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" Carta Canta " eletti i finalisti di Bologna

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CartaCantaQuindici i locali bolognesi in lizza per il concorso che premia l'Emilia Romagna nelle carte dei vini

(Bologna, 10 novembre 2016) Sono stati eletti i finalisti di Carta Canta, il marchio di qualità per le carte dei vini che premia la proposta di etichette del territorio. "L'Emilia-Romagna apre una stagione nuova per il suo vino dove ad una generale qualità delle produzioni si affianca l'orgoglio di proporle e la capacità di testimoniare il proprio territorio – afferma Giorgio Melandri, Presidente della giuria di Carta Canta – Un corso nuovo che Enoteca Regionale Emilia Romagna ed Enologica, insieme a FIPE, hanno saputo cogliere, e che ha oggi dei veri e propri ambasciatori: i finalisti del concorso Carta Canta". Nato per premiare la cultura enogastronomia e la tipicità regionale, il premio ha coinvolto 1.500 locali selezionati fra i quali la Giuria ha scelto i 47 finalisti che concorrono all'assegnazione dei premi, che avverrà il 21 novembre ad Enologica.
In provincia di Bologna i locali in finale sono ben 15: Amerigo1934 di Savigno, La Scuderia di Dozza, Antica Grotta di Bologna e Nuova Roma di Sasso Marconi per la sezione Miglior carta ristoranti; Enoteca Tumedei, Enoteca Storica Faccioli, Giro di Vite e La Cantina, tutte in città, e La Zaira di Valsamoggia per la sezione Miglior carta enoteca; la Vineria delle Erbe e il Bar Latteria 229 di Zola Predosa per la Miglior carta wine bar; il ristorante San Domenico di Imola come Premio assortimento annate storiche; Marco Nannetti – Enoteca Italiana come Miglior narratore; Trattoria Dai Mugnai di Monteveglio come Miglior focus sul territorio.
Accanto a queste sezioni, verrà assegnato il premio Miglior Ambasciatore dell'Emilia Romagna all'estero, per il quale sono in lizza locali di New York, Londra e Svizzera che propongono nella loro carta un qualificato assortimento di vini dell'Emilia Romagna. E' stata introdotta anche la sezione Miglior stabilimento balneare, a testimonianza di come anche le spiagge della Romagna si stiano muovendo nella direzione di una proposta di vini di qualità crescente.
Il Premio Carta Canta è promosso da Enoteca Regionale Emilia Romagna, da Enologica - Salone del vino e del prodotto tipico dell'Emilia Romagna e da Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi. L'obiettivo è quello di avvalorare e riconoscere l'impegno di chi crede nella tipicità del territorio e arricchisce la propria Carta dei Vini con proposte regionali.
"Siamo particolarmente colpiti dalla quantità ma soprattutto dalla qualità delle carte dei vini che abbiamo ricevuto - dichiara Pierluigi Sciolette, Presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna - Non è stato facile selezionare i finalisti, perché molte carte erano meritevoli. Con Carta Canta vogliamo creare un legame forte e duraturo tra la regione e chi la promuove, un legame che si nutre di contenuti e di riconoscenza".
"Nelle nove province della nostra regione vogliamo creare la consapevolezza che la tipicità è un valore che va testimoniato con orgoglio e senso di appartenenza" afferma Ambrogio Manzi, Direttore di Enoteca Regionale Emilia Romagna. "Carta Canta mira ad avvalorare e riconoscere l'impegno di chi quotidianamente lavora per mettere un accento sulla qualità - dice Adua Villa, sommelier e volto televisivo scelta come testimonial del premio - le iniziative per funzionare devono avere un'anima ed essere sorrette da un progetto, al fine di aiutare un territorio al fine di divulgare il proprio Valore. E Carta Canta ce l'ha".
Ora non resta che attendere di sapere quali saranno i locali vincitori: la premiazione sarà ad Enologica lunedì 21 novembre 2016 alle ore 12 a Palazzo Re Enzo, Bologna.

