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Consulta: SIULP, bene decisione che cancella divieto associazioni sindacali militari

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FELICE ROMANOLa decisione della Consulta con cui è caduto il divieto di costituire associazioni sindacali per i militari è una notizia straordinaria e la pietra miliare su cui costruire l'emancipazione anche delle donne e degli uomini delle Forze Armate e delle Forze di Polizia ad ordinamento militare.
Lo dichiara in una nota Felice Romano ( in foto ) Segretario Generale del Siulp. "Finalmente la Corte Costituzionale afferma un principio importante di autentica civiltà giuridica- sottolinea Romano - con il quale, superando i limiti delle norme vigenti e facendo adeguare l'Italia agli altri Paesi della Comunità Europea, si consente anche ai militari la possibilità di costituire associazioni professionali sindacali.
Anche per i militari la Corte sottolinea che resta fermo il divieto di aderire ad altre associazioni sindacali, con ciò dovendosi presupporre che tale divieto si riferisca a sindacati diversi da quelli del mondo militare.
In ogni caso, al di là delle restrizioni strettamente legate allo status di militare, è un grande passo in avanti nel campo dell'evoluzione dei diritti in particolare del personale con le "stellette".
La sentenza va nella direzione che il SIULP rivendica da tempo, ora alla luce anche di questa innovazione, ci auguriamo che il legislatore rapidamente si allinei al principio di tale sentenza. Ci auguriamo, altresì, che stimoli anche l'evoluzione dei diritti Sindacali nella Polizia di stato, consentendo ai sindacati di polizia di affiliarsi alle Confederazioni. Giacché, questo tema, che rappresentiamo con forza da tempo e riteniamo, da questo punto di vista, che la legge 121/81, dopo 37 anni dalla sua emanazione, possa e debba essere adeguata all'odierno corso storico sociale avendo, nel frattempo, il Sindacato di Polizia ha dimostrato di essere responsabile e attendibile.

Redazione

Sicurezza: SIULP, mancata applicazione contratto, speriamo non sia foriera di tempi bui

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FELICE ROMANOQuando abbiamo sottoscritto, a febbraio scorso, il rinnovo del contratto dopo lunghi nove anni di attesa, sapevamo che la promessa del governo di adeguare gli stipendi entro febbraio non sarebbe stata mantenuta, ma ci aspettavamo che questo impegno fosse adempiuto con la mensilità di marzo.

Purtroppo, nonostante le ripetute e numerose promesse fatte dall'esecutivo e dalle stesse amministrazioni, dobbiamo constatare con amarezza che l'adeguamento dello stipendio, rispetto ai miglioramenti introdotti con il rinnovo dell'ultimo contratto, non avverrà nemmeno con la mensilità di marzo.

Speriamo che questa disattenzione nei confronti delle donne e degli uomini che producono sicurezza, non sia sintomatico dell'ennesima stagione di sacrifici e disattenzione, nonostante le mirabolanti promesse registrate durante la campagna elettorale che si è incentrata esclusivamente sul tema della sicurezza, che porterà ulteriori tagli alle risorse, sacrifici per gli operatori e abbassamento dei livelli di sicurezza per i cittadini.

E' quanto afferma Felice Romano Segretario Generale del Siulp nel commentare il mancato adeguamento dello stipendio dopo il rinnovo del contratto.

Abbiamo sollecitato e solleciteremo ancora, conclude Romano, il governo affinché provveda ad adeguare gli stipendi secondo i nuovi parametri contrattuali preannunciando, qualora ciò non dovesse avvenire con la mensilità di aprile, iniziative di protesta pubbliche contro la strumentalizzazione della sicurezza e dei suoi addetti e contro la grave disattenzione del governo e delle burocrazie nel dare esecuzione agli accordi sottoscritti.

Redazione

Elezioni 2018: La cosa chiara è un paese diviso in due

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L'Italia post voto spaccata in due, il centro ed il nord a FI e Lega ed il sud e le isole ai 5 Stelle
La prima affermazione potrebbe essere istintivamente " the day after " nell'esaminare cosa è uscito dalle urne. Un risultato che non pone una forza in grado di governare il paese ma lo divide in modo netto in due realtà opposte, sia per cultura che per produttività e lavoro. Il Nord ed il centro, aree maggiormente produttiva del Paese (e che perciò ha meno ha bisogno di sussidi) che non cede alle lusinghe del "reddito di cittadinanza", ma vuole solo vivere e lavorare in sicurezza, pagando possibilmente meno tasse. Il Sud che non sembra credere in un futuro rilancio economico di quelle regioni, ma cerca solo fonti di reddito per sopravvivere.
Ora la palla passa nelle mani del Presidente della Repubblica che nei prossimi giorni dovrà dare il mandato per la formazione di una maggioranza in grado di governare il nostro Paese, che parrebbe situazione non facile da affrontare.
Speriamo che sia possibile e non si pensi ad un Governo di larghe intese solo per elaborare una nuova legge elettorale e tornare al voto in autunno.

