna. Collaborazione istituzionale fra Città metropolitana, Unioni e singoli Comuni

E-mail Stampa PDF

Approvata la Convenzione quadro per la gestione comune di funzioni
Lo schema di Convenzione quadro per la collaborazione fra Città metropolitana, Unioni e singoli Comuni, approvato ieri pomeriggio dal Consiglio all'unanimità, rappresenta l'avvio della collaborazione istituzionale auspicata dalla legge 56/2014 e ribadita dallo Statuto di Palazzo Malvezzi. La Convenzione, presentata in Aula dal sindaco metropolitano Virginio Merola, ha infatti l'obiettivo di individuare nuove forme di organizzazione delle funzioni metropolitane e comunali secondo i principi di semplificazione, economicità ed efficienza.
In virtù della Convenzione il Sindaco metropolitano, i Presidenti delle Unioni nonché i Sindaci potranno sottoscrivere accordi attuativi (nei limiti dei rispettivi Statuti e Regolamenti) per definire l'oggetto della collaborazione nelle materie previste, le modalità organizzative per il suo svolgimento nonché la ripartizione degli oneri finanziari.
Il documento prevede sostanzialmente due forme di collaborazione: l'Ufficio comune metropolitano, che si configura come una nuova struttura organizzativa senza personalità giuridica, costituita con risorse dei partecipanti all'accordo; la delega, che è lo strumento mediante il quale le Unioni o i singoli Comuni assegnano attività di carattere istruttorio, preparatorio ovvero consultivo e/o di controllo agli uffici della Città metropolitana mantenendo la titolarità della funzione o del servizio interessato.
Gli accordi attuativi potranno riguardare l'esercizio di funzioni amministrative, l'erogazione di servizi, lo svolgimento di attività e la realizzazione di opere nei diversi ambiti di materia a rilevanza metropolitana: Servizi generali, Personale, Bilanci e tributi, e-government, Lavori pubblici, Territorio e ambiente, Sviluppo economico e sociale.
Gli Uffici comuni avranno sede presso la Città metropolitana ovvero presso l'ente capofila definito nei relativi accordi attuativi individuando le risorse umane in dotazione all'ufficio comune fra il personale degli enti sottoscrittori.

Redazione

Sicurezza. SIULP: segnale ilportante del Governo con le assunzioni straordinarie

E-mail Stampa PDF

FELICE ROMANORoma. " Lo chiedevamo da tempo, lo abbiamo ribadito ancora con più forza dopo l'annuncio del Santo Padre di un Giubileo straordinario, poiché si rendeva ancora più urgente è necessaria un'assunzione straordinaria per fronteggiare un evento così straordinario ma impegnativo per la sicurezza, ieri sera l'annuncio del Presidente Renzi è arrivato puntuale a rassicurare i poliziotti e i tanti giovani che attendono di poter indossare la nostra uniforme " afferma Felice Romano, Segretario Generale del SIULP in una nota che commenta l'annuncio del Presidente Renzi relativo ad un'assunzione straordinaria di 2500 nuovi agenti, carabinieri e finanzieri.
Le 2500 assunzioni straordinarie, continua il leader del Siulp, oltre a rappresentare l'ennesimo segnale di attenzione del Governo verso gli operatori del comparto, è anche una risposta a garanzia della sicurezza dei cittadini considerato che esse serviranno per affrontare i grandi eventi immediati e si aggiungono alla normale pianificazione dei concorsi che, peraltro, dal primo gennaio 2016 prevede che solo il 50% dei posti sia riservato ai giovani provenienti dai militari mentre restanti saranno disponibili per tutti i giovani che hanno i requisiti per poter partecipare. Mi auguro, conclude Romano, che ora i 2500 nuovi assunti provengano prima dai giovani VFP4, che attendono ormai da anni di coronare il sogno, poi dagli idonei non ammessi e, qualora questi non siano sufficienti a coprire l'aliquota nel suo complesso, con un nuovo concorso.