Redazione

Enologica 2016: a Bologna il Salone del vino e del prodotto tipico dell’E.R. dal 19 al 21 novembre

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Enologica bottiglie«Quella dell'Emilia Romagna è ancora una filiera vitivinicola e agroalimentare inedita per quanto straordinaria, rispettosa dell'ambiente e attenta alla sostenibilità delle proprie pratiche. L'occasione annuale per approfondirne la conoscenza e apprezzarne il valore è "Enologica", il Salone del vino e del prodotto tipico dell'Emilia Romagna», spiega Pierluigi Sciolette, Presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna che promuove e organizza l'evento. Appuntamento a Bologna, dal 19 al 21 novembre 2016 nel centralissimo Palazzo Re Enzo con oltre 100 tra produttori, consorzi e cantine, seminari e degustazioni tematiche, il "Teatro dei Cuochi" e la premiazione della prima edizione di "Carta Canta", il premio delle carte dei vini che propongono un assortimento qualificato di vini emiliano romagnoli. Attese anche molte presenze dall'estero fra buyer (provenienti da ben 12 nazioni: Brasile, Canada, Cina, Danimarca, Giappone, Perù, Russia, Singapore, Regno Unito, Polonia, Usa e Germania) e giornalisti di settore (una decina provenienti da Usa, Canada, Cina, Corea, Gran Bretagna, Irlanda, Danimarca e Polonia).

Quello di Enologica è oramai un format consolidato che non manca, però, di riservare ogni anno delle novità. A partire dal tema portante che quest'anno vedrà protagoniste le maschere, con un originale connubio fra vino e cibo. Infatti, come si legge nell'introduzione del catalogo, scritta dal curatore Giorgio Melandri: "[...] Con Enologica 2016 parliamo dell'identità emiliano romagnola attraverso i personaggi dei burattini, quelli inventati dai burattinai più bravi e quelli che sono eredi della grande tradizione della Commedia dell'Arte. I loro caratteri diventano quelli della gente dell'Emilia Romagna e di conseguenza quelli dei vini e dei prodotti gastronomici. L'identità è ancora una volta la chiave della narrazione del cibo e del vino, l'unico elemento che rende i prodotti riconoscibili e unici. È questa la sfida che ci attende, farci conoscere e collegare il vino e il cibo ai territori e alle comunità che li producono. Ogni personaggio avrà un abbinamento preferito. Un gioco che ci permette di sottolineare come in Emilia Romagna il cibo e il vino siano legati in modo straordinario e indissolubile". «Vini, cibi e maschere che s'incontrano percorrendo la via Emilia, asse portante che unisce praticamente tutte le province della regione e con esse le diverse tipicità culturali ed enogastronomiche, a partire ovviamente dai vini simbolo di questa regione: Albana e Sangiovese, Pignoletto, Fortana, Lambrusco, Malvasia e Gutturnio, senza dimenticare i tanti autoctoni che ci caratterizzano», sottolinea il Presidente Sciolette.

Il tutto sarà raccontato: da oltre 100 tra produttori, consorzi e cantine che saranno presenti nel Salone Nobile del Palazzo; da giornalisti esperti che terranno i 10 seminari di "Genius Loci", aperti al pubblico, per raccontare il vino dell'Emilia Romagna - dai principali vitigni ad alcuni autoctoni tutti da scoprire - in dieci monografie; da 13 cuochi (per 11 incontri, sempre aperti al pubblico) che, dope le esperienze itineranti degli anni scorsi nei vari ristoranti del centro storico della città, in questo 2016 racconteranno le proprie storie sempre all'interno di Palazzo Re Enzo, nella Sala del Quadrante, e interpreteranno gli abbinamenti legati al "gioco" dei burattini per un viaggio lungo la via Emilia. Per citarne solo alcuni: Stefano e Andrea Bartolini, abbineranno la romagnola "Saraghina" con Sangiovese e pesce alla brace, Max Poggi abbinerà il bolognese "Dottor Balanzone" con Pignoletto e Mortadella, Giovanni Cuocci abbinerà la modenese "Pulonia" con Lambrusco di Sorbara e cotechino.

Inoltre, lunedì 21, si svolgerà anche la premiazione della prima edizione di "Carta Canta". Spiega Ambrogio Manzi, Direttore di Enoteca Regionale Emilia Romagna: «L'iniziativa promossa a Enologica 2016, in collaborazione con Federazione Italiana Pubblici Esercenti Emilia-Romagna (FIPE), mira ad avvalorare e riconoscere l'impegno di chi crede nella tipicità del territorio e arricchisce la propria Carta dei Vini con specialità della nostra regione. "Carta Canta", infatti, premia le Carte dei Vini di ristoranti, enoteche, bar, agriturismi e hotel situati in regione, in Italia o all'estero che propongono un assortimento qualificato di vini dell'Emilia Romagna. Enologica sarà solo l'inizio: per consolidare la preziosa collaborazione e il rapporto con i produttori, il progetto proseguirà in modo continuativo durante l'anno anche in occasione delle principali fiere a cui Enoteca parteciperà, come ad esempio Vinitaly 2017». #premiocartacanta

