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Sasso Marconi, al via la stagione teatrale: “Ridere è una cosa seria”

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TEATRO LEO BASSI

Sasso Marconi. Ha preso il via, il 29 novembre, "Ridere è una cosa seria" la stagione del teatro Guglielmo Marconi di Sasso Marconi (Piazza dei Martiri, 5), a cura di Ca' Rossa, promossa dal Comune di Sasso Marconi e con il contributo della Regione Emilia-Romagna. Il Filo rosso che lega gli spettacoli, in scena quest'anno, sarà la figura emblematica del clown. La stagione, nelle parole del direttore artistico Adriano Dallea, propone un cartellone che porterà gli spettatori a scoprire, nelle sue pieghe più intime e nelle sue tante sfaccettature, il ruolo sociale, culturale, politicamente antagonista dei buffoni, dei pagliacci, dei clown.

Apertura di stagione con Mozart–il sogno di un clown di e con Giuseppe Cederna, regia di Ruggero Cara e Elisabeth Boeke, musiche dal vivo del pianista Sandro D'Onofrio. Dopo trent'anni Wolfgang Amadè è tornato a trovarmi, racconta Cederna, mi ha chiesto di aiutarlo a ritrovare sé stesso. Di provarci almeno. Di raccontare la mia e la sua storia. Di tornare, per amore suo, a fare il clown come una volta. Ed eccomi qui. Un clown, maschera allegra e tragica, alla ricerca del suo alter ego: Mozart. Con questo spettacolo Cederna, indimenticabile interprete nel film, premio Oscar, Mediterraneo di Salvatores e in tanti lavori sia nel cinema che nel teatro, ritorna alle sue origini di clown di strada degli anni '70 (inoltre l'attore ha interpretato, nel 1987, Mozart in uno spettacolo con la regia di Missiroli e con Umberto Orsini nella parte di Salieri). Il monologo intreccia musica, biografia e poesia alla ricerca del mistero del genio attraverso il gioco della creazione, portando in scena due Mozart, uno è il pianista Sandro D'Onofrio che interpreta 22 estratti musicali del compositore, dai primi concerti composti a 5 anni fino al Flauto magico, l'altro l'attore che cerca il suo personaggio attraverso un viaggio impervio ed esilarante tra la vita del genio e il miracolo della sua musica, attraverso le umiliazioni, i successi, gli amori e i dolori che hanno segnato la sua fulminante esistenza.


La stagione prosegue giovedì 13 dicembre con Roberto Abbiati, strabiliante attore/clown lombardo, che presenta Riccardo l'infermo, liberamente ispirato al Riccardo III di William Shakespeare, una surreale rilettura del più sanguinario degli eroi shakespeariani: Riccardo di Gloucester, alias quello "piscinin, brut e catiff": saltando da Londra alla Brianza, dall'inglese al dialetto delle campagne lombarde, Il mio regno per un pappagallo, mischia brandelli shakesperiani alla storia quotidiana di un attore/clown, con le sue paure e gli incontri, quelli veri, con le persone, con la malattia, con chi ieri c'era e stamani al risveglio non c'è più. Un lungo sogno, un po' buffo ed un po' malinconico, destinato a coinvolgere il pubblico più di ogni ragionevole immaginazione.


Giovedì 17 gennaio, il teatro si apre al nuovo anno con lo spettacolo della compagnia svizzera Baccalà, in scena con Pss Pss di e con Camilla Pessi e Simone Fassari e la regia di Louis Spagna. Vincitore di 12 premi internazionali, poetico, surreale, intimo e divertente, lo spettacolo ha per protagonisti due clown contemporanei, che mettono in scena il desiderio di essere in due utilizzando il linguaggio universale del corpo e degli sguardi. Lo spettacolo è un bell'esempio di teatro dell'anima, in cui è bello perdersi per ritrovare il gusto della fantasia e del gioco. Pss Pss della Compagnia Baccalà – discepoli di Dimitri e vincitori del "Premio svizzero della scena 2016" – mette in scena una nuova generazione di clown, che con il loro silenzio sognante e la loro goffaggine comica hanno viaggiato il mondo intero, eseguito più di 600 volte, in oltre 50 paesi, e in tutti 5 i continenti, con grande successo.


Giovedì 31 gennaio l'irriverente artista, noto in tutto il mondo, Leo Bassi (foto locandina), autoproclamatosi "l'ultimo buffone" è sul palco con Bob – Best of Bassi. Leo Bassi è un personaggio eclettico e sorprendente, i suoi spettacoli sono sempre cangianti, al servizio dello spettatore e forse è proprio questa la chiave del suo successo mondiale. Erede di una stirpe di giocolieri e clown che ha fatto della risata un'arma pacifica per il cambiamento. Nato negli Stati Uniti nel 1952 da una famiglia di circensi, ha vissuto un po' ovunque girando il mondo con i suoi spettacoli; attualmente risiede in Spagna con frequenti trasferte in America Latina. La sua carica dirompente e l'apparente sprezzo del pericolo è insito nei suoi numeri. Il linguaggio schietto e coraggioso e le scene irriverenti e mai volgari, anche nelle nudità, incontrano l'apprezzamento del pubblico anche di giovane generazione.

Giovedì 14 febbraio I Lucchettino presentano Lucchettino Classic, di e con Luca Regina e Tino Fimiani. I Lucchettino, noti anche per i successi televisivi di Zelig Circus e la collaborazione col grande trasformista Arturo Brachetti, presentano uno show esplosivo che si basa sui migliori sketch, le gag più esilaranti e gli effetti magici più deliranti proposti in 20 anni di attività. Uno show di visual comedy in continuo divenire, una performance comica, magica e coinvolgente adatta a tutta la famiglia. L'eccentrica coppia della comicità italiana formata da Luca Regina e Tino Fimiani trae le sue radici nella tradizione clownesca, nel mondo del circo e nella commedia dell'arte e si rifanno alla scuola dei clown non parlati come Jacques Tati, Mr Bean e Jango Edwards.

Giovedì 28 febbraio gran finale con la talentuosa Rita Pelusio che presenta Urlando Furiosa – un poema etico di Domenico Ferrari, Riccardo Piferi, Riccardo Pippa e Rita Pelusio, regia di Riccardo Pippa. Urlando Furiosa è un buffone poetico e irriverente nato dalla fantasia di Rita Pelusio, attrice e autrice che da anni sperimenta un teatro che sappia essere al contempo comico e civile. Lo spettacolo che gioca con l'immaginario dell'epica, ci presenta un'eroina all'incontrario, piena di dubbi, in crisi, perennemente bastonata dalla realtà. Attraverso le sue riflessioni e il racconto delle sue battaglie perse si interroga sulle contraddizioni del presente e si chiede se ha ancora senso credere nell'incredibile, sfidare il cinismo e la disillusione, immaginare il futuro con più incanto.

Per info: tel 051843566 sito: www.comune.sassomarconi.bologna.it

Redazione