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Merola nominato responsabile nazionale di Anci per la realizzazione dell'Agenda Urbana

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VIRGINIO MEROLAIl Presidente nazionale di Anci Antonio Decaro ha nominato il sindaco della Città metropolitana di Bologna Virginio Merola responsabile nazionale del progetto per la realizzazione dell'Agenda Urbana delle Città metropolitane per lo sviluppo sostenibile .

"Ringrazio il presidente Decaro per questo incarico – è il commento di Merola a Venezia per il coordinamento nazionale delle Città metropolitane -. Da tempo sostengo che le Città metropolitane rappresentano il nuovo motore di questo paese. Gli atti del Governo in questo ultimo periodo confermano un'attenzione vera su questo tema: dai fondi PON metro al piano periferie fino agli ultimi Fondi FSC stanziati nell'ambito di Patti tra Governo e Città metropolitane.

Occorre dunque proseguire su questa strada affiancando alle risorse anche le opportune novità normative che facciano definitivamente decollare questi nuovi enti. Su questo il prossimo Parlamento dovrà impegnarsi fin da subito."

Redazione

Bologna. Casapound continua la raccolta firma per presentarsi alle elezioni

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Berselli banchetto CasaPoundLe polemiche, dei giorni scorsi,  non fermano la marcia verso le elezioni di Casapound, nel pomeriggio al banchetto di via d'Azelio sarà presente anche l'ex senatore Filippo Berselli

Bologna. Con una nota, CasaPound ha comunicato che oggi pomeriggio, dalle 15 alle 18, sarà presente con un banchetto in via d'azeglio per continuare la raccolta firme necessarie per partecipare alle elezioni politiche. Al banchetto sarà presente Filippo Berselli, candidato del movimento politico.  Casapound invita i cittadini a firmare e confrontarsi per conoscere i temi e le proposte che il movimente sostiene.

Redazione

L’ex sottosegretario Filippo Berselli scuote la politica con la candidatura in Casapound

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Berselli banchetto CasaPoundUna scelta politica che potrebbe scompaginare le aspettative degli schieramenti del centrodestra

Bologna. Un fulmine a ciel sereno nel mondo della politica bolognese, così potremmo definire la scesa in campo dell'ex senatore Filippo Berselli, un simbolo della destra emiliana con una storia politica nel Msi, in AN e nel Pdl dove ha ricoperto l'incarico di sottosegretario alla Difesa dell'ultimo Governo Berlusconi.
La novità è balzata agli occhi di tutti sabato mattina, quando la presenza di Berselli in Piazza Martiri ha attirato l'attenzione di giornalisti, simpatizzanti e passanti. L'ex senatore era infatti dietro al banchetto allestito per la raccolta delle firme necessarie per la presentazione della propria candidatura alle prossime elezioni politiche. In molti, oramai, non comprendono più il linguaggio di certi esponenti politici, sempre più avulsi dalla realtà, né afferrano il senso (forse perché non c'è un senso) di certi "restyling" palesemente solo di facciata, per non parlare dell'amaro in bocca che lasciano le tante promesse "impossibili " in cui alcuni partiti si lanciano, contando, evidentemente, che una volta ancora gli elettori gli credano, dimenticandosi delle tante fatte e non mantenute in passato.
L'iniziativa di Berselli ha anche provocato commenti e prese di posizione di esponenti politici locali tra cui il Presidente del quartiere di Porto-Saragozza, che ha definito, con parole forti, sbagliata la possibilità concessa ad un movimento come Casapound di raccogliere le firme.
Per consentire ai nostri lettori di farsi una più chiara idea sui motivi che lo hanno spinto ad una tale scelta politica, ci è sembrato che il modo migliore fosse quello di porre direttamente qualche domanda all'ex Senatore:
1) Il Presidente di quartiere non ha approvato il fatto che sia dia possibilità al vostro partito di raccogliere le firme... cosa ne pensa?
" Il Presidente, che nessuno a Bologna sapeva chi fosse. Ha cercato solo di farsi pubblicità. Che un (modesto) rappresentante delle istituzioni inciti all'odio e cerchi di impedire ad un partito di raccogliere le firme per presentarsi alle elezioni significa che ha un concetto sovietico della democrazia";
2) Ritiene che molti delusi delle politica riciclata, che pensavano di non votare, cambino idea e vi diano fiducia?
" Non so se lo faranno. Hanno però una grande occasione per farlo";
3) Pensa che CasaPound riesca ad oltrepassare la soglia del 3% ?
"E' nell'interesse del popolo italiano che CasaPound superi il 3%, e sono certo che si muoverà in tal senso";
4) Se l'attuale coalizione di centrodestra vi chiedesse di allearvi, cosa rispondereste?
"Nessuna alleanza con chi ha già un accordo con Renzi per il dopo elezioni. Se però ai partiti di centrodestra mancassero in Parlamento i nostri voti per governare, li daremmo senz'altro per approvare le leggi da noi condivise".
Poche domande che però dimostrano che Casapound ha le idee chiare. Idee che non si riflettono nello specchio delle promesse impossibili e che potrebbero trovare consenso nei tanti delusi ed esasperati dall'insicurezza del presente quanto dall'incertezza del futuro.

