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Politica. Tasse, canone Rai, vaccini e reddito di cittadinanza, le promesse impossibili!

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Daniele Baldini VOCISPartiti che si alleano pur con programmi e ideologie opposte. Gli elettori sono un po' confusi o invece hanno capito tutto...?
Questa campagna elettorale sta per superare ogni record per quanto riguarda sia le coalizioni che per le promesse agli elettori ed ogni giorno assistiamo ad una nuova fioritura di idee e di proposte alquanto bizzarre. L'ultima viene alla luce dopo l'incontro programmatico di domenica ad Arcore dei leader di FI, Lega e FdI, ed è la proposta di Salvini di abrogare l'obbligo delle vaccinazioni, che è in aperto contrasto con l'alleata Forza Italia, favorevole al mantenimento di tale obbligo. Ma non avevano fatto un vertice per chiarirsi? E' stata un'involontaria scivolata del leader leghista o una cattiva interpretazione delle sue parole? Sicuramente troveranno un'intesa, così come l'hanno trovata per far stare insieme ideologie non esattamente convergenti perfino sulla posizione da prendere rispetto all'UE, con una FI pro Europa e dall'altra Lega e Fratelli d'Italia euroscettici...ma pur di correre insieme alle elezioni si chiude un occhio su tutto.
Altro punto interessante della giostra politica, per una analisi da quattro amici al bar, è il gesto nobile di Tabacci, leader di Centro democratico, che concede il suo simbolo alla radicale Emma Bonino permettendole così di partecipare alla giostra elettorale senza dove raccogliere le firme. Anche in questo caso credo sia sufficiente pensare alle posizioni sull'aborto e sul fine vita, che certo non sembrano essere sullo stesso piano, per chiedersi...ma come fanno a stare insieme?
Ma la storia delle strane alleanze non finisce certo qui... il PD di Renzi carica sul treno diretto a Roma la nuova Lista della Lorenzin con un dubbio, per chi non è addentro agli arcani elettorali... saranno candidati nelle liste del PD oppure correranno con il proprio simbolo in coalizione con l'incubo della soglia 3%... ? Noi non lo sappiamo, ma i maestri delle segrete stanze della politica certo una soluzione la troveranno.
Ma anche i Pentastellati non scherzano a giravolte, ora pongono in discussione la propria vecchia posizione sia su eventuali alleanze che sull'Europa e sulla moneta unica, dichiarando che forse non è il caso di uscirne.... Non sarà che cercano di accaparrarsi i voti anche di chi non vede di buon grado un'uscita da euro e Ue ? Certo pur di andare al Governo vale la pena cambiare opinione.
Oltre a tutto questo la confusione è anche su altre questioni, per nulla secondarie, pensate alla sinistra di Grasso che ha promesso l'abolizione delle tasse universitarie ( a tutti ? Anche ai benestanti ?! Ma che senso ha?); o al PD con la sua proposta di abolire il Canone Rai (ma se esiste in gran parte dei paesi europei...e poi proprio il PD ha da poco ottenuto che venisse messo nella bolletta elettrica per ridurrne l'evasione), e ancora FI e la sua estemporanea proposta di aumentare le pensioni minime a mille Euro o i 5Stelle con il reddito di cittadinanza e la Lega di abolire la legge Fornero ...ma si chiedono, seriamente, dove prendere i soldi e che effetti ci sarebbero sui conti pubblici?
Cosa dire, anche al bar dello sport il calcio in questo periodo passa al secondo posto delle chiacchere perchè siamo tutti concentrati sui benefici , splendidi e per tutti, che ci aspettano dopo le elezioni... qualunque sia lo schieramento che vincerà.
La grande preoccupazione della politica, comunque, resta il rischio dell'astensionismo. Un nuovo fenomeno che potrebbe raggiungerebbe l'incredibile soglia (per l'Italia) del 50% con effetti dirompenti.
Magari alle prossime elezioni si presenterà il partito del "Io Non Voto"...

