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Pillole di Storia. Cambogia 1975-1979 per non dimenticare

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Era il 17 di Aprile del 1975 quando i Khmer Rossi, i guerriglieri comunisti in lotta contro il regime del generale Lon Nol (fuggito negli USA pochi giorni prima), conquistavano il centro di Phnom Penh, la capitale della Cambogia. Accolti festosamente da una parte della popolazione, non persero neppure un minuto a mettere in atto i loro folli e crudeli piani. Svuotarono letteralmente la città (che aveva quasi due milioni di abitanti tra residenti e profughi) costringendo tutti ad estenuanti marce verso le campagne. Nessuna pietà per bambinmi, vecchi o malati; chi non camminava veniva ucciso. Tutti i membri del vecchio Governo che coraggiosamente avevano deciso di restare al loro posto fino all'ultimo per consegnare in modo ordinato e con una parvenza di legalità i poteri ai Khmer, furono ugualmente uccisi. Fu data la caccia agli Ufficiali ed ai Sottufficiali dell'esercito sconfitto ed ai poliziotti, ai ricchi (ma bastava ben poco per essere così classificati), ai funzionari statali, a chiunque fosse coinvolto con il vecchio regime, anche solo per aspetti secondari nonchè agli intellettuali. Categoria quest'ultima che ricomprendeva un pò di tutto, dai professori universitari agli insegnanti elementari, dai medici agli ingegneri ed in generale ogni genere di professionista. Bastava avere indosso gli occhiali perchè, talvolta, la propria sorte fosse segnata... gli occhiali infatti davano l'idea, ai nuovi padroni della Cambogia, che chi li portava fosse un "pericoloso" intellettuale cioè una persona oramai irremedibilmente corrotta dalla cultura occidentale... I guerriglieri erano molto spesso giovani (e anche giovanissimi) ragazzi, resi fanatici dal martellante indottrinamento politico ricevuto, ignoranti ed avezzi solo al combattimento ed alla cieca obbedienza. La popolazione cambogiana fu sostanzialmente divisa in tre categorie: il "vecchio popolo" (cioè i coloro che vivena in zone controllate dalla guerriglia negli anni precedenti alla presa del potere), il "nuovo popolo" (cioè gli abitanti delle città e delle aree controllate dal precedente governo, pertanto politicamente inaffidabili, da eliminare o rieducare) e i membri del partito ed i soldati che, considerandoli tutti insieme, costituivano la parte della popolazione con i maggiori privilegi. Stimando in sette milioni di persone gli abitanti della Cambogia, almeno un milione e mezzo morirono (forse il peggiore genocidio della storia umana in rapporto alle dimensioni della popolazione su cui fu scatenato) . I cambogiani morivano a causa di ogni genere di malattia, anche banale (le medicine erano rare e riservate ai capi politi e militari), della fame, delle torture e per le continue frequenti esecuzioni sommarie dei "nemici", per le quali i guerriglieri usavano di tutto (zappe, coltelli, pietre, bastoni, sacchetti di plastica in cui sigillare la testa, sepoltura di persone ancora vive e così via...) meno che le pallottole in quanto troppo "preziose" per essere impiegate per sopprimere gli elementi che agli occhi dei Khmer erano un pericolo o comunque un ostacolo per il loro nuovo ordine. Il 1975 divenne, letteralmente, nei calendari cambogiani "l'anno zero" , nel "nostro" 1976 cambiò il nome il Kampuchea Democratica (raramente la parola "democrazia" fu più erroneamente usata) e persino la circolazione del denaro fu abolita; il passato recente doveva essere cancellato per tornare ad un mitizzato antico periodo dell'oro. I Khmer volevano infatti creare un popolo di contadini, autosufficiente, chiuso verso l'estero e dove persino i figli erano spinti a fare da delatori contro i genitori se sospettati di aver commesso o anche solo di aver pensato di commettere una qualsiasi azione contro la rivoluzione. I contadini mangiavano tutti in mense comuni nelle "cooperative", i bambini stavano in dormitori loro riservati lontano dai genitori, il servizio postale ed i telefoni (per i civili) furono aboliti . Proibiti i rapporti sessuali fuori dal matrimonio, ma anche per sposarsi si doveva essere autorizzati !
