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Confabitare: il dato ISTAT negativo non comporta la diminuzione dei canoni di locazione

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L'ISTAT ha comunicato che la variazione annuale dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati "senza tabacchi" (quello cui si riferisce la legge sulle locazioni) è stata nel mese di Agosto pari a -0,1%. Per la terza volta la variazione dell'indice dei prezzi al consumo rilevata dall'ISTAT è stata negativa, la prima fu nel 1959 e la seconda nel 2009, e non influisce sui canoni di locazione. La scelta più opportuna - dichiara Confabitare - associazione proprietari immobiliari - è quella di mantenere gli stessi importi dell'anno scorso, ovvero di non praticare adeguamenti. La richiesta che la variazione Istat comporti un aggiornamento in diminuzione del canone è assolutamente infondata.

Redazione

Le società del Gruppo Audi creano opportunità concrete per i giovani in Italia

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DucatiAutomobili Lamborghini e Ducati propongono per la prima volta un progetto di formazione duale con il sostegno della Fondazione
Dipendenti Volkswagen. Un importante progetto sociale che  si rivolge ai giovani, con particolare attenzione alle famiglie economicamente disagiate.  Entro il 21 settembre la presentazione delle domande per aderire al progetto

Un nuovo, importante, progetto sociale è stato lanciato da due società del Gruppo Audi, Automobili Lamborghini e Ducati. Il progetto è destinato alla qualificazione professionale di giovani italiani, con particolare attenzione a quelli provenienti da famiglie economicamente disagiate, ed è stato realizzato in collaborazione con la
Fondazione Dipendenti Volkswagen, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università
e della Ricerca italiano, e l'Autorità Formativa e Scolastica della Regione Emilia
Romagna.
Sulla base del modello duale già applicato in Germania, le due società puntano
a combinare l'istruzione scolastica con la formazione pratica in azienda. Un
totale di 48 studenti seguiranno un duplice percorso di formazione in tre
diversi settori per essere qualificati e preparati al mercato del lavoro. Un
impegno importante e sentito per la Fondazione Dipendenti Volkswagen e il
Gruppo Audi, che hanno stanziato circa tre milioni di euro destinati al progetto. Attraverso il "Dual Education System Italy" (DESI), Automobili Lamborghini e Ducati creeranno un innovativo percorso formativo in Italia. L'obiettivo è di fornire ai giovani, in particolare a quelli provenienti da famiglie economicamente disagiate, prospettive di carriera oltre a contrastare, in maniera concreta, il problema della disoccupazione in Italia. In collaborazione con gli istituti scolastici Aldini Valeriani e Belluzzi Fioravanti di Bologna, insieme alle autorità nazionali, le due società del Gruppo Audi propongono un piano di formazione congiunto, creando un concetto sostenibile per la comunicazione tra scuola e industria. Il programma biennale qualifica i giovani in vista di una futura occupazione, verso il mercato del lavoro italiano.