Daniele Baldini

Bologna Città metropolitana, sottocritto il Patto per il contrasto alle fragilità sociali

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VIRGINIO MEROLAÈ stato sottoscritto il 19 dicembre scorso a palazzo Malvezzi il Patto per il contrasto alle fragilità sociali, che era stato approvato lo scorso settembre dalla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria metropolitana di Bologna.
Risultato di un percorso di lavoro che ha visto il coinvolgimento e la collaborazione del Terzo Settore con la Città metropolitana di Bologna, al Patto hanno aderito la Caritas diocesana Bologna, Opera Padre Marella, Antoniano Bologna, Forum Provinciale del Terzo Settore, Comitato paritetico metropolitano del volontariato, il Rappresentante provinciale Osservatorio regionale APS, il Rappresentante provinciale Osservatorio regionale volontariato, il Centro Servizi per il volontariato della città metropolitana di Bologna, Confcooperative Bologna, Legacoop Bologna, Cooperative Sociali AGCI, Confcooperative Bologna Imola, Solco Imola, Giovani Rilegatori Imola.

Il Patto individua le principali aree di disagio sociali presenti ora sul territorio e si pone l'obiettivo di definire in maniera condivisa gli interventi da realizzare.
Partendo da una analisi condivisa delle difficoltà presenti sul nostro territorio, il Patto intende promuovere la messa a sistema ed il raccordo fra le diverse risorse del pubblico e del privato sociale, in un'ottica di ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse.
Un obiettivo ed una modalità di lavoro pienamente coerente con il Nuovo Codice del Terzo Settore e con il Piano sociale e sanitario della Regione Emilia-Romagna approvato nel luglio scorso.
Il Patto inoltre, sarà parte integrante del Piano strategico metropolitano a cui la Città metropolitana sta lavorando proprio in questo periodo, in quanto si inserisce perfettamente all'interno delle linee di indirizzo già approvate.
Il "Patto" verrà presentato al territorio nell'ambito di appositi incontri che verranno attivati nei diversi distretti in collaborazione con gli Uffici di piano, grazie alla collaborazione del Comitato paritetico del volontariato della Città metropolitana di Bologna, organismo composto da rappresentanti degli enti locali dell'area metropolitana, nominati su impulso della CTSS metropolitana, e del volontariato.
.
"È stato un percorso lungo quello per arrivare a questo punto – ha dichiarato il sindaco metropolitano Virginio Merola ( in foto ) - ma da subito ci attiveremo per iniziare concretamente ad operare insieme al Terzo Settore e per far sì che quanto contenuto nel Patto si trasformi da volontà in azione concreta, con il pieno coinvolgimento di tutto il territorio metropolitano".

"Il nuovo modello - ha sottolineato Giuliano Barigazzi presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria metropolitana di Bologna - non coincide con la somma di interventi e di servizi pubblici e privati ma è il risultato della capacità di cooperare cercando risposta alle esigenze di tutti attraverso la gestione comune di attività e la realizzazione di interventi in un mix di investimenti pubblici e privati coordinati dal pubblico.
Vogliamo ricondurre questo Patto agli altri strumenti di programmazione, in particolare ai Piani di Zona in modo da ampliare ill numero di soggetti che possono partecipare, soprattutto sul tema delle nuove povertà che ritengo sempre più centrale."

Redazione

Bilancio Regionale E.R.. Il capogruppo leghista Fabbri interviene su diversi punti

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Fabbri (LN): " Non si è avuto il coraggio di affrontare con decisione le numerose questioni aperte. Poche risorse per la costa, gli investimenti, mentre i dati sul lavoro sono opinabili"

