Che l'Italia sia un paese bizzarro è un dato di fatto che non fa più notizia ma quando le barzellette superano anche il confine della fantasia non fanno più ridere. Il punto cu cui vorrei porre l'attenzione è quanto dichiarato dal Governo, parole rassicuranti per un 2015 all'insegna della crescita economica che però trovano una naturale riflessione logica, da parte del cittadino, leggendo la nuova Legge di Stabilità che si, in alcuni casi spunta e semplifica, come il regime dei minimi, ma con le forbicine dove servivano le cesoie ed a conti fatti, alla fine, si riduce ulteriormente il potere d'acquisto delle famiglie con una serie di rincari come i pedaggi autostradali, le multe e l'acqua. Se poi vogliamo approfondire più tecnicamente la manovra troviamo veramente provvedimenti che lasciano il dubbio sull'intento del legislatore come: la tassazione per scaglioni Irpef del Tfr ( in busta paga ) e i fondi pensioni. Per i più attenti, la ciliegina della Legge di Stabilità sta nelle clausole dove è prevista la possibilità, nel 2018, di aumentare l'Iva fono al 25.5% oltre le accise sui carburanti. Fatta questa sintetica analisi delle linee economico-fiscali messe in atto, penso che la strada sia nuovamente quella sbagliata che non porterà alla ripresa ma nuovamente alla compressione dei consumi con le logiche conseguenze. Un segnale concreto sarebbe stato intervenire drasticamente sulla tassazione eliminando l'IRAP per le imprese e introducendo solo due aliquote fiscali per le persone fisiche rispettivamente al 20% e 35% per poi proseguire anche sulle detraibilità delle spese dall'attuale 19% al 25%. Questa sarebbe stata ricordata coma una rivoluzione delle politiche fiscali-economiche che poteva trovare, soglia di paragone solo nel 1929 con la " rivoluzione keynesiana ". Ora non resta che aspettare e sperare nella sorte e nella fortuna con un ottimismo che sicuramente non mi pare essere raggiante nella gente.
Daniele Baldini





























