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Teatro Sasso Marconi: domani, 5 dicembre, spettacolo ispirato al "Malato immaginario " di Molière

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Malato immaginarioSasso Marcono (BO). Giovedì 5 dicembre, alle ore 21,15, nuovo appuntamento a teatro comunale con la rassegna "Ridere è una cosa seria":

Il malato immaginario, l'ultimo viaggio
Con questo spettacolo, 'Stivalaccio Teatro' e 'Teatro Stabile del Veneto' propongono una rilettura in chiave farsesca della celebre opera di Molière.
Siamo nel 1763 e la quarta replica de "Il malato immaginario" al Palais Royal di Parigi è a rischio... il maestro Molière non è dell'umore giusto per andare in scena ma alla fine lo spettacolo prende il via, anche se in modo del tutto imprevedibile: tra lazzi, maschere grottesche e improvvisazioni, sul palco prende forma un "ultimo viaggio" nell'universo molieriano in cui l'arte e la vita del grande drammaturgo francese si incrociano con il linguaggio e le forme della Commedia dell'Arte, e il trascorrere del tempo diventa un modo per tratteggiare un inno alla vita, alla bellezza e alla risata.

Teatro comunale di Sasso Marconi, Piazza dei Martiri 5. Biglietto d'ingresso 10 € - Info e prenotazioni: 051 6758409 (infoSASSO)

Il cartellone "Ridere è una cosa seria" 2019/20 prosegue fino a maggio proponendo altri cinque spettacoli, uno per mese, che guidano il pubblico in un percorso di ricerca nell'universo teatrale, alla (ri)scoperta del ruolo sociale e delle tante sfaccettature del mestiere d'attore. Il programma completo della rassegna è disponibile sul sito internet del Comune di Sasso Marconi, al link https://urly.it/33kt9

