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Il cortile dei fanciulli: storie di minori nel manicomio provinciale di Bologna

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La mostra, che inaugura mercoledì 16 giugno, si concentra sul periodo che va dal 1811 al 1950

Da una ricerca sui materiali conservati nel fondo archivistico dell'ex-Ospedale Psichiatrico Provinciale "F.Roncati" nasce la mostra "Il cortile dei fanciulli. Storie di minori nel manicomio provinciale di Bologna", che si concentra sulla presenza dei minori nel manicomio di Bologna, in un arco temporale che va dal 1811 al 1950.

All'inaugurazione, in programma mercoledì 16 giugno alle ore 18, saranno presenti Paolo Bordon, direttore generale della Azienda USL di Bologna, Angelo Fioritti, direttore DSM-DP Azienda USL di Bologna, Mariaraffaella Ferri, vicesindaca metropolitana e Bruna Zani, presidente dell'Istituzione Gian Franco Minguzzi.

Seguirà una lettura creativa "I Dimenticati. Storie perdute e ritrovate di bambini in manicomio" curata da Roberto Vecchi Benatti con la partecipazione dell'associazione Leggio.

Dai documenti emergono le numerose storie di vita di bambine e bambini "difficili" il cui disagio viene contenuto all'interno di un percorso istituzionale che non manca di attenzione alle determinanti sociali del disagio psichico e ai possibili percorsi riabilitativi, tracciando i primi passi della moderna disciplina della neuropsichiatria infantile.

La mostra giunge al termine di un percorso di valorizzazione dei documenti di archivio dell'ex-Ospedale Psichiatrico Provinciale di Bologna, progettato e realizzato dall'Istituzione Gian Franco Minguzzi della Città metropolitana di Bologna. Attraverso lo studio delle cartelle cliniche e dei materiali amministrativi, è stato possibile ricavare il dato di una presenza non trascurabile dei minori all'interno del manicomio, da dove nella maggioranza dei casi venivano in seguito avviati verso altre istituzioni assistenziali.

I giovanissimi ricoverati provenivano nella quasi totalità da famiglie di umilissima origine, con diagnosi che descrivono il presunto ritardo mentale, ma lasciano intravvedere sullo sfondo le condizioni di gravissimo disagio sociale ed economico delle famiglie, al limite della sopravvivenza.

La ricerca di archivio e i testi della mostra sono stati curati da Rossella Raimondo, ricercatrice, Carlotta Gentili, neuropsichiatra infantile e Francesco Rosa, archivista.

Il progetto di valorizzazione che ha portato alla realizzazione della mostra è stato sostenuto dall'IBACN della Regione Emilia-Romagna.

Redazione

Sasso Marconi: da oggi, 8 giugno, i film di prima visione infrasettimanali

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CINEMAI film di prima visione passano dal week-end al martedì-mercoledì-giovedì sera

La programmazione del Cinema comunale di Sasso Marconi prosegue a giugno con un'importante novità: i film di prima visione, tradizionalmente calendarizzati nel fine settimana, si spostano nelle serate di martedì-mercoledì-giovedì. Un cambiamento di programma dettato dalla necessità di evitare sovrapposizioni con gli eventi e le iniziative culturali che animeranno i week-end di giugno, a partire dalla rassegna di burattini "Piccoli Teatri" (che riprende venerdì 11 dopo aver osservato qualche giorno di pausa), e dalla volontà di offrire una proposta di calendario più adeguata al periodo estivo ormai alle porte.

La nuova programmazione parte già domani, 8 giugno, con "Un altro giro", pellicola del regista danese Thomas Vinterberg che si aggiunge alla serie di film premi Oscar proposti in queste prime settimane di riapertura del cinema.

Vincitore dell'Oscar come miglior film straniero, "Un altro giro" racconta la storia di un insegnante di liceo di Copenaghen che ha perso motivazione sul lavoro e nella vita di tutti i giorni. Per recuperare brillantezza e fiducia, l'uomo decide di tentare un esperimento e, assieme a tre amici e colleghi, inizia ad assumere alcool, nella convinzione (avvalorata dalla teoria di uno psichiatra norvegese) che un leggero stato di ebbrezza contribuisca a migliorare la creatività e la produttività sul lavoro... Davanti ai primi positivi riscontri, i 4 amici decidono di fare del loro esperimento un vero e proprio progetto accademico senza però aver considerato che esagerare con gli alcolici può portare a conseguenze spiacevoli...

