Androni Giocattoli-Sidermec, l’università del ciclismo che forma campioni

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Al Giro d'Italia il team Professional diretto da Gianni Savio, scopritore di talenti, ha ottenuto risultati migliori di alcuni team World Tour

Incontrare Gianni Savio - Team Manager Androni Giocattoli – Sidermec - è sempre un piacere per la simpatia a l'energia che traspira dalle sue parole. Parole da cui ci si arricchisce nella conoscenza del fantastico e, comunque, difficile mondo delle due ruote. Un mondo che Gianni conosce molto bene, con i suoi trentacinque anni di impegno e passione, in cui è divenuto un punto di riferimento per tanti addetti ai lavori per la capacità, potremmo dire, di "Talent scout" che gli ha consentito di scoprire e portare al mondo professionistico talenti come Egan Bernal, Ivan Sosa e Davide Ballerini oggi in team World Tour. Una strada già scritta anche per Fausto Masnada, Mattia Cattaneo e Andrea Vendrame attuali portacolori del team Androni Giocattoli-Sidermec che all'utimo Giro d'Italia ha ottenuto ottimi risultati, in particolare con Masnada che oltre a vincere una tappa, conquistare la prestigiosa Cima Coppi, ha ottenuto anche piazzamenti nei primi cinque.
Oggi i team Professional, tra cui Androni Giocattoli-Sidermec, non nascondono la propria preoccupazione in merito alla Riforma voluta dall'Unione Ciclistica Internazionale (UCI) che prevede il passaggio da 18 a 20 delle formazioni World Tour in base a criteri etici, amministrativi, finanziari, organizzativi e sportivi. Una nuova dimensione del mondo del ciclismo che, inevitabilmente, costringerebbe gli organizzatori dei Grandi Giri, come per il Giro d'Italia, ad assegnare due sole wild card producendo effetti devastanti per i Team "minori" Professional, la cui sopravvivenza, in un mondo che pare vivere solo di numeri, oggi è legata alla partecipazione ad alcuni dei i tre Grandi Giri ( Giro d'Italia, Tour de France, La Vuelta di Spagna ) grazie ai quali riescono a raccogliere le sponsorizzazioni per poter sopravvivere.
La riflessione, legata alla Riforma, va comunque oltre all'importanza del budget di questi Team, una squadra Professional si attesta sotto i tre milioni di euro contro budget dai quindici ai quaranta milioni per le formazioni World Tour, ed è doveroso valutarne soprattutto i valori sportivi e formativi, una sorta di università del ciclismo, senza i quali tanti giovani talenti non avrebbero avuto e non avranno, nel prossimo futuro, la possibilità di accedere al ciclismo professionistico e dimostrare ai grandi Team "World Tour" le proprie capacità.

Daniele Baldini