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Las Vegas per una vacanza da sogno...

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las vegasUn'oasi moderna nel deserto... un luogo definito "la Città del peccato" che unisce il sacro al profano in chiave moderna, un mondo che si colloca in una forma anche mistica e astratta, la mela di Adamo ed Eva che ha il sapore dell'illusione, della fiaba, ma anche delle belle ragazze e della massima espres¬sione del lusso; il punto d'incontro dei "vampiri" che vivono di notte e gustano la vita in modo assolutamente spregiudicato... Non siamo all'inferno, non siamo nella fredda Transilvania, siamo negli Stati Uniti d'America, nello stato del Nevada, siamo nella magica Las Vegas. Puoi arrivarci dall'alto, in volo, vedendo apparire luci soffuse sotto di te oppure vederla sor¬gere in auto all'improvviso dopo una curva a sinistra su una collina, lì bella e tentatrice come la prima volta... Ti fa batte¬re il cuore per lo stato di incoscienza che genera nell'uomo che vive nel reale quotidiano, le bollette, il mutuo, l'orario di lavoro... qui nulla ha tempo, l'orologio è solo un gioiello da esibire, come in un sogno si segue il richiamo istintivo della vita, si mangia quando si ha fame, si dorme quando si ha sonno, forse è vero che la vita dei dannati è eterna. Il gioco d'azzardo legalizzato, la disponibilità di alcolici ad ogni ora del giorno e della notte, spettacoli "per adulti", hanno procurato a Las Vegas il soprannome di "Sin City" ("Città del peccato"), ma l'amministrazione locale e l'ufficio del turismo preferiscono di gran lunga "The Entertainment Capital of the World". Las Vegas non è peccato ma business: l'economia legato al turismo, la crescita di investitori dei paesi dell'Est e degli Emirati Arabi, danno il senso reale della forte crescita promossa anche dall'immagine mondiale della città. A testimonianza di queste affermazioni il fatto che, negli ultimi anni, è stata frequentemente scelta come ambientazione per serie televisive e film di grande successo. Las Vegas, il vero peccato della vita è non visitarla!

Daniele Baldini

La storia del ciclismo imolese nel libro di Nino Villa “I nostri prof di ciclismo”

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I nostri prof di ciclismo - VillaUn volume per gli appassionati delle due ruote che racconta un secolo di ciclismo
Imola. E' uscito il lavoro letterario di Nino Villa intitolato " I nostri prof di ciclismo ", un libro che racconta le storie e le imprese dei ciclisti imolesi passati nel mondo dei professionisti. Storie che, grazie ad una minuziosa ricerca, rievocano un ciclismo, oggi sconosciuto a tanti giovani, risalente agli anni '20 come la vittoria di Enea Dal Fiume nella prima edizione della Coppa Placci, anno 1923, fino ad arrivare, raccontando di tanti campioni, ai giorni nostri. Storie "anche in rosa" che parlano al femminile oltre che di personaggi che, pur non pedalando, hanno fatto crescere questa disciplina all' impegno personale.
Un libro scritto con passione, attenzione e precisione da un amante ed intenditore della bici e del mondo che gli ruota intorno, infatti, Nino Villa è anche un giornalista ciclista , con record di maglie tricolore, ad oggi 42, conquistate in questa categoria e proprio il 17 giugno sarà impegnato al Ghisallo nell'ennesimo Campionato Italiano Giornalisti Ciclisti, categoria Over 70, alla ricerca di una nuova maglia iridata.

Daniele Baldini

A Brisighella due giorni e una notte di puro Medioevo

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FOTO BRISIGHELLAIl 2 e 3 giugno una rievocazione storica a 360 gradi, tra accampamenti militari, figuranti in costume, duelli e scontri d'armi, musica, gastronomia a tema

Il borgo di Brisighella (RA), la sua Rocca e la sua Torre rivivono le antiche origini Medioevali. Sabato 2 e domenica 3 giugno sarà possibile trascorre due giorni e una notte di rievocazione con la costituzione della contea di "Terre Brisichellae et comitatus Vallis Hamonis".

