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Il Sindaco metropolitano Merola alla cerimonia di inaugurazione dell'Hub Logistico di Poste italiane

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20190716InaugurazioneHubPosteItalianeSaluto del Sindaco metropolitano Virginio Merola che ha aperto, poco fa, la cerimonia di inaugurazione dell'Hub Logistico di Poste italiane più grande d'Italia all'Interporto Bologna, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

" È un grande onore per la nostra comunità accogliere oggi il Presidente della Repubblica.

Saluto tutte le autorità presenti, il Presidente di Poste Italiane, Maria Bianca Farina, l'Amministratore delegato, Matteo Del Fante e il management di Interporto.

Questo territorio testimonia una vita sociale ed economica dinamica e coesa.

Non è un caso perciò che negli ultimi 10 anni molte sono state le aziende che hanno deciso di insediarsi nell'area metropolitana bolognese e tante altre si sono ulteriormente sviluppate.

Questi risultati sono frutto di una visione condivisa e di una politica di pianificazione territoriale sostenibile per le imprese e per i cittadini.

L'Interporto di Bologna è la sintesi di queste politiche di sostenibilità ambientale ed economica.

Dieci anni fa puntammo su questo luogo per un HUB logistico di livello nazionale ed oggi possiamo vederne i risultati.

Il centro di SDA-Poste Italiane che stamattina inauguriamo è solo l'ultimo dei grandi interventi realizzati che hanno visto aziende investire in questo luogo, garantendo innovazione tecnologica e nuova occupazione.

Di recente l'Interporto di Bologna ha reso operativo anche il primo treno merci ad alta velocità che collega quotidianamente Bologna e Caserta, garantendo la consegna ancor più rapida ed efficiente delle merci.

E proprio in questi mesi, primi in Italia tra le Città metropolitane, abbiamo adottato il Piano della Mobilità Sostenibile, considerando la logistica come un asse portante dell'attrattività economica, decisiva nello sviluppo di tecnologie ambientalmente e socialmente compatibili.

Signor Presidente della Repubblica, i cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti, anche i nostri territori ne hanno conosciuto recentemente i devastanti effetti.

Anche per questo siamo convinti che ognuno debba fare la propria parte per coniugare sviluppo economico, sociale e ambientale nell'interesse dell'Italia.

Oggi la nostra parte la facciamo con l'Interporto di Bologna, piattaforma logistica per l'intermodalità più grande d'Europa. Benvenuto Presidente! "

Redazione

Nasce U.S.I.P. il sindacato di polizia ufficialmente riconosciuto dalla UIL

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USIP LOGOFermento nel mondo sindale sempre più attento al Comparto Sicurezza, cosi come si evince dal comicato a firma di Ugo Vandelli che riportiamo a seguito:

"A Roma, lo scorso 18 giugno2019, un gruppo di colleghi provenienti da diverse regioni italiane (nord-centro-sud), ha costituito l'U.S.I.P. (Unione Sindacale Italiana Poliziotti). Al vertice il segretario generale nazionale Vittorio Costantini, cinquantenne palermitano, sostituto commissario, in servizio nella Polizia di Stato dal 1988. Nasce così l'unico sindacato di polizia ufficialmente riconosciuto dalla UIL ai cui valori Confederali si ispira. Infatti, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale nr. 120 del 13 giugno 2018, la UIL ha scelto di sostenere il processo di sindacalizzazione dei colleghi della Guardia di Finanza, Forze Armate e Arma dei Carabinieri, attraverso la costituzione del Dipartimento Sicurezza Confederale che coordinerà le attività di supporto dei nuovi soggetti sindacali. La nascita di U.S.I.P., in concomitanza a quella di U.S.I.F. (Unione Sindacale Italiana Finanzieri), a breve U.S.M.I.A. (Unione Sindacale Militari Interforze Associati) e U.S.I.C. (Unione Sindacale Italiana Carabinieri), assume un significato storico, perché coincide con il realizzarsi compiutamente del processo di sindacalizzazione di tutto il Comparto Sicurezza e Difesa, accomunato da un unico obiettivo; tutelare la sicurezza dei cittadini sia sul fronte interno che esterno. L'U.S.I.P. inizierà il proprio percorso attraverso la ricerca di un nuovo modo di fare sindacato creando un reale cambiamento nel variegato mondo delle OO.SS. di polizia, prospettando soluzioni che rispondano a precisi requisiti. Le parole chiave dell'U.S.I.P. saranno quindi impegno, trasparenza e competenza,da realizzarsi dando spazio a nuove figure, che attraverso percorsi di seria formazione sindacale, siano in grado di esprimere la massima professionalità a beneficio dei propri iscritti ed in particolare della collettività. Questi gli argomenti sui quali punterà decisamente U.S.I.P.:

