AST: SIULP, basta scarica barile politica e denigrazione Autorità perché il rischio è lo scontro sociale irreversibile
I fatti accaduti a Roma durante la manifestazione dei lavoratori dell'AST sono preoccupanti e fanno ritornare indietro l'orologio alla fine degli anni 70 quando, per miopia della politica del governo - che fu sordo alle esigenze e ai diritti fondamentali dei lavoratori e dei cittadini, e di alcuni partiti che avevano come unico scopo la denigrazione, a prescindere, dell'Autorità costituita ed in particolare di quella di pubblica sicurezza - le piazze e le strade del nostro Paese divennero incandescenti e ingovernabili sino alla deriva del seme sovversivo propagandato dal terrorismo.
Ripetere oggi, per miopia politica o per giochi di potere tutti interni ai partiti per il mero fine di affermare chi comanda di più anche a costo di farlo sul pelle dei cittadini e dei poliziotti, gli stessi errori degli anni di piombo, sarebbe veramente imperdonabile e foriero di tensioni sociali i cui sbocchi nessuno è in grado di immaginare.
Ad affermarlo in una nota è Felice ROMANO, Segretario Generale del SIULP, il quale nell'esprimere la propria preoccupazione per il rischio di deriva che quel l'episodio può rappresentare, a prescindere dalla professionalità dei poliziotti o dalla giustezza delle rivendicazioni dei lavoratori, condanna senza riserva chiunque, per meri interessi personali, non ha esitato a far scontrare i lavoratori.
Esprimere vicinanza e solidarietà ai poliziotti o ai lavoratori feriti in quella manifestazione non basta e non può essere l'unica cosa sensata da dire o da pensare dopo quanto accaduto. Giacché è necessario, sottolinea il leader del SIULP, definire immediatamente due questioni:
la prima riguarda il fatto che bisogna sia rispettare il difficile e imponderabile lavoro che svolgono le Forze di polizia, che valorizzare, e non depauperare, la funzione dell'Autorità provinciale di P.S., politica e tecnica, atteso che è questo il livello su cui ricade, nei fatti la responsabilità di organizzare, prevede e gestire le manifestazioni di piazza in modo da garantire il diritto a manifestare ma anche il sereno e regolare vivere civile; la seconda si riferisce alla necessità che ognuno faccia fino in fondo, e nel rispetto massimo degli altri, il proprio dovere in modo da prevenire ed evitare ogni condizione o possibilità che si ripeta lo scontro tra lavoratori e rappresentanti delle Forze di polizia atteso che le risposte alle legittime e sacrosante aspettative dei lavoratori vanno date sul piano politico e dell'azione di governo e mai sul piano dell'ordine pubblico.
In tal senso, e anche per dimostrare che il Siulp per primo è pronto a far la propria parte, continua Romano, lanciamo un appello al Governo e alla politica.
Si convochi, come già fatto dopo gli scontri con gli studenti, immediatamente un tavolo intorno al quale far sedere i rappresentanti dei lavoratori che manifestano, quelli dei poliziotti e quelli della politica in modo da ritrovare una serena e condivisa condizione che consenta, nel rispetto dei ruoli e delle reciproche prerogative, una ritrovata fiducia e serenità affinché gli operai che scenderanno i piazza per manifestare le loro legittime aspettative possano trovare modalità e condizioni favorevoli pur nel rispetto delle norme e delle leggi che presiedono il diritto a manifestare di cui poliziotti, nell'interesse dei cittadini stessi, della democrazia e delle leggi sono i garanti.
Mi aspetto, conclude Romano, che al di là delle solite frasi fatte o di circostanza che sentiamo ogni volta che si verificano queste triste situazioni ora si passi ai fatti e si accetti il nostro invito, nell'interesse dei diritti di tutti i lavoratori, in divisa e non, ma soprattutto nell'interesse della democrazia e del nostro futuro.
Redazione



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A Bologna la maglia nera del primo semestre 2014
Una petizione per dire stop al degrado in alcune zone della città ritenute più a rischio. L'idea arriva da Confabitare – Associazione Proprietari Immobiliari - che, da gennaio ha iniziato a raccogliere le firme dei residenti nelle varie zone di Bologna. Altissima la risposta dei cittadini: le firme raccolte sono state più di 15 mila, di cui 10882 residenti in centro storico (67,5%) e 5239 (32,5%) in periferia. La petizione, che è già stata consegnata al Sindaco di Bologna Merola, prevedeva, oltre alla semplice sottoscrizione per la causa "Stop al degrado", anche la compilazione di una scheda-sondaggio in cui era richiesto di annotare il grado di percezione di insicurezza, le motivazioni e la zona di residenza. Analizzando nel dettaglio i numeri della petizione, si scopre che, per quanto riguarda il centro storico, a lamentarsi di più sono i residenti di via Indipendenza e stazione (982 segnalazioni) e gli abitanti del Pratello e dintorni (854), ma la "palma d'oro" delle proteste spetta, senza dubbio, alla zona universitaria (1032). Spostandosi in periferia, a detenere il primo posto in termini di segnalazioni di sporcizia e degrado sono i quartieri San Vitale (2846 firme), Navile (2545) e, a sorpresa, al terzo posto spunta il Savena (2312). Ma di cosa si lamentano i cittadini? Si dimostrano non solo intolleranti, ma ormai decisamente esasperati dalle scritte sui muri e dalla sporcizia per terra e lungo i portici; in particolare, sembra essersi esaurita la pazienza nei confronti di padroni maleducati di cani che lasciano incuranti per strada le deiezioni dei loro animali, senza premurarsi di prendere sacchetto e paletta per pulire. Le "querelles" per le scritte sui muri e la sporcizia hanno raggiunto quota 6921, ovvero il 42,93% del totale, ed interessano soprattutto la zona universitaria ed il quartiere Savena, particolarmente insofferente alla presenza dei nomadi spesso autori di furti e rapine.






