Redazione

Polizia: SIULP, grazie Presidente Mattarella, Ministero Alfano e Prefetto Pansa

E-mail Stampa PDF

FELICE ROMANOLe loro parole motivo di orgoglio e incoraggiamento a Poliziotti
Le parole di apprezzamento, riconoscimento e vicinanza alle donne e agli uomini della Polizia di Stato espresse dal Presidente Mattarella, che hanno anche spiegato il perché del conferimento alla Bandiera della Polizia di Stato della medaglia al Valor Civile per i meriti nella gestione dell'ordine pubblico, così come quelle di plauso del Ministro Alfano e dello stesso Capo della Polizia Pansa, sono per i poliziotti motivo di orgoglio e linfa per rinvigorire la lotta alla criminalità e rinnovare il totale spirito di abnegazione al servizio del Paese e di tutti gli italiani. Lo afferma, a seguito della cerimonia del 163° anniversario della Polizia Felice Romano (in foto), Segretario Generale del SIULP, che è il più grande e confederale sindacato dei poliziotti.
Le parole di riconoscimento e plauso del Ministro e del Capo della Polizia sono state lusinghiere e motivo di orgoglio per tutti noi, sottolinea il leader del SIULP, così come importanti e attesi sono stati i precisi impegni che gli stessi hanno assunto in materia di riordino del modello e delle carriere del personale che, insieme alla revisione e razionalizzazione delle funzioni di tutte le Forze di polizia, in una logica che eviterà le duplicazioni e le sovrapposizioni, e all'attuazione di un migliore e rafforzato coordinamento, saranno la base per un ammodernamento dell'intero sistema per renderlo al passo delle nuove e più complesse sfide che dovremo affrontare.
Un processo che, in linea con le compatibilità di bilancio che i tempi attuali impongono, riuscirà ad aumentare e migliorare il servizio esaltando e valorizzando le donne e gli uomini della Polizia di Stato. Il lavoro è già iniziato, conclude Romano, pur con le inevitabili difficoltà che un siffatto e ambizioso progetto comporta ma anche con la rinnovata consapevolezza, dopo gli impegni di Alfano e Pansa, che la strada è nella giusta direzione e presto taglierà il traguardo.

Redazione

Profughi dalla Libia. Altra Destra: assolvere al solo l’obbligo del salvataggio non è sufficiente !

