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Contrasto alla povertà alimentare: modelli di governance, attori e pratiche a confronto

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altIeri a Palazzo Malvezzi si è tenuto un seminario di approfondimento organizzato nell'ambito del progetto Un piatto per tutti e tutte del Fondo di comunità metropolitano. Contributi dalle città di Cagliari, Genova, Milano, Roma e Torino

Bologna. In Italia il 9,3 % della popolazione non può permettersi un pasto proteico ogni due giorni e 3,2 milioni persone ricorrono ad aiuti per cibo o beni essenziali. Da questi dati forniti da Ilaria Madama, professoressa dell'Università degli Studi di Milano, è partito ieri mattina il seminario "Le politiche di contrasto alla povertà alimentare nelle aree metropolitane: modelli di governance, attori e pratiche a confronto", organizzato dalla Città metropolitana di Bologna in occasione della Giornata mondiale dell'alimentazione e della Giornata mondiale per l'eliminazione della povertà, che si celebrano rispettivamente il 16 e 17 ottobre.

L'iniziativa è nata dall'esigenza di un confronto tra le politiche di contrasto alla povertà alimentare adottate nelle aree metropolitane e tra i diversi modelli possibili di costruzione delle reti territoriali, a partire da quanto realizzato negli anni con il progetto Un piatto per tutti e tutte, che nel 2025 ha supportato 7.210 nuclei familiari, pari a 20.926 persone sul territorio metropolitano.

In progetto, nato nell'ambito del Fondo di comunità metropolitano Dare per fare, agisce nella convinzione che sia sempre più necessario attivare tutte le risorse della comunità - aziende, associazioni, enti locali, cittadini – per garantire uno sviluppo economico e sociale più equo e sostenibile del territorio.

Durante l'incontro sono state presentate le esperienze delle città di Cagliari, Genova, Milano, Roma, Torino e Bologna. Il confronto tra queste esperienze territoriali ha rappresentato un momento importante di condivisione di strumenti di governance e buone pratiche che hanno l'obiettivo di trasformare l'aiuto alimentare da risposta emergenziale a intervento sulle cause strutturali della deprivazione alimentare.

Oggi, anche nei paesi ad alto reddito, la povertà alimentare rappresenta un fenomeno strutturale che coinvolge milioni di persone che faticano sempre di più ad accedere a un'alimentazione adeguata sotto diversi punti di vista.

Roberto Sensi, responsabile Programma povertà Alimentare ActionAid, ha ricordato come essere liberi dalla fame non significhi essere sicuri dal punto di vista alimentare e che sia quindi necessario non puntare l'attenzione solo sul cibo donato, ma anche sulla dimensione sociale e relazionale, al benessere emotivo e allo stigma.

Soddisfatta dell'iniziativa Sara Accorsi, consigliera metropolitana delegata a Welfare e contrasto alla povertà: "Abbiamo voluto organizzare questa giornata di confronto perché crediamo che il sistema che stiamo costruendo a livello metropolitano possa essere arricchito dalle altre esperienze; è importante costruire un'alleanza con le altre città perché le risposte non possono essere solo di livello locale, sono necessarie misure nazionali solide di contrasto alla povertà, che non agiscano in modo estemporaneo ."

Le fa eco Daniele Ara, assessore alla Scuola, agricoltura e agroalimentare del Comune di Bologna: "Il Sistema Agroalimentare intorno alle città deve essere disponibile a collaborare con la rete del terzo settore che, insieme all'ente pubblico, organizza le politiche sociali per la lotta alla povertà alimentare. Il cibo non deve essere mai sprecato e la solidarietà diventa l'opportunità per far diventare il prodotto alimentare una risorsa completa e disponibile per tutti".

Elena Mazzoni, assessora al Contrasto alle povertà della Regione Emilia-Romagna, ha illustrato gli investimenti regionali per contrastare il fenomeno "Garantire l'accesso a un'alimentazione adeguata significa tutelare la dignità delle persone e un diritto fondamentale di cittadinanza. Contrastare la povertà alimentare e ridurre lo spreco sono due obiettivi strettamente connessi, che richiedono politiche capaci di coniugare equità sociale, sostenibilità e solidarietà. In Emilia-Romagna abbiamo scelto di investire nel recupero alimentare e nel lavoro di rete. Dal 2020 al 2025 la Regione ha finanziato 98 progetti per oltre 4,1 milioni di euro, di cui 26 nel territorio della Città metropolitana di Bologna. Con l'ultimo bando abbiamo inoltre aumentato le risorse di circa il 70%, portandole a oltre 1,7 milioni di euro. Per affrontare una sfida così complessa è fondamentale costruire una rete sempre più solida tra istituzioni, Terzo settore, volontariato e imprese, valorizzando le competenze e le energie delle nostre comunità".

Matteo Massa, consigliere della Città metropolitana di Cagliari, è convinto che "contro la povertà alimentare nessuno ce la fa da solo: servono reti che uniscano istituzioni, produttori, volontariato e cittadini. È la strada della Città metropolitana di Cagliari con il Piano del Cibo, il Forum del Cibo e il progetto PARADURA".

Per Nella Converti, presidente della Commissione Politiche sociali e della salute del Comune di Roma "oggi mangiare bene è diventata la nuova linea di demarcazione tra ricchi e poveri. E non si ferma ai poveri: colpisce anche la classe media. Famiglie con due stipendi non riescono a mettere in tavola un'alimentazione sana e di qualità. E nelle grandi città il problema della casa rende tutto ancora più difficile costringendo troppe persone a scegliere tra garantire un tetto alla propria famiglia e mettere in tavola cibo sano. Roma ha scelto di intervenire mettendo in rete Terzo settore e servizi sociali, rafforzando gli empori solidali e sperimentando gli hub della giustizia alimentare, aperti a tutta la città".

Anche per Francesca Ghio, consigliera comunale delegata alle politiche del cibo del Comune di Genova "povertà economica, isolamento sociale e difficoltà di accesso al cibo sono fenomeni strettamente connessi e in costante crescita, che richiedono una risposta collettiva capace di coinvolgere tutti gli attori del sistema alimentare: chi produce, chi distribuisce, chi recupera e chi redistribuisce il cibo. Costituendo il Tavolo Permanente per le Politiche Locali del Cibo, il Comune di Genova intende rafforzare la capacità della città nel suo complesso di contrastare la povertà alimentare, valorizzando l'impegno e l'esperienza delle numerose realtà che da anni operano sul territorio nel recupero delle eccedenze e nella lotta allo spreco alimentare".

Redazione