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Provincia di Bologna. Nessun incidente nel primo week-end di pre-apertura

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cacciaAnche quest'anno, la Provincia di Bologna ha autorizzato, limitatamente alla caccia da appostamento alla selvaggina migratoria, la pre-apertura dell'annata venatoria dall'1 al 12 settembre (con caccia consentita nei giorni di domenica e giovedì, fino alle ore 13). Nella prima giornata di pre-apertura sono state organizzate specifiche attività di vigilanza, in tutto il territorio provinciale con l'impegno di 48 unità tra ufficiali, agenti del Corpo di Polizia Provinciale e Guardie Giurate Venatorie Volontarie. Dei 219 cacciatori avvistati 117 sono stati sottoposti a controllo. Nei carnieri c'erano soprattutto tortore selvatiche (398) e, in numeri molto inferiori, Cornacchie grige (12). Nel corso dell'attività di vigilanza sono stati contestati 4 verbali amministrativi, non si segnala invece alcun incidente.

Redazione

Gli Stati Uniti pronti ad attaccare la Siria con una operazione lampo

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Navi USAL'Italia non parteciperà se non in forza Onu. La Francia pronta ad intervenire
Con un discorso chiaro il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha annunciato che gli USA sono pronti per un raid nel confronti della Siria che ha fatto uso di armi chimiche. Un'azione che comunque aspetterà il Congresso previsto per il nove settembre. L'Italia, ribadisce il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, non interverrà se non in forza ONU pur riconoscendo che il regime di Assad è in possesso di armi chimiche e che l'utilizzo delle stesse è un crimine contro l'intera umanità.

Redazione

Vacanze: Mosca tra le mete più affascinanti con la metropolitana tra le più belle del mondo

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moscaMosca: la città delle grandi contraddizioni, tra grattacieli e grandi griffe al fianco delle case popolari costruite nel periodo del comunismo, dove ancora oggi si sente nell'aria il profumo degli Zar. Oltre al sapore della storia e la maestrale imponenza delle opere che i moscoviti riconoscono proprie ed esibiscono ai tantissimi turisti occidentali facendoli restare senza parole per la magnificenza e l'imponenza, troviamo quella che è, a mio avviso, la più spettacolare opera di ingegno e utilità pubblica, la metropolitana di Mosca. Opera che non trova eguali nel corso dei due anni successivi vennero costruite altre due linee tra cui la linea Gor'skogo-Zamoskvoreckaja che andava dalla stazione Sokol alla Teatral'naja. Nel corso della Seconda Guerra mondiale vennero elaborati i progetti per un'ulteriore espansione e dopo la guerra iniziò la quarta fase di espansione con la realizzazione della linea Kol'cevaja e la parte sotterranea della Arbatskaja, da Ploštad' Revoljucii (piazza della Rivoluzione) a Kievskaja. Oggi la metropolitana di Mosca, viene utilizzata da circa ottomilioni di passeggeri ogni giorno, e continua la propria espansione per fornire un migliore servizio alla città. La cosa stupefacente che colpisce è senza dubbio il binomio efficienza – bellezza, sembra un viaggio surreale viaggiare in una metro dove ad ogni fermata trovi dipinti, sculture e stili di arte diversa, questa è la grande caratteristica che la rende la metropolitana tra le più belle del mondo.

Scuola. Cisl: le 376 nomine Ata in Emilia Romagna sono una boccata d’ossigeno

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cicognani"I 376 posti Ata (87 a Bologna,13 a Ferrara, 51 a Forli-Cesena, 117 a Modena, 39 a Parma, 17 a Piacenza, 23 a Ravenna e 29 a Rimini ) assegnati dal Miur all'Emilia Romagna sono una boccata d'ossigeno fondamentale per la scuola della nostra regione", questo il commento di Anna Cicognani ( in foto ), segretario generale regionale della Cisl Scuola, dopo che il Miur, in seguito a una lunga trattativa che ha visto la Cisl Scuola in prima linea, ha autorizzato la nomina in ruolo di 5336 Ata (assistenti tecnico-amministrativi) a livello nazionale, di cui 376 posti per l'Emilia Romagna. La maggior parte dei posti emiliano-romagnoli (365) serviranno a nominare in ruolo collaboratori scolastici, mentre i restanti andranno a coprire altri profili (cuochi, guardarobieri, infermieri e personale di aziende agrarie). Le nomine verranno effettuate dalle graduatorie 2012/13 poiché sono immissioni che tecnicamente non sono state effettuate lo scorso anno scolastico a causa del blocco delle assunzioni Ata. "Siamo molto soddisfatti – ha sottolineato il massimo dirigente regionale della Cisl Emilia Romagna - per un risultato non scontato, ottenuto con tenacia e caparbietà per dare una risposta ai problemi di precarietà che caratterizzano purtroppo anche il nostro settore". "Ora – ha concluso Anna Cicognani – la nostra battaglia prosegue per le assunzioni in ruolo di docenti e personale Ata per l'anno scoalstico 2013/14, fiduciosi che nonostante i momenti critici come questo che stiamo attraversando, l'impegno e la competenza del sindacato riuscirà ancora una volta a ottenere risultati utili per i lavoratori e per la scuola".