E-mail Stampa PDF

Parente - Baldini conferenza" Sull'obbligo giuridico e morale di far di tutto perché non muoiano in mare non si discute, ma non è una soluzione al problema" questa la pozione del Coordinatore Regionale, Daniele Baldini, e del Coordinatore Città Metropolitana, Raffaele Parente, del neo partito Altra Destra nel corso della tavola rotonda tenutasi a Bologna, sul tema della questione dei profughi dalla Libia.
" Che fare? Domanda facile da porre, ma a cui è difficile rispondere" - hanno sottolineato Baldini e Parente:
" Innanzitutto dovremmo decidere quale risultato vogliamo perseguire. Se si tratta solamente di impedire che delle persone muoiano in mare può forse bastare aumentare il numero delle navi, magari avvicinandole alla costa del Nord-Africa. Resterebbe però non risolta la questione, non secondaria, relativa alla successiva accoglienza dei profughi. Dovremmo allora batterci nelle competenti sedi dell'UE affinché siano ripartiti tra tutti i paesi membri (NESSUNO ESCLUSO) in base a criteri oggettivi quali, ad esempio, il PIL e l'attuale rapporto tra cittadini ed extra-comunitari di ciascun paese. Sarebbe profondamente ingiusto se una tale emergenza fosse lasciata sulle spalle dell'Italia e, in parte, della Spagna, della Grecia e di Malta o se qualche paese dell'UE se ne tirasse fuori. Sia chiaro che così facendo il flusso di clandestini comunque non si interromperà e anche distruggere i barconi/gommoni in mare (sempre che le norme anti inquinamento lo permettano...sembra incredibile...), dopo aver raccolto i profughi, non è detto che sia sufficiente. I guadagni di tale traffico sono probabilmente tali che i criminali possono anche permettersi la perdita delle imbarcazioni.
E' senz'altro necessario aiutare i governi dei paesi attraversati dai flussi migratori affinché siano in grado di bloccarli e utilizzare ogni possibile leva economica e politica (non escludendo quella militare, se proprio inevitabile) per porre fine o almeno attenuare i disastri economici e sociali nei paesi da cui fuggono. Contemporaneamente si deve intensificare la lotta alle organizzazioni criminali che gestiscono questi flussi di migranti, oltre che arrestare gli scafisti e comminare loro pene detentive severe. In ogni caso questi sono interventi che, pur se fossero attuati domani, richiederanno tempi medio/lunghi per sortire effetti visibili.
Tuttavia il problema dei profughi richiede interventi immediati, già troppo tempo si è perso in chiacchere (all'ONU è normale, per l' UE è una vergogna).E' da escludere il bombardamento dei barconi sulla costa. Sarebbe fin troppo facile per i trafficanti nasconderli tra le case o metterci accanto dei civili, magari gli stessi profughi, per evitare questo tipo di intervento armato. Se si vuole bloccare, o almeno ridurre considerevolmente il fenomeno, si deve pensare ad altre soluzioni.
In accordo con il Governo libico, quello cioè con sede provvisoria a Tobruk e , se possibile, con un mandato dell'ONU (con un'apposita Risoluzione del Consiglio di Sicurezza), si possono esaminare due possibili interventi.
Il primo comporta l'invio di truppe a terra che prendano il controllo della costa libica, impedendo così la partenza dei barconi e provvedano all'approntamento di campi profughi in Libia. Naturalmente, via via che il legittimo governo locale fosse in grado di gestire i territori sottratti alle bande ribelli, sarebbe quest'ultimo ad assumersene il controllo, pur se supportato dalla comunità internazionale. Si può pensare, ad esempio, ad aiuti economici, rifornimenti militari e sanitari, addestramento del suo esercito e della sua polizia e così via. Le truppe europee sarebbe ovviamente ritirate il prima possibile.
Il secondo, se non si vuole far sbarcare le truppe, comporta l' istituzione di una sorta di blocco navale. Inviamo le navi a prendere i profughi vicino alla costa libica per evitare naufragi e, sempre in accordo con il Governo libico, portiamoli nel territorio da esso controllato, dove devono essere impiantate apposite strutture di accoglienza finanziate dall'UE/ONU. Contemporaneamente aiutiamo il Governo libico a riprendere il completo controllo del suo paese. TOGLIERE LA LIBIA DALLE MANI DI FANATICI E CRIMINALI E' SENZ'ALTRO ANCHE NEL NOSTRO INTERESSE !  Deve essere chiaro che se non fermiamo i profughi in Libia dovremo accoglierli in UE. Siamo certi che è questo che i nostri cittadini desiderano?! L'Australia, per bloccare il flusso di clandestini verso le sue coste (in particolare in direzione Christmas Island) ha addirittura stipulato accordi con altri stati (Papua Nuova Guinea e Nauru) per portare là i profughi e farli ospitare in appositi centri di accoglienza.

Redazione

Bologna "AD" mobilitata per abrogare la Legge Merlin e tassare i proventi della prostituzione

