Tre giorni di confronto sulle nuove strategie di contrasto al crimine. La nuova frontiera: da Polizia Preventiva a Polizia Predittiva
Dopo tre giorni di intenso dibattito, corroborati da due interessanti e convegni incentrati sui quattro settori fondamentali a garantire la giustizia e la sicurezza nel nostro Paese, quest'ultima declinata come sicurezza sociale e qualità della vita e non più come difesa con le armi, si è concluso, con la rielezione di Felice Romano (in foto) - per acclamazione -il Nono Congresso Nazionale del SIULP, il primo sindacato del Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico.
Ai lavori, oltre alle delegazioni di altri sindacati e rappresentanze militari italiane ed estere, rappresentanti di alcuni paesi stranieri, hanno partecipato, in rappresentanza del governo, i Ministri Luciana Lamorgese, Mariastella Gelmini e Renato Brunetta e i Sottosegretari di Stato Franco Gabrielli, Nicola Molteni e Carlo Sibilia, il Vice Presidente del CSM David Ermini per la magistratura, il Segretario Generale della CISL Luigi Sbarra ed esponenti del mondo accademico relativamente alla sostenibilità della digitalizzazione e al rispetto dei canoni 0etici che una siffatta rimodulazione necessariamente investe.
I temi al centro del confronto sono stati quelli relativi al particolare momento di criticità per la tenuta della coesione sociale determinato dalla grave crisi economica e politica che investe il nostro paese, anche in funzione del debito di autorevolezza che in questo momento soffrono alcuni dei settori dello stato e che compongono il "treno della Legalità", come lo ha definito il SIULP.
Un ragionamento che, partendo dal presupposto che la sicurezza non è più un costo del sistema immunitario ma la precondizione per il sereno e proficuo sviluppo dei nostri territori sotto il profilo sociale, politico, economico e per la piena integrazione dei popoli, deve, anche rispetto alle insidie che si stanno registrando in materia di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, di contrasto alla criminalità diffusa e organizzata, di quella eversiva alimentata anche dall'aumento dei fenomeni di radicalizzazione favoriti dal grave disagio sociale che si sta espandendo sempre più, nonché dall'aumento del flusso migratorio che, anche per agli effetti del conflitto bellico in Ucraina, rischia di aumentare a dismisura, porre all'attenzione dell'agenda politica tutte le criticità del sistema. Ad iniziare da quello dell'emergenza organici e dei diritti retributivi e delle tutele del personale che poi è il motore per dare corso a tutte le strategie a difesa della sicurezza.
A corollario di tutto questo la grave emergenza dovuta i pensionamenti che determineranno l'uscita, entro il 2030, di oltre 40.000 poliziotti rispetto ai 95.000 oggi in servizio.
Un confronto che, oltre a dipanare le possibili strategie per dare risposte concrete e immediate, ha analizzato anche la proposta del SIULP di trasformare, ad ormai 40 anni dal varo della riforma, la polizia di prevenzione a polizia di predizione. Un nuovo modello operativo, che avvalendosi dell'intelligenza artificiale possa concretizzare una nuova filiera della sicurezza e giustizia che garantisca maggiore prevenzione, anticipando l'agire criminale e garantendo processi giusti. In uno slogan consentire che tutti i 4 i vagoni del treno della legalità viaggino alla stessa velocità evitando che il convoglio deragli come accaduto sinora.
Con un bilancio positivo e questi intensi tre giorni di proficuo dibattito che ha fatto registrare una grande attenzione e sensibilità dell'esecutivo come hanno testimoniato le illustri presenze dei Ministri e Sottosegretari oltre che numerosi parlamentari anche di schieramenti diversi, conclude Romano, siamo certi che riusciremo a trovare, a cominciare dall'incontro con la Ministra Lamorgese preannunciato per la prossima settimana, le giuste e necessarie risposte di cui ha bisogno il Paese, la sicurezza e le donne egli uomini che quotidianamente in ogni angolo dei nostri territori la garantiscono.
