Al momento il grave rischio di 'surrogazione tecnologica', vale a dire il rischio che tecnologia e digitalizzazione possano sostituire dei lavoratori, con una conseguente perdita di occupazione, non è molto diffuso in questa regione. Anzi assistiamo allo scenario di aziende che, avendo investito in innovazione tecnologica, non riescono a trovare le professionalità adeguate. Proprio per questo bisogna accelerare sulla formazione e sulla riconversione delle competenze necessarie al processo digitale, anticipando così i tempi in modo da scongiurare o ridimensionare fortemente una possibile minaccia per lavoratori e mondo del lavoro. Tuttavia, esiste già un pericolo concreto e preoccupante di 'polarizzazione dell'occupazione'. Infatti, se da un lato il mercato del lavoro fatica a trovare lavoratori formati e con le giuste competenze, lavoratori che di conseguenza hanno un potere contrattuale significativo, dall'altro coloro che non sono interessati dal processo tecnologico rischiano di scivolare sempre più verso lavori poveri e precari. E' compito del sindacato agire tempestivamente, mettere in campo azioni affinché queste distanze non si accentuino".
Così Filippo Pieri a"La finestra sui fatti", la consueta rubrica settimanale su Radio Flyweb, dove, partendo dal commento del protocollo siglato martedì scorso da Regione Emilia-Romagna, Comune e Città Metropolitana di Bologna, Cgil-Cisl-Uil di Bologna e dell'Emilia-Romagna sullo sviluppo condiviso del Tecnopolo Manifattura Data Valley Hub, ha parlato delle grandi innovazioni tecnologiche, a partire dallo sviluppo e dall'applicazione dell'Intelligenza artificiale in Emilia Romagna.
"Ad oggi - ha continuato il segretario regionale della Cisl - siamo ancora in una fase embrionale per l'applicazione dell'AI (Artificial intelligence) nel tessuto produttivo della nostra regione, ma abbiamo una certezza: rispetto a tutte le rivoluzioni sociali e economiche che hanno caratterizzato i secoli scorsi, questa sarà molto più rapida e interesserà tantissimi aspetti della nostra vita. Per questo è necessario che il fenomeno venga governato dal potere pubblico, perché le trasformazioni vanno gestite e non subite. Un enorme cambiamento in cui il sindacato dovrà impegnarsi ad avere un ruolo attivo".
"A tal riguardo - ha concluso il numero uno di Via Milazzo - è preoccupante che un potere enorme come l'Intelligenza artificiale sia nelle mani di pochi al mondo, per questo è fondamentale che l'Unione Europea, l'Autorità pubblica, giochi un ruolo di regolamentazione e di controllo, e questo per assicurarsi che gli obiettivi finali siano sempre bene comune, riduzione delle diseguaglianze e inclusione sociale. E non altri".





























