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“Borghi di… Vini” 2015 primo appuntamento 6 giugno

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locandina borghi dei viniQuindici appuntamenti da giugno ad agosto Nell'atmosfera magica degli antichi borghi dell'Appennino serate di degustazione vini buona musica e libri da sfogliare
Bologna. Sulla scia del successo ottenuto dalla prima edizione dello scorso anno, ritorna, a partire dal 6 giugno e sino alla fine di agosto, "Borghi di...Vini", la manifestazione di valorizzazione turistica, economica e culturale che, dalle vallate e dolci colline di Marzabotto, sale a Vergato, Castel di Casio, San Benedetto Val di Sambro, Castiglion dei Pepoli per raggiungere le pendici del Corno alle Scale nei borghi di Gaggio Montano, Vidiciatico, Rocca Corneta e Monteacuto delle Alpi.
La manifestazione, realizzata in collaborazione con prestigiose case vinicole dell'Emilia-Romagna ed italiane, vede coinvolte Amministrazioni locali (Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese; Unione Alto Reno e i Comuni interessati) le associazioni culturali e di volontariato presenti sul territorio e sponsor privati che sostengono l'iniziativa.
Nei borghi dove si svolgeranno i percorsi di degustazione (dalle ore 18 alle ore 24), oltre a buon vino ed assaggi di affettati e formaggi da accompagnamento, saranno preparati piatti tipici dell'Appennino. Libri e conversazioni sulla cultura del vino e band musicali giovanili intratterranno il pubblico sino a notte.
Le date e i luoghi della rassegna: sabato 6 giugno: Sperticano (Marzabotto); sabato 13 giugno: Panico (Marzabotto); sabato 20 giugno: Zaccanesca (San Benedetto Val di Sambro), sabato 27 giugno: Borgo Albergati (Gaggio Montano); venerdì 3 luglio e sabato 4 luglio: Borgo Antico (Vidiciatico – Lizzano in Belvedere); sabato 4 luglio: Luminasio (Marzabotto); venerdì 17 luglio: Le serrucce di Ripoli (San Benedetto Val di Sambro; domenica 19 luglio: Baragazza (Castiglione dei Pepoli), domenica 19 luglio: Cereglio Belvedere (Vergato); venerdì 31 luglio: Qualto (San Benedetto Val di Sambro); sabato 1 agosto: Massa Sovrana (Castel di Casio); sabato 22 agosto: Borgo Musolesi (San Benedetto Val di Sambro); sabato 22 agosto: Borgo Pianello (Rocca Corneta); sabato 29 agosto: Monteacuto delle Alpi (Lizzano in Belvedere).
Ideazione: Gian Carlo Omoboni; Coordinamento: Marco Tamarri (Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese; Direzione case vinicole: Marco Ventura (Borgo Pianello).
In collaborazione con i Comuni di: Castel di Casio, Castiglione dei Pepoli, Gaggio Montano, Lizzano in Belvedere, Marzabotto, San Benedetto Val di Sambro, Vergato.

Redazione

TerraQuilia lancia la nuova etichetta “Sanrosè L•J VOLLEY”

