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"La Casa dei Suoni" spettacolo per bambini in scena a Bologna sabato 19 e domenica 20 gennaio

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La Casa dei Suoni 1 credit Note FotograficheBaby BoFe' in ricordo di Claudio Abbado e del suo entusiasmante lavoro con i giovani

Lo spettacolo musicale per bambini La Casa dei suoni è un omaggio a Claudio Abbado e al suo lavoro con i giovani. In scena sabato 19 gennaio (ore 16 e ore 18) e domenica 20 gennaio (ore 11, 16, 18) al DAMSLab-Teatro (Dipartimento delle Arti), in Piazzetta P. P. Pasolini 5b, è una produzione di Bologna Festival nell'ambito della rassegna di musica classica per bambini Baby BoFe'. La Casa dei suoni si ispira all'omonimo libro di Claudio Abbado e racconta l'infanzia musicale del futuro direttore d'orchestra, figlio di un "padre violino" e una "madre pianoforte". Nella ricorrenza del quinto anniversario della scomparsa di Abbado, lo spettacolo è un omaggio all'impegno costante che ha dedicato, con entusiasmante energia, ai giovani e giovanissimi, volendoli rendere partecipi delle sue esperienze, delle sue prime emozioni musicali. Il pubblico si trova fianco a fianco con gli attori protagonisti di questa coinvolgente performance realizzata in uno spazio scenico creato ad hoc: il salotto di casa Abbado dove risuonano le musiche dei compositori prediletti dal grande direttore d'orchestra: Bach, Mozart, Beethoven, Debussy, Verdi, Bartók, Mahler. Programmato più volte nell'arco della giornata, lo spettacolo è curato da Emanuele Gamba (riduzione scenica e regia) e Roberto Abbiati (scenografia) e vede la partecipazione di due attori della Scuola di Teatro di Bologna "Alessandra Galante Garrone" e del violinista Daniele Negrini. Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con la Scuola di Teatro di Bologna "Alessandra Galante Garrone", Teatro Comunale di Bologna, Fondazione Claudio Abbado e l'editore Babalibri; un particolare ringraziamento al Dipartimento delle Arti dell'Università di Bologna che ha concesso l'uso dei propri spazi.                     ( Foto: Note Fotografiche ) 

Municipi senza frontiere: sostegno municipalità curde del nord est della Siria e Kurdistan iracheno

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Incontro con MerolaLa delegazione curda ricevuta oggi dal sindaco Merola e dal vicesindaco metropolitano Tinti

Una rappresentanza di alcuni enti locali siriani in visita oggi a Bologna grazie al progetto "Sostegno alle municipalità curde nel Nord est della Siria e nel Kurdistan Regionale Iracheno", realizzato con il contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, all'interno del programma "Municipi senza frontiere" di Anci.

Dopo un primo training di formazione che ha portato a settembre alcuni tecnici della Città metropolitana nelle città di Erbil e Sulaymaniyya, nella regione del Kurdistan iracheno, una rappresentanza degli enti locali è ora in Italia e questa mattina è stata ricevuta a Palazzo d'Accursio dal sindaco Virginio Merola e a Palazzo Malvezzi dal vicesindaco metropolitano.Il vicesindaco Fausto Tinti, insieme al Capo di Gabinetto Giuseppe De Biasi e al dirigente dell'Area Pianificazione Territoriale della Città metropolitana, Alessandro Delpiano, ha raccontato ai colleghi curdi il funzionamento del nuovo ente metropolitano e del sistema di governo locale composto da Unioni e Comuni, sottolineando quanto il lavoro in sinergia tra enti sia importante per una pianificazione strategica efficace in tutti gli ambiti di azione, dalla mobilità allo sviluppo sociale.

Obiettivo del progetto è quello di mettere in contatto diretto gli esperti di comuni e Città metropolitane italiani con i referenti dei municipi locali su specifiche tematiche (Pianificazione urbana, fiscalità locale e Protezione civile) attraverso un approccio tecnico e diretto alla creazione di sessioni di co - progettazione. "Municipi senza frontiere", oltre ad aprire canali di scambio e di reciproca conoscenza transfrontaliera, vuole avviare un percorso di formazione e una collaborazione tecnica su specifiche necessità emerse come prioritarie durante la fase di rilevazione dei bisogni condotta, da marzo ad oggi, con la collaborazione attiva di "Un Ponte per ..." in qualità di partner operativo.

Questi gli amministratori e i tecnici ricevuti oggi a Bologna: Kawa Khalaf, Direttore del direttorato dell'acqua di Hasakeh; Berivan Omar, Vice co-presidente del dipartimento delle municipalità e dell'ambiente; Ronak Ahmad, ingegnere civile del settore tecnico del dipartimento delle municipalità e dell'ambiente; Sonia Mirza, Co-sindaca di Qamishlo est; Ali Abead, esperto legale della municipalità di Tell Kocher; Breen Mohammed, direttore del settore tecnico del dipartimento delle municipalità e dell'ambiente. La delegazione era accompagnata da Letizia Pasculli di ANCI, Roberta Rodriquez di "Un ponte per..." e dall'interprete Ouafae Nahli.

