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Brera Design Week in scena dal 6 al 12 giugno

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Brera Design WeekL'edizione 2022 di Brera Design Week in scena dal 6 al 12 giugno raccoglie le sfide della contemporaneità e promuove il tema "Tra Spazio e Tempo " proposto da Fuorisalone.it, declinandolo in "Progettare il presente, scegliere il futuro".

Raccogliere e interpretare le necessità del presente è il punto di partenza per affrontare le sfide di domani. Da queste necessità prende forma l'edizione 2022 della manifestazione, tra mostre, installazioni, novità di prodotto svelate nelle vie e negli showroom della città. Il design è uno strumento utile per far fronte alla criticità di oggi, per dare forma a idee e soluzioni creative che possano portare valore nelle nostre vite.

Brera Design Week vi aspetta con 168 eventi, 314 aziende e designer, 108 showroom permanenti.

Info: www.breradesignweek.it

Redazione

Al teatro Duse da giugno le rassegne per ragazzi

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FOTO - FANTATEATRO 4"Un'estate...mitica!' e 'fantateatro danza" dal 14 giugno al 23 settembre 2022 

Bologna. Dalle avventure di Ulisse al volo di Icaro, dallo stratagemma di Arianna per uscire dal labirinto alla rivalità tra le dee Era, Atena, Afrodite, dal romanticismo di Eros e Psiche fino alla spedizione di Giasone e la sua ciurma di Argonauti a caccia del vello d'oro.
Tutto il fascino dei miti greci torna in scena al Teatro Duse di Bologna con l'edizione 2022 di 'Un'estate...mitica!', la rassegna firmata Fantateatro e diretta da Sandra Bertuzzi, andata sempre sold-out. Nello specifico, dal 14 giugno all'8 settembre sono previsti 17 spettacoli, alle ore 20.45, per i bambini dai 4 anni in su e le loro famiglie.
Dopo la pausa di agosto, dal 13 al 23 settembre Fantateatro sarà di nuovo sul palco del Duse con un nuovo ciclo interamente dedicato alla danza, sempre adatto dai 4 anni in su. Si tratta di 'Fantateatro danza' che propone due titoli celeberrimi per un totale di 6 appuntamenti, tutti alle ore 18. In calendario, quindi, 'Pierino e il lupo' di Prokofiev (13, 14, 15 settembre) e 'Il lago dei cigni' di Tchaikovsky (21, 22, 23 settembre).
"I caratteri, le sfide e le peripezie dei personaggi dell'Olimpo - spiega la regista Sandra Bertuzzi - si sono dimostrati strumenti perfetti per stimolare la fantasia dei più piccoli attraverso un linguaggio drammaturgico divertente e appassionante e, al contempo, per farli riflettere sugli insegnamenti che emergono da ciascun racconto". Quanto al nuovo focus di settembre sulla danza, Bertuzzi sottolinea che "il filone legato ai classici più amati e celebri del balletto ha lo scopo di ampliare e arricchire ulteriormente l'esperienza che i bambini potranno fare dello spettacolo dal vivo. È un ulteriore elemento volto a rafforzare la mission che condividiamo con il Teatro Duse e che punta a formare il pubblico di domani".
Entrambe le rassegne fanno parte di Bologna Estate 2022, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna - TerritorioTuristico Bologna-Modena, e del DUSEgiovani, il progetto che il Duse, con il contributo della Regione Emilia-Romagna, dedica alle nuove generazioni di artisti e spettatori.

PROGRAMMAZIONE DEL MESE DI GIUGNO:

UN'ESTATE...MITICA! (ore 20.45)

14, 15, 16 giugno | ULISSE, l'eroe che superò mille avventure

Tra effetti speciali e trovate sceniche, il poema omerico va in scena in un adattamento dinamico e coinvolgente, incentrato sul tema della riconquista dei valori originali e del superamento dei pericoli. Ulisse vorrebbe ritornare agli affetti familiari e alla nativa Itaca, ma il dio del mare Poseidone gli scatena contro tempeste e imprevisti di ogni tipo, costringendolo a innumerevoli peripezie. Nel corso del suo lungo viaggio, Ulisse si imbatte nei mangiatori di Loto, i Ciclopi, il dio del vento Eolo, la potente maga Circe, le temibili e seducenti sirene. Alla fine, l'eroe riuscirà a tornare ad Itaca, ma prima dovrà fare i conti con i Proci che, in sua assenza, hanno tiranneggiato sull'isola.

