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Bologna Festival, mercoledì 15 settembre: " In alloro mutò il suo pianto "

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Artisti in alloro dafne 1Opera in prima esecuzione assoluta

La "storica" rassegna d'autunno di Bologna Festival, Il Nuovo l'Antico, dedicata alla musica antica e contemporanea con specifici programmi in cui spesso s'intrecciano i due diversi repertori, si apre mercoledì 15 settembre, all'Oratorio di San Filippo Neri, con l'opera da camera "In alloro mutò il suo pianto". Il canto di Dafne sulle spoglie di Orfeo, una nuova produzione commissionata da Bologna Festival, programmata già nella scorsa stagione e rimandata causa emergenza Covid. L'opera va in scena in prima esecuzione assoluta alle ore 18 (prova aperta) e alle ore 21.

Opera da camera, su testi e drammaturgia di Guido Barbieri e musiche del compositore bolognese Luigi Sammarchi, In alloro mutò il suo pianto racconta la faccia nascosta del mito di Orfeo secondo il punto di vista della ninfa Dafne. Le musiche originali di Sammarchi si intersecano con le armonie antiche di Caccini, Frescobaldi e Sances, in un gioco di risonanze e spazializzazioni.

La regia del suono e il live electronics sono affidati alla mano esperta di Alvise Vidolin. Interpreti di questa nuova produzione sono le voci dei soprani Barbara Zanichelli e Pamela Lucciarini, il baritono Roberto Abbondanza ed Ex Novo Ensemble diretto dallo stesso Luigi Sammarchi; le voci recitanti sono affidate agli allievi attori della Scuola di Teatro di Bologna "Alessandra Galante Garrone"; elemento di scenografia, l'opera One True Tree dell'artista L'orMa; disegno luci a cura di Angelo Generali.

L'opera In alloro mutò il suo pianto è dedicata a Mario Messinis, direttore artistico di Bologna Festival, scomparso lo scorso anno.

INFO E BIGLIETTI: Bologna Festival 051 6493397 www.bolognafestival.it.

Redazione

4 incontri con il Teatro a Sasso Marconi

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Il Drago Bianco - EtnaGiocolerie con il fuoco, clownerie, poesia e teatro d'attore: dal 18 luglio, 4 serate di spettacolo nella Piazzetta del Teatro

Parte a Sasso Marconi il ricco programma di intrattenimento culturale dell'estate, che prevede una serie di spettacoli all'aperto nel capoluogo e nelle frazioni cittadine. Si inizia questo fine settimana e si prosegue fino ad inizio settembre, per 16 serate complessive di spettacolo all'insegna della clownerie, del teatro circo, della musica e del teatro d'attore: una proposta per tutti i gusti e per tutta la famiglia, a cura dell'Assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con l'associazione Ca' Rossa.

La programmazione estiva si apre con i "4 incontri" in Piazzetta. Quattro serate di spettacolo riunite in una rassegna dove si incontrano linguaggi e generi teatrali diversi: dalla giocoleria con il fuoco alla clownerie, dalla poesia al teatro d'attore. Una rassegna per chi ama la varietà.

Si comincia domani, 18 luglio con "Etna", spettacolo di fuoco de "Il Drago Bianco". Uno spettacolo fortemente evocativo dove attraverso la danza, come in un antico rituale, il fuoco riporta l'uomo a contatto con la natura e i suoi elementi, volteggiando nel buio e creando continuamente nuovi giochi di forme e colori.

La rassegna prosegue poi con le clownerie degli Eccentrici Dadarò ("Vote for", domenica 25 luglio) e con una serata dedicata ad Alda Merini ("Senza filtro" è il titolo dello spettacolo portato in scena l'1 agosto da Rossella Rapisarda), per chiudersi domenica 8 agosto con l'istrionico Matteo Belli nei panni di un attore che cerca di emergere da una situazione di emergenza (come quella vissuta da tanti artisti in questi ultimi mesi).

