Ultimo aggiornamento07:47:42 AM GMT

Articoli

Proseguono gli appuntamenti di Trekking col treno, nel mese di settembre otto escursioni

E-mail Stampa PDF

trenoProseguono gli appuntamenti di Trekking col treno che per il mese di settembre propone otto escursioni percorrendo i freschi sentieri dell'Appennino nel week-end.

3 settembre: La Martina

Dal passo della Raticosa, gioia delle moto ma anche dei camminatori, verso il parco La Martina. Ritrovo presso Bologna autostazione alle ore 07,45 per prendere il bus per Frassineta dove è prevista la partenza a piedi alle ore 9,30. Itinerario: Frassineta - Cà Nove - Passo della Raticosa - Monte Canda - Tre Poggioli - Monte Gurlano - Campeggio La Martina - La Palazza. Tempo di percorrenza 7 ore. Grado di difficoltà medio.

9 settembre: Alta via della patata

Escursione con visita al Museo storico di Montese. Itinerario: Tolè - Vedettola - Borricelle - Torre Lussi Pulano - Caseletta - Orrido di Gea – Montese. Ritrovo a Bologna Stazione Centrale Piazzale Ovest alle ore 7,00 per prendere il treno per Pilastrino e poi raggiungere con il bus Tolè da dove è prevista la partenza a piedi alle 8,30. Durata 7 ore. Grado di difficoltà medio.

10 settembre: Lungoreno alla Rocchetta Mattei

Spalle ai monti ed una bella camminata per visitare la bizzarra costruzione del diciannovesimo secolo. Itinerario: Porretta Terme - Poggio Barone - Rivabella - Rocchetta Mattei – Riola. Ritrovo Bologna stazione (piazzale ovest) alle ore 6,50 per prendere il treno per Porretta terme da dove è prevista la partenza a piedi alle 8,25. Durata 7 ore. Grado di difficoltà facile.

17 settembre: Alle sorgenti del Lavino

Alla scoperta di una vallata ricca di interessi, tra vigneti e ceraseti, per una lettura dell'evoluzione del territorio nel corso dei secoli. Itinerario: Osteria Nuova del Pilastrino – Sentiero Cai 209 - I Forchetti - Croce delle Pradole - Montepastore - Via Varsellane - Borra - San Chierlo - Monte Bonzara – Tenuta Bonzara - Rovere - Osteria Nuova del Pilastrino.

Ritrovo a Bologna stazione (piazzale ovest) alle ore 9,00 per prendere il treno per Pilastrino e poi raggiungere con il bus Osteria Nuova del Pilastrino da dove è prevista la partenza a piedi alle 10,05. Durata 7 ore. Grado di difficoltà facile.

23 settembre: Ai Sassi di Rocca Malatina

Ai piedi delle rupi, spettacolari guglie che svettano verso il cielo. Itinerario: Monteombraro Osteria Bassa – Montecorone - Rocca Malatina - Torre del Castellaro - Casa del Parco Sassi di Rocca Malatina - Ronco Nuovo – Zocchetta. Ritrovo a Bologna stazione (piazzale ovest) alle ore 8,00 per prendere il treno per Bazzano e poi raggiungere in bus Monteombraro Osteria Bassa da dove è prevista la partenza a piedi alle ore 10,15. Durata 7 ore. Grado di difficoltà medio.

24 settembre: Il silenzio di Bel Poggio

Ormai tradizionale e doverosa commemorazione della strage di Burzanella, due giorni prima dell'eccidio Marzabotto. Itinerario: Riola - La Scola - Sterpi - Bel Poggio di Burzanella - Lagaro - Cà D'Onofrio - San Benedetto Val di Sambro. Ritrovo a Bologna stazione (piazzale ovest) alle ore 6,50 per prendere il treno per Riola da dove è prevista la partenza a piedi alle ore 8,10. Durata 8 ore. Grado di difficoltà medio.

24 settembre: La Via Lattea

Una passeggiata attorno a Granarolo, per conoscere da vicino il latte e la sua storia. Itinerario: Granarolo - Via Ghiaradino - Via Bolina - Santa Brigida - Cividale - Chiusa - Villa Boselli - Via Calabria Vecchia – Granarolo. Ritrovo a Bologna Piazza dei Martiri alle ore9,20 per prendere il bus per Granarolo da dove è prevista la partenza a piedi alle ore 10,15. Durata 6 ore. Grado di difficoltà facile.