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Presentazione VinoL'azienda vitivinicola della provincia di Modena ha presentato insieme alle atlete il nuovo rosato dedicato alla società di pallavolo femminile L•J VOLLEY
Modena– Si chiama "Sanrosè L•J VOLLEY" ed è la nuova etichetta dell'azienda vitivinicola TerraQuilia di Guiglia (MO), una edizione limitata pensata in collaborazione con L•J VOLLEY. La novità è stata presentata la scorsa settimana in Cantina insieme alle atlete della squadra di pallavolo femminile di serie A1 della LIU•JO MODENA.
Un vino autentico e naturale, in linea con la filosofia produttiva dell'azienda, ma soprattutto rosato. Un colore che omaggia la squadra femminile della LIU•JO MODENA di cui TerraQuilia è sponsor di maglia da oltre un anno. Il "Sanrosè L•J VOLLEY" andrà dunque ad arricchire il catalogo di etichette di questa giovane ma importante realtà enologica dell'Appennino modenese, che comprende attualmente tre tipologie di prodotti: vini fermi da meditazione e barricati; vini a rifermentazione naturale in bottiglia con sedimento; frizzanti e spumanti a Metodo Ancestrale.
"Il nostro vino naturale e lo sport sono sinonimo di salute – ha spiegato Romano Mattioli, titolare di TerraQuilia, nel corso della conferenza stampa – ecco perché abbiamo pensato di esaltare questo binomio con una nuova etichetta di rosè in omaggio alla LIU•JO MODENA, una squadra femminile e di successo".
Carmelo Borruto, General Manager della L•J VOLLEY, ha espresso la propria soddisfazione per la partnership con TerraQuilia: "Siamo contenti di poter essere qui a Guiglia ospiti presso la cantina TerraQuilia, una azienda che all'inizio di quest'anno ha deciso di investire nel nostro club come sponsor di maglia e ci accompagnerà anche per la prossima stagione. Con Club non intendo le sole attività prettamente legate alle attività sportive: Romano Mattioli, infatti, è riuscito a cogliere e sfruttare appieno le opportunità di business che una realtà sportiva di eccellenza come la nostra può offrire, supportata da una struttura marketing orientata alla creazione di sinergie con le aziende che investono nel nostro progetto. I nostri rapporti con gli sponsor – ha proseguito Borruto – vanno oltre la classica visibilità sportiva, sono rapporti di partnership che comprendono attività non convenzionali come, in questo caso, la realizzazione di un prodotto in co-branding e TerraQuilia non è stato l'unico fra i nostri partner a sposare questa nostra filosofia. Vogliamo che le aziende ci vedano come strumento di business e comunicazione efficace".
Il "Sanrosè L•J VOLLEY" è un vino esclusivo, ottenuto selezionando le uve da un vigneto posto a 450 metri sul livello del mare, su un terreno misto di argilla e sasso arenario nelle vicinanze del Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina. Espressione di una filosofia produttiva che ha radici antiche, il "Sanrosè L•J VOLLEY" – così come tutte le proposte dell'azienda – interpreta la tradizione tramandata dai contadini del secolo scorso: ecco perché la sua vinificazione avviene con il Metodo Ancestrale, un sistema di origini antiche che grazie all'utilizzo di tini a temperatura controllata permette di rallentare e infine bloccare la fermentazione, conservando un contenuto di zuccheri sufficiente a garantire la ripresa della stessa dopo l'imbottigliamento, senza ulteriori aggiunte di zuccheri e lieviti.
Alla conferenza stampa sono intervenuti anche Monica Amici, sindaco di Guiglia, Enzo Garagnani, sommelier esperto di vini del territorio modenese che ha ripercorso la storia della Cantina e illustrato le caratteristiche del Metodo Ancestrale ed il sommelier AIS Mirco Bellucci, che per l'occasione ha aperto la nuova etichetta con una spettacolare sciabolata.