«La Giunta non ha avuto il coraggio di presentare una manovra economica in grado di affrontare seriamente le varie emergenze del territorio regionale. Si mette qualche "pezza" sulle questioni della difesa del suolo, della gestione dell'ordinario, ma manca un serio impulso all'economia e, inoltre, si nascondono in mille rivoli risorse che servono ad un unico capitolo: i migranti». Boccia senza "se" e senza "ma" il Bilancio discusso in Assemblea legislativa, il capogruppo regionale della Lega Nord, Alan Fabbri. Il quale mette sotto accusa l'assenza di un progetto concreto di semplificazione, che renda effettivamente attrattivo il territorio. «Si riempiono di accise e balzelli assurdi cittadini e imprese, mentre le nostre aziende più importanti hanno investito in questi anni soprattutto fuori confine», dice Fabbri. Il quale non mostra, evidentemente, lo stesso entusiasmo del governatore Bonaccini, nell'esaminare un tasso di occupazione «drogato da statistiche che non tengono conto di un fatto: il peggioramento della qualità del lavoro stesso, a causa di norme che non tutelano i giovani e riducono i diritti in particolare per i neo-assunti». Fabbri elenca alcune delle numerose crisi aziendali, per le quali non si sono ottenuti effetti significativi. Come nel caso di Ferrara Food (oggetto di un'interrogazione Ln), ma parla anche di agricoltura, dei pescatori e degli operatori turistici della costa. «Lasciati questi ultimi in balìa delle mareggiate, che deturpano le coste, mandando in frantumi i loro investimenti, mentre degli annunciati interventi di difesa del litorale non si è visto quasi nulla – precisa Fabbri -. Sull'Appennino, invece, il ritardo con cui sono stati avviati i 287 cantieri annunciati. per la pulizia dei corsi d'acqua e il consolidamento della montagna, è stato una concausa di quello che è accaduto con le recenti ondate di maltempo». Duro anche l'affondo del capogruppo leghista sulla scarsa attenzione per i presidi sanitari locali, i punti nascita (per esempio, Pavullo, a Castelnovo ne' Monti e Borgo Val di Taro), i reparti di pediatria in Romagna e al Delta – dove si paventa uno stop annunciato alla consulenza pediatrica diurna – mentre sembrano «infinite» le risorse per i migranti. Incluse in tutti i versanti, dai capitoli del sociale al finanziamento dello sport. Migranti che costano – tra irregolari e richiedenti asilo – ingenti risorse al sistema, «sottratte ai nostri cittadini, considerati sempre come gli ultimi della lista. Una cosa inaccettabile».

Bologna. Sottoscritto in Città metropolitana il Patto per il contrasto alle fragilità sociali

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Bologna. È stato sottoscritto oggi a palazzo Malvezzi il Patto per il contrasto alle fragilità sociali, che era stato approvato lo scorso settembre dalla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria metropolitana di Bologna.
Risultato di un percorso di lavoro che ha visto il coinvolgimento e la collaborazione del Terzo Settore con la Città metropolitana di Bologna, al Patto hanno aderito la Caritas diocesana Bologna, Opera Padre Marella, Antoniano Bologna, Forum Provinciale del Terzo Settore, Comitato paritetico metropolitano del volontariato, il Rappresentante provinciale Osservatorio regionale APS, il Rappresentante provinciale Osservatorio regionale volontariato, il Centro Servizi per il volontariato della città metropolitana di Bologna, Confcooperative Bologna, Legacoop Bologna, Cooperative Sociali AGCI, Confcooperative Bologna Imola, Solco Imola, Giovani Rilegatori Imola.

Il Patto individua le principali aree di disagio sociali presenti ora sul territorio e si pone l'obiettivo di definire in maniera condivisa gli interventi da realizzare.
Partendo da una analisi condivisa delle difficoltà presenti sul nostro territorio, il Patto intende promuovere la messa a sistema ed il raccordo fra le diverse risorse del pubblico e del privato sociale, in un'ottica di ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse.
Un obiettivo ed una modalità di lavoro pienamente coerente con il Nuovo Codice del Terzo Settore e con il Piano sociale e sanitario della Regione Emilia-Romagna approvato nel luglio scorso.
Il Patto inoltre, sarà parte integrante del Piano strategico metropolitano a cui la Città metropolitana sta lavorando proprio in questo periodo, in quanto si inserisce perfettamente all'interno delle linee di indirizzo già approvate.
Il "Patto" verrà presentato al territorio nell'ambito di appositi incontri che verranno attivati nei diversi distretti in collaborazione con gli Uffici di piano, grazie alla collaborazione del Comitato paritetico del volontariato della Città metropolitana di Bologna, organismo composto da rappresentanti degli enti locali dell'area metropolitana, nominati su impulso della CTSS metropolitana, e del volontariato.
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"È stato un percorso lungo quello per arrivare a questo punto – ha dichiarato il sindaco metropolitano Virginio Merola - ma da subito ci attiveremo per iniziare concretamente ad operare insieme al Terzo Settore e per far sì che quanto contenuto nel Patto si trasformi da volontà in azione concreta, con il pieno coinvolgimento di tutto il territorio metropolitano".