30 settembre: In bici in Val di Zena

Un anello nella valle più amata dai cicloescursionisti alla scoperta della storia e della geologia dell'Appennino bolognese. Itinerario: Pulce - Val di Zena - Zena - Tazzola – lungo valle Idice - San Lazzaro. Ritrovo a San Lazzaro, parcheggio circolo sala Paradiso alle ore 8,30. Durata 7 ore. Grado di difficoltà alto. Prenotazione obbligatoria con SMS al 348 4464534 entro 30 settembre. E' possibile telefonare a ore pasti. Il casco è obbligatorio.

Ricordiamo che prima di partecipare è necessario leggere il regolamento nella sezione "Come partecipare" del sito. In particolare è consigliato un equipaggiamento adeguato, un minimo di allenamento - soprattutto per le escursioni di difficoltà alta - e l'impegno a collaborare con gli accompagnatori e seguire il percorso stabilito senza allontanarsi dal gruppo.

Tutte le informazioni e il programma completo su www.trekkingcoltreno.it

Redazione

Sagre e feste del territorio bolognese, è on line il programma di settembre

E-mail Stampa PDF

"Sagre e feste del territorio bolognese", il calendario delle sagre locali, grandi e piccole, offre l'opportunità di conoscere luoghi suggestivi e assaporare cibi tradizionali nei luoghi tipici di produzione.

Uva e vino sono i protagonisti del programma di settembre, quando le campagne cominciano a profumare di vendemmia. Oltre alle numerose feste dell'uva, ricordiamo la Sagra del vino dei Colli Bolognesi (2-3 settembre, Calderino di Monte San Pietro) e la Festa del Saslà, rara e pregiata uva da tavola tipica della Valsamoggia, protetta Slow Food (2-3 settembre, Sant'Apollinare Valsamoggia).

Fra le manifestazioni 'storiche' segnaliamo dall'8 al 10 settembre la 343a Fira di Sdaz a Pontecchio (Sasso Marconi): nell'affascinante Palazzo de' Rossi prenderà vita un rituale contadino vecchio di 300 anni. Artigiani, artisti, musicanti tra le bancarelle cariche di sdaz (setacci) e altri attrezzi contadini. Ristoranti e stand proporranno prodotti tipici dell'Appennino.

A Medicina dal 15 al 17 settembre si terrà la rievocazione storica "Il Barbarossa" con oltre duemila figuranti, Palio della Serpe, mercato medievale, mostre, spettacoli e punti di ristoro.

Per concludere con le eccellenze segnaliamo gli appuntamenti con due prodotti simbolo del territorio: l'affettato bolognese per eccellenza festeggiato nei luoghi di produzione con Mortadella, please(16-17 settembre, Zola Predosa) e la famosa patata di Tolè (Vergato) protagonista nella 54a Sagra della Patata (24 settembre).

Il calendario completo è scaricabile all'indirizzo www.cittametropolitana.bo.it/sagrefeste

Il formato cartaceo è disponibile presso gli Uffici di informazione turistica, l'URP della Città metropolitana di Bologna, i Quartieri e gli URP dei Comuni del territorio bolognese.

Tutti gli appuntamenti sono inoltre inseriti in Agenda Bologna Metropolitana, consultabile dall'home page del portale.