Il visitatore potrà fare un salto indietro nel tempo, e per la precisione nel 1413 anno di costituzione della contea, grazie a un ricco programma di rievocazioni, giochi per bambini, intrattenimenti e spettacoli oltre che assaggiare la gastronomia locale rivisitata a tema in stand, taverne, ristoranti ed osterie.

Dalle 10 del mattino di sabato la Rocca prenderà vita: ai piedi delle mura esterne sarà allestito con tende un campo d'arme animato da un centinaio di figuranti; si potranno ammirare antichi mestieri artigiani, un'esposizione di armi medievali e un allestimento tematico dei locali all'interno della rocca. Durante la giornata prenderanno vita animazioni e intrattenimenti con giullari, cantastorie e musici; duelli e scontri d'armi fra le migliori compagnie di rievocazione storica e un punto ristoro per i viandanti.

Dal pomeriggio (dalle 17 alle 24) il centro storico ritroverà le antiche porte di accesso al borgo: Porta Fiorentina, Porta Gabalo e Porta Bonfante, all'interno delle quali si animerà la vita di un villaggio medioevale, dove piazza del Monte ritornerà la piazza del mercato e dell'osteria, piazza Marconi la piazza politica ed economica animata da mestieri, ristorante ed osterie vitalizzati dall'intervento di artisti di strada e compagnie con azioni teatrali e musici itineranti, mentre piazzetta del Suffragio il centro religioso.

Per tutta la giornata (dalle 10 alle 20) si potrà salire alla Torre di avvistamento (oggi torre dell'Orologio) dove verranno messi in mostra falchi, avvoltoi, aquile e altri uccelli rapaci locali che durante la giornata mostreranno più volte le loro straordinarie capacità di volo e offriranno un'introspezione nell'antica arte della falconeria. Ai piedi della torre una compagnia di arcieri metterà in mostra le proprie abilità e farà scuola per tutti coloro che vorranno imparare.

Il sabato sera il Medioevo si farà spettacolo e al calare del buio la luce delle torce illuminerà suggestivamente le armature e le terrecotte, ricreando un'atmosfera unica e coinvolgente. Il rullare dei tamburi si farà impetuoso, i duelli diventeranno scontri infuocati, le animazioni diventeranno spettacolo. Piazza Marconi ospiterà anche le finali del Torneo d'arme Castrum Brisighelle in onore della Famiglia Manfredi, un premio di singolar tenzone che vedrà valorosi armati provenienti da tutte le parti d'Italia cimentarsi in duelli rievocativi e non solo, al ritmo incalzante dei Tamburi Medioevali di Brisighella.

Alle ore 23si uscirà dall'immaginario delle porte del borgo per ballare e danzare in quel che un tempo fu il Prato della Fiera (oggi Piazza Carducci) e divertirsi in un vortice di spettacolo tra danze e fuochi.

Domenica 3 si riprenderà il tutto (dalle 10 alle 20). Nel pomeriggio prenderà vita anche la rievocazione, nel piazzale sottostante alla Rocca, della battaglia di Pieve Tho datata 1425. La battaglia di Pieve Tho fu combattuta tra gli abitanti della Val di Lamone e l'esercito fiorentino, comandato da due illustri condottieri del periodo, Oddo, figlio di Braccio da Montone, e Niccolò Piccinino. Per ordine della repubblica toscana essi dovevano attaccare Faenza con un esercito di 5.000 cavalieri pesanti e molte genti a piedi (monsignor Calegari non specifica quanti fanti). Gli abitanti di Brisighella e di altre comunità di Val di Lamone affrontarono l'esercito fiorentino e lo sconfissero, uccidendo il primo dei due condottieri e facendo prigioniero il secondo.

In entrambe le giornate armigeri e spettatori si ritroveranno a pranzo e a cena a banchettare assieme all'Osteria Medioevale appositamente costruita ai piedi della Rocca, con pietanze e sapori cucinati secondo gli antichi ricettari, oppure nei tanti locali, stand ed osterie del centro storico allestiti per l'occasione.