Redazione

Grande successo al Vinitaly per il viaggio nel buongusto lungo la Via Emilia

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VinitalyUn bilancio decisamente positivo per il comparto vitivinicolo dell'Emilia Romagna alla quarantanovesima edizione dell'evento veronese
«Un Vinitaly davvero straordinario, che raccoglie la soddisfazione degli operatori e dei visitatori» dichiara Pierluigi Sciolette, presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna, l'istituzione che da oltre vent'anni cura il Padiglione 1 dedicato ai vini della Regione. «L' Emilia Romagna si è presentata in modo eccellente, dando l'immagine di una Regione unita, in grado di mostrare il suo potenziale vitivinicolo, molto attrattivo sia per il mercato nazionale sia per quello internazionale. La Via Emilia è il trait-d'union che lega questa terra di eccellenze e che Enoteca Regionale quest'anno ha deciso di mettere al centro della nuova campagna di comunicazione e della grafica del Padiglione». Per il comparto vitivinicolo regionale, insomma, il bilancio di questa quarantanovesima edizione è decisamente positivo.
Durante i quattro giorni di fiera, i numeri del Padiglione dedicato all'Emilia Romagna sono stati veramente da record: sono state decine di migliaia i visitatori, rappresentati da winelovers, ma anche da tanti operatori del settore, che non hanno mancato di verificare l'elevato livello qualitativo raggiunto dai vini emiliano romagnoli. Oltre un centinaio i giornalisti tra stampa, web e televisioni accreditati al desk dell'Ufficio Stampa, tra cui diversi esponenti della stampa estera. I 7 banchi d'assaggio dedicati ai vini simbolo di ogni provincia della regione (Sangiovese e Albana, Pignoletto, Fortana, Lambrusco, Malvasia, Gutturnio e altre eccellenze) hanno somministrato migliaia di degustazioni e "storie" legate ai territori e alla loro eccellenze enologiche, e non solo. E ancora, 400 vini in degustazione, 200 aziende e consorzi del territorio presenti, 15 sommelier e 15.000 calici a disposizione del folto pubblico che ogni giorno ha frequentato il Padiglione; quasi 500 coperti ogni giorno al ristorante interno, dove si potevano assaggiare le specialità dei territori regionali, ma anche specialità greche e bulgare legate al progetto "Mediterranean Wines". Nella cucina del ristorante, curato dai professori e dagli allievi dell'Istituto professionale alberghiero "Pellegrino Artusi" di Riolo Terme, operava una brigata di 30 persone e 20 addetti dedicati al lavaggio dei bicchieri.
Tantissimi gli ospiti, tra i quali il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che si è intrattenuto a lungo con i nostri espositori, sottolineando "la grande crescita del comparto vitivinicolo regionale", il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, l'assessore regionale all'Agricoltura Simona Caselli, che in apertura della fiera ha espresso tutta la sua soddisfazione per la performance emiliano romagnola. Presenti inoltre la nipote di Federico Fellini, Francesca Fabbri Fellini, che ha accompagnato i partecipanti alla conferenza stampa d'apertura in un viaggio attraverso le straordinarie suggestioni storiche e artistiche della nostra Regione, il sommelier Luca Gardini (campione del mondo nel 2010) e lo chef stellato Massimo Spigaroli.

Pignoletto, battesimo a Vinitaly per le nuove denominazioni

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campagna e collinaLa nuova Doc Pignoletto e la prima annata della Docg Colli Bolognesi Pignoletto debuttano a Verona. Vino in grande crescita, il Pignoletto unisce in un brindisi di piacevolezza le terre della buona tavola lungo la Via Emilia, da Modena a Faenza passando per Bologna
Circa nove milioni di bottiglie, tassi di crescita a due cifre che si confermano di anno in anno, successi crescenti di mercato e riconoscimenti di qualità. Il Pignoletto, autoctono dei colli bolognesi, continua il suo exploit ed estende la zona di produzione dall'Emilia alla Romagna, fino a toccare i territori di quattro province: Bologna, Modena, Forlì e Cesena. Il Consorzio Pignoletto Emilia-Romagna, recentemente nato per tutelare e valorizzare questo vino, è fra i più grandi d'Italia, con i suoi tremila ettari di vigna affidati alle cure di 8mila viticoltori. L'ente riunisce al suo interno anche i produttori di Pignoletto della Docg Colli Bolognesi, all'apice di una piramide di viticultori che interpretano la qualità come un obiettivo primario.
"Il Pignoletto è il vino-simbolo di un territorio che ha fatto dell'enogastronomia e della buona tavola un inno all'eccellenza - afferma Francesco Cavazza Isolani, Presidente del Consorzio Vini Colli Bolognesi e del Consorzio Pignoletto Emilia Romagna - Dalla mortadella al Parmigiano Reggiano, il Pignoletto con la sua fresca esuberanza è l'ideale per gli aperitivi accompagnato ai prodotti tipici della zona. E' anche il vino principe per i piatti più amati della cucina emiliano-romagnola, come tortellini, lasagne e tagliatelle. Per la tavola di ogni giorno come per le occasioni speciali, grazie ad un'ampia gamma di prodotti in grado di rispondere alle diverse esigenze, sempre rispettando standard elevati".
E' l'uva a bacca bianca più diffusa in una regione che ha riscoperto e valorizzato in tempi relativamente recenti questo vino sincero, fresco, piacevole, ma anche complesso e sorprendente per le sfumature infinite che assume a seconda dei terreni, degli ambienti, degli interpreti e delle altitudini dalle quali proviene.
Sui colli bolognesi il Pignoletto è coltivato da sempre. Forse fin dagli etruschi che introdussero il sostegno vivo tipico della 'piantata', e poi dai Romani che secondo Plinio il Vecchio ne ricavavano un vino chiamato 'Pinum Laetum'. Difficile stabilire una discendenza diretta anche dalle 'Uve Pignole' di cui scrisse, dal vicino Castellazzo di Calcara, il più grande agronomo del Seicento europeo, Vincenzo Tanara, nel suo trattato sulla Economia del cittadino in villa (1654).
Dalla località Pignoletto nel Comune di Valsamoggia, territorio di confine fra Bologna e Modena punteggiato da castelli e campanili, questo vino arriva oggi fino alla Romagna. Dai colli bolognesi si è esteso ai colli di Imola, alle colline modenesi e poi alla pianura fra Panaro e Reno, fino all'attuale areale definito dalla nuova Doc Pignoletto (2014).
"Negli ultimi dieci anni la sua produzione è quintuplicata, toccando nel 2013 i nove milioni di bottiglie ed una crescita su base annua del 19 per cento di vendite sull'anno precedente – conclude Cavazza Isolani - E le prospettive sono di ulteriore crescita".