Inizio spettacoli: ore 21.15

Nel rispetto delle misure di sicurezza in vigore, i posti disponibili nella Piazzetta del Teatro sono 64, adeguatamente distanziati.
Ingresso gratuito senza prenotazione.

Redazione

Bologna Festival, aperta la prevendita biglietti per i concerti di Yuja Wang e Lisa Batiashvili

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Lisa Batiashvili foto SammyHart DGGSono aperte le prevendite per i concerti di settembre, rassegne GRANDI INTERPRETI e IL NUOVO L'ANTICO.

Da non perdere, gli appuntamenti con due stelle del concertismo internazionale: la pianista Yuja Wang, impegnata insieme alla Mahler Chamber Orchestra il 18 settembre al Teatro Celebrazioni; la violinista Lisa Batiashvili (in foto) che per la prima volta si esibirà a Bologna, con un programma cameristico, il 23 settembre all'Auditorium Manzoni.

La rassegna Il Nuovo l'Antico si apre il 15 settembre con la prima esecuzione assoluta dell'opera commissionata da Bologna Festival, In alloro mutò il suo pianto con musiche del compositore bolognese Luigi Sammarchi, su testi e drammaturgia di Guido Barbieri. Una nuova produzione dedicata al mito di Orfeo con Ex Novo Ensemble, le voci di Pamela Lucciarini, Barbara Zanichelli, Roberto Abbondanza e la regia del suono di Alvise Vidolin. A seguire il 20 settembre la prima esecuzione italiana di Solstices di G.F. Hasse, un'esperienza d'ascolto immersiva, al buio totale, con una decina di strumentisti del FontanaMix Ensemble; il 28 settembre sarà la volta di Moni Ovadia che con il gruppo di musica antica Ensemble Micrologus propone letture dantesche con musiche di autori coevi a Dante.

Biglietti in vendita su www.vivaticket.it www.bolognafestival.it

(credit photo: SammyHart_DGG)

Redazione

Bologna: "Sekhmet, la Potente. Una leonessa in città"

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Statua della dea SekhmetUn progetto espositivo del Museo Civico Archeologico, Bologna in collaborazione con Museo Egizio, Torino

Bologna. Dal oggi, 7 luglio, al 31 dicembre 2023 un'ospite di eccezionale rilievo troverà dimora presso il Museo Archeologico di Bologna grazie al progetto espositivo Sekhmet, la Potente. Una leonessa in città, a cura di Daniela Picchi.
L'iniziativa è resa possibile dalla generosa collaborazione con cui il Museo Egizio di Torino ha concesso in prestito uno dei suoi capolavori più rappresentativi: una statua colossale di Sekhmet, materializzazione terrestre della temibile divinità egizia con testa di leonessa e corpo di donna, di cui il museo torinese conserva una delle più grandi collezioni al di fuori dell'Egitto, composta da 21 esemplari.

Divinità dalla natura ambivalente, al contempo di potenza devastatrice e dispensatrice di prosperità, Sekhmet, ovvero "la Potente", venne raffigurata in varie centinaia di statue per volere di Amenhotep III, uno dei faraoni più noti della XVIII dinastia (1388-1351 a.C.), allo scopo di adornare il recinto del suo "Tempio dei Milioni di Anni" a Tebe Ovest.
Alcuni studiosi ipotizzano che il gigantesco gruppo scultoreo fosse composto da due gruppi di 365 statue, una in posizione stante e una assisa per ogni giorno dell'anno, così da creare una vera e propria "litania di pietra", con la quale il faraone voleva pacificare Sekhmet tramite un rituale quotidiano. La regolarità dei riti in suo onore servivano infatti a placarne l'ira distruttrice che la caratterizzava quale signora del caos, della guerra e delle epidemie, trasformandola in una divinità benevola e protettrice degli uomini.

