Crisi e disagio sociale sono la benzina che alimenta il fuoco della guerra tra poveri

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I casi di intolleranza di Roma e Milano sono solo l'inizio dei sintomi della disperazione
Luci di ripresa affievolite da previsioni economiche sempre meno serene, rafforzano il malessere di un paese stretto nella morsa della disoccupazione che continua a stringere la ripresa economica. I dati statistici continuano, inesorabilmente dal 2009, a rilevare una costante crescita del numero dei disoccupati e lo scenario, stando alle previsioni di alcuni economisti, sulla sia di congetture internazionali potrebbe peggiorare nell'anno prossimo. Questa è la fotografia di un'Italia, perla del mondo per storia, cultura e ricchezze paesaggistiche, che si risveglia ogni giorno con una rinnovata coscienza di massa, un pensiero che esprime, in sintesi, tutta sua drammaticità in una parola " disoccupazione" . Il significato del termine va oltre a quello letterario, fino a quello psicologico, che conduce a effetti personali disastrosi, frammenta il tessuto delle relazioni umane ed erode le basi della civile solidarietà verso il prossimo. Una guerra tra poveri combattuta con le armi della disperazione come gli scontri delle periferie di Roma e Milano, eventi all'armanti e significativi che devono fare riflettere il Governo in merito alle scelte politiche-sociali per cercare di spegnere la fiamma che potrebbe trasformarsi in un incendio di proporzioni incontenibili.
Daniele Baldini