Un film provocatorio e anticonvenzionale con cui Vinterberg, nel denunciare l'eccessivo consumo di alcool del suo Paese, e in generale di una società che si cela dietro la facciata del perbenismo, celebra la sete di vita e ci ricorda come stia ad ognuno di noi decidere come vivere, assumendosi, nel bene o nel male, la responsabilità delle proprie scelte.

ORARI: con lo slittamento del coprifuoco alle 24, le proiezioni si spostano alle h. 20.30 (spettacolo unico martedì 8, mercoledì 9 e giovedì 10 giugno).

Il Cinema comunale è in Piazza dei Martiri 5.

Ricordiamo che la capienza della sala è ridotta a 120 posti, adeguatamente distanziati e assegnati in loco, dopo il pagamento del biglietto d'ingresso (5 Euro).

Redazione

Bologna Festival. Talenti al pianoforte: Gile Bae

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GILE BAE foto Guido TaroniGiovedì 10 giugno ore 21, nel Cortile dell'Archiginnasio, con il concerto della pianista Gile Bae si si apre la rassegna Pianofortissimo &Talenti, ciclo di 10 concerti realizzato da BOLOGNA FESTIVAL E INEDITA. Tra le interpreti più brillanti della sua generazione, giovane promessa del pianismo internazionale, Gile Bae esegue pagine di Bach e Mozart oltre a Schumann e Chopin, espressione di quel pianismo romantico di cui Gile Bae è interprete sensibile.

Nel programma del suo concerto si susseguono cronologicamente brani fondamentali della letteratura pianistica, dal Concerto nach italienischen Gusto di Bach alla Sonata KV 310 di Mozart, espressione di quello spirito Sturm und Drang che scuote anche il genio di Salisburgo. In una seconda parte dedicata al pianismo romantico figurano la mutevole Humoreske di Schumann e le tre Mazurke op.59 di Chopin, scelte tra le 57 scritte dal compositore polacco nell'intero arco della sua esistenza.

La serata è realizzata con il sostegno di GOLDEN GROUP.

La rassegna Pianofortissimo & Talenti fa parte di Bologna Estate 2021, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città Metropolitana. Fulcro della rassegna è il Cortile dell'Archiginnasio alla quale si affiancano alcuni luoghi esterni, cittadini e metropolitani, emblematici per storia e valore artistico: il Chiostro della Basilica di Santo Stefano (13 giugno), il Cortile di Rocca Isolani a Minerbio (17 giugno e 29 giugno), la Chiesa di San Michele in Bosco (23 giugno).

«I giovani straordinari artisti che il pubblico avrà occasione di apprezzare nel programma Talenti – sottolinea Maddalena da Lisca Sovrintendente di Bologna Festival – si faranno conoscere su pagine assai impegnative, scelte per lo più dal repertorio noto agli appassionati, per illustrare le brillanti caratteristiche tecniche e interpretative che dopo anni di studio e di lavoro sono finalmente a poter sfoggiare in pubblico».

GILE BAE. Pianista dotata di una solidissima tecnica e di una spumeggiante personalità musicale, ventisette anni, madre coreana e padre olandese, ex bambina prodigio, residente in Italia da una decina d'anni, Gile Bae si è imposta come una delle interpreti più brillanti della sua generazione. Il suo debutto come solista, a cinque anni, è in un concerto con orchestra in Corea del Sud. Da quel momento suona con numerose orchestre e in diversi paesi europei. Il suo primo premio arriva già a sei anni, in Olanda, nel 2000, con l'International Steinway & Sons Piano Competition; vince poi altri concorsi, tra cui l'EPTA in Belgio e il "Maria Campina" in Portogallo. Ha perfezionato gli studi con Naum Grubert, Elza Kolodin, Ruth Nye, Tatiana Zelikman, Boris Petrushansky e Jean-Yves Thibaudet; continua a specializzarsi all'Accademia Pianistica di Imola, dove studia con Franco Scala dal 2002. Nel 2018 viene nominata "Bösendorfer Artist" e nel 2020, su invito di András Schiff, suona al Klavier Festival Ruhr e partecipa al progetto "Building Bridges". Recente la pubblicazione della sua registrazione delle Variazioni Goldberg di Bach (fonè).