"Il Dual Education System Italy è un importante progetto che rappresenta un punto di riferimento primario e veicola un messaggio di grande impatto in tema di istruzione e impegno sociale, il tutto inserito in un contesto economico particolarmente difficile", ha commentato Thomas Sigi, Audi Board Member for Human Resources. "Con questo progetto desideriamo
offrire nuove opportunità, in particolare dedicate ai giovani che soffrono condizioni di svantaggio sociale".
Luca de Meo, Audi Board Member Marketing and Sales di AUDI AG: "Siamo orgogliosi del ruolo pionieristico svolto da Ducati e Lamborghini in campo formativo, e della decisione delle nostre aziende di avviare il training duale in Italia. Questa iniziativa riprende un elemento chiave del successo che contraddistingue il gruppo Audi: mettere in comune il meglio delle idee
italiane e tedesche, in qualsiasi settore".
Gunnar Kilian, Presidente della Fondazione Dipendenti Volkswagen e Segretario Generale del Consiglio Operativo Generale Volkswagen, ha commentato: "I giovani del Sud Europa, in particolare, hanno urgente necessità di prospettive future. Vogliamo far sì che i finanziamenti per questo importante progetto giungano tempestivamente, evitando le complessità burocratiche". Volkswagen ha maturato un'importante esperienza specifica grazie a un'iniziativa analoga realizzata in Portogallo, mentre la Fondazione Dipendenti Volkswagen ha già contribuito a un progetto di stage aziendali per giovani socialmente svantaggiati. Per il Dual Education System Italy la Fondazione Dipendenti Volkswagen provvede ad
un supporto finanziario di due milioni di euro, mentre un altro milione di euro arriva dalle due società del Gruppo Audi.
Umberto Tossini e Luigi Torlai, rispettivamente Direttori delle Risorse Umane di Lamborghini e Ducati, hanno dichiarato che il programma rappresenta un risultato concreto degli sforzi collaborativi tra società, istituzioni pubbliche e sindacati, con risultati positivi sulla comunità grazie alle nuove opportunità offerte ai giovani.
È attualmente in corso la fase di presentazione delle domande per la selezione dei 48 candidati presso le due società del gruppo Audi e la scadenza è stata prolungata a domenica 21 settembre. Inizialmente, saranno disponibili tre percorsi professionali: Tecnici meccatronici per il settore auto, Tecnici meccatronici per il settore moto e Operatori CNC (specializzazione legata al settore meccanico). Al termine dei due anni, gli studenti riceveranno non soltanto un diploma ufficiale di istruzione professionale statale ma anche, una volta completato con successo il programma, un diploma rilasciato da Ducati e Lamborghini. I titoli di studio ottenuti varranno come diploma di stato ufficiale e certificazione di competenza professionale. Il progetto è stato sviluppato in stretta collaborazione con le rappresentanze sindacali di Ducati e Lamborghini.
Il Gruppo Audi considera la formazione duale un importante investimento per il futuro dei giovani e l'ha già introdotta, per la prima volta per una casa costruttrice tedesca, in varie sedi internazionali tra cui quelle in Ungheria, Belgio, Cina e nella nuova sede messicana. Inoltre, il Gruppo Audi aveva già in precedenza lanciato, lo scorso aprile, un programma di formazione della durata di 24 mesi, denominato "StartUp Europe Italy", rivolto a giovani ingegneri italiani. In collaborazione con le Società del Gruppo italiane, Lamborghini, Ducati e Italdesign Giugiaro, Audi ha poi offerto individualmente interessanti prospettive professionali ai giovani italiani che avevano partecipato al programma.
Per ulteriori informazioni sul progetto consultare il sito : www.iav.it.

Redazione

Provincia di Bologna: apertura anno scolastico 2014/2015, +3,9% gli iscritti alle superiori

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studentiLe scuole terremotate di Crevalcore e Molinella "pronte" entro Natale
L'anno scolastico 2014/2015 si apre con un aumento del 3,9% degli iscritti alle scuole secondarie di II grado del territorio provinciale, in uno scenario molto complesso per la Provincia, ente a cui compete la gestione degli edifici scolastici superiori. Dai dati disponibili, le iscrizioni ammontano complessivamente a 34.136, di cui 8.707 riguardano i nuovi iscritti alla prima classe (comprensivi delle previsioni dei ripetenti), in aumento dell'1,6% (+135) rispetto all'anno scolastico precedente.
La scelta del primo anno vede il primato dell'area liceale con 3.929 iscritti (pari al 45%). Seguono l'area tecnica, scelta da 3.103 studenti (pari al 36%) e l'area professionale scelta da 1.675 studenti (pari al 19%). "L'andamento delle iscrizioni - sottolinea l'assessore all'Istruzione Giuseppe De Biasi - conferma la tendenza di una ripresa delle scelte di indirizzo tecnico-scientifico, frutto anche della costante opera di sensibilizzazione di Provincia e Comune di Bologna nel promuovere iniziative tese a valorizzare lo sviluppo della cultura tecnica, che ha rappresentato e rappresenta il perno formativo dell'industria manifatturiera di successo del nostro territorio. Una sensibilità nuova, capace di innescare circuiti virtuosi e promettenti sviluppi occupazionali come ben dimostrano gli stage di alternanza scuola-lavoro attivati nel prossimo anno scolastico grazie alla fattiva collaborazione di realtà produttive leader come Ducati e Lamborghini.""L'apertura dell'anno scolastico 2014-2015 - evidenzia l'assessore al Bilancio e Lavori Pubblici Maria Bernardetta Chiusoli - coincide con un momento di particolari difficoltà finanziarie per la Provincia di Bologna dovute ai tagli subiti nel corso del 2014, precisamente 30 milioni di euro, imposti dal Governo per garantire gli obiettivi di contenimento della spesa pubblica. Avremmo voluto assicurare, come è accaduto negli anni passati, un avvio delle lezioni impeccabile; al momento posso affermare che le procedure per la consegna degli arredi e il rinnovo delle convenzioni per l'utilizzo delle palestre è stato avviato e, se qualche ritardo dovesse creare disagio, tengo a precisare che ciò è dipeso esclusivamente dai vincoli di Bilancio.
Per quanto riguarda l'Istituto Malpighi di Crevalcore e dell'IIS G. Bruno, succursale di Molinella confermo che i lavori di ricostruzione post-sisma saranno ultimati entro Natale."