21, 22, 23 giugno | ICARO, il ragazzo che riuscì a volare

Icaro è il figlio del famoso architetto Dedalo, inventore del labirinto dell'isola di Creta in cui è rinchiuso il Minotauro. Per evitare che i segreti dell'edificio vengano svelati, il re di Creta, Minosse, rinchiude padre e figlio all'interno del labirinto, insieme al mostro. Per scappare, Dedalo costruisce delle ali e le fissa al corpo del figlio con della cera. Malgrado gli avvertimenti del padre di non volare troppo alto, Icaro si fa prendere dall'ebbrezza del volo e finisce per avvicinarsi troppo al sole. Fantateatro propone questo celebre mito sul superamento dei propri limiti con poesia e delicatezza.

28, 29, 30 giugno | ARIANNA e il suo filo

Per sfamare il Minotauro, il terribile mostro che vive in un gigantesco labirinto sull'isola di Creta, il re Minosse pretende che, ogni nove anni, gli ateniesi mandino a Creta sette fanciulli e sette fanciulle. Una sventura contro cui decide di battersi Teseo, figlio del re di Atene. Offrendosi tra le vittime, con l'intento di uccidere il mostro, Teseo parte per Creta. Giunto sull'isola, il ragazzo incontra Arianna, figlia di Minosse, e se ne innamora. La fanciulla decide così di aiutarlo dandogli un gomitolo di filo. Srotolando il gomitolo nell'avanzare, il filo permetterà al giovane eroe di ritrovare l'uscita dal labirinto e compiere l'impresa. Fulcro della storia è Arianna, figura femminile di grande forza e fascino per gli spettatori di ogni età.

( info: teatroduse.it )

Redazione

“I FANTASMI DI VIA VENETO” di Omar Di Maria

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copertina I FANTASMI DI VIA VENETOVerso la fine degli anni settanta, Olindo – per gli amici Olii, un avvocato che è riuscito a farsi strada e che vive di rendita, diventa in quel periodo un imperatore della notte romana. La sua giornata inizia e finisce nella zona di via Veneto, nel quartiere nobile della capitale, dove Federico Fellini portò alla luce "la dolce vita", mettendo in risalto i locali tipici di quell'epoca fantastica uno fra tutti il CAROUSEL, un vero e proprio ritrovo.
Olindo con la sua spensierata gioventù trascorre le sue serate alternandosi tra il pippotto (striscia di cocaina rosa), fornito da Beppe il Giapponese, le penne all'arrabbiata e lo champagne consumati in compagnia di Frida (una giovane entraineuse argentina di cui è amante) e la grande passione per la musica.
De Maraglis appare come l'ultimo vero protagonista di quella "dolce vita" felliniana romana e, ormai, al tramonto. A fare da sfondo è una Roma sotterranea con le sue storie celate e le sue strade illuminate da vecchi lampioni gialli dove i primi spacciatori trovavano tra i loro clienti puttanieri, le prostitute stesse, ma anche vip dello spettacolo e del cinema.
La città eterna e lo stesso paese stavano però cambiando, si ritrovarono sempre più in balia di estremismi, di rivoluzioni universitarie e di terroristi che segneranno inevitabilmente la fine di una stagione e l'inizio di un nuovo ciclo. Sarà questo motivo che spingerà Olindo a cambiare vita, finalmente?
Un enigma che nemmeno Nettuno, bensì nella capitale abbia conosciuto virtualmente: Enzo Lamorgese, Michele Azzarone, Gianni Sparla, Gil Cagnè, Umberto Bindi e Walter Chiari, è riuscito a catturare.

Che dire di Omar, amico carissimo dai tempi del Paradiso di Covignano, che come un eremo del santo ballo, guardava l'altra "dolce vita" di Rimini non distante per motivi ideologici da quella imperiale avvolta durante la notte dove la luna con la sua pienezza sorvegliava il popolo tra uno sbadiglio e l'altro?
Ieri presso la libreria Mondadori di Cesena in viale Carducci, è stato presentato questo nuovo romanzo, scritto con grande passione e il pianto della nostalgia. Posso solo limitarmi a dire, senza demagogia, che I FANTASMI DI VIA VENETO, hanno segnato un'epoca per molti di noi e che anche i giovani, le nuove generazioni, leggendo il testo molto fluido dell'autore pesarese, capirebbero che tra le virtù di allora, dalla notte all'alba vivevano sbandati sani con una ideologia non solo fatta dal buon costume, ma dal senso di appartenenza.
Consiglio a tutti di leggere questo romanzo che non potrà mai tramontare, viceversa crescerà nel tempo con un lungo cordone ombelicale.