(Credit photo: Guido Taroni)

Redazione

Valsamoggia è: “APERTA PER L’ESTATE”

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valsamoggia aperta estateoltre 200 eventi che spaziano dalla musica al teatro, dalle passeggiate nella natura alle degustazioni (anche in vigna) senza dimenticare le tradizionali sagre di paese

Uno per tutti e tutti per uno. Dopo tanti mesi a ripetersi che ci si salva e si riparte solo insieme, Valsamoggia ha messo in pratica questa filosofia anche per le attività estive presentando per la stagione 2021, per la prima volta, un unico cartellone che raccoglie sotto all'ombrello dell'amministrazione oltre 200 appuntamenti diffusi sul territorio nei mesi che vanno da maggio a ottobre, alcuni dei quali inseriti anche nel cartellone Bologna Estate 2021.

"Momenti per i cittadini residenti – commenta Federica Govoni, Assessora alla promozione del territorio del Comune di Valsamoggia – ma pensati anche per incontrare le esigenze dei tanti turisti che già l'anno scorso sono arrivati numerosissimi su questo territorio al confine tra Bologna e Modena. Valsamoggia – continua Govoni – ha tanto da offrire innanzitutto per le sue caratteristiche geografiche: c'è tanta pianura ma anche tanta collina, alta in alcuni punti, che consente di affiancare ad appuntamenti più statici, come possono essere il cinema, il teatro, la musica o un ristorante, altrettante occasioni di movimento alla scoperta del territorio, della sua storia e delle sue specialità enogastronomiche. Con le cinque municipalità che la compongono – Bazzano, Castello di Serravalle, Crespellano, Monteveglio e Savigno – in primo piano insieme alle associazioni, alle proloco e al contributo fondamentale della Fondazione Rocca dei Bentivoglio, da sempre impegnati per presentare al meglio quello che di tradizionale e nuovo Valsamoggia può offrire. E con lo slogan "Aperta per l'estate" che rafforza l'idea di un territorio che è pronto ad accogliere chi sceglierà di vivere un'esperienza appena fuori porta".

"Abbiamo organizzato gli eventi estivi mettendoci nei panni di chi fruirà dell'offerta – aggiunge Angela Di Pilato, Assessora alla Cultura del Comune di Valsamoggia –. Quindi saranno in cartellone appuntamenti per famiglie; per sportivi; per amanti del cinema, del teatro e della musica in tutti i suoi generi; per buongustai che amano degustare piatti tipici all'aria aperta e tra i vigneti; per gli amanti delle tradizioni e degli appuntamenti cari al territorio come le sagre di paese. In questi giorni abbiamo inoltre invitato tutte le realtà private come ristoratori e operatori della cultura come possono essere per esempio le librerie, a richiedere il patrocinio turistico che consentirà loro di essere inseriti nel programma ufficiale e raggiungere quindi il maggior numero possibile di persone".

Sono nate così le sette aree che caratterizzeranno l'estate a Valsamoggia: Musica, Cinema, Teatro, Arte (storie, persone e incontri), Enogastronomia, Passeggiate, Sagre&Feste (che comprende anche i mercatini tipici che proseguono per tutto il periodo estivo).
Maggiori dettagli sui contenuti delle diverse aree sono a disposizione nel comunicato stampa allegato.

Il programma dettagliato – e in continuo aggiornamento – sarà disponibile sul sito del comune e sul sito www.invalsamoggia.it , canale ufficiale di promozione turistica di Valsamoggia, che verrà lanciato proprio in occasione del cartellone estivo 2021.

Redazione

Morandi racconta. Il segno inciso: tratteggi e chiaroscuri

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Giorgio Morandi. Foto Lamberto Vitali settembre 1958Bologna. Prosegue con il terzo e ultimo appuntamento dedicato a Giorgio Morandi RE-COLLECTING, ciclo ideato da Lorenzo Balbi che approfondisce temi legati alle collezioni permanenti dell'Area Arte Moderna e Contemporanea dell'Istituzione Bologna Musei, indagandone aspetti particolari e valorizzandone opere solitamente non visibili o non più esposte da tempo, per offrire prospettive inusuali e proporre nuovi percorsi di senso.