Redazione

ART CITY Bologna: dal 17 al 26 gennaio 2020

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ART CITYSi svolge dal 17 al 26 gennaio 2020 l'Art Week che segna l'ottava edizione di ART CITY Bologna, il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere in concomitanza di Arte Fiera (24 - 26 gennaio 2020),  l'appuntamento di riferimento che apre il calendario artistico annuale italiano. Numerose proposte espositive che inaugurano in occasione di questa settimana dell'arte proseguiranno fino a primavera inoltrata, confermando la vocazione alla progettualità e la vitalità che la città esprime nel contemporaneo.
Coordinato dall'Area Arte Moderna e Contemporanea | Istituzione Bologna Musei sotto la guida di Lorenzo Balbi, direttore artistico di MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna, ART CITY Bologna da sempre riflette la ricchezza e la vivacità espresse nel campo della cultura contemporanea attraverso la messa in rete delle variegate proposte offerte dal sistema di istituzioni pubbliche e organizzazioni private, che in questa città trovano una diffusione particolarmente ampia e consolidata.
Anche quest'anno il pubblico di addetti ai lavori, appassionati e curiosi d'arte, cittadini e turisti potrà immergersi nell'atmosfera di effervescente vitalità che nell'ultimo weekend di gennaio attraverserà Bologna in tutte le sue possibili direttrici e vedrà come catalizzatore policentrico il Main program articolato in un Special project e un'ampia selezione di Main projects tra mostre, installazioni e performance, tutti a ingresso gratuito.
Se la vocazione principale del format rimane quella di comporre un programma rappresentativo delle più varie pratiche artistiche contemporanee in dialogo con i vari spazi e contesti urbani di intervento, nel programma dell'edizione 2020 si possono distinguere alcuni elementi prevalenti: la maggiore partecipazione di artiste donne rispetto a colleghi uomini; il confronto generazionale fra artisti affermati e artisti emergenti, la cui ricerca viene sostenuta attraverso la produzione di nuovi lavori realizzati per questa occasione; le incursioni della pittura, in affiancamento alla nuova sezione di Arte Fiera che punta l'attenzione sul linguaggio oggi più dibattuto dell'arte contemporanea.
Nella sezione ART CITY Segnala, l'attivazione delle preziose collaborazioni con gli operatori culturali della città si amplia in un ricchissimo palinsesto di un centinaio di eventi, selezionati da una commissione composta dai direttori artistici di ART CITY Bologna e Arte Fiera, oltre a un rappresentante del Dipartimento Cultura e Promozione della città del Comune di Bologna, disseminati tra gallerie d'arte moderna e contemporanea (sia le associate al circuito Confcommercio ASCOM che le indipendenti), artist run space, spazi no-profit e luoghi non convenzionali.
Per favorire l'accessibilità sono predisposti orari di apertura estesi in tutte le sedi coinvolte e l'ingresso gratuito, in alcuni casi ridotto per eventi di ART CITY Segnala, per i possessori di qualsiasi biglietto Arte Fiera. Inoltre, nel weekend dal 24 al 26 gennaio, il biglietto di Arte Fiera consente l'ingresso gratuito per le collezioni permanenti 1 dell'Area Arte Moderna e Contemporanea | Istituzione Bologna Musei. Per i possessori della Card Musei Metropolitani Bologna sono riservate tariffe ridotte sull'ingresso ad Arte Fiera e confermate le consuete
agevolazioni in tutti i luoghi del circuito ART CITY Bologna, oltre che in alcuni dei musei e spazi espositivi segnalati, nei quali sia previsto il pagamento di un biglietto.
Sul piano editoriale, sarà realizzato e distribuito gratuitamente l'ART CITY Program in formato tabloid, con schede di presentazione di tutti i progetti inclusi nel Main program, le informazioni utili sugli eventi di ART CITY Segnala e una mappa per orientarsi in tutti i luoghi di questa ottava edizione.
Infine, non mancherà uno degli appuntamenti più attesi con la ART CITY White Night: sabato 25 gennaio apertura straordinaria fino alle ore 24.00 in numerose sedi del circuito ART CITY Bologna, oltre che in gallerie, spazi espositivi indipendenti, palazzi storici e negozi.
Il programma completo degli appuntamenti sarà disponibile da gennaio 2020 su: www.artcity.bologna.it | www.artefiera.it.

 

INVENTARIO POZZATI - Per un omaggio della città di Bologna all’artista Concetto Pozzati

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Concetto PozzatiDal 30 novembre 2019 al 3 marzo 2020 la città di Bologna con Inventario Pozzati - Per un omaggio della città di Bologna all'artista Concetto Pozzati dedica un importante omaggio al grande maestro artista di punta dell'arte contemporanea, a cura di Elena Di Gioia e con spettacoli e performances teatrali dirette da Angela Malfitano.

Il progetto ha il contributo di Comune di Bologna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, GD, è realizzato con il sostegno delle Istituzioni culturali della città di Bologna: Istituzione Bologna Musei | MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna, Arena del Sole /Fondazione Emilia Romagna Teatro, Cineteca di Bologna, CUBO, Museo d'impresa Gruppo Unipol rientra tra i main projects di ART CITY Bologna 2020 ed è promosso dalle Associazioni culturali Teatri di Serendip e Tra un atto e l'altro, le cui attività sono sostenute dalla Regione Emilia-Romagna.

Spettacoli, performance, proiezioni, incontri danno corpo a appunti, lettere, dialoghi, interventi, ponendo una lente di ingrandimento sulla letteratura inedita e sull'opera di Concetto Pozzati: una alchimia tra discorso sulla propria opera, in dialogo con se stesso e il discorso pubblico (in Aule e contesti delle città) dove la responsabilità dell'artista segna in maniera formidabile l'unione tra l'artista, l'uomo e l'intellettuale. Le performances teatrali, le letture e gli incontri, coinvolgono diversi artisti e ospiti.