Redazione

11 Settembre: In memoria delle vittime degli attentati del 2001

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BandieraUSA

Per non dimenticare il valore della libertà e della democrazia, rinnovando l'amicizia con il popolo americano. Redazione

Bologna. Canoni concordati, Confabitare lancia l’allarme

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"Non solo sfratti. L'emergenza abitativa a Bologna è aggravata anche da un'altra questione di cui si parla poco, quella dei canoni concordati. E' un vero allarme, se continua il trend dell'ultimo periodo, si rischia l'estinzione di questo tipo di affitti entro breve". E' preoccupato Alberto Zanni, Presidente nazionale di Confabitare – Associazione di proprietari immobiliari -, che a supporto delle sue tesi snocciola alcuni dati significativi: negli ultimi dodici mesi i canoni concordati sotto le Due Torri sono crollati da 3000 a 1000 accentuando una tendenza che aveva dato i primi, inquietanti segnali già nel 2012.
Le cause? Zanni ha le idee chiare: "Innanzitutto i canoni concordati a Bologna sono calati mediamente come valore da 600 a 500 euro al mese, con una flessione pari al 15% circa. E poi – aggiunge Zanni – non dimentichiamo il salasso delle imposte: negli ultimi tre anni la pressione fiscale nella nostra città è aumentata del 200 percento. Una stangata che ha indotto molti proprietari a rinunciare a questo tipo di contratti non trovandoli più convenienti".
In effetti prima dell'era Monti (Novembre 2011), l'ICI per chi affittava a canone concordato a Bologna era pari a zero, mentre oggi si paga il 7,6 per mille di IMU. Il Presidente di Confabitare lancia un appello al Comune: "Occorre reintegrare al più presto il fondo a sostegno dei canoni concordati, uno strumento che si è rivelato utile ma insufficiente. Altrimenti questo tipo di contratti rischia di sparire. E sarebbe un danno per tutti, proprietari e inquilini".

Redazione

Immobili (o quasi) di fronte alle emergenze internazionali

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Palazzo ONUDesidero solo dire due parole sulla sensazione di immobilismo che talvolta avverto leggendo il giornale o seguendo le notizie alla tv. Magari sarà capitato anche a voi, non so, ma a me capita sempre più spesso. Mi riferisco all'effetto provocato da certe notizie dall'estero.
Papa Francesco parla di una terza guerra mondiale in corso, seppur spezzettata in una miriade di micro conflitti e temo che abbia sostanzialmente ragione. Basta andare con la mente a ciò che succede in Afghanistan, Pakistan, Filippine, Iraq, Somalia, Libia, Siria, Yemen, Cecenia, Sudan, Sud Sudan, Nigeria, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Mali... e l'elenco, purtroppo, non è completo (non ho però volutamente inserito l'Ucraina; ritengo sia un caso che, per quanto serio e a noi vicino, abbia caratteristiche sue proprie) .
Di continuo si ha notizia di attentati, massacri di civili, violenze e soprusi, così come di un incessante esodo di persone e famiglie in disperata fuga da guerre e persecuzioni. E tutto questo sempre più spesso a causa di folli idee razziste o di inaccettabili discriminazioni politiche, sessuali e religiose. La nostra memoria spesso non riesce a stare dietro all'incessante flusso di notizie del genere e finiamo per scordare una tragedia consumatasi poco prima, o anche tutt'ora in corso, perché la nostra attenzione viene catturata da nuovi più recenti drammi.
Di migranti spinti dalla povertà a cercare nuove terre dove vivere ce ne sono sempre stati. Con mirati interventi economici a favore degli Stati di origine si può pensare di migliorare il tenore di vita locale e, così facendo, bloccare o almeno rallentare i flussi migratori, ma di fronte alla paura di morire o di essere oggetto di torture e violenze una tale strategia non è certo efficacie.

