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Passante nord. Altra Destra: Stop a posizioni ideologiche si chieda ai cittadini se vogliono l’opera

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Parente - Baldini conferenzaIl Coordinatore Città Metropolitana Parente: " Tra dieci anni senza il passante nord Bologna sarà bloccata nel traffico. Siamo pronti ad attivare petizione popolare sui comuni interessati ". Il Coordinatore Regionale Baldini " Non basta dire no...spigassero i motivi alla collettività "

Bologna. Si riaccenda la questione del passante nord e ad intervenire sono gli esponenti di "Altra Destra" che criticano fortemente la presa di posizione dei Sindaci di Castenaso, Calderara e San Lazaro di Savena infatti lo stesso coordinatore regionale di AD, Daniele Baldini, oltre a ribadire l'importanza dell'opera, sia per il profilo legato alla viabilità cha a quello dello sviluppo economico dei territori dell'hinterland, invita Sermenghi, Priolo e Conti ad indire un mini-referendum per fare decidere ai cittadini se fare il passante oppure no. Sulla stessa linea di pensiero di Baldini anche il coordinatore AD di Bologna – Città metropolitana, Raffaele Parente, che dichiara: " Il problema se fare o non fare l'opera non dovrebbe nemmeno porsi anche in funzione della previsione sul traffico a Bologna tra dieci anni che, senza una nuova viabilità come quella del passante, sarà di totale congestione . Ma con che potere tre Sindaci possono dire NO ? Diano piuttosto delle motivazione concrete e non ideologiche che siano nell'interesse della collettività e non circoscritte e/o personalistiche.

Redazione

Giacomo Venturi commemorato in Consiglio metropolitano

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Consiglio MerolaIn sua memoria donazioni per il progetto di Rianimazione e Cure palliative della Ausl

Nel primo anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 4 ottobre 2014, il Consiglio metropolitano ha ricordato in apertura della seduta di ieri Giacomo Venturi, vicepresidente della Provincia di Bologna, alla presenza di familiari, amici, consiglieri e assessori della Provincia di Bologna.

Il Sindaco metropolitano Virginio Merola ha sottolineato che per Venturi, "impegno politico significava concretezza del fare, coerenza fra quello che si dice e quello che si fa, al servizio dei cittadini".

Sono seguiti i ricordi di Gabriella Montera, Stefano Caliandro e Giuseppe Sabbioni per la Provincia di Bologna, e del sindaco di Zola Predosa, Stefano Fiorini.

Su richiesta dei familiari, Merola ha ricordato che eventuali donazioni in sua memoria vengano rivolte all'Ausl di Bologna per finanziare il progetto della Rianimazione e della Rete delle Cure Palliative dell'Azienda Usl di Bologna. Le donazioni vanno effettuate con la CAUSALE: "In memoria di Giacomo Venturi per il progetto di sviluppo della rianimazione e delle cure palliative":

•Con versamento in Unicredit - tesoreria dell'Azienda USL di Bologna, codice Ente: 7306279

•Con Bonifico bancario da altre banche: codice IBAN: IT22G020080243500002012167

•Con versamento su conto corrente postale 588400 intestato ad Azienda USL Bologna.

Redazìone

Parma, Gambarini (FI): "L'aeroporto è salvo. Un grazie ai nostri imprenditori "

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Francesca GambariniParma. - "Gli imprenditori della nostra città hanno deciso di salvare il Verdi. Grazie a loro, Parma avrà per altri 2 anni un aeroporto. Ora si lavori ad un progetto serio di rilancio con un piano industriale capace di attirare altri investitori e, soprattutto, di rendere competitivo l'aeroporto. Anche le istituzioni facciano la loro parte, altrimenti fra due anni ci ritroveremo a parlare delle difficoltà dello scalo parmigiano". Così Francesca Gambarini, capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Fidenza (Pr) plaude alla decisione degli imprenditori locali di salvare l'aeroporto di Parma.