Potenziamento degli organici. Non vi è dubbio che l'attività operativa non potrà più prescindere dall'ampliare l'organico con forze giovani in grado di affrontare, soprattutto fisicamente, le difficoltà di un servizio divenuto logorante e a rischio "suicidi silenziosi" per l'attuale personale che ha toccato l'apice di età media, attualmente sui cinquant'anni.

Sicurezza nei luoghi di lavoro. È assurdo pensare che la Polizia di Stato, posta a tutela della sicurezza dei cittadini, nonché Istituzione che deve garantire il rispetto delle regole, non sia in grado di rispettare le norme attinenti alla tutela della salute e/o sicurezza nei propri uffici (D.lgs. 81/2008).

Uniforme operatori di polizia. Non è concepibile che il Dipartimento della Pubblica Sicurezza non sia in grado di fornire un'uniforme e un ricambio ai poliziotti. Un esempio per tutti: in questi giorni stanno distribuendo i nuovi distintivi di qualifica ma mancano le divise.

U.S.I.P. continuerà ovviamente anche a farsi carico delle attività inerenti il rinnovo del contratto di lavoro, la normativa sulla previdenza complementare e i correttivi al riordino delle carriere.

L'Unione Sindacale Italiana Poliziotti opererà nella convinzione che per affrontare le problematiche del comparto occorra innanzitutto analizzare scientificamente i problemi, traendo spunto dalla realtà quotidiana vissuta dagli operatori di polizia, nel costante rispetto delle regole e del buon senso, interpretando così al meglio i valori Confederali che da sempre contraddistinguono la UIL.

Roma, 09 luglio 2019, Ugo Vandelli socio fondatore&addetto stampa USIP"

Redazione

Nuovo ingresso in Consiglio metropolitano, Dora Palumbo subentra a Paolo Rainone

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Addolorata Palumbo 05Il Consiglio scende da 18 a 15 membri

Bologna Città metrolitana.  Dora Palumbo  è da ieri conigliera  metropolitana. Con 11 voti a favore (Pd, Rete Civica) e l'astensione di Evangelisti di Uniti per l'Alternativa, subentra in surroga a Paolo Rainone che non si è candidato alle ultime elezioni amministrative. Palumbo è infatti la prima dei non eletti alle elezioni del Consiglio metropolitano del 2016 nella lista Movimento 5 Stelle.

Come ha dichiarato nel suo intervento in Aula, Palumbo "essendo uscita nel giugno 2018 dal Movimento 5 Stelle e in assenza del Gruppo Misto in Città metropolitana, mi impegnerò tra i banchi di Palazzo Malvezzi come consigliera indipendente".

Addolorata Palumbo, è consigliera del Gruppo Misto del Comune di Bologna. Laureata in geologia nel 1987 è abilitata alla professione di geologo; nel 2011 partecipa ad un master in "Gestione dell'innovazione tecnologica nella Pubblica Amministrazione" presso la "Alma Graduate School" di Bologna.

Dopo la laurea svolge a lungo attività di libera professionista. Collabora a numerose ricerche con il Dipartimento di Geofisica e Vulcanologia dell'Università di Napoli e con il CNR.

Dal 1999 ricopre l'incarico di funzionaria, con qualifica di specialista in Ambiente, presso la Regione Emilia-Romagna.

Nella seduta di oggi il vice sindaco Fausto Tinti ha comunicato "di non poter procedere alla surroga di tre Consiglieri metropolitani decaduti (Baccolini, Ravaioli, Scalambra), per esaurimento della Lista PD cui gli stessi appartenevano. Il Consiglio, nella composizione attuale (15 consiglieri più il Sindaco), può legittimamente continuare nella propria attività pur con tre seggi vacanti".

