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ENOLOGICA: Bologna capitale del gusto della regione presenta il mondo del Vino e del Cibo

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Vino2Dal 22 al 24 novembre a Palazzo Re Enzo

Con la conferenza stampa che si è tenuta giovedì 20 novembre presso la sede della Confcommercio Bologna è stata presentata la kermesse del "Vino e del prodotto tipico Emiliano Romagnolo" che si terrà a Palazzo Re Enzo dal 22 al 24 novembre.

Ad apertura dei lavori l'assessore agli Affari Istituzionali della Regione Emilia Romagna Metteo Lepore ha sottolineato che mai come quest'anno, grazie anche al patrocinio di Expo 2015 (per la parte gastronomica), la città di Bologna sede della manifestazione promossa dall'Enoteca Regionale Emilia Romagna, si pone quale preciso obiettivo quello di rappresentare un valore aggiunto nel promuovere le aziende ed i prodotti di eccellenza della filiera agroalimentare della Regione.

Dagli interventi che si sono susseguiti è emerso un incisivo elemento di novità nel voler valorizzare sensibilmente la gestione di questo comparto che ha investito il capoluogo felsineo del ruolo di "capitale del gusto". In tale direzione Enologica mira ad ampliare la propria visibilità in Italia e soprattutto all'estero avvalendosi anche del supporto dei rappresentanti delle altre province (tra cui Pierluigi Sciolette - Presidente di Enoteca Regionale e Ambrogio Manzi - direttore Progetti e Eventi Enoteca Servizi), impegnati nell'ottica del raggiungimento dell'unità d'intenti tesa a favorire in modo fattivo le aziende produttrici di tutta la Regione nel "fare sistema".

Per l'Emilia Romagna, che può vantare il primato nazionale dei prodotti col più alto riconoscimento europeo ben 41 prodotti tra DOP e IGP, questa manifestazione rappresenta un'importante vetrina nonché lo strumento di diffusione della cultura dell'eccellenza di cui questi prodotti si fregiano. Poterne promuovere le caratteristiche la qualità e la tipicità rappresenta una condizione indispensabile affinché sia i piccoli produttori che le grandi realtà industriali dislocate sul territorio, possano indirizzare i propri sforzi verso la conquista di nuove quote di mercato ponendosi come target quello di orientare gli utenti (nazionali e stranieri) verso il consumo di tali beni rendendoli nel contempo riconoscibili e rintracciabili.

Il filo conduttore della manifestazione resterà come lo scorso anno la "Via Emilia" una strada che segna il percorso che identifica un territorio ampio e variegato nell'ambito del quale si esprimono culture e modi differenti di interpretare il mondo del vino e non solo.

Dalla Barbera dei Colli Piacentini ai grandi Lambruschi dell'appennino Reggiano-modenese fino ad arrivare a Bologna con la Docg Pignoletto dei Colli Bolognesi, per poi valicare il confine con la Romagna dove la fanno da padrone il Sangiovese e l'Albana, dal 22 novembre a Palazzo Re Enzo avrete modo di degustare numerosi abbinamenti proposti da chef e ristoratori che anche quest'anno hanno aderito alla manifestazione.

Ci saranno spazi destinati agli incontri e ai dibattiti come il Caravanserraglio, ma soprattutto quelli dedicati alle degustazioni come il Teatro dei Cuochi ove sarete accolti da grandi professionisti della cucina come il guru bolognese della "comanda" Daniele Minarelli dell'Osteria Bottega, agli stellati Valentino Mercattali e Massimiliano Mascia del San Domenico e poi Aurora Mazzucchelli, Massimiliano Poggi, Massimo Spigaroli, che con le loro proposte vi delizieranno con assaggi e abbinamenti cibo-vino all'insegna della tradizione.

Il Genius Loci infine sarà un'area tematica in cui grandi cuochi come Agostino Iacobucci de I Portici di Bologna, Gianluca Esposito - Eataly, Pierluigi di Diego, Alberto Bettini Dario Picchiotti Marcello e Gianluca Leoni, attraverso un attento lavoro di sintesi vi proporranno ogni giorno l'interpretazione di un panino farcito con prodotti tipici della Regione in abbinamento al vino ideale per la sua degustazione.

E' dunque iniziato ufficialmente il viaggio itinerante grazie al quale la nostra rubrica enogastronomica vi condurrà verso la conoscenza della cultura dei territori delle principali regioni del nostro paese, raccontandovi le peculiarità di certe zone e le caratteristiche dei principali vini presenti.

Un suggerimento, divertitevi e se potete, annotate ciò che vi piace; che sia un vino, un salume tipico o un piatto che amerete particolarmente, sarà proprio questo il primo passo verso un percorso di soddisfazioni che con passione impareremo a condividere e coltivare insieme.

Orari di apertura, modalità d'accesso all'evento e programma dettagliato della manifestazione su: www.enologica.org

Massimiliano Pisaniello

Bere o degustare vino?

