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Bere o degustare vino?

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Bicchiere vino rossoDal pregiudizio al culto della percezione gusto-olfattiva
Vivere in un epoca che tende a globalizzare sia le abitudini che le passioni dell'individuo rendendole meno attraenti di quanto in realtà lo siano, ci ha indotto ad una riflessione obiettiva su tutto ciò che ruota intorno al mondo del vino, ponendoci difronte ad un interrogativo circa il corretto approccio verso quello che è divenuto ormai un grande fenomeno commerciale.
Tratteremo l'argomento non certo per fomentare i commenti degli astemi, né tantomeno per stimolare i pregiudizi dei nemici dell'Alcool, poiché non saranno gli eccessi né tantomeno gli abusi i temi di cui andremo ad occuparci.
Per introdurre con modi semplici e diretti una rubrica che avvicini il lettore all'universo eno-gastronomico inteso come veicolo di diffusione di una cultura millenaria del benessere che affonda le proprie radici parallelamente al corso della storia dell'uomo, si rendono necessari alcuni brevi cenni storici.
Se alcuni studi antropologici attribuiscono le prime tracce della domesticazione della vitis vinifera (vite) a popolazioni dislocate geograficamente nella regione transcaucasica e risalenti addirittura a circa 6 mila anni fa, nel nostro paese l'introduzione della vite nelle coltivazioni appare riconducibile ai ritrovamenti di anfore micenee sulle coste calabre e pugliesi risalenti al XVII secolo a.C. nonché alla colonizzazione delle coste siciliane avvenuta intorno al 2000 a.C. ad opera dei Fenici. Altre tracce di fossili appartenenti al VII secolo a.C. esprimono testimonianze dell'introduzione della vinificazione in Italia ad opera degli Etruschi e dei Celti, altre ci conducono a figure mitologiche percepite come vere e proprie divinità come Dionisio per l'antica civiltà ellenica e Bacco per i romani, che già narravano tutto ciò che riguardava il ciclo del vino dalla coltura della vite alla vendemmia, per finire al suo rituale consumo. Scorrendo la storia verso tempi più recenti si può affermare che dai primi del '900 grazie all'introduzione di particolari metodi di coltivazione (innesti) che portarono al superamento di devastanti epidemie dovute ad alcune forme di virus altamente infestanti come quello della filossera (che causò la distruzione dell'80-90% dei vigneti europei), ebbe inizio l'epoca della vinificazione contemporanea. Successivamente nel corso degli ultimi trent'anni con l'apporto nei processi vinificatori delle moderne tecnologie, l'impegno e la professionalità di numerose famiglie di imprenditori vitivinicoli ha condotto il nostro paese ad affermarsi prepotentemente sul mercato mondiale del vino grazie alla realizzazione di prodotti di notevolissima qualità. Oggi si può affermare che il primato della produzione e delle esportazioni (sia in termini di qualità che di quantità), in un settore che da sempre esprime la massima espressione della grandeur francese, parla soprattutto italiano.
Questa rubrica vuole essere una semplice raccolta di consigli pratici e di opinioni sul come approcciarsi in modo sano al mondo del vino e a tutto ciò che lo circonda. L'intento che si propone il magazine è trasferire nel lettore un interesse verso il culto di una passione che potremmo definire estremamente affascinante.
Preso atto che i nuovi network di socializzazione hanno contribuito di fatto a commutare l'andamento delle interazioni sociali (business ed interpersonali), orientandole verso la frequentazione di luoghi ove il vino è comunque presente (lounge bar, bistrot e ristoranti), potrebbe risultare più che mai utile districarsi verso una scelta di un prodotto azzeccato, in modo che degustare anche un solo bicchiere di vino possa rappresentare un evento gratificante.
Che si tratti di abbinare un assaggio di salume servito con qualche oliva, un piatto di tortellini in brodo o una bistecca di chianina, la scelta del vino più adatto al cibo potrebbe rivelarsi un ottimo biglietto da visita agli occhi dei nostri interlocutori. E' doveroso fornire un breve cenno sulla "gerarchia delle fonti" in materia di enologia poiché soltanto nel nostro paese sono presenti ben n.¬¬¬ 73 D.o.c.g. (denominazioni di origine controllata e garantita) n.330 D.o.c., oltre a numerosissime indicazioni geografiche tipiche. Ciononostante l'obiettivo che si pone questa rubrica non è orientato alla sistematica ricerca del prodotto "di grido", bensì verso un imprinting di base che consenta all'utente di individuare in ogni circostanza un valido compromesso che possa risultare una buona scelta in termini di abbinamento cibo-vino.
Anche perché non sempre ci troveremo nella condizione di poter disporre nella location che abbiamo scelto o in cui ci hanno condotti di un sommelier in grado di consigliarci il miglior prodotto da abbinare, pertanto poter far ricorso in quel frangente a qualche suggerimento renderebbe più piacevole intrattenersi nella degustazione alla ricerca delle percezioni di profumi e aromi che solo un buon vino può regalare. Essere al corrente dell'esistenza in commercio di ottimi vini che non si fregiano né della D.o.c.g. né tantomeno della D.o.c., ma che in presenza di particolari cibi e pietanze possono rappresentare per connotazione (tipologia di vitigno e soprattutto per caratteristiche organolettiche), il miglior compromesso di abbinamento possibile, può risultare un grande vantaggio.
Ecco che a breve inizieremo un percorso itinerante nelle principali regioni del nostro paese, raccontandovi le peculiarità di certe zone e le caratteristiche dei principali vini presenti, segnalandovi alcuni produttori che ci hanno particolarmente colpito attuando politiche commerciali basate soprattutto sul giusto rapporto qualità prezzo.
Per sfacciato campanilismo presteremo una particolare attenzione alle tradizioni Emiliano-Romagnole dando spazio alla materia che le aziende agricole e i produttori di tale regione riescono ad esprimere sul mercato.  Successivamente spazieremo anche tra le produzioni delle altre Regioni, dando risalto alle usanze ed alle tradizioni che rappresentano quell'inconfondibile marchio che contraddistingue l'unicità della cultura eno-gastronomica italiana, da cui trae origine la massima espressione del "Made in Italy".

Massimiliano Pisaniello