D. Baldini

Politica. Tasse, canone Rai, vaccini e reddito di cittadinanza, le promesse impossibili!

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Daniele Baldini VOCISPartiti che si alleano pur con programmi e ideologie opposte. Gli elettori sono un po' confusi o invece hanno capito tutto...?
Questa campagna elettorale sta per superare ogni record per quanto riguarda sia le coalizioni che per le promesse agli elettori ed ogni giorno assistiamo ad una nuova fioritura di idee e di proposte alquanto bizzarre. L'ultima viene alla luce dopo l'incontro programmatico di domenica ad Arcore dei leader di FI, Lega e FdI, ed è la proposta di Salvini di abrogare l'obbligo delle vaccinazioni, che è in aperto contrasto con l'alleata Forza Italia, favorevole al mantenimento di tale obbligo. Ma non avevano fatto un vertice per chiarirsi? E' stata un'involontaria scivolata del leader leghista o una cattiva interpretazione delle sue parole? Sicuramente troveranno un'intesa, così come l'hanno trovata per far stare insieme ideologie non esattamente convergenti perfino sulla posizione da prendere rispetto all'UE, con una FI pro Europa e dall'altra Lega e Fratelli d'Italia euroscettici...ma pur di correre insieme alle elezioni si chiude un occhio su tutto.
Altro punto interessante della giostra politica, per una analisi da quattro amici al bar, è il gesto nobile di Tabacci, leader di Centro democratico, che concede il suo simbolo alla radicale Emma Bonino permettendole così di partecipare alla giostra elettorale senza dove raccogliere le firme. Anche in questo caso credo sia sufficiente pensare alle posizioni sull'aborto e sul fine vita, che certo non sembrano essere sullo stesso piano, per chiedersi...ma come fanno a stare insieme?
Ma la storia delle strane alleanze non finisce certo qui... il PD di Renzi carica sul treno diretto a Roma la nuova Lista della Lorenzin con un dubbio, per chi non è addentro agli arcani elettorali... saranno candidati nelle liste del PD oppure correranno con il proprio simbolo in coalizione con l'incubo della soglia 3%... ? Noi non lo sappiamo, ma i maestri delle segrete stanze della politica certo una soluzione la troveranno.
Ma anche i Pentastellati non scherzano a giravolte, ora pongono in discussione la propria vecchia posizione sia su eventuali alleanze che sull'Europa e sulla moneta unica, dichiarando che forse non è il caso di uscirne.... Non sarà che cercano di accaparrarsi i voti anche di chi non vede di buon grado un'uscita da euro e Ue ? Certo pur di andare al Governo vale la pena cambiare opinione.
Oltre a tutto questo la confusione è anche su altre questioni, per nulla secondarie, pensate alla sinistra di Grasso che ha promesso l'abolizione delle tasse universitarie ( a tutti ? Anche ai benestanti ?! Ma che senso ha?); o al PD con la sua proposta di abolire il Canone Rai (ma se esiste in gran parte dei paesi europei...e poi proprio il PD ha da poco ottenuto che venisse messo nella bolletta elettrica per ridurrne l'evasione), e ancora FI e la sua estemporanea proposta di aumentare le pensioni minime a mille Euro o i 5Stelle con il reddito di cittadinanza e la Lega di abolire la legge Fornero ...ma si chiedono, seriamente, dove prendere i soldi e che effetti ci sarebbero sui conti pubblici?
Cosa dire, anche al bar dello sport il calcio in questo periodo passa al secondo posto delle chiacchere perchè siamo tutti concentrati sui benefici , splendidi e per tutti, che ci aspettano dopo le elezioni... qualunque sia lo schieramento che vincerà.
La grande preoccupazione della politica, comunque, resta il rischio dell'astensionismo. Un nuovo fenomeno che potrebbe raggiungerebbe l'incredibile soglia (per l'Italia) del 50% con effetti dirompenti.
Magari alle prossime elezioni si presenterà il partito del "Io Non Voto"...