Redazione

Cisl Scuola Emilia Romagna soddisfatta per l'autorizzazione del Ministero dell'Istruzione

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studentiCisl Scuola Emilia Romagna accoglie con soddisfazione l'autorizzazione del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Miur) a istituire 129 posti docente per le zone terremotate, dove molteplici sono ancora le necessità riscontrate, e 190 posti docente per le altre realtà della regione. Realtà che necessitano di risorse sia per attuare un servizio scolastico che risponda alle esigenze delle nostre scuole, sia per mitigare le difficoltà organizzative. L'impegno delle organizzazioni sindacali e dell'Amministrazione regionale ha permesso di ottenere questo positivo risultato per la scuola dell'Emilia Romagna e per il suo personale, in un momento non facile per il nostro Paese. Ora l'obiettivo immediato di Cisl Scuola è quello di ottenere dal MIUR l'autorizzazione alle immissioni in ruolo per il personale docente e Ata, per offrire una certezza al personale precario e per dare continuità al servizio scolastico.

Redazione

Nodo di Bologna: Venturi e Peri ribadiscono la necessità di ripristino dei binari in superficie

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stazioneBologna. Il presidente del Comitato per il Nodo di Bologna e vicepresidente della Provincia Giacomo Venturi e l'assessore regionale Alfredo Peri (non era presente l'assessore del Comune Andrea Colombo per un precedente impegno istituzionale) hanno incontrato questa mattina – nell'ambito della consueta riunione del Comitato Nodo - i rappresentanti di Rfi per ribadire "l'assoluta necessità del ripristino, come da accordi, dei binari di superficie (dal 12 al 15) della Stazione centrale di Bologna. Lavori indispensabili per dare continuità al lavoro che abbiamo sviluppato fino ad oggi che ha avuto una tappa fondamentale nell'inaugurazione della stazione sotterranea dell'Alta Velocità a inizio giugno e che deve ora proseguire con l'entrata a pieno regime del Servizio Ferroviario Metropolitano". I rappresentanti di Rfi hanno chiarito – rispetto anche ad alcune notizie apparse sulla stampa nei giorni scorsi in seguito ad una Commissione consiliare in Comune a Bologna – che il progetto di ripristino dei binari dal 12 al 15 non é stato stralciato da Rfi e verrà rifinanziato a breve e realizzato entro il 2016.

Redazione

Casa per le vacanze sull'Appennino, Castel d'Aiano la preferita

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Castel-Daiano-CastelDa una ricerca di Confabitare seguono Gaggio Montano, Lizzano in Belvedere e Porretta Terme.
Sono sempre di più i bolognesi che comprano casa e che trascorrono le vacanze nel nostro Appennino. Dove conviene acquistare una casa in Appennino? Qual è la meta più gradita dai bolognesi estimatori della montagna? La risposta ad entrambe le domande pare essere, non senza un po' di sorpresa, Castel d'Aiano. E' quanto emerge da una ricerca realizzata dall'osservatorio immobiliare di CONFABITARE - Associazione Proprietari Immobiliari - di Bologna. Dati e numeri davvero sorprendenti che vedono il piccolo comune appenninico battere altri centri ben più blasonati. Castel d'Aiano si colloca infatti al comando, sia per quanto riguarda la tenuta dei valori degli immobili negli ultimi tredici anni, sia sul fronte del gradimento come località turistica. Questi ultimi dati sono frutto di un sondaggio dove sono stati interpellati 5.000 bolognesi fra i mesi di maggio e giugno, i quali dichiarano di gradire Castel d'Aiano nel 68 % dei casi, tenendo conto della media dei parametri richiesti. Seguono a ruota Gaggio Montano, Lizzano in Belvedere - Vidiciatico e Porretta Terme.