Evento organizzato da: Associazione Feste Medievali, coordinamento rievocazione storica I Difensori della Rocca, in collaborazione con il Comune e la Proloco di Brisighella.

Redazione

Bologna Festival. Talento al violoncello "Paolo Bonomini"

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Paolo BonominiBologna. Giovedì 24 maggio, ore 20.30, Oratorio di San Filippo Neri, nell'ambito della rassegna Talenti, il violoncellista Paolo Bonomini esegue musiche di Bach, Dall'Abaco, Ligeti e Dallapiccola. Vincitore del "Premio Bach" di Lipsia, allievo di Mario Brunello, Antonio Meneses e Jens Peter Maintz, ha tenuto il suo primo concerto a quindici anni. Oggi è primo violoncello della Camerata Salzburg, dopo aver collaborato con diverse orchestre, tra cui l'Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese e la Mahler Chamber Orchestra. Il suo talento interpretativo non si ferma al repertorio del Seicento e del Settecento, la sua curiosità musicale si inoltra sino alla Nuova Musica. Insieme alla celebre Suite BWV 1010 di Bach e i Capricci del fiammingo Joseph-Marie-Clément Dall'Abaco, Paolo Bonomini ci fa ascoltare i profili dodecafonici della Ciaccona, Intermezzo e Adagio di Dallapiccola per poi cimentarsi con i moderni virtuosismi della Sonata di Ligeti.

PAOLO BONOMINI. Inizia giovanissimo lo studio del violoncello sotto la guida di Paolo Perucchetti al Conservatorio di Brescia; allievo di Mario Brunello, Antonio Meneses e Jens Peter Maintz, ha frequentato masterclass con Giovanni Sollima, Enrico Dindo e David Geringas. Ha debuttato come solista con orchestra all'età di 15 anni, suonando il Concerto per violoncello di Saint-Saëns. Vincitore del Concorso internazionale "J. S. Bach" di Lipsia, oggi Paolo Bonomini è primo violoncello della Camerata Salzburg e assistente di Jens Peter Maintz all'Università delle Arti di Berlino. Con il Trio Boccherini, fondato insieme alla violinista Suyeon Kang e alla violista Vicki Powell, nel 2016 ha debuttato alla Wigmore Hall di Londra. Ha collaborato con la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks ed è stato primo violoncello ospite della Deutsches Symphonie-Orchester Berlin e della Mahler Chamber Orchestra, suonando sotto la direzione di Claudio Abbado, Mariss Jansons, Riccardo Muti, Daniel Harding, Herbert Blomstedt, Sir Roger Norrington e Yannick Nézet-Séguin. Si è esibito più volte per Radio RAI 3, come solista e in formazione da camera. Insieme al violoncellista Amedeo Cicchese forma il Duo Janigro; ha inoltre collaborato con Mario Brunello, Salvatore Accardo, Bruno Giuranna e Franco Petracchi. Ha partecipato al progetto "Tenebrae. Il principe dei musici" suonando al fianco di Giovanni Sollima in diversi teatri italiani.

Redazione

Bologna Festival. Questa sera sul palco: Dmitry Shishkin, rivelazione del nuovo pianismo

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Shishkin Bologna, Questa sera, mercoledì 9 maggio ore 20.30, al Teatro Manzoni prosegue la rassegna Grandi Interpreti con il concerto del pianista russo Dmitry Shishkin, giovane interprete di forte talento che si è distinto al Concorso Chopin di Varsavia e al Concorso Busoni di Bolzano, allievo di Elisso Virsaladze al Conservatorio di Mosca, nel solco della più rinomata tradizione didattica russa. Come d'abitudine Bologna Festival nella sezione Grandi Interpreti presenta uno dei protagonisti del nuovo pianismo internazionale: Dmitry Shishkin suona con finezza e creatività un interessante programma di impostazione tardoromantica, dai folgoranti Études-tableaux di Rachmaninov alla sontuosa Sonata di Čajkovskij, ad uno Skrjabin giovanile ancora legato ad ascendenze chopiniane.