Nella collezione egizia del Museo Civico Archeologico di Bologna è presente il busto di una di queste sculture che - grazie al confronto con la Sekhmet seduta in trono proveniente dal Museo Egizio di Torino - potrà così riacquistare, almeno idealmente, la propria integrità creando una proficua occasione di confronto e ricerca scientifica.
La statua sarà esposta nell'atrio monumentale di Palazzo Galvani e andrà ad arricchire un importante repertorio di materiali lapidei, sia di proprietà civica, tra i quali un raro busto in marmo di Nerone, sia di proprietà statale, che la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara ha depositato presso il museo.

Dall'alto dei suoi 2,13 metri di altezza, Sekhmet potrà così accogliere il pubblico e introdurlo alla visita della collezione egizia, continuando a svolgere quella funzione protettrice per la quale era stata commissionata da Amenhotep III mentre, al suo cospetto, il visitatore potrà rivivere la stessa emozione che il sacerdote dell'antico Egitto doveva provare quando entrava nel cortile del Tempio per pronunciare il nome della "Potente" e invocarla nelle sue preghiere per placarla e propiziare ogni estate la fertile esondazione delle acque del Nilo.

Sekhmet, la Potente

Il pantheon egizio conta numerose divinità femminili associate al culto solare e una di queste è Sekhmet, il cui nome significa "la Potente". La temibile dea era considerata dagli Egizi l'Occhio del Sole, emblema del potere divino che tutto vede, la Furia nel mondo degli dei, che si erge sotto sembianze di serpente Ureo anche sulla fronte dei sovrani, proteggendoli.

Come racconta il Mito della Vacca Celeste, attestato per la prima volta durante il regno del faraone Tutankamun (1333-1323 a.C.), il demiurgo Ra aveva inviato Sekhmet sulla terra per punire gli uomini in rivolta contro gli dei. La leonessa, inebriata dall'odore del sangue, avrebbe annientato l'intero genere umano se Ra non fosse intervenuto nuovamente, su suggerimento del dio della saggezza Thot, facendo versare in un lago una grande quantità di birra colorata con ocra rossa. Attratta dal colore e pensando si trattasse di sangue, la dea ne bevve sino ad ubriacarsi, dimenticandosi del precedente odio verso gli uomini e trasformandosi in Hathor, il principio femminile creativo, al quale era associato anche l'arrivo della piena del Nilo in Alto Egitto. Tale trasformazione non sorprende se si considerano le divinità egizie come manifestazioni diverse di un più ampio concetto di divino.

La pericolosa e furente Sekhmet, oltre a poter inviare sulla terra pestilenze e malattie, adeguatamente adorata, era anche in grado di prevenirle e guarirle, tanto da avere un sacerdozio, quello dei "puri sacerdoti di Sekhmet", dedito alla cura delle vittime colpite da afflizioni invisibili e apparentemente divine come la peste (definita anche "l'anno di Sekhmet").

La manifestazione di culto più eclatante nei confronti di questa divinità leontocefala si deve al faraone Amenhotep III (1388-1351 a.C.), che, in occasione del suo giubileo, la celebrazione del trentesimo anno di regno, trasformò le litanie innalzate per placare Sekhmet negli ultimi cinque giorni di ogni anno, i Giorni dei Demoni, in una impressionante litania di pietra, facendo scolpire oltre 700 sculture rappresentanti la dea in posizione stante e assisa in trono. Per quanto le statue siano state rinvenute in diverse aree templari tebane (numerose nel Tempio di Mut a Karnak, Tebe Est), molti studiosi ritengono che la loro collocazione originaria fosse Kom el-Hattan, il "Tempio dei Milioni di Anni" di Amenhotep III a Tebe Ovest, e in particolare il cortile solare al suo interno. In tale maniera il sovrano si garantiva la protezione della dea in terra e partecipava del periplo divino del sole del quale Sekhmet era una manifestazione.