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Bicchiere vino rossoDal pregiudizio al culto della percezione gusto-olfattiva
Vivere in un epoca che tende a globalizzare sia le abitudini che le passioni dell'individuo rendendole meno attraenti di quanto in realtà lo siano, ci ha indotto ad una riflessione obiettiva su tutto ciò che ruota intorno al mondo del vino, ponendoci difronte ad un interrogativo circa il corretto approccio verso quello che è divenuto ormai un grande fenomeno commerciale.
Tratteremo l'argomento non certo per fomentare i commenti degli astemi, né tantomeno per stimolare i pregiudizi dei nemici dell'Alcool, poiché non saranno gli eccessi né tantomeno gli abusi i temi di cui andremo ad occuparci.
Per introdurre con modi semplici e diretti una rubrica che avvicini il lettore all'universo eno-gastronomico inteso come veicolo di diffusione di una cultura millenaria del benessere che affonda le proprie radici parallelamente al corso della storia dell'uomo, si rendono necessari alcuni brevi cenni storici.
Se alcuni studi antropologici attribuiscono le prime tracce della domesticazione della vitis vinifera (vite) a popolazioni dislocate geograficamente nella regione transcaucasica e risalenti addirittura a circa 6 mila anni fa, nel nostro paese l'introduzione della vite nelle coltivazioni appare riconducibile ai ritrovamenti di anfore micenee sulle coste calabre e pugliesi risalenti al XVII secolo a.C. nonché alla colonizzazione delle coste siciliane avvenuta intorno al 2000 a.C. ad opera dei Fenici. Altre tracce di fossili appartenenti al VII secolo a.C. esprimono testimonianze dell'introduzione della vinificazione in Italia ad opera degli Etruschi e dei Celti, altre ci conducono a figure mitologiche percepite come vere e proprie divinità come Dionisio per l'antica civiltà ellenica e Bacco per i romani, che già narravano tutto ciò che riguardava il ciclo del vino dalla coltura della vite alla vendemmia, per finire al suo rituale consumo. Scorrendo la storia verso tempi più recenti si può affermare che dai primi del '900 grazie all'introduzione di particolari metodi di coltivazione (innesti) che portarono al superamento di devastanti epidemie dovute ad alcune forme di virus altamente infestanti come quello della filossera (che causò la distruzione dell'80-90% dei vigneti europei), ebbe inizio l'epoca della vinificazione contemporanea. Successivamente nel corso degli ultimi trent'anni con l'apporto nei processi vinificatori delle moderne tecnologie, l'impegno e la professionalità di numerose famiglie di imprenditori vitivinicoli ha condotto il nostro paese ad affermarsi prepotentemente sul mercato mondiale del vino grazie alla realizzazione di prodotti di notevolissima qualità. Oggi si può affermare che il primato della produzione e delle esportazioni (sia in termini di qualità che di quantità), in un settore che da sempre esprime la massima espressione della grandeur francese, parla soprattutto italiano.
Questa rubrica vuole essere una semplice raccolta di consigli pratici e di opinioni sul come approcciarsi in modo sano al mondo del vino e a tutto ciò che lo circonda. L'intento che si propone il magazine è trasferire nel lettore un interesse verso il culto di una passione che potremmo definire estremamente affascinante.
Preso atto che i nuovi network di socializzazione hanno contribuito di fatto a commutare l'andamento delle interazioni sociali (business ed interpersonali), orientandole verso la frequentazione di luoghi ove il vino è comunque presente (lounge bar, bistrot e ristoranti), potrebbe risultare più che mai utile districarsi verso una scelta di un prodotto azzeccato, in modo che degustare anche un solo bicchiere di vino possa rappresentare un evento gratificante.
Che si tratti di abbinare un assaggio di salume servito con qualche oliva, un piatto di tortellini in brodo o una bistecca di chianina, la scelta del vino più adatto al cibo potrebbe rivelarsi un ottimo biglietto da visita agli occhi dei nostri interlocutori. E' doveroso fornire un breve cenno sulla "gerarchia delle fonti" in materia di enologia poiché soltanto nel nostro paese sono presenti ben n.¬¬¬ 73 D.o.c.g. (denominazioni di origine controllata e garantita) n.330 D.o.c., oltre a numerosissime indicazioni geografiche tipiche. Ciononostante l'obiettivo che si pone questa rubrica non è orientato alla sistematica ricerca del prodotto "di grido", bensì verso un imprinting di base che consenta all'utente di individuare in ogni circostanza un valido compromesso che possa risultare una buona scelta in termini di abbinamento cibo-vino.
Anche perché non sempre ci troveremo nella condizione di poter disporre nella location che abbiamo scelto o in cui ci hanno condotti di un sommelier in grado di consigliarci il miglior prodotto da abbinare, pertanto poter far ricorso in quel frangente a qualche suggerimento renderebbe più piacevole intrattenersi nella degustazione alla ricerca delle percezioni di profumi e aromi che solo un buon vino può regalare. Essere al corrente dell'esistenza in commercio di ottimi vini che non si fregiano né della D.o.c.g. né tantomeno della D.o.c., ma che in presenza di particolari cibi e pietanze possono rappresentare per connotazione (tipologia di vitigno e soprattutto per caratteristiche organolettiche), il miglior compromesso di abbinamento possibile, può risultare un grande vantaggio.
Ecco che a breve inizieremo un percorso itinerante nelle principali regioni del nostro paese, raccontandovi le peculiarità di certe zone e le caratteristiche dei principali vini presenti, segnalandovi alcuni produttori che ci hanno particolarmente colpito attuando politiche commerciali basate soprattutto sul giusto rapporto qualità prezzo.
Per sfacciato campanilismo presteremo una particolare attenzione alle tradizioni Emiliano-Romagnole dando spazio alla materia che le aziende agricole e i produttori di tale regione riescono ad esprimere sul mercato.  Successivamente spazieremo anche tra le produzioni delle altre Regioni, dando risalto alle usanze ed alle tradizioni che rappresentano quell'inconfondibile marchio che contraddistingue l'unicità della cultura eno-gastronomica italiana, da cui trae origine la massima espressione del "Made in Italy".