Il progetto affonda nel prisma Pozzati: la sua opera d'artista, il suo impegno volto al futuro attraverso l'insegnamento, il suo impegno politico e civile nel ruolo di Assessore alla Cultura a Bologna (dal 1993 al 1996), l'intreccio indissolubile tra privato e pubblico nella forza del ruolo dell'artista oggi attraverso le parole attuali e fulminanti dei suoi scritti.

Il progetto intraprende la sfida di trasfigurare con il linguaggio del teatro gli scritti di Concetto Pozzati. Il teatro che dialoga con le sue opere così come le sue opere dialogano con il pubblico in forma teatrale; i suoi scritti diventano parola della scena. Inventario Pozzati crea quindi una mappa della città, luoghi simbolici e concreti, in cui incastonare le parole di Concetto Pozzati e la loro attualità: dalla Biblioteca Emeroteca del MAMbo con il Fondo Pozzati recentemente donato dai figli Maura e Jacopo al museo bolognese, dallo Studio in cui dipingeva all'Arena del Sole, dalla Accademia di Belle Arti alla Mediateca di CUBO Unipol fino alla Cineteca di Bologna dove ritrovare immagini inedite.

Prima tappa sabato 30 novembre e in replica domenica 1 dicembre 2019 (ore 12 / ore 14.30 / ore 16 / ore 17.30 presso Fondo Concetto Pozzati | Biblioteca Emeroteca del MAMbo, via Don Giovanni Minzoni 14 Bologna).
A e da Pozzati, performance teatrale con Giuseppe Attanasio, Filippo Pagotto e Massimo Scola, regia di Angela Malfitano. Una saletta "bagnata dalla luce e dal sole" che diventa spazio profondo in cui ricreare l'incontro tra Concetto Pozzati e i tanti artisti, amati, conosciuti, attraversati nella sua vita e nella sua opera. Un gruppo di giovani attori, in movimento "tempestoso" e relazione tra loro e con i volumi presenti nella Biblioteca, interpreta le voci di vari artisti e dialoga con la voce di Pozzati, che si manifesta anche sonoramente, filo rosso nelle produzioni del progetto.
Tracce e frammenti epistolari, dichiarazioni d'intenti, dialoghi di Pozzati con altri artisti (Ceroli e Cintoli tra gli altri), appunti, scritti politici, di critici e storici d'arte sono tratti da Scritti d'artista di Concetto Pozzati, dall'archivio privato della famiglia e dai cataloghi del Fondo (inaugurato nel 2018 e che raccoglie oltre 5000 volumi donati dalla famiglia Pozzati) e si focalizzano sugli anni '60 e '70 dell'artista, periodo denso e di grandi trasformazioni, nelle forme e nel pensiero.
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria (posti limitati a replica):
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. | tel. 392 1696262.

Domenica 1 dicembre 2019, in occasione della ricorrenza del compleanno del Maestro, alle ore 18.15 al MAMbo (via Don Giovanni Minzoni 14 Bologna) presentazione del progetto alla presenza dell'Assessore alla Cultura e Promozione della città del Comune di Bologna Matteo Lepore e "brindisi narrativo" con ospiti tra cui: Lorenzo Balbi, Vittorio Boarini, Luca Caccioni, Daniela Claudi, Elena Di Gioia, Silvia Evangelisti, Galleria dè Foscherari, Roberto Grandi, Angela Malfitano, Maura e Jacopo Pozzati, Sissi.
Alle ore 20.00 al Cinema Lumière / Cineteca di Bologna (piazzetta Pier Paolo Pasolini 2/b Bologna, ingresso gratuito) proiezione di A che punto siamo con i fiori? Concetto Pozzati – Dialogo per segni e materia, documentario inedito composto dalla materia, dai segni e dalla voce di Concetto Pozzati a cura di Carlotta Cicci e Stefano Massari che cura anche la regia. Il documentario è stato realizzato nello Studio dell'artista poco prima della sua scomparsa.
Ripeteva spesso Concetto: "la pittura ha bisogno della sua oralità". Ogni volta gli rispondevo che quella frase mi ammutoliva dentro. E reagivo. Perché come lui, desideravo sempre che la mia "parola acquistasse la visione"...Vorrei fosse un film che ricominciasse ogni volta da un punto diverso di gratitudine. L'esercizio è stato voltarsi, fare un gesto lentissimo di saluto, continuare a farlo ininterrottamente, cercando residui di materia organica, mentale, sessuale immorale e morale tra i suoi pennelli, tra le sue carte, le sue tele, i suoi innumerevoli oggetti. L'esercizio è stato lasciarsi guardare ancora da quella sua voce sempre in posizione di domanda e stupore. Questo è un film sulla voce di Concetto Pozzati, pittore. Stefano Massari
Introducono Vittorio Boarini e Gian Luca Farinelli.