Per l'Assessore all'Agricoltura della Regione Emilia-Romagna Simona Caselli: «Questa diciannovesima edizione di Enologica, la quarta bolognese dopo le quindici edizioni faentine, afferma ancor di più l'importanza di promuovere i vini di qualità regionali in abbinamento con le ricette preparate con i nostri prodotti a qualità regolamentata dai nostri migliori chef. Il nostro Assessorato ha fin dalla prima edizione espresso apprezzamento e sostenuto questa manifestazione poliedrica unica nel suo genere, anche perché si apre alla città e, al contempo, è una vera borsa del vino per gli operatori italiani e stranieri. Anche in questo contesto verrà promossa la APP "Via Emilia Wine and Food" realizzata in sinergia con APT Servizi e in stretta collaborazione con Enoteca Regionale».

Redazione

A Vinitaly lambruschi a confronto

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CDCS VinitalyIl Sorbara in purezza Omaggio a Gino Friedmann, elegante e austero, in degustazione accanto al Salamino Santa Croce Novecento03, morbido e fruttato.  Ospite dello stand Daniele Reponi, che realizza espresso i suo celebri panini gourmet

Un vino secco, tagliente, pieno di sfumature e carattere, profondamente rispettoso dell'identità territoriale del Sorbara. Omaggio a Gino Friedmann è l'ambizioso progetto della Cantina di Carpi e Sorbara nato con l'obiettivo di recuperare l'essenza più autentica del Sorbara, della sua storia e del suo territorio, reinterpretandola in chiave evoluta. L'etichetta, che ha conquistato anche nell'edizione 2016 i 3 bicchieri assegnati dalla guida del Gambero Rosso, questa volta nella versione rifermentata in bottiglia, è uno dei protagonisti indiscussi dello stand Vinitaly della Cantina.
Con la sua eleganza e austerità, Omaggio a Gino Friedmann è proposto in degustazione accanto ad un altro Lambrusco premiato, il Salamino di Santa Croce Novecento03, 2 bicchieri Gambero nell'edizione 2015. Morbido e fruttato, questo Salamino pensato specificatamente per il mondo della ristorazione è la naturale contrapposizione al Sorbara.
Sullo stand non mancano poi i Lambruschi amabili - destinati soprattutto all'estero, dove sono in assoluto i più venduti e apprezzati – e i Pignoletti DOC e DOGC prodotti dalla Cantina di Carpi e Sorbara, una delle più antiche cantine cooperative italiane, con 1.100 soci produttori ed una capacità produttiva di circa 450.000 ettolitri di vino all'anno.
"Passione, tradizione e autenticità, ma anche lungimiranza e innovazione sono i valori sui quali vogliamo lavorare - spiega Carlo Piccinini, vicepresidente della Cantina di Carpi e Sorbara - i prodotti in degustazione a Vinitaly sono espressione del nostro profondo impegno nel fare vino di qualità"
A Vinitaly le etichette di punta sono proposte in un inedito abbinamento food che ne esalta le caratteristiche: i panini gourmet cucinati espresso da Daniele Reponi, giovane chef modenese famoso anche per la sua partecipazione alla trasmissione di Rai1 La Prova del cuoco. Ogni giorno dalle 11 alle 16 Daniele propone ai visitatori dello stand le sue specialità con ingredienti tipici di qualità. Eccone alcuni esempi:

Sorbara in purezza Omaggio a Gino Friedmann: Panino cotechino, scarola, marmellata di arance e peperoncino, nocciole tritate
Salamino di Santa Croce Novecento03: Panino crudo di parma, mostarda di ciliegie e zenzero
Lambrusco amabile il Duomo: Panino coppa piacentina, quartirolo e mostarda di fichi e senape
Pignoletto Colli Bolognesi Docg: Panino mortadella, caciocavallo podolico e mostarda di pere

"Abbiamo fortemente voluto la presenza di Daniele, volto giovane e autentico, perché sa esprimere al meglio i valori edonistici legati al vino al cibo di qualità – conclude Piccinini - Colgo l'occasione per ringraziare i partner che hanno permesso il successo di queste giornate: il Salumificio Pedrazzoli, leader nella produzione di salumi, il 4 Madonne Caseificio dell'Emilia, specializzato nella produzione di Parmigiano Reggiano, e Lazzaris, produttore di eccellenti mostarde dal 1901. Ringraziamo anche Toma &Tomi di Carpi e il forno Mario di Correggio".