E-mail Stampa PDF

AD BOLOGNABologna. Dopo i numerosi interventi del Coordinatore Regionale di Altra Destra, Daniele Baldini, e del Coordinatore della Città Metropolitana,  Raffaele Parente, sulla questione legata alla prostituzione ed i  provvedimenti locali di alcuni Sindaci, il neo partito guidato da Sveva Belviso ha presentato a Roma la proposta di legge di iniziativa popolare a sostegno dell'abrogazione della Legge Merlin, la libertà di esercizio della prostituzione come attività di lavoro autonomo e pene maggiori per lo
sfruttamento. La proposta di legge, che dovrà essere sottoscritta da 50.000 cittadini, ha come obiettivi l'abrogazione della legge Merlin, il riconoscimento dell'attività come un lavoro autonomo in domicilio privato e senza vincolo di subordinazione lavorativa, favorendo così l'emersione fiscale e previdenziale dell'attività e il divieto d'esercizio della prostituzione in luoghi all'aperto e nelle pubbliche strade e l'inasprimento delle pene per chi sfrutta la prostituzione con aggravanti per i casi di sfruttamento minorile.
"In Italia, secondo i dati della Commissione affari sociali della camera, il giro di prostituzione coinvolge dalle 50.000 alle 70.000 prostitute, con 9 milioni di clienti e un giro di affari di 3,5 miliardi l'anno. Il 65% dell'attività, tuttavia, è esercita in strada e il 20% coinvolge prostitute minorenni, vittime della tratta, con una elevata percentuale di clienti che chiede rapporti non protetti. Si tratta di un fenomeno di vasta portata, che sfugge completamente ad imposizione fiscale e contributiva e va ad alimentare potenti gruppi criminali – commenta Sveva Belviso, leader di Altra Destra – Oggi, alla luce del fatto che l'Europa ha imposto ai paesi membri di
calcolare, ai fini della determinazione del PIL, anche una serie di attività illecite (come la droga e la prostituzione), è ovvio che questo fenomeno debba essere portato alla luce e preso in considerazione".
"Dal punto di vista sociale, rispetto alla legge Merlin, la nostra proposta prevede una pena per chi sfrutta la prostituzione da 3 a 10 anni, raddoppiata in caso di persona minore, tossicodipendente e in stato di bisogno; pene severe per chi si prostituisce in strada e non rispetta la regolamentazione con una pena da 2 a 5 anni con la multa da 1.000 a 10.000 euro e l'adozione di strumenti volti al contrasto dello sfruttamento della prostituzione, della tratta e della riduzione in schiavitù e sostegno ai progetti di mediazione e supporto sociale.
La nostra proposta di legge vuole impegnare il Paese a regolarizzare una volta per tutte il fenomeno della prostituzione, tutelando le donne che decidono liberamente di praticarla, quindi con regolari contributi derivanti dal pagamento delle tasse ed eliminando quella su strada gestita prevalentemente da criminali e sfruttatori. Da domani inizieremo la raccolta firme su Roma e a partire dalla prossima settimana saremo presenti nelle altre piazze italiane." – conclude Belviso.

Immigrazione, Gambarini (FI): "Si elabori una strategia per aiutare queste persone nei loro Paesi"

E-mail Stampa PDF

Francesca GambariniRoma - "Continuano gli sbarchi di immigrati sulle nostre coste. Ormai il nostro sistema di accoglienza è saturo e Alfano non sa più cosa fare e vorrebbe più risorse. Questo significa che la sua strategia è un fallimento totale". Lo scrive in una nota Francesca Gambarini, capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Fidenza (Pr) "Insieme alla sinistra - prosegue - , ha portato avanti una politica di accoglienza indiscriminata senza capire che l'Italia non è in grado di ospitare e soccorrere tutte queste persone. Servono più risorse prima di tutto per gli italiani che non arrivano a fine mese. Ma forse Alfano, chiuso nei palazzi romani, non se è accorto. E' ora che finalmente l'Italia faccia sentire la propria voce nelle sedi che contano e, insieme all'Unione Europea, si inizia ad elaborare una strategia per lo sviluppo dei Paesi di provenienza degli immigrati. Dobbiamo aiutarli ma a casa loro. Mi viene, però, il dubbio che ha qualcuno interessi tenere vivo il business degli immigrati, che verrebbe bene se gli Stati interessati iniziassero un proprio percorso di sviluppo economico. La situazione è sempre più delicata e non va strumentalizzata per fare cassa elettorale. Servono proposte serie e concrete. Le urla non hanno mai risolto nessun tipo di problema e non inizieranno a farlo ora".