Redazione

Il Presidente della Provincia dell'Aquila in visita alla Città metropolitana di Bologna

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FaustoTinti e AngeloCarusoIl presidente della Provincia dell'Aquila Angelo Caruso ha incontrato il vicesindaco metropolitano Fausto Tinti durante una visita istituzionale nella sede della Città metropolitana di Bologna.

Durante il cordiale incontro Caruso e Tinti hanno ripercorso le tappe dell'amicizia tra i due enti, rinsaldatasi in particolare in occasione dei due tragici terremoti del 2009 e del 2012, ed hanno fatto il punto sulla situazione delle riforme istituzionali e della governance nei due territori scambiandosi informazioni sulle rispettive buone pratiche.

Redazione

Merola nominato responsabile nazionale di Anci per la realizzazione dell'Agenda Urbana

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VIRGINIO MEROLAIl Presidente nazionale di Anci Antonio Decaro ha nominato il sindaco della Città metropolitana di Bologna Virginio Merola responsabile nazionale del progetto per la realizzazione dell'Agenda Urbana delle Città metropolitane per lo sviluppo sostenibile .

"Ringrazio il presidente Decaro per questo incarico – è il commento di Merola a Venezia per il coordinamento nazionale delle Città metropolitane -. Da tempo sostengo che le Città metropolitane rappresentano il nuovo motore di questo paese. Gli atti del Governo in questo ultimo periodo confermano un'attenzione vera su questo tema: dai fondi PON metro al piano periferie fino agli ultimi Fondi FSC stanziati nell'ambito di Patti tra Governo e Città metropolitane.

Occorre dunque proseguire su questa strada affiancando alle risorse anche le opportune novità normative che facciano definitivamente decollare questi nuovi enti. Su questo il prossimo Parlamento dovrà impegnarsi fin da subito."

Redazione

Bologna. Casapound continua la raccolta firma per presentarsi alle elezioni

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Berselli banchetto CasaPoundLe polemiche, dei giorni scorsi,  non fermano la marcia verso le elezioni di Casapound, nel pomeriggio al banchetto di via d'Azelio sarà presente anche l'ex senatore Filippo Berselli

Bologna. Con una nota, CasaPound ha comunicato che oggi pomeriggio, dalle 15 alle 18, sarà presente con un banchetto in via d'azeglio per continuare la raccolta firme necessarie per partecipare alle elezioni politiche. Al banchetto sarà presente Filippo Berselli, candidato del movimento politico.  Casapound invita i cittadini a firmare e confrontarsi per conoscere i temi e le proposte che il movimente sostiene.

Redazione

L’ex sottosegretario Filippo Berselli scuote la politica con la candidatura in Casapound

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Berselli banchetto CasaPoundUna scelta politica che potrebbe scompaginare le aspettative degli schieramenti del centrodestra