Carlo Costantini

Teatro Duse Bologna. Concerto, il 24 e 25 maggio "Vivaldi Piazzolla, le stagioni danzanti’

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FOTO - VIVALDI PIAZZOLLAReduce dal successo di 'Rigoletto', il 24 e 25 maggio alle ore 21 l'Orchestra Senzaspine torna al Teatro Duse di Bologna, nell'ambito del DUSEgiovani, con un nuovo concerto intitolato 'Vivaldi Piazzolla, le stagioni danzanti', in cui le celeberrime 'Quattro Stagioni' di Antonio Vivaldi (1725) incontrano "Las Cuatro Estaciones Porteñas" di Astor Piazzolla, incise tra il 1965 e il 1970. Dal Settecento al Novecento, da Venezia a Buenos Aires, dal Barocco al Tango, da Vivaldi a Piazzolla, appunto. Questo il viaggio in musica proposto dall'ensemble diretto da Tommaso Ussardi e Matteo Parmeggiani.

Sul palco dialogheranno, quindi, l'armonia classica europea e la forza drammatica sudamericana. Due mondi distanti circa duecento anni, il primo caratterizzato dal descrittivismo bucolico e dalla predominanza della natura nella sua fisicità, il secondo collegato alle passioni umane e radicate in un atteggiamento rivolto all'interiorità. Un concerto, quindi, in cui tradizione e modernità si incontrano nella magia di otto stagioni: stagioni naturali e stagioni dell'anima.

Stili, epoche, luoghi che si intrecciano restituendo immagini, emozioni ed interpretazioni diverse del rapporto tra uomo e natura nel tempo. Un viaggio sonoro e visivo dove la musica si fonde nei movimenti dei corpi danzanti, tra ritmi travolgenti, armonie persuasive e melodie evocative. Violino solista Pietro Fabris, violino di spalla dell'Orchestra Senzaspine. La drammaturgia, invece, è firmata da quattro coreografi dello Studio Danza Ensemble (Silvia Baioni, Caterina Campagna, Christian Fara e Marika Mazzetti) e mette in scena i due mondi musicali cui è dedicato il programma. Vivaldi, con la predominanza della natura che investe la fisicità della danza, a volte più espressiva e selvaggia, a volte più sinuosa e malinconica; Piazzolla, con atmosfere che esprimono le passioni umane attraverso movimenti astratti, rappresentazione del tormento dell'anima o esplosione di energia corale. Un concerto per tutti e tutte: appassionati, famiglie, giovani, bambini.

BIGLIETTI

Posto unico: Intero 25 euro | Ridotto* € 22,50 | Under35 15 euro | Under12 7 euro.  *Sconti tessere Soci Arci, Coop, Carta insieme Conad 10%

BIGLIETTERIA

Teatro Duse - Via Cartoleria, 42 Bologna - Tel. 051 231836 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Dal martedì al sabato, dalle ore 15 alle 19 e da un'ora prima dell'inizio dello spettacolo.

On line: teatroduse.it | Vivaticket

Mercato Sonato - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. | www.senzaspine.com

Redazione

Pesaro. Il 21 e 22 maggio torna "Buongiorno Ceramica"

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Buongiorno Ceramica  1Apertura delle botteghe storiche, visite guidate a tema, laboratori per i più piccoli e dimostrazioni pratiche, ai Musei Civici, e apertura del museo CAME al Liceo Artistico Mengaroni

Il Comune di Pesaro - Assessorato alla Bellezza, in collaborazione con Sistema Museo e l'Associazione Amici della Ceramica di Pesaro, partecipa anche quest'anno a Buongiorno Ceramica, grande festa della ceramica italiana, giunta alla sua ottava edizione, promossa da AICC, Associazione Nazionale Città della Ceramica.