Volontassociate 2014, al via sabato 6 settembre a Pianoro

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Da oggi fino al 26 ottobre, si svolgerà per il decimo anno consecutivo sul territorio provinciale "Volontassociate - la festa dell'Associazionismo e del Volontariato della provincia di Bologna", promossa dalla Provincia, dai Comuni dei sette distretti socio-sanitari, VOLABO - Centro Servizi per il Volontariato e da tante associazioni di promozione sociale e organizzazioni di volontariato.
Il programma quest'anno si inserisce nell'ambito delle iniziative per la prima Giornata della Cittadinanza Solidale, indetta dalla Regione Emilia Romagna il prossimo 27 settembre.
L'iniziativa nasce dal desiderio delle Organizzazioni Non profit di favorire sia la reciproca conoscenza, sia la sensibilizzazione della cittadinanza ai temi ed alle finalità del volontariato e dell'associazionismo. Negli anni, Volontassociate ha assunto una sempre maggiore visibilità, diventando un vero e proprio momento di incontro del mondo del volontariato e dell'associazionismo con la cittadinanza.
Come nelle passate edizioni, il calendario si articolerà nei fine settimana su tutto il territorio provinciale, sotto forma di momenti collettivi di festa nei distretti della provincia:
Bologna Città: il 21 settembre ai Giardini Margherita (in caso di pioggia rinviata al 12 ottobre), il 28 settembre al Quartiere Saragozza e Quartiere Borgo Panigale (in caso di pioggia rinviati al 5 ottobre);
Casalecchio di Reno: il 13 e 14 settembre a Casalecchio di Reno, il 4 e 5 ottobre a Zola Predosa in collaborazione con Segnali di Pace;
Imola: il 19 settembre a Castel San Pietro Terme, il 21 settembre a Imola e il 26 ottobre a Medicina.
Pianura Est: il 14 settembre a Castello d'Argile e il 5 ottobre a Bentivoglio;
Pianura Ovest-Terre d'Acqua: il 27 settembre a San Giovanni in Persiceto e l'11 ottobre ad Anzola dell'Emilia in collaborazione con Segnali di Pace;
San Lazzaro: il 6 settembre a Pianoro e il 3, 4 e 5 ottobre a Ozzano dell''Emilia.

Redazione

I City Angels compiono 20 anni

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Logo City AngelsDomenica 7 settembre festa e gemellaggioall'Auditorium della Società Umanitaria a Milano

I City Angels, volontari di strada d'emergenza, compiono 20 anni il prossimo 7 settembre. Nell'occasione, l'Associazione organizza una festa insieme a due storiche associazioni filantropiche milanesi, nate nell'Ottocento: la Società Umanitaria e il Pane Quotidiano. La festa e il gemellaggio si terranno a Milano domenica 7 settembre, alle ore 15.00, presso l'Auditorium della Società Umanitaria (via Daverio 7). Il fondatore dei City Angels, Mario Furlan, e i Coordinatori delle sedi sparse sul territorio italiano e svizzero trarranno un bilancio su quanto realizzato in questi 20 anni e presenteranno i progetti per il futuro.Saranno presenti, tra gli altri, il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia; gli assessori comunali Pierfrancesco Majorino, Pierfrancesco Maran e Marco Granelli; l'assessore provinciale Stefano Bolognini; gli onorevoli Michela Vittoria Brambilla e Lia Quartapelle; i presidenti di Società Umanitaria e Pane Quotidiano, Amos Nannini e PierMaria Ferrario; la madrina dei City Angels Daniela Javarone. Saranno presenti anche i testimonial dei City Angels, il cabarettista e attore Stefano Chiodaroli e la cantante Laura Bono. Nell'occasione verranno presentate due nuove e giovani testimonial, la cantautrice calabrese Ylenia Lucisano (che canterà "Un angelo senza nome", brano contenuto nel suo disco d'esordio "Piccolo Universo" e che diventerà l'inno dei City Angels) e la pianista toscana Giulia Mazzoni (il cui disco d'esordio è "Giocando con i bottoni"). I City Angels sono stati fondati nel 1994 a Milano da Mario Furlan, docente universitario di Motivazione e crescita personale. Oggi sono presenti in 18 città italiane, da Roma a Torino, da Firenze a Venezia, da Cagliari a Messina; e a Lugano, in Svizzera. Ogni giorno in Italia i City Angels assistono tra i 4mila e i 5mila senza fissa dimora con cibo, vestiti, coperte, sacchi a pelo e assistenza psicologica. A Milano gestiscono 4 centri d'accoglienza per senzatetto, che ogni giorno ospitano oltre 300 clochard e profughi, soprattutto eritrei e siriani. Inoltre i City Angels svolgono un'attività di prevenzione della microcriminalità e assistono chiunque, sulla strada, si trovi in difficoltà: dalla ragazza che chiede di essere accompagnata a casa per paura di brutti incontri all'anziana che ha bisogno di aiuto per la borsa pesante della spesa, dal turista che chiede informazioni all'animale ferito, perso o maltrattato.