Bologna. Un fulmine a ciel sereno nel mondo della politica bolognese, così potremmo definire la scesa in campo dell'ex senatore Filippo Berselli, un simbolo della destra emiliana con una storia politica nel Msi, in AN e nel Pdl dove ha ricoperto l'incarico di sottosegretario alla Difesa dell'ultimo Governo Berlusconi.
La novità è balzata agli occhi di tutti sabato mattina, quando la presenza di Berselli in Piazza Martiri ha attirato l'attenzione di giornalisti, simpatizzanti e passanti. L'ex senatore era infatti dietro al banchetto allestito per la raccolta delle firme necessarie per la presentazione della propria candidatura alle prossime elezioni politiche. In molti, oramai, non comprendono più il linguaggio di certi esponenti politici, sempre più avulsi dalla realtà, né afferrano il senso (forse perché non c'è un senso) di certi "restyling" palesemente solo di facciata, per non parlare dell'amaro in bocca che lasciano le tante promesse "impossibili " in cui alcuni partiti si lanciano, contando, evidentemente, che una volta ancora gli elettori gli credano, dimenticandosi delle tante fatte e non mantenute in passato.
L'iniziativa di Berselli ha anche provocato commenti e prese di posizione di esponenti politici locali tra cui il Presidente del quartiere di Porto-Saragozza, che ha definito, con parole forti, sbagliata la possibilità concessa ad un movimento come Casapound di raccogliere le firme.
Per consentire ai nostri lettori di farsi una più chiara idea sui motivi che lo hanno spinto ad una tale scelta politica, ci è sembrato che il modo migliore fosse quello di porre direttamente qualche domanda all'ex Senatore:
1) Il Presidente di quartiere non ha approvato il fatto che sia dia possibilità al vostro partito di raccogliere le firme... cosa ne pensa?
" Il Presidente, che nessuno a Bologna sapeva chi fosse. Ha cercato solo di farsi pubblicità. Che un (modesto) rappresentante delle istituzioni inciti all'odio e cerchi di impedire ad un partito di raccogliere le firme per presentarsi alle elezioni significa che ha un concetto sovietico della democrazia";
2) Ritiene che molti delusi delle politica riciclata, che pensavano di non votare, cambino idea e vi diano fiducia?
" Non so se lo faranno. Hanno però una grande occasione per farlo";
3) Pensa che CasaPound riesca ad oltrepassare la soglia del 3% ?
"E' nell'interesse del popolo italiano che CasaPound superi il 3%, e sono certo che si muoverà in tal senso";
4) Se l'attuale coalizione di centrodestra vi chiedesse di allearvi, cosa rispondereste?
"Nessuna alleanza con chi ha già un accordo con Renzi per il dopo elezioni. Se però ai partiti di centrodestra mancassero in Parlamento i nostri voti per governare, li daremmo senz'altro per approvare le leggi da noi condivise".
Poche domande che però dimostrano che Casapound ha le idee chiare. Idee che non si riflettono nello specchio delle promesse impossibili e che potrebbero trovare consenso nei tanti delusi ed esasperati dall'insicurezza del presente quanto dall'incertezza del futuro.

D. Baldini

Politica. Tasse, canone Rai, vaccini e reddito di cittadinanza, le promesse impossibili!

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Daniele Baldini VOCISPartiti che si alleano pur con programmi e ideologie opposte. Gli elettori sono un po' confusi o invece hanno capito tutto...?
Questa campagna elettorale sta per superare ogni record per quanto riguarda sia le coalizioni che per le promesse agli elettori ed ogni giorno assistiamo ad una nuova fioritura di idee e di proposte alquanto bizzarre. L'ultima viene alla luce dopo l'incontro programmatico di domenica ad Arcore dei leader di FI, Lega e FdI, ed è la proposta di Salvini di abrogare l'obbligo delle vaccinazioni, che è in aperto contrasto con l'alleata Forza Italia, favorevole al mantenimento di tale obbligo. Ma non avevano fatto un vertice per chiarirsi? E' stata un'involontaria scivolata del leader leghista o una cattiva interpretazione delle sue parole? Sicuramente troveranno un'intesa, così come l'hanno trovata per far stare insieme ideologie non esattamente convergenti perfino sulla posizione da prendere rispetto all'UE, con una FI pro Europa e dall'altra Lega e Fratelli d'Italia euroscettici...ma pur di correre insieme alle elezioni si chiude un occhio su tutto.
Altro punto interessante della giostra politica, per una analisi da quattro amici al bar, è il gesto nobile di Tabacci, leader di Centro democratico, che concede il suo simbolo alla radicale Emma Bonino permettendole così di partecipare alla giostra elettorale senza dove raccogliere le firme. Anche in questo caso credo sia sufficiente pensare alle posizioni sull'aborto e sul fine vita, che certo non sembrano essere sullo stesso piano, per chiedersi...ma come fanno a stare insieme?
Ma la storia delle strane alleanze non finisce certo qui... il PD di Renzi carica sul treno diretto a Roma la nuova Lista della Lorenzin con un dubbio, per chi non è addentro agli arcani elettorali... saranno candidati nelle liste del PD oppure correranno con il proprio simbolo in coalizione con l'incubo della soglia 3%... ? Noi non lo sappiamo, ma i maestri delle segrete stanze della politica certo una soluzione la troveranno.
Ma anche i Pentastellati non scherzano a giravolte, ora pongono in discussione la propria vecchia posizione sia su eventuali alleanze che sull'Europa e sulla moneta unica, dichiarando che forse non è il caso di uscirne.... Non sarà che cercano di accaparrarsi i voti anche di chi non vede di buon grado un'uscita da euro e Ue ? Certo pur di andare al Governo vale la pena cambiare opinione.
Oltre a tutto questo la confusione è anche su altre questioni, per nulla secondarie, pensate alla sinistra di Grasso che ha promesso l'abolizione delle tasse universitarie ( a tutti ? Anche ai benestanti ?! Ma che senso ha?); o al PD con la sua proposta di abolire il Canone Rai (ma se esiste in gran parte dei paesi europei...e poi proprio il PD ha da poco ottenuto che venisse messo nella bolletta elettrica per ridurrne l'evasione), e ancora FI e la sua estemporanea proposta di aumentare le pensioni minime a mille Euro o i 5Stelle con il reddito di cittadinanza e la Lega di abolire la legge Fornero ...ma si chiedono, seriamente, dove prendere i soldi e che effetti ci sarebbero sui conti pubblici?
Cosa dire, anche al bar dello sport il calcio in questo periodo passa al secondo posto delle chiacchere perchè siamo tutti concentrati sui benefici , splendidi e per tutti, che ci aspettano dopo le elezioni... qualunque sia lo schieramento che vincerà.
La grande preoccupazione della politica, comunque, resta il rischio dell'astensionismo. Un nuovo fenomeno che potrebbe raggiungerebbe l'incredibile soglia (per l'Italia) del 50% con effetti dirompenti.
Magari alle prossime elezioni si presenterà il partito del "Io Non Voto"...