Redazione

DEF, Romano (SIULP): attendiamo convocazione dal Governo

E-mail Stampa PDF


FELICE ROMANORoma. " Attendiamo, dopo sei anni di blocco contrattuale e una gravissima perdita del potere di acquisto delle nostre retribuzioni, la convocazione dal Governo per la consultazione sul Def prima e sulla legge stabilità poi. E non solo perché espressamente previsto dalla legge, in funzione della norma che ha statuito la specificità del Comparto Sicurezza e Difesa, o per la grave disparità che si è creata relativamente al potere d'acquisto tra le retribuzioni dei dipendenti privati rispetto a quelli pubblici, ma soprattutto per recuperare quella spinta motivazionale necessaria e non rinviabile in funzione delle attuali e gravose sfide che le donne e gli uomini della sicurezza devono affrontare per l'Expò, il Giubileo straordinario e per la pressante e attualissima minaccia del terrorismo internazionale di matrice islamica ".
È quanto rimarca il Segretario generale del SIULP, Felice Romano in merito ai lavori dell'esecutivo per l'approvazione del documento di economia e finanza.
Per uscire definitivamente dalla crisi, sottolinea Romano, il Paese necessità di un grande patto sociale e delle idonee condizioni per rilanciare lo sviluppo economico e la crescita. Tra i fattori determinati e moltiplicatore di queste condizioni, perché contrasta la criminalità e la corruzione, azioni che frenano gli investimenti e rallentano la crescita, c'è sicuramente il sistema sicurezza.
Ecco perché investire sul rinnovo del contratto di lavoro del Comparto sicurezza significa ridare motivazione ed energie a chi, in prima linea, è impegnato a rimuovere tutti gli ostacoli per la creazione di un nuovo modello del sistema Paese che ridia slancio e concretezza all'azione del Governo.

Redazione

Bologna. Luca Uguccioni è Segretario generale della Città metropolitana

E-mail Stampa PDF

Il Consiglio metropolitano ha approvato oggi pomeriggio all'unanimità la Convenzione tra Città metropolitana e Comune di Bologna per svolgere in modo coordinato le funzioni di Segretario generale, gestione che permetterà diversi vantaggi sia in termini di efficienza che di risparmio di spesa. Inoltre la coincidenza della figura del Sindaco nei due enti, in correlazione con l'unicità della figura del Segretario, consentirà l'ottimale svolgimento delle funzioni in modo da consentire continuità amministrativa e operativa tra Comune e Città metropolitana. Luca Uguccioni, Segretario generale del Comune di Bologna dal 3 ottobre 2011, dovrà quindi prestare servizio in ciascuno dei due enti in misura proporzionale rispetto alle percentuali di ripartizione dei costi (80% a carico del Comune di Bologna e 20% della Città metropolitana).
"La convenzione di segreteria – ha sottolineato il sindaco Virginio Merola – può costituire un primo strumento sul quale sperimentare potenziali sinergie con i Comuni del territorio, obiettivo prioritario che la Città metropolitana intende perseguire nell'esercizio delle proprie funzioni".


Redazione

Bologna. Altra Destra: Sinistra in fibrillazione , con asse " non di sinistra ” si può vincere

E-mail Stampa PDF
II coordinatore regionale di Altra Destra: " La neo lista civica Alternativa al PD, deve fare riflettere tutto il centrodestra moderato "
Bologna. Ogni giorno una novità politica, civica o altro, comunque una novità che serve da termometro sulla politica locale e nazionale , così commenta il Coordinatore Regionale Altra Destra Daniele Baldini la notizia della neonata Lista Civica "alternativa al PD, ai suoi alleati e alle destre" che si presenterà a Bologna alle amministrative del 2016. L'attuale situazione nell'area della sinistra, secondo Baldini, è un segnale tangibile di un conflitto ideologico-programmatico e deve essere percepito come una vera occasione di rivalsa per il centrodestra alla prossima tornata elettorale a Bologna. Lo stesso propone una tavola rotonda dove fare sedere tutte le forze in campo, civiche e partitiche, con lo scopo di presentare un unico simbolo per una " Federazione, Galassia o altro..... e soprattutto con un unico candidato scelto con primarie di centrodestra o meglio "Non di sinistra". A sostegno delle parole di Baldini interviene anche il Coordinatore di Bologna Città Metropolitana Raffaele Parente che rilancia l'appello a tutte le forze politiche e civiche chiedendo di accantonare vecchie ruggini e ponderare le scelte per il bene comune.

Redazione

Pagina 12 di 31