Daniele Baldini

Bologna Città metropolitana, sottocritto il Patto per il contrasto alle fragilità sociali

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VIRGINIO MEROLAÈ stato sottoscritto il 19 dicembre scorso a palazzo Malvezzi il Patto per il contrasto alle fragilità sociali, che era stato approvato lo scorso settembre dalla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria metropolitana di Bologna.
Risultato di un percorso di lavoro che ha visto il coinvolgimento e la collaborazione del Terzo Settore con la Città metropolitana di Bologna, al Patto hanno aderito la Caritas diocesana Bologna, Opera Padre Marella, Antoniano Bologna, Forum Provinciale del Terzo Settore, Comitato paritetico metropolitano del volontariato, il Rappresentante provinciale Osservatorio regionale APS, il Rappresentante provinciale Osservatorio regionale volontariato, il Centro Servizi per il volontariato della città metropolitana di Bologna, Confcooperative Bologna, Legacoop Bologna, Cooperative Sociali AGCI, Confcooperative Bologna Imola, Solco Imola, Giovani Rilegatori Imola.

Il Patto individua le principali aree di disagio sociali presenti ora sul territorio e si pone l'obiettivo di definire in maniera condivisa gli interventi da realizzare.
Partendo da una analisi condivisa delle difficoltà presenti sul nostro territorio, il Patto intende promuovere la messa a sistema ed il raccordo fra le diverse risorse del pubblico e del privato sociale, in un'ottica di ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse.
Un obiettivo ed una modalità di lavoro pienamente coerente con il Nuovo Codice del Terzo Settore e con il Piano sociale e sanitario della Regione Emilia-Romagna approvato nel luglio scorso.
Il Patto inoltre, sarà parte integrante del Piano strategico metropolitano a cui la Città metropolitana sta lavorando proprio in questo periodo, in quanto si inserisce perfettamente all'interno delle linee di indirizzo già approvate.
Il "Patto" verrà presentato al territorio nell'ambito di appositi incontri che verranno attivati nei diversi distretti in collaborazione con gli Uffici di piano, grazie alla collaborazione del Comitato paritetico del volontariato della Città metropolitana di Bologna, organismo composto da rappresentanti degli enti locali dell'area metropolitana, nominati su impulso della CTSS metropolitana, e del volontariato.
.
"È stato un percorso lungo quello per arrivare a questo punto – ha dichiarato il sindaco metropolitano Virginio Merola ( in foto ) - ma da subito ci attiveremo per iniziare concretamente ad operare insieme al Terzo Settore e per far sì che quanto contenuto nel Patto si trasformi da volontà in azione concreta, con il pieno coinvolgimento di tutto il territorio metropolitano".

"Il nuovo modello - ha sottolineato Giuliano Barigazzi presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria metropolitana di Bologna - non coincide con la somma di interventi e di servizi pubblici e privati ma è il risultato della capacità di cooperare cercando risposta alle esigenze di tutti attraverso la gestione comune di attività e la realizzazione di interventi in un mix di investimenti pubblici e privati coordinati dal pubblico.
Vogliamo ricondurre questo Patto agli altri strumenti di programmazione, in particolare ai Piani di Zona in modo da ampliare ill numero di soggetti che possono partecipare, soprattutto sul tema delle nuove povertà che ritengo sempre più centrale."

Redazione

Bilancio Regionale E.R.. Il capogruppo leghista Fabbri interviene su diversi punti

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Fabbri (LN): " Non si è avuto il coraggio di affrontare con decisione le numerose questioni aperte. Poche risorse per la costa, gli investimenti, mentre i dati sul lavoro sono opinabili"