Redazione

Bologna. Collaborazione istituzionale fra Città metropolitana, Unioni e singoli Comuni

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Approvata la Convenzione quadro per la gestione comune di funzioni
Lo schema di Convenzione quadro per la collaborazione fra Città metropolitana, Unioni e singoli Comuni, approvato ieri pomeriggio dal Consiglio all'unanimità, rappresenta l'avvio della collaborazione istituzionale auspicata dalla legge 56/2014 e ribadita dallo Statuto di Palazzo Malvezzi. La Convenzione, presentata in Aula dal sindaco metropolitano Virginio Merola, ha infatti l'obiettivo di individuare nuove forme di organizzazione delle funzioni metropolitane e comunali secondo i principi di semplificazione, economicità ed efficienza.
In virtù della Convenzione il Sindaco metropolitano, i Presidenti delle Unioni nonché i Sindaci potranno sottoscrivere accordi attuativi (nei limiti dei rispettivi Statuti e Regolamenti) per definire l'oggetto della collaborazione nelle materie previste, le modalità organizzative per il suo svolgimento nonché la ripartizione degli oneri finanziari.
Il documento prevede sostanzialmente due forme di collaborazione: l'Ufficio comune metropolitano, che si configura come una nuova struttura organizzativa senza personalità giuridica, costituita con risorse dei partecipanti all'accordo; la delega, che è lo strumento mediante il quale le Unioni o i singoli Comuni assegnano attività di carattere istruttorio, preparatorio ovvero consultivo e/o di controllo agli uffici della Città metropolitana mantenendo la titolarità della funzione o del servizio interessato.
Gli accordi attuativi potranno riguardare l'esercizio di funzioni amministrative, l'erogazione di servizi, lo svolgimento di attività e la realizzazione di opere nei diversi ambiti di materia a rilevanza metropolitana: Servizi generali, Personale, Bilanci e tributi, e-government, Lavori pubblici, Territorio e ambiente, Sviluppo economico e sociale.
Gli Uffici comuni avranno sede presso la Città metropolitana ovvero presso l'ente capofila definito nei relativi accordi attuativi individuando le risorse umane in dotazione all'ufficio comune fra il personale degli enti sottoscrittori.

Redazione

Sicurezza. SIULP: segnale ilportante del Governo con le assunzioni straordinarie

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FELICE ROMANORoma. " Lo chiedevamo da tempo, lo abbiamo ribadito ancora con più forza dopo l'annuncio del Santo Padre di un Giubileo straordinario, poiché si rendeva ancora più urgente è necessaria un'assunzione straordinaria per fronteggiare un evento così straordinario ma impegnativo per la sicurezza, ieri sera l'annuncio del Presidente Renzi è arrivato puntuale a rassicurare i poliziotti e i tanti giovani che attendono di poter indossare la nostra uniforme " afferma Felice Romano, Segretario Generale del SIULP in una nota che commenta l'annuncio del Presidente Renzi relativo ad un'assunzione straordinaria di 2500 nuovi agenti, carabinieri e finanzieri.
Le 2500 assunzioni straordinarie, continua il leader del Siulp, oltre a rappresentare l'ennesimo segnale di attenzione del Governo verso gli operatori del comparto, è anche una risposta a garanzia della sicurezza dei cittadini considerato che esse serviranno per affrontare i grandi eventi immediati e si aggiungono alla normale pianificazione dei concorsi che, peraltro, dal primo gennaio 2016 prevede che solo il 50% dei posti sia riservato ai giovani provenienti dai militari mentre restanti saranno disponibili per tutti i giovani che hanno i requisiti per poter partecipare. Mi auguro, conclude Romano, che ora i 2500 nuovi assunti provengano prima dai giovani VFP4, che attendono ormai da anni di coronare il sogno, poi dagli idonei non ammessi e, qualora questi non siano sufficienti a coprire l'aliquota nel suo complesso, con un nuovo concorso.