L'obiettivo è quello di portare gli appassionati e i curiosi dentro le botteghe, gli studi e gli atelier dove la maiolica artistica e artigianale viene pensata e creata tutti i giorni. Ma non solo, in programma anche visite guidate a tema, laboratori per i più piccoli e dimostrazioni pratiche ai Musei Civici, per riportare l'attenzione su questa secolare attività artistica in cui i ceramisti della città si sono cimentati e specializzati a partire dal Trecento.

A Palazzo Mosca - Musei Civici verranno ospitate una serie di iniziative coinvolgenti.

Sabato 21 maggio alle 16 e alle 17 in programma "A caccia di raffaellesche!" Famiglie e bambini sono invitati ai laboratori a cura dell'Associazione Amici della Ceramica di Pesaro; prendendo spunto dalla decorazione 'a raffaellesca' presente sulle maioliche rinascimentali dei Musei, ogni partecipante avrà modo di creare personali figure mostruose, grottesche e fantastiche. Gli oggetti realizzati verranno poi cotti e consegnati successivamente. Prenotazione consigliata (massimo 10 partecipanti per turno).

Domenica 22 maggio alle 10.30 e alle 16.30 partono le visite guidate tematiche, a cura di Sistema Museo, con focus sulle maioliche delle collezioni museali che hanno come fonte iconografica di riferimento le invenzioni artistiche derivate da Raffaello e dai suoi collaboratori; a seguire Raffaello in Sonosfera®, esperienza immersiva messa a punto per il quinto centenario della morte del Divin Pittore. L'arte del maestro urbinate viene raccontata attraverso il suono tridimensionale e la visione a 360° che permette di immergersi nella bellezza del capolavoro forse più significativo di Raffaello: il ciclo di affreschi nella Stanza della Segnatura dei Musei Vaticani. Prenotazione obbligatoria (massimo 25 partecipanti per turno, ingresso 10 euro).

Nel pomeriggio, dalle 15.30 alle 18.30 la corte dei Musei Civici ospiterà come di consueto i maestri dell'Associazione Amici della Ceramica di Pesaro che saranno all'opera nelle dimostrazioni delle varie fasi di creazione di un oggetto ceramico, dalla modellazione alla decorazione finale.

Sabato 21 maggio verrà aperto anche il CAME, museo scolastico del Liceo Artistico Mengaroni, con possibilità di visita guidata alla scoperta della collezione permanente interamente dedicata alle ceramiche realizzate dagli allievi negli anni Cinquanta del secolo scorso (10 - 12.30 /15 - 17.30 visite ogni 30 minuti, ingresso libero).

Sia sabato che domenica le botteghe e i laboratori ceramici saranno a porte aperte e si potrà ammirare la loro produzione, dalla tradizione classica al contemporaneo, oltre che assistere alle fasi di lavorazione e decorazione: Molaroni in via Luca della Robbia 9/11, Studio d'Arte Tiziano Donzelli in via Toscanini 5, Atelier Desimoni, con possibilità di workshop su prenotazione, in via Monte Argentario 119, Ceramiche Bucci in Strada della Romagna 143 a Cattabrighe. Info: www.pesaromusei.it

Redazione

ARTE FIERA 2022 al via dopo due anni e mezzo

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Logo ARTEFIERABologna – Arte Fiera riapre le porte dal 13 al 15 maggio 2022, animata da uno spirito di ripresa e dal desiderio di poter ritrovare in presenza gli operatori e il pubblico dell'arte, dopo la decisione di rimandare la tradizionale edizione di fine gennaio a causa della pandemia.

Terza edizione fisica sotto la direzione artistica di Simone Menegoi - quella del 2021 è stata sostituita dal progetto culturale online Playlist. Arte Fiera 2022 ripropone i punti di forza della formula messa a punto nelle due edizioni precedenti, puntando con decisione alla qualità espositiva.

"Arte Fiera si ripresenta a testa alta: con una selezione di gallerie senza cedimenti qualitativi, e che si arricchisce anzi di alcune interessanti new entry; con allestimenti rinnovati; con un percorso di visita più razionale ed efficiente", dichiara Menegoi.

L'ossatura della fiera si consolida nell'edizione a venire, con tre sezioni curate e su invito che affiancano la Main Section per approfondire altrettanti ambiti importanti per l'identità della fiera: l'arte moderna e del dopoguerra storicizzato (Focus), la pittura del nuovo millennio (Pittura XXI), la fotografia e il video (Fotografia e immagini in movimento).