Dmitry Shishkin. Nato a Chelyabinsk (Russia) nel 1992, Dmitry Shishkin ha iniziato lo studio del pianoforte sotto la guida della madre; ha tenuto il suo primo recital all'età di tre anni e il suo primo concerto con orchestra all'età di sei. A quattro anni è stato ammesso nella Scuola di Musica della sua città natale e a nove anni entra alla celebre Scuola di Musica "Gnesiny" di Mosca, dove studia con Mikhail Khokhlov. Prosegue la sua formazione sotto la guida di Elisso Virsaladze, al Conservatorio di Mosca.

Il 12 giugno 2010, in occasione della festa nazionale della federazione russa, tiene un concerto sulla Piazza Rossa di Mosca, diventando subito una celebrità. In programma, il Concerto n.1 di Čajkovskij eseguito con la Virtuosos of Gnesiny Orchestra diretta da Mikhail Khokhlov.

Ancora studente, Shishkin ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti: nel 2004 vince l'International Nutcracker Television Competition for Young Musicians e nel 2013 si classifica terzo al Concorso Busoni di Bolzano. Partecipa inoltre al Concorso pianistico internazionale BNDES di Rio de Janeiro e, nel 2015, al Concorso Chopin di Varsavia, iniziando una brillante carriera internazionale. Collabora abitualmente con le principali orchestre russe, tra cui la Moscow State Symphony Orchestra diretta da Vladimir Fedoseev e la Saint Petersburg State Capella Orchestra di Vladimir Chernushenko; nel 2016 si è esibito con la Russian National Orchestra diretta da Mikhail Pletnev, suonando il Concerto per pianoforte di Hummel.

BABY BOFE’: sabato 5 maggio, lo spettacolo musicale "Romeo e Giulietta"

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BABYBOFE Romeo e GiuliettaUna storia d'amore per bambini

Bologna. Sabato 5 maggio ore 16, Teatro dell'Antoniano, con replica domenica 6 maggio ore 16, va in scena lo spettacolo musicale Romeo e Giulietta con musiche di Sergej Prokof'ev. Ultimo appuntamento dell'undicesima edizione di BABY BOFE', lo spettacolo si ispira al capolavoro teatrale di Shakespeare. In scena, gli attori della Compagnia Fantateatro; al pianoforte Pina Coni esegue la versione pianistica delle musiche per balletto composte da Prokof'ev per la celebre storia degli innamorati di Verona. Si ascoltano i brani più popolari della suite pianistica: "Montecchi e Capuleti" che rievoca con forza la lotta tra le due famiglie avversarie, "La giovane Giulietta" brano che descrive tutti gli stati d'animo di una tenera fanciulla innamorata, la lieve "Danza delle ragazze con i gigli" o "L'addio di Romeo e Giulietta" che ci ricorda la promessa di eterno amore che unisce i due giovani. Sandra Bertuzzi cura sceneggiatura e regia dello spettacolo. Informazioni. Bologna Festival 051 6493397 www.bolognafestival.it.

Redazione

Pesaro Musei, sabato 14 aprile e 5 maggio : “Sogni di Piranesi”,

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Piranesi percorsi 2Pesaro. In arrivo due speciali percorsi di approfondimento alla mostra "GIAMBATTISTA PIRANESI Il sogno della classicità", a Palazzo Mosca – Musei Civici di Pesaro, che continua ad essere molto apprezzata dal pubblico e prosegue con proroga fino al 6 maggio.

Due sabati saranno dedicati alla riscoperta dell'antico dal Rinascimento al Neoclassicismo e al tema del Viaggio documentato dalle incisioni piranesiane. Sono i "Sogni di Piranesi", a cura di Sistema Museo; un invito a seguire da vicino il sogno neoclassico dell'artista affascinato dalla grandezza del passato antico, tra magnificenza e sentimento del sublime.
Al termine dei percorsi i visitatori potranno degustare un calice di vino e rilassarsi presso la Cantina di Casa Rossini (€ 9 compreso ingresso alla mostra e degustazione).

