Il fondo taglia tasse deve avere il risultato finale in due aliquote fiscali 23% e 33% con il meccanismo della defiscalizzazione oltre i 2 milioni. Già l'aumento Iva, un errore da dilettanti, che oltre ridurre il gettito per l'Erario ha ridotto il potere d'acquisto delle famiglie
Leggendo i documenti della legge di stabilità e le politiche fiscali che, secondo il Governo, dovrebbero dare risposte alla drammatica situazione del sistema Italia si percepisce la debolezza del Governo nell'attuare riforme drastiche, un maxiemendamento conposto da mini provvedimenti, come l'eliminazione dell'imposta fissa di bollo di €. 34,20 sugli strumenti finanziari. Oggi serve dare segnali tangibili che potrebbero trovare sorgente normativa dal Fondo taglia cuneo da spending review e della lotta all'evasione. Risorse che oltre tagliare le tasse sul lavoro dei dipendenti dovrebbero portare ad un netto taglio della pressione fiscale introducendo, già dal 2014, solo due aliquote fiscali: 23% ( da €. 15.000,00 a 60.000,00 ), 33% ( oltre i 60.000,00 fino a 2 milioni ). Per incentivare poi gli investimenti nel nostro paese sarebbe auspicabile l'introduzione del meccanismo della defiscalizzazione oltre la soglia dei 2 milioni riapplicando l'aliquota del 23%. Una nuova strada per le politiche fiscali-economiche che potrebbero trovare, soglia di paragone solo nel 1929 con la " rivoluzione keynesiana ". Inoltre tenendo conto della mappa geo-infrastutturale dell'Italia per il mezzogiorno servirebbero aree franche in esenzioni d'imposta totale per un periodo di vent'anni. Questa è l'unica cura del, moribondo, sistema produttivo-occupazionale che può nterrompere le delocalizzazioni industriali in paesi in cui il sistema fiscale ed costo del lavoro sono più contenuti.
Daniele Baldini





























