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Con Italia Viva, la partita politica ricomincia con palla al centro campo

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Italia Viva logoIl futuro politico del paese può essere solo di espressione liberale,  estremismo e populismo  sono solo  segnali di disagio sociale

La rottura definitiva tra Matteo Renzi ed il Pd, da tanti auspicata, segna una nuova primavera politica per il nostro paese nonostante, ad oggi, non tutti abbiano ben capito che Italia Viva non è un'articolazione composta da ex, legati come nel passato da visioni ideologie obsolete e con strutture impermeabili, anche perché se così fosse la macchina di nuovo avrebbe solo la tinteggiatura e non il motore.
Italia Viva, appena nata sembra aver capito di cosa ha bisogno il sistema paese, persone capaci e soprattutto con una visione futura, per i tanti giovani che oggi non credono più nella politica e nel sistema paese che all'orizzonte intravede solo nuvole nere, espressione di un disagio sociale che, come nel passato, ha alimentato voti di protesta.     

La neonata formazione sta suscitando interesse e, nel contempo, altri segnali si intravedono, come nel caso di Mara Carfagna, con persone che non si riconoscono più in una destra dallo spirito sovranista e intollerante, per non parlare di una sinistra incapace di dare risposte concrete ai problemi quotidiani delle famiglie, entrambe senza strategie programmatiche per il futuro del paese.
Ora la palla della politica italiana è a centro campo, in attesa del risultato delle prossime elezioni regionali che avranno, inevitabilmente, riflessi sulle dinamiche romane e possibili elezioni anticipate. Un appuntamento che deve trovare pronti i Renziani che, come nel caso delle regionali in Emilia Romagna, non potranno essere spettatori ma attori protagonisti.

Daniele Baldini

Italia Viva si presenta a Lugo e riempie la sala conferenze del Carmine

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Italia Viva LugoDi Maio e Conti illustrano il percorso del progetto politico, ci sono bussola e destizione, si parte per il "Futuro"

"Chi ben comincia è a metà dell'opera" è l'affermazione più appropriata per l'incontro pubblico tenutosi ieri sera a Lugo, presso la Sala conferenze del Carmine, dal movimento politico Italia Viva al quale hanno partecipato l'On. Marco Di Maio, Isabella Conti (Sindaco di San Lazzaro di Savena) ed esponenti delle Amministrazioni della provincia di Ravenna che hanno aderito al neonato movimento di Matteo Renzi.
Sala piena con due generazioni a confronto, un clima diverso dai soliti dibattiti politici che ha coinvolto tutti con domande, risposte e storie di vita vissuta.... un patrimonio che non deve andare disperso ma che è l'architrave su cui costruire per dare un presente agli anziani ed un futuro ai giovani.
Sicurezza, sanità, lavoro, welfare e tassazione i temi più sentiti dai partecipanti, temi attuali e quotidiani per la maggioranza della gente su cui i relatori hanno dimostrato di avere le idee molto chiare ed un progetto programmatico ben consapevole del vivere quotidiano di un nucleo famigliare con figli piccoli.
Una serata di risposte concrete supportate da una visione chiara sul percorso da intraprendere lasciando ad altri lidi "slogan sterili" che nel tempo lasciano inevitabilmente, come dopo una sbronza, l'amaro in bocca.

Daniele Baldini

5G, i Sindaci approvano all'unanimità la costituzione del Tavolo metropolitano

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Antenne TelefoniaBologna. Come già condiviso con i Presidenti delle Unioni nell'Ufficio di Presidenza del 25 ottobre scorso, nella seduta di oggi la Conferenza metropolitana dei Sindaci ha approvato all'unanimità la proposta di attivare un Tavolo metropolitano di concertazione sulla tecnologia 5G, allargando a livello metropolitano quello già predisposto dal Comune di Bologna il 2 aprile scorso.

