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Zola Predosa, Domenica 2 dicembre festa di inaugurazione per la 17° edizione di Contronatura

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Domenica 2 dicembre 2018 ore 17.00 a Zola Predosa con una festa di inaugurazione presso lo Spazio Binario, (Piazza della Repubblica, 1) si apre la 17° edizione di Contronatura, la rassegna teatrale a cura dell'Associazione Culturale Cantharide. Musica dal vivo e parole – brindisi di apertura, di e con Cantharide-Gruppo Orfeo e tanti artisti ospiti. La rassegna ha il patrocino del Comune di Zola Predosa e della Regione Emilia Romagna (LR 13/99).
La nuova edizione, dal titolo Aprite Aprite, è dedicata agli attori e alla drammaturgia contemporanea. Il teatro – scrive la direttrice artistica Elena Galeotti- sarà abitato da artisti straordinari, stimati e più volte premiati dalla scena nazionale e internazionale". E prosegue "Nel nostro teatro l'attore è al centro, il cuore pulsante della scena. Ci interessano in particolare gli attori capaci di trasformare le difficoltà in momenti di forza, di aprire il lavoro alla sorpresa. Noi amiamo gli attori e quando arriva l'imprevisto e scatta l'improvviso può accadere che il teatro ti inebri di un profumo indimenticabile, come quando un portone si apre su un giardino di rose in fiore. Questo pensiero non ci abbandona mai, quando lavoriamo alle nostre produzioni, quando ospitiamo i colleghi, quando ci dedichiamo alla formazione. In un mondo invaso da schermi piatti e sigillati, l'attore sposta lo spettatore, lo porta con sé, lontano; in un mondo altro".

Si entra nel vivo della stagione sabato 12 gennaio (ore 20.00) con il Custode di Harold Pinter, nella versione di Francesco Pennacchia, regista e interprete insieme a Luca Stetur e Gianluca Balducci. Il Custode racconta di gente qualunque che vive, o piuttosto, sopravvive, tra rottami e illusioni. Nel chiuso di un tugurio pieno di cianfrusaglie, spifferi e infiltrazioni d'acqua piovana, un vecchio clochard trova riparo grazie a un giovane uomo, psicolabile, che abita lì. Un altro uomo, il proprietario, va e viene. Le pareti, come grandi calamite che hanno attratto ferraglie dalle strade della città, disegnano lo spazio in cui si ritrovano i tre. Si ha l'impressione di trovarsi in una zona franca, al riparo dalle regole spietate e selvagge della società, ma in questo microcosmo si riproducono gli stessi rapporti violenti che scandiscono la vita nel mondo esterno.

Sabato 19 gennaio (ore 20.00) Alberto Astorri e Paola Tintinelli sono in scena con Follìar, da loro diretto e interpretato. Due clown di beckettiana memoria – uno zio cieco e un cugino matto – si confrontano sul fallimento dell'arte e sulla sua inutilità rispetto alle vicende del mondo: alle prese con una mosca nella loro stanza-bunker, sono persi e soli, come nella notte dei tempi, ai confini di una galassia. Una finestrella è l'unico loro rapporto con il fuori, con "la grande opera" del mondo, narrata in visioni di desolata e struggente bellezza.

Sabato 2 marzo (ore 20.00) protagonista è il mondo dei fumetti di Maicol&Mirco, messo in scena dalla Compagnia Teatro Rebis in Il Papà Di Dio, liberamente ispirato all'omonimo romanzo, con Meri Bracalente, Andrea Filipponi, Sergio Licatalosi, Fermando Micucci, musiche di Lili Refrain scrittura scenica e regia di Andrea Fazzini. Il Papà di Dio accoglie le tematiche chiave degli autori – la solitudine, la morte, la relazione con l'altro e col divino, l'esistenza e la desistenza –, rielaborate dalla compagnia di Macerata con uno stile minimale. Scene irriverenti si alternano a momenti lirici, carichi d'astrazione linguistica e filosofica. Così nelle note del regista: Il Papà di Dio ha un diavolo per capello: suo figlio è irrecuperabile. Non ne combina mai una giusta. Non a caso suo figlio ha voluto creare il suo Universo senza prima studiare! Risultato un Universo dove si soffre, ci si ammala e si muore, si lavora e si suda. Un Universo tutto sbagliato, non come quello del Papà di Dio....dove non esiste morte, dolore né fame! Riuscirà Dio a farsi accettare da suo Papà? E suo Papà riuscirà a comprendere e capire il nostro povero Dio?"

