Il cortile dei fanciulli: storie di minori nel manicomio provinciale di Bologna

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La mostra, che inaugura mercoledì 16 giugno, si concentra sul periodo che va dal 1811 al 1950

Da una ricerca sui materiali conservati nel fondo archivistico dell'ex-Ospedale Psichiatrico Provinciale "F.Roncati" nasce la mostra "Il cortile dei fanciulli. Storie di minori nel manicomio provinciale di Bologna", che si concentra sulla presenza dei minori nel manicomio di Bologna, in un arco temporale che va dal 1811 al 1950.

All'inaugurazione, in programma mercoledì 16 giugno alle ore 18, saranno presenti Paolo Bordon, direttore generale della Azienda USL di Bologna, Angelo Fioritti, direttore DSM-DP Azienda USL di Bologna, Mariaraffaella Ferri, vicesindaca metropolitana e Bruna Zani, presidente dell'Istituzione Gian Franco Minguzzi.

Seguirà una lettura creativa "I Dimenticati. Storie perdute e ritrovate di bambini in manicomio" curata da Roberto Vecchi Benatti con la partecipazione dell'associazione Leggio.

Dai documenti emergono le numerose storie di vita di bambine e bambini "difficili" il cui disagio viene contenuto all'interno di un percorso istituzionale che non manca di attenzione alle determinanti sociali del disagio psichico e ai possibili percorsi riabilitativi, tracciando i primi passi della moderna disciplina della neuropsichiatria infantile.

La mostra giunge al termine di un percorso di valorizzazione dei documenti di archivio dell'ex-Ospedale Psichiatrico Provinciale di Bologna, progettato e realizzato dall'Istituzione Gian Franco Minguzzi della Città metropolitana di Bologna. Attraverso lo studio delle cartelle cliniche e dei materiali amministrativi, è stato possibile ricavare il dato di una presenza non trascurabile dei minori all'interno del manicomio, da dove nella maggioranza dei casi venivano in seguito avviati verso altre istituzioni assistenziali.

I giovanissimi ricoverati provenivano nella quasi totalità da famiglie di umilissima origine, con diagnosi che descrivono il presunto ritardo mentale, ma lasciano intravvedere sullo sfondo le condizioni di gravissimo disagio sociale ed economico delle famiglie, al limite della sopravvivenza.

La ricerca di archivio e i testi della mostra sono stati curati da Rossella Raimondo, ricercatrice, Carlotta Gentili, neuropsichiatra infantile e Francesco Rosa, archivista.

Il progetto di valorizzazione che ha portato alla realizzazione della mostra è stato sostenuto dall'IBACN della Regione Emilia-Romagna.

Redazione