Al Museo Morandi, dopo le rassegne dedicate ai Fiori e alle Nature morte, apre il 27 maggio e sarà visibile fino al 29 agosto 2021 Morandi racconta. Il segno inciso: tratteggi e chiaroscuri a cura di Lorenza Selleri, dedicata al tema dell'Incisione.
Partendo dalla domanda ricorrente "Che cos'è un'acquaforte?", il museo cerca di rispondere attraverso il terzo un focus incentrato su questa tecnica, di cui Morandi è stato maestro. Maestro in senso stretto, dal momento che dal 1930 diventa docente di Tecnica dell'Incisione all'Accademia di Belle Arti di Bologna, ma anche in senso lato, dati il suo rigore e la sua straordinaria capacità tecnica.
Giorgio Morandi si dedicò alla grafica, e in particolare all'acquaforte, con impegno pari a quello dedicato alla pittura ("dipingo e incido paesaggi e nature morte", dichiarò egli stesso nel 1937), tanto che ne divenne un interprete straordinario, tra i più significativi di tutto il panorama europeo del suo tempo.
La sua maestria è paragonabile a quella dei grandi incisori del passato, Rembrandt in primis, che studiava con assiduità e fermezza. Le riproduzioni su volumi in folio, così come le stampe originali che teneva esposte nella casa-studio di via Fondazza, e nella sua aula in Accademia, erano funzionali alla sua necessità di poterne carpire la tecnica perfetta. Così avvenne la sua formazione (non esistendo all'epoca in Accademia un corso di studi per questa disciplina specifica) e quella dei numerosi allievi che frequentarono la sua aula durante i ventisei anni del suo insegnamento. In quel periodo Morandi descrive così il tipo di addestramento impartito ai suoi studenti: "faccio eseguire qualche copia da incisori antichi e limito l'insegnamento all'acquaforte eseguita a puro segno".
Durante il suo magistero si alternarono nella sua aula studenti tra cui oggi ravvisiamo nomi noti come Luciano Minguzzi, Pompilio Mandelli, Quinto Ghermandi, Luciano Bertacchini, Leone Pancaldi, e poi ancora: Vasco Bendini, Pirro Cuniberti, Dino Boschi, Luciano De Vita e Paolo Manaresi. Artisti, questi, che appresero la sua lezione e nel contempo se ne distanziarono, acquisendo una propria personalità o, come suggeriva Morandi stesso, un "proprio timbro".

Nello sviluppo della sua tecnica Morandi puntò sul segno per andare oltre il bianco e il nero; attraverso il tratteggio, infatti, tradusse i rapporti tonali, o meglio chiaroscurali, giungendo a valersi di quelli che Brandi argutamente definì "colori sottintesi". Del resto la sua attività pittorica procedeva di pari passo. L'acquaforte, come pure la pittura, comportò per lui una fruizione lenta del mondo di cose che aveva sotto gli occhi, quasi una meticolosa distillazione. Ma è appunto in questa meditata operazione che riuscì a percepire la qualità di ciò che aveva di fronte, e quindi ad impadronirsene attraverso un'abilità tecnica straordinaria, che non divenne mai virtuosismo fine a se stesso.

Il percorso espositivo della mostra si apre con una natura morta cubofuturista, tratta dalla prima e unica lastra incisa all'acquaforte nel 1915 (V.inc.3), e si conclude con un esemplare dell'ultima e unica natura morta che Morandi realizzò nel 1961 (V.inc.131).
Sette delle quattordici acqueforti esposte entrarono a far parte del patrimonio del Comune di Bologna nel 1961, quando Morandi le donò, conservando l'anonimato, in occasione del riordino delle raccolte della Galleria d'Arte Moderna allora ubicata presso Villa delle Rose.
Alcuni fogli appartenenti a collezioni private completano l'esposizione. Si tratta di opere concesse in comodato gratuito al museo in tempi più o meno recenti, come ad esempio I Pioppi e la Grande natura morta con la lampada a petrolio del 1930 (V.inc.76 e 75) e la già citata natura morta del 1961, appartenuta a Luciano Pavarotti. A queste si aggiunge la stampa della sola lastra, ad oggi nota, che Morandi incise con la tecnica della ceramolle.