Dal fumetto alla poesia venerdì 8 marzo (ore 20.00) con Emily Il Giardino Nella Mente di e con Isadora Angelini e con Luca Serrani. All'età di quarant'anni Emily tolse il proprio corpo dal mondo chiudendosi definitivamente in casa. La sua scrivania divenne telescopio e microscopio da cui osservava orizzonti lontani e le sfaccettature dell'animo umano. Lavorò incessantemente alla sua opera poetica, che tuttavia scelse di non pubblicare in vita. Alla sua morte, la sorella trovò un cassetto pieno di poesie, trascritte in piccoli fascicoli. Di lei rimangono anche le lettere con le quali intrattenne rapporti di cura, d'amore e di dialogo con il mondo. In mezzo alle sue carte, furono trovati 52 frammenti scritti su buste già usate. Queste buste di carta sembrano messaggi gettati ai venti del futuro, indirizzati a nessuno e a tutti contemporaneamente. Il testo dello spettacolo è composto da frammenti di lettere e poesie della grande poetessa americana.

Sabato 16 marzo (ore 20.00) Contronatura, dopo l'acclamato La vita ha un dente d'oro dello scorso anno, presenta Gingin (di cosa si parla quando si parla), un altro tassello de La trilogia del tavolino della regista e drammaturga Rita Frongia. Gingin (di cosa si parla quando si parla) è una commedia con dramma in penombra interpretata da Angela Antonini e Meri Bracalente. Due sorelle parlano di cinema, politica, della loro madre, delle storie da bambine e la loro chiacchiera è scossa da rivelazioni involontarie, da attriti imprevisti. La trilogia del tavolino porta in scena tre storie differenti, in cui la comicità è maestra, con sostanziali elementi in comune: due attori e un tavolino; il comico; un copione che istiga all'improvvisazione; un cadavere; luci discrete, musiche assenti, la regia vorrebbe sparire. Creazioni all'impronta di tre differenti ritmi. Gli attori, seduti a un tavolino, tentano di sconfiggere la morte.

La serata di sabato 6 aprile (ore 20.00) è dedicata al teatro di ricerca, grazie allo spettacolo L'Orco di e con Maurizio Bercini, autore di tanti fortunati spettacoli per l'infanzia e ora ideatore con Marina Allegri di una pièce che adatta gli stilemi della propria ricerca artistica in ambito teatrale a riflessioni più profonde e adatte a un pubblico adulto. Allievo di Otello Sarzi, Bercini è stato tra i fondatori del Teatro delle Briciole di Parma e suo direttore artistico fino al 2001. Innovatore del teatro di figura, mette al centro della ricerca artistica la forza metaforica degli oggetti. Tra le idee guida su cui si costruisce il suo teatro è lo studio dello spazio scenico e la relazione con il pubblico, l'infanzia come luogo dell'esperienza umana, il rapporto con la danza e con la musica, con le lingue e i dialetti, la riscrittura in chiave inconsueta e"popolare" di grandi testi della civiltà occidentale e del fiabesco. L'Orco è, infatti, un omaggio a una figura dominante il mito e la leggenda e che nella fiaba diventa simbolo di tutte le paure dell'ascoltatore e dello spettatore.

Il Gruppo Orfeo-Cantharide firma il progetto Orpheus Attack. Nato a partire dalla realizzazione di A mio fratello il regno a me lasciate il canto-ombre Orfeo sul binomio Orfeo-Euridice, Orpheus Attack si concentra sulla tensione per l'innato sentimento di immortalità dei giovani per poi confrontarsi con la fragilità di chi li dirige, il passato, il tempo che passa, il mutare delle forme e della presenza scenica. Temi, quindi, al centro dei due spettacoli, Mariachi e Gola, che il Gruppo propone rispettivamente il 13 e il 27 aprile.

Gola di Elena Galeotti, con Ilaria Debbi, Riccardo Marchi, Anteo Ortu, scene di Anteo Ortu, regia di Elena Galeotti, (studio per piccolo gruppo di peccatori), presentato nella scorsa edizione e in replica sabato 27 aprile ore 20.00, mette in scena una situazione tipicamente Carveriana: tre giovani innamorati della vita, ma confusi dalla miseria e dall'ipocrisia galoppante, che evitano a colpi di droghe e alcol, confessano la loro determinazione ad andare fino in fondo perché il vuoto intorno rimbomba e l'unica possibilità è amare e stordirsi; vivere fa troppo gola.