Redazione

A Russi la seconda edizione della Festamercato dei Salumicotti

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CHEF TO CHEFAppuntamento il 14 e 15 marzo con grandi chef e produttori, show cooking e mercato, laboratori per grandi e bambini, il convegno "Russi Città della Gastronomia"

A Russi 'CheftoChef emiliaromagnacuochi' organizza sabato 14 (dalle 15 alle 19) e domenica 15 marzo (dalle 10 alle 19) la seconda edizione della Festamercato dei Salumicotti. Una festa per tutti in una realtà, Russi, prima "Città della Gastronomia" dell'Emilia Romagna, da dove è partito un percorso di crescita del territorio e di narrazione della sua qualità gastronomica. Umili, solo apparentemente, i salumi cotti sono prodotti ricchi di tradizione, storia e cultura popolare, adatti sia alla creatività della cucina d'autore sia al consumo informale, come lo street food. A Russi c'è il celebre "bel e cot" e da questo si è partiti per attirare l'attenzione dei tanti "cugini" dell'Emilia Romagna in una festa comune.
Si potranno assaggiare salumi cotti come mortadelle, prosciutti, coppe di testa, spalla cotta di San Secondo e salumi "cotti al momento" in fumanti pentoloni come i cotechini, gli zamponi, la mariola, la salama da sugo e ovviamente l'autoctono "bel e cot" di Russi. Diversi di questi prodotti saranno anche presentati da alcuni dei più giovani e importanti cuochi della regione, membri dell'associazione CheftoChef: Gianluca Gorini de "'Le Giare" di Montiano e Mattia Borroni dell'"Alexander" di Ravenna, oltre a Fabio Rossi di "Vite" di San Patrignano. Non poteva ovviamente mancare il russiano Daniele Baruzzi dell'"Insolito Ristorante".
Il programma della due giorni prevede: il mercato con la presenza di una quindicina di produttori di salumi cotti, o da cuocere, provenienti da tutta l'Emilia Romagna per scoprire, assaggiare, degustare e acquistare i migliori prodotti a prezzi "aziendali"; ben 8 show cooking con alcuni dei più quotati chef della regione che valorizzeranno questi prodotti riproponendoli con abbinamenti e preparazioni d'autore. Sabato 14 ci saranno, inoltre, un laboratorio dedicato ai bambini sulla lavorazione della carne di maiale (a cura di Slow Food Ravenna) e uno di analisi sensoriale dell'Aceto Balsamico. Domenica 15 dalle 10 alle 12 si svolgerà il convegno "Russi Città della Gastronomia", al quale parteciperanno produttori, chef, gourmet, Amministratori locali e regionali, coordinati dal Sindaco di Russi Sergio Retini, per parlare della nostra tradizione centenaria nella produzione dei salumi e delle necessità alimentari e gastronomiche per il futuro, tematiche strettamente collegato anche con la filosofia di EXPO Milano a un mese e mezzo dall'inaugurazione. Sempre in mattinata andrà in scena anche uno spettacolo di Sergio Diotti che avrà come protagonista il maiale. Nel pomeriggio ci sarà un altro laboratorio di analisi sensoriale, questa volta dedicato ad alcuni salumi, con la partecipazione diretta dei produttori.
Inoltre, in questo periodo nei ristoranti di Russi si potranno assaggiare straordinari menù pensati appositamente per l'evento.
CheftoChef emiliaromagnacuochi  non è una delle tante associazioni 'di categoria', ma è un'operazione culturale per far conoscere al mondo le qualità gastronomiche dell'Emilia Romagna, imperniata sul rapporto fra chef che fanno cucina d'autore e i grandi prodotti della Regione. CheftoChef è costituita dai 50 chef top della Regione, da oltre trenta aziende top della regione compresi i più importanti Consorzi dei prodotti tipici (come il Parmigiano-Reggiano, il Culatello, l'Aceto Balsamico, la Mortadella, ecc.) e i gourmet di riferimento. Presidente dell'Associazione è Massimo Spigaroli, vice Presidente Massimo Bottura e Paolo Teverini.