Venerdì 24 gennaio (ore 15 / ore 17 / ore 19 / ore 21) sabato 25 gennaio (ore 15 / ore 17 / ore 19 / ore 21) e domenica 26 gennaio 2020 (ore 12 / ore 15 / ore 17 / ore 19), nell'ambito di ART CITY Bologna 2020 lo Studio privato di Concetto Pozzati (via Zamboni 57 Bologna) si apre per la prima volta e ospita Io sono un pittore, performance teatrale con Massimo Scola regia di Angela Malfitano.
Dipingere è dipingere l'impossibile. È vero anche che la pittura è una corteccia dura, resistente, dove scorze sedimentano e si addizionano. La pittura ha una forte memoria, a un suo forte spessore, non la si elimina facilmente anche perché la pittura, sì lei, è intelligente anche ad insaputa dello stesso pittore.
Spazio di intimità in cui il pittore si muoveva tra pennelli, appunti, ritagli, materiale in attesa di nuove sperimentazioni. Lo Studio in cui Pozzati, oltre a dipingere, custodiva libri, cataloghi, le sue opere e dove accoglieva amici, artisti, galleristi.
In questo spazio ritroviamo un luogo di attesa e di silenzio, un luogo in cui far risuonare la voce di Pozzati in una galleria di opere e fotografie esposte appositamente per il pubblico. Un attore in scena nel tempo sospeso dello studio, in quel luogo di tempesta creativa e dialogo tra il pittore e le opere stesse; un "guardaroba di affetti" e di arte, tra gli oggetti del quotidiano dell'uomo e dell'artista. L'attore dichiara di essere l'Artista, accoglie e accompagna il pubblico. Lungo il tragitto alcune delle opere più conosciute saranno svelate e raccontate dall'Attore/Pittore.
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria (posti limitati): Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. | tel. 392 1696262

Domenica 26 gennaio alle ore 18.00 al CUBO Unipol – Condividere Cultura - Museo d'Impresa del Gruppo Unipol (piazza Vieira de Mello 3 e 5 Bologna) Concetto e gli specchi, reading di teatro e musica elettronica con Angela Malfitano e il musicista Franz Brini, regia di Angela Malfitano. Un testo mappa, appositamente costruito, che naviga nell'alto mare degli scritti dell'artista a partire da alcune idee quali il doppio, elemento ricorrente nella sua opera.
Ingresso libero. Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Il progetto si conclude martedì 3 marzo all'Arena del Sole (ore 20.30 -via dell'Indipendenza 44 Bologna) con l'anteprima nazionale de Il pittore burattinaio, spettacolo ideato e diretto da Angela Malfitano e prodotto dall'Associazione Tra un atto e l'altro.
Il pittore consegnato agli altri è un burattino, vuole invece il pittore essere il burattinaio, far muovere e gestire le sue immaginazioni, i suoi "bambolotti", le sue fantasmagorie.
Così la regista: "Da queste e altre riflessioni di Pozzati e dalla luce che mi restituiscono i suoi scritti nasce l'idea dello spettacolo. Il mio primo maestro, Leo De Berardinis, si è incontrato con Pozzati Assessore e tra i due è nata una grande amicizia-riconoscimento. Grazie al primo ho incontrato il nuovo Maestro e con lui ho potuto continuare il dialogo che avevo con Leo e che mi mancava. Sbalordivo a sentire le stesse formule magiche. Le stesse parole che da se stesse non erano risposte ma anch'esse sempre domande, quello che Leo chiamava "Oltre" e Concetto "Indicibile". Immagino questo lavoro fisicamente connesso con le opere di Concetto. Proiettate su un fondale dove si muovono e dialogano con il mio stesso corpo. Immagino di osare e di praticare il mio diritto alla fantasia e alla trasfigurazione, come lui stesso insegnava".