Redazione

Città Metropolitana. Scuole superiori, le proiezioni dei potenziali iscritti nei prossimi anni

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Al 31 dicembre 2017 erano 8.927 i dodicenni residenti nell'area metropolitana bolognese cioè coloro che, potenzialmente, si iscriveranno in prima superiore nel prossimo anno scolastico 2019-2020, numero sostanzialmente stabile rispetto all'anno precedente. Nel 12,7% dei casi i dodicenni sono stranieri, percentuale che supererà il 15% fra 4 anni.

Tenendo anche conto degli alunni ripetenti, degli iscritti non residenti e degli anticipatari, per il prossimo anno scolastico si può ipotizzare un andamento stabile o lievemente in aumento degli iscritti alle scuole secondarie di II grado.

Anche quest'anno e il precedente il trend dei nuovi iscritti era in leggera crescita: 9.114 studenti per il 2018/2019 rispetto ai 9.016 del 2017/2018. Così come il totale degli alunni iscritti negli istituti secondari: erano 39.103 nel 2018/2019 rispetto ai 38.354 del 2017/2018. Leggero aumento che continuerà ancora fino al 2023/2024.

Negli ultimi due anni scolastici ci sono state variazioni nella scelta degli indirizzi da parte degli studenti: in leggera diminuzione gli Istituti professionali e gli Istituti tecnici, in crescita la scelta dei Licei, più decisa per l'indirizzo Linguistico.

Negli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019 il numero dei ragazzi iscritti al primo anno è stato disomogeneo nel territorio metropolitano: nel capoluogo gli iscritti negli istituti professionali e nei licei sono aumentati mentre sono diminuite le preferenze per gli istituti tecnici; nel resto dei Comuni si è osservato contrariamente un aumento nelle iscrizioni negli istituti tecnici ed un calo nella scelta dei percorsi professionali o liceali.

Le previsioni della popolazione in età scolare residente nel territorio metropolitano nei prossimi 15 anni evidenziano che i residenti entro il quinto anno di età saranno pressochè stazionari, quelli in età compresa fra i sei-dieci e undici-tredici anni saranno in progressiva diminuzione così come i quattordicenni-quindicenni, mentre saranno in modesto aumento i sedici-diciottenni. Quindi dal 2024/2025 è desumibile una diminuzione degli iscritti al primo anno delle scuole superiori di secondo grado.

Redazione

Sagre e feste del territorio bolognese

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È on line "Sagre e feste del territorio bolognese", il calendario curato dalla Città metropolitana che offre l'opportunità di conoscere luoghi suggestivi e assaporare cibi tradizionali nei luoghi tipici di produzione. Il numero di fine anno è dedicato agli appuntamenti natalizi, con uno speciale dedicato ai mercatini di Natale e ai presepi più singolari del territorio. Non mancano le feste di Capodanno, con i tradizionali falò del Vecchione, i fuochi d'artificio, i brindisi di mezzanotte e i concerti di saluto al nuovo anno. E infine spazio alle feste dell'Epifania, tra cui spiccano i suggestivi Roghi delle Befane.

Questo numero è anche un viaggio enogastronomico nei sapori tradizionali che caratterizzano le tante feste natalizie: dalla polenta col ragù, ai tortellini fatti a mano, fino alle specialità a base di maiale preparate dai mastri norcini locali, accompagnati da vino, vin brulè e cioccolata calda.

Il calendario si apre sabato 1 dicembre con la 14° edizione della "Sagra del tortellino fatto a mano" di Calderara e "Vignaioli in enoteca" a Dozza. Sabato 8 dicembre accensione dell'albero a Pieve di Cento, "Festa d'inverno" a Cà del Costa (Monghidoro), "GranNatale" a Granarolo con passeggiata dei Babbo Natale, "Natale in Transappenninica": il suggestivo treno a vapore partito da Bologna arriva a Porretta Terme. Domenica 9 dicembre a Sant'Agata Bolognese c'è la Festa del Ninen, che fa rivivere la tradizione della lavorazione delle carni suine. La vigilia a Villa d'Aiano (Castel d'Aiano) appuntamento con il Falò di Natale e a Castelletto (Valsamoggia) gnocco fritto in piazza.

Il calendario completo è scaricabile all'indirizzo www.cittametropolitana.bo.it/sagrefeste

Tutti gli appuntamenti sono inoltre inseriti in Agenda Bologna Metropolitana, consultabile dall'home page del portale.

Bologna, domenica 2 dicembre: "Lo Schiaccianoci" balletto classico per i più piccoli

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Schiaccianoci BABYBofe2018Domenica 2 dicembre ore 16 al Teatro Celebrazioni, va in scena il balletto Lo Schiaccianoci di Čajkovski, secondo appuntamento di BABY BOFE', la rassegna di musica classica per bambini giunta alla sua dodicesima edizione. È una nuova produzione che vede impegnati il Corpo di Ballo della Scuola Studio Danza Ensemble, l'Orchestra Senzaspine diretta da Matteo Parmeggiani e gli attori della Compagnia Fantateatro; Sandra Bertuzzi cura regia e adattamento teatrale della fiaba di E. T. A. Hoffmann Lo schiaccianoci e il re dei topi cui si ispirano le musiche da balletto composte da Čajkovskij. Le coreografie ideate da Marika Mazzetti per il Valzer dei fiori, la Danza della Fata Confetto e la serie di danze caratteristiche (russa, araba, cinese, spagnola, francese) portano in palcoscenico l'atmosfera magica e fiabesca della musica di Čajkovskij, le sue sonorità vellutate come il suo dinamismo ritmico. La vicenda è quella del sogno fatto dalla piccola Clara che si addormenta vicino all'albero di Natale: lo schiaccianoci a forma di soldatino ricevuto in regalo dallo zio si trasforma in un bellissimo principe; nella foresta incantata i fiocchi di neve danzano un valzer; nel Regno dei dolci incontra la Fata Confetto e le sue bambole si muovono a tempo di valzer. «La proposta del balletto classico – spiega Maddalena da Lisca direttore generale di Bologna Festival e direttore artistico di Baby BoFe' – è una novità sulla quale riscontriamo una sorprendente risposta del pubblico. Si tratta di uno sforzo produttivo di grande impegno: tra orchestra, compagnia di ballo e compagnia teatrale, gli artisti coinvolti saranno quasi un centinaio!».

Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con il Teatro Celebrazioni e con il sostegno di Alfasigma.

 

 

Sasso Marconi, al via la stagione teatrale: “Ridere è una cosa seria”

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TEATRO LEO BASSISasso Marconi. Ha preso il via, il 29 novembre, "Ridere è una cosa seria" la stagione del teatro Guglielmo Marconi di Sasso Marconi (Piazza dei Martiri, 5), a cura di Ca' Rossa, promossa dal Comune di Sasso Marconi e con il contributo della Regione Emilia-Romagna. Il Filo rosso che lega gli spettacoli, in scena quest'anno, sarà la figura emblematica del clown. La stagione, nelle parole del direttore artistico Adriano Dallea, propone un cartellone che porterà gli spettatori a scoprire, nelle sue pieghe più intime e nelle sue tante sfaccettature, il ruolo sociale, culturale, politicamente antagonista dei buffoni, dei pagliacci, dei clown.

Apertura di stagione con Mozart–il sogno di un clown di e con Giuseppe Cederna, regia di Ruggero Cara e Elisabeth Boeke, musiche dal vivo del pianista Sandro D'Onofrio. Dopo trent'anni Wolfgang Amadè è tornato a trovarmi, racconta Cederna, mi ha chiesto di aiutarlo a ritrovare sé stesso. Di provarci almeno. Di raccontare la mia e la sua storia. Di tornare, per amore suo, a fare il clown come una volta. Ed eccomi qui. Un clown, maschera allegra e tragica, alla ricerca del suo alter ego: Mozart. Con questo spettacolo Cederna, indimenticabile interprete nel film, premio Oscar, Mediterraneo di Salvatores e in tanti lavori sia nel cinema che nel teatro, ritorna alle sue origini di clown di strada degli anni '70 (inoltre l'attore ha interpretato, nel 1987, Mozart in uno spettacolo con la regia di Missiroli e con Umberto Orsini nella parte di Salieri). Il monologo intreccia musica, biografia e poesia alla ricerca del mistero del genio attraverso il gioco della creazione, portando in scena due Mozart, uno è il pianista Sandro D'Onofrio che interpreta 22 estratti musicali del compositore, dai primi concerti composti a 5 anni fino al Flauto magico, l'altro l'attore che cerca il suo personaggio attraverso un viaggio impervio ed esilarante tra la vita del genio e il miracolo della sua musica, attraverso le umiliazioni, i successi, gli amori e i dolori che hanno segnato la sua fulminante esistenza.


La stagione prosegue giovedì 13 dicembre con Roberto Abbiati, strabiliante attore/clown lombardo, che presenta Riccardo l'infermo, liberamente ispirato al Riccardo III di William Shakespeare, una surreale rilettura del più sanguinario degli eroi shakespeariani: Riccardo di Gloucester, alias quello "piscinin, brut e catiff": saltando da Londra alla Brianza, dall'inglese al dialetto delle campagne lombarde, Il mio regno per un pappagallo, mischia brandelli shakesperiani alla storia quotidiana di un attore/clown, con le sue paure e gli incontri, quelli veri, con le persone, con la malattia, con chi ieri c'era e stamani al risveglio non c'è più. Un lungo sogno, un po' buffo ed un po' malinconico, destinato a coinvolgere il pubblico più di ogni ragionevole immaginazione.


Giovedì 17 gennaio, il teatro si apre al nuovo anno con lo spettacolo della compagnia svizzera Baccalà, in scena con Pss Pss di e con Camilla Pessi e Simone Fassari e la regia di Louis Spagna. Vincitore di 12 premi internazionali, poetico, surreale, intimo e divertente, lo spettacolo ha per protagonisti due clown contemporanei, che mettono in scena il desiderio di essere in due utilizzando il linguaggio universale del corpo e degli sguardi. Lo spettacolo è un bell'esempio di teatro dell'anima, in cui è bello perdersi per ritrovare il gusto della fantasia e del gioco. Pss Pss della Compagnia Baccalà – discepoli di Dimitri e vincitori del "Premio svizzero della scena 2016" – mette in scena una nuova generazione di clown, che con il loro silenzio sognante e la loro goffaggine comica hanno viaggiato il mondo intero, eseguito più di 600 volte, in oltre 50 paesi, e in tutti 5 i continenti, con grande successo.