Con Mariachi (sabato 13 aprile ore 20.00) si chiude il progetto iniziato con lo spettacolo Gola. In scena Ilaria Debbi, Riccardo Marchi, Anteo Ortu, diretti da Elena Galeotti, spettacolo prodotto da Cantharide con il contributo di Comune di Zola Predosa e Regione Emilia Romagna.
I tre amici, incontrati in Gola, si ritrovano in un luogo desertico, sanno di non avere scampo e giocano, rischiano tentando di superare delle prove utili ad aggredire l'inevitabile. I giochi di parole si alternano ai movimenti, si mettono in difficoltà. Le risate nascondono le ombre. Si raccontano i loro sogni infranti. Per salvarsi da un mondo saturo di egoismo, intolleranza e indifferenza, ritrovano nel deserto il piacere e il gusto di sentirsi liberi. Il deserto diventerà così luogo ideale, intriso di atmosfere comiche, violente, irreali e paradossali; a metà tra una pista da ballo a San Cristóbal de Las Casas e le terre di Arzach.

Il Gruppo Orfeo-Cantharide vede artisti provenienti da studi e interessi specifici differenti: pittura, musica, fotografia, teatro. Sin dall'inizio si sono unite le competenze in un percorso interdisciplinare che ha aperto tante strade da percorrere e approfondire sulla scena.

La stagione si arricchisce quest'anno di una SEZIONE DEDICATA ALLE FAMIGLIE, che prende il via domenica 9 dicembre alle 17.00 con Storia di una Bambina di e con Isadora Angelini e Luca Serrani, rielaborazione di celebri fiabe popolari di Raperonzolo e Prezzemolina (bambini dai 3 anni).

Domenica 10 marzo (ore 17.00) il sipario si apre su La pera non cade lontano dal pero, reading di e con Alessandra Frabetti. Attraverso un'esplorazione artistica del novecento, con l'aiuto di maestri dell'umorismo quali P.G. Wodehouse, Achille Campanile e Vàzquez Montalban, ma anche con il contributo non solo di campioni indiscussi dell'arte culinaria come Brillat-Savarin e Artusi, ma perfino di un teorico come Roland Barthes, si ironizza sul rapporto archetipico tra eros e piacere del gusto, tra amore e zoomorfismo. Musiche dal vivo del maestro Luigi Caselli (bambini dagli 11 anni).
Domenica 24 marzo (ore 17.00) Il tenace soldatino di stagno di e con Damiano Grasselli, una storia di disperato amore ispirata alla omonima fiaba di Andersen. Lo spettacolo racconta la storia di un soldatino di stagno senza una gamba innamorato di una bella ballerina di carta. Il soldato cerca di offrire alla ballerina il proprio amore, ma un orribile pupazzo si oppone al soldatino, che cade dalla finestra, attraversa la città viaggiando nelle acque sotterranee e infine viene inghiottito da un pesce. Eppure riesce a tornare dalla sua ballerina e sorriderle (bambini dai 3 anni).

Domenica 12 maggio (ore 17.00) La favola del mercante, lettura scenica di e con Elena Galeotti, Ilaria Debbi e Stefano Vacchi. Ci sono tre sorelle, due cattive e furbette, una più giovane, molto bella e apparentemente ingenua, un po' sbadata, non troppo perspicace. La mamma non c'è come nella favola di Cenerentola e il papà, come tanti papà, è costretto a partire per un lungo viaggio di lavoro lasciando alle sorelle tremendine la possibilità di sfogarsi su quella più fragile (bambini dai 3 anni).

Completa la rassegna l'interessante SEZIONE ART AND VIBES a cura di Riccardo Marchi e Anteo Ortu del Gruppo Orfeo, che apre le porte alla musica e all'arte figurativa, che tanto influenzano il lavoro di attori e drammaturghi. Art and Vibes vede la presenza di due gruppi musicali con sonorità jazz, rock'n'roll, country-blue-grass in concerto e contemporaneamente le mostre di giovani artisti italiani, che espongono le loro opere nel foyer del teatro.

Sabato 16 febbraio (ore 20.00) Riccardo Marchi, voce, Marco Paganucci al pianoforte e Federico Gueci al contrabbasso sono in scena con Incantori, progetto musicale dedicato ai cantautori della storia della musica italiana passando dalla Francia e dalla Spagna.

Sabato 23 febbraio (ore 20.00) per gli appassionati del rock 'n'roll delle radici, country e bluegrass una serata dal titolo Lovesick Duo con Paolo Roberto Pianezza; voce, chitarra e Lap Steel e Francesca Alinovi II; contrabbasso e voce.