Redazione

Bologna. Insediata la nuova Conferenza metropolitana dei sindaci

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GruppoSindaci2019L'intervento di Merola: "La forza di questo ente è essere una federazione di comuni"

Si è tenuta venerdìi a Palazzo Malvezzi la prima riunione della Conferenza dei sindaci della Città metropolitana in gran parte rinnovati dopo le ultime elezioni amministrative.
Dei 55 comuni della città metropolitana 46 sono andati al voto domenica 26 maggio e di questi 28 sono sindaci al primo mandato e 18 quelli uscenti e riconfermati al secondo mandato amministrativo.
Questo l'elenco completo dei 55 sindaci della Conferenza metropolitana:

Alto Reno Terme (Giuseppe Nanni) - Anzola dell'Emilia (Giampiero Veronesi) - Argelato (Claudia Muzic) - Baricella (Omar Mattioli) - Bentivoglio (Erika Ferranti) – Bologna (Virginio Merola) - Borgo Tossignano (Mauro Ghini) – Budrio (Maurizio Mazzanti) - Calderara di Reno (Giampiero Falzone) – Camugnano (Marco Masinara) - Casalecchio di Reno (Massimo Bosso) - Casalfiumanese (Beatrice Poli) - Castel d'Aiano (Alberto Nasci) - Castel del Rio (Alberto Baldazzi) - Castel di Casio (Marco Aldrovandi) - Castel Guelfo di Bologna (Claudio Franceschi) - Castel Maggiore (Belinda Gottardi) - Castel San Pietro Terme (Fausto Tinti) - Castello d'Argile (Alessandro Erriquez) - Castenaso (Carlo Gubellini) - Castiglione dei Pepoli (Maurizio Fabbri) - Crevalcore (Marco Martelli) - Dozza (Luca Albertazzi) - Fontanelice (Gabriele Meluzzi) – Gaggio Montano (Maria Elisabetta Tanari) - Galliera (Stefani Zanni) - Granarolo dell'Emilia (Alessandro Ricci) - Grizzana Morandi (Franco Rubini) – Imola (Manuela Sangiorgi) - Lizzano in Belvedere (Sergio Polmonari) - Loiano (Fabrizio Morganti) - Malalbergo (Monia Giovannini) - Marzabotto (Valentina Cuppi) - Medicina (Matteo Montanari) - Minerbio (Roberta Bonori) - Monte San Pietro (Monica Cinti) - Molinella (Dario Mantovani) – Monghidoro (Barbara Panzacchi) - Monterenzio (Ivan Mantovani) - Monzuno (Bruno Pasquini) - Mordano (Nicola Tassinari) - Ozzano dell'Emilia (Luca Lelli) - Pianoro (Franca Filippini) - Pieve di Cento (Luca Borsari) - Sala Bolognese (Emanuele Bassi) - S Benedetto Val di Sambro (Alessandro Santoni) - San Giorgio di Piano (Paolo Crescimbeni) - San Giovanni in Persiceto (Lorenzo Pelegatti) - San Lazzaro di Savena (Isabella Conti) - San Pietro in Casale (Claudio Pezzoli) - Sant'Agata Bolognese (Giuseppe Vicinelli) - Sasso Marconi (Roberto Parmeggiani) - Valsamoggia (Daniele Ruscigno) - Vergato (Giuseppe Argentieri) - Zola Predosa (Davide Dall'Omo).

Redazione

Il sindaco Merola ha riassegnato alcune deleghe in Giunta dopo le elezioni amministrative

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VIRGINIO MEROLARaffaella Ferri consigliere delegato al posto di Elisabetta Scalambra

Bologna. Il sindaco metropolitano Virginio Merola ( in foto) ha riassegnato ieri  le deleghe ai Consiglieri delegati in seguito alle elezioni amministrative del 26 maggio che hanno visto la non candidatura della Consigliera Elisabetta Scalambra che è così uscita automaticamente da Giunta e Consiglio metropolitano.

Al suo posto in Giunta il Sindaco ha indicato la Consigliera metropolitana Raffaella Ferri a cui ha assegnato le deleghe a Sviluppo sociale (prima affidata a Scalambra), Contrasto alle discriminazioni e alla violenza di genere e Progetto Stanza Rosa. Il sindaco mantiene invece per sè le Pari Opportunità (prima affidata a Scalambra).