Redazione

“Giornalisti in Bicicletta” la storia dei Campionati giornalisti

E-mail Stampa PDF

GIORNALISTI IN BICICLETTAUn libro in cui l'autore, Roberto Ronchi, tra aneddoti, risultati e foto inedite ripercorre la storia dei giornalisti ciclisti dal 1893 ai giorni nostri
Non solo cronaca e storie di grandi campioni del ciclismo, che grazie all'inchiostro si trasferiscono dalla strada alla carta facendo sognare i lettori, i giornalisti, da tempo, si confrontano in prima persona con propri campionati, assaporando le soddisfazioni e le delusioni dello sport più bello del mondo. Ed è proprio la storia di questi giornalisti ciclisti, detti anche " Penne veloci " che Roberto Ronchi nel libro "Giornalisti in Bicicletta", edito da Gianni Marchesini Editore, racconta dal lontano 1893 fino ai giorni nostri. Un testo al quale sono stati preziosi i contributi di Marino Bartoletti, Beppe Conti, Italo Cucci e Davide De Zan oltre ai racconti di Alfredo Oriani e Lorenzo Stecchetti.
Leggendo il libro, oltre ai racconti e foto, spesso inediti, ottenuti da un grande lavoro di ricerca storica da parte dell'autore, già nelle prime righe della prefazione:
" Tra giornalisti e bicicletta c'è subito stata una perfetta intesa, per passeggiare, correre, lavorare: il binomio giornalista bicicletta esiste da sempre. Non potevano mancare le sfide in bicicletta tra i giornalisti. Competizioni affrontate con spirito goliardico ma anche con impegno agonistico ........ "
con suono poetico, traspira l'amore e la passione che lo stesso nutre per uno sport che, molte volte, ha segnato anche la storia del giornalismo.

Daniele Baldini

Asso Dj Festival, c'è tempo fino al 25 agosto per iscriversi

E-mail Stampa PDF

DJAi nastri di partenza la 3^ edizione di Asso Dj Festival, il contest nazionale per deejay organizzato da Assodeejay, con il patrocinio del Comune di Bitonto. La manifestazione si svolgerà venerdì 8 settembre in piazza Cavour a Bitonto (BA) a partire dalle ore 19.30. Quest'anno, dunque, Asso Dj Festival fa un'ulteriore passo in avanti, conquistando la piazza principale della città di Bitonto. Una cornice splendida per una serata che avrà l'obiettivo di far divertire e ballare persone di tutte le età. Perchè la musica è per tutti. Presto sarà reso noto il programma della serata.

COME PARTECIPARE
Possono partecipare dj professionisti e non, ambosessi, dai 14 anni in su. Per aderire è necessario inviare entro il 25 agosto il modulo di iscrizione (reperibile sulla pagina Facebook Asso Dj Festival o sul sito www.assodeejay.it, insieme al regolamento completo) all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . La giuria selezionerà i migliori deejay, che si esibiranno l'8 settembre davanti al pubblico di Bitonto, nella serata conclusiva del contest, quando sarà decretato il vincitore. Il regolamento completo è disponibile sulla pagina Facebook Asso Dj Festival e sul sito www.assodeejay.it.

PERCHE' ASSO DJ FESTIVAL
Asso Dj Festival è promosso da Assodeejay-Associazione Nazionale Deejay Artisti ed Esecutori con l’intento di promuovere la figura del dj regolamentata professionalmente dalla legge 4/2013, informare i nuovi professionisti del settore sui diritti e sugli obblighi fiscali e sullo svolgere legalmente la professione perseguendo i principi deontologici che la regolamentano.

Redazione

“ Nozioni di Sanità Transfrontaliera ” per comprendere i volti della tutela alla salute

E-mail Stampa PDF

libro Antonio LeporeUn volume che affronta i temi della sanità marittima, aerea e di frontiera. Indicato per operatori del settore e studenti universitari

Bologna. E' in libreria da pochi giorni, il nuovo lavoro letterario di Antonio Lepore intitolato " Nozioni di Sanità Transfrontaliera ", un volume che va a colmare un vuoto didattico, principalmente tra gli addetti ai lavori e chiunque voglia comprendere, nell'attuale contesto della globalizzazione che vede la costante crescita di ingressi sul nostro territorio di merci e individui, la necessità di un più capillare tessuto di controllo per salvaguardare la tutela della salute pubblica.
Grazie alla sua lunga esperienza, Antonio Lepore, che ricopre il ruolo di dirigente medico del Ministero della Salute presso l'Ufficio di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera dell'Unità Territoriale di Bologna di cui è responsabile, nel volume porta alla luce, in maniera chiara e semplice, oltre alle nozioni normative le attività e le figure coinvolte nella tutela della salute nel nostro paese.
Un lavoro mirato per aggiornare ed informare, come ci ha confermato l'autore, tutti gli operatori del comparto e, contestualmente, di preparazione per coloro che intendano intraprendere un percorso professionale nell'ambito della sanità frontaliera.