Massimiliano Pisaniello

Domenica 26 ottobre ‘Open day del gusto’ a Villa Smeraldi

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open daySan Marinio di Bentivoglio (BO). Domenica 26 ottobre, Villa Smeraldi ospiterà il terzo Open Day del gusto, dedicato alle primizie autunnali: pere, patate, zucche e frutti antichi. L'evento si tiene nel parco della Villa e presso il Museo della Civiltà contadina, che organizza per l'occasione una rievocazione storica dell'aratura e una coinvolgente visita guidata al museo.
Una giornata per celebrare il gusto genuino e tradizionale delle primizie agricole di stagione con la riscoperta del sapore dei frutti antichi e delle varietà dimenticate dal mondo della produzione intensiva. La storia e le tradizioni del territorio racchiusi in ogni frutto saranno raccontati dai produttori locali che guideranno i visitatori alla degustazione e all'acquisto consapevole. L'accesso all'area espositiva è libero e gratuito. Il pranzo a tema è su prenotazione al prezzo di 30 euro. Per chi parte da Bologna viene offerto da Bologna Welcome un pacchetto che, con una quota di 30 euro a persona, comprende il trasporto dal centro città al Museo, una guida in italiano/inglese a disposizione per tutta la giornata, la partecipazione a un laboratorio di cucina, il pranzo, l'ingresso e la visita del Museo con degustazioni a cura dei produttori locali che offrono anche un piccolo omaggio (Ritrovo alle 10.30 in piazza Malpighi e ritorno previsto per le 17). Gli Open Day del gusto nascono dall'incontro di soggetti pubblici e privati: 13 Comuni aderenti ad Orizzonti di Pianura, Provincia di Bologna, Istituzione Villa Smeraldi Museo della Civiltà contadina, associazioni di produttori, agricoltori, commercianti e artigiani.
Il Programma della giornata:
Ore 11.30 Parco di Villa Smeraldi
Aratura con il vecchio trattore Landini: rievocazione dell'aratura di inizio novecento con macchinari e strumenti dell'epoca
Ore 12.45 Museo della Civiltà Contadina
Pranzo a tema nel Museo con menu a base di pera, zucca e patata nella suggestiva cornice delle sale che raccontano la storia della cultura contadina. Tra i piatti proposti: fiocchetti alle pere su crema di formaggio, lasagnette alla zucca, mini hamburger di Chianina e Mora Romagnola, crostata alla zucca.
A cura dell'Associazione Orizzonti di Pianura. Prezzo 30 euro. Prenotazione obbligatoria allo 051 891014
Dalle 15.00 alle 19.00
Esposizione di produttori e prodotti, preparazione di marmellate, degustazione e vendita di prodotti tipici locali a cura dell'associazione Orizzonti di pianura.
Alle 15.30 e alle 17.30 Presso i banchetti degli espositori
Conoscere la pera e la patata IGP, la zucca e i frutti antichi: breve illustrazione delle caratteristiche, della storia e del gusto dei frutti autunnali con degustazioni guidate
Ore 15.00 Museo della Civiltà Contadina
«Ritorniamo in centro» Progetto di valorizzazione dei centri storici, delle aree colpite dal sisma del maggio 2012.
Interverranno:
Graziano Prantoni, assessore Attività Produttive e Turismo Provincia di Bologna
Erika Ferranti, sindaco di Bentivoglio, Comune capofila progetto Orizzonti di Pianura
Sergio Maccagnani, Presidente dell'Unione Reno Galliera
Seguirà la proiezione dei filmati «Un giorno (in un) Comune» di Paolo Muran
Ore 15.30 Ingresso del Museo della Civiltà Contadina
Laboratorio per bambini: gli spaventapasseri
A cura dell'Associazione Gruppo della Stadura
Ore 16.30 Museo della Civiltà Contadina
Visita guidata al Museo a cura di Francesco Fabbri
Per informazioni
Museo della civiltà contadina
Tel. 051 891050 (lun-mer-ven 9,30-12,30 - mar e gio 9,30-12,30 e 14,30-18,00)

Redazione

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