"È positivo – ha concluso il sindaco metropolitano Virginio Merola - che le competenze maturate all'interno del Tavolo del Comune di Bologna, vengano estese a tutti i comuni della città metropolitana per mantenere un'attenta attività di monitoraggio e dare risposte su questo tema. Cercheremo anche di coinvolgere l'Anci perché questa nostra esperienza possa essere allargata a livello nazionale".

Redazione

Bologna Città Metropolitana, assegnati dal Governo 1,3 milioni per i progetti del Pums

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BolognaPriorità a rete ciclabile, Metrobus e Centri di Mobilità, approvata la delibera in Consiglio metropolitano

Sono in arrivo 1.281.000 euro alla Città metropolitana per i progetti di fattibilità di alcune delle azioni previste dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) adottato lo scorso novembre e che verrà definitivamente approvato nelle prossime settimane.

Nella seduta di questo pomeriggio il Consiglio metropolitano ha approvato, con 11 voti a favore (Pd, Rete civica e l'indipendente Palumbo) e 1 contrario (Uniti per l'Alternativa), la delibera che individua le strategie prioritarie che verranno finanziate dal "Fondo per la progettazione di fattibilità delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese, nonché per la project review delle infrastrutture già finanziate", istituito recentemente dal Governo rivolto alle 14 Città metropolitane italiane, ai relativi 14 comuni capoluogo ed ai Comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti.

La scelta è di partire con i progetti di sviluppo del Trasporto Pubblico Metropolitano, con particolare riferimento alle linee di Metrobus ed ai Centri di mobilità e con la rete strategica del Biciplan metropolitano (che prevede il passaggio dagli attuali 246 chilometri di piste ciclabili a 944). Parte delle risorse verrà inoltre destinata al monitoraggio del PUMS e all'aggiornamento del Piano Strategico Metropolitano.

Nei prossimi giorni (le proposte vanno presentate a Roma entro il 7 novembre) l'elenco dettagliato delle opere oggetto della progettazione di fattibilità verrà definito con Atto del Sindaco metropolitano.

"Da alcuni anni – spiega Marco Monesi, Consigliere delegato metropolitano alla Mobilità Sostenibile – è evidente a tutti che senza i progetti di fattibilità pronti nel cassetto non è possibile accedere ai finanziamenti. In questa ottica è importante, ancora prima dell'approvazione del Pums, aver ottenuto una cifra rilevante con la quale contiamo di progettare l'intera rete ciclabile metropolitana e almeno due linee di Metrobus (bus extraurbani veloci su corsie riservate) e 2 Centri di Mobilità (luoghi di interscambio sulle modalità di trasporto) che peraltro rappresentano una delle novità assolute previste dal Piano".

Redazione

Bruxelles "Patto dei Sindaci per l'Energia e l'Ambiente" firma del vicesindaco metropolitano Tinti

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Tinti BruxellesIl vicesindaco della Città metropolitana di Bologna Fausto Tinti ha partecipato venerdì mattina a Bruxelles alla firma del "Patto dei Sindaci per l'Energia e l'Ambiente", promossa dall'AESS (Agenzia per l'Energia e lo Sviluppo Sostenibile) insieme ai sindaci della Regione.

"Dobbiamo lavorare - ha detto Tinti nel suo intervento - a un'alleanza che lavori sodo per dare un futuro al nostro pianeta, ponendo in essere entro il 2030 e in alcuni casi anche in modo più urgente quelle azioni che rallentino, contrastino e riducano in modo significativo la perdita di risorse ambientali.

Bologna in questo può avere un ruolo di guida. Qui è stata firmata la Carta di Bologna per l'Ambiente dalle 14 Città metropolitane e da quella esperienza è nato il progetto Agenda Urbana delle Città metropolitane per lo Sviluppo Sostenibile di cui il nostro sindaco metropolitano Virginio Merola è coordinatore nazionale".