Inaugurata la mostra fotografica dedicata al Grande Giro Lamborghini 50 ° Anniversario

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InaugurazioneLamborghiniSant'Agata Bolognese. Automobili Lamborghini in Collaborazione con il Comune di Sant'Agata Bolognese ha inaugurato  la Mostra fotografica DEDICATA al Grande Giro Lamborghini 50 ° Anniversario, alla Presenza del Presidente e AD Stephan Winkelmann e del Sindaco di Sant ' Agata Bolognese Daniela Occhiali. Tutti Gli Appassionati del Marchio del Toro potranno ammirare, Fino al 28 luglio, 40 scatti Arte Informando del Più ​​grande raduno Lamborghini di Semper, con 350 supercar da Tutto Il Mondo Giunte in Italia dal 7 all'11 maggio scorsi per celebrare i 50 Anni Dalla fondazione dell'Azienda. La Mostra Sarà, Aperta al Pubblico, con ingresso gratuito, Presso la Sala Nilla Pizzi, via 2 Agosto 1980 n. 41, a Sant'Agata Bolognese, nda seguenti Giorni e orari: - 10 luglio, Dalle 18 alle 22 - 11 - 18 - 25 luglio, Dalle 9 alle 12 e Dalle 19 alle 22 - 12 - 13 luglio, Dalle 18 alle 21.30 - 14 - 21-28 luglio, Dalle 10 alle 12 e Dalle 18 alle 20 - 19 - 20 - 26 - 27 luglio, Dalle 18 alle 20.

Redazione

Bologna. Confabitare: Compravendite sempre più " Multietniche " sotto le due torri