Pol Pot (il più diffuso dei soprannomi usati dal loro leader, Prek Sbauv, gen 1925 – apr. 1998, ), nei suoi vaneggiamenti voleva persino creare un popolo razzialmente "puro". Furono infatti uccisi , perseguitati o espulsi i membri delle minoranze etniche, anche quelle originarie della Cina e del Vietnam, che pure avevano aiutato i guerriglieri in precedenza. Non contenti i Khmer sterminarono anche metà della minoranza Cham, un'etnia pacifica e da secoli presente in Cambiogia, erano di religione musulmana, ma i khmer erano fanaticamente atei. Ovviamente tutti i luoghi di culto (quelli cattolici come quelli buddisti o altro) furono distrutti o chiusi. Il nuovo regime si dimostrò inefficiente (la produzione di riso non riuscì mai, neppure lontanamente, a soddisfare i bisogni della popolazione, che visse anni di tremenda carestia), brutale al di là dell'immaginazione, preda di paranoie interne (vi erano continue "purghe" tra i quadri stessi del partito per sospetti complotti ed accuse di tradimento) e privo di ogni minimo senso della realtà sia nell'esercizio delle funzioni pubbliche che nel campo delle relazioni internazionali, anche se qualche ambasciata dovettero consentire di averla (ma solo di Paesi come URSS, Cuba, Laos...), un minimo di struttura statale furono costretti a mantenerla e cercarono persino di riattivare qualche industria. Può sembrare assurdo e forse lo era, ma gli USA per un pò guardarono con favore al governo Khmer (anche se lo avevano prima combattuto e le notizie delle atrocità che commetteva si stavano già diffondendo). Tutto questo perchè gli USA vedevano nell'URSS il loro principale nemico, in accordo con la Cina che ora condivideva questa visione con gli americani . La Cina appoggiava a sua volta la Kampuchea che era in rivalità con il Vietnam, vicino quest'ultimo all'URSS. E' curioso ricordare che pochi anni prima, quando cioè Hanoi era la capitale del solo Vietnam del Nord, la Cina l'aveva abbondantemente aiutata nella sua lotta contro il Vietnam del Sud – la cui capitale, Saigon, era caduta il 30 aprile del 1975- cioè pochi giorni dopo Phnom Pen.
Verso la fine del dicembre 1978 il Vietnam comunque decise che la situazione era giunta al limite, sia per quanto stava accadendo dietro le frontiere di quello che era il più chiuso degli stati dell'epoca, sia per le continue provocazioni, anche militari, che la Kampuchea stava continuamente mettendo in atto, comprese assurde rivendicazioni territoriali. Un esercito vietnamita entrò in Cambogia ed in poco più di un mese ne occupò la capitale. Per ironia della sorte, se così si può dire, grazie alle truppe di un regime comunista (quello del Vietnam) i cambogiani avevano ottenuto di essere finalmente liberati da un altro regime comunista (quello che li aveva fino ad allora oppressi era decisamente folle), ma non dimentichiamo che comunque, in quegli stessi anni, centinaia di migliaia di persone cercavano di fuggire dal Vietnam... ricordate i c.d. "boat-people" ? ... Tornando alla Cambogia, il regime di Pol Pot era finito, ma la pace era ancora lontana. Pol Pot, con migliaia di fedelissimi, riuscì a rifugiarsi nella giungla da dove, per anni , guidò la resistenza contro il nuovo Governo . Morì anni dopo, in circostanze non del tutto chiare, in mezzo alla foresta e non rispose mai di fronte ad un tribunale delle atrocità di cui si era reso responsabile, ma questa non è una novità purtroppo.