Alcune vetrine permettono al pubblico di avere accesso a documenti che gettano luce sulla dedizione di Morandi verso la tecnica oggetto del focus espositivo e sui suoi lunghi anni di insegnamento. Tra questi spiccano le lettere dell'artista all'amico Mino Maccari e quelle di Carlo Alberto Petrucci, Direttore della Calcografia Nazionale di Roma a Morandi, oppure i registri, le note di qualifica e le relazioni provenienti dall'Archivio Storico Accademia di Belle Arti di Bologna.

Morandi racconta. Il segno inciso: tratteggi e chiaroscuri è accompagnata da un'agile pubblicazione realizzata dall'ufficio editoriale dell'Area Arte Moderna e Contemporanea dell'Istituzione Bologna Musei con un testo della curatrice e immagini delle opere, in distribuzione gratuita per il pubblico.

( Credit photo: Lamberto Vitali )

Redazione

PIANO CITY MILANO. Annunciati i primi nomi dei pianisti e compositori che compongono la line-up

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PianoCityMilanoPreludio 2020 ph Federica Cicuttini10 quartieri per 100 concerti una speciale 10^ edizione del festival di pianoforte più atteso dell'anno il 25, 26 e 27 giugno

Tra i pianisti e compositori già confermati: HANIA RANI, YARON HERMAN, FRIDA BOLLANI MAGONI, RITA MARCOTULLI, VINICIO CAPOSSELA, RAPHAEL GUALAZZI, KAI SCHUMACHER, DAVIDE CABASSI, GIUSEPPINA TORRE, ENRICO INTRA, LEONORA ARMELLINI, PAOLO JANNACCI, ROSEY CHAN, ROBERTO CACCIAPAGLIA.

Una piccola anticipazione del ricco palinsesto proposto dalla manifestazione, che quest'anno festeggia i 10 anni dalla sua nascita, e che prevede anche concerti in collaborazione con prestigiose istituzioni musicali come il Premio Venezia, Concours International Léopold Bellan, il Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi di Milano, la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, il Conservatorio Gaetano Donizetti di Bergamo e il Premio Antonia Pozzi.

Piano City Milano 2021 si svolgerà in presenza in 10 luoghi simbolo con 100 concerti organizzati sempre nel completo rispetto delle norme di sicurezza per la salute pubblica. Le note dei pianoforti risuoneranno da importanti quartieri della città di Milano, ma la loro magia sarà trasportata lontano grazie a un palinsesto di dirette streaming che permetteranno a tutti coloro che non potranno partecipare dal vivo di vivere anche a distanza le emozioni di Piano City Milano.

«Negli anni il festival ha portato la musica ovunque, strade, cortili, case private e luoghi ameni, accompagnando i movimenti di una città vivace come solo Milano - dichiara Ricciarda Belgiojoso, direzione artistica di Piano City Milano - L'edizione di quest'anno assume un significato particolare, per riprendere a fare musica insieme in sicurezza. Per i nostri 10 anni vi invitiamo da mattina a sera in 10 luoghi a noi cari, all'aperto, per esserci in tutti i quartieri, con 100 concerti, ospiti d'eccezione italiani e stranieri, grandi nomi e giovani talenti e naturalmente ogni genere musicale. Sarà un'edizione davvero speciale, che ancora una volta abbraccerà a suon di pianoforte tutta la città».

Nel corso di questi 10 anni, il Festival ha collezionato un grande successo mediatico e di pubblico con oltre 3.000 concerti che hanno coinvolto più di 3.500 pianisti italiani e internazionali.

Un continuo sviluppo e rinnovamento artistico che ha conquistato e continua a conquistare il cuore di Milano, e non solo, toccando anche importanti tematiche sociali e aprendosi ai quartieri più periferici.

Piano City Milano è andato alla ricerca di luoghi nuovi e insoliti per raccontare la città attraverso la musica e la cultura: le note hanno risuonato dai tram, dai tetti, hanno invaso le case, i cortili le piazze, i parchi, i musei, le terrazze, le scuole, trasformando la città in un unico grande palcoscenico.

Particolarmente emozionante, i Piano Tandem e Piano Risciò che lo scorso anno, dopo il lungo periodo di lockdown, hanno riportato la musica tra le vie della città acclamati con gioia dal pubblico che ha seguito i loro concerti dalle finestre e dai balconi di casa.

Piano City Milano è un progetto di Associazione Piano City Milano con il Comune di Milano, a cura di Ponderosa Music&Art e Accapiù, che vanta la direzione artistica di Ricciarda Belgiojoso e Titti Santini.