Sabato 14 aprile alle 18 il primo percorso dal titolo "Alle origini dell'archeologia". Un viaggio a ritroso nel tempo, tra antichità romane, greche e egiziane, attraverso storie, racconti, narrazioni. Con l'Umanesimo del Quattro e Cinquecento nasce l'interesse per il passato classico e il collezionismo ma è nel Settecento con la riscoperta di Pompei ed Ercolano, ritrovate quasi intatte, che nasce il Neoclassicismo. Grazie a due grandi autorità dell'epoca in cui ha inizio l'archeologia: Johann Joachim Winckelmann e Giambattista Piranesi, l'arte classica diventa un modello da imitare auspicando il ritorno allo spirito dell'antichità.

Sabato 5 maggio, stesso orario, si entra nel tema del "Il viaggio" che da sempre è considerato un modo per scoprire nuovi mondi, reali e irreali. Le vedute di Piranesi appaiono ai nostri occhi come cartoline, ma se li osserviamo con attenzione, si possono scovare racconti fantasiosi come gli scrittori dell'epoca sapevano fare. Il viaggio ci porta lontano, fino ai confini della realtà.

"GIAMBATTISTA PIRANESI Il sogno della classicità" è promossa dal Comune di Pesaro/Assessorato alla Bellezza e organizzata da Sistema Museo, con il contributo di The Art Company e in collaborazione con Fondazione Giorgio Cini di Venezia e Factum Arte di Madrid.

Redazione

Pesaro Musei, il 13 aprile presentazione del libro "Il cambiamento epocale"

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Nicola CampagnoliVenerdì 13 aprile, i Musei Civici di Pesaro ospitano un nuovo appuntamento dedicato alle pubblicazioni d'eccellenza nel territorio e in particolare alla poesia, sempre molto apprezzata dal pubblico.

Il professore e saggista marchigiano Nicola Campagnoli, già ospite dei Musei per la presentazione della sua prima raccolta poetica L'amore ingiusto (2015), torna a Palazzo Mosca per raccontare il suo secondo libro di poesie edito da Itaca di Castel Bolognese: Il cambiamento epocale (2017).

Organizzato da Comune di Pesaro Assessorato alla Bellezza e Sistema Museo, l'incontro con l'autore è in programma alle 17.30 nell'area bookshop (ingresso libero) con presentazione condotta da Franco Elisei, Presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, e lettura di brani poetici a cura di Silvia Melini.

Le poesie di questa raccolta seguono le tracce di speranza presenti in mezzo all'apparente confusione che ci circonda. Emblematiche le parole di Papa Francesco: «Si può dire che oggi non viviamo un'epoca di cambiamento quanto un cambiamento d'epoca. Questo nostro tempo richiede di vivere i problemi come sfide e non come ostacoli».

Nelle diverse sezioni, Campagnoli presenta i punti infiammati del nostro tempo – ferite individuali e collettive – davanti ai quali si fermano tutte le parole e i commenti, le riflessioni e i pareri del mondo per lasciare spazio a un grande silenzio.

In questo "cambiamento d'epoca" si sentono rinascere con più forza e nettezza le domande fondamentali: chi sono io? Qual è il compito e l'utilità del mio esistere?
È a questo punto della strada che è possibile riscoprire nella tradizione, nel passato, ciò che è stato ormai dimenticato ovvero qualcosa di prezioso che ci era stato donato e che forse non abbiamo mai guardato in faccia.

La poesia di Campagnoli è pura, altamente evocativa, in cui il ritmo vibrante di ogni verso si coniuga alla profondità del significato della parola scritta. Il lessico semplicissimo, quasi bambinesco, è il mezzo per l'incontro spirituale con il presente. Traduce la grandiosità e la miseria dell'essere umano, la sua eterna lotta fra la luce e il buio, la sua costante e inappagata ricerca di una risposta ai quesiti dell'esistenza.