Redazione

Bruxelles "Patto dei Sindaci per l'Energia e l'Ambiente" firma del vicesindaco metropolitano Tinti

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Tinti a Bruxelles 2ll vicesindaco della Città metropolitana di Bologna Fausto Tinti ha partecipato venerdì mattina a Bruxelles alla firma del "Patto dei Sindaci per l'Energia e l'Ambiente", promossa dall'AESS (Agenzia per l'Energia e lo Sviluppo Sostenibile) insieme ai sindaci della Regione.

"Dobbiamo lavorare - ha detto Tinti nel suo intervento - a un'alleanza che lavori sodo per dare un futuro al nostro pianeta, ponendo in essere entro il 2030 e in alcuni casi anche in modo più urgente quelle azioni che rallentino, contrastino e riducano in modo significativo la perdita di risorse ambientali.
Bologna in questo può avere un ruolo di guida. Qui è stata firmata la Carta di Bologna per l'Ambiente dalle 14 Città metropolitane e da quella esperienza è nato il progetto Agenda Urbana delle Città metropolitane per lo Sviluppo Sostenibile di cui il nostro sindaco metropolitano Virginio Merola è coordinatore nazionale".

Redazione

Sicurezza. U.S.I.P. Vandelli eletto nei Probiviri nazionali

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Vandelli UgoIl 10 ottobre u.s. si è riunita l'Assemblea Nazionale Costituente dell'USIP (sindacato di polizia unico riferimento riconosciuto dalla UIL). Gli 80 delegati provenienti da tutta Italia si sono ritrovati a Roma presso la sede della Confederazione UIL. Durante i lavori l'Esecutivo Nazionale - all'unanimità - ha riconfermato alla guida del sindacato Vittorio Costantini. Su proposta del Segretario Generale Nazionale l'Assemblea ha eletto la nuova segreteria nazionale e una segreteria tecnica per le attività di supporto alle strutture territoriali. Infine è stato nominato il collegio dei Probiviri Nazionale, del quale fa parte il cesenate Ugo Vandelli (in foto), nonché il Presidente dell'Esecutivo, nella persona di Salvatore Carrera. Carrerae Vandelliarruolatisi nel Corpo delle Guardie di P.S. nel lontano 1968, rappresentano due figure storiche e qualificate del movimento sindacale dei poliziotti fin dai primi anni '70. Il segretario generale Vittorio Costantini, in piena sintonia con quanto emerso nel dibattito dell'Assemblea Costituente, ha sottolineato le finalità che dovranno caratterizzare l'azione sindacale dell'USIP. Tra i primi importanti obiettivi sui quali concentrarsi la sicurezza e salvaguardia operativa dei poliziotti; il rinnovo del contratto di lavoro scaduto a dicembre 2018; la revisione dell'art. 48 del D.P.R. 782/85 e la politica sulla previdenza delle forze dell'ordine. I lavori si sono conclusi con l'intervento del segretario generale della UIL Carmelo Barbagallo.

Redazione

Città metropolitana. Fiscalità differenziata a sostegno delle imprese nelle zone montane

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Il Consiglio metropolitano approva all'unanimità odg Uncem proposto da Gnudi

Bologna. Approvato in Consiglio metropolitano l'ordine del giorno, proposto dal consigliere delegato alle Politiche per l'Appennino Massimo Gnudi, che appoggia la richiesta di Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) rivolta a Governo e Parlamento affinché siano individuati "in primo luogo nella Legge di bilancio 2020, sgravi fiscali e minor carico burocratico per chi possiede un negozio in un Comune montano, per chi avvia un'attività, per chi vuole potenziare una piccola impresa, per chi apre una partita Iva, per i passaggi generazionali e la cessione di attività". Tra le altre richieste anche quella relativa all'individuazione di "opportune Zone a fiscalità di vantaggio ovvero le ZES-Zone economiche speciali montane nella legislazione nazionale da avviare in aree ove i Comuni registrano un alto grado di marginalità socio-economica, anche sulla base delle classificazioni redatte a livello nazionale dalla Strategia per le Aree interne".