 

Villa Smeraldi, lanterne e vin brulè per l’apertura straordinaria per “Mi illumino di meno"

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Domani, l'Istituzione Villa Smeraldi Museo della Civiltà Contadina aderisce all'iniziativa promossa dalla trasmissione RAI radio 2 Caterpillar "M'illumino di meno" aprendo i padiglioni espositivi dalle ore 19 alle ore 21 per una visita serale al buio e offrendo ai visitatori una lanterna e del vin brulè per riscaldarsi.
Alle ore 20 si svolgerà una visita guidata animata con la "Rossa dal Vergato" che insegnerà in lingua rustica (quasi) tutto quello che sa fare "una buona Massara" secondo il poemetto del poeta-cantastorie Giulio Cesare Croce, e condurrà i visitatori tra le sezioni del Museo.
Cristiana Vergnani darà vita alla briosa "Rossa dal Vergato" accompagnata da un musicista secondo la regia del Gruppo di Lettura San Vitale
Per l'occasione il costo dell'ingresso al Museo sarà di 5 euro.
Inoltre sarà possibile cenare a lume di candela presso la Locanda Smeraldi adiacente a Villa Smeraldi (menu a 15 euro).
Per informazioni: Istituzione Villa Smeraldi – Museo della Civiltà Contadina Via Sammarina 35 S. Marino di Bentivoglio (BO) Tel. 051 891050.  Per informazioni e prenotazioni per la cena:La Locanda Smeraldi 051 891014

Redazione

ENOLOGICA: Bologna capitale del gusto della regione presenta il mondo del Vino e del Cibo

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Vino2Dal 22 al 24 novembre a Palazzo Re Enzo

Con la conferenza stampa che si è tenuta giovedì 20 novembre presso la sede della Confcommercio Bologna è stata presentata la kermesse del "Vino e del prodotto tipico Emiliano Romagnolo" che si terrà a Palazzo Re Enzo dal 22 al 24 novembre.

Ad apertura dei lavori l'assessore agli Affari Istituzionali della Regione Emilia Romagna Metteo Lepore ha sottolineato che mai come quest'anno, grazie anche al patrocinio di Expo 2015 (per la parte gastronomica), la città di Bologna sede della manifestazione promossa dall'Enoteca Regionale Emilia Romagna, si pone quale preciso obiettivo quello di rappresentare un valore aggiunto nel promuovere le aziende ed i prodotti di eccellenza della filiera agroalimentare della Regione.

Dagli interventi che si sono susseguiti è emerso un incisivo elemento di novità nel voler valorizzare sensibilmente la gestione di questo comparto che ha investito il capoluogo felsineo del ruolo di "capitale del gusto". In tale direzione Enologica mira ad ampliare la propria visibilità in Italia e soprattutto all'estero avvalendosi anche del supporto dei rappresentanti delle altre province (tra cui Pierluigi Sciolette - Presidente di Enoteca Regionale e Ambrogio Manzi - direttore Progetti e Eventi Enoteca Servizi), impegnati nell'ottica del raggiungimento dell'unità d'intenti tesa a favorire in modo fattivo le aziende produttrici di tutta la Regione nel "fare sistema".

Per l'Emilia Romagna, che può vantare il primato nazionale dei prodotti col più alto riconoscimento europeo ben 41 prodotti tra DOP e IGP, questa manifestazione rappresenta un'importante vetrina nonché lo strumento di diffusione della cultura dell'eccellenza di cui questi prodotti si fregiano. Poterne promuovere le caratteristiche la qualità e la tipicità rappresenta una condizione indispensabile affinché sia i piccoli produttori che le grandi realtà industriali dislocate sul territorio, possano indirizzare i propri sforzi verso la conquista di nuove quote di mercato ponendosi come target quello di orientare gli utenti (nazionali e stranieri) verso il consumo di tali beni rendendoli nel contempo riconoscibili e rintracciabili.