Redazione

Confabitare: compravendite sempre più multietniche sotto le due torri

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Bologna. Il sogno di comprare una casa non è più un'esclusiva degli italiani, più o meno benestanti che siano. Oggi, gli immigrati, tra le tante aspettative ed aspirazioni, coltivano anche quella di acquistare una casa nella città dove vivono e dove hanno deciso di far crescere i loro figli. Insomma, gli stranieri residenti in città entrano prepotentemente nel mondo delle compravendite immobiliari e, non deve sorprendere, se oggi, quasi 10 nuovi proprietari su 100, sotto le Due Torri, parlano un'altra lingua, sono perfettamente integrati e, "dulcis in fundo", hanno un lavoro dignitoso che permette loro di pagare la rata del mutuo. E' la fotografia che emerge da un'indagine di CONFABITARE – associazione proprietari immobiliari - che disegna un quadro positivo e sempre più "multietnico" del mercato immobiliare cittadino.
Bologna, spicca tra le province italiane, come una delle più "gettonate" dalla popolazione straniera: la percentuale di immigrati nel territorio comunale si attesta intorno al 7,52% e nel periodo Gennaio 2013– Dicembre 2013, le compravendite effettuate da famiglie straniere hanno costituito l'8,7% del totale delle transazioni concluse nel Comune di Bologna; il dato sale al 10,5% se si prende in considerazione l'intera provincia. Si tratta, comunque, di un fenomeno in continuo movimento con una crescita del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2012 nel Comune di Bologna e del 2% in provincia.
"E' un fenomeno sociale che non può più essere ignorato – afferma perentorio Alberto Zanni, presidente nazionale di CONFABITARE – Gli stranieri che riescono a comprare casa sono in continuo aumento e le motivazioni sono tante. A spingere gli immigrati in regola e con un lavoro sicuro e remunerato ad acquistare casa sono diversi fattori" – spiega Zanni. "Innanzitutto, senza nascondersi dietro a false demagogie, permane un atteggiamento di resistenza ed ostracismo degli italiani nei confronti degli stranieri, quando si deve affittare o vendere casa. Inoltre, nel desiderio di acquistare casa, influisce anche un fattore psicologico che tradisce il desiderio di radicarsi, in modo sempre più forte, alla città in cui si abita e in cui si è scelto di offrire un futuro migliore ai propri figli". "Di contralto – conclude Zanni – c'è anche da segnalare un fenomeno piuttosto curioso: gli stessi stranieri che, magari, sono riusciti a comprare una seconda casa, quando decidono di darla in affitto preferiscono come inquilini gli italiani a connazionali o ad altri stranieri".
Indiani, pakistani e bengalesi si dimostrano i più sensibili al richiamo dell'investimento nel "mattone". Dall'indagine di Confabitare risulta, infatti, che di quell'8,7% delle compravendite effettuate da famiglie straniere, il 46% degli immigrati che acquistano casa sotto le Due Torri sono indiani, pakistani e bengalesi. Se rapportiamo il dato con il totale delle transazioni su Bologna, emerge un aspetto interessante: ovvero che, il 4% delle compravendite nel capoluogo emiliano, compresi italiani e stranieri, è attribuibile a queste tre nazionalità. Nazionalità che risultano essere particolarmente presenti anche nel settore del commercio: secondo i dati raccolti dall'Osservatorio Immobiliare di CONFABITARE, i pakistani hanno avviato fino ad oggi ben 224 attività, perlopiù di generi alimentari e bigiotteria, borse e accessori; ebbene, in almeno 82 casi gli stessi gestori pakistani sono anche proprietari immobiliari delle mura dei negozi. Insomma, se, come vedremo in seguito, i cinesi che hanno disponibilità di denaro preferiscono investire nella prima casa, i pakistani, invece, hanno la tendenza a comperare le mura della loro attività commerciale quotidiana. Ancora diversa, invece, la situazione che si delinea per indiani e bengalesi, che, pur avendo avviato alcune decine di attività commerciali sotto le Due Torri, risultano sempre in affitto e nessuno di loro è proprietario del negozio che gestisce. Seguono i romeni e gli albanesi che, da soli, coprono il 31% delle compravendite immobiliari con protagonisti immigrati, il 2,69% delle transazioni totali. Romeni ed albanesi dimostrano di essersi radicati molto stabilmente nella nostra città con attività commerciali anche in proprietà: dei 234 romeni che gestiscono negozi, almeno 25 di loro sono proprietari dell'immobile, mentre dei 185 negozi di cui risultano titolari gli albanesi, 38 sono in proprietà.