Bologna Festival, martedì 12 novembre il Quartetto Werther

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Quartetto Werther foto Luca BrunettiMartedì 12 novembre ore 20.30, Oratorio di San Filippo Neri, concerto del Quartetto Werther, vincitore del "Premio del Pubblico" di Bologna Festival, iniziativa legata alla rassegna Talenti. Misia Iannoni Sebastianini (violino), Martina Santarone (viola), Simone Chiominto (violoncello) e Antonino Fiumara (pianoforte) tornano ad esibirsi a Bologna Festival con un programma di particolare interesse che accosta il romantico Quartetto op.47 di Schumann, caposaldo del repertorio cameristico, a due brani di rara esecuzione di Mahler e Copland. Il "Tempo di Quartetto" di Mahler è un unicum nella sua produzione, principalmente incentrata sulla musica sinfonica e liederistica; è un esercizio di composizione del giovane Mahler, studente del Conservatorio di Vienna, limitato al solo movimento iniziale di un quartetto con pianoforte. Scritto dall'americano Aaron Copland nel 1950 il Quartetto per pianoforte e archi presenta un'originale sintesi tra il sistema dodecafonico di Schönberg e il diatonismo di Stravinskij.

QUARTETTO WERTHER. Formatosi sotto la guida del Trio di Parma e Pierpaolo Maurizzi, il Quartetto Werther svolge un'intensa attività concertistica esibendosi per importanti istituzioni musicali, tra cui La Fenice" di Venezia, Unione Musicale di Torino, Bologna Festival, Accademia Filarmonica Romana, Teatro Ristori di Verona, Moscow International House of Music, Teatro Sociale di Como, Società Umanitaria di Milano, Festival Pontino di Musica. Vincitore del "Premio Burri" 2019 promosso dal Festival delle Nazioni di Città di Castello, il Quartetto Werther si è distinto ai concorsi internazionali di musica da camera "Premio Boccherini" di Lucca e "Luigi Nono" di Torino.

Dal 2018 partecipa all'International Chamber Music Campus organizzato dalla Jeunesse Musicale Deutschland, frequentando i corsi tenuti dal Cuarteto Casals e da Vivian e Donald Weilerstein; partecipa inoltre al progetto "Le Dimore del Quartetto". Attualmente il Quartetto Werther perfeziona il repertorio con il Trio di Parma e con PierpaoloMaurizzi, con cui ha conseguito a pieni voti il master di secondo livello presso il Conservatorio di Parma nel 2018. Ha inoltre frequentato masterclass di musica da camera tenute da Bruno Giuranna, Luc-Marie Aguera (Quartetto Ysaÿe), Luca Sanzò e Patrick Jüdt (ECMA). L'attività del quartetto è sostenuta dall'Associazione Musica con le Ali.