Giovedì 31 gennaio l'irriverente artista, noto in tutto il mondo, Leo Bassi (foto locandina), autoproclamatosi "l'ultimo buffone" è sul palco con Bob – Best of Bassi. Leo Bassi è un personaggio eclettico e sorprendente, i suoi spettacoli sono sempre cangianti, al servizio dello spettatore e forse è proprio questa la chiave del suo successo mondiale. Erede di una stirpe di giocolieri e clown che ha fatto della risata un'arma pacifica per il cambiamento. Nato negli Stati Uniti nel 1952 da una famiglia di circensi, ha vissuto un po' ovunque girando il mondo con i suoi spettacoli; attualmente risiede in Spagna con frequenti trasferte in America Latina. La sua carica dirompente e l'apparente sprezzo del pericolo è insito nei suoi numeri. Il linguaggio schietto e coraggioso e le scene irriverenti e mai volgari, anche nelle nudità, incontrano l'apprezzamento del pubblico anche di giovane generazione.

Giovedì 14 febbraio I Lucchettino presentano Lucchettino Classic, di e con Luca Regina e Tino Fimiani. I Lucchettino, noti anche per i successi televisivi di Zelig Circus e la collaborazione col grande trasformista Arturo Brachetti, presentano uno show esplosivo che si basa sui migliori sketch, le gag più esilaranti e gli effetti magici più deliranti proposti in 20 anni di attività. Uno show di visual comedy in continuo divenire, una performance comica, magica e coinvolgente adatta a tutta la famiglia. L'eccentrica coppia della comicità italiana formata da Luca Regina e Tino Fimiani trae le sue radici nella tradizione clownesca, nel mondo del circo e nella commedia dell'arte e si rifanno alla scuola dei clown non parlati come Jacques Tati, Mr Bean e Jango Edwards.

Giovedì 28 febbraio gran finale con la talentuosa Rita Pelusio che presenta Urlando Furiosa – un poema etico di Domenico Ferrari, Riccardo Piferi, Riccardo Pippa e Rita Pelusio, regia di Riccardo Pippa. Urlando Furiosa è un buffone poetico e irriverente nato dalla fantasia di Rita Pelusio, attrice e autrice che da anni sperimenta un teatro che sappia essere al contempo comico e civile. Lo spettacolo che gioca con l'immaginario dell'epica, ci presenta un'eroina all'incontrario, piena di dubbi, in crisi, perennemente bastonata dalla realtà. Attraverso le sue riflessioni e il racconto delle sue battaglie perse si interroga sulle contraddizioni del presente e si chiede se ha ancora senso credere nell'incredibile, sfidare il cinismo e la disillusione, immaginare il futuro con più incanto.

Per info: tel 051843566 sito: www.comune.sassomarconi.bologna.it

Redazione

Zola Predosa, Domenica 2 dicembre festa di inaugurazione per la 17° edizione di Contronatura

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Domenica 2 dicembre 2018 ore 17.00 a Zola Predosa con una festa di inaugurazione presso lo Spazio Binario, (Piazza della Repubblica, 1) si apre la 17° edizione di Contronatura, la rassegna teatrale a cura dell'Associazione Culturale Cantharide. Musica dal vivo e parole – brindisi di apertura, di e con Cantharide-Gruppo Orfeo e tanti artisti ospiti. La rassegna ha il patrocino del Comune di Zola Predosa e della Regione Emilia Romagna (LR 13/99).
La nuova edizione, dal titolo Aprite Aprite, è dedicata agli attori e alla drammaturgia contemporanea. Il teatro – scrive la direttrice artistica Elena Galeotti- sarà abitato da artisti straordinari, stimati e più volte premiati dalla scena nazionale e internazionale". E prosegue "Nel nostro teatro l'attore è al centro, il cuore pulsante della scena. Ci interessano in particolare gli attori capaci di trasformare le difficoltà in momenti di forza, di aprire il lavoro alla sorpresa. Noi amiamo gli attori e quando arriva l'imprevisto e scatta l'improvviso può accadere che il teatro ti inebri di un profumo indimenticabile, come quando un portone si apre su un giardino di rose in fiore. Questo pensiero non ci abbandona mai, quando lavoriamo alle nostre produzioni, quando ospitiamo i colleghi, quando ci dedichiamo alla formazione. In un mondo invaso da schermi piatti e sigillati, l'attore sposta lo spettatore, lo porta con sé, lontano; in un mondo altro".

Si entra nel vivo della stagione sabato 12 gennaio (ore 20.00) con il Custode di Harold Pinter, nella versione di Francesco Pennacchia, regista e interprete insieme a Luca Stetur e Gianluca Balducci. Il Custode racconta di gente qualunque che vive, o piuttosto, sopravvive, tra rottami e illusioni. Nel chiuso di un tugurio pieno di cianfrusaglie, spifferi e infiltrazioni d'acqua piovana, un vecchio clochard trova riparo grazie a un giovane uomo, psicolabile, che abita lì. Un altro uomo, il proprietario, va e viene. Le pareti, come grandi calamite che hanno attratto ferraglie dalle strade della città, disegnano lo spazio in cui si ritrovano i tre. Si ha l'impressione di trovarsi in una zona franca, al riparo dalle regole spietate e selvagge della società, ma in questo microcosmo si riproducono gli stessi rapporti violenti che scandiscono la vita nel mondo esterno.