"Il nuovo modello - ha sottolineato Giuliano Barigazzi presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria metropolitana di Bologna - non coincide con la somma di interventi e di servizi pubblici e privati ma è il risultato della capacità di cooperare cercando risposta alle esigenze di tutti attraverso la gestione comune di attività e la realizzazione di interventi in un mix di investimenti pubblici e privati coordinati dal pubblico.
Vogliamo ricondurre questo Patto agli altri strumenti di programmazione, in particolare ai Piani di Zona in modo da ampliare ill numero di soggetti che possono partecipare, soprattutto sul tema delle nuove povertà che ritengo sempre più centrale."

Redazione

Disagi in Appennino: unanimità del Consiglio Metropolitano per tavolo metropolitano permanente

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Un tavolo metropolitano permanente per la manutenzione e il monitoraggio di reti e servizi

Approvato oggi pomeriggio all'unanimità dal Consiglio metropolitano un ordine del giorno urgente proposto dal consigliere Alessandro Santoni di Rete Civica che, a seguito dei gravi disagi che hanno colpito il nostro Appennino lunedì scorso, chiede "interventi manutentivi e investimenti sulla rete di distribuzione dell'energia elettrica e della definizione di nuove strategie a contrasto delle continue interruzioni dell'energia elettrica nell'Appennino Bolognese".
Il sindaco metropolitano Virginio Merola ha proposto un emendamento al testo originale dell'odg in cui si stabilisce "l'istituzione di un tavolo di coordinamento per la manutenzione e il monitoraggio delle reti e dei servizi, composto da Sindaci, tecnici, aziende e soggetti interessati", proposta che ha accolto il contenuto della dichiarazione di apertura della consigliera Marta Evangelisti (Uniti per l'Alternativa) in cui sollecitava la costituzione "di un tavolo permanente di coordinamento per le politiche di prevenzione - tutela dei servizi del territorio montano metropolitano".

Redazione

Città metropolitane: accordo Anci-Bologna, parte il progetto "Metropoli strategiche"

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Merola - DecaroLa pianificazione strategica integrata della città metropolitana, la semplificazione amministrativa, la gestione efficiente dei servizi a livello sovracomunale: sono le tre principali direttrici intorno alle quali si sviluppa il progetto "Metropoli strategiche" dell'Anci, che a Bologna è entrato pienamente nella sua fase attuativa, con la firma dell'accordo tra il presidente dell'Associazione Antonio Decaro e il sindaco della Città metropolitana di Bologna, Virginio Merola ( in foto).

Proprio Bologna è infatti la prima città ad aver completato la redazione di un piano operativo dettagliato sui temi per i quali l'Anci si impegnerà già a partire dai prossimi giorni. All'accordo con il capoluogo emiliano seguiranno analoghe intese con tutte le altre 13 Città metropolitane.

In virtù del patto, l'Anci si impegna a fornire alla Città metropolitana di Bologna attività di supporto e formazione, accompagnando la sperimentazione di nuovi modelli di gestione per arrivare nei prossimi due anni a una concreta attuazione delle attività di pianificazione, semplificazione e gestione dei servizi integrata a livello metropolitano.

Le altre città metropolitane stanno ultimando la redazione dei rispettivi piani in vista del prossimo 31 gennaio, quando a Venezia si riunirà il coordinamento delle Città metropolitane dell'Anci, in un evento di confronto sull'avanzamento dei lavori di ciascun ente sui tre temi oggetto dell'accordo.

Il progetto "Metropoli strategiche" ha durata triennale ed è finanziato con fondi del Pon governance.