Redazione

Polizia: SIULP, grazie Presidente Mattarella, Ministero Alfano e Prefetto Pansa

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FELICE ROMANOLe loro parole motivo di orgoglio e incoraggiamento a Poliziotti
Le parole di apprezzamento, riconoscimento e vicinanza alle donne e agli uomini della Polizia di Stato espresse dal Presidente Mattarella, che hanno anche spiegato il perché del conferimento alla Bandiera della Polizia di Stato della medaglia al Valor Civile per i meriti nella gestione dell'ordine pubblico, così come quelle di plauso del Ministro Alfano e dello stesso Capo della Polizia Pansa, sono per i poliziotti motivo di orgoglio e linfa per rinvigorire la lotta alla criminalità e rinnovare il totale spirito di abnegazione al servizio del Paese e di tutti gli italiani. Lo afferma, a seguito della cerimonia del 163° anniversario della Polizia Felice Romano (in foto), Segretario Generale del SIULP, che è il più grande e confederale sindacato dei poliziotti.
Le parole di riconoscimento e plauso del Ministro e del Capo della Polizia sono state lusinghiere e motivo di orgoglio per tutti noi, sottolinea il leader del SIULP, così come importanti e attesi sono stati i precisi impegni che gli stessi hanno assunto in materia di riordino del modello e delle carriere del personale che, insieme alla revisione e razionalizzazione delle funzioni di tutte le Forze di polizia, in una logica che eviterà le duplicazioni e le sovrapposizioni, e all'attuazione di un migliore e rafforzato coordinamento, saranno la base per un ammodernamento dell'intero sistema per renderlo al passo delle nuove e più complesse sfide che dovremo affrontare.
Un processo che, in linea con le compatibilità di bilancio che i tempi attuali impongono, riuscirà ad aumentare e migliorare il servizio esaltando e valorizzando le donne e gli uomini della Polizia di Stato. Il lavoro è già iniziato, conclude Romano, pur con le inevitabili difficoltà che un siffatto e ambizioso progetto comporta ma anche con la rinnovata consapevolezza, dopo gli impegni di Alfano e Pansa, che la strada è nella giusta direzione e presto taglierà il traguardo.

Redazione

Profughi dalla Libia. Altra Destra: assolvere al solo l’obbligo del salvataggio non è sufficiente !

