L'introduzione del POS deve essere sostenuta da una riforma fiscale che preveda deduzioni delle spese dal reddito complessivo. Questa è l'unica strada per colpire l'evasione fiscale e dare più potere d'acquisto alle famiglie
L'introduzione dei pagamenti elettronici per importi superiori ai 30 euro nella sostanza si sta rilevando più come una mossa propagandistica che altro, mettendo in evidenza, negativamente, la solita politica, all'Italiana, inefficace nella concretezza delle linee da seguire sul fronte della lotta all'evasione fiscale e del sostegno alle famiglie . A fronte di questa riflessione troviamo la norma che obbliga, dal 30 giugno, gli esercenti di dotarsi e attivare il Pos, norma che però non prevede sanzioni per gli inadempienti. Il sistema dei pagamenti elettronici, pur se l'unica strada per combattere l'evasione, così regolato è orfano di riforme specifiche, precisamente riforme fiscali, su cui su cui fare leva per trasformare le abitudini sociali dei cittadini. Si dovrebbe incentivare il consumatore all'utilizzo dei pagamenti a mezzo di carta elettronica, senza soglie di costo, facendo portare in deduzione dal reddito lordo le reali spese sostenute ( esempio: se un lavoratore dipendente ha un reddito annuo di 25.000 €. e per il mantenimento della famiglia sostiene spese per 23.000,00 € pagherà le imposte solo su 2.000,00 € ). Il nuovo metodo di calcolo delle imposte eliminerebbe l'attuale sistema delle detrazioni colpendo esclusivamente il reale reddito del contribuente, dando così un segno di giustizia fiscale e sociale. Una vera rivoluzione fiscale senza la quale il sistema Italia non si riuscirà a ridare energia al sistema Italia e rilanciare consumi ed occupazione.
Daniele Baldini






La scorsa settimana è stato sottoscritto a Palazzo Malvezzi "l'Accordo per la revisione delle modalità applicative dei contratti di locazione a canone concordato in attuazione della Legge 9 dicembre 1998 n. 431". Si tratta di un importante atto che stabilisce regole uniformi e parametri trasparenti per l'applicazione dei contratti di locazione residenziale in tutti i comuni dell'Area Metropolitana bolognese, ad esclusione di quelli del Nuovo Circondario imolese, per i quali ci si è però impegnati ad assicurare un Accordo del tutto coerente entro il prossimo mese di luglio.
Fiori, gerani e "bouganville" per combattere il degrado e restituire alla città un aspetto decisamente più accogliente e profumato. A proporre l'insolita ricetta è CONFABITARE – Associazione Proprietari Immobiliari – che, quest'anno, ha deciso di lanciare l'idea del concorso a premi "Balconi fioriti".
Introduzione delle deduzioni delle spese dal reddito complessivo, eliminazione delle detrazioni d'imposta, la cura per semplificare i controlli fiscali e dare impulso ai consumi
Il pagamento della prima rata Tasi a Bologna potrebbe slittare ad ottobre dopo l'incredibile vicenda dei bollettini sbagliati inviati dal Comune a migliaia di cittadini. Lo afferma il Presidente nazionale di Confabitare - associazione proprietari immobiliari -, Alberto Zanni ( in foto), che giovedì ha sottoposto il caso al sottosegretario alla Economia, Enrico Zanetti, durante un incontro a Roma. E' stato lo stesso Zanetti che, su precisa richiesta della delegazione di Confabitare, ha assicurato che prenderà in seria considerazione l'ipotesi di far slittare sotto le due torri il pagamento della Tasi al 16 ottobre. "Abbiamo spiegato al Sottosegretario la situazione di caos che si è creata – spiega Zanni – in seguito ai bollettini-beffa recapitati a migliaia di bolognesi, con i CAAF presi d'assalto e la gente che non sa quanto deve pagare a pochi giorni dalla scadenza di giugno. Zanetti ha preso atto della cosa e ci ha garantito che prenderà in serio esame l'ipotesi di prorogare ad ottobre i termini del pagamento della prima rata Tasi". Zanni, ovviamente, ci spera e lancia un siluro al Comune: "stavolta si sono superati. La vicenda dei bollettini sbagliati ha del grottesco ed i tentativi del vicesindaco Giannini di minimizzare sono patetici. La realtà è che costoro non sanno neppure fare i conti e a farne le spese, come sempre, sono i contribuenti, costretti a sobbarcarsi disagi e spese in più. Merola e soci dovrebbero chiedere scusa, ma questi dilettanti allo sbaraglio non tengono vergogna".






