Redazione

Pesaro Palazzo Mosca – Musei Civici: La mostra "ROSSINI 150" prorogata fino al 3 marzo

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rossini la mostra urbino ph luigi angelucciSuccesso con oltre 23.000 visitatori

Sarà la settimana del non compleanno di Gioachino Rossini (nato il 29 febbraio 1792) a siglare il termine della mostra Rossini 150. Grande successo per la mostra diffusa a Pesaro, Urbino e Fano, che nei quattro mesi di apertura ha raggiunto i 23.056 visitatori, registrati complessivamente nelle tre sedi di mostra. Notevole l'apprezzamento da parte del pubblico e della critica che ne ha siglato la proroga fino al 3 marzo 2019 nelle sedi di Pesaro, a Palazzo Mosca - Musei Civici, e Urbino presso le Sale del Castellare di Palazzo Ducale. Chiude, invece, l'esposizione a Fano, presso il Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano, per lasciare spazio ad altri eventi già previsti.

Nell'anno delle celebrazioni per i 150 anni trascorsi dalla morte di Gioachino Rossini, dichiarato per legge "anno rossiniano", la mostra diffusa "Rossini 150" ha reso omaggio ad uno dei più importanti compositori della storia a partire dai legami con la sua terra di origine. Il percorso "Rossini 150" mantiene una omogeneità di fondo ed esplora aspetti particolari della vita, dell'opera, dei luoghi e più in generale del tempo di Rossini. L'allestimento suggestivo e originale offre al visitatore un'esperienza unica. Un viaggio nel mondo rossiniano per scoprire la figura del maestro nella versione più completa e autentica possibile.

La mostra ha ottenuto grande consenso e attenzione da parte dei mezzi di informazione. L'affluenza alla mostra è stata registrata sempre in buona crescita, con provenienza sia dal territorio che da fuori regione come tappa di turismo culturale. Grazie al biglietto unico si è proposto, infatti, un circuito che ha unito le tre città d'arte.

Molto richieste sono state anche le visite speciali a cura di Sistema Museo, previste ogni weekend: la visita musicale nella Storia del Pianoforte, il Racconto Concerto "Io, Gioachino Rossini e il Pianoforte", la visita animata Rossini e la marchesa Mosca ed, infine, le esperienze per bambini.
Continueranno fino a marzo, a data fissa, la visita musicale nella Storia del Pianoforte e le visite guidate alla mostra. Le altre attività resteranno disponibili su prenotazione per gruppi.

Per il pubblico delle scuole di ogni ordine e grado è attivo il programma di laboratori e visite guidate, per stimolare la curiosità di bambini e ragazzi. A Pesaro sono proposte diverse attività didattiche indirizzate alla cultura e storia dei grandi compositori: le visite musicali nella storia del pianoforte, la visita animata in costume con l'incontro di un giovane Gioachino Rossini, personaggi e luoghi a Casa Rossini che hanno ispirato il compositore, esperienze teatralizzate e laboratoriali.
A Urbino è protagonista delle visite la poliedricità dell'artista Pelagio Palagi in connubio con la figura del grande Rossini: pittore, architetto, incisore, disegnatore di arredi.

Il risultato positivo della mostra Rossini 150 premia la collaborazione tra le istituzioni pubbliche e private. Il progetto diffuso è stato ideato dal Comitato Promotore delle Celebrazioni Rossiniane e promosso da Comune di Urbino, Comune di Pesaro e Comune di Fano, in collaborazione con la Regione Marche, e organizzata da Sistema Museo. L'evento si avvale inoltre dell'importante collaborazione con la Fondazione G. Rossini, il Conservatorio Statale di Musica "Gioachino Rossini", il Rossini Opera Festival, l'Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, istituzioni pesaresi, e con il Museo del Pianoforte Storico e del Suono di Accademia dei Musici, struttura artistico musicale di ricerca e divulgazione della musica classica, che opera principalmente nelle Marche.

Pesaro, città natale del Cigno, ospita a Palazzo Mosca – Musei Civici la mostra "Pesaro racconta Rossini", esposizione esperienziale e multimediale, con percorso narrativo a cura di Emanuele Aldrovandi, che vuole far rivivere la complessa vicenda biografica del compositore e far apprezzare al meglio le sue intramontabili opere. Viene inoltre riesposta integralmente la prestigiosa collezione Hercolani-Rossini, composta da 38 dipinti e un marmo, pervenuti a Gioachino in punto di morte per ripagare un suo prestito ai nobili bolognesi Hercolani. Infine il Conservatorio G. Rossini, in collaborazione con l'Ente Olivieri e la Fondazione G. Rossini, cura una ricca sezione documentaria che ripercorre la propria storia a partire dalla nascita, nel 1882, per volontà del maestro.

A Urbino, nella sede di Palazzo Ducale, Sale del Castellare, si prosegue con la mostra a cura di Vittorio Sgarbi, "Gesamtkunstwerk: Pelagio Palagi e Gioachino Rossini", dedicata alle opere del noto e apprezzato pittore bolognese Pelagio Palagi; disegni, dipinti e ritratti (in gran parte inediti), provenienti dalle Collezioni della Fondazione Carisbo, dalla Fondazione Cavallini Sgarbi e da gallerie e raccolte private, documentano il "secolo" rossiniano tra neoclassicismo e romanticismo.