CANTINA DI CARPI E SORBARA
Le cantine cooperative della provincia di Modena sono le più antiche d'Italia (escludendo l'Alto Adige che all'inizio del novecento era però ancora austriaco) e la loro fondazione avvenne a partire dai primi anni del '900. La cantina di Carpi, che è la più antica del territorio, fu fondata infatti nel 1903 e la cantina di Sorbara nel 1923.
La storia delle due cantine ha viaggiato in parallelo per tutto il novecento fino a quando, nel 2012, si è realizzata una fusione che ha regalato al territorio una delle realtà più importanti e radicate del mondo cooperativo: 1.100 soci conferitori, 7 stabilimenti di produzione (tra i quali 5 di pigiatura) e una capacità di lettura territoriale che spazia su ben 2.300 ettari di vigneti.

Pignoletto, un vino sempre più apprezzato sia in Italia che all'estero

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PIGNOLETTOQuasi raddoppiate le vendite negli ultimi dieci anni. A poco più di un anno dalla nascita della nuova denominazione, il Consorzio Pignoletto Emilia-Romagna si presenta alla 50esima edizione del Vinitaly forte di un'immagine rinnovata e di una qualità sempre più riconosciuta da appassionati e operatori del settore

Un vino in salute, sempre più apprezzato in Italia ma anche sui mercati internazionali. È quanto emerge dai dati relativi alle vendite del Pignoletto dell'Emilia-Romagna, che sarà presente quest'anno alla 50esima edizione del Vinitaly (10-13 aprile) presso il Padiglione 1, Stand B10-C10.

Già negli ultimi anni la crescita era stata esplosiva, con un aumento delle vendite nel canale della distribuzione moderna – secondo i dati IRI InfoScan – del 19% nel 2013, dell'8% nel 2014 e del 9% nel 2015. E anche quest'anno l'incremento non sembra arrestarsi, anzi: si stima che il Pignoletto dell'Emilia-Romagna DOC nel 2016 crescerà globalmente del 14% in vendite, così come la DOCG Colli Bolognesi Pignoletto, con un aumento dell'8%, portando così a 12 milioni il numero complessivo di bottiglie.

Un trend in crescita del mercato interno che viene riconfermato dai dati di quest'anno, quindi, ai quali si affiancano risultati positivi in Stati Uniti, Canada, Sud Est Asiatico e nel resto d'Europa: le esportazioni, infatti, sono cresciute del 15% per il Pignoletto dell'Emilia-Romagna DOC e del 4% per la DOCG Colli Bolognesi Pignoletto.

Due anni fa è stata presa la decisione di razionalizzare l'area di produzione unendo quella dell'Emilia a quella della Romagna, creando un'unica zona che ora tocca le province di Bologna, Modena e Ravenna. Una scelta che si è rivelata vincente, che ha giovato all'immagine di un vino tipico e dalla grande storia alle spalle, rendendolo più identificabile da parte dei consumatori.
Oggi, Il giovane Consorzio Pignoletto Emilia-Romagna è fra i più grandi d'Italia, attraverso l'impegno di 8000 viticoltori. L'ente lavora al fianco della DOCG Colli Bolognesi Pignoletto, che si posiziona all'apice della piramide produttiva. Nell'ultima annata 2015 sono stati vendemmiati più di mille ettari di vigneto, di cui quasi un terzo nell'area tutelata dalla DOCG.

" Il Pignoletto -  conclude Francesco Cavazza Isolani, presidente del Consorzio Pignoletto Emilia Romagna - non solo è un vino di compagnia per aperitivi e pietanze tipiche della tradizione locale, ma si è affermato ormai tra i vini bianchi più apprezzati a livello nazionale ed internazionale ". 