Al vicesindaco Fausto Tinti oltre al Personale vengono assegnate le deleghe a Sviluppo economico, Politiche del lavoro, Tavoli di salvaguardia del patrimonio produttivo (prima affidata al Consigliere Gnudi) e E-government (prima in capo al sindaco).

Al Consigliere Lelli va invece la delega ai Rapporti con il Consiglio metropolitano e con la Conferenza metropolitana (prima affidata a Scalambra).

Questo quindi il nuovo quadro di deleghe della "Giunta metropolitana":

Sindaco metropolitano Virginio Merola: Piano strategico (PSM), Comunicazione, Cultura, Agenda metropolitana per lo sviluppo sostenibile, Progetto Insieme per il lavoro, Pari opportunità.

Vicesindaco Fausto Tinti: Personale, Sviluppo economico, Politiche del lavoro, Tavoli di salvaguardia del patrimonio produttivo, E-government.

Consiglieri delegati

Massimo Gnudi: Turismo, Politiche per l'Appennino bolognese.

Luca Lelli: Politiche per la casa, Affari istituzionali e innovazione, Rapporti con il Consiglio metropolitano e con la Conferenza metropolitana.

Marco Monesi: Pianificazione, Mobilità sostenibile, Viabilità.

Raffaele Persiano: Polizia locale della Città metropolitana, Coordinamento metropolitano politiche per la sicurezza.

Daniele Ruscigno: Scuola, Istruzione, Formazione, Edilizia scolastica.

Giampiero Veronesi: Bilancio, Finanza, Patrimonio, Società partecipate.

Raffaella Ferri: Sviluppo sociale, Contrasto alle discriminazioni e alla violenza di genere e Progetto Stanza Rosa.

Redazione

La nuova "mappa" dei comuni della città metropolitana di Bologna dopo le elezioni amministrative

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colore politico comuniLe elezioni amministrative del 26 maggio hanno interessato 46 comuni della città metropolitana di Bologna su 55 (pari al 48,2% della popolazione metropolitana).

In città metropolitana hanno votato il 71,3% degli aventi diritto, in calo rispetto al 2014 (74,6%); l'affluenza maggiore si è registrata a San Benedetto val di Sambro con il 76,25%, quella minore a Monterenzio dove si è recato a votare solo il 65,55% degli elettori.

Dei 46 comuni in cui si è votato il centrosinistra si è confermato in 37 comuni, il centrodestra a Monzuno e Sant'Agata Bolognese e i civici a San Benedetto Val di Sambro. Hanno cambiato "colore" solo 5 comuni: 3 sono passati dal centrosinistra al centrodestra (Galliera, Monterenzio, Vergato) e due sono passati dal centrodestra a liste civiche (Loiano e Castel d'Aiano).

Tutti i sindaci sono stati eletti al primo turno tranne a Molinella dove si andrà al ballottaggio il 9 giugno tra il sindaco uscente Dario Mantovani (49,45% al primo turno) e Marco Stegani (centrodestra, 36,04% al primo turno).

Negli altri 8 comuni con popolazione maggiore di 15.000 abitanti è stato eletto un sindaco di centrosinistra.

La colorazione politica delle amministrazioni comunali in città metropolitana vede quindi ora la presenza di 39 amministrazioni locali riconducibili allo schieramento di centrosinistra (erano 43), 8 riconducibili al centrodestra (erano 7), 6 sostenute da liste civiche (erano 4) e 1 guidata dal Movimento 5 Stelle (Imola) mentre Molinella è da "assegnare".

Altri numeri

In termini di popolazione Casalecchio di Reno (36.456 abitanti) e Castel d'Aiano (1.865 abitanti) sono rispettivamente il comune più grande e quello più piccolo nei quali si è votato.

Il sindaco più votato (competizione con almeno due candidati) è Alessandro Santoni a San Benedetto val di Sambro con l'81,44% delle preferenze, seguito da Isabella Conti a San Lazzaro di Savena con l'80,84% per quanto riguarda i comuni superiori.

Il candidato eletto sindaco con la percentuale minore di preferenze è Monica Cinti a Monte San Pietro con il 40,49% delle preferenze.