Sabato 19 gennaio (ore 20.00) Alberto Astorri e Paola Tintinelli sono in scena con Follìar, da loro diretto e interpretato. Due clown di beckettiana memoria – uno zio cieco e un cugino matto – si confrontano sul fallimento dell'arte e sulla sua inutilità rispetto alle vicende del mondo: alle prese con una mosca nella loro stanza-bunker, sono persi e soli, come nella notte dei tempi, ai confini di una galassia. Una finestrella è l'unico loro rapporto con il fuori, con "la grande opera" del mondo, narrata in visioni di desolata e struggente bellezza.

Sabato 2 marzo (ore 20.00) protagonista è il mondo dei fumetti di Maicol&Mirco, messo in scena dalla Compagnia Teatro Rebis in Il Papà Di Dio, liberamente ispirato all'omonimo romanzo, con Meri Bracalente, Andrea Filipponi, Sergio Licatalosi, Fermando Micucci, musiche di Lili Refrain scrittura scenica e regia di Andrea Fazzini. Il Papà di Dio accoglie le tematiche chiave degli autori – la solitudine, la morte, la relazione con l'altro e col divino, l'esistenza e la desistenza –, rielaborate dalla compagnia di Macerata con uno stile minimale. Scene irriverenti si alternano a momenti lirici, carichi d'astrazione linguistica e filosofica. Così nelle note del regista: Il Papà di Dio ha un diavolo per capello: suo figlio è irrecuperabile. Non ne combina mai una giusta. Non a caso suo figlio ha voluto creare il suo Universo senza prima studiare! Risultato un Universo dove si soffre, ci si ammala e si muore, si lavora e si suda. Un Universo tutto sbagliato, non come quello del Papà di Dio....dove non esiste morte, dolore né fame! Riuscirà Dio a farsi accettare da suo Papà? E suo Papà riuscirà a comprendere e capire il nostro povero Dio?"

Dal fumetto alla poesia venerdì 8 marzo (ore 20.00) con Emily Il Giardino Nella Mente di e con Isadora Angelini e con Luca Serrani. All'età di quarant'anni Emily tolse il proprio corpo dal mondo chiudendosi definitivamente in casa. La sua scrivania divenne telescopio e microscopio da cui osservava orizzonti lontani e le sfaccettature dell'animo umano. Lavorò incessantemente alla sua opera poetica, che tuttavia scelse di non pubblicare in vita. Alla sua morte, la sorella trovò un cassetto pieno di poesie, trascritte in piccoli fascicoli. Di lei rimangono anche le lettere con le quali intrattenne rapporti di cura, d'amore e di dialogo con il mondo. In mezzo alle sue carte, furono trovati 52 frammenti scritti su buste già usate. Queste buste di carta sembrano messaggi gettati ai venti del futuro, indirizzati a nessuno e a tutti contemporaneamente. Il testo dello spettacolo è composto da frammenti di lettere e poesie della grande poetessa americana.

Sabato 16 marzo (ore 20.00) Contronatura, dopo l'acclamato La vita ha un dente d'oro dello scorso anno, presenta Gingin (di cosa si parla quando si parla), un altro tassello de La trilogia del tavolino della regista e drammaturga Rita Frongia. Gingin (di cosa si parla quando si parla) è una commedia con dramma in penombra interpretata da Angela Antonini e Meri Bracalente. Due sorelle parlano di cinema, politica, della loro madre, delle storie da bambine e la loro chiacchiera è scossa da rivelazioni involontarie, da attriti imprevisti. La trilogia del tavolino porta in scena tre storie differenti, in cui la comicità è maestra, con sostanziali elementi in comune: due attori e un tavolino; il comico; un copione che istiga all'improvvisazione; un cadavere; luci discrete, musiche assenti, la regia vorrebbe sparire. Creazioni all'impronta di tre differenti ritmi. Gli attori, seduti a un tavolino, tentano di sconfiggere la morte.

La serata di sabato 6 aprile (ore 20.00) è dedicata al teatro di ricerca, grazie allo spettacolo L'Orco di e con Maurizio Bercini, autore di tanti fortunati spettacoli per l'infanzia e ora ideatore con Marina Allegri di una pièce che adatta gli stilemi della propria ricerca artistica in ambito teatrale a riflessioni più profonde e adatte a un pubblico adulto. Allievo di Otello Sarzi, Bercini è stato tra i fondatori del Teatro delle Briciole di Parma e suo direttore artistico fino al 2001. Innovatore del teatro di figura, mette al centro della ricerca artistica la forza metaforica degli oggetti. Tra le idee guida su cui si costruisce il suo teatro è lo studio dello spazio scenico e la relazione con il pubblico, l'infanzia come luogo dell'esperienza umana, il rapporto con la danza e con la musica, con le lingue e i dialetti, la riscrittura in chiave inconsueta e"popolare" di grandi testi della civiltà occidentale e del fiabesco. L'Orco è, infatti, un omaggio a una figura dominante il mito e la leggenda e che nella fiaba diventa simbolo di tutte le paure dell'ascoltatore e dello spettatore.

Il Gruppo Orfeo-Cantharide firma il progetto Orpheus Attack. Nato a partire dalla realizzazione di A mio fratello il regno a me lasciate il canto-ombre Orfeo sul binomio Orfeo-Euridice, Orpheus Attack si concentra sulla tensione per l'innato sentimento di immortalità dei giovani per poi confrontarsi con la fragilità di chi li dirige, il passato, il tempo che passa, il mutare delle forme e della presenza scenica. Temi, quindi, al centro dei due spettacoli, Mariachi e Gola, che il Gruppo propone rispettivamente il 13 e il 27 aprile.