La collaborazione tra Istituzione Bologna Musei e Fondazione Museo delle Antichità Egizie

L'iniziativa espositiva Sekhmet, la Potente. Una leonessa in città viene organizzata dal Museo Civico Archeologico in collaborazione con il Museo Egizio di Torino nel quadro di un intenso dialogo e confronto, volti a promuovere lo studio e la ricerca scientifica sui rispettivi patrimoni collezionistici.

Nel 2014 l'Istituzione Bologna Musei e la Fondazione Museo delle Antichità Egizie hanno sottoscritto un accordo avviando una collaborazione finalizzata al costante scambio di contenuti scientifici e divulgativi per la creazione di un "museo diffuso" a livello locale, nazione e internazionale. In base a tale accordo scientifico, di recente prorogato sino alla fine del 2023, sono stati intrapresi progetti di ricerca congiunti, sono state scambiate informazioni sulle reciproche collezioni e sullo scavo di Saqqara, che il Museo Egizio dirige in partnership con il Museo Nazionale di Antichità di Leiden, oltre ad essere stati resi disponibili al prestito a breve e a lungo termine vari oggetti.

Nel 2015, in occasione della mostra Egitto. Splendore Millenario organizzata dal Museo Civico Archeologico di Bologna (16 ottobre 2015 - 17 luglio 2016), il Museo Egizio di Torino ha apportato un contributo significativo all'esposizione concedendo in prestito materiali databili all'Antico e Medio Regno, oltre ad un vaso in alabastro proveniente dalla tomba a Saqqara di Djehuti, scriba reale e preposto ai paesi stranieri settentrionali durante il regno del faraone Thutmose III (1479-1425 a.C.).
A conclusione della mostra, i materiali databili all'Antico e Medio Regno sono stati lasciati in deposito a Bologna sino alla fine del 2023. Pur essendo considerata la terza per importanza in Italia, infatti, la sezione egizia del Museo Civico Archeologico è caratterizzata da un numero relativamente esiguo di manufatti databili al Pre-protodinastico, all'Antico e al Medio Regno. Tale deposito ha permesso di integrare queste lacune cronologiche e tipologiche fornendo così una conoscenza migliore della civiltà egizia sia al numeroso pubblico scolare sia al folto pubblico adulto che visita il museo bolognese annualmente.

Dal 2017 Daniela Picchi, curatrice della Sezione Egizia di Bologna, è membro del comitato scientifico della Rivista del Museo Egizio (RiME), pubblicata on-line a cadenza annuale, che promuove, raccoglie e diffonde le ricerche su tutti gli aspetti della collezione del Museo Egizio di Torino e sui siti archeologici da esso indagati oggi e in passato, nonché studi su argomenti aventi una rilevanza indiretta per la collezione.

Nel 2020 il Museo Civico Archeologico di Bologna si è reso disponibile a far scansionare i propri rilievi della tomba di Horemheb e di Ptahemwia provenienti dalla necropoli di Saqqara a integrazione dei modelli 3D dei rispettivi contesti funerari elaborati dal 3D Survey Group del Politecnico di Milano che collabora con il Museo Egizio di Torino.

Nel 2021 il Museo Egizio di Torino e il Museo Civico Archeologico di Bologna hanno aderito al gruppo di lavoro "Blu Egizio Network (BLUENET)", che rientra nelle attività del Centro linceo di ricerca sui beni culturali "Agostino Chigi" presso Villa Farnesina. Il gruppo di lavoro si prefigge di contribuire fattivamente al progredire degli studi nel campo del blu egizio, il più antico pigmento sintetico della storia, esaminandone l'utilizzo dall'antico Egitto al Rinascimento. Il museo di Bologna intende avviare un programma di indagini diagnostiche dedicato alla propria collezione egizia, condividendo le medesime linee di ricerca e metodologie d'indagine del Museo Egizio di Torino al fine di una più efficace lettura e confronto dei risultati diagnostici ottenuti.