Lo scarto minimo tra i candidati sindaco si è verificato a Malalbergo dove Monia Giovannini è eletta grazie ad 8 voti in più del competitor Massimiliano Vogli.

In due comuni della montagna, Castel d'Aiano e Lizzano in Belvedere, era presente un unico candidato.

Dei 46 sindaci (a Molinella vanno al ballottaggio due uomini), 10 sono donne (il 21,7%).

Sui 45 sindaci già eletti sono 28 i neosindaci (62,2%) e 17 quelli uscenti e riconfermati al secondo mandato amministrativo (37,8%).

Ecco i nomi dei nuovi sindaci nei 45 comuni in cui si è votato (Molinella va al ballottaggio):

Anzola dell'Emilia (Giampiero Veronesi) - Argelato (Claudia Muzic) - Baricella (Omar Mattioli) - Bentivoglio (Erika Ferranti) - Borgo Tossignano (Mauro Ghini) - Calderara di Reno (Giampiero Falzone) - Casalecchio di Reno (Massimo Bosso) - Casalfiumanese (Beatrice Poli) - Castel d'Aiano (Alberto Nasci) - Castel di Casio (Marco Aldrovandi) - Castel Guelfo di Bologna (Claudio Franceschi) - Castel Maggiore (Belinda Gottardi) - Castel San Pietro Terme (Fausto Tinti) - Castello d'Argile (Alessandro Enriquez) - Castenaso (Carlo Gubellini) - Castiglione dei Pepoli (Maurizio Fabbri) - Crevalcore (Marco Martelli) - Dozza (Luca Albertazzi) - Fontanelice (Gabriele Meluzzi) - Galliera (Stefani Zanni) - Granarolo dell'Emilia (Alessandro Ricci) - Grizzana Morandi (Franco Rubini) - Lizzano in Belvedere (Sergio Polmonari) - Loiano (Fabrizio Morganti) - Malalbergo (Monia Giovannini) - Marzabotto (Valentina Cuppi) - Medicina (Matteo Montanari) - Minerbio (Roberta Bonori) - Monte San Pietro (Monica Cinti) - Monterenzio (Ivan Mantovani) - Monzuno (Bruno Pasquini) - Mordano (Nicola Tassinari) - Ozzano dell'Emilia (Luca Lelli) - Pianoro (Franca Filippini) - Pieve di Cento (Luca Borsari) - Sala Bolognese (Emanuele Bassi) - San Benedetto Val di Sambro (Alessandro Santoni) - San Giorgio di Piano (Paolo Crescimbeni) - San Lazzaro di Savena (Isabella Conti) - San Pietro in Casale (Claudio Pezzoli) - Sant'Agata Bolognese (Giuseppe Vicinelli) - Sasso Marconi (Roberto Parmeggiani) - Valsamoggia (Daniele Ruscigno) - Vergato (Giuseppe Argentieri) - Zola Predosa (Davide Dall'Omo).

Redazione

Elezioni amministrative, dichiarazione del sindaco metropolitano Virginio Merola

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VIRGINIO MEROLA"Complimenti a tutti i nuovi sindaci della città metropolitana di Bologna! I risultati delle elezioni amministrative nei 46 comuni del nostro territorio, che si stanno definendo in queste ore, confermano che il lavoro di buoni sindaci e di buone amministrazioni si vede e viene premiato dai cittadini.

In attesa delle ultime notizie da Molinella si può dire che dei 46 comuni in cui si è votato il centrosinistra si conferma in 37 comuni, il centrodestra a Monzuno e Sant'Agata bolognese e i civici a San Benedetto Val di Sambro. Mentre cambiano "colore" solo 5 comuni: il centrosinistra ne perde tre e il centrodestra due.

Voglio augurare buon lavoro a tutte e a tutti e vi aspetto presto in Città metropolitana per l'impegno che ci attende insieme per il bene del nostro territorio".

Redazione

500 milioni per l’Appennino Bolognese: lavoro, mobilità, agricoltura, turismo, banda larga...

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convegno Bonacccini"Focus" della Città metropolitana su politiche e investimenti con Bonaccini, Gnudi, Tinti e i protagonisti del territorio

Qual è lo stato di salute dell'Appennino bolognese? Quali i suoi punti di forza e le criticità? Quanto si è investito in questi anni e quali sono i progetti in corso e finanziati?