L'identità marchigiana dell'intero progetto, nella prospettiva di supportare e valorizzare il patrimonio artistico, si estende altresì alle aree colpite dall'ultimo sisma, al fine di incentivarne la riscoperta e lo sviluppo turistico. Proprio da questo territorio marchigiano, dove opera il Museo del Pianoforte Storico e del Suono di Accademia dei Musici, provengono antichi strumenti, da fine Settecento ai primi del Novecento, completamente restaurati e funzionanti, in gran parte della "Collezione Claudio Veneri".
Questi strumenti presentano i marchi dei "Maestri" della storia del pianoforte, tra cui il Pleyel, marchio prediletto da Gioachino, e oltre ad essere esposti sono protagonisti di speciali visite musicali e racconti concerto nelle sedi.

( Ph: Luigi Angelucci )

Redazione 

Pesaro. Personale di Thomas Braida dal titolo: "Aspettando dentro l’anno del gatto"

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THOMAS BRAIDA PescheriaPesaroLa Fondazione Pescheria - Centro Arti Visive di Pesaro presenta la mostra personale di Thomas Braida dal titolo Aspettando dentro l'anno del gatto che inaugura al pubblico sabato 17 novembre 2018 alle ore 18 e sarà visitabile fino al 13 gennaio 2019.
La mostra a cura di Marcello Smarrelli, con un testo di Davide Ferri, si concentra sugli ultimi anni di ricerca di Thomas Braida. L'artista friulano, classe 1982, iniziatosi giovanissimo alla pittura e alla frequentazione degli ambienti veneziani, ha già all'attivo un consistente corpus di opere che spaziano tra vari soggetti e approcci Nell'arte eclettica di Braida è centrale l'interesse per la pittura figurativa del passato riletta attraverso un misto di mito, storia, generi e stili, da cui nascono dipinti di vita dove si combinano cronaca, letteratura, politica, incubi, fiabe, tra ossessioni personali e immaginario collettivo. Creazioni che rivelano una profonda conoscenza storico-artistica e al contempo una carica beffarda e mistificatoria.
Riuniti sotto un titolo enigmatico quanto curioso, Aspettando dentro l'anno del gatto - ispirato dalla canzone di Al Stewart, Year Of The Cat (1976) - negli spazi suggestivi del Loggiato della Pescheria e dell'attigua Chiesa del Suffragio, l'artista presenta diversi dipinti di varie dimensioni, da enormi teleri propri della tradizione veneta, tra cui La pantera de Marghera (2018) e Le tentazioni di Sant'Antonio (2012), a vere e proprie miniature come Uno serio che cresce i miei figli (2018) o L'ultimo uccello (2018).
Braida si distingue nell'interpretazione della storia della pittura europea in termini di variazioni nella creazione. Filtra attraverso l'immaginazione e l'istinto, cita e dissacra, esalta e distrugge, stemperando il pathos eccessivo con buone dosi di umorismo. Consapevole e impertinente, fa coesistere Ensor, Grosz, Goya, il barocco, la Bibbia, la mitologia greca, ma anche Lady Gaga e Capitan Harlock e il suo dipingere fluido e carnale ha sempre una duplice direzione, naturalistica e visionaria. Vuole tenere insieme gli opposti. Passa da tinte nere, cupe e bituminose a toni accesi, luminosi e vivi. Sapiente infatti il lavoro sulla luce che, sostiene l'artista, è "il fine ultimo dei miei quadri, anche se non è proprio vero. C'è un ultima cosa importantissima: il tempo"; così bagliori fosforescenti penetrano nella forma di cose e figure, trasfigurano i colori ed estendono lo spazio in un'illusione d'infinito.
La pratica di Thomas Braida è dunque emblematica di un diverso approccio alla pittura da parte di una generazione di artisti che ha iniziato a lavorare all'inizio degli anni duemila, capace di approdare a una figurazione colta e, insieme, esuberante e "agile", libera dai gangli autoreferenziali che hanno segnato il lavoro di molti pittori negli ultimi decenni, apparentemente lontana dai dibattiti sulla morte e sopravvivenza del medium e dalle preoccupazioni di quella critica che continua a pensare la pittura come a un linguaggio obsoleto.
Come appare in modo evidente anche nei lavori inclusi in questa mostra, la figurazione è semplicemente, per Braida, un'esperienza primaria e inesauribile.