La selezione mirata di gallerie si unisce a un approccio che punta a dare spazio alle poetiche individuali, con l'esplicito invito rivolto agli espositori di presentare un numero limitato di artisti. Come in passato, inoltre, sono state incoraggiate le proposte monografiche, tanto per gli artisti storicizzati quanto per le ultime generazioni. Gli stand monografici - 35, circa un quarto del totale - costituiscono anche nel 2022 una presenza significativa.

Quanto agli obiettivi di fondo, la più longeva fiera d'arte italiana (è stata fondata nel 1974) rimane fedele alla propria vocazione: essere la manifestazione di riferimento per le gallerie italiane e per l'arte italiana del XX e XXI secolo.

Come nel 2020, la fiera avrà luogo nei padiglioni 15 e 18, dedicati rispettivamente al contemporaneo e all'arte del XX secolo, ma con un nuovo percorso di accesso che permetterà di scegliere liberamente quale padiglione visitare per primo.

Nuovo anche l'allestimento degli stand, più elegante e curato, che delinea la scelta di BolognaFiere di investire nella manifestazione per accrescerne la qualità, senza far ricadere il costo sulle gallerie.

In questa edizione sono 142 le gallerie che parteciperanno ad Arte Fiera 2022, la lista completa è disponibile al link: https://www.artefiera.it/artefiera/elenco-gallerie/9719.html

Redazione

" NO, NEON, NO CRY " dal 12 maggio al MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna

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NeonBologna– La Project Room del MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna torna a giocare il suo ruolo di contenitore tematico che accoglie, ricostruisce, racconta e valorizza le esperienze artistiche del territorio bolognese ed emiliano-romagnolo, dopo un breve periodo di chiusura per lavori.
Dal 12 maggio è infatti aperta e visibile al pubblico NO, NEON, NO CRY, a cura di Gino Gianuizzi, mostra che tenta una narrazione della complessa, sfaccettata, "disordinata" storia della galleria neon.

Nata nel 1981 senza un programma, senza strategia, senza budget e senza obiettivi predeterminati, neon è stata un laboratorio permanente, una comunità per artisti, critici e curatori e un luogo di formazione per tutte le persone che vi hanno collaborato. Dal suo archivio risultano oltre trecento mostre all'attivo, alle quali si sono aggiunte nel tempo numerosissime attività collaterali, collaborazioni e iniziative esterne.
Questa immensa mole di materiali ha posto una sfida al curatore, da sempre anima della galleria: come approcciarsi alla magmatica attività ultra quarantennale di neon per raccontarla attraverso una mostra, senza limitarsi al progetto strettamente documentale o, all'opposto, tentare un impossibile "best of" degli artisti e delle opere che vi hanno trovato accoglienza.
La risposta di Gino Gianuizzi è il ricorso alla formula della wunderkammer: lo spazio della Project Room del MAMbo verrà abitato da opere in proliferazione, da un accumulo visivo in cui inoltrarsi con circospezione tentando di decifrare i singoli lavori e di ricondurli agli artisti.
Una sorta di organismo complesso, una comunità che continua a dialogare, discutere, mettere in dubbio e a rafforzarsi nella contaminazione.