A queste domande ha cercato di rispondere il Focus promosso dalla Città metropolitana, ieri pomeriggio alla Rocchetta Mattei, per fare un bilancio su politiche e azioni attuate negli ultimi quattro anni e da mettere in campo nei prossimi.

Una riflessione che parte dall'obiettivo indicato dal Piano Strategico Metropolitano: "rendere più attrattivo vivere e lavorare nel territorio montano e collinare" attraverso il mantenimento dell'industria manifatturiera e l'insediamento di nuove attività, lo sviluppo di un turismo di qualità, il miglioramento dell'accessibilità territoriale con interventi strutturali e immateriali, l'incremento delle condizioni di sicurezza e cura del territorio, il potenziamento del sistema dei servizi.

Tra gli intervenuti: Massimo Gnudi (Consigliere metropolitano delegato alle Politiche per l'Appennino bolognese), Fausto Tinti (Vicesindaco della Città metropolitana), Stefano Bonaccini (Presidente della Regione Emilia-Romagna) e tanti protagonisti del territorio: imprenditori, operatori culturali e scolastici, amministratori, associazioni di cittadini (qui il programma completo).

Considerando il quadro complessivo degli interventi, messi in campo e programmati, l'impegno finanziario del sistema degli enti pubblici nell'Appennino bolognese è di circa 500 milioni di euro: 300 milioni spesi/impegnati nel periodo 2015-2018 e 200 previsti per i prossimi anni.

Dal dossier presentato dalla Città metropolitana, che prende in considerazione 23 comuni con circa 150.000 abitanti cioè il 15,2% della popolazione metropolitana, emergono i punti di forza e di debolezza di quello che rappresenta il principale capitale ambientale del territorio metropolitano e costituisce parte del "capitale" economico, produttivo e sociale della metropoli bolognese.

L'andamento demografico dell'ultimo decennio vede un decremento della popolazione soprattutto nei comuni di crinale e periferici che presentano cali anche superiori al 10% della popolazione residente. Altro elemento di criticità è rappresentato dall'invecchiamento della popolazione (47,8 anni è l'età media contro i 46,4 della media metropolitana) testimoniato anche dai redditi derivanti da pensione che qui sono il 38,44% del totale dei redditi dichiarati contro il 36,75% a livello metropolitano (in alcuni comuni si arriva al 40% con punte massime prossime al 50%).

L'Appennino è l'area che più di altre ha sofferto la crisi economica con crisi aziendali particolarmente acute ma il tasso di imprenditorialità (numero di imprese attive per 1.000 abitanti) tra il 2008 e il 2017 si è mantenuto su valori superiori alla media metropolitana. Inoltre sul fronte produttivo gli ultimi anni (2014-2017) registrano un aumento di imprese e addetti benchè la comparazione con altre parti della città metropolitana segnali una maggiore lentezza a recuperare le posizioni del periodo precedente.

La crisi ha comportato anche una ri-articolazione del sistema produttivo con un consolidamento del settore dei servizi.

Segnali positivi si registrano anche sul fronte delle nuove imprese giovanili, in particolare in agricoltura. Un settore che ha ricevuto oltre 31 milioni di euro di contributi dal Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020, di cui 5,6 milioni a sostegno dei giovani agricoltori di primo insediamento e 9 milioni alla conversione a pratiche e metodi biologici di coltivazione. Tra i progetti maggiormente innovativi del Gal (Gruppo di Azione Locale dell'Appennino Bolognese) quello del Biodistretto, un sistema innovativo del territorio vocato al biologico.

Rispetto allo sviluppo economico dell'Appennino fondamentale nei prossimi anni sarà anche l'investimento previsto al Centro Enea del Brasimone per circa 105 milioni di euro.

Altra tendenza interessante emersa negli ultimi anni è la ripresa del turismo che, a partire dal 2015, registra quello che potrebbe essere l'inizio di un nuovo ciclo di crescita soprattutto per quanto riguarda il numero di arrivi che, dopo essersi dimezzato a metà decennio, torna quasi ai livelli pre-crisi crescendo in due anni di oltre il 50%.

