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Manovra 2019 sull’orlo del precipizio senza protezioni

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Dalla Commissione Europea agli industriali il verdetto è "NEGATIVO". Una manovra economica che non produce ricchezza e occupazione

Non c'è da stupirsi che la Commissione Europea disapprovi una manovra economica che non trova sostegno neanche dal mondo dell'industria in quanto depressiva e assistenzialistica. Un DEF che contiene una serie di provvedimenti che portano ad un aumento del disavanzo strutturale e lascia prevedere un futuro incerto che, inevitabilmente, innervosisce gli investitori con evidenti ripercussioni sui mercati finanziari (aumento del differenziale tra titoli di Stato italiani e tedeschi, lo "spread") e di conseguenza danneggia i risparmiatori.

I due punti che ritengo maggiormente discutibili nella manovra del governo Conte e che potrebbero determinarne una breve durata sono i "cavalli di battaglia" dei due vicepremier, Di Maio e Salvini, rispettivamente: "Il reddito di cittadinanza" e "La pace fiscale".

Il reddito di cittadinanza, che taluni potrebbero erroneamente intenderlo come un atto politico rivolto ad attuare un certo tipo di riformismo avente l'obiettivo di estendere ad una più ampia platea il sistema del welfare nel nostro Paese, avvicinandolo a quello dei Paesi del Nord Europa, è in realtà un provvedimento che porterà solo ad un rallentamento dello sviluppo economico ed alla riduzione dello stimolo a cercare lavoro per alcune fasce di soggetti che saranno, al limite, ancora più attratti verso forme di lavoro in nero.

La pace fiscale che, tra "manine" e ripensamenti, ha rischiato di mettere in crisi la tenuta del governo, nonostante l'intesa raggiunta con l'eliminazione delle parti riguardanti la sua ipotizzata estensione anche ai reati tributari ed ai capitali illecitamente trasferiti all'estero, è da considerarsi, a tutti gli effetti, un condono che, come tutti i simili provvedimenti che lo hanno preceduto, va a premiare i soliti furbetti. Fino a poco tempo fa si urlava "manette agli evasori ! ", oggi evidentemente il clima è cambiato. Chi ha votato 5 Stelle e applaude al provvedimento, non si rende bene conto di quanto sia diseducativo il messaggio che tale provvedimento rilancia. Stimola all'evasione fiscale e deprime gli onesti. Possibile non sia chiaro quanto carente è la manovra che il Parlamento si appresta a discutere, sul fronte dell'evasione fiscale? Un'evasione fiscale che sottrae molti miliardi di euro di risorse (si parla di 100-150 miliardi all'anno...) e che con le giuste riforme e dando migliori strumenti agli organi preposti, potrebbe fornire le risorse finanziarie necessarie al Governo.

Senza entrare in merito agli altri provvedimenti, tra cui la flat tax su cui ci sarebbe da aprire un dibattito in merito i criteri di applicazione - partite IVA (SI) dipendenti (NO) – ritengo, nella speranza di essere sconfessato dai fatti, che il problema non sia legato al valore numerico del 2,4% che indica deficit nominale, ma per una manovra che non stimola la crescita necessaria per coprire gli investimenti. Una scelta che a breve andrà ad incidere sui risparmiatori, il welfare ed inevitabilmente sulle prossime generazioni.

Daniele Baldini