Il prestito a lungo termine della statua della dea Sekhmet rappresenta quindi solo l'ultimo atto di una proficua collaborazione che confidiamo continui ancora per molti anni e numerosi altri progetti.

(credit photo: Alessandro Galli )

Redazione

Sabato 3 luglio Istituzione Bologna Musei aderisce alla Notte Europea dei Musei

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Museo Civico Archeologico Bologna Foto Matteo MontiAperture straordinarie fino alle h 23.00 e ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria

Bologna - L'Istituzione Bologna Musei aderisce alla "Notte Europea dei Musei" di sabato 3 luglio 2021 con un'apertura straordinaria serale fino alle h 23.00 di alcune sedi: Museo Civico Medievale (via Manzoni 4), MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna (via Don Minzoni 14), Museo Morandi (via Don Minzoni 14), Museo Civico Archeologico (via dell'Archiginnasio 2).

Per celebrare l'iniziativa internazionale di valorizzazione dei musei e di coinvolgimento del pubblico, organizzata dal Ministero della Cultura francese, con il patrocinio dell'Unesco, del Consiglio d'Europa e dell'ICOM, nella fascia di apertura serale (dalle 19 alle 23 per il Museo Archeologico e il Museo Medievale e dalle 21 alle 23 per il MAMbo e il Museo Morandi) l'ingresso alle collezioni permanenti e alle mostre temporanee sarà gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito www.midaticket.it/eventi/musei-civici-di-bologna (ultimo ingresso prenotabile: h 22.30).

Ricordiamo le mostre temporanee che saranno visitabili gratuitamente:
Museo Civico Medievale
• Maurizio Donzelli. In nuce
A cura di Ilaria Bignotti
• Dante e la miniatura a Bologna al tempo di Oderisi da Gubbio e Franco Bolognese
A cura di Massimo Medica

MAMbo | Sala delle Ciminiere
Aldo Giannotti. Safe and Sound
A cura di Lorenzo Balbi con l'assistenza curatoriale di Sabrina Samorì
Prenotazione obbligatoria al seguente link: https://ticket.midaticket.it/aldogiannotti/Event/2962/Date/20210703/Shift

MAMbo | Project Room
RE-COLLECTING. Contenere lo spazio
A cura di Sabrina Samorì

Museo Morandi
Morandi racconta. Il segno inciso: tratteggi e chiaroscuri
A cura di Lorenza Selleri

Museo Civico Archeologico
• "...che mi fa sovvenir del mondo antico". Archeologia e Divina Commedia
A cura di Marinella Marchesi
• NINO MIGLIORI. Via Elio Bernardi, 6. Ritratti alla luce di un fiammifero
A cura di Alessandra D'Innocenzo Fini Zarri

Prenotazione obbligatoria al seguente link: https://ticket.midaticket.it/museoarcheologicobologna/Event/66/Date/20210703/Shift

( credit photo: Matteo Monti )

Redazione

Bologna Festival. Rinviato al 26 in concerto" Del cantar sacro e profano "

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Con una nota ufficiale, l'organizzazione ha comunicato che il concerto è stato rinviato a lunedì 26 luglio ore 21. Il programma è invariato.

Bologna Festival. Mercoledì 23 giugno " Del cantar sacro e profano "

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San michele in boscoMercoledì 23 giugno ore 21, nella Chiesa di San Michele in Bosco, la rassegna Pianofortissimo & Talenti prosegue con un concerto vocale barocco, Del cantar sacro e profano, affidato a due giovani voci di talento, il soprano Naoko Tanigaki e il mezzosoprano Ester Ferraro.