Segnali positivi arrivano anche dalle Terme di Porretta che, dopo varie vicissitudini e l'impegno di realtà locali, hanno ripreso l'attività, registrando 17mila presenze e 144mila cure termali nel 2018.

Importanti novità anche sul fronte della mobilità: nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile in corso di approvazione sono infatti previsti il potenziamento del Servizio Ferroviario Metropolitano (che già oggi registra qui 10mila passeggeri al giorno) e del Trasporto Pubblico in generale.

Negli ultimi 4 anni (2015-2018) i finanziamenti messi in campo dalla Regione e dai gestori dei servizi su reti, stazioni, materiale rotabile e per la gestione dei servizi ferroviari ammonta a 158 milioni di euro.

Significativa per la mobilità stradale la progettualità messa in campo sulla statale Porrettana nella tratta tra Sasso Marconi e Vergato per realizzare la riqualificazione in sede, e il finanziamento derivante dal Patto per Bologna per la realizzazione del 2° lotto del Nodo di Rastignano e di un tratto appenninico della Ciclovia del Sole (21 km da Pian di Venola a Riola di Vergato, già finanziati per 2,5 milioni di euro, che saranno realizzati tra il 2019 e il 2023).

Per quanto riguarda i collegamenti immateriali una importante novità di questi anni è rappresentata dal Piano operativo regionale sulla Banda Ultra Larga che, grazie a fondi regionali, europei e statali, vuole infrastrutturare tutte le aree dove i piani degli operatori privati non prevedono alcun investimento. Circa 13 milioni le risorse impegnate, 68 i cantieri aperti, tutti i comuni coperti entro il 2021.

Per lo sviluppo dell'Appennino è infine fondamentale la lotta al dissesto idrogeologico che vede in campo investimenti per quasi 11 milioni.

"In questi anni con il Focus dell'Appennino e il PSM – è il commento del Consigliere metropolitano alle Politiche per l'Appennino bolognese Massimo Gnudi - sono state definite le politiche strategiche per lo sviluppo sostenibile della Montagna bolognese. Sono stati predisposti nuovi strumenti come i Patti per l'occupazione e lo sviluppo e sono stati fatti investimenti molto rilevanti che stanno producendo i primi risultati ed ulteriori effetti si produrranno nel prossimo periodo.

Permangono tuttora elementi di criticità: dalla fragilità sociale ed economica delle popolazioni alle carenze delle reti infrastrutturali e di connessione, alla fragilità intrinseca del territorio sotto il profilo geomorfologico. Sono quindi necessarie ulteriori politiche locali, regionali e nazionali: penso in particolare al Piano nazionale per la messa in sicurezza del territorio dal rischio di dissesto idrogeologico e all'obiettivo regionale finalizzato a dimezzare l'Irap alle imprese della montagna".

"Promuovere una nuova stagione di crescita e sviluppo per i territori montani – ha detto il presidente Stefano Bonaccini - è per questa Regione un obiettivo prioritario. Investire sulla montagna, su questi luoghi così preziosi da un punto di vista ambientale e paesaggistico, significa infatti investire a beneficio dell'intero territorio regionale. Siamo impegnati a sostenere investimenti per la cura del suolo e la lotta al dissesto idrogeologico, così come sulle infrastrutture viarie e ferroviarie, necessarie anche per il sistema produttivo e turistico. Entro il 2021 tutta la montagna sarà raggiunta dalla banda ultra larga perché la connessione digitale è fondamentale per le famiglie, gli studenti, le imprese, oltre che per il sistema turistico che sta crescendo ogni anno e ha ormai raggiunto numeri considerevoli. Mettere assieme le eccellenze del territorio significa garantire sempre maggiori opportunità per trattenere i turisti anche per più giorni: cultura, paesaggio, enogastronomia, sport sono gli ingredienti vincenti. Con l'ultima manovra di bilancio abbiamo anche stanziato 36 milioni di euro nel triennio, per sostenere il taglio dell'Irap fino al 50% per le aziende e gli esercizi commerciali che già operano nei Comuni montani, oltre all'azzeramento per tre anni per quelli di nuovo insediamento. Il nostro auspicio è che questa inedita fiscalità di vantaggio possa contribuire a contrastare lo spopolamento di queste zone, dando un aiuto concreto a chi già vi lavora e un'opportunità in più ai tanti giovani che vorrebbero avviare una loro attività, restando nei luoghi in cui sono nati".