( credit photo: Luca Brunetti)

Bologna Festival, martedì 12 novembre il Quartetto Werther

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Quartetto Werther foto Luca BrunettiMartedì 12 novembre ore 20.30, Oratorio di San Filippo Neri, concerto del Quartetto Werther, vincitore del "Premio del Pubblico" di Bologna Festival, iniziativa legata alla rassegna Talenti. Misia Iannoni Sebastianini (violino), Martina Santarone (viola), Simone Chiominto (violoncello) e Antonino Fiumara (pianoforte) tornano ad esibirsi a Bologna Festival con un programma di particolare interesse che accosta il romantico Quartetto op.47 di Schumann, caposaldo del repertorio cameristico, a due brani di rara esecuzione di Mahler e Copland. Il "Tempo di Quartetto" di Mahler è un unicum nella sua produzione, principalmente incentrata sulla musica sinfonica e liederistica; è un esercizio di composizione del giovane Mahler, studente del Conservatorio di Vienna, limitato al solo movimento iniziale di un quartetto con pianoforte. Scritto dall'americano Aaron Copland nel 1950 il Quartetto per pianoforte e archi presenta un'originale sintesi tra il sistema dodecafonico di Schönberg e il diatonismo di Stravinskij.

QUARTETTO WERTHER. Formatosi sotto la guida del Trio di Parma e Pierpaolo Maurizzi, il Quartetto Werther svolge un'intensa attività concertistica esibendosi per importanti istituzioni musicali, tra cui La Fenice" di Venezia, Unione Musicale di Torino, Bologna Festival, Accademia Filarmonica Romana, Teatro Ristori di Verona, Moscow International House of Music, Teatro Sociale di Como, Società Umanitaria di Milano, Festival Pontino di Musica. Vincitore del "Premio Burri" 2019 promosso dal Festival delle Nazioni di Città di Castello, il Quartetto Werther si è distinto ai concorsi internazionali di musica da camera "Premio Boccherini" di Lucca e "Luigi Nono" di Torino.

Dal 2018 partecipa all'International Chamber Music Campus organizzato dalla Jeunesse Musicale Deutschland, frequentando i corsi tenuti dal Cuarteto Casals e da Vivian e Donald Weilerstein; partecipa inoltre al progetto "Le Dimore del Quartetto". Attualmente il Quartetto Werther perfeziona il repertorio con il Trio di Parma e con PierpaoloMaurizzi, con cui ha conseguito a pieni voti il master di secondo livello presso il Conservatorio di Parma nel 2018. Ha inoltre frequentato masterclass di musica da camera tenute da Bruno Giuranna, Luc-Marie Aguera (Quartetto Ysaÿe), Luca Sanzò e Patrick Jüdt (ECMA). L'attività del quartetto è sostenuta dall'Associazione Musica con le Ali.

( credit photo: Luca Brunetti)

Halloween: arriva la notte del risveglio dei mostri che piace a piccoli e adulti

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HalloweenTutto pronto per la notte di Halloween, festa arrivata dagli Stati Uniti, che anche in Italia è divenuta la festa più amata dai bambini che, travestiti da streghe, zombie, fantasmi e vampiri, bussano alle porte urlando con tono minaccioso: "Dolcetto o scherzetto?". Un rito è quello di bussare tredici volte per allontanare la sfortuna, consuetudine che viene apprezzata e condivisa dalle famiglie che per la notte dei piccoli vampiri preparano dolci da distribuire. Halloween non solo è la festa dei bambini ma è divenuta un evento di moda coinvolgendo tutta la piattaforma dell'intrattenimento che è attiva a promuovere serata a tema con un giro di affari che si stima in milioni di euro. Ma da dove arriva la festa che ha appannato il nostro carnevale ? Le sue origini sono antichissime e da ricercarsi ai tempi in cui le popolazioni tribali usavano dividere l'anno del bestiame e fra ottobre e novembre preparandosi all'inverno, era necessario ricoverare le mandrie in luoghi riparati per garantirgli la sopravvivenza alla stagione del grande freddo e proprio questo perio-do prendeva il nome Halloween. In Europa le origini di Halloween sono da attribuirsi ai Celti, che non temevano i propri morti ai quali lasciavano del cibo sulla tavola in segno di accoglienza per quanti facessero visita ai vivi e proprio da questa usanza del trick-or-treat che tradotta in italiano nasce "dolcetto scherzetto?" . Oltre a non temere gli spiriti dei defunti, i Celti non credevano ai demoni quanto piuttosto alle fate e agli elfi, entrambe creature considerate comunque pericolose: le fate per un risentimento verso gli esseri umani; gli elfi per le grandi differenze che intercorrevano con 'uomo. Secondo le storiche leggende Celtiche, nella notte di Samhain questi esseri facevano scherzi anche molto pericolosi nei confronti degli uomini e questo ha portato nella credenza popolare ad alimentare la nascita di molte altre storie dagli scenari terrificanti. Storie che ad oggi sono divenute una grande festa con la notte più bizzarra la notte più bizzarra e amata dai bambini e anche dagli adulti.