( Foto di  Francesco Mattucci )

Redazione

“Borghi di… Vini” 2015 primo appuntamento 6 giugno

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locandina borghi dei viniQuindici appuntamenti da giugno ad agosto Nell'atmosfera magica degli antichi borghi dell'Appennino serate di degustazione vini buona musica e libri da sfogliare
Bologna. Sulla scia del successo ottenuto dalla prima edizione dello scorso anno, ritorna, a partire dal 6 giugno e sino alla fine di agosto, "Borghi di...Vini", la manifestazione di valorizzazione turistica, economica e culturale che, dalle vallate e dolci colline di Marzabotto, sale a Vergato, Castel di Casio, San Benedetto Val di Sambro, Castiglion dei Pepoli per raggiungere le pendici del Corno alle Scale nei borghi di Gaggio Montano, Vidiciatico, Rocca Corneta e Monteacuto delle Alpi.
La manifestazione, realizzata in collaborazione con prestigiose case vinicole dell'Emilia-Romagna ed italiane, vede coinvolte Amministrazioni locali (Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese; Unione Alto Reno e i Comuni interessati) le associazioni culturali e di volontariato presenti sul territorio e sponsor privati che sostengono l'iniziativa.
Nei borghi dove si svolgeranno i percorsi di degustazione (dalle ore 18 alle ore 24), oltre a buon vino ed assaggi di affettati e formaggi da accompagnamento, saranno preparati piatti tipici dell'Appennino. Libri e conversazioni sulla cultura del vino e band musicali giovanili intratterranno il pubblico sino a notte.
Le date e i luoghi della rassegna: sabato 6 giugno: Sperticano (Marzabotto); sabato 13 giugno: Panico (Marzabotto); sabato 20 giugno: Zaccanesca (San Benedetto Val di Sambro), sabato 27 giugno: Borgo Albergati (Gaggio Montano); venerdì 3 luglio e sabato 4 luglio: Borgo Antico (Vidiciatico – Lizzano in Belvedere); sabato 4 luglio: Luminasio (Marzabotto); venerdì 17 luglio: Le serrucce di Ripoli (San Benedetto Val di Sambro; domenica 19 luglio: Baragazza (Castiglione dei Pepoli), domenica 19 luglio: Cereglio Belvedere (Vergato); venerdì 31 luglio: Qualto (San Benedetto Val di Sambro); sabato 1 agosto: Massa Sovrana (Castel di Casio); sabato 22 agosto: Borgo Musolesi (San Benedetto Val di Sambro); sabato 22 agosto: Borgo Pianello (Rocca Corneta); sabato 29 agosto: Monteacuto delle Alpi (Lizzano in Belvedere).
Ideazione: Gian Carlo Omoboni; Coordinamento: Marco Tamarri (Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese; Direzione case vinicole: Marco Ventura (Borgo Pianello).
In collaborazione con i Comuni di: Castel di Casio, Castiglione dei Pepoli, Gaggio Montano, Lizzano in Belvedere, Marzabotto, San Benedetto Val di Sambro, Vergato.

Redazione

TerraQuilia lancia la nuova etichetta “Sanrosè L•J VOLLEY”