Il presidente dell'Anci Antonio Decaro ne spiega così il valore: "L'Associazione dei Comuni, consapevole delle difficoltà delle Città metropolitane, le supporta in questo progetto che ha il merito di dare ai nuovi enti la fisionomia che noi immaginiamo per essi: la casa in cui i sindaci insieme progettano lo sviluppo di lungo periodo del territorio, in cui, prendendo in prestito le parole del Papa, non innalzano torri ma allargano piazze. Passa anche da qui un processo di reale innovazione della pubblica amministrazione".

"Si tratta di una grande opportunità di coinvolgimento del nostro personale nella costruzione della Città metropolitana – è il commento del sindaco metropolitano di Bologna Virginio Merola –, un impegno che prosegue ogni giorno senza sosta. Fa piacere che anche a livello nazionale veniamo presi come punto di riferimento e credo che questo accordo darà nuovo impulso al confronto e alla collaborazione con le altre Città metropolitane del Paese".

Redazione

In arrivo oltre 10,5 milioni di euro dalla Città metropolitana per l'edilizia scolastica imolese

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Sono in arrivo oltre 10,5 milioni di euro dalla Città metropolitana per l'edilizia scolastica che modificheranno sostanzialmente la geografia delle scuole superiori a Imola.
L'annuncio è stato dato questo pomeriggio dal sindaco metropolitano Virginio Merola ( in foto ) durante un incontro con il sindaco di Imola (e vicesindaco metropolitano) Daniele Manca e i sindaci del Circondario imolese, avvenuto nella sede del Nuovo Circondario in via Boccaccio.

La parte più rilevante (9.050.000 euro) riguarda due interventi che verranno finanziati con le risorse del cosiddetto "Patto per Bologna" sottoscritto dalla Città metropolitana con il Governo.

Il principale (8,1 milioni) riguarda il restauro del Convitto Scarabelli e la costruzione di una nuova palazzina Rambaldi-Valeriani in viale D'Agostino, 2.
Come primo step è previsto il restauro del convitto dello Scarabelli all'interno del plesso dell'Istituto Agrario Scarabelli-Ghini, oggi inutilizzato e pressochè abbandonato per la non agibilità dei locali rispetto alla normativa sismica, per potervi trasferire l'Istituto Ghini che quindi abbandonerà l'edificio di v.le D'Agostino.
Successivamente verrà avviata la costruzione di un nuovo edificio scolastico da circa 600 studenti nell'area occupata dai laboratori del Ghini ed un restauro della vecchia palazzina a cui il nuovo edificio sarà collegato e che accoglierà, accorpandole in un unico plesso, la sede del Rambaldi-Valeriani di via Garibaldi e di via Manfredi.
Le vecchie sedi dell'Istituto Rambaldi-Valeriani di via Garibaldi e via Manfredi saranno restituite al Comune di Imola.

Il secondo intervento (950.000 euro) riguarda il miglioramento sismico della succursale dell'IIS "Alberghetti" di viale Dante sempre a Imola.

A questi 9 milioni di euro si aggiungono altre risorse per le scuole di Imola: 1.235.000 euro per altri interventi "minori" ma rilevanti, già finanziati, e 450.000 euro per interventi in corso (o già conclusi quest'estate).

ALTRI INTERVENTI FINANZIATI (1.235.000 euro)

Interventi finanziati con mutui Regione Emilia-Romagna:
Adeguamento prevenzione incendi del Liceo "Rambaldi-Valeriani" sede di via Guicciardini, 4 e I.I.S. "Paolini-Cassiano" sede di via Guicciardini, 2 – 340.000 euro.

Interventi finanziati con fondi "Cipe":
I.I.S. "Paolini-Cassiano" di via Guicciardini, 2 : "Interventi finalizzati alla messa in sicurezza ed alla prevenzione e riduzione del rischio connesso alla vulnerabilità di elementi, anche non strutturali". L'intervento vede la sostituzione di infissi nei corridoi, manutenzione delle pensiline e ripristino di intonaci con inserimento di cappotto esterno per isolamento termico - 150.000 euro.