Con il sostegno dei partner Intesa Sanpaolo, Volvo, Hermès in sostegno ai talenti e altri in via di definizione, dei partner tecnici Steinway & Sons, Fazioli, Griffa & Figli, Passadori Pianoforti, Tagliabue, Tarantino Pianoforti e AIARP e dei media partner Corriere della Sera, Radio Monte Carlo, Zero e Pianosolo.

Con la collaborazione di YES MILANO.

Nasce nel 2011 come primo festival diffuso della città e contribuisce all'onda di vitalità e alle sperimentazioni urbane e culturali che portano Milano a diventare la vibrante metropoli europea che è oggi. Fra i fondatori del festival e dell'Associazione, Daniela Cattaneo Diaz e Titti Santini, che hanno sempre creduto nel progetto e costruito una rete di partner sostenitori che negli anni hanno investito in Piano City Milano – nell'immaginare una diversa visione di Milano. Tra i soci fondatori dell'Associazione, anche Manuela Rosignoli e Lorenzo Carni, che curano la direzione esecutiva del festival.

( Credit photo: Federica Cicuttini )

Redazione

CulturaraEstate: 40 eventi di qualità a Calderara di Reno

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Culturara riprende le sue attività con la rassegna estiva organizzata nell'ambito di Bologna Estate, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna - Destinazione Turistica.

Il sistema culturale del Comune di Calderara di Reno, voluto dall'amministrazione comunale per ottimizzare la sinergia tra pubblico, privato e terzo settore, presenta un programma di otto spettacoli teatrali, sette concerti, nove film, tre laboratori, sei incontri, sette percorsi sul territorio, due visite guidate naturalistiche e un evento speciale, realizzato da Casa della Cultura Italo Calvino/Cronopios, Teatro Spazio Reno, Biblioteca Rinaldo Veronesi e Servizio Cultura, in collaborazione con le realtà associative del territorio e di Bologna.

La città consolida così la sua vocazione culturale investendo su proposte di qualità con l'obiettivo di coinvolgere i cittadini di Bologna metropolitana, che potranno trovare a Calderara un contesto accogliente con attività organizzate nelle piazze e nei parchi del capoluogo e delle frazioni.

Le iniziative sono tutte a ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria sul sito http://culturara.eventbrite.com 

Culturara prosegue il lavoro iniziato l'anno scorso sui temi legati all'ambiente e al paesaggio naturale e urbano, integrando il programma di concerti, teatro e cinema con nuove attività che mettono al centro la scoperta della natura, dell'arte e della storia. A simboleggiare questo tratto caratteristico della programmazione culturale sarà la grande balena in ferro posta nella piazza della Casa della Cultura, restaurata e illuminata per l'occasione.

Redazione

 

 

"Vivo in una bolla": performance artistica a Sasso Marconi

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E' un'inconsueta performance artistica quella che ha preso forma ieri e oggi, domenica 23 maggio, all'interno della grande bolla in pvc, posizionata nella centrale Piazza dei Martiri della Liberazione di Sasso Marconi.

Dalle suggestioni nate durante la pandemia, che ha a lungo bloccato gli spettacoli teatrali, gli artisti Danila Barone e Paolo Piano hanno ideato e realizzato una bolla trasparente delle dimensioni di una stanza, abitata da un personaggio femminile che vive in un contesto domestico accogliente e dai risvolti poetici. Vive il proprio quotidiano simile all'ordinario ma con imprevedibili incursioni nel surreale.

Gli spettatori vedono tutto quello che accade all'interno della bolla, e attraverso alcune fessure e un telefono possono comunicare con il personaggio femminile. Per lei la bolla rappresenta uno spazio protetto dove tenta di comprendere quello che c'è fuori, arrivando ad una progressiva conoscenza celebrata con musica e danza.

All'installazione possono accedere 5/6 nuclei familiari per volta (max. 25 persone) nelle giornate di sabato 22 e domenica 23 maggio.
ORARI PERFORMANCE: sabato h. 11.30 - 12.30 - 17.00 - 18.00 - 21.00; domenica h. 10.00 - 11.00 - 12.00. Le performance hanno durata di circa 20 minuti cad.

Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria al n. 342 7163977 (anche via SMS e WhatsApp) o all'indirizzo e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  

Progetto artistico: DP Art - Organizzazione: associazione "Ca' Rossa" con il patrocinio del Comune di Sasso Marconi

Redazione

Istituzioni Bologna Musei, al via la nuova edizione della rassegna di lezioni musicali

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Aurelio Virginiliano Il Dolcimelo#wunderkammer RELOADED il museo delle meraviglie

Bologna - Dopo la prolungata chiusura dei musei disposta dalle misure di contrasto all'emergenza Covid-19, finalmente il 27 aprile scorso anche il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna ha riaperto al pubblico, con nuovi orari e sempre nel rispetto delle misure di sicurezza previste a livello nazionale. E quale modo migliore di ripartire che riprendere proprio dalle attività interrotte più di un anno fa?

Per tutti gli appassionati e gli amici che in questi mesi non hanno fatto mancare il loro sostegno e hanno chiesto aggiornamenti continui sulla ripresa delle attività in presenza, il museo ha deciso di proporre una selezione delle lezioni musicali inserite nel programma 2020 di #wunderkammer il museo delle meraviglie, la rassegna che si propone di valorizzare il complesso patrimonio costituito dalle raccolte permanenti di beni musicali, librari e artistici, incentivandone la conoscenza presso un ampio pubblico attraverso un unico contenitore in cui si integrano esperienze diversificate, realizzate in collaborazione con realtà del mondo musicale operanti sul territorio e non solo.

L'edizione 2021 si presenta quindi in una versione RELOADED, concentrata in poco più di un mese, in un periodo inedito per la classica rassegna (giunta alla quinta edizione), in cui i tesori musicali del museo e della biblioteca tornano a (ri)suonare!
Infatti, come da tradizione, tutte le lezioni musicali di #wunderkammer sono legate ad un'opera - un manoscritto, un'edizione a stampa, una lettera oppure un dipinto - appartenente alle collezioni del museo.
E per scoprire i tesori che il museo conserva, come sempre ogni lezione sarà anche l'occasione per vederli "da molto vicino": all'inizio di ogni appuntamento gli esperti del museo mostreranno agli spettatori alcuni pezzi unici della collezione legati al programma musicale che seguirà.

Programma

Venerdì 21 maggio h 18.30
Qual sorta di tabacco...Pietro degli Antonii: un Corelli prima di Corelli
Lezione musicale con Fabrizio Longo (violino barocco e voce narrante) e Domenico Cerasani (tiorba e chitarra barocca)
Pietro degli Antonii: solo un "antico" o un Corelli un po' prima di Corelli? Nel primo appuntamento andremo alla riscoperta dell'avventurosa vita e della sorprendente musica del grande cornettista e compositore tale da farsi udire dai primi Principi d'Europa, che in gioventù ebbe anche il merito di consigliare all'amico Arcangelo Corelli di trasferirsi a Roma per dar adito al suo genio (e già solo per questo dovremmo essergli grati!). Il Museo della Musica conserva sedici stampe e il ritratto di Pietro degli Antonii (Bologna 1639-1720), alcune delle quali sono state condivise da Martini per la sua instancabile attività di collezionista, facendole riprodurre ai suoi copisti. E nel tricentenario (+1) dalla sua scomparsa è quindi un atto dovuto dedicargli un pomeriggio di racconti musicali, letture di poesie e musica suonata con esecuzione di brani dalle sue opere I, IV e V, per violino e basso continuo.

Venerdì 28 maggio h 18.30
Yo soy la locura. Le trame della Follia nella musica barocca e popolare
Lezione musicale con Aria di Follia: Theresia Bothe (voce), Simone Colavecchi (chitarra barocca e tiorba), Luigi Polsini (viole da gamba), Paolo Rossetti Murittu (percussioni)
La follia è il tema musicale di origine portoghese scelto dal gruppo come simbolo della ricchezza e varietà di contrasti che ne caratterizzano lo stile e il repertorio. Dai ritmi più concitati e stringenti ai lunghi, intensi respiri, dalla sottile dolcezza all'intensa disperazione, si scoprono composizioni senza tempo capaci di abbracciare l'ampio spettro emotivo che il Genio e la Follia umane possono mettere in musica.