Il testo ha ottenuto l'unanimità dei voti ed ha accolto una modifica, richiesta dalla consigliera Marta Evangelisti di Uniti per l'Alternativa, volta a chiarire la valenza nazionale dell'odg redatto da Uncem.

Massimo Gnudi nell'illustrare il testo in Consiglio ha evidenziato "l'importanza di politiche da parte di tutti i livelli di governo, a sostegno delle piccole e medie imprese che operano in territori svantaggiati" sottolineando tra l'altro "il grande valore del bando appena approvato dalla Regione che dimezza l'imposta per le attività esistenti e l'azzera per tre anni alle nuove attività e alle start up in 100 comuni montani che interesserà ben 23 comuni della città metropolitana di Bologna".

Redazione

Sicurezza. Romano (SIULP) commenta il tweet del Presidente del Consiglio

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FELICE ROMANOSIULP, bene impegno Governo su straordinari ma su riordino esecutivo ascolti i rappresentanti del personale perché i tempi non sono l'unica priorità e criticità. Rischio protesta è incombente

Apprezziamo e ringraziamo per l'impegno del Governo, anticipato dal Presidente Conte, relativo alla volontà di individuare nuove risorse per pagare le prestazioni di lavoro straordinario rese dal 2018 e non ancora pagate alle donne e uomini delle Forze di polizia. Cercare di saldare il debito contratto con le Forze di polizia per lo sforzo straordinario profuso è un atto che ridà credibilità agli annunci fatti dai governi su questi fronti ma che spesso si sono risolti in nulla di fatto.
Altrettanto apprezzabile è la volontà di voler concludere il percorso del riordino degli appartenenti al Comparto sicurezza e difesa anche se, su questo fronte, avvertiamo la necessità di richiamare l'attenzione del Governo e in primis del premier Conte. Giacché la priorità sul terreno del riordino non è solo la tempistica ma soprattutto il contenuto del provvedimento e le risorse necessarie per dargli esecuzione. Non ascoltare chi porta le istanze del personale può significare chiudere un iter che può portare alla protesta, anche di piazza, poiché la posta in gioco è altissima e delicata e se non si risolve in questa tornata significherebbe rimandare le soluzioni per almeno i prossimi 20 anni.
Ad affermarlo Felice ROMANO (foto), Segretario generale del SIULP nel commentare il tweet del Presidente del Consiglio nel quale il premier riconferma che la sicurezza è una priorità nell'azione di Governo.
Ci sono troppi punti negati e troppi nodi non ancora sciolti sull'iter conclusivo del riordino, sottolinea il leader del SIULP, che richiedono una seria e attenta riflessione da parte del governo che, in primis, dovrebbe ascoltare le istanze vere e le aspettative legittime che gli appartenenti alle Forze di polizia si attendono nella conclusione dell'iter del riordino.
Ad oggi, precisa Romano, il governo ha ascoltato solo la parte militare del Comparto mentre nessuna audizione è stata concessa ai Sindacati di polizia che pure lo hanno chiesto e ai quali la legge riserva tale spazio.
Chiudere i correttivi al riordino secondo le indicazioni e gli accordi raggiunti solo tra le Amministrazioni del Comparto senza tenere conto di quanto richiesto dal personale, chiosa il sindacalista, potrebbe significare costringere le donne e gli uomini in uniforme a scendere in piazza per far ascoltare le proprie ragioni, da troppi anni ignorate, e troppo spesso calpestate dalle Amministrazione per ragioni di tutela della propria burocrazia piramidale.
Ecco perché, conclude Romano, rinnoveremo la richiesta di incontro al Governo affinché ci ascolti per sentire le vare ragioni alla base del riordino e quali sono le aspettative del personale. Se anche questo appello dovesse rimanere inascoltato è ovvio che non ci resterà che la denuncia pubblica sul fatto che non è vero che la sicurezza è una priorità e che chi la garantisce deve, come al solito, arrangiarsi da solo sperando in tempi migliori.

Redazione

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