Fanalino di coda sono i marocchini che coprono soltanto il 3% delle compravendite fra stranieri a Bologna. I nordafricani, infatti, pur essendo la comunità più numerosa in provincia (11915), è quella che si ritrova con somme meno consistenti di denaro per potere acquistare casa. Un aspetto che contraddistingue la comunità marocchina è l'acquisto, invece, delle attività commerciali (ristoranti, negozi di accessori e bigiotteria ed imprese di pulizia): a Bologna ce ne sono 262, di cui 85 in proprietà, ovvero il 32,44%. Abitudine frequente per la grande maggioranza di proprietari di negozi ed attività, è la tendenza ad adibire il retrobottega a piccola abitazione, dove, molto spesso, convive un nucleo familiare.
Un capitolo a parte merita la fotografia della comunità cinese che, sotto le Due Torri, conta 1950 persone, di cui il 61% abita nel quartiere Navile, mentre seguono a ruota San Donato e San Vitale. La presenza più massiccia di cinesi, però, è concentrata in zona Bolognina, dove vive il 45% della popolazione residente in città, seguita a distanza da Corticella. Emerge chiaramente per la comunità cinese, l'idea di radicarsi e la volontà di ricostruire il tessuto di una vera e propria "Chinatown" sotto le Due Torri. Un dato su tutti, però, è piuttosto eloquente ed è in grado di delineare un quadro chiaro e preciso: il 20% delle compravendite immobiliari fra immigrati a Bologna è coperto da cinesi che, da soli, arrivano a riempire l'1,74% delle compravendite totali. Tradotto vuol dire che, quasi due cinesi su dieci vive in una casa di proprietà.
La comunità cinese è, senza dubbio, quella che investe maggiormente nel "mattone" in città: l'aspetto curioso, però, è che i cinesi non acquistano soltanto case ed appartamenti ad uso abitativo, ma, avendone la possibilità, preferiscono diventare proprietari anche delle attività commerciali che gestiscono, siano essi ristoranti, take-away o negozi di abbigliamento. Dai dati dell'Osservatorio, emerge, infatti, che su 429 attività presenti in città, ben 282 ovvero il 10,42% sono in proprietà. Insomma, i cinesi non si limitano a prendere una residenza o un domicilio, fanno molto di più: tendono a radicarsi e a mettere radici profonde nel territorio in cui abitano, preferendo acquistare in proprietà case, negozi e ristoranti in cui poi lavorano e impiegano familiari e amici connazionali.
Una considerazione a parte merita anche la comunità filippina che sotto le Due Torri resta, comunque, la più numerosa: in città se ne contano 3300, di cui oltre un quinto abita nel quartiere Santo Stefano, mentre gli altri sarebbero distribuiti tra Navile, Saragozza e Toscana; alta la concentrazione di filippini anche nelle aree del centro storico. Un modello insediativo che la dice lunga anche su un fenomeno sociale e cioè che, di preferenza i filippini scelgono di abitare laddove è prevalente la richiesta di servizi domestici e di assistenza rivolti alle famiglie in condizioni più agiate. Molto spesso, i filippini risiedono proprio nelle case delle stesse famiglie che offrono loro un posto di lavoro stabile. L'unico dato di cui siamo in possesso, ci dice che su 28 attività di imprese di pulizie e servizi gestite da cittadini filippini, nessuna risulta in proprietà. Poche anche le case tra Bologna e la provincia, di cui risultano proprietari. Fattori che se sommati insieme, spingono ad una valutazione generale sulla comunità filippina che, al contrario ad esempio di quella cinese, non sente l'esigenza di radicarsi nel nostro territorio, limitandosi, invece, ad accumulare denaro lavorando, ma senza perdere mai di vista il sogno di ritornare nel proprio paese d'origine.

Redazione

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