Bologna. In merito al prossimo congresso provinciale del Partito Democratico con una nota il Presidente della Provincia, Beatrice Draghetti, ha dischiarato: " Il PD bolognese non può essere il "San Marino" del PD nazionale. La vita di un partito, a qualsiasi livello, non può sottrarsi ad una logica di metodo da attuare in una coerenza complessiva, pur rispettando originalità ed esperienze territoriali. Il sostegno a un segretario comporta sempre il sapere prioritariamente che cosa lui vuole fare e dove vuole portare il partito, perché tenere insieme le parti (nobilissima intenzione) richiede contestualmente l'indicazione certa di una direzione. Alle spalle c'è sicuramente il lavoro di un triennio, che è giustissimo che un segretario rivendichi: di questo impegno è necessaria una valutazione, delle cose fatte e delle posizioni politiche assunte anche nella loro evoluzione, nei luoghi e con modalità congressuali. Questo "tempo", segnato dalle ultime vicende elettorali, dal Governo delle larghe intese, dal dibattito così acceso all'interno del PD tra visioni diverse esige che pure a livello locale non ci si sottragga a confronti seri, partecipati e nel merito per ridefinire una proposta politica chiara, anche come contributo al dibattito nazionale: mi pare questo il significato della territorialità di un partito. Che poi la convergenza e la sintesi, anche relativamente al segretario, siano un auspicabile risultato, questo riguarda la conclusione di un percorso e non certo l'avvio. L'unità è per fortuna - anche se faticosamente - un movimento che "lavora" sulle differenze. E' fatta certo dell'accostamento di tante "e", ma inevitabilmente anche di scelte, chiaramente esplicitate ".
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