Sebbene sia volutamente escluso l'approccio sistematico e ancor di più il percorso cronologico, in mostra sono rintracciabili testimonianze dei diversi momenti che neon ha vissuto nel tempo. La sua attività inizia nel clima della Bologna post '77: mentre l'arte contemporanea italiana celebra la Transavanguardia, nei primi anni '80 neon parte dall'Enfatismo e dal rapporto privilegiato con Francesca Alinovi per esplorare altre e diverse strade.
La fase successiva si colloca tra il 1987/88 e i primi anni '90. In questi anni neon si struttura maggiormente come spazio espositivo, rafforza la collaborazione con Roberto Daolio e con altri critici e curatori più giovani, diventando punto di riferimento per una generazione di artisti nati fra la fine degli anni '60 e la metà dei '70, non solo in area locale ma in ambito italiano. È un periodo in cui si tengono mostre importanti in cui neon e i suoi artisti trovano spazio: Ipotesi Arte Giovane (1990, Fabbrica del Vapore, Milano); Nuova Officina Bolognese (1991, Galleria d'Arte Moderna, Bologna); Soggetto/soggetto. Una nuova relazione nell'arte di oggi (1994, Castello di Rivoli, Torino).
Nel prosieguo degli anni '90 si colloca un terzo momento dell'evoluzione della galleria. Mentre il mercato dell'arte punta sempre più sulla figura del "Giovane Artista" come investimento, in un periodo di grande liquidità economica, neon si ritrova a rivestire il ruolo di fucina di talenti emergenti, grazie alla quale altri galleristi conosceranno e inizieranno a rappresentare artisti gravitanti intorno ad essa, inserendoli nei circuiti ufficiali. Solo sporadicamente l'attività di neon, comunque seguita con interesse, curiosità e attesa viene anche sostenuta da acquisizioni da parte di collezionisti.
La quarta fase inizia a metà degli anni '90. Neon prosegue con il suo ritmo asincrono, fatto di accelerazioni e pause, e porta avanti il suo percorso di ricerca e sperimentazione, un percorso laterale che la pone in una posizione difficile da sostenere: da un lato continua ad essere considerata fra le gallerie di riferimento in Italia e dunque viene inserita tra quelle che operano nel mercato dell'arte e dall'altro è uno spazio non profit, che cerca di entrare in relazione con gli altri spazi non profit che sono nati e che stanno nascendo in questi anni.
Sulla scorta di tali riflessioni inizia un periodo di pausa che prelude alla quinta ed ultima fase in cui neon diventa neon>campobase, con l'obiettivo di farsi laboratorio permanente di idee e di progetti che possono essere restituiti come mostre ma possono anche assumere forme diverse.
neon>campobase si propone come una piattaforma di discussione e di produzione, le collaborazioni si moltiplicano e si incrociano progetti curatoriali, incontri, una speciale attenzione alla ricerca sonora, rassegne video. Nascono inoltre, a Milano, prima neon>projectbox poi neon>fdv, spazi moltiplicatori di relazioni e di collaborazioni, con una nuova spinta alla ricerca in cui si affaccia l'ultima generazione di artisti e curatori. L'esperienza milanese di neon>fdv si conclude nel 2009, quella bolognese di neon>campobase nel 2011.

Dal 2011 al 2021, sebbene non vi sia più uno spazio neon, Gino Gianuizzi prosegue in maniera autonoma un'attività di ricerca in continuità con i percorsi tracciati nel tempo dalla galleria: attraverso la curatela di mostre tra cui Wolfgang Weileder. Meridiano e M+M. 7 giorni (al MAMbo rispettivamente nel 2014 e nel 2016) e due anni di programmazione alla galleria L'Entrepôt di Monaco, così come l'attività di docente all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Per il MAMbo ha inoltre curato, insieme a Claudio Marra, la giornata di studi Indagini di frontiera. Sulle tracce del percorso critico di Francesca Alinovi (26 ottobre 2013), nell'ambito della mostra omonima allestita al museo. Tra le altre curatele: la mostra Portrait of the artist as a young dog 1985/1995 presso FAR, Rimini, 2016, con Danilo Montanari; il progetto Osservatòri. Art Trail a Noto (Siracusa), 2018; la mostra Galleria Neon alla galleria La Veronica a Modica (Siracusa), 2018/2019.

NO, NEON, NO CRY include lavori di 52 artiste e artisti, a testimoniare la ricchezza di relazioni costruite nel tempo da neon: Aurelio Andrighetto, Alessandra Andrini, Sergia Avveduti, Fabrizio Basso, Francesco Bernardi, Maurizio Bolognini, Ivo Bonacorsi, Anna Valeria Borsari, Domenica Bucalo, Angelo Candiano, Maurizio Cattelan, Silvia Cini, Gianluca Codeghini, Daniela Comani, Cuoghi Corsello, Maria Novella Del Signore, Nico Dockx, Drifters, Emilio Fantin, Francesco Gennari, Patrizia Giambi, Paolo Gonzato, Gian Paolo Guerini, Nazzareno Guglielmi, M+M, Mala Arti Visive, Eva Marisaldi, Maurizio Mercuri, Dörte Meyer, Giancarlo Norese, Giovanni Oberti, Marco Pace, Paolo Parisi, Chiara Pergola, Alessandro Pessoli, Gianni Pettena, Marta Pierobon, Leonardo Pivi, Premiata Ditta, Marco Samorè, Fabio Sandri, T-yong Chung, Alessandra Tesi, Diego Tonus, Tommaso Tozzi, Luca Trevisani, Massimo Uberti, Maurizio Vetrugno, Luca Vitone, Francesco Voltolina, Wolfgang Weileder, Alberto Zanazzo.