Daniele Baldini

Cinema " Partecipato ": a San Pietro in Casale un classico del cinema italiano " Amici Miei "

E-mail Stampa PDF

AMICI MIE FILMFilm scelto nella consultazione popolare di B'Est Movie 

Sabato 22 luglio alle 21.30 in Piazza dei Martiri a San Pietro in Casale sarà possibile rivedere un grande classico del cinema italiano: Amici Miei (1975) di Mario Monicelli.

Il film fa parte del cartellone di B'Est Movie – Belle storie illuminano le stelle, rassegna cinematografica del Distretto Cultura Est coordinata dall'Unione Reno Galliera, e  insieme a Colazione da Tiffany (che sarà proiettato il 5 agosto) è stato scelto tramite una consultazione popolare per quella sorta di cartellone nel cartellone che è il Cinema partecipato, fortemente voluto da Ama Amarcord, associazione impegnata da anni nel sostegno ai malati di Alzheimer.

Amici miei, interpretato da Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Gastone Moschin, Duilio Del Prete e Adolfo Celi, racconta di quattro amici di mezz'età che, pur con vicende personali e professionali molto diverse, sono accomunati dalla voglia di rimanere giovani e vivere una vita picaresca, come da ragazzi. E così, ogni tanto, lasciano le rispettive occupazioni e si ritrovano per una "zingarata", ossia uno di quei loro vagabondaggi finalizzati a far delle ragazzate, degli scherzi per lo più feroci ai danni di questo o quello – particolarmente divertente la macchietta impersonata da Bernard Blier nel ruolo del credulone – fino all'epilogo... tragicomico.

Un film bello e impreziosito da interpretazioni memorabili, un soggetto che Pietro Germi non aveva fatto in tempo a realizzare e che Mario Monicelli tradusse in immagini con l'abilità che gli era propria.

Redazione

Venerdì 21 luglio al Castello di Bentivoglio "Rose di Riso"

E-mail Stampa PDF

coro delle mondine di BentivoglioCon i canti delle mondine arrangiati in chiave jazz, si chiude l'edizione 2017 di RenoRoadJazz

Venerdì 21 luglio 2017 alle 21.30 si conclude presso la corte del Castello di Bentivoglio la rassegna Reno Road Jazz, diretta da Sandro Comini e realizzata grazie alla collaborazione di diversi soggetti pubblici e privati.

Momento centrale della serata saranno i canti delle mondine, arrangiati in chiave jazz: sul palco Silvia Donati (voce), Giannicola Spezzigu (contrabbasso), Alessandro Altarocca (pianoforte), Roberto Rossi (batteria e percussioni) e Sandro Comini (trombone) ideatore con Tiberio Artioli del progetto artistico. Voce recitante: Luciano Manzalini.

Le rose sono dieci canti scelti fra i tanti del repertorio popolare, urlati in risaia con versi soggetti a continue modifiche.

nTra un canto e l'altro sarà una voce maschile, quella di Luciano Manzalini, a offrire spunti di riflessione: lo farà a partire da scritti di Maurizio Garuti, Remo Dotti, Margherita Preti, Renzo Montagnoli, Renata Viganò, oltre che dalle lettere di Loredana e Maria Pia, le due immaginarie amiche di Loro venivano armati ma noi non stavamo zitte, libro curato da Paola Zappaterra e pubblicato per volontà del comune di Bentivoglio nel 2008, ristampato nel 2016 in occasione dei quarant'anni del Coro delle mondine di Bentivoglio. Uno spettacolo intenso che in parole e musica ricostruirà un mondo di cui, fortunatamente, non s'è ancora persa memoria.

Redazione

A Pesaro, la mostra di Nicola Samorì " La candela per far luce deve consumarsi "

E-mail Stampa PDF

NSamori Senza titolo 2017Oggi alle ore 19 al  Centro Arti Visive  Pescheria,   inaugurazione mostra 

Pesaro. Ogni anno, l'estate pesarese vede protagonista il Centro Arti Visive Pescheria con un 'grande' evento nel segno dell'arte contemporanea, vocazione che questo luogo della cultura cittadina ha scelto nel 1996 fino a diventarne il polo più importante per la regione adriatica.