Venerdì 4 giugno h 18.30
Ut Musica Pictura. La musica al tempo (e nei quadri) di Raffaello Sanzio
Lezione musicale con Sensus: Arianna Lanci (voce), Marco Muzzati (recitazione, percussioni e salterio), Adriano Sangineto (strumenti raffaelleschi), Marianne Gubri (arpa rinascimentale e ricerche iconografiche)
Nel 2020 ricorreva il cinquecentenario della morte dell'immenso pittore Raffaello Sanzio e all'ensemble bolognese Sensus ispira uno spettacolo originale che, nell'intento di riscoprire il cuore della cultura italiana, include musiche di compositori del Rinascimento italiano e testi di autori dell'epoca.Ma la particolarità è soprattutto nell'utilizzo di strumenti musicali ricostruiti a partire da quelli riprodotti nelle opere del genio di Urbino (il Parnaso, la Scuola di Atene, la Pala degli Oddi fino ovviamente all'Estasi di Santa Cecilia, conservato alla Pinacoteca Nazionale di Bologna) dal liutaio Michele Sangineto, storico autore di accurate riproduzioni di strumenti rinascimentali, per i quali ha ottenuto importanti riconoscimenti nazionali e internazionali.

Sabato 12 giugno h 18.30
Vivi Felice Suonator Cortese. La musica da camera tra Seicento e Settecento a Bologna e dintorni
Lezione musicale con Gli Invaghiti: Aki Takahashi (violino I), Giulia Arnaud (violino II), Massimo Sartori (violone), Carmelo Luca Sambataro (organo) direzione Fabio Furnari
Nelle collezioni del Museo della Musica si trovano le prime tracce del nuovo stile in voga tra '600 e '700, quando la melodia inizia a svettare su un basso non ancora cifrato, alla ricerca di una nuova grammatica capace di spogliare l'arte dei suoni dalle consuetudini dell'antiqua pratica, per imboccare la via della spontaneità e della cantabilità.
Assieme agli Invaghiti, gruppo strumentale a geometria variabile specializzato nel repertorio del Rinascimento e del Barocco italiano, ripercorreremo l'avventura di cercare fra le note l'eleganza e la letizia a corte.

Venerdì 25 giugno h 18.30
Tanto di corde quanto di fiato. Il suono del Rinascimento italiano
Lezione musicale con Ensemble Il Paradiso 1616: Andrea Piergentili (trombone rinascimentale), Irene Sirigu (violino), Federico Lanzellotti (organo Ferroni)
L'Ensemble Il Paradiso 1616 deve il proprio eccentrico nome alla tela di Ludovico Carracci, pala d'altare della Basilica di San Paolo Maggiore a Bologna, nella quale il paradiso è immaginato come un consesso armonico in cui meravigliosi angeli animano costantemente l'imperturbabile pienezza dei cieli. Il programma, suonato su strumenti storici, nasce dallo studio delle fonti sul repertorio strumentale del tardo '500 e del primo '600 italiano conservate presso il museo, tra cui la preziosissima copia de Il Dolcimelo di Aurelio Virgiliano, immagine di copertina di #wunderkammer.

La rassegna #wunderkammer RELOADED il museo delle meraviglie è realizzata in collaborazione con Nicola Ferroni, Laboratorio d'organi, Kalendamaya, Associazione Culturale Gli Invaghiti e fa parte di Bologna Estate 2021, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna - Destinazione Turistica.

Biglietti:
€ 10 intero | € 8 ridotto over 65 | € 5 studenti universitari con tesserino, minori di 18 anni, possessori Card Cultura

Prenotazioni:
La prenotazione è obbligatoria.
L'ingresso è consentito fino ad esaurimento posti disponibili che attualmente, a causa delle nuove disposizioni relative all'emergenza Covid-19, sono 48.
I biglietti possono essere acquistati in prevendita:
• presso il bookshop del museo nei giorni e orari di apertura
• on line (con una maggiorazione di € 1) su museibologna.it/musica o sulla piattaforma Mida Ticket https://ticket.midaticket.it/rassegnawunderkammer/Events.
I biglietti non sono rimborsabili. In caso di chiusura delle sedi per motivi legati all'emergenza Covid-19, il biglietto acquistato online non verrà rimborsato, ma verrà sostituito con un voucher di pari importo per consentire di recuperare il servizio non usufruito.

Informazioni:
Museo internazionale e biblioteca della musica
Strada Maggiore 34 | 40125 Bologna
Tel. +39 051 2757711
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
www.museibologna.it/musica

Redazione

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