L'intervista al giovane e talentuoso alfiere del CCC Team su come ha vissuto questo periodo. "Ne usciremo un po' tutti cambiati..."
Sul mondo degli appassionati delle due ruote, dai professionisti agli amatori, da lunedì 4 maggio risorge, anche se tenue, il sole dopo la lunga e fredda notte del lookdown. Due mesi di quarantena forzata tra le mura di casa in attesa, ogni giorno, di notizie sulla pandemia dal bollettino quotidiano del Capo della Protezione Civile che nei primi periodi più che confortare rendeva la notte ancora più buia, fredda e angosciante. Una delle zone dell'Italia più colpite per vittime e contagiati da coronavirus è Bergamo, città in cui vive un campione delle due ruote, Fausto Masnada, che come tanti ciclisti si appresta a ricominciare una stagione che all'orizzonte non è ancora limpida ma, si spera, possibile con la partenza del Tour de France a fine agosto.
Tra gli appassionati di ciclismo, che sperano di riposare i rulli in cantina, è tanta la curiosità di come questi ragazzi "campioni", hanno trascorso il periodo di restrizioni, come ripartiranno e che obiettivi si pongono per quel che resta della stagione in corso. A tale riguardo, con grande piacere, ho sentito telefonicamente Fausto Masnada a cui ho posto alcune domande:
Come hai trascorso le giornate nel periodo di quarantena?
Sono restato a Bergamo ed i primi periodi sono stati veramente tragici, giorno e notte di continuo le sirene delle ambulanze, ora la situazione è migliorata. Due mesi, comunque, sono un periodo lungo e frustrante per il fatto di vivere in una "situazione surreale" legata alla pandemia. La prima settimana di quarantena ho staccato definitivamente, anche per resettare il tutto, nella consapevolezza che la cosa sarebbe stata lunga. Poi ho iniziato con i rulli una/due volte al giorno con sedute di un'ora/un'ora e mezza ed esercizi a corpo libero. Praticamente la routine quotidiana è colazione, rulli, pranzo, rulli, esercizi, cena e dormire.
A proposito di rulli, sono state attivate iniziative e gare virtuali, cosa ne pensi?
Si sono a conoscenza di queste iniziative, sabato forse parteciperò alla tappa del Giro d'Italia Virtual con la maglia della nazionale, la scorsa settimana ho corso l'ultima tappa del Giro di Svizzera virtuale con la maglia CCC Team, ma sinceramente non ho un buon feeling con le corse virtuali, mi manca il fatto di non sentire il brivido della corsa e l'emozione delle persone che ti tifano; comunque in questo periodo è stato uno strumento per far passare più velocemente il tempo e mantenere connesse le persone al mondo del ciclismo. Sinceramente spero che si riparta con il ciclismo reale.
Con l'utilizzo dei rulli si riesce a mantenere la condizione fisica?
La condizione tendenzialmente si perde, comunque l'allenamento sui rulli è molto impegnativo e l'utilizzo quotidiano significa salvaguardare il lavoro svolto nell'inverno, tenendo conto che alla prima corsa ci sono tre mesi si riparte, comunque, con una buona base su cui lavorare.
Lunedì si riparte con gli allenamenti su strada, come pensi di impostare la preparazione?
L'impostazione della preparazione sarà difficile da valutare fino a quando non ci sarà un calendario definitivo che dovrebbe uscire verso metà maggio, comunque si dovrà arrivare ad agosto con il picco massimo della condizione. Per quanto mi riguarda, ritengo che in questi tre mesi il mio preparatore mi imposterà una preparazione abbastanza spinta e non blanda, anche perché non c'è il tempo per raggiungere la condizione ottimale con le gare.
Tour de France, Giro d'Italia e Vuelta hai già obiettivi e programmi?
Il mio programma di inizio stagione era partecipare al Giro d'Italia e Vuelta ma penso che con la nuova programmazione le due corse si accavalleranno per cui non so... valuterò. L'importante è comunque fare un grande giro ma fino a quando non ci saranno date certe è difficile decidere. In questo momento è difficile fare programmi a lungo termine, anche perché nulla è certo, io comunque sto facendo il massimo per mantenere una condizione ad alto livello. Credo comunque che da questa esperienza ne usciremo po' tutti cambiati....
Daniele Baldini