Gola di Elena Galeotti, con Ilaria Debbi, Riccardo Marchi, Anteo Ortu, scene di Anteo Ortu, regia di Elena Galeotti, (studio per piccolo gruppo di peccatori), presentato nella scorsa edizione e in replica sabato 27 aprile ore 20.00, mette in scena una situazione tipicamente Carveriana: tre giovani innamorati della vita, ma confusi dalla miseria e dall'ipocrisia galoppante, che evitano a colpi di droghe e alcol, confessano la loro determinazione ad andare fino in fondo perché il vuoto intorno rimbomba e l'unica possibilità è amare e stordirsi; vivere fa troppo gola.

Con Mariachi (sabato 13 aprile ore 20.00) si chiude il progetto iniziato con lo spettacolo Gola. In scena Ilaria Debbi, Riccardo Marchi, Anteo Ortu, diretti da Elena Galeotti, spettacolo prodotto da Cantharide con il contributo di Comune di Zola Predosa e Regione Emilia Romagna.
I tre amici, incontrati in Gola, si ritrovano in un luogo desertico, sanno di non avere scampo e giocano, rischiano tentando di superare delle prove utili ad aggredire l'inevitabile. I giochi di parole si alternano ai movimenti, si mettono in difficoltà. Le risate nascondono le ombre. Si raccontano i loro sogni infranti. Per salvarsi da un mondo saturo di egoismo, intolleranza e indifferenza, ritrovano nel deserto il piacere e il gusto di sentirsi liberi. Il deserto diventerà così luogo ideale, intriso di atmosfere comiche, violente, irreali e paradossali; a metà tra una pista da ballo a San Cristóbal de Las Casas e le terre di Arzach.

Il Gruppo Orfeo-Cantharide vede artisti provenienti da studi e interessi specifici differenti: pittura, musica, fotografia, teatro. Sin dall'inizio si sono unite le competenze in un percorso interdisciplinare che ha aperto tante strade da percorrere e approfondire sulla scena.

La stagione si arricchisce quest'anno di una SEZIONE DEDICATA ALLE FAMIGLIE, che prende il via domenica 9 dicembre alle 17.00 con Storia di una Bambina di e con Isadora Angelini e Luca Serrani, rielaborazione di celebri fiabe popolari di Raperonzolo e Prezzemolina (bambini dai 3 anni).

Domenica 10 marzo (ore 17.00) il sipario si apre su La pera non cade lontano dal pero, reading di e con Alessandra Frabetti. Attraverso un'esplorazione artistica del novecento, con l'aiuto di maestri dell'umorismo quali P.G. Wodehouse, Achille Campanile e Vàzquez Montalban, ma anche con il contributo non solo di campioni indiscussi dell'arte culinaria come Brillat-Savarin e Artusi, ma perfino di un teorico come Roland Barthes, si ironizza sul rapporto archetipico tra eros e piacere del gusto, tra amore e zoomorfismo. Musiche dal vivo del maestro Luigi Caselli (bambini dagli 11 anni).
Domenica 24 marzo (ore 17.00) Il tenace soldatino di stagno di e con Damiano Grasselli, una storia di disperato amore ispirata alla omonima fiaba di Andersen. Lo spettacolo racconta la storia di un soldatino di stagno senza una gamba innamorato di una bella ballerina di carta. Il soldato cerca di offrire alla ballerina il proprio amore, ma un orribile pupazzo si oppone al soldatino, che cade dalla finestra, attraversa la città viaggiando nelle acque sotterranee e infine viene inghiottito da un pesce. Eppure riesce a tornare dalla sua ballerina e sorriderle (bambini dai 3 anni).

Domenica 12 maggio (ore 17.00) La favola del mercante, lettura scenica di e con Elena Galeotti, Ilaria Debbi e Stefano Vacchi. Ci sono tre sorelle, due cattive e furbette, una più giovane, molto bella e apparentemente ingenua, un po' sbadata, non troppo perspicace. La mamma non c'è come nella favola di Cenerentola e il papà, come tanti papà, è costretto a partire per un lungo viaggio di lavoro lasciando alle sorelle tremendine la possibilità di sfogarsi su quella più fragile (bambini dai 3 anni).

Completa la rassegna l'interessante SEZIONE ART AND VIBES a cura di Riccardo Marchi e Anteo Ortu del Gruppo Orfeo, che apre le porte alla musica e all'arte figurativa, che tanto influenzano il lavoro di attori e drammaturghi. Art and Vibes vede la presenza di due gruppi musicali con sonorità jazz, rock'n'roll, country-blue-grass in concerto e contemporaneamente le mostre di giovani artisti italiani, che espongono le loro opere nel foyer del teatro.

Sabato 16 febbraio (ore 20.00) Riccardo Marchi, voce, Marco Paganucci al pianoforte e Federico Gueci al contrabbasso sono in scena con Incantori, progetto musicale dedicato ai cantautori della storia della musica italiana passando dalla Francia e dalla Spagna.

Sabato 23 febbraio (ore 20.00) per gli appassionati del rock 'n'roll delle radici, country e bluegrass una serata dal titolo Lovesick Duo con Paolo Roberto Pianezza; voce, chitarra e Lap Steel e Francesca Alinovi II; contrabbasso e voce.