Daniele Baldini

Bologna Festival, questa sera Händel italiano con Roberta Invernizzi

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Roberta Invernizzifoto Ribaltaluce StudioBologna. Questa sera, giovedì 31 ottobre ore 20.30 all'Oratorio di San Filippo Neri, il soprano Roberta Invernizzi, l'ensemble La Risonanza e Fabio Bonizzoni (direzione e clavicembalo) sono ospiti del ciclo di musica barocca "Bach versus Händel" di Bologna Festival. In programma, alcune Cantate per voce sola di Händel, tutte a tema amoroso, come suggeriscono i titoli "Un'alma innamorata", "Tu fedel? tu costante" "Armida abbandonata". Sono le cosiddette "Cantate romane", scene drammatiche in miniatura composte da Händel durante il soggiorno romano del 1707-1708 e presumibilmente destinate al soprano Margherita Durastanti, cantante dalle doti vocali eccezionali che il compositore tedesco vorrà come interprete anche per le sue opere teatrali.

Sotto la direzione storicamente informata di Fabio Bonizzoni, Roberta Invernizzi è da vari anni interprete d'elezione per questo repertorio, associando all'eccellenza tecnica una non comune intensità espressiva. Il suo CD con le Cantate italiane di Händel, realizzato insieme a Bonizzoni nel 2010, ha ottenuto il prestigioso Stanley Sadie Handel Recording Prize.

Il concerto verrà trasmesso in differita su www.retetoscanaclassica.it domenica 12 gennaio 2020 ore 20.30 (in replica giovedì 16 gennaio 2020 ore 18.40) da Rete Toscana Classica media partner dell'iniziativa.

Il concerto è realizzato con il sostegno di Unicredit.

( photo: Ribaltaluce Studio)

Redazione

Sasso Marconi: la stagione teatrale 2019-20 parte domani con il teatro dialettale

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La rassegna dialettale "Un bèl Casein" prende il via domani, 31 ottobre, con la commedia "Un maré buseder" mentre il cartellone di prosa "Ridere è una cosa seria" parte il 7 novembre con "The DEI after" di Teatro Ringhiera (campagna abbonamenti per il teatro di prosa aperta domani sera e sabato 2 novembre)

Tutto è pronto a Sasso Marconi per l'apertura della stagione teatrale 2019/20, due sono i cartelloni predisposti dall'Assessorato alla Cultura della Comune.

Il primo è dedicato al dialetto, con la 19ª edizione della rassegna "Un bèl Casein" che parte domani, 31 ottobre, con la commedia "Un maré buseder" della compagnia Al nostar dialatt (Teatro comunale, ore 21). La rassegna prosegue poi fino a febbraio con altri sei spettacoli portati in scena da compagnie bolognesi già conosciute dal pubblico (Arrigo Lucchini, Bruno Lanzarini, Marco Masetti) e altre compagnie di più recente costituzione (Nuovi Felsinei, Gloria Pezzoli, Compagnia del Corso). Le situazioni e le tematiche trattate sono quelle tipiche della commedia bolognese: intrighi familiari, intrecci sentimentali ed equivoci... sette appuntamenti da non perdere per gli appassionati cultori del dialetto!