Voci cresciute sotto l'ala di Gloria Banditelli, interprete di riferimento per la vocalità barocca, Naoko Tanigaki ed Ester Ferraro affrontano con duttile espressività arie e duetti dal repertorio sacro e profano del Seicento e del Settecento, scorrendo da Cavalli, Frescobaldi, Monteverdi sino a Bach e Händel, di cui faranno ascoltare il duetto "italiano" Troppo cruda, troppo fiera HWV 198. Le accompagna all'organo e al clavicembalo Valeria Montanari, musicista di vasta esperienza che collabora come continuista e come solista con diverse formazioni e direttori specializzati nella prassi esecutiva antica. Il programma vocale è inframezzato con brani strumentali per clavicembalo e organo: Valeria Montanari eseguirà Partite diverse sopra la Follia di Pasquini al clavicembalo e, sull'organo cinquecentesco conservato nella Chiesa, la Toccata Prima di Frescobaldi.

NAOKO TANIGAKI - ESTER FERRARNO studiano canto rinascimentale e barocco sotto la guida di Gloria Banditelli. Naoko Tanigaki, classe 1994, si è trasferita in Italia nel 2018 per approfondire lo studio del canto lirico con William Matteuzzi e ha frequentato masterclasses tenute da Monica Bacelli, Bettina Pahn e Fabio Bonizzoni. Ester Ferraro, classe 1995, ha studiato con il soprano Teresa Cardace e si è diplomata in canto lirico al Conservatorio di Perugia. Si è distinta in diversi concorsi nazionali e internazionali e dal 2016 canta come solista e corista nella Basilica Papale di San Francesco d'Assisi.

VALERIA MONTANARI. Clavicembalista, organista, pianista e fortepianista, collabora come continuista e come solista con diverse formazioni e direttori specializzati nella prassi esecutiva antica. Tra questi figurano Accademia Bizantina, La Stagione Armonica, Athena Ensemble, Gli Invaghiti, Stefano Montanari, Rinaldo Alessandrini, Adrian van der Spoel e Carlo Ipata. Interessata anche al repertorio da camera per pianoforte storico ha fondato l'ensemble "Il Tetraone", con cui ha registrato il Quartetto op.16 di Beethoven e il Quintetto "La Trota" di Schubert.

Redazione

Sasso Marconi: il 18 e 20 giugno due spettacoli ispirati alla vita di Marconi

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Locandina Guglielmo scendi giùIn scena nella suggestiva cornice naturalistica dell'Oasi S. Gherardo due spettacoli di Tita Ruggeri ispirati alla vita e all'opera di Guglielmo Marconi

Sasso Marconi - L'Oasi San Gherardo, la riserva naturale nata dalla riconversione di un'ex-cava nei pressi del lungofiume Reno, a Pontecchio, ospita nel fine settimana due spettacoli ispirati alla radio e alla vita di Guglielmo Marconi: "Guglielmo scendi giù" e "Senza fili". Si tratta di pièce scritte e dirette dagli attori bolognesi Tita Ruggeri e Davide Puccetti, portate in scena al crepuscolo, in un suggestivo contesto naturalistico, sui prati e tra il verde dell'Oasi.

Si comincia domani, 18 giugno, con "Guglielmo scendi giù", che ripercorre gli episodi salienti della vita di Marconi analizzandoli dal punto di vista delle figure femminili - madre, figlia, cuoca... - che hanno segnato l'esistenza dell'inventore, crescendolo, sostenendolo, incoraggiandolo, amandolo e ricordandolo: una ricostruzione della figura e dell'opera di Marconi effettuata da una prospettiva inconsueta. A indossare i panni delle 'donne di Marconi' sono alcune componenti delle "Donne di Sasso", associazione culturale di Sasso Marconi.

Domenica 20 giugno, invece, gli attori di "Mercanti in scena" (compagnia teatrale amatoriale formata da alcuni commercianti di Sasso Marconi) interpretano "Senza fili. Storie di radioamatori", spettacolo ispirato ai racconti di Carla Cenacchi, cittadina e storica radioamatrice sassese, autrice del libro autobiografico "Dagli Appennini alle Ande e ritorno". Un viaggio nella storia della comunicazione senza fili raccontato attraverso le vicende di alcuni appassionati radioamatori che, grazie alle intuizioni di Marconi, con i loro apparecchi hanno abbattuto le distanze di spazio e tempo.