Redazione






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Vedi "O-mar quant'è bello" recitava l'indimenticabile Totò in uno dei suoi tanti film. Se poi incontri in piazza Maggiore Omar, a Bologna, davanti a un aperitivo alle spalle del Nettuno, ecco che i nostri ricordi s'intrecciano e tornano a quello splendido e unico anno trascorso insieme alla scuola di Pubblica Sicurezza di Nettuno, con frequenti e piacevoli sortite nella città eterna. ROMA: metropoli che ci ha regalato momenti indimenticabili e ha dato i natali alla dolce vita felliniana e agli immancabili paparazzi. Città nella quale Omar era cresciuto e si sapeva muovere come nel "salotto" di casa sua. Ci siamo conosciuti nel 1975 durante il corso sottufficiali. Io, bolognese, proveniente dal Centro Addestramento Polizia Stradale di Cesena; lui di Pesaro, arrivato dalla Polizia di Frontiera presso l'Aeroporto Internazionale di Fiumicino. Durante quei 365 giorni, ho avuto l'opportunità di avvicinarmi a un mondo per me sconosciuto che Omar mi ha dato l'occasione di conoscere direttamente attraverso personaggi famosi legati alla musica, al cinema e pittori di grido. Inoltre, frequentare locali con clienti che facevano parte del jet set internazionale. Tra i tanti, ricordo con piacere la "Trattoria della Sora Lella", sorella di Aldo Fabrizi, sempre in compagnia di Vip. Nel corso dei successivi anni i nostri contatti personali sono proseguiti con cadenza regolare fino al 1985. Poi, come spesso accade, il naturale percorso della vita ha diviso le nostre strade. Dopo un lungo intermezzo, durato circa 33 anni, ci siamo rivisti nel 2018 e abbiamo ripreso da dove avevamo lasciato. Un incontro casuale che non ha prezzo, perché l'amicizia - quella vera - dura nel tempo, nonostante tutto e tutti. Omar Di Maria, già collega in polizia, principalmente carissimo amico di famiglia, oggi è un affermato scrittore che da anni si occupa di storia contemporanea. Al suo attivo vanta la pubblicazione di dieci romanzi, edizioni Pendragon. Nei suoi scritti racconta l'Italia dal 1943 al 1980. Colpo di Stato, fascismo, servizi segreti, delitti, sbirri, criminali, amori, vitelloni, celebrità e sconosciuti che s'intrecciano nelle immancabili notti romane della dolce vita: la storia che si miscela con il vissuto di Omar. Il nostro ultimo incontro, in ordine di tempo, a Cesena per la presentazione della sua decima fatica letteraria dal titolo "I fantasmi di via Veneto". La giornata è iniziata al Ristorante "Da Baldo" davanti al suo piatto preferito, le penne all'arrabbiata, accompagnate da un frizzantino ghiacciato, fragole e caffè. Nel tardo pomeriggio incontro con l'autore alla libreria Mondadori, con presentazione del giornalista Carlo Costantini. La serata è proseguita con Omar, Cristina, Elisa e Carlo al ristorante "Cohiba". Menù a base di pesce fresco accompagnato da un ottimo Franciacorta. Nell'occasione sono stati raccontati episodi di vita vissuta e aneddoti esilaranti, che hanno affascinato i presenti, riferiti a quel "magico" periodo trascorso nella capitale della "Grande Bellezza". A mio parere esistono due buoni motivi per leggere i libri di Omar Di Maria: uno perché sicuramente piaceranno; l'altro, perché potrete vantarvi di averli letti. Facendo riferimento all'ultimo nato "I fantasmi di via Veneto" posso affermare con assoluta certezza che è il migliore, perché fa parte dei "nostri" anni più belli e perché scritto - come dichiarato dall'autore - con le lacrime e il cuore.






