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Parente - Baldini conferenza" Sull'obbligo giuridico e morale di far di tutto perché non muoiano in mare non si discute, ma non è una soluzione al problema" questa la pozione del Coordinatore Regionale, Daniele Baldini, e del Coordinatore Città Metropolitana, Raffaele Parente, del neo partito Altra Destra nel corso della tavola rotonda tenutasi a Bologna, sul tema della questione dei profughi dalla Libia.
" Che fare? Domanda facile da porre, ma a cui è difficile rispondere" - hanno sottolineato Baldini e Parente:
" Innanzitutto dovremmo decidere quale risultato vogliamo perseguire. Se si tratta solamente di impedire che delle persone muoiano in mare può forse bastare aumentare il numero delle navi, magari avvicinandole alla costa del Nord-Africa. Resterebbe però non risolta la questione, non secondaria, relativa alla successiva accoglienza dei profughi. Dovremmo allora batterci nelle competenti sedi dell'UE affinché siano ripartiti tra tutti i paesi membri (NESSUNO ESCLUSO) in base a criteri oggettivi quali, ad esempio, il PIL e l'attuale rapporto tra cittadini ed extra-comunitari di ciascun paese. Sarebbe profondamente ingiusto se una tale emergenza fosse lasciata sulle spalle dell'Italia e, in parte, della Spagna, della Grecia e di Malta o se qualche paese dell'UE se ne tirasse fuori. Sia chiaro che così facendo il flusso di clandestini comunque non si interromperà e anche distruggere i barconi/gommoni in mare (sempre che le norme anti inquinamento lo permettano...sembra incredibile...), dopo aver raccolto i profughi, non è detto che sia sufficiente. I guadagni di tale traffico sono probabilmente tali che i criminali possono anche permettersi la perdita delle imbarcazioni.
E' senz'altro necessario aiutare i governi dei paesi attraversati dai flussi migratori affinché siano in grado di bloccarli e utilizzare ogni possibile leva economica e politica (non escludendo quella militare, se proprio inevitabile) per porre fine o almeno attenuare i disastri economici e sociali nei paesi da cui fuggono. Contemporaneamente si deve intensificare la lotta alle organizzazioni criminali che gestiscono questi flussi di migranti, oltre che arrestare gli scafisti e comminare loro pene detentive severe. In ogni caso questi sono interventi che, pur se fossero attuati domani, richiederanno tempi medio/lunghi per sortire effetti visibili.
Tuttavia il problema dei profughi richiede interventi immediati, già troppo tempo si è perso in chiacchere (all'ONU è normale, per l' UE è una vergogna).E' da escludere il bombardamento dei barconi sulla costa. Sarebbe fin troppo facile per i trafficanti nasconderli tra le case o metterci accanto dei civili, magari gli stessi profughi, per evitare questo tipo di intervento armato. Se si vuole bloccare, o almeno ridurre considerevolmente il fenomeno, si deve pensare ad altre soluzioni.
In accordo con il Governo libico, quello cioè con sede provvisoria a Tobruk e , se possibile, con un mandato dell'ONU (con un'apposita Risoluzione del Consiglio di Sicurezza), si possono esaminare due possibili interventi.
Il primo comporta l'invio di truppe a terra che prendano il controllo della costa libica, impedendo così la partenza dei barconi e provvedano all'approntamento di campi profughi in Libia. Naturalmente, via via che il legittimo governo locale fosse in grado di gestire i territori sottratti alle bande ribelli, sarebbe quest'ultimo ad assumersene il controllo, pur se supportato dalla comunità internazionale. Si può pensare, ad esempio, ad aiuti economici, rifornimenti militari e sanitari, addestramento del suo esercito e della sua polizia e così via. Le truppe europee sarebbe ovviamente ritirate il prima possibile.
Il secondo, se non si vuole far sbarcare le truppe, comporta l' istituzione di una sorta di blocco navale. Inviamo le navi a prendere i profughi vicino alla costa libica per evitare naufragi e, sempre in accordo con il Governo libico, portiamoli nel territorio da esso controllato, dove devono essere impiantate apposite strutture di accoglienza finanziate dall'UE/ONU. Contemporaneamente aiutiamo il Governo libico a riprendere il completo controllo del suo paese. TOGLIERE LA LIBIA DALLE MANI DI FANATICI E CRIMINALI E' SENZ'ALTRO ANCHE NEL NOSTRO INTERESSE !  Deve essere chiaro che se non fermiamo i profughi in Libia dovremo accoglierli in UE. Siamo certi che è questo che i nostri cittadini desiderano?! L'Australia, per bloccare il flusso di clandestini verso le sue coste (in particolare in direzione Christmas Island) ha addirittura stipulato accordi con altri stati (Papua Nuova Guinea e Nauru) per portare là i profughi e farli ospitare in appositi centri di accoglienza.

Redazione

Bologna "AD" mobilitata per abrogare la Legge Merlin e tassare i proventi della prostituzione