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Presentazione VinoL'azienda vitivinicola della provincia di Modena ha presentato insieme alle atlete il nuovo rosato dedicato alla società di pallavolo femminile L•J VOLLEY
Modena– Si chiama "Sanrosè L•J VOLLEY" ed è la nuova etichetta dell'azienda vitivinicola TerraQuilia di Guiglia (MO), una edizione limitata pensata in collaborazione con L•J VOLLEY. La novità è stata presentata la scorsa settimana in Cantina insieme alle atlete della squadra di pallavolo femminile di serie A1 della LIU•JO MODENA.
Un vino autentico e naturale, in linea con la filosofia produttiva dell'azienda, ma soprattutto rosato. Un colore che omaggia la squadra femminile della LIU•JO MODENA di cui TerraQuilia è sponsor di maglia da oltre un anno. Il "Sanrosè L•J VOLLEY" andrà dunque ad arricchire il catalogo di etichette di questa giovane ma importante realtà enologica dell'Appennino modenese, che comprende attualmente tre tipologie di prodotti: vini fermi da meditazione e barricati; vini a rifermentazione naturale in bottiglia con sedimento; frizzanti e spumanti a Metodo Ancestrale.
"Il nostro vino naturale e lo sport sono sinonimo di salute – ha spiegato Romano Mattioli, titolare di TerraQuilia, nel corso della conferenza stampa – ecco perché abbiamo pensato di esaltare questo binomio con una nuova etichetta di rosè in omaggio alla LIU•JO MODENA, una squadra femminile e di successo".
Carmelo Borruto, General Manager della L•J VOLLEY, ha espresso la propria soddisfazione per la partnership con TerraQuilia: "Siamo contenti di poter essere qui a Guiglia ospiti presso la cantina TerraQuilia, una azienda che all'inizio di quest'anno ha deciso di investire nel nostro club come sponsor di maglia e ci accompagnerà anche per la prossima stagione. Con Club non intendo le sole attività prettamente legate alle attività sportive: Romano Mattioli, infatti, è riuscito a cogliere e sfruttare appieno le opportunità di business che una realtà sportiva di eccellenza come la nostra può offrire, supportata da una struttura marketing orientata alla creazione di sinergie con le aziende che investono nel nostro progetto. I nostri rapporti con gli sponsor – ha proseguito Borruto – vanno oltre la classica visibilità sportiva, sono rapporti di partnership che comprendono attività non convenzionali come, in questo caso, la realizzazione di un prodotto in co-branding e TerraQuilia non è stato l'unico fra i nostri partner a sposare questa nostra filosofia. Vogliamo che le aziende ci vedano come strumento di business e comunicazione efficace".
Il "Sanrosè L•J VOLLEY" è un vino esclusivo, ottenuto selezionando le uve da un vigneto posto a 450 metri sul livello del mare, su un terreno misto di argilla e sasso arenario nelle vicinanze del Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina. Espressione di una filosofia produttiva che ha radici antiche, il "Sanrosè L•J VOLLEY" – così come tutte le proposte dell'azienda – interpreta la tradizione tramandata dai contadini del secolo scorso: ecco perché la sua vinificazione avviene con il Metodo Ancestrale, un sistema di origini antiche che grazie all'utilizzo di tini a temperatura controllata permette di rallentare e infine bloccare la fermentazione, conservando un contenuto di zuccheri sufficiente a garantire la ripresa della stessa dopo l'imbottigliamento, senza ulteriori aggiunte di zuccheri e lieviti.
Alla conferenza stampa sono intervenuti anche Monica Amici, sindaco di Guiglia, Enzo Garagnani, sommelier esperto di vini del territorio modenese che ha ripercorso la storia della Cantina e illustrato le caratteristiche del Metodo Ancestrale ed il sommelier AIS Mirco Bellucci, che per l'occasione ha aperto la nuova etichetta con una spettacolare sciabolata.

Redazione

Grande successo al Vinitaly per il viaggio nel buongusto lungo la Via Emilia

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VinitalyUn bilancio decisamente positivo per il comparto vitivinicolo dell'Emilia Romagna alla quarantanovesima edizione dell'evento veronese
«Un Vinitaly davvero straordinario, che raccoglie la soddisfazione degli operatori e dei visitatori» dichiara Pierluigi Sciolette, presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna, l'istituzione che da oltre vent'anni cura il Padiglione 1 dedicato ai vini della Regione. «L' Emilia Romagna si è presentata in modo eccellente, dando l'immagine di una Regione unita, in grado di mostrare il suo potenziale vitivinicolo, molto attrattivo sia per il mercato nazionale sia per quello internazionale. La Via Emilia è il trait-d'union che lega questa terra di eccellenze e che Enoteca Regionale quest'anno ha deciso di mettere al centro della nuova campagna di comunicazione e della grafica del Padiglione». Per il comparto vitivinicolo regionale, insomma, il bilancio di questa quarantanovesima edizione è decisamente positivo.
Durante i quattro giorni di fiera, i numeri del Padiglione dedicato all'Emilia Romagna sono stati veramente da record: sono state decine di migliaia i visitatori, rappresentati da winelovers, ma anche da tanti operatori del settore, che non hanno mancato di verificare l'elevato livello qualitativo raggiunto dai vini emiliano romagnoli. Oltre un centinaio i giornalisti tra stampa, web e televisioni accreditati al desk dell'Ufficio Stampa, tra cui diversi esponenti della stampa estera. I 7 banchi d'assaggio dedicati ai vini simbolo di ogni provincia della regione (Sangiovese e Albana, Pignoletto, Fortana, Lambrusco, Malvasia, Gutturnio e altre eccellenze) hanno somministrato migliaia di degustazioni e "storie" legate ai territori e alla loro eccellenze enologiche, e non solo. E ancora, 400 vini in degustazione, 200 aziende e consorzi del territorio presenti, 15 sommelier e 15.000 calici a disposizione del folto pubblico che ogni giorno ha frequentato il Padiglione; quasi 500 coperti ogni giorno al ristorante interno, dove si potevano assaggiare le specialità dei territori regionali, ma anche specialità greche e bulgare legate al progetto "Mediterranean Wines". Nella cucina del ristorante, curato dai professori e dagli allievi dell'Istituto professionale alberghiero "Pellegrino Artusi" di Riolo Terme, operava una brigata di 30 persone e 20 addetti dedicati al lavaggio dei bicchieri.
Tantissimi gli ospiti, tra i quali il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che si è intrattenuto a lungo con i nostri espositori, sottolineando "la grande crescita del comparto vitivinicolo regionale", il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, l'assessore regionale all'Agricoltura Simona Caselli, che in apertura della fiera ha espresso tutta la sua soddisfazione per la performance emiliano romagnola. Presenti inoltre la nipote di Federico Fellini, Francesca Fabbri Fellini, che ha accompagnato i partecipanti alla conferenza stampa d'apertura in un viaggio attraverso le straordinarie suggestioni storiche e artistiche della nostra Regione, il sommelier Luca Gardini (campione del mondo nel 2010) e lo chef stellato Massimo Spigaroli.