Per entrambi gli spettacoli sono previste due rappresentazioni, alle ore 19 e alle 21; l'ingresso è ad offerta libera ed è consigliata la prenotazione al n. 380 3593561.

"Guglielmo scendi giù" e "Senza fili" sono realizzati con il sostegno del Comune di Sasso Marconi e fanno parte del cartellone di Bologna Estate 2021.

Redazione

Bologna Festival. Talenti al violino, alla Rocca Isolani di Minerbio

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Cortile Rocca Isolani foto Beatrice Marchi Giovedì 17 giugno ore 21 la rassegna di musica sotto le stelle Pianofortissimo & Talenti cambia sede, spostandosi nel cortile di Rocca Isolani (Minerbio) per il concerto della giovane violinista Francesca Bonaita.

Prima del concerto, alle ore 20.30, è prevista una visita guidata alle sale con gli affreschi di Amico Aspertini, a cura della storica dell'arte Daniela Scaglietti Kelescian. La visita è su prenotazione, a posti limitati.

Nel programma del concerto di Francesca Bonaita (violino) e Martina Consonni (pianoforte) noti brani di Čajkovskij, Sérénade mélancolique e Valse-Scherzo, si alternano a pagine violinistiche del Novecento: il Divertimento di Stravinskij, tratto dal balletto Le Baiser de la Fée, e la prima Sonata di Schnittke, uno dei capisaldi del repertorio violinistico del XX secolo. A conclusione del programma l'appassionante Carmen Fantasy del compositore russo Alexander Rosenblatt (Mosca 1956), moderna rivisitazione dei celebri temi della Carmen di Bizet.

Il concerto è realizzato in collaborazione con il Comune di Minerbio e Isolani Meeting, nell'ambito di Bologna Estate 2021, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città Metropolitana di Bologna – Destinazione Turistica.

FRANCESCA BONAITA. Classe 1997, dopo il diploma in violino al Conservatorio di Milano, Francesca Bonaita, si perfeziona con Sergej Krylov e completa gli studi al Conservatorio della Svizzera Italiana. Frequenta corsi di prassi violinistica e cameristica con Salvatore Accardo e corsi di perfezionamento con Itamar Golan, Francesca Dego, Andrey Baranov, Dmitri Chichlov, Atos Trio e Trio di Parma. A diciannove anni debutta alla Carnegie Hall di New York in recital e suona con l'Orchestra Filarmonica di Bacau in Romania nel Concerto per violino di Čajkovskij. Inizia così un'intensa attività solistica e cameristica, spaziando in un ampio repertorio che include la musica del Novecento e quella contemporanea. Sotto la direzione di Arturo Tamayo ha eseguito il Concerto per violino e grande orchestra di B. A. Zimmermann al LAC di Lugano; ha collaborato con diversi musicisti, tra cui Itamar Golan, Rocco Filippini, Andrea Rebaudengo, Robert Kowalsky, le prime parti soliste della Filarmonica della Scala, l'ensemble Sentieri Selvaggi di Carlo Boccadoro.

MARTINA CONSONNI. Classe 1997, Martina Consonni si diploma a soli 14 anni al Conservatorio di Pavia. Un talento per il pianoforte manifestato sin da bambina la porta a vincere ben 55 primi premi assoluti in concorsi nazionali e internazionali. Ha perfezionato gli studi all'Accademia Pianistica di Imola sotto la guida di Franco Scala ed Enrico Pace. La sua inclinazione per la musica da camera la vede esibirsi insieme ad artisti come Enrico Dindo e Francesco Dillon, Edoardo Zosi, Fabiola Tedesco, Emma Arizza.

( Credit photo: Beatrice Marchi)

Redazione

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