Interventi finanziati con fondi da alienazioni della Città metropolitana di Bologna
- Rifacimento pavimentazione della palestra a servizio dell'I.I.S. "Paolini-Cassiano" e del Liceo "Rambaldi-Valeriani" di via Guicciardini – 45.000 euro.
- Adeguamento prevenzione incendi dell'I.I.S. "Alberghetti" sede di via Pio IX - 450.000 euro.
- Rifacimento impermeabilizzazione delle coperture dell'IIS "Paolini-Cassiano" succursale Via Ariosto, 2 - 250.000 euro.

INTERVENTI CONCLUSI O IN CORSO (450.000 euro)

- Liceo "Rambaldi-Valeriani" di via Guicciardini, 4: sostituzione di infissi nei corridoi, manutenzione delle pensiline e ripristino di intonaci (100.000 euro - intervento concluso, finanziato con fondi CIPE).
- I.I.S. "Alberghetti" succursale di v.le Dante: interventi nella "palazzina" con sostituzione solai del 1°P e rinforzi murari (200.000 euro – intervento in corso finanziato con fondi CIPE)
Inoltre, visto l'aumento della popolazione scolastica nell'Istituto "Alberghetti", si sono razionalizzati alcuni spazi sottoutilizzati nel Piano Terra dell'Istituto di v.le Dante per l'utilizzo da parte del "Cassiano". Conseguentemente si è riconsegnata all'"Alberghetti" la "palazzina" appena ristrutturata e ospitata fino all'a.s. 2016-2017 dal Cassiano (100.000 euro - finanziati con fondi della Città metropolitana di Bologna).
- Infine sono in corso i lavori di riparazione provvisoria del coperto dell'Istituto Paolini – Cassiano per un totale di 50.000 euro.

LE SCUOLE SUPERIORI A IMOLA – i numeri

A Imola sono presenti 10 plessi scolastici ciascuno costituito da più edifici, per un totale di 46.760 mq. e circa 4.500 studenti, un numero in aumento.

Le Istituzioni scolastiche presenti sono:
1. I.I.S. "Scarabelli-Ghini" sede di via Ascari e succursale di v.le D'Agostino.
2. I.I.S. "Paolini-Cassiano" sede di via Guicciardini, 2 e succursali di via Ariosto e via Guicciardini, 8.
3. I.I.S. "Alberghetti" sede di via Pio IX e succursale di v.le Dante.
4. Liceo "Rambaldi-Valeriani" sede di via Guicciardini, 4 e succursali di via Garibaldi e via Manfredi.

Appennino, firmato il Patto per l'occupazione nelle Valli del Savena e dell’Idice

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firma patto per loccupazioneDefinire linee di azione integrate di sostegno e sviluppo per un'area a forte potenzialità, ma in difficoltà, è l'obiettivo del "Patto per l'occupazione e le opportunità economiche del territorio delle Valli del Savena e dell'Idice" siglato questa mattina nella sede della Città metropolitana tra Istituzioni, Associazioni di impresa e Parti sociali.
Il documento, secondo di questo genere dopo quello siglato per le Valli del Reno e del Setta, rappresenta la sintesi della volontà di soggetti pubblici e privati di mettere a sistema gli sforzi per salvaguardare e accrescere il numero e la qualità di imprese, i servizi e l'occupazione, nella consapevolezza che la ricchezza di un territorio si può esprimere solo se ci sono lavoro e prospettive di sviluppo.
Il Patto potrà svolgere un ruolo effettivo di sviluppo e di sistematizzazione delle azioni locali e, al tempo stesso, accompagnare le esigenze del settore produttivo, anche valorizzando il patrimonio ambientale e turistico del territorio come risorse economica e occupazionale.
Il Patto è stato siglato da Unione dei Comuni Savena-Idice (Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Ozzano dell'Emilia, Pianoro), Città metropolitana di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Cia, Cna, Coldiretti, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Legacoop, Confindustria Emilia Area Centro, Cgil Bologna, Cisl, U.R. Uil Emilia-Romagna.