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BolognaConfabitare disegna la mappa dei proprietari di immobili a Bologna per nazionalità. Quasi un proprietario su dieci è straniero
Il sogno di comprare una casa non è più un'esclusiva degli italiani, più o meno benestanti che siano. Oggi, gli immigrati, tra le tante aspettative ed aspirazioni, coltivano anche quella di acquistare una casa nella città dove vivono e dove hanno deciso di far crescere i loro figli. Insomma, gli stranieri residenti in città entrano prepotentemente nel mondo delle compravendite immobiliari e, non deve sorprendere, se oggi, quasi 10 nuovi proprietari su 100, sotto le Due Torri, parlano un'altra lingua, sono perfettamente integrati e, "dulcis in fundo", hanno un lavoro dignitoso che permette loro di pagare la rata del mutuo. E' la fotografia che emerge da un'indagine di CONFABITARE – associazione proprietari immobiliari - che disegna un quadro positivo e sempre più "multietnico" del mercato immobiliare cittadino.
Bologna, spicca tra le province italiane, come una delle più "gettonate" dalla popolazione straniera: la percentuale di immigrati nel territorio comunale si attesta intorno al 7,52% e nel periodo Gennaio 2012– Dicembre 2012, le compravendite effettuate da famiglie straniere hanno costituito l'8,7% del totale delle transazioni concluse nel Comune di Bologna; il dato sale al 10,5% se si prende in considerazione l'intera provincia. Si tratta, comunque, di un fenomeno in continuo movimento con una crescita del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2011 nel Comune di Bologna e del 2% in provincia.
"E' un fenomeno sociale che non può più essere ignorato – afferma perentorio Alberto Zanni, presidente nazionale di CONFABITARE – Gli stranieri che riescono a comprare casa sono in continuo aumento e le motivazioni sono tante. A spingere gli immigrati in regola e con un lavoro sicuro e remunerato ad acquistare casa sono diversi fattori" – spiega Zanni. "Innanzitutto, senza nascondersi dietro a false demagogie, permane un atteggiamento di resistenza ed ostracismo degli italiani nei confronti degli stranieri, quando si deve affittare o vendere casa. Inoltre, nel desiderio di acquistare casa, influisce anche un fattore psicologico che tradisce il desiderio di radicarsi, in modo sempre più forte, alla città in cui si abita e in cui si è scelto di offrire un futuro migliore ai propri figli". "Di contralto – conclude Zanni – c'è anche da segnalare un fenomeno piuttosto curioso: gli stessi stranieri che, magari, sono riusciti a comprare una seconda casa, quando decidono di darla in affitto preferiscono come inquilini gli italiani a connazionali o ad altri stranieri".
Indiani, pakistani e bengalesi si dimostrano i più sensibili al richiamo dell'investimento nel "mattone". Dall'indagine di Confabitare risulta, infatti, che di quell'8,7% delle compravendite effettuate da famiglie straniere, il 46% degli immigrati che acquistano casa sotto le Due Torri sono indiani, pakistani e bengalesi. Se rapportiamo il dato con il totale delle transazioni su Bologna, emerge un aspetto interessante: ovvero che, il 4% delle compravendite nel capoluogo emiliano, compresi italiani e stranieri, è attribuibile a queste tre nazionalità. Nazionalità che risultano essere particolarmente presenti anche nel settore del commercio: secondo i dati raccolti dall'Osservatorio Immobiliare di CONFABITARE, i pakistani hanno avviato fino ad oggi ben 224 attività, perlopiù di generi alimentari e bigiotteria, borse e accessori; ebbene, in almeno 82 casi gli stessi gestori pakistani sono anche proprietari immobiliari delle mura dei negozi. Insomma, se, come vedremo in seguito, i cinesi che hanno disponibilità di denaro preferiscono investire nella prima casa, i pakistani, invece, hanno la tendenza a comperare le mura della loro attività commerciale quotidiana. Ancora diversa, invece, la situazione che si delinea per indiani e bengalesi, che, pur avendo avviato alcune decine di attività commerciali sotto le Due Torri, risultano sempre in affitto e nessuno di loro è proprietario del negozio che gestisce. Seguono i romeni e gli albanesi che, da soli, coprono il 31% delle compravendite immobiliari con protagonisti immigrati, il 2,69% delle transazioni totali. Romeni ed albanesi dimostrano di essersi radicati molto stabilmente nella nostra città con attività commerciali anche in proprietà: dei 234 romeni che gestiscono negozi, almeno 25 di loro sono proprietari dell'immobile, mentre dei 185 negozi di cui risultano titolari gli albanesi, 38 sono in proprietà.
Fanalino di coda sono i marocchini che coprono soltanto il 3% delle compravendite fra stranieri a Bologna. I nordafricani, infatti, pur essendo la comunità più numerosa in provincia (11915), è quella che si ritrova con somme meno consistenti di denaro per potere acquistare casa. Un aspetto che contraddistingue la comunità marocchina è l'acquisto, invece, delle attività commerciali (ristoranti, negozi di accessori e bigiotteria ed imprese di pulizia): a Bologna ce ne sono 262, di cui 85 in proprietà, ovvero il 32,44%. Abitudine frequente per la grande maggioranza di proprietari di negozi ed attività, è la tendenza ad adibire il retrobottega a piccola abitazione, dove, molto spesso, convive un nucleo familiare.
Un capitolo a parte merita la fotografia della comunità cinese che, sotto le Due Torri, conta 1950 persone, di cui il 61% abita nel quartiere Navile, mentre seguono a ruota San Donato e San Vitale. La presenza più massiccia di cinesi, però, è concentrata in zona Bolognina, dove vive il 45% della popolazione residente in città, seguita a distanza da Corticella. Emerge chiaramente per la comunità cinese, l'idea di radicarsi e la volontà di ricostruire il tessuto di una vera e propria "Chinatown" sotto le Due Torri. Un dato su tutti, però, è piuttosto eloquente ed è in grado di delineare un quadro chiaro e preciso: il 20% delle compravendite immobiliari fra immigrati a Bologna è coperto da cinesi che, da soli, arrivano a riempire l'1,74% delle compravendite totali. Tradotto vuol dire che, quasi due cinesi su dieci vive in una casa di proprietà.
La comunità cinese è, senza dubbio, quella che investe maggiormente nel "mattone" in città: l'aspetto curioso, però, è che i cinesi non acquistano soltanto case ed appartamenti ad uso abitativo, ma, avendone la possibilità, preferiscono diventare proprietari anche delle attività commerciali che gestiscono, siano essi ristoranti, take-away o negozi di abbigliamento. Dai dati dell'Osservatorio, emerge, infatti, che su 429 attività presenti in città, ben 282 ovvero il 10,42% sono in proprietà. Insomma, i cinesi non si limitano a prendere una residenza o un domicilio, fanno molto di più: tendono a radicarsi e a mettere radici profonde nel territorio in cui abitano, preferendo acquistare in proprietà case, negozi e ristoranti in cui poi lavorano e impiegano familiari e amici connazionali.
Una considerazione a parte merita anche la comunità filippina che sotto le Due Torri resta, comunque, la più numerosa: in città se ne contano 3300, di cui oltre un quinto abita nel quartiere Santo Stefano, mentre gli altri sarebbero distribuiti tra Navile, Saragozza e Toscana; alta la concentrazione di filippini anche nelle aree del centro storico. Un modello insediativo che la dice lunga anche su un fenomeno sociale e cioè che, di preferenza i filippini scelgono di abitare laddove è prevalente la richiesta di servizi domestici e di assistenza rivolti alle famiglie in condizioni più agiate. Molto spesso, i filippini risiedono proprio nelle case delle stesse famiglie che offrono loro un posto di lavoro stabile. L'unico dato di cui siamo in possesso, ci dice che su 28 attività di imprese di pulizie e servizi gestite da cittadini filippini, nessuna risulta in proprietà. Poche anche le case tra Bologna e la provincia, di cui risultano proprietari. Fattori che se sommati insieme, spingono ad una valutazione generale sulla comunità filippina che, al contrario ad esempio di quella cinese, non sente l'esigenza di radicarsi nel nostro territorio, limitandosi, invece, ad accumulare denaro lavorando, ma senza perdere mai di vista il sogno di ritornare nel proprio paese d'origine.

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