"Uno dei principali elementi che attraggono investimenti in un territorio - ha affermato il vicesindaco di Palazzo Malvezzi Fausto Tinti - è che il pubblico faccia la sua parte e la Città metropolitana la sta facendo insieme ai Comuni e alle Unioni".

Redazione

CISL Emilia Romagna: la finanziaria si e’ dimenticata degli esposti all’amianto e dei loro familiari

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CISL Filippo Pieri"Servono risorse a favore degli esposti e dei malati d'amianto e per i loro familiari. Risorse di cui non c'è traccia nella legge di Bilancio, malgrado gli impegni che il ministro Di Maio aveva assunto prima dell'approvazione della stessa Manovra". E' quanto ha affermato questa mattina a Bologna il segretario generale della Cisl Emilia-Romagna Filippo Pieri ( in foto) nel corso di un incontro 'interno' organizzato dal sindacato di via Milazzo per fare il punto sul tema. "Il recente pronunciamento della Corte d'Appello di Bologna, che ha previsto una perizia finalizzata ad accertare il nesso tra la passata esposizione alla "fibra killer" e le patologie riportare da alcuni lavoratori del Petrolchimico di Ravenna, ha nuovamente ribadito come l'amianto rimanga un problema più che attuale, benché in Italia e in Europa ne sia vietata la produzione dal lontano 1992", ha sottolineato il sindacalista.

In Emilia Romagna, nel 2017 (ultimo dato disponibile), il mesotelioma maligno correlato con l'esposizione alla polvere killer ha colpito 153 persone (malati la cui sopravvivenza media dalla diagnosi purtroppo non supera i 10 mesi). Un dato in linea con i due anni precedenti e significativamente più alto dei 73 casi registrati nel 1996, anno di inizio del monitoraggio regionale. Da quell'anno (1996) sono stati colpiti 2.661 emiliano - romagnoli in regione, 1.928 uomini e 733 donne.

"Da tempo – ha rincarato la dose Ciro Donnarumma, componente della Segreteria regionale Cisl con delega alla salute e sicurezza sul lavoro - chiedevamo che fossero inseriti nella Finanziaria tre interventi prioritari, peraltro sostenuti dalla stessa ANCI (l'associazione del Comuni): migliore percorso di assistenza sanitaria per i malati da amianto, accompagnato da un pronto e tempestivo supporto economico che li aiuti nella fase della cura delle patologie asbesto correlate e di indennizzo nei casi di decesso, purtroppo molto frequente in questi casi; portare da 5.600 a 12.000 euro il valore dell'una tantum a favore dei malati di mesotelioma non professionali (le risorse sono già stanziate a bilancio); per la collocazione in pensione, l'applicazione per i malati di mesotelioma pleurico le regole previdenziali antecedenti la riforma Fornero, oltre al moltiplicatore 1,5 per il calcolo degli anni di contribuzione. Punti che sono stati maldestramente ignorati e che ora vanno assolutamente recuperati in altro provvedimento".

Da qui, l'appello del segretario generale regionale della Cisl Pieri a far fronte comune indirizzato anche al presidente della Conferenza delle Regioni, nonché presidente della Regione Stefano Bonaccini, "sia per la sensibilità mostrata sul tema sia perché la materia amianto è competenza condivisa con le Regioni".

"Peraltro – ha aggiunto Donnarumma - con la Regione dei sostanziali passi avanti sono stati fatti. Difatti, abbiamo condiviso il piano regionale amianto, che ha previsto alcune misure molto importanti in assenza di una vera regia nazionale: abolizione dei ticket per le visite e gli esami di controllo a favore degli esposti; previsione in ciascuna AUSL di un ambulatorio amianto a cui rivolgersi per ogni caso sospetto; l'avvio del censimento dei manufatti in amianto per la loro successiva bonifica, iniziando da scuole e ospedali. Così come va nella giusta direzione l'investimento di altri 3,3 milioni di euro deciso in questi giorni dall'Amministrazione regionale per finanziare un bando di bonifica destinato alle imprese. Ora serve l'impegno anche di altri attori istituzionali, ognuno faccia la sua parte. Questa è una guerra che possiamo e dobbiamo vincere".

Redazione

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