Thomas Braida (Gorizia, 1982)
Laureato in pittura all'Accademia di Belle Arti di Venezia con il prof. Carlo Di Raco, ha preso parte dal 2005 a numerose esposizioni collettive (Bergamo, Torino, NY, Roma, Milano, Venezia, Vienna, Budapest, Ljubljana) e a prestigiosi concorsi artistici. Tra le sue personali: Solo, a cura di Caroline Corbetta, (Palazzo Nani Bernardo, Venezia, 2017); Thomas Braida, Solo Show, (Monitor Roma, 2016); "TOADS SWALLOW FIREFLIES, THE GODS EAT EVERYTHING" (Gust van Dijk Home to Contemporary Art, Tillburg, Holland, 2014); "Thomas
Braida" (ex-tappezzerie Semenzato, Mestre, Venezia, 2012) e "IL CREPACCIO presents THOMAS BRAIDA" (Milano, 2012).

Redazione

“Beo lo Scarabeo” racconta ai bambini la scoperta mondo

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BEO LO SCARABEOIl nuovo lavoro letterario del fumettista genovese, Sergio Cabella, pur conservando la magia della fantasia racconta ai piccoli lettori storie di vita

Molto spesso i capolavori artistici nascono per caso, in una sala d'aspetto di un aeroporto, in auto nel mezzo del traffico oppure guardando i fiocchi di neve dalla finestra di casa, nel caso di Sergio Cabella, che da venticinque anni ha una collaborazione continuativa presso Walt Disney Company Italia come disegnatore e sceneggiatore professionista per la realizzazione di storie a fumetti, copertine e disegni redazionali per le principali testate tra cui: Topolino, GM, PK, Witch, X-Mickey, Paperino, in uno di quei momenti in cui i pensieri girano liberamente senza obblighi o impegni è nato "BEO".

BEO, uno scarabeo stercorario è sbucato, nella fantasia del fumettista genovese, da dietro un porcino guardandolo fisso con l'aria di chi ti dice: "Eccomi, son qui! Mi hai chiamato? e Sergio non ha potuto fare a meno di disegnarlo più e più volte, finendo, dietro le decise spinte di chi vedendo gli schizzi gli chiedeva quando sarebbe uscita la storia, per raccontarne la piccola grande vita.

Una vita fantastica e piena di avventure, raccontate nel libro " Beo lo Scarabeo", edito dalla torinese ManFont e uscito da poche settimane , in cui il piccolo Beo si rileva un tipetto ostinato ed entusiasta, una specie di Forrest Gump degli insetti, che stringe amicizia con un fungo porcino che incontra appena sbucato dal terreno fino a vederlo "sfiorire" grosso e stanco dopo una settimana.

La storia, pur essendo per bambini, è apprezzabile anche da ragazzi e adulti per le riflessioni profonde come la "fine delle cose", raccontate in modo leggero e scherzoso, ad altezza di insetto e pienamente immerso nella natura.

Un fumetto con la "F" maiuscola, si può definire storia di BEO, che oltre a divertire e fare sognare i piccoli lettori proiettandoli in un mondo magico, spiega, comunque, molte domande che spesso fanno riflettere sulla vita e sul senso della stessa.

Daniele Baldini

Dozza partecipa a “Il Borgo dei Borghi", su RAI 3 per "eleggere" il borgo più bello d'Italia

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È l'unico comune della città metropolitana di Bologna in gara, al via il voto sul sito della Rai

Ci sarà anche Dozza a contendersi il titolo di Borgo più bello d'Italia nella trasmissione "Il Borgo dei Borghi" che occupa la prima serata di Rai Tre nei sabati di novembre (3, 10, 17 e 24). Un percorso a tappe, con la conduzione di Camila Raznovich, per svelare i tesori più nascosti della nostra penisola, spesso al di fuori dei circuiti turistici tradizionali, ma ugualmente ricchi di storia, arte e cultura.

Il piccolo borgo di Dozza, tra Bologna e Imola, sarà tra i 60 in gara; tre quelli selezionati per l'Emilia Romagna.

Nei primi tre appuntamenti del sabato sera verranno presentati i borghi partecipanti alla competizione, venti in ogni puntata, uno per regione.

Alla finalissima di sabato 24 novembre accederanno i venti borghi più votati di ciascuna regione.

È già possibile votare (Dozza fa parte del gruppo A) all'indirizzo: www.rai.it/borgodeiborghi.
Il regolamento prevede, una volta registrati, la possibilità di votare una volta al giorno fino al 22 novembre.

Redazione

Sagre e feste del territorio bolognese, on line il programma di novembre

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"Sagre e feste del territorio bolognese", il calendario delle sagre locali, grandi e piccole, offre l'opportunità di conoscere luoghi suggestivi e assaporare cibi tradizionali nei luoghi tipici di produzione.