Pignoletto, battesimo a Vinitaly per le nuove denominazioni

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campagna e collinaLa nuova Doc Pignoletto e la prima annata della Docg Colli Bolognesi Pignoletto debuttano a Verona. Vino in grande crescita, il Pignoletto unisce in un brindisi di piacevolezza le terre della buona tavola lungo la Via Emilia, da Modena a Faenza passando per Bologna
Circa nove milioni di bottiglie, tassi di crescita a due cifre che si confermano di anno in anno, successi crescenti di mercato e riconoscimenti di qualità. Il Pignoletto, autoctono dei colli bolognesi, continua il suo exploit ed estende la zona di produzione dall'Emilia alla Romagna, fino a toccare i territori di quattro province: Bologna, Modena, Forlì e Cesena. Il Consorzio Pignoletto Emilia-Romagna, recentemente nato per tutelare e valorizzare questo vino, è fra i più grandi d'Italia, con i suoi tremila ettari di vigna affidati alle cure di 8mila viticoltori. L'ente riunisce al suo interno anche i produttori di Pignoletto della Docg Colli Bolognesi, all'apice di una piramide di viticultori che interpretano la qualità come un obiettivo primario.
"Il Pignoletto è il vino-simbolo di un territorio che ha fatto dell'enogastronomia e della buona tavola un inno all'eccellenza - afferma Francesco Cavazza Isolani, Presidente del Consorzio Vini Colli Bolognesi e del Consorzio Pignoletto Emilia Romagna - Dalla mortadella al Parmigiano Reggiano, il Pignoletto con la sua fresca esuberanza è l'ideale per gli aperitivi accompagnato ai prodotti tipici della zona. E' anche il vino principe per i piatti più amati della cucina emiliano-romagnola, come tortellini, lasagne e tagliatelle. Per la tavola di ogni giorno come per le occasioni speciali, grazie ad un'ampia gamma di prodotti in grado di rispondere alle diverse esigenze, sempre rispettando standard elevati".
E' l'uva a bacca bianca più diffusa in una regione che ha riscoperto e valorizzato in tempi relativamente recenti questo vino sincero, fresco, piacevole, ma anche complesso e sorprendente per le sfumature infinite che assume a seconda dei terreni, degli ambienti, degli interpreti e delle altitudini dalle quali proviene.
Sui colli bolognesi il Pignoletto è coltivato da sempre. Forse fin dagli etruschi che introdussero il sostegno vivo tipico della 'piantata', e poi dai Romani che secondo Plinio il Vecchio ne ricavavano un vino chiamato 'Pinum Laetum'. Difficile stabilire una discendenza diretta anche dalle 'Uve Pignole' di cui scrisse, dal vicino Castellazzo di Calcara, il più grande agronomo del Seicento europeo, Vincenzo Tanara, nel suo trattato sulla Economia del cittadino in villa (1654).
Dalla località Pignoletto nel Comune di Valsamoggia, territorio di confine fra Bologna e Modena punteggiato da castelli e campanili, questo vino arriva oggi fino alla Romagna. Dai colli bolognesi si è esteso ai colli di Imola, alle colline modenesi e poi alla pianura fra Panaro e Reno, fino all'attuale areale definito dalla nuova Doc Pignoletto (2014).
"Negli ultimi dieci anni la sua produzione è quintuplicata, toccando nel 2013 i nove milioni di bottiglie ed una crescita su base annua del 19 per cento di vendite sull'anno precedente – conclude Cavazza Isolani - E le prospettive sono di ulteriore crescita".