Redazione

Pesaro Palazzo Mosca – Musei Civici: La mostra "ROSSINI 150" prorogata fino al 3 marzo

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rossini la mostra urbino ph luigi angelucciSuccesso con oltre 23.000 visitatori

Sarà la settimana del non compleanno di Gioachino Rossini (nato il 29 febbraio 1792) a siglare il termine della mostra Rossini 150. Grande successo per la mostra diffusa a Pesaro, Urbino e Fano, che nei quattro mesi di apertura ha raggiunto i 23.056 visitatori, registrati complessivamente nelle tre sedi di mostra. Notevole l'apprezzamento da parte del pubblico e della critica che ne ha siglato la proroga fino al 3 marzo 2019 nelle sedi di Pesaro, a Palazzo Mosca - Musei Civici, e Urbino presso le Sale del Castellare di Palazzo Ducale. Chiude, invece, l'esposizione a Fano, presso il Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano, per lasciare spazio ad altri eventi già previsti.

Nell'anno delle celebrazioni per i 150 anni trascorsi dalla morte di Gioachino Rossini, dichiarato per legge "anno rossiniano", la mostra diffusa "Rossini 150" ha reso omaggio ad uno dei più importanti compositori della storia a partire dai legami con la sua terra di origine. Il percorso "Rossini 150" mantiene una omogeneità di fondo ed esplora aspetti particolari della vita, dell'opera, dei luoghi e più in generale del tempo di Rossini. L'allestimento suggestivo e originale offre al visitatore un'esperienza unica. Un viaggio nel mondo rossiniano per scoprire la figura del maestro nella versione più completa e autentica possibile.

La mostra ha ottenuto grande consenso e attenzione da parte dei mezzi di informazione. L'affluenza alla mostra è stata registrata sempre in buona crescita, con provenienza sia dal territorio che da fuori regione come tappa di turismo culturale. Grazie al biglietto unico si è proposto, infatti, un circuito che ha unito le tre città d'arte.

Molto richieste sono state anche le visite speciali a cura di Sistema Museo, previste ogni weekend: la visita musicale nella Storia del Pianoforte, il Racconto Concerto "Io, Gioachino Rossini e il Pianoforte", la visita animata Rossini e la marchesa Mosca ed, infine, le esperienze per bambini.
Continueranno fino a marzo, a data fissa, la visita musicale nella Storia del Pianoforte e le visite guidate alla mostra. Le altre attività resteranno disponibili su prenotazione per gruppi.

Per il pubblico delle scuole di ogni ordine e grado è attivo il programma di laboratori e visite guidate, per stimolare la curiosità di bambini e ragazzi. A Pesaro sono proposte diverse attività didattiche indirizzate alla cultura e storia dei grandi compositori: le visite musicali nella storia del pianoforte, la visita animata in costume con l'incontro di un giovane Gioachino Rossini, personaggi e luoghi a Casa Rossini che hanno ispirato il compositore, esperienze teatralizzate e laboratoriali.
A Urbino è protagonista delle visite la poliedricità dell'artista Pelagio Palagi in connubio con la figura del grande Rossini: pittore, architetto, incisore, disegnatore di arredi.

Il risultato positivo della mostra Rossini 150 premia la collaborazione tra le istituzioni pubbliche e private. Il progetto diffuso è stato ideato dal Comitato Promotore delle Celebrazioni Rossiniane e promosso da Comune di Urbino, Comune di Pesaro e Comune di Fano, in collaborazione con la Regione Marche, e organizzata da Sistema Museo. L'evento si avvale inoltre dell'importante collaborazione con la Fondazione G. Rossini, il Conservatorio Statale di Musica "Gioachino Rossini", il Rossini Opera Festival, l'Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, istituzioni pesaresi, e con il Museo del Pianoforte Storico e del Suono di Accademia dei Musici, struttura artistico musicale di ricerca e divulgazione della musica classica, che opera principalmente nelle Marche.

Pesaro, città natale del Cigno, ospita a Palazzo Mosca – Musei Civici la mostra "Pesaro racconta Rossini", esposizione esperienziale e multimediale, con percorso narrativo a cura di Emanuele Aldrovandi, che vuole far rivivere la complessa vicenda biografica del compositore e far apprezzare al meglio le sue intramontabili opere. Viene inoltre riesposta integralmente la prestigiosa collezione Hercolani-Rossini, composta da 38 dipinti e un marmo, pervenuti a Gioachino in punto di morte per ripagare un suo prestito ai nobili bolognesi Hercolani. Infine il Conservatorio G. Rossini, in collaborazione con l'Ente Olivieri e la Fondazione G. Rossini, cura una ricca sezione documentaria che ripercorre la propria storia a partire dalla nascita, nel 1882, per volontà del maestro.

A Urbino, nella sede di Palazzo Ducale, Sale del Castellare, si prosegue con la mostra a cura di Vittorio Sgarbi, "Gesamtkunstwerk: Pelagio Palagi e Gioachino Rossini", dedicata alle opere del noto e apprezzato pittore bolognese Pelagio Palagi; disegni, dipinti e ritratti (in gran parte inediti), provenienti dalle Collezioni della Fondazione Carisbo, dalla Fondazione Cavallini Sgarbi e da gallerie e raccolte private, documentano il "secolo" rossiniano tra neoclassicismo e romanticismo.

