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L’ex sottosegretario Filippo Berselli scuote la politica con la candidatura in Casapound

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Berselli banchetto CasaPound

Una scelta politica che potrebbe scompaginare le aspettative degli schieramenti del centrodestra

Bologna. Un fulmine a ciel sereno nel mondo della politica bolognese, così potremmo definire la scesa in campo dell'ex senatore Filippo Berselli, un simbolo della destra emiliana con una storia politica nel Msi, in AN e nel Pdl dove ha ricoperto l'incarico di sottosegretario alla Difesa dell'ultimo Governo Berlusconi.
La novità è balzata agli occhi di tutti sabato mattina, quando la presenza di Berselli in Piazza Martiri ha attirato l'attenzione di giornalisti, simpatizzanti e passanti. L'ex senatore era infatti dietro al banchetto allestito per la raccolta delle firme necessarie per la presentazione della propria candidatura alle prossime elezioni politiche. In molti, oramai, non comprendono più il linguaggio di certi esponenti politici, sempre più avulsi dalla realtà, né afferrano il senso (forse perché non c'è un senso) di certi "restyling" palesemente solo di facciata, per non parlare dell'amaro in bocca che lasciano le tante promesse "impossibili " in cui alcuni partiti si lanciano, contando, evidentemente, che una volta ancora gli elettori gli credano, dimenticandosi delle tante fatte e non mantenute in passato.
L'iniziativa di Berselli ha anche provocato commenti e prese di posizione di esponenti politici locali tra cui il Presidente del quartiere di Porto-Saragozza, che ha definito, con parole forti, sbagliata la possibilità concessa ad un movimento come Casapound di raccogliere le firme.
Per consentire ai nostri lettori di farsi una più chiara idea sui motivi che lo hanno spinto ad una tale scelta politica, ci è sembrato che il modo migliore fosse quello di porre direttamente qualche domanda all'ex Senatore:
1) Il Presidente di quartiere non ha approvato il fatto che sia dia possibilità al vostro partito di raccogliere le firme... cosa ne pensa?
" Il Presidente, che nessuno a Bologna sapeva chi fosse. Ha cercato solo di farsi pubblicità. Che un (modesto) rappresentante delle istituzioni inciti all'odio e cerchi di impedire ad un partito di raccogliere le firme per presentarsi alle elezioni significa che ha un concetto sovietico della democrazia";
2) Ritiene che molti delusi delle politica riciclata, che pensavano di non votare, cambino idea e vi diano fiducia?
" Non so se lo faranno. Hanno però una grande occasione per farlo";
3) Pensa che CasaPound riesca ad oltrepassare la soglia del 3% ?
"E' nell'interesse del popolo italiano che CasaPound superi il 3%, e sono certo che si muoverà in tal senso";
4) Se l'attuale coalizione di centrodestra vi chiedesse di allearvi, cosa rispondereste?
"Nessuna alleanza con chi ha già un accordo con Renzi per il dopo elezioni. Se però ai partiti di centrodestra mancassero in Parlamento i nostri voti per governare, li daremmo senz'altro per approvare le leggi da noi condivise".
Poche domande che però dimostrano che Casapound ha le idee chiare. Idee che non si riflettono nello specchio delle promesse impossibili e che potrebbero trovare consenso nei tanti delusi ed esasperati dall'insicurezza del presente quanto dall'incertezza del futuro.

D. Baldini