La mostra apre il 12 maggio nell'ambito di di ART CITY Bologna e in occasione di Arte Fiera e sarà visibile fino al 4 ottobre 2022.
Ad accompagnarla, sarà disponibile una pubblicazione coordinata da Gino Gianuizzi e da Eleonora Mariani, dal titolo NO, NEON, NO CRY con la cura grafica di Matteo Lisanti e realizzata grazie al sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

Redazione

Bologna Festival. Sabato appuntamento del BABY BOFE’ con "Piano di volo"

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BABY PIANO DI VOLOLa grande classica per i piccoli

Bologna. Sabato 14 maggio ore 16.30, al Teatro Testoni Ragazzi, va in scena Piano di volo, secondo appuntamento del BABY BOFE'. Spettacolo musicale per bambini dai 4 agli 8 anni dedicato alla magia del volo, è una produzione di Bologna Festival e La Baracca-Testoni Ragazzi. Viaggio volante per pianoforte e due sognatori, Piano di volo si basa su brani pianistici di Brahms, Schumann, Bartók, Ginastera, Šostakovič per narrare la storia di due simpatici e strambi personaggi: Gustavo e Gioacchino. Gustavo costruisce macchine speciali e Gioacchino sogna di volare, ma senza motore... Volare! Tutto può volare: fogli di carta, piume, palline, suoni e parole. Può succedere che le musiche suonate al pianoforte risuonando nell'aria scatenino nuove emozioni e un irrefrenabile desiderio di volare... Così, Gustavo e Gioacchino, aiutati dalla forza della musica e dell'immaginazione, a ritmo di valzer, metteranno in atto un magnifico "piano di volo". Si replica domenica 15 maggio, ore 16.30.

Redazione

Giacobazzi&Pizzocchi un scena al Teatro Dehon

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Giacobazzi e Pizzocchi Dehon copiaAl Teatro Dehon, mercoledì 11 e giovedì 12 maggio alle ore 21, tornano dopo 2 anni di attesa Giuseppe Giacobazzi e Duilio Pizzocchi.

Giuseppe Giacobazzi è stato consacrato dalle ultime edizioni di Zelig, uno dei nuovi, veri talenti della comicità Italiana. Come lo definiscono Bisio e la Incontrada mentre lo presentano sul palco, un vero "figlio di Romagna". I suoi esilaranti monologhi ci regalano momenti sulla vita di coppia, sull'attualità o molto più semplicemente sulla vita quotidiana che così bene tutti conosciamo, momenti di puro divertimento, a volte incontrollabile.

Duilio Pizzocchi, cabarettista bolognese, propone monologhi basati su una comicità semplice e di sicuro effetto. Ha creato diversi personaggi: dalle storie di nebbia e anguille dell'imbianchino passa alle vicende metropolitane di Cactus, il tipico frickettone di piazza, alle lamentele della Novella, una vecchietta acida sempre attaccata al telefono, per concludere con Ermete Bottazzi, spietato camionista ad alta velocità. Non mancano momenti di improvvisazione e battute legate all'attualità.

RECUPERO SPETTACOLO DELL'8 MAGGIO E DEL 9 MAGGIO 2020
I possessori del biglietti acquistati per la data dell'8 maggio 2020 parteciperanno allo spettacolo di mercoledì 11 maggio 2022.
I possessori dei biglietti acquistati per la data dell'9 maggio 2020 parteciperanno allo spettacolo di giovedì 12 maggio 2022.

Per accedere al Teatro è necessario presentare il titolo d'ingresso precedentemente acquistato. Sarà mantenuto lo stesso posto riportato sul biglietto dell'anno 2020.
Nel rispetto delle normative vigenti, si ricorda che per accedere alla sala sarà necessario indossare la mascherina FFP2 per tutta la durata dello spettacolo.

GIACOBAZZI&PIZZOCCHI: https://www.teatrodehon.it/index.php/newsletter/935

Redazione

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