L'identità marchigiana dell'intero progetto, nella prospettiva di supportare e valorizzare il patrimonio artistico, si estende altresì alle aree colpite dall'ultimo sisma, al fine di incentivarne la riscoperta e lo sviluppo turistico. Proprio da questo territorio marchigiano, dove opera il Museo del Pianoforte Storico e del Suono di Accademia dei Musici, provengono antichi strumenti, da fine Settecento ai primi del Novecento, completamente restaurati e funzionanti, in gran parte della "Collezione Claudio Veneri".
Questi strumenti presentano i marchi dei "Maestri" della storia del pianoforte, tra cui il Pleyel, marchio prediletto da Gioachino, e oltre ad essere esposti sono protagonisti di speciali visite musicali e racconti concerto nelle sedi.

( Ph: Luigi Angelucci )

Redazione 

Pesaro. Personale di Thomas Braida dal titolo: "Aspettando dentro l’anno del gatto"

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THOMAS BRAIDA PescheriaPesaroLa Fondazione Pescheria - Centro Arti Visive di Pesaro presenta la mostra personale di Thomas Braida dal titolo Aspettando dentro l'anno del gatto che inaugura al pubblico sabato 17 novembre 2018 alle ore 18 e sarà visitabile fino al 13 gennaio 2019.
La mostra a cura di Marcello Smarrelli, con un testo di Davide Ferri, si concentra sugli ultimi anni di ricerca di Thomas Braida. L'artista friulano, classe 1982, iniziatosi giovanissimo alla pittura e alla frequentazione degli ambienti veneziani, ha già all'attivo un consistente corpus di opere che spaziano tra vari soggetti e approcci Nell'arte eclettica di Braida è centrale l'interesse per la pittura figurativa del passato riletta attraverso un misto di mito, storia, generi e stili, da cui nascono dipinti di vita dove si combinano cronaca, letteratura, politica, incubi, fiabe, tra ossessioni personali e immaginario collettivo. Creazioni che rivelano una profonda conoscenza storico-artistica e al contempo una carica beffarda e mistificatoria.
Riuniti sotto un titolo enigmatico quanto curioso, Aspettando dentro l'anno del gatto - ispirato dalla canzone di Al Stewart, Year Of The Cat (1976) - negli spazi suggestivi del Loggiato della Pescheria e dell'attigua Chiesa del Suffragio, l'artista presenta diversi dipinti di varie dimensioni, da enormi teleri propri della tradizione veneta, tra cui La pantera de Marghera (2018) e Le tentazioni di Sant'Antonio (2012), a vere e proprie miniature come Uno serio che cresce i miei figli (2018) o L'ultimo uccello (2018).
Braida si distingue nell'interpretazione della storia della pittura europea in termini di variazioni nella creazione. Filtra attraverso l'immaginazione e l'istinto, cita e dissacra, esalta e distrugge, stemperando il pathos eccessivo con buone dosi di umorismo. Consapevole e impertinente, fa coesistere Ensor, Grosz, Goya, il barocco, la Bibbia, la mitologia greca, ma anche Lady Gaga e Capitan Harlock e il suo dipingere fluido e carnale ha sempre una duplice direzione, naturalistica e visionaria. Vuole tenere insieme gli opposti. Passa da tinte nere, cupe e bituminose a toni accesi, luminosi e vivi. Sapiente infatti il lavoro sulla luce che, sostiene l'artista, è "il fine ultimo dei miei quadri, anche se non è proprio vero. C'è un ultima cosa importantissima: il tempo"; così bagliori fosforescenti penetrano nella forma di cose e figure, trasfigurano i colori ed estendono lo spazio in un'illusione d'infinito.
La pratica di Thomas Braida è dunque emblematica di un diverso approccio alla pittura da parte di una generazione di artisti che ha iniziato a lavorare all'inizio degli anni duemila, capace di approdare a una figurazione colta e, insieme, esuberante e "agile", libera dai gangli autoreferenziali che hanno segnato il lavoro di molti pittori negli ultimi decenni, apparentemente lontana dai dibattiti sulla morte e sopravvivenza del medium e dalle preoccupazioni di quella critica che continua a pensare la pittura come a un linguaggio obsoleto.
Come appare in modo evidente anche nei lavori inclusi in questa mostra, la figurazione è semplicemente, per Braida, un'esperienza primaria e inesauribile.


Thomas Braida (Gorizia, 1982)
Laureato in pittura all'Accademia di Belle Arti di Venezia con il prof. Carlo Di Raco, ha preso parte dal 2005 a numerose esposizioni collettive (Bergamo, Torino, NY, Roma, Milano, Venezia, Vienna, Budapest, Ljubljana) e a prestigiosi concorsi artistici. Tra le sue personali: Solo, a cura di Caroline Corbetta, (Palazzo Nani Bernardo, Venezia, 2017); Thomas Braida, Solo Show, (Monitor Roma, 2016); "TOADS SWALLOW FIREFLIES, THE GODS EAT EVERYTHING" (Gust van Dijk Home to Contemporary Art, Tillburg, Holland, 2014); "Thomas
Braida" (ex-tappezzerie Semenzato, Mestre, Venezia, 2012) e "IL CREPACCIO presents THOMAS BRAIDA" (Milano, 2012).

Redazione

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