Il filo conduttore della manifestazione resterà come lo scorso anno la "Via Emilia" una strada che segna il percorso che identifica un territorio ampio e variegato nell'ambito del quale si esprimono culture e modi differenti di interpretare il mondo del vino e non solo.

Dalla Barbera dei Colli Piacentini ai grandi Lambruschi dell'appennino Reggiano-modenese fino ad arrivare a Bologna con la Docg Pignoletto dei Colli Bolognesi, per poi valicare il confine con la Romagna dove la fanno da padrone il Sangiovese e l'Albana, dal 22 novembre a Palazzo Re Enzo avrete modo di degustare numerosi abbinamenti proposti da chef e ristoratori che anche quest'anno hanno aderito alla manifestazione.

Ci saranno spazi destinati agli incontri e ai dibattiti come il Caravanserraglio, ma soprattutto quelli dedicati alle degustazioni come il Teatro dei Cuochi ove sarete accolti da grandi professionisti della cucina come il guru bolognese della "comanda" Daniele Minarelli dell'Osteria Bottega, agli stellati Valentino Mercattali e Massimiliano Mascia del San Domenico e poi Aurora Mazzucchelli, Massimiliano Poggi, Massimo Spigaroli, che con le loro proposte vi delizieranno con assaggi e abbinamenti cibo-vino all'insegna della tradizione.

Il Genius Loci infine sarà un'area tematica in cui grandi cuochi come Agostino Iacobucci de I Portici di Bologna, Gianluca Esposito - Eataly, Pierluigi di Diego, Alberto Bettini Dario Picchiotti Marcello e Gianluca Leoni, attraverso un attento lavoro di sintesi vi proporranno ogni giorno l'interpretazione di un panino farcito con prodotti tipici della Regione in abbinamento al vino ideale per la sua degustazione.

E' dunque iniziato ufficialmente il viaggio itinerante grazie al quale la nostra rubrica enogastronomica vi condurrà verso la conoscenza della cultura dei territori delle principali regioni del nostro paese, raccontandovi le peculiarità di certe zone e le caratteristiche dei principali vini presenti.

Un suggerimento, divertitevi e se potete, annotate ciò che vi piace; che sia un vino, un salume tipico o un piatto che amerete particolarmente, sarà proprio questo il primo passo verso un percorso di soddisfazioni che con passione impareremo a condividere e coltivare insieme.

Orari di apertura, modalità d'accesso all'evento e programma dettagliato della manifestazione su: www.enologica.org

Massimiliano Pisaniello

Bere o degustare vino?

