Bologna. Mercoledì 21 settembre alle ore 20.30, presso l'Oratorio San Filippo Neri, primo appuntamento del ciclo contemporaneo AMERICA NOVECENTO, dedicato alla musica cameristica statunitense dagli Anni Venti alla fine del secolo scorso, con il pianista Emanuele Arciuli. Pianista di ampia cultura, profondo conoscitore della musica americana, sia sul piano critico che su quello esecutivo, Arciuli presenta un programma in cui si susseguono brani dei compositori John Cage, Morton Feldman, Peter Garland e John Adams, per terminare con la prima esecuzione assoluta di un lavoro di MARCELLO PANNI A Prayer (for Morton Feldman), dedicato all'amico Morton Feldman e scritto su richiesta di Bologna Festival.
Afferma Marcello Panni a proposito del suo brano dedicato a Feldman: «Nonostante la sua dichiarata (e ricambiata) passione per le giovani donne, mi figuro sempre Morton come un asceta, un monaco miniaturista che nel segreto della sua cella ascolta il fruscìo delle sfere celesti e lo trascrive, in puntini neri sul pentagramma, avvicinandosi al papiro con le sue spesse lenti di miope... Così con la riduzione della sonorità ai minimi termini ("too loud!" mi gridò prima ancora che uscisse il primo suono a una prova di un suo pezzo per orchestra), la rarefazione del suono a pochi elementi che si ripetono e si intersecano continuamente, in uno spazio armonico rarefatto, privo di una logica convenzionale che tende a confondere armonia e timbro, la musica di Feldman emerge come un graffito sul muro piatto del silenzio, ascetici segni nel nulla. Il suo silenzio è completamente diverso da quello di John Cage, che è fisico, ma inglobante i rumori di fondo; all'opposto è un silenzio concettuale che lo avvicina a quello di Webern, il compositore europeo da lui più amato».
Nel programma proposto da Emanuele Arciuli ( in foto ), Morton Feldman è presente con l'estatico Palais de Mari, mentre del suo maestro ideale John Cage si ascolta Perilous Night (1943) per pianoforte preparato con gomme, viti e vari oggetti inseriti nella cordiera per ampliare la varietà timbrica. John Adams, della generazione successiva, è un compositore postmoderno dalla disinvoltura comunicativa ben esemplificata in Phrygian Gates del 1977. Walk in Beauty di Peter Garland è un pezzo del 1992 ispirato ai canti rituali degli indiani Navajo.
Redazione





