Inizio spettacoli ore 21 - Biglietto d'ingresso: 10 €

Il secondo cartellone - "Ridere è una cosa seria" -, predisposto in collaborazione con l'associazione "Cà Rossa", propone invece un percorso di ricerca all'interno dell'universo teatrale, alla (ri)scoperta del ruolo sociale e delle tante sfaccettature del mestiere d'attore. In questa sua sesta edizione, "Ridere è una cosa seria" presenta sette appuntamenti, uno per mese da Novembre a Maggio così declinati: satira di genere con "The DEI after" (lo spettacolo che il 7 novembre apre la rassegna), linguaggio e tipi della Commedia dell'Arte (con spettacoli come "Il malato immaginario, l'ultimo viaggio" e " La pazzia di Isabella") e teatro civile di nuova drammaturgia (è il caso di "Nessuna pietà per l'arbitro"). Nella sua seconda parte, da marzo a maggio, la rassegna apre una finestra sull'artigianato teatrale del territorio: Teatrino Giullare propone "Menelao", il laboratorio teatrale di CopAps torna con "Macbeth, il balletto del potere", mentre l'Opificio d'Arte Scenica rilegge "La Tempesta" di William Shakespeare in "Tempoest". la produzione dei teatranti di casa nostra è dunque protagonista da marzo a maggio, per una primavera di teatro a Km.0.

Ad inaugurare la rassegna sarà - giovedì 7 novembre - THE DEI AFTER, una nuova produzione di ATIR Teatro Ringhiera per la regia di Rita Pelusio. Si tratta di uno spettacolo in cui tre improbabili figure divine (Zeus, Efesto ed Ermes, divinità maschili rilette in chiave grottesca e interpretate da tre donne), danno vita a un confronto comico destinato a smontare miti e certezze dell'universo maschile attraverso un susseguirsi di dialoghi serrati, giochi linguistici e gag.

Inizio spettacoli ore 21.15 - Biglietto d'ingresso: 10 € (ridotto 5 € per gli under 18)

E' ancora possibile sottoscrivere l'abbonamento alla stagione teatrale "Ridere è una cosa seria" nelle giornate di giovedì 31 ottobre (ore 20-21.30 presso il Teatro comunale) e sabato 2 novembre dalle 9 alle 12 c/o l'ufficio comunale "@TUxTU Comunica".
L'abbonamento costa 60 € ma è prevista la riduzione a 40 € per gli abbonati alla stagione dialettale "Un bèl Casein", per gli under 35 e i possessori di "YoungER Card"

Tutti gli spettacoli si svolgono al Teatro comunale di Sasso Marconi (Piazza dei Martiri 5). Fa eccezione il solo "Tempoest", spettacolo che a maggio 2020 chiude la rassegna "Ridere è una cosa seria" e che andrà in scena nelle sale di Villa Davia, al Borgo di Colle Ameno.

Redazione

Alla Fiera di Padova, fino a domenica, la 36^ edizione di Auto e Moto d’Epoca

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BARCHETTEAll'interno esclusiva mostra dedicata alle Barchette Ferrari
Padova. Ha preso il via ieri, presso la Fiera di Padova, la 36^ edizione di Auto e Moto d'Epoca, uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati ai veicoli storici, capace di coniugare cultura, passione, tecnologia e design. Tante le novità per il grande pubblico in uno dei più importanti appuntamenti internazionali del settore che mette in scena l'esclusiva mostra dedicata alle Barchette Ferrari, nuovi spazi per i commercianti, i lotti dell'Asta Finarte e il nuovo percorso Arts&Crafts per esplorare artigianato, arte, abbigliamento di altissima qualità e design legati al mondo dei motori.
Un appuntamento che si conferma di grande attrazione sia per gli addetti del settore che per tanti appassionati che mostrano interesse per la storia dell'automobile e di quanto l'auto d'epoca sia punto di riferimento per lo sviluppo dei modelli di oggi.

Redazione

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