Il 2017 è la volta della mostra di Nicola Samorì - La candela per far luce deve consumarsi - a cura di Marcello Smarrelli, promossa dall'Assessorato alla Bellezza del Comune di Pesaro con Sistema Museo. Il titolo fa riferimento a un pensiero attribuito a San Carlo Borromeo che con la sua vita ha incarnato l'idea di una luminosa consunzione, concetto che riverbera con forza da ogni opera esposta. L'artista romagnolo si è lasciato guidare dalle suggestioni del luogo per dare vita a un progetto in cui l'antica Pescheria e l'attigua chiesa del Suffragio si riappropriano della loro natura originale attraverso un dialogo inedito: quello tra le opere dell'artista e le immagini 'sacre' delle ricchissime collezioni dei Musei Civici di Palazzo Mosca. E proprio dai Musei Civici arriva l'indizio di partenza che ha guidato il lavoro di Samorì nello sviluppo di questo nuovo corpo di lavori per Pesaro.

Nel 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, viene distrutta l'ala destra di Palazzo Mosca e scompaiono una ventina di opere fra cui Cristo e un manigoldo del bolognese Giuseppe Maria Crespi. Il dipinto riappare durante i lavori di sgombero delle macerie: la superficie sfregiata ha restituito un occhio illeso circondato da ampie lacune; un ritorno involontario del metallo, otticamente simile a gran parte degli olii su rame di Samorì che nella sua poetica è solito ispezionare il rovescio della pittura attraverso una spoliazione accurata della pellicola dipinta.
Partendo da questa immagine compromessa, la mostra innesca una confusione continua fra l'azione del tempo sulle opere delle raccolte civiche, di cui l'artista ha scelto di esporre una personale selezione – in parte proveniente dai depositi e in attesa di restauro – e i segni che scuotono in modo programmatico i dipinti e le sculture di Samorì.

Al volume della Pescheria Samorì imprime due semplici traiettorie: una orizzontale e l'altra verticale, corrispondenti al mare e agli alberi. Cinque sculture lignee antropomorfe, alte oltre tre metri, corrono parallele al colonnato in pietra e disegnano una teoria verticale contrapposta all'orizzonte simulato da una raccolta di antiche marine pesaresi allineate a parete.

È come se l'ascesa filiforme dei corpi fosse il risultato della lenta pulitura operata delle acque; un lavacro che ritorna nell'enorme spazio comunicante con la Pescheria: la chiesa del Suffragio, edificio a pianta dodecagonale destinato al culto, dove ci si raccoglieva per raccomandare a Dio le anime del Purgatorio, muto di preghiere dal 1888. Ripensata come una 'vasca dei martiri', in questa aula si agitano i santi, si aprono i sepolcri e si custodiscono i corpi, in un arrangiamento di pose che prevede i dipinti di Samorì - uno dei quali si appropria dell'imponenete cornice seicentesca di manifattura napoletana proveniente dalle collezioni civiche - insieme al Crespi e a un Cristo deposto di Nicola Zafuri. Al centro una scultura di cinque metri che, come un cero immenso, polarizza i movimenti della pittura.
Nel suo complesso, l'intervento nei due spazi - ripensati per il contemporaneo - rivela come le immagini sacre possano 'rinascere' e acquisire senso in una destinazione museale, più di quanto non accada nei luoghi devozionali.
Nel dialogo con le raccolte civiche che accompagna il percorso espositivo Samorì affronta inoltre un tema trasversale a tutte le epoche artistiche, quello del rapporto tra natura e artificio: ne è un ulteriore rimando la scelta di allestire una scultura dell'artista in marmo bianco di Carrara nella sala Bellini di Palazzo Mosca, di fronte a un capolavoro assoluto del Rinascimento, l'Incoronazione della Vergine di Giovanni Bellini.