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Bicchiere vino rossoDal pregiudizio al culto della percezione gusto-olfattiva
Vivere in un epoca che tende a globalizzare sia le abitudini che le passioni dell'individuo rendendole meno attraenti di quanto in realtà lo siano, ci ha indotto ad una riflessione obiettiva su tutto ciò che ruota intorno al mondo del vino, ponendoci difronte ad un interrogativo circa il corretto approccio verso quello che è divenuto ormai un grande fenomeno commerciale.
Tratteremo l'argomento non certo per fomentare i commenti degli astemi, né tantomeno per stimolare i pregiudizi dei nemici dell'Alcool, poiché non saranno gli eccessi né tantomeno gli abusi i temi di cui andremo ad occuparci.
Per introdurre con modi semplici e diretti una rubrica che avvicini il lettore all'universo eno-gastronomico inteso come veicolo di diffusione di una cultura millenaria del benessere che affonda le proprie radici parallelamente al corso della storia dell'uomo, si rendono necessari alcuni brevi cenni storici.
Se alcuni studi antropologici attribuiscono le prime tracce della domesticazione della vitis vinifera (vite) a popolazioni dislocate geograficamente nella regione transcaucasica e risalenti addirittura a circa 6 mila anni fa, nel nostro paese l'introduzione della vite nelle coltivazioni appare riconducibile ai ritrovamenti di anfore micenee sulle coste calabre e pugliesi risalenti al XVII secolo a.C. nonché alla colonizzazione delle coste siciliane avvenuta intorno al 2000 a.C. ad opera dei Fenici. Altre tracce di fossili appartenenti al VII secolo a.C. esprimono testimonianze dell'introduzione della vinificazione in Italia ad opera degli Etruschi e dei Celti, altre ci conducono a figure mitologiche percepite come vere e proprie divinità come Dionisio per l'antica civiltà ellenica e Bacco per i romani, che già narravano tutto ciò che riguardava il ciclo del vino dalla coltura della vite alla vendemmia, per finire al suo rituale consumo. Scorrendo la storia verso tempi più recenti si può affermare che dai primi del '900 grazie all'introduzione di particolari metodi di coltivazione (innesti) che portarono al superamento di devastanti epidemie dovute ad alcune forme di virus altamente infestanti come quello della filossera (che causò la distruzione dell'80-90% dei vigneti europei), ebbe inizio l'epoca della vinificazione contemporanea. Successivamente nel corso degli ultimi trent'anni con l'apporto nei processi vinificatori delle moderne tecnologie, l'impegno e la professionalità di numerose famiglie di imprenditori vitivinicoli ha condotto il nostro paese ad affermarsi prepotentemente sul mercato mondiale del vino grazie alla realizzazione di prodotti di notevolissima qualità. Oggi si può affermare che il primato della produzione e delle esportazioni (sia in termini di qualità che di quantità), in un settore che da sempre esprime la massima espressione della grandeur francese, parla soprattutto italiano.
Questa rubrica vuole essere una semplice raccolta di consigli pratici e di opinioni sul come approcciarsi in modo sano al mondo del vino e a tutto ciò che lo circonda. L'intento che si propone il magazine è trasferire nel lettore un interesse verso il culto di una passione che potremmo definire estremamente affascinante.
Preso atto che i nuovi network di socializzazione hanno contribuito di fatto a commutare l'andamento delle interazioni sociali (business ed interpersonali), orientandole verso la frequentazione di luoghi ove il vino è comunque presente (lounge bar, bistrot e ristoranti), potrebbe risultare più che mai utile districarsi verso una scelta di un prodotto azzeccato, in modo che degustare anche un solo bicchiere di vino possa rappresentare un evento gratificante.
Che si tratti di abbinare un assaggio di salume servito con qualche oliva, un piatto di tortellini in brodo o una bistecca di chianina, la scelta del vino più adatto al cibo potrebbe rivelarsi un ottimo biglietto da visita agli occhi dei nostri interlocutori. E' doveroso fornire un breve cenno sulla "gerarchia delle fonti" in materia di enologia poiché soltanto nel nostro paese sono presenti ben n.¬¬¬ 73 D.o.c.g. (denominazioni di origine controllata e garantita) n.330 D.o.c., oltre a numerosissime indicazioni geografiche tipiche. Ciononostante l'obiettivo che si pone questa rubrica non è orientato alla sistematica ricerca del prodotto "di grido", bensì verso un imprinting di base che consenta all'utente di individuare in ogni circostanza un valido compromesso che possa risultare una buona scelta in termini di abbinamento cibo-vino.
Anche perché non sempre ci troveremo nella condizione di poter disporre nella location che abbiamo scelto o in cui ci hanno condotti di un sommelier in grado di consigliarci il miglior prodotto da abbinare, pertanto poter far ricorso in quel frangente a qualche suggerimento renderebbe più piacevole intrattenersi nella degustazione alla ricerca delle percezioni di profumi e aromi che solo un buon vino può regalare. Essere al corrente dell'esistenza in commercio di ottimi vini che non si fregiano né della D.o.c.g. né tantomeno della D.o.c., ma che in presenza di particolari cibi e pietanze possono rappresentare per connotazione (tipologia di vitigno e soprattutto per caratteristiche organolettiche), il miglior compromesso di abbinamento possibile, può risultare un grande vantaggio.
Ecco che a breve inizieremo un percorso itinerante nelle principali regioni del nostro paese, raccontandovi le peculiarità di certe zone e le caratteristiche dei principali vini presenti, segnalandovi alcuni produttori che ci hanno particolarmente colpito attuando politiche commerciali basate soprattutto sul giusto rapporto qualità prezzo.
Per sfacciato campanilismo presteremo una particolare attenzione alle tradizioni Emiliano-Romagnole dando spazio alla materia che le aziende agricole e i produttori di tale regione riescono ad esprimere sul mercato.  Successivamente spazieremo anche tra le produzioni delle altre Regioni, dando risalto alle usanze ed alle tradizioni che rappresentano quell'inconfondibile marchio che contraddistingue l'unicità della cultura eno-gastronomica italiana, da cui trae origine la massima espressione del "Made in Italy".