Il mese di novembre si apre giovedì 1 con i "Trekking urbani in Valsamoggia", tre passeggiate alla scoperta dei sapori della Valsamoggia: "Viticoltura: agricoltura biologica e 'vino in anfora' sulla Piccola Cassia", "La via del Tartufo" e "Lungo la Via Emilia: Crespellano Terra di Ville".

Dal 3 al 25 novembre a Imola c'è il "Baccanale", quest'anno dedicato al latte. In programma mostre, convegni, menù a tema, degustazioni, scuole di cucina e spettacoli.

Spostandosi a Casalecchio di Reno, dal 6 al 12 novembre, si tiene la "Festa di San Martino" dedicata al patrono. San Martino si celebra anche a Borgo Tossignano (10 novembre), mentre domenica 11 novembre la festa si sposta a Quinzano (Loiano), Marano (Gaggio Montano), Osteria Nuova (Sala Bolognese) e a Rocca Corneta (Lizzano).

A San Pietro in Casale l'appuntamento è con la Sagra del bollito (8-11 e 15-18 novembre), mentre a Castel San Pietro Terme si riscoprono i sapori medievali in occasione di L'antico castello – Dante primo turista tra Emilia e Romagna (9-11 novembre). Nel fine settimana del 17 e 18 novembre a Crevalcore è in programma la Festa del ringraziamento e festa dei sapori.

Per i più golosi a Bologna dal 15 al 18 novembre torna il Cioccoshow, espositori e maestri cioccolatieri da tutta Italia propongono degustazioni, prodotti, eventi e laboratori dedicati al cioccolato artigianale di qualità.

La tradizionale lavorazione delle carni del maiale è protagonista domenica 25 novembre a Mezzolara di Budrio con la "Inftidura dal ninén" e a Villa Smeraldi (sede del Museo della Civiltà Contadina) con "I porci comodi".

Infine, fino al 18 novembre la "Tartufesta" propone degustazioni e mercati dedicati al tartufo e ai prodotti del bosco. I prossimi appuntamenti: Monghidoro, Camugnano (4 novembre), Grizzana Morandi (4 e 11 novembre) e Savigno (3-4, 10-11 e 17-18 novembre).

Il calendario completo è all'indirizzo www.cittametropolitana.bo.it/sagrefeste

Redazione

Halloween: la notte del risveglio dei mostri che piace a piccoli e adulti

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MOSTRITutto pronto per la notte di Halloween, festa arrivata dagli Stati Uniti, che anche in Italia è divenuta la festa più amata dai bambini che, travestiti da streghe, zombie, fantasmi e vampiri, bussano alle porte urlando con tono minaccioso: "Dolcetto o scherzetto?". Un rito è quello di bussare tredici volte per allontanare la sfortuna, consuetudine che viene apprezzata e condivisa dalle famiglie che per la notte dei piccoli vampiri preparano dolci da distribuire. Halloween non solo è la festa dei bambini ma è divenuta un evento di moda coinvolgendo tutta la piattaforma dell'intrattenimento che è attiva a promuovere serata a tema con un giro di affari che si stima in milioni di euro. Ma da dove arriva la festa che ha appannato il nostro carnevale? Le sue origini sono antichissime e da ricercarsi ai tempi in cui le popolazioni tribali usavano dividere l'anno del bestiame e fra ottobre e novembre preparandosi all'inverno, era necessario ricoverare le mandrie in luoghi riparati per garantirgli la sopravvivenza alla stagione del grande freddo e proprio questo periodo prendeva il nome Halloween. In Europa le origini di Halloween sono da attribuirsi ai Celti, che non temevano i propri morti ai quali lasciavano del cibo sulla tavola in segno di accoglienza per quanti facessero visita ai vivi e proprio da questa usanza del trick or treat che tradotta in italiano nasce "dolcetto scherzetto?". Oltre a non temere gli spiriti dei defunti, i Celti non credevano ai demoni quanto piuttosto alle fate e agli elfi, entrambe creature considerate comunque pericolose: le fate per un risentimento verso gli esseri umani; gli elfi per le grandi differenze che intercorrevano con 'uomo. Secondo le storiche leggende Celtiche, nella notte di Samhain questi esseri facevano scherzi anche molto pericolosi nei confronti degli uomini e questo ha portato nella credenza popolare ad alimentare la nascita di molte altre storie dagli scenari terrificanti. Storie che ad oggi sono divenute una grande festa con la notte più bizzarra la notte più bizzarra e amata dai bambini e anche dagli adulti.