L'artista
Nato a Forlì nel 1977, Nicola Samorì vive a Bagnacavallo (Ra). Ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Bologna dove si è diplomato nel 2004. Fra le prime esposizioni si segnalano: Dei Miti Memorie alla Central TAFE Gallery di Perth (2003); Sine die al Museo d'Arte Contemporanea di Gibellina (2007); Arte Italiana 1968-2007. Pittura a Palazzo Reale, Milano; Not so private. With my tongue in my cheek a Villa delle Rose di Bologna (2008). Nel 2010 affiorano le prime scorticature della superficie pittorica: il rovescio della forma si espone in tutta la sua freschezza e brutalità come pelle strappata; processo chiaramente leggibile nella mostra Imaginifragus alla Christian Ehrentraut Gallery di Berlino (2011). Il biennio di lavoro 2010/2012 è confluito nella prima mostra museale all'estero, dal titolo Fegefeuer, ospitata dalla Kunsthalle di Tubingen (settembre-dicembre 2012). Del gennaio 2013 è Die Verwinding, personale alla Galleria Emilio Mazzoli di Modena; in quest'occasione 'l'artista ha finito per castigare ciò che aveva composto, giungendo così all'inevitabile e irrinunciabile assassinio della pittura.' (Alberto Zanchetta). Nel 2014 si sono succedute mostre personali e collettive allo Schauwerk di Sindelfingen, al MAC di Lissone, alla Kunsthalle di Kiel e negli interrati palladiani di Palazzo Chiricati a Vicenza. Nel 2015 l'artista è stato selezionato per rappresentare l'Italia alla 56. edizione della Biennale di Venezia. Nello stesso anno ha partecipato a Gare du Nord presso il Teatro Anatomico di Amsterdam, a Gare du Sud nel Teatro Anatomico dell'Archiginnasio di Bologna; il TRAFO Centre for Contemporary Art di Szczecin gli invece ha dedicato una vasta personale. Nel 2016, dopo il primo progetto personale alla Galleria Monitor di Roma, la Galerie EIGEN+ART ha presentato un solo show nella sua sede di Lipsia cui ha fatto seguito la partecipazione alla 16a Quadriennale di Roma. Nell'aprile 2017 ha partecipato alla mostra Art in Art presso il MOCAK di Kraków.

La sede: il Centro Arti Visive Pescheria
Nato nel 1996 come istituzione comunale con la missione di promuovere mostre di arte contemporanea e design, in venti anni di attività il Centro Arti Visive Pescheria ha ospitato mostre di protagonisti della scena nazionale e internazionale come Enzo Cucchi, Giuseppe Penone, Tony Cragg, Mimmo Paladino, Eliseo Mattiacci, Jannis Kounellis. Particolare attenzione è sempre stata rivolta alla fotografia - con personali di Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Candida Hofer e Gabriele Basilico - oltre che alla promozione degli artisti italiani emergenti. Il Centro 'occupa' i locali dell'antico mercato del pesce (la costruzione dell'edificio risale al triennio 1821-'23 su progetto dell'ingegner Pompeo Mancini) e della secentesca chiesa del Suffragio, uno spettacolare e suggestivo ambiente a pianta dodecagonale adiacente alla Pescheria. Coinvolto da un restauro nel 2016, il Centro Arti Visive Pescheria è pronto ad accogliere esposizioni d'arte ma anche eventi come concerti, incontri e spettacoli di teatro e danza, confermandosi nel suo ruolo di 'osservatorio' puntato sulla produzione contemporanea, trasversale a discipline diverse.

Redazione

Bergamo, 5^ edizione dell’ormai consolidata FLUO RUN®,

E-mail Stampa PDF

FR 3    5 km per correre, ballare e scatenarsi tra gadget luminosi e vestiti sgargianti

Sabato 8 luglio Bergamo si tinge di colori fluorescenti con la 5^ edizione dell'ormai consolidata FLUO RUN®, la street parade sportiva di 5 km che scatena la città tra gadget luminosi e vestiti sgargianti!

Si parte al tramonto da Via Baioni (ritrovo ore 20.00 - partenza ore 21.00) e si taglia il traguardo al Fluo Run Village per un party sotto le stelle. L'evento rappresenta l'occasione per correre, ballare, scatenarsi e conoscersi, per una notte all'insegna di tanto divertimento allo stato fluo.

È possibile iscriversi alla Fluo Run® di Bergamo singolarmente, in gruppo (da 4 a 9 partecipanti) o in team (più di 9 partecipanti). Ogni iscrizione alla corsa comprende anche t-shirt tecnica, bag gara, pettorale gara e gadget fluo. Ci si può iscrivere online o nei punti vendita ufficiali convenzionati. Tutte le informazioni su http://www.fluorun.it/bergamo-8-luglio/ .

Redazione

 

 

Pagina 59 di 99