Massimiliano Pisaniello

Domenica 26 ottobre ‘Open day del gusto’ a Villa Smeraldi

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open daySan Marinio di Bentivoglio (BO). Domenica 26 ottobre, Villa Smeraldi ospiterà il terzo Open Day del gusto, dedicato alle primizie autunnali: pere, patate, zucche e frutti antichi. L'evento si tiene nel parco della Villa e presso il Museo della Civiltà contadina, che organizza per l'occasione una rievocazione storica dell'aratura e una coinvolgente visita guidata al museo.
Una giornata per celebrare il gusto genuino e tradizionale delle primizie agricole di stagione con la riscoperta del sapore dei frutti antichi e delle varietà dimenticate dal mondo della produzione intensiva. La storia e le tradizioni del territorio racchiusi in ogni frutto saranno raccontati dai produttori locali che guideranno i visitatori alla degustazione e all'acquisto consapevole. L'accesso all'area espositiva è libero e gratuito. Il pranzo a tema è su prenotazione al prezzo di 30 euro. Per chi parte da Bologna viene offerto da Bologna Welcome un pacchetto che, con una quota di 30 euro a persona, comprende il trasporto dal centro città al Museo, una guida in italiano/inglese a disposizione per tutta la giornata, la partecipazione a un laboratorio di cucina, il pranzo, l'ingresso e la visita del Museo con degustazioni a cura dei produttori locali che offrono anche un piccolo omaggio (Ritrovo alle 10.30 in piazza Malpighi e ritorno previsto per le 17). Gli Open Day del gusto nascono dall'incontro di soggetti pubblici e privati: 13 Comuni aderenti ad Orizzonti di Pianura, Provincia di Bologna, Istituzione Villa Smeraldi Museo della Civiltà contadina, associazioni di produttori, agricoltori, commercianti e artigiani.
Il Programma della giornata:
Ore 11.30 Parco di Villa Smeraldi
Aratura con il vecchio trattore Landini: rievocazione dell'aratura di inizio novecento con macchinari e strumenti dell'epoca
Ore 12.45 Museo della Civiltà Contadina
Pranzo a tema nel Museo con menu a base di pera, zucca e patata nella suggestiva cornice delle sale che raccontano la storia della cultura contadina. Tra i piatti proposti: fiocchetti alle pere su crema di formaggio, lasagnette alla zucca, mini hamburger di Chianina e Mora Romagnola, crostata alla zucca.
A cura dell'Associazione Orizzonti di Pianura. Prezzo 30 euro. Prenotazione obbligatoria allo 051 891014
Dalle 15.00 alle 19.00
Esposizione di produttori e prodotti, preparazione di marmellate, degustazione e vendita di prodotti tipici locali a cura dell'associazione Orizzonti di pianura.
Alle 15.30 e alle 17.30 Presso i banchetti degli espositori
Conoscere la pera e la patata IGP, la zucca e i frutti antichi: breve illustrazione delle caratteristiche, della storia e del gusto dei frutti autunnali con degustazioni guidate
Ore 15.00 Museo della Civiltà Contadina
«Ritorniamo in centro» Progetto di valorizzazione dei centri storici, delle aree colpite dal sisma del maggio 2012.
Interverranno:
Graziano Prantoni, assessore Attività Produttive e Turismo Provincia di Bologna
Erika Ferranti, sindaco di Bentivoglio, Comune capofila progetto Orizzonti di Pianura
Sergio Maccagnani, Presidente dell'Unione Reno Galliera
Seguirà la proiezione dei filmati «Un giorno (in un) Comune» di Paolo Muran
Ore 15.30 Ingresso del Museo della Civiltà Contadina
Laboratorio per bambini: gli spaventapasseri
A cura dell'Associazione Gruppo della Stadura
Ore 16.30 Museo della Civiltà Contadina
Visita guidata al Museo a cura di Francesco Fabbri
Per informazioni
Museo della civiltà contadina
Tel. 051 891050 (lun-mer-ven 9,30-12,30 - mar e gio 9,30-12,30 e 14,30-18,00)

Redazione

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