In particolare le azioni previste e in parte già avviate sono:
- la Rete di opportunità lavorative che vedrà le associazioni di categoria collaborare con le Istituzioni per il monitoraggio in forma aggregata delle offerte di lavoro, dei fabbisogni di competenze, dell'andamento settoriale delle imprese, delle previsioni sui movimenti occupazionali e sulle assunzioni, il più possibile definiti per territori, al fine di evidenziare e valorizzare le opportunità e allinearle alle emergenze occupazionali. In tale logica, la presenza di agevolazioni e di specifici programmi di supporto ai lavoratori in uscita, saranno messi a conoscenza dei potenziali interessati all'assunzione.

- la costituzione di un quadro conoscitivo con particolare attenzione alle opportunità di impresa e alla mappatura degli spazi da adibire ad attività imprenditoriale. La Città metropolitana assicura la redazione, l'aggiornamento e l'allineamento periodico della Guida alle opportunità imprenditoriali. Ciò sarà effettuato in complementarietà con il rilevamento e l'aggiornamento da parte delle associazioni di categoria, supportate dai Comuni, delle disponibilità di spazi per attività commerciali e di capannoni dismessi per le attività artigianali e industriali e attraverso l'azione dello sportello Integrato SUAP – Progetti di Impresa, azione per cui è disponibile il sito www.areeindustriali.it promosso da Confindustria Emilia Area Centro in collaborazione con la Città metropolitana.

- la Rete di sportelli Progetti di Impresa integrati con lo Sportello Unico Attività Produttive rappresenterà un modello di supporto alle start-up che integra l'accompagnamento allo sviluppo delle idee di impresa con la verifica preventiva di tutti gli aspetti procedimentali richiesti dalla normativa per l'apertura di un'attività imprenditoriale.
Progetti di Impresa propone un servizio di assistenza completa che mette in relazione le opportunità offerte dal territorio (finanziamenti, contributi, agevolazioni, regimi fiscali premiali) e un modello di accompagnamento alla verifica di fattibilità delle idee di impresa con gli adempimenti amministrativi da affrontare.
Attraverso Progetti di Impresa il futuro imprenditore avvia un confronto sulla propria idea imprenditoriale, limitando il margine di rischio e progettandone l'avvio con certezza di tempi e di costi.

- il Tavolo di coordinamento per l'attuazione delle azioni previste al quale partecipano tutti i soggetti firmatari. Il Tavolo sarà presieduto dall'Unione dei Comuni Savena-Idice e composto da Città metropolitana, da un rappresentante delle associazioni di categoria e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali. A supporto del Tavolo opereranno le strutture tecniche della Città metropolitana e dell'Unione coinvolta.