Redazione

A Russi la seconda edizione della Festamercato dei Salumicotti

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CHEF TO CHEFAppuntamento il 14 e 15 marzo con grandi chef e produttori, show cooking e mercato, laboratori per grandi e bambini, il convegno "Russi Città della Gastronomia"

A Russi 'CheftoChef emiliaromagnacuochi' organizza sabato 14 (dalle 15 alle 19) e domenica 15 marzo (dalle 10 alle 19) la seconda edizione della Festamercato dei Salumicotti. Una festa per tutti in una realtà, Russi, prima "Città della Gastronomia" dell'Emilia Romagna, da dove è partito un percorso di crescita del territorio e di narrazione della sua qualità gastronomica. Umili, solo apparentemente, i salumi cotti sono prodotti ricchi di tradizione, storia e cultura popolare, adatti sia alla creatività della cucina d'autore sia al consumo informale, come lo street food. A Russi c'è il celebre "bel e cot" e da questo si è partiti per attirare l'attenzione dei tanti "cugini" dell'Emilia Romagna in una festa comune.
Si potranno assaggiare salumi cotti come mortadelle, prosciutti, coppe di testa, spalla cotta di San Secondo e salumi "cotti al momento" in fumanti pentoloni come i cotechini, gli zamponi, la mariola, la salama da sugo e ovviamente l'autoctono "bel e cot" di Russi. Diversi di questi prodotti saranno anche presentati da alcuni dei più giovani e importanti cuochi della regione, membri dell'associazione CheftoChef: Gianluca Gorini de "'Le Giare" di Montiano e Mattia Borroni dell'"Alexander" di Ravenna, oltre a Fabio Rossi di "Vite" di San Patrignano. Non poteva ovviamente mancare il russiano Daniele Baruzzi dell'"Insolito Ristorante".
Il programma della due giorni prevede: il mercato con la presenza di una quindicina di produttori di salumi cotti, o da cuocere, provenienti da tutta l'Emilia Romagna per scoprire, assaggiare, degustare e acquistare i migliori prodotti a prezzi "aziendali"; ben 8 show cooking con alcuni dei più quotati chef della regione che valorizzeranno questi prodotti riproponendoli con abbinamenti e preparazioni d'autore. Sabato 14 ci saranno, inoltre, un laboratorio dedicato ai bambini sulla lavorazione della carne di maiale (a cura di Slow Food Ravenna) e uno di analisi sensoriale dell'Aceto Balsamico. Domenica 15 dalle 10 alle 12 si svolgerà il convegno "Russi Città della Gastronomia", al quale parteciperanno produttori, chef, gourmet, Amministratori locali e regionali, coordinati dal Sindaco di Russi Sergio Retini, per parlare della nostra tradizione centenaria nella produzione dei salumi e delle necessità alimentari e gastronomiche per il futuro, tematiche strettamente collegato anche con la filosofia di EXPO Milano a un mese e mezzo dall'inaugurazione. Sempre in mattinata andrà in scena anche uno spettacolo di Sergio Diotti che avrà come protagonista il maiale. Nel pomeriggio ci sarà un altro laboratorio di analisi sensoriale, questa volta dedicato ad alcuni salumi, con la partecipazione diretta dei produttori.
Inoltre, in questo periodo nei ristoranti di Russi si potranno assaggiare straordinari menù pensati appositamente per l'evento.
CheftoChef emiliaromagnacuochi  non è una delle tante associazioni 'di categoria', ma è un'operazione culturale per far conoscere al mondo le qualità gastronomiche dell'Emilia Romagna, imperniata sul rapporto fra chef che fanno cucina d'autore e i grandi prodotti della Regione. CheftoChef è costituita dai 50 chef top della Regione, da oltre trenta aziende top della regione compresi i più importanti Consorzi dei prodotti tipici (come il Parmigiano-Reggiano, il Culatello, l'Aceto Balsamico, la Mortadella, ecc.) e i gourmet di riferimento. Presidente dell'Associazione è Massimo Spigaroli, vice Presidente Massimo Bottura e Paolo Teverini.

 

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