«La Giunta non ha avuto il coraggio di presentare una manovra economica in grado di affrontare seriamente le varie emergenze del territorio regionale. Si mette qualche "pezza" sulle questioni della difesa del suolo, della gestione dell'ordinario, ma manca un serio impulso all'economia e, inoltre, si nascondono in mille rivoli risorse che servono ad un unico capitolo: i migranti». Boccia senza "se" e senza "ma" il Bilancio discusso in Assemblea legislativa, il capogruppo regionale della Lega Nord, Alan Fabbri. Il quale mette sotto accusa l'assenza di un progetto concreto di semplificazione, che renda effettivamente attrattivo il territorio. «Si riempiono di accise e balzelli assurdi cittadini e imprese, mentre le nostre aziende più importanti hanno investito in questi anni soprattutto fuori confine», dice Fabbri. Il quale non mostra, evidentemente, lo stesso entusiasmo del governatore Bonaccini, nell'esaminare un tasso di occupazione «drogato da statistiche che non tengono conto di un fatto: il peggioramento della qualità del lavoro stesso, a causa di norme che non tutelano i giovani e riducono i diritti in particolare per i neo-assunti». Fabbri elenca alcune delle numerose crisi aziendali, per le quali non si sono ottenuti effetti significativi. Come nel caso di Ferrara Food (oggetto di un'interrogazione Ln), ma parla anche di agricoltura, dei pescatori e degli operatori turistici della costa. «Lasciati questi ultimi in balìa delle mareggiate, che deturpano le coste, mandando in frantumi i loro investimenti, mentre degli annunciati interventi di difesa del litorale non si è visto quasi nulla – precisa Fabbri -. Sull'Appennino, invece, il ritardo con cui sono stati avviati i 287 cantieri annunciati. per la pulizia dei corsi d'acqua e il consolidamento della montagna, è stato una concausa di quello che è accaduto con le recenti ondate di maltempo». Duro anche l'affondo del capogruppo leghista sulla scarsa attenzione per i presidi sanitari locali, i punti nascita (per esempio, Pavullo, a Castelnovo ne' Monti e Borgo Val di Taro), i reparti di pediatria in Romagna e al Delta – dove si paventa uno stop annunciato alla consulenza pediatrica diurna – mentre sembrano «infinite» le risorse per i migranti. Incluse in tutti i versanti, dai capitoli del sociale al finanziamento dello sport. Migranti che costano – tra irregolari e richiedenti asilo – ingenti risorse al sistema, «sottratte ai nostri cittadini, considerati sempre come gli ultimi della lista. Una cosa inaccettabile».

Bologna. Sottoscritto in Città metropolitana il Patto per il contrasto alle fragilità sociali

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Bologna. È stato sottoscritto oggi a palazzo Malvezzi il Patto per il contrasto alle fragilità sociali, che era stato approvato lo scorso settembre dalla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria metropolitana di Bologna.
Risultato di un percorso di lavoro che ha visto il coinvolgimento e la collaborazione del Terzo Settore con la Città metropolitana di Bologna, al Patto hanno aderito la Caritas diocesana Bologna, Opera Padre Marella, Antoniano Bologna, Forum Provinciale del Terzo Settore, Comitato paritetico metropolitano del volontariato, il Rappresentante provinciale Osservatorio regionale APS, il Rappresentante provinciale Osservatorio regionale volontariato, il Centro Servizi per il volontariato della città metropolitana di Bologna, Confcooperative Bologna, Legacoop Bologna, Cooperative Sociali AGCI, Confcooperative Bologna Imola, Solco Imola, Giovani Rilegatori Imola.

Il Patto individua le principali aree di disagio sociali presenti ora sul territorio e si pone l'obiettivo di definire in maniera condivisa gli interventi da realizzare.
Partendo da una analisi condivisa delle difficoltà presenti sul nostro territorio, il Patto intende promuovere la messa a sistema ed il raccordo fra le diverse risorse del pubblico e del privato sociale, in un'ottica di ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse.
Un obiettivo ed una modalità di lavoro pienamente coerente con il Nuovo Codice del Terzo Settore e con il Piano sociale e sanitario della Regione Emilia-Romagna approvato nel luglio scorso.
Il Patto inoltre, sarà parte integrante del Piano strategico metropolitano a cui la Città metropolitana sta lavorando proprio in questo periodo, in quanto si inserisce perfettamente all'interno delle linee di indirizzo già approvate.
Il "Patto" verrà presentato al territorio nell'ambito di appositi incontri che verranno attivati nei diversi distretti in collaborazione con gli Uffici di piano, grazie alla collaborazione del Comitato paritetico del volontariato della Città metropolitana di Bologna, organismo composto da rappresentanti degli enti locali dell'area metropolitana, nominati su impulso della CTSS metropolitana, e del volontariato.
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"È stato un percorso lungo quello per arrivare a questo punto – ha dichiarato il sindaco metropolitano Virginio Merola - ma da subito ci attiveremo per iniziare concretamente ad operare insieme al Terzo Settore e per far sì che quanto contenuto nel Patto si trasformi da volontà in azione concreta, con il pieno coinvolgimento di tutto il territorio metropolitano".