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AD BOLOGNABologna. Dopo i numerosi interventi del Coordinatore Regionale di Altra Destra, Daniele Baldini, e del Coordinatore della Città Metropolitana,  Raffaele Parente, sulla questione legata alla prostituzione ed i  provvedimenti locali di alcuni Sindaci, il neo partito guidato da Sveva Belviso ha presentato a Roma la proposta di legge di iniziativa popolare a sostegno dell'abrogazione della Legge Merlin, la libertà di esercizio della prostituzione come attività di lavoro autonomo e pene maggiori per lo
sfruttamento. La proposta di legge, che dovrà essere sottoscritta da 50.000 cittadini, ha come obiettivi l'abrogazione della legge Merlin, il riconoscimento dell'attività come un lavoro autonomo in domicilio privato e senza vincolo di subordinazione lavorativa, favorendo così l'emersione fiscale e previdenziale dell'attività e il divieto d'esercizio della prostituzione in luoghi all'aperto e nelle pubbliche strade e l'inasprimento delle pene per chi sfrutta la prostituzione con aggravanti per i casi di sfruttamento minorile.
"In Italia, secondo i dati della Commissione affari sociali della camera, il giro di prostituzione coinvolge dalle 50.000 alle 70.000 prostitute, con 9 milioni di clienti e un giro di affari di 3,5 miliardi l'anno. Il 65% dell'attività, tuttavia, è esercita in strada e il 20% coinvolge prostitute minorenni, vittime della tratta, con una elevata percentuale di clienti che chiede rapporti non protetti. Si tratta di un fenomeno di vasta portata, che sfugge completamente ad imposizione fiscale e contributiva e va ad alimentare potenti gruppi criminali – commenta Sveva Belviso, leader di Altra Destra – Oggi, alla luce del fatto che l'Europa ha imposto ai paesi membri di
calcolare, ai fini della determinazione del PIL, anche una serie di attività illecite (come la droga e la prostituzione), è ovvio che questo fenomeno debba essere portato alla luce e preso in considerazione".
"Dal punto di vista sociale, rispetto alla legge Merlin, la nostra proposta prevede una pena per chi sfrutta la prostituzione da 3 a 10 anni, raddoppiata in caso di persona minore, tossicodipendente e in stato di bisogno; pene severe per chi si prostituisce in strada e non rispetta la regolamentazione con una pena da 2 a 5 anni con la multa da 1.000 a 10.000 euro e l'adozione di strumenti volti al contrasto dello sfruttamento della prostituzione, della tratta e della riduzione in schiavitù e sostegno ai progetti di mediazione e supporto sociale.
La nostra proposta di legge vuole impegnare il Paese a regolarizzare una volta per tutte il fenomeno della prostituzione, tutelando le donne che decidono liberamente di praticarla, quindi con regolari contributi derivanti dal pagamento delle tasse ed eliminando quella su strada gestita prevalentemente da criminali e sfruttatori. Da domani inizieremo la raccolta firme su Roma e a partire dalla prossima settimana saremo presenti nelle altre piazze italiane." – conclude Belviso.

Immigrazione, Gambarini (FI): "Si elabori una strategia per aiutare queste persone nei loro Paesi"

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Francesca GambariniRoma - "Continuano gli sbarchi di immigrati sulle nostre coste. Ormai il nostro sistema di accoglienza è saturo e Alfano non sa più cosa fare e vorrebbe più risorse. Questo significa che la sua strategia è un fallimento totale". Lo scrive in una nota Francesca Gambarini, capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Fidenza (Pr) "Insieme alla sinistra - prosegue - , ha portato avanti una politica di accoglienza indiscriminata senza capire che l'Italia non è in grado di ospitare e soccorrere tutte queste persone. Servono più risorse prima di tutto per gli italiani che non arrivano a fine mese. Ma forse Alfano, chiuso nei palazzi romani, non se è accorto. E' ora che finalmente l'Italia faccia sentire la propria voce nelle sedi che contano e, insieme all'Unione Europea, si inizia ad elaborare una strategia per lo sviluppo dei Paesi di provenienza degli immigrati. Dobbiamo aiutarli ma a casa loro. Mi viene, però, il dubbio che ha qualcuno interessi tenere vivo il business degli immigrati, che verrebbe bene se gli Stati interessati iniziassero un proprio percorso di sviluppo economico. La situazione è sempre più delicata e non va strumentalizzata per fare cassa elettorale. Servono proposte serie e concrete. Le urla non hanno mai risolto nessun tipo di problema e non inizieranno a farlo ora".

Redazione

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