Daniele Baldini

"Open Day Colli Bolognesi - Il Trekking Urbano": giovedì percorsi di trekking urbano

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Escursioni, degustazioni e promozione del territorio delle Colline tra Bologna e Modena

Giovedì 1 novembre i Colli Bolognesi apriranno le proprie "porte" grazie ad "Open Day Colli Bolognesi - Il Trekking Urbano", il terzo evento "di rete" promosso dalla Rete delle Pro Loco "Reno, Lavino e Samoggia", che rientra nel progetto "Colline tra Bologna e Modena" recentemente premiato in un bando turistico regionale. L'evento prevede un ricco programma con numerose occasioni di animazione territoriale e di promozione delle eccellenze artistiche, ambientali ed enogastronomiche dei Colli Bolognesi e fa parte del programma di Trekking Urbano, la manifestazione del Comune di Bologna che si svolge con il sostegno di Città metropolitana.

Per tutta la giornata il territorio dei Comuni di Casalecchio di Reno, Monte San Pietro, Sasso Marconi, Valsamoggia e Zola Predosa si metterà in mostra con i percorsi tematici, aperture straordinarie di luoghi d'arte e di cantine e aziende agricole del territorio, e gustosi appuntamenti quali la Tartufesta di Sasso Marconi e menu e degustazioni a tema nei ristoranti e agriturismi aderenti.

Con i 6 percorsi promossi nell'ambito del cartellone del "Trekking Urbano" realizzato dal Comune di Bologna, sarà possibile percorrere i grandi cammini che attraversano il territorio quali la Via degli Dei, la Piccola Cassia e la Via dei Brentatori, passeggiare tra vigneti e scoprire i segreti della produzione del vino in anfora di Valsamoggia e del vino bio dei Colli Bolognesi, e nei boschi di Savigno percorrere - in anteprima assoluta - la "Via del Tartufo", in attesa di "Tartofla, il Festival Internazionale del Tartufo" che si svolgerà nei primi tre weekend di Novembre. Spazio anche per l'arte con un tour guidato alle ville storiche di Crespellano e alle opere d'arte moderna e contemporanea del parco museo di Cà la Ghironda, e spazio anche per il cinema con un tour inedito tra i vicoli di Ponte Ronca (Zola Predosa) sulle tracce dell'Ispettore Coliandro.

Sarà inoltre l'occasione per visitare i luoghi più celebri del territorio, quali la Rocca dei Bentivoglio di Bazzano, l'Abbazia di Monteveglio, il Mausoleo Marconi, il Parco della Chiusa di Casalecchio, ma anche per scoprire i piccoli tesori come l'antica Conserva nel borgo di Lavino a Monte San Pietro.

In occasione di "Open Day" inoltre i ristoranti e agriturismi aderenti proporranno menu a tema, valorizzando i prodotti tipici e di stagione e i rinomati vini della zona, mentre le cantine e le aziende agricole proporranno wine trekking tra i vigneti, degustazioni e visite guidate su prenotazione.

Info e programma: www.collinebolognaemodena.it - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Domenica Open day del gusto al Museo della Civiltà Contadina. "Frutti dell'autunno"

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Laboratori, visite guidate, gastronomia

Domenica 28 ottobre al Museo della Civiltà Contadina e nello splendido parco di Villa Smeraldi si svolgerà l'Open Day del Gusto - Festival del KmZero con degustazioni e vendita di prodotti di stagione della tradizione locale.

Attorno al tema della giornata si svilupperà un ricco programma, occasione di incontro tra cultura, tradizioni contadine, gastronomia e prodotti della terra.

Il programma comprende eventi a tema per grandi e piccoli, con laboratori, visite guidate, gastronomia, esposizione di produttori e prodotti tipici, degustazione e vendita, rievocazioni di attività agricole a cura dell'Associazione Gruppo della Stadura, di Orizzonti di Pianura, Prospectiva s.c.a r.l., Trame Tinte d'Arte, Anima coop sociale.

Al mattino è in programma una ciclopasseggiata nella pianura bolognese con partenza alle 9,20 da San Giorgio di Piano, con tappe ad Argelato e Bentivoglio. Alle 10 partirà invece una camminata di gruppo dal Museo con arrivo al Palazzo Rosso di Bentivoglio e ritorno.

Al pomeriggio verrà presentato il progetto "Spazio cinni", il nuovo spazio per bimbi dai 2 ai 4 anni, aperto gratuitamente tutti i martedì mattina a cura di Prospectiva e Trame Tinte d'Arte.

Segnaliamo inoltre l'apertura straordinaria e gratuita dalle 10 alle 19 di tutte le sezioni espositive del Museo. L'evento si svolgerà anche in caso di maltempo, nei nuovi padiglioni e all'interno di Villa Smeraldi.

Redazione

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