"Il nuovo modello - ha sottolineato Giuliano Barigazzi presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria metropolitana di Bologna - non coincide con la somma di interventi e di servizi pubblici e privati ma è il risultato della capacità di cooperare cercando risposta alle esigenze di tutti attraverso la gestione comune di attività e la realizzazione di interventi in un mix di investimenti pubblici e privati coordinati dal pubblico.
Vogliamo ricondurre questo Patto agli altri strumenti di programmazione, in particolare ai Piani di Zona in modo da ampliare ill numero di soggetti che possono partecipare, soprattutto sul tema delle nuove povertà che ritengo sempre più centrale."

Redazione

Disagi in Appennino: unanimità del Consiglio Metropolitano per tavolo metropolitano permanente

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Un tavolo metropolitano permanente per la manutenzione e il monitoraggio di reti e servizi

Approvato oggi pomeriggio all'unanimità dal Consiglio metropolitano un ordine del giorno urgente proposto dal consigliere Alessandro Santoni di Rete Civica che, a seguito dei gravi disagi che hanno colpito il nostro Appennino lunedì scorso, chiede "interventi manutentivi e investimenti sulla rete di distribuzione dell'energia elettrica e della definizione di nuove strategie a contrasto delle continue interruzioni dell'energia elettrica nell'Appennino Bolognese".
Il sindaco metropolitano Virginio Merola ha proposto un emendamento al testo originale dell'odg in cui si stabilisce "l'istituzione di un tavolo di coordinamento per la manutenzione e il monitoraggio delle reti e dei servizi, composto da Sindaci, tecnici, aziende e soggetti interessati", proposta che ha accolto il contenuto della dichiarazione di apertura della consigliera Marta Evangelisti (Uniti per l'Alternativa) in cui sollecitava la costituzione "di un tavolo permanente di coordinamento per le politiche di prevenzione - tutela dei servizi del territorio montano metropolitano".

Redazione

Città metropolitane: accordo Anci-Bologna, parte il progetto "Metropoli strategiche"

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Merola - DecaroLa pianificazione strategica integrata della città metropolitana, la semplificazione amministrativa, la gestione efficiente dei servizi a livello sovracomunale: sono le tre principali direttrici intorno alle quali si sviluppa il progetto "Metropoli strategiche" dell'Anci, che a Bologna è entrato pienamente nella sua fase attuativa, con la firma dell'accordo tra il presidente dell'Associazione Antonio Decaro e il sindaco della Città metropolitana di Bologna, Virginio Merola ( in foto).

Proprio Bologna è infatti la prima città ad aver completato la redazione di un piano operativo dettagliato sui temi per i quali l'Anci si impegnerà già a partire dai prossimi giorni. All'accordo con il capoluogo emiliano seguiranno analoghe intese con tutte le altre 13 Città metropolitane.

In virtù del patto, l'Anci si impegna a fornire alla Città metropolitana di Bologna attività di supporto e formazione, accompagnando la sperimentazione di nuovi modelli di gestione per arrivare nei prossimi due anni a una concreta attuazione delle attività di pianificazione, semplificazione e gestione dei servizi integrata a livello metropolitano.

Le altre città metropolitane stanno ultimando la redazione dei rispettivi piani in vista del prossimo 31 gennaio, quando a Venezia si riunirà il coordinamento delle Città metropolitane dell'Anci, in un evento di confronto sull'avanzamento dei lavori di ciascun ente sui tre temi oggetto dell'accordo.

Il progetto "Metropoli strategiche" ha durata triennale ed è finanziato con fondi del Pon governance.

Il presidente dell'Anci Antonio Decaro ne spiega così il valore: "L'Associazione dei Comuni, consapevole delle difficoltà delle Città metropolitane, le supporta in questo progetto che ha il merito di dare ai nuovi enti la fisionomia che noi immaginiamo per essi: la casa in cui i sindaci insieme progettano lo sviluppo di lungo periodo del territorio, in cui, prendendo in prestito le parole del Papa, non innalzano torri ma allargano piazze. Passa anche da qui un processo di reale innovazione della pubblica amministrazione".

"Si tratta di una grande opportunità di coinvolgimento del nostro personale nella costruzione della Città metropolitana – è il commento del sindaco metropolitano di Bologna Virginio Merola –, un impegno che prosegue ogni giorno senza sosta. Fa piacere che anche a livello nazionale veniamo presi come punto di riferimento e credo che questo accordo darà nuovo impulso al confronto e alla collaborazione con le altre Città metropolitane del Paese".

Redazione

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