"È, dopo quello per l'Appennino, una ulteriore risposta - ha commentato l'assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi - alle crisi che si aprono sul territorio. Con questo Patto prosegue il lavoro delle istituzioni (Regione, Città metropolitana di Bologna e Comuni) assieme alle forze socio economiche, per facilitare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e i processi di reindustrializzazione e di nascita di nuove imprese. Inoltre si mettono a sistema le opportunità e le risorse della Regione, dai fondi europei Por Fesr per le politiche attive del lavoro volte al rinserimento dei lavoratori nel tessuto produttivo fino al sostegno alla reindustrializzazione delle aree dismesse. Partendo dal 'Patto per il lavoro', siglato due anni fa in Emilia-Romagna, tramite il ruolo fondamentale dell'Agenzia regionale per il lavoro, possiamo costruire insieme un sistema di azioni concrete per il rilancio del tessuto socio economico interessato".
"La Città metropolitana prosegue nell'opera di promozione dello sviluppo economico e sociale e di valorizzazione del proprio territorio, in particolare dell'Appennino – ha affermato Massimo Gnudi, consigliere metropolitano delegato a Sviluppo economico, Turismo, Politiche del lavoro (Tavoli di salvaguardia del patrimonio produttivo), Politiche per l'Appennino bolognese – e oggi abbiamo aggiunto un ulteriore tassello alla strategia che vede il sistema pubblico, le parti private e quelle sociali agire condividendo azioni che, nel quadro del Programma regionale della montagna, costituiscono la base per il cambiamento e il rilancio delle zone appenniniche bolognesi.
La crescita economico-sociale dell'area bolognese, testimoniata da recenti risultanze, è data da un insieme di fattori che interagiscono sul territorio metropolitano di cui il nostro Appennino è parte. Stiamo rispondendo energicamente alle sfide poste dalle criticità emerse in questi anni, il percorso non è terminato, sta a tutti noi che sottoscriviamo questo Patto agire in modo concreto e sinergico per determinare un reale cambiamento rispetto alle dinamiche degli anni scorsi".
Gabriele Minghetti, presidente dell'Unione dei Comuni Savena-Idice, ha concluso "Con la sottoscrizione del 'Patto Territoriale per l'occupazione e le opportunità economiche' si raggiunge un risultato di grande importanza per tutta l'area dell'Unione Savena-Idice. Abbiamo operato, congiuntamente a Regione e Città Metropolitana, in questi mesi per promuovere e attivare questo strumento. Lavoreremo, così come è emerso dalla volontà di tutti i soggetti che sottoscrivono il Patto, per sviluppare azioni concrete strettamente legate a tutte le attività territoriali, produttive, agricole e dei servizi, per svolgere un effettivo ruolo di sviluppo e di sistematizzazione degli sforzi per salvaguardare l'occupazione.
Attraverso il tavolo di Coordinamento monitoreremo l'attuazione di tali attività. Da quelle relative alla ricollocazione delle persone oggetto delle crisi aziendali presenti sul nostro territorio, a partire dal caso STAMPI GROUP di Monghidoro, a quelle per lo sviluppo imprenditoriale e occupazionale in cui favorire, anche attraverso il supporto dello sportello SUAP – Progetti d'impresa, istituito presso l'Unione, progetti di auto-imprenditorialità e di incontro e dialogo tra domanda e offerta di lavoro".

Nelle foto : un momento della presentazione del Patto e la firma con l'assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi, il Consigliere delegato della Città metropolitana allo Sviluppo economico e Appennino Massimo Gnudi, e il presidente dell'Unione dei Comuni Savena-Idice Gabriele Minghetti

Bologna. Unanimità del Consiglio al primo Regolamento metropolitano

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consiglio metropolitano

 

Bologna. Un Testo unico per il territorio metropolitano che comprenda tutte le norme riguardanti il diritto di accesso, gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni. È questo l'obiettivo del nuovo Regolamento approvato ieri all'unanimità dal Consiglio metropolitano. Il testo è già stato presentato alle Unioni di Comuni e verrà ora proposto alla Conferenza metropolitana dei Sindaci come strumento di semplificazione e omogeneizzazione delle regole di accesso da adottare su tutto il territorio.

Il Regolamento fornisce un quadro organico e coordinato di tutte le tipologie di accesso, ne prevede l'iter procedimentale e ne disciplina tutte le fasi dalla presentazione dell'istanza fino alla conclusione del procedimento. Un vero e proprio Testo unico in materia, messo a punto dal Servizio innovazione della Città metropolitana, che apre le porte al cosiddetto controllo diffuso sull'attività amministrativa allo scopo di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico relativo al governo dell'area metropolitana, stabilendo le modalità organizzative necessarie a garantire il diritto di accesso in condizioni di semplicità, efficacia ed efficienza utilizzando al meglio le tecnologie informatiche e telematiche.

"Con il via libera di tutte le forze politiche abbiamo approvato il primo nuovo Regolamento dell'Ente – ha commentato Luca Lelli, consigliere con delega agli Affari istituzionali (Politiche di semplificazione amministrativa-Modelli aggregativi di funzioni e servizi) – ma anche, ed è questa la vera innovazione amministrativa, la prima proposta di Testo unico per tutta l'area metropolitana a cui ne seguiranno altri in modo che i cittadini metropolitani abbiano le stesse regole al di là del Comune nel quale risiedono. Un passo importante – ha concluso Lelli – verso la semplificazione e l'unificazione dei servizi, direzione indicata dalla mission della Città metropolitana".

Redazione

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