Nicola Campagnoli nasce a Cingoli, nelle Marche, nel 1964 e insegna materie letterarie presso il Liceo Rinaldini di Ancona.
Ha pubblicato diversi saggi di critica letteraria (su Montale, Pirandello, Leopardi, Rebora, Claudel nei volumi "Per Corso", San Benedetto del Tronto 1998; su Gatti e Silone ne Il romanzo italiano nel Novecento, Rimini 2012), diversi romanzi (Isola Fovea, Cesena 2002; Viene settembre, Macerata 2003; Prof, Ancona 2005) e una raccolta di racconti (L'isola cava, Ancona 2009).

Redazione

Bologna Festival. Mercoledi 4 aprile: Giovani Talenti al pianoforte

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Bologna. Mercoledì 4 aprile, ore 20.30, Oratorio di San Filippo Neri, si apre la rassegna TALENTI del Bologna Festival con il concerto del giovane pianista Francesco Granata, vincitore del Premio Venezia, il concorso pianistico nazionale che premia i migliori diplomati dei conservatori italiani. Francesco Granata ha studiato al Conservatorio di Milano e si sta perfezionando sotto la guida di Benedetto Lupo all'Accademia di Santa Cecilia di Roma. Enfant prodige, ha tenuto il suo primo concerto a otto anni; con piglio virtuosistico impagina un programma che accosta un brano di Liszt tratto dal primo libro di Années de Pèlerinage agli spettacolari Miroirs di Ravel e ai simbolistici Preludi di Debussy.

programma
Franz Liszt Vallée d'Obermann
Maurice Ravel Miroirs
Claude Debussy Préludes (Libro I)

Il concerto verrà trasmesso in differita su www.retetoscanaclassica.it, Rete Toscana Classica, la radio che trasmette musica classica 24 ore su 24, media partner della rassegna Talenti.

La rassegna Talenti si realizza grazie al contributo di BPM Banco S. Geminiano e S. Prospero e della Fondazione del Monte.

Francesco Granata. Nato a Milano nel 1998, Francesco Granata ha studiato nel Conservatorio della sua città sotto la guida di Alfonso Chielli. Dopo il diploma, conseguito nel 2016 con il massimo dei voti, ha frequentato l'Internationale Sommerakademie del Mozarteum di Salisburgo con Andrea Lucchesini, oltre a diverse masterclass in Italia e all'estero. Attualmente frequenta il corso di alto perfezionamento dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, sotto la guida di Benedetto Lupo. Ha tenuto il suo primo concerto pubblico all'età di otto anni; a soli tredici anni ha suonato il Concerto per pianoforte K. 595 di Mozart con l'Orchestra del Conservatorio di Milano. Premiato in diversi concorsi nazionali, nel 2017 si è aggiudicato il Premio Venezia. Si è esibito per numerose istituzioni musicali italiane, tra cui la Società dei Concerti di Milano e MiTo; ha tenuto concerti cameristici in Austria e Grecia e nella scorsa stagione ha eseguito il Concerto n.4 di Beethoven con l'Orchestra del Conservatorio di Milano.

Talenti. La rassegna Talenti, a partire dal 4 aprile, all'Oratorio di San Filippo Neri, presenta giovani concertisti emergenti vincitori di importanti concorsi internazionali. Oltre al Quartetto Van Kuijk, formazione francese già in carriera, invitata anche in rassegne come "New Generation Artists" della BBC o "Rising Stars" della Philharmonie di Parigi, si ascoltano: il violoncellista Paolo Bonomini, allievo di Mario Brunello, vincitore del "Premio Bach" di Lipsia e primo violoncello della Camerata Salzburg; Francesco Granata, il pianista ventenne primo classificato al "Premio Venezia"; la violinista ventenne Emma Parmigiani, interprete versatile e di sorprendente maturità musicale; il ventiduenne Filippo Gorini vincitore del Concorso Beethoven di Bonn. Come ogni anno il vincitore del "Premio del Pubblico", assegnato al miglior interprete della rassegna Talenti, secondo le preferenze del pubblico, tornerà in autunno (6 novembre) ad esibirsi per il festival.

Redazione

 

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