Daniele Baldini

Bologna Città metropolitana, sottocritto il Patto per il contrasto alle fragilità sociali

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VIRGINIO MEROLAÈ stato sottoscritto il 19 dicembre scorso a palazzo Malvezzi il Patto per il contrasto alle fragilità sociali, che era stato approvato lo scorso settembre dalla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria metropolitana di Bologna.
Risultato di un percorso di lavoro che ha visto il coinvolgimento e la collaborazione del Terzo Settore con la Città metropolitana di Bologna, al Patto hanno aderito la Caritas diocesana Bologna, Opera Padre Marella, Antoniano Bologna, Forum Provinciale del Terzo Settore, Comitato paritetico metropolitano del volontariato, il Rappresentante provinciale Osservatorio regionale APS, il Rappresentante provinciale Osservatorio regionale volontariato, il Centro Servizi per il volontariato della città metropolitana di Bologna, Confcooperative Bologna, Legacoop Bologna, Cooperative Sociali AGCI, Confcooperative Bologna Imola, Solco Imola, Giovani Rilegatori Imola.

Il Patto individua le principali aree di disagio sociali presenti ora sul territorio e si pone l'obiettivo di definire in maniera condivisa gli interventi da realizzare.
Partendo da una analisi condivisa delle difficoltà presenti sul nostro territorio, il Patto intende promuovere la messa a sistema ed il raccordo fra le diverse risorse del pubblico e del privato sociale, in un'ottica di ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse.
Un obiettivo ed una modalità di lavoro pienamente coerente con il Nuovo Codice del Terzo Settore e con il Piano sociale e sanitario della Regione Emilia-Romagna approvato nel luglio scorso.
Il Patto inoltre, sarà parte integrante del Piano strategico metropolitano a cui la Città metropolitana sta lavorando proprio in questo periodo, in quanto si inserisce perfettamente all'interno delle linee di indirizzo già approvate.
Il "Patto" verrà presentato al territorio nell'ambito di appositi incontri che verranno attivati nei diversi distretti in collaborazione con gli Uffici di piano, grazie alla collaborazione del Comitato paritetico del volontariato della Città metropolitana di Bologna, organismo composto da rappresentanti degli enti locali dell'area metropolitana, nominati su impulso della CTSS metropolitana, e del volontariato.
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"È stato un percorso lungo quello per arrivare a questo punto – ha dichiarato il sindaco metropolitano Virginio Merola ( in foto ) - ma da subito ci attiveremo per iniziare concretamente ad operare insieme al Terzo Settore e per far sì che quanto contenuto nel Patto si trasformi da volontà in azione concreta, con il pieno coinvolgimento di tutto il territorio metropolitano".

"Il nuovo modello - ha sottolineato Giuliano Barigazzi presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria metropolitana di Bologna - non coincide con la somma di interventi e di servizi pubblici e privati ma è il risultato della capacità di cooperare cercando risposta alle esigenze di tutti attraverso la gestione comune di attività e la realizzazione di interventi in un mix di investimenti pubblici e privati coordinati dal pubblico.
Vogliamo ricondurre questo Patto agli altri strumenti di programmazione, in particolare ai Piani di Zona in modo da ampliare ill numero di soggetti che possono partecipare, soprattutto sul tema delle nuove povertà che ritengo sempre più centrale."

Redazione

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