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Pagamenti elettronici: inutili senza una vera riforma fiscale

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POS

L'introduzione del POS deve essere sostenuta da una riforma fiscale che preveda deduzioni delle spese dal reddito complessivo. Questa è l'unica strada per colpire l'evasione fiscale e dare più potere d'acquisto alle famiglie
L'introduzione dei pagamenti elettronici per importi superiori ai 30 euro nella sostanza si sta rilevando più come una mossa propagandistica che altro, mettendo in evidenza, negativamente, la solita politica, all'Italiana, inefficace nella concretezza delle linee da seguire sul fronte della lotta all'evasione fiscale e del sostegno alle famiglie . A fronte di questa riflessione troviamo la norma che obbliga, dal 30 giugno, gli esercenti di dotarsi e attivare il Pos, norma che però non prevede sanzioni per gli inadempienti. Il sistema dei pagamenti elettronici, pur se l'unica strada per combattere l'evasione, così regolato è orfano di riforme specifiche, precisamente riforme fiscali, su cui su cui fare leva per trasformare le abitudini sociali dei cittadini. Si dovrebbe incentivare il consumatore all'utilizzo dei pagamenti a mezzo di carta elettronica, senza soglie di costo, facendo portare in deduzione dal reddito lordo le reali spese sostenute ( esempio: se un lavoratore dipendente ha un reddito annuo di 25.000 €. e per il mantenimento della famiglia sostiene spese per 23.000,00 € pagherà le imposte solo su 2.000,00 € ). Il nuovo metodo di calcolo delle imposte eliminerebbe l'attuale sistema delle detrazioni colpendo esclusivamente il reale reddito del contribuente, dando così un segno di giustizia fiscale e sociale. Una vera rivoluzione fiscale senza la quale il sistema Italia non si riuscirà a ridare energia al sistema Italia e